di DAVIDE CARDIA – Quando ci si occupa di educazione/addestramento la difficoltà maggiore sta nel fare in modo che il cane abbia voglia di lavorare con noi: ovvero che sia motivato. Se riusciamo ad ottenere questo, il risultato sarà una relazione  in cui la collaborazione diventa un evento interattivo tra me e il mio cane.
Quando “lavoriamo” il cane usando il bocconcino come rinforzo è necessario che il cane sia affamato, altrimenti Fido ti dice: “Tutto qua? No, grazie, preferisco andare ad annusare quell’angolo”.
Facendo un esempio riferito al mondo degli uomini, è come se chiedessimo di fare un lavoro per noi ad una persona che guadagna un milione di euro al mese… sai che risate!?
Inoltre, “lavorare” il cane con il bocconcino (do per scontato che lo si faccia nel modo corretto, cioè senza ricatto) presenta due difficoltà:
1.    a un certo punto il cane si sazia
2.    a lungo andare, diventa un’attività piuttosto statica.

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Quello che faccio di solito, dopo aver trasmesso al cane alcuni comportamenti di base – attenzione, seduto, in piedi, terra, fermo – è di introdurre il movimento come fonte di stimolo.
Cerco di invogliare il cane alla predazione, alla caccia, come comportamento che si rinforza da sé, non essendo neppure necessario il raggiungimento dell’oggetto desiderato.
La caccia stessa, la maggior parte delle volte, non ha esito positivo; ciononostante il desiderio c’è lo stesso.
A questo punto non è importante cosa si usi per motivare il cane; infatti è il movimento stesso a fare in modo che il cane sia motivato e , ancora più importante, il rinforzo non è più un oggetto ma diventa un evento interattivo, qualcosa che accade tra lui e me.
Arriviamo ad occuparci di meno dell’oggetto e di più a come lo utilizziamo.
Il cibo stesso, grazie al movimento, diventa gioco: il nostro movimento va a creare un’interazione soddisfacente, ovvero il rinforzo per il cane.

Come si costruisce la motivazione?
Cercherò di descrivere, sebbene in maniera schematica e purtroppo approssimativa (certe azioni sono più facili da mostrare che da descrivere!) come richiamo il cane e come creo l’interazione con lui.
Innanzitutto è bene imparare a fare certi movimenti senza cane. Il primo movimento che consiglio di provare ai miei clienti è la corsa all’indietro, strisciando le punte (altrimenti si cade), con le mani al petto e mai basse: un po’ come la corsa del running back nel football americano.
Presa dimestichezza con questo movimento, si procede in questo modo:

1. collegate il guinzaglio alla pettorina del cane (in questo caso uso la pettorina in quanto vado a creare frustrazione e stress nel cane: il cane deve “volere” quello che sta per succedere e, per il momento, non può raggiungerlo. La fascia della pettorina non deve stringere sulla trachea del cane, per questo è opportuno usare le pettorine che si usano nelle discipline sportive);
2. il proprietario del cane, che fino ad allora era stato al vostro fianco, eccita il cane perché lo segua, quindi gli dà le spalle e si allontana correndo per una ventina di metri.
3. il cane cercherà immediatamente di inseguire l’umano; voi trattenetelo, guinzaglio teso, magari assecondando con qualche passettino. Insomma, comportatevi come si comporta l’umano tipico quando il cane tira al guinzaglio. Nel frattempo, stimolatelo con voce suadente dicendo cose come: “ehi piccolo, dove va la mamma/il papà?”. Non chiamatelo per nome e non toccatelo;
4. quando il proprietario avrà coperto la distanza indicata, si girerà e dirà “Fido, Vieni!”
5. solo al suono del comando “Vieni” lascerete il guinzaglio;
6. quando il cane sarà a 2/3 metri dal proprietario, questi comincerà ad indietreggiare come descritto prima;
7. solo quando il cane avrà raggiunto l’umano, questi abbasserà la mano per il rinforzo (che deve essere sempre variabile);
8. dopo aver interagito per un paio di minuti con il cane, l’umano cesserà ogni movimento. Nel momento in cui il cane si sarà allontanato da lui, l’umano ripeterà quanto indicato dal punto 4 al punto 8 (per 2/3 volte).

A questo punto (e progressivamente) consiglio anche di inserire delle distrazioni:

• cane libero vicino al proprietario. Un collaboratore scappa con del cibo in mano. Appena il cane lo raggiunge, il proprietario richiama il cane e nello stesso momento il collaboratore cessa ogni movimento.
• cane libero vicino al proprietario. Collaboratori intorno che a turno fanno rumore e/o attirano il cane. Al richiamo del proprietario, cessa ogni stimolo fornito dai collaboratori.
• tutti i punti da 1 a 8 ma, lungo il percorso, un collaboratore con un cane al guinzaglio e/o cibo sparso per terra.

Attenzione: quando creiamo una situazione di questo tipo, dobbiamo poi fare attenzione a quello che può succedere al parco o per la strada; il cane, vedendo un ciclista, una macchina o un altro cane, potrebbe avere lo stesso senso di frustrazione provato in addestramento.
Per evitare questo problema è bene dare al cane delle alternative, facendogli capire che è sempre più divertente stare con noi.

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15 Commenti

  1. Bello!QUesto esercizio l’ho fatto al campo e ho provato diverse volte anche i punti successivi.Nel 90% dei casi il mio cane risponde bene, al campo è perfetto ma…..purtroppo e mi è capitato, il richiamo con odori forti, come li chiamo io, come quelli lasciati da una femmina in estro o la presenza di una lepre o di un fagiano fanno in modo che a me il cane non ritorni.I selvatici li rincorre anche per un ora e con l’odore della femmina segue la pista fino a raggiungerla(una volta una signora che sentiva il mio richiamo me lo ha riportato con la cagna in braccio!!!)Io il cane l’ho preso da adulto al canile e non so bene cosa facesse prima, ma cacciatori che incontro passeggiando mi hanno detto vedendolo che sarebbe un ottimo cane da caccia, per come annusa sia a terra che in aria….ma io a caccia non ci andrò mai!Che posso fare per eliminare questi inconvenienti?Mi dispiace perchè so che non avere un richiamo perfetto significa non poter mettere al sicuro il cane e quindi in aperta campagna prima di fargli fare una corsetta devo fare un bel casino(suono il clakson della macchina)per far scappare qualche preda:-).Ah, dimenticavo, non disdegna le galline….quindi lontano dai pollai….grazie!

    • ciao Orly. Il fatto che il cane faccia bene un esercizio in ambiente protetto (al campo) è un passo necessario perché si comporti “bene” nel mondo esterno. Un po’ come accedere all’università (mondo) solo dopo aver fatto il liceo (campo). Pensa se non lo facesse nemmeno al campo! Rispetto ai forti odori e ai selvatici, la questione è molto complessa: è la natura. Hai presente il film Up, quando qualcuno diceva Scoiattolo? In questi casi abbiamo di fronte la natura. io lavoro in 2 modi:
      1) fare e rifare. aggiungere distrazioni sempre + fantasiose (ma sempre gradualmente).
      2)cane al guinzaglio e correzione: il cane guarda lo scoiattolo? No! quindi DOPO correzione con guinzaglio. Appena il cane “si riprende”, con tono invitante e dolce gli dico: ehi piccolo, stai con me che facciamo qualcosa di bello.

      certo che il cane saprà che facciamo qualcosa di bello se gliel’ho già insegnato, quindi lavoro lavoro lavoro che deve essere divertimento divertimento divertimento. L’obiettivo non è punirlo in modo tale che il cane veda le galline e abbia paura, bensì che ci desideri più di quanto desideri le galline. Se dici al tuo cane: si lavora e lui si spegne, anche se hai un cane obbediente, non stai lavorando bene.
      PS due consigli: non chiamarlo se pensi che possa non tornare… piuttosto fa qualcosa e non lasciarlo libero se non riesci a controllarlo. se poi ti va ti racconto + nel dettaglio che tipo di distrazioni mettere e come utlizzare il rinforzo (in realtà l’obiettivo è che il rinforzo sia l’interazione tra te e lui)

  2. Ottimo articolo! Personalmente con il richiamo non ho grossissimi problemi, la mia cagna risponde abbastanza bene sempre, anche se a volte, soprattutto quando c’è come distrazione il gioco con altri cani, è un po’ lenta nella risposta e devo richiamarla con un tono leggermente più severo.

    Se provassi a inserire la corsetta indietro da parte mia, potrei invogliarla maggiormente ad una risposta più immediata?
    Lo “stimolo del movimento”, potrebbe essere di beneficio ad esempio anche per migliorare la velocità di un riporto?

    • ciao Danilo, la corsa all’indietro pare irresistibile per i cani ahahah.
      Per migliorare la velocità del riporto, uso la frustrazione. Cane bello carico e dai il porta solo quando sta per esplodere. Quando riporta, non incombere su di lui, nemmeno con le spalle. Se se ferma a un metro, piuttosto fa un passo indietro per farti raggiungere.

  3. Mi riallaccio al discorso di Orly e chiedo all’autore dell’articolo se le varianti che ha suggerito sono da considerare semplici distrazioni oppure sono delle “simulazioni di predazione”. Questo perche’ anch’io ho grosse difficolta’ a rendere efficace il richiamo nel caso in cui il mio cane e’ in predazione di gatti/conigli, ad esempio.
    Grazie!

    • simulazioni di predazione.
      1) cane libero con il proprietario che all’inizio darà cibo prelibato al piccolo.
      2)il proprietario cessa di dare il cibo e sta fermo. il collaboratore fa annusare al cane qualcosa di buono e scappa via
      3)quando il cane raggiunge il collaboratore, il proprietario lo richiama e il collaboratore si ferma e cessa ogni stimolo
      4) il cane torna e grandi feste del proprietario.

      quando il cane ha imparato, il collaboratore può continuare a correre anche se sente il richiamo

  4. Danilo, beato te che, quando gioca con altri cani è solo un po’ più lenta. Il mio, quando è con altri cani, proprio non mi sente: non sa nemmeno se esisto o no. Per ottenere la sua attenzione devo aspettare un momento di pausa del gioco (non è detto che risponda ma almeno si accorge che lo chiamo).
    Ma ha solo 8 mesi e spero che, lavorando io e crescendo lui qualcosa di più otterrò. Proverò anche questo metodo, tra i vari esercizi per insegnargli il “vieni”.

    • spesso consiglio di chiamare iol cane con il guinzaglio bene in vista. per molti cani, il richiamo del proprietario rappresenta la fine del gioco.Procedo in questo modo:
      1)richiamo con distrazioni gradualmente più complesse e con guinzaglio visibile.
      2)cane torna, grandi feste e faccio finta di legarlo (click), invece dico “libero”
      4 volte libero e 1 volta lo lego e così via.
      Non voglio che si creino pattern comportamentali: stessa cosa per il rinforzo, infatti quantità e modi devono essere variabili.
      Se Valeria è d’accordo, nei prossimi giorni preparo un video.

  5. Grazie!Aspetto racconti e video!Ho capito i concetti!Il cane a lavoro non si spegne ma purtroppo lui gioca poco o nulla….palline e giochi vari non gli piacciono molto, se non bene “conditi”con bocconcini.Ancora grazie!

