di COSTANZA BONELLI – Se dovessi dire che è il cane che ho sempre voluto, mentirei. Se dovessi dire che ho sempre voluto un cane, mentirei lo stesso!
Io sono cresciuta con i gatti… fusa, miagolii, graffi, leccate ruvide.
Poi la maledetta allergia. E niente più graffi assolutamente, né le leccate. Li amo ugualmente e li accarezzo se posso, ma non posso viverci più assieme.
Sì, i cani mi piacevano, ma non è che avessi mai pensato di volerne uno.
Poi ho trovato un fidanzato e con lui i pensieri di convivenza (perché hai ventun anni e ci puoi pensare)… e non sai… non sai che ti mancherà qualcosa.
Nel frattempo però il Fato ci mette lo zampino… anzi lo zampone.
Quattro, per esattezza. E una coda. Grossa, folta e con la punta nera.

Spettro a quattro mesi e mezzo

A febbraio del 2009, ad una cena da amici del mio allora solo ragazzo, lui parla con un suo amico. E sulla via per casa mi dice: “Ricordati: Cane Lupo Cecoslovacco. Questo amico mi ha detto che è un cane che mi potrebbe piacere e sono curioso”.
A casa, curiosi, andiamo a cercarlo su internet.
Apriamo la prima foto….BUM!
Erano le nostre mandibole che cadevano a terra rumorosamente. Nel frattempo un pezzetto dei nostri cuori spariva… e non lo avremmo trovato per un bel po’.
Insomma, per un anno mi incarico io di leggere il leggibile, cercare di capirne il carattere, se sarebbe andato bene a vivere con noi, se saremmo stati bravi abbastanza. E mi accorgo che è tosto. Molto tosto. Racconto tutto quello che leggo a Gianni, il mio – ora – compagno, e concordiamo che la sfida ci piace… ma ci facciamo domande. Saremo in grado di gestirlo? È adatto a dei neofiti come noi? Quanto costa? Col pedigree o senza?
Mia mamma prova per mesi a farmi desistere. Il figlio del suo capo ne ha uno “Aggressivo e cattivo”. Ma io mi intestardisco e continuo per la mia strada: leggo dappertutto che sì, sono cani difficili, ma ci si può fare!

Spettro - due mesi: sin da piccoli tengono alta la loro nomea

Tante domande e qualche risposta, ma ancora non è il momento giusto. Nel frattempo andiamo a convivere in un bilocale su due piani e a novembre di quell’anno… troviamo e fermiamo la casa!
Per un anno ho cercato casa, specificatamente con giardino e abbastanza grande, ormai avevamo deciso: avremmo preso un CLC e quindi cercavo casa di conseguenza.
A fine anno, guardo il mio compagno e gli dico “Senti… casa c’è… che ne dici se iniziamo a informarci meglio?”
E lì sono iniziati nove mesi di giri, gite, raduni, corsi, letture di forum, la mia biblioteca cinofila è nata e ha iniziato ad arricchirsi (anche se ancora è troppo vuota per i miei gusti).
Abbiamo imparato l’importanza del pedigree, delle lastre e il costo ha improvvisamente perso importanza.
Ai raduni li abbiamo visti nel massimo del loro splendore, per me. Liberi quando possono, mentre giocano. Mentre i maschi si ringhiano (sì, i cani lo fanno eccome!). Cani con proprietari amorevoli che vivono con loro e che ci accolgono a braccia aperte perché “finalmente qualcuno che s’informa prima!”.
Cominciamo ad apprendere qualcosa sul concetto di gerarchia (fondamentale con loro, più che con qualsiasi altro cane), sul rinforzo positivo, sui vari metodi di educazione.
Scegliamo l’allevamento verso agosto. Ma non va, siamo indietro nella prenotazione. Quella stessa Allevatrice (e la maiuscola non è casuale) però è anche educatrice cinofila: tiene un corso introduttivo sui CLC e ce lo andiamo a fare. E prima di salire a Pavia da lei, ci fermiamo a Serramazzoni, dove si tiene l’annuale raduno di CLC d’Italia.

Arian, il papà di Spettro

Serramazzoni è un posto carinissimo, un paese in mezzo all’Appennino. Arriviamo il venerdì sera e… subito conosciamo quello che, poi, sarebbe stato il papà del mostro che mi infesta casa. Arian , fulvo, sicuro di sé, bellissimo. I padroni sono simpaticissimi e rispondono a tutte le nostre domande. Avevo parlato con la sua proprietaria tramite internet, per chiederle informazioni sul raduno e lei ci aveva accennato a questa cucciolata, la prima del suo maschio. A Serra parliamo meglio, e dopo il corso e il colloquio con l’allevatrice di Pavia, decidiamo. Insomma, decido la domenica successiva di farmi altre due ore e mezzo di macchina per andare a conoscere la mamma. E lei? Io entro nel suo giardino e Siria, che era ancora in dolce attesa, mi salta addosso e… mi infila la lingua in bocca.

Siria, la mamma di Spettro

C’è bisogno di dire altro?
Mi ha conquistata. Ho passato il pomeriggio a parlare con l’allevatrice, una ragazza giovane alla prima esperienza ma con le idee chiare. Una di quelle che fanno le cose a modo. I cani hanno le lastre, i pedigree sono visibili (e in realtà tutto ciò l’avevo controllato prima di andare a vedere la mamma, visto che tutto è riscontrabile online), i cuccioli sarebbero stati cresciuti in casa e socializzati e saremmo stati i benvenuti ad andare a trovarli.
Io volevo una femmina. Siria ha avuto la bella idea di “uscirne” (come disse la sua proprietaria) solo due, un maschietto e una femminuccia, la quale era già prenotata da un ragazzo che aveva un maschio.
Il mio compagno già mi faceva gli occhi dolci: avrebbe sempre voluto il maschio, desistevamo per via della stazza e della MIA stazza (insomma non sono una watussa).
Com’è finita? OVVIAMENTE sono finita con quel maschietto, che ha la faccia da schiaffi del padre (e attira baci) e che cerca di infilarmi sempre la lingua in bocca come la madre (e con quel mezzo metro di lingua, ci riesce benissimo)

I genitori di Spettro - versione seria

È una razza impegnativa. Tanto. Sono intelligenti, testoni e poco propensi all’obbedienza “solo perché fa piacere a te”. Ci devono vedere uno scopo o devono avere fiducia cieca in chi li guida. E non è detto che questa fiducia cieca ci sia SEMPRE. Ti testano di volta in volta.

I genitori di Spettro - versione molto meno seria

Ci sono stati momenti in cui l’avrei strozzato. I primi due mesi sono stati un mezzo incubo per certi versi.
Era difficile, per noi neofiti e per me che, lavorando a casa, ci passavo quasi tutto il tempo (quasi perché siamo stati attenti ad abituarlo ANCHE a star solo), capire tutte le sue sfumature. C’erano giorni in cui ci si affrontava a ringhiate, in cui non capivo perché mi ringhiasse (e magari ero io che sbagliavo, lui voleva giocare e io me la prendevo nel modo sbagliato!), altri in cui era un cucciolo bravissimo.

 

E' facile fraintedere questo tipo di giochi...
Scusate la foto fuori fuoco, ma è l'unica dove si veda lo sforzo ginnico nel cercare di distogliere il mio cane dall'interesse poco pacifico con altri cani

Un incubo il richiamo, i cuccioli di solito sono appiccicati al padrone, il CLC anche di più. Lui no. Lui andava dove gli pareva. E noi a insistere, socializzazione a mille, sempre in giro, sempre in posti nuovi, sempre con noi.
Poi… quando Spettro aveva più o meno quattro mesi abbiamo trovato l’educatore giusto. Ed è cambiