venerdì , 21 luglio 2017
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Ma che freddo fa… (come aiutare i cani a superare le temperature più rigide)

di VALERIA ROSSI – Ogni tanto mio figlio si diletta a guardare, nelle pagine delle statistiche del sito, le parole e le frasi-chiave con cui i lettori arrivano dai motori di ricerca. Non che lo faccia per questioni interne di marketing, per capire come impostare meglio i tags o cose simili: lo fa proprio perché si scompiscia dal ridere…e lo posso capire, visto quello che scrive la gente nelle barre di ricerca.
C’è il maialone che arriva su “Ti presento il cane” cercando “Sesso animali con le donne (video)”…e immagino che ci resti malissimo, approdando s questo sito (peraltro, mi chiedo come mai google lo porti proprio qui…forse è per via dell’articolo “Il mio cane mi ama…ma vorrebbe anche fare sesso con me?”, che ha fatto un sproposito di visite, temo non tutte cinofile); c’è il fantasioso che cerca razze come “il iorchsciar” (scritto esattamente così, articolo compreso) o “l’alano danese a pelo lungo”. C’è quello che parla con Google come se fosse un vecchio amico, e gli chiede in tono colloquiale: “Quanto potrebbe costare un cucciolo di bulldog non proprio da esposizione, però tipico e sano, a Torino?” (testuale). Ieri sera, però, il figlio mi si è scompisciato sulla seguente chiave di ricerca: “A che temperatura può sopravvivere un bigol?” (scritto così. Peraltro, nei motori di ricerca, Bigol e Ciwawa sono moooolto più diffusi di Beagle e Chihuahua).
Visto che in alcune regioni italiane il “bigol” non è precisamente un cane, il figlio si è capottato dalla sedia, facendo pesanti allusioni tipo: “Be’, per sopravvivere sopravvive: magari si restringe un po’, ma sopravvive…”, mentre a me veniva la pelle d’oca. Non per il freddo, ma per i significati reconditi di una ricerca come questa: perché io mi immaginavo ‘sti tizio che cercava su Google mentre il suo cane stava fuori alle intemperie, cercando di capire se doveva fare lo sforzo di tirarlo in casa o se poteva lasciarlo lì, perché se la sarebba comunque cavata.
Ergo, mi è sembrato il caso di scrivere di corsa questo brevissimo articoletto, giusto per ricordare che:

a) i cani, anche se possono sopravvivere al freddo quando sono ben equipaggiati di sottopelo, il freddo LO SENTONO esattamente come noi. E tra “sopravvivere” e “star bene” c’è una certa differenza;
b) il pelo lungo, di per sè, non significa niente: ci vuole il sottopelo, per essere protetti dal freddo. Se il cane non ce l’ha, può avere anche il pelo che tocca terra, ma congelerà ugualmente. I cani senza sottopelo patiscono il freddo quasi come un essere umano e possono anche morirne, se le temperature scendono sotto certi limiti;
c) i cani piccoli soffrono il freddo più di quelli di taglia media. I giganti lo soffrono meno dei piccoletti, ma più di quelli di taglia media. I cuccioli e gli anziani lo soffrono molto più degli adulti. I neonati, al freddo intenso, muoiono tutti: a qualsiasi razza appartengano: non hanno ancora alcuna capacità di termoregolazione e basta che la madre si allontani per tre minuti a pisciare perché succeda una strage;
d) la classica “cuccia” all’esterno può non essere sufficiente a certe temperature. Se fa molto freddo, la cuccia va “imbottita” con stracci di lana, o almeno con paglia o fieno, ed è bene mettere un telo tipo tenda davanti alla porta, in modo che il calore interno non si disperda troppo rapidamente. Le coperte intere non servono quasi a niente: molto meglio del tessuto caldo a brandelli, sotto i quali il cane possa infilarsi;
e) in ogni caso, se la temperatura scende di 4-5 gradi sotto lo zero, qualsiasi cane – con rare eccezioni costituite dalle razze da montagna, da quelle nordiche e in genere da tutte quelle con sottopelo particolarmente spesso e fitto – dovrebbe essere ricoverato al coperto, almeno di notte. Insomma, se sta in casa è meglio: ma se proprio non lo volete in casa, almeno mettetelo in un capanno, in un garage, dove vi pare, purché non al gelo;
f) i cani che vivono in casa, se devono uscire al gelo-gelissimo, possono ammalarsi non tanto per il freddo in se stesso, quanto per gli sbalzi di temperatura: passare dal caldo dei termosifoni al sottozero esterno è uno choc termico mica da ridere. Quindi, o fate a loro la stessa cosa che fate a voi (e cioè gli fate indossare un cappotto: sull’argomento vedere anche questo articolo), oppure passate da un ambiente all’altro con gradualità: per esempio, se vivete in un palazzo di città, fermatevi per cinque minuti nel portone, che non è riscaldato come casa vostra ma neppure gelato come l’esterno: la temperatura corporea del cane si adatterà per gradi anziché passare da mille a zero in un colpo solo;
g) la miglior difesa contro il freddo non sta solo nel pelo, ma anche in un’alimentazione adeguata. Più la temperatura scende, più deve salire la razione, che dovrà essere anche più ricca di grassi, sali minerali e vitamine;

 

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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