  6. Ciao mi chiamo ale . Volevo un consiglio ho una tervueren di 9 mesi attitudine al lavoro alta , abbiamo già iniziato a fare agility e le piace un sacco . In virtu del suo predatorio e presa a mille da biciclette e gente che corre a piedi . Nel bosco è partita e si è attaccata alla ruota di un ciclista . In città a guinzaglio se passa una bici la chiamo e la distraggo col bocconcino , molto golosa . 3 4 bici ok alla 5 lo stimolo e talmente forte che vuole corregli dietro. Come faccio ad esempio quando è libera a risultare uno stimolo maggiore di qualcosa che corre , a distglierla dalla sua intenzione .Anche perchè vorrei fare il bh a 15 mesi ma la vedo impegnativa . grazie

    • Falla giocare a mordere! E’ un tervueren, una razza fatta per utilizzare il morso… se non incanali verso il gioco la sua attitudine naturale, poi lei si sfoga come e quando le viene il ghiribizzo di farlo, per esempio con le bici. Se invece le insegni a giocare correttamente con un salamotto, per esempio… vedrai che troverà il gioco con te più appassionante di qualsiasi bicicletta: perché tu interagisci con lei e la bici no.

  7. Salve, mi chiamo Jessica. Ho letto vari articoli su questo tipo di addestramento, mi è interessato più degli altri perchè ci tengo molto ad imparare bene (in modo da poterlo insegnare bene) questo particolare passo con la mia cagnolina. E’ una cucciola di appena due mesi, un meticcio, è molto intelligente! Quando l’ho presa aveva una quarantina di giorni (per cui non ha finito lo svezzamento), ma ha dato modo di far capire che è un bel peperino super intelligente, tanto è vero che dopo due settimane che l’avevo in casa aveva gia imparato ad ubbidire agli ordini, adesso è molto brava anche a giocare: lanci il pupazzo, lo prende, la chiami e torna, e te lo lascia.
    Però ho due problemini (anche se sono consapevole che è piccola e ci vuole tempo e pazienza), voglio comunque informarmi meglio perchè ho paura di non poterla proteggere:
    Quando usciamo la tengo sempre al guinzaglio, a parte rare volte che è presa dal gioco con me e la sgancio (però ovviamente mi sta sempre vicina), se per caso giriamo tipo in un prato, quindi dove posso far allungare il guinzaglio e lei si allontana, quando la richiamo, all’inizio correva sempre subito. Adesso si blocca, si guarda in giro, magari sta li facendo finta di non avermi neanche vista o sentita e si mette ad annusare in giro. Io aspetto, per vedere se fatto il suo bisogno (annusare, guardare o che ) poi torna. Ma non lo fa, la devo chiamare ripetutamente, e a volte quando non viene per farla avvicinare devo avvicinarla (ovviamente con delicatezza) col guinzaglio, allora torna. Vorrei poter avere un modo che lei capisca al meglio.
    il mio secondo problema, è che mordicchia. Nel gioco, nella cuccia, i miei vestiti.. Un mozzico lo deve sempre dare, però a volte come ad esempio nel gioco, non si accorge di fare male. Ho provato a fargli capire che non deve mordere, ma quando gioca o quando è super eccitata proprio non ci fa caso. Per questo come posso fargli capire che non deve mordere, soprattutto forte?

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Nato a Moncalieri(TO) il 23/10/69, ha frequentato il liceo classico e poi filosofia a Torino. Una decina di anni fa ha cominciato a seguire Moguez per imparare il mondioring. Ha passato alcuni anni a cercare di recuperare cani problematici (morsicatori soprattutto) presso il canile di Piossasco (TO), che ancora aiuta in caso di necessità. Fa parte del direttivo della Onlus Canisciolti (www.icanisciolti.com) che segue i cani del canile di Avola. E' addestratore ENCI e Tecnico preparatore per il C4Z (cittadino a 4 zampe). Nel 2011, con due colleghi, ha aperto il Gruppo Cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) dove si occupa di educazione, addestramento, sport . Ha partecipato ad alcune puntate della trasmissione radiofonica Uno all’Una su Prima Radio e alla trasmissione televisiva Aria Pulita di Telecity7Gold.