di ELENA GREGORAT – Ho sempre desiderato un cucciolo, ma i miei genitori non mi hanno accontentata, pensando fosse il classico capriccio. Allora raccoglievo e accudivo qualsiasi cosa, dalle formiche ai girini, ho persino allevato “cimici” cercando di addestrarle in fantomatici percorsi di agility: il tutto nella mia cameretta, di nascosto dai miei (non vi dico quando mia mamma si è accorta delle cimici…) poi in quinta elementare mi è stato regalato un gatto, un regalo fantastico!
Da lì ho iniziato a raccattare pure i randagi (e di nuovo, non vi dico mia mamma…); poi, siccome lei non li voleva in casa e vivevamo nei pressi di una strada parecchio trafficata, vedendoli finire uno dopo l’altro sotto alle vetture, ho smesso con i poveri micetti.
Ho iniziato a chiedere un cane, assillando la mamma ogni giorno, ma niente…lei, imperterrita, mi dava sempre un bel due di picche come risposta. Sono cresciuta, mi sono fidanzata, ma il mio sogno non è mai cambiato. Un bel giorno la mia povera madre, esausta, mi dice:  “Ok, puoi prendere un cane”.
Non ci penso un nanosecondo e e prenoto subito un bel cucciolo di bouledogue francese, versando la caparra nella speranza che lei non ritratti, cambiando idea! Posso un mese tremendo aspettando quel giorno, nel frattempo vado a vederlo, lo stringo e lo bacio (anche se era parecchio puzzolente… e così è rimasto nei secoli dei secoli!), passo notti insonni fantasticando sulla nostra vita insieme, leggo miliardi di cose sulla sua razza (ma nulla mi prepara a lui).
Poi arriva il giorno. Non si può descrivere la mia felicità, il sorriso stampato sulla mia faccia per il suo arrivo, il mio primo vero CANE, basta trudi, basta invidiare tutti i possessori di quattro zampe, ora sono una di loro! Lui, Stitch, è lì, mi guarda come a dire “e mò che vuole questa?” poi andiamo a casa, lui è socievole, saluta tutti con quel culetto senza coda, mia mamma mi dice: “Dio ma che brutto, ma non dovevi prendere un cane?”, ma lui per me è bellissimo, il più bello di tutti!
Non abbaia, grugnisce.
I bimbi per strada mi chiedono se è un cinghiale, certe persone lo guardano con disprezzo (8 anni fà se ne vedevano pochi, anzi nessuno a Udine), ad altri piace e si fermano per chiedere informazioni, io mi gonfio come un pavone perchè sono orgogliosa di lui. Mia madre ci ha messo mesi prima di accarezzarlo perchè non le piacevano gli animali, ora parla con lui e mi chiede se ogni tanto lo lascio a dormire da loro…
Lui non è un cane, non ha paura di niente, è indipendente e menefreghista al massimo, mai sottomesso a nessun altro cane, mai agressivo, dolce e coccolone con me fino alla nausea. Frequentiamo anche Obedience insieme, dove è bravino ma solo in presenza del bocconcino, altrimenti mi fà il gesto dell’ombrello. Infatti alla sua prima gara ufficiale inizia benissimo, condotta perfetta…poi si accorge che in gara non si mangia e se ne và felicemente a pisciare sulla rete!
Ma lui è così, è figo per quello, non gliene frega niente di quel che dice la gente. E’ grazie a lui se sono entrata nel mondo cinofilo, se ho scoperto l’Obedience appassionandomi a tal punto da diventare commissario di ring.

Poi, un brutto giorno, all’età di 5 anni, Stitch è rimasto paralizzato, a causa di un’ ernia al disco.
Inoperabile data la gravità secondo il mio veterinario di fiducia. Curato con cortisone per un mese, catetere e clisteri, eravamo in simbiosi io e lui, di 13kg ne ha persi 6…io pure non mangiavo, ho dormito sul divano per stargli vicino, ho pianto tanto fino a prendere la decisione, farlo sopprimere.
Soffriva davvero troppo.
Ma al fatidico giorno, prima della puntura, lui muove le zampe. Un segno, dico io!!
Allora inizia un lungo percorso di fisioterapia, nuoto…ho speso un capitale, ma ne è valsa la pena. Poi però era sempre triste, morto dentro, non voleva mai uscire. Tutti mi hanno sconsigliato di prendere un altro cane, Stitch non può più fare sforzi, se gioca o corre rimane di nuovo paralizzato.
Ma arriva Lamù, american staffordshire terrier. Chi la conosce sa quant’è irruenta, con gli altri cani gioca come se fosse un carroarmato, ma con lui…lo adora, gioca come fosse un elefante in un negozio di crristalli, non ho mai dovuto insegnarle come fare, ogni tanto c’è da mettersi le mani nei capelli perchè prende la rincorsa e lo scavalca come fosse un ostacolo di agility…lui serra gli occhi ma resta lì, sà che non le farà mai del male.
Se sta male lei lo lecca fino allo sfinimento e non lo perde mai di vista, se qualche cane si avvicina al parco, lei si mette in mezzo come a proteggerlo, se lui decide di annusare l’altro cane, lei non gli leva mai lo sguardo di dosso e se l’altro esagera lo “sistema”.
A tutti quelli che dicevano Stitch che sarebbe morto, a tutti quelli che mi dicevano di non prendere un altro cane perchè gli avrebbe fatto del male (un Amstaff poi, cane killer) dico questo: Stitch oggi ha quasi 9 anni e da 3 vive con Lamù che gli ha portato gioia, serenità e voglia di vivere.

Aggiungo ancora che mi sono sempre piaciuti gli Amstaff: era il mio sogno nel cassetto, ma come prima esperienza non me la sono sentita. Da inesperta in ambito cinofilo mi sembrava troppo per me, quindi ho optato, come primo cane, per l'”alieno” Stitch.
Poi, ad una gara, ho conosciuto un allevatore di Amstaff e l’ho stressato all’infinito con mille domande.
Lui continuava a ripetermi che sarebbe stato fiero se io avessi portato uno dei suoi cani in Obedience, per fare pubblicità a questa fantastica razza. Il giorno che mi ha chiamata, tre anni fa, dicendo che aveva la cagnina giusta per me, non ci ho pensato due volte e sono andata a prendermela fino a Roma.
Le mille paranoie su come sarebbe stata la convivenza tra lei e l'”alieno” sono svanite subito appena siamo arrivate a casa.
Lei terrorizzata, coda sotto le zampe e tutta tremante, entra in casa: Stitch la vede e gli si illuminano gli occhi, inizia a saltellarle incontro e lei come per magia si scioglie: è fatta, sono amici, migliori amici!
Devo dire che con lei non ho avuto problemi, lui le ha insegnato tutto, buona educazione ma anche mille stronzate, tipo lei che ruba cibo dal tavolo e lo passa a lui che non ci arriva…Gianni e Pinotto insomma!
Sono molto fiera di lei, siamo in classe1 in Obedience, è uno dei pochissimi Amstaff in questa disciplina. E’ sempre serena e allegra, meravigliosa, forse non siamo ancora ai livelli dei Border… ma noi non volevamo vincere facile!
Sono molto soddisfatta di portare in Obedience una così detta razza difficile, che se trattata nel modo giusto poi tanto difficile non è!
La cosa più difficile per me è continuare a controbattere ai miliardi di persone che ancora oggi ci additano o addirittura insultano dicendole “cane assassino”.
Io dai miei cani ho imparato tanto. Più che da molti umani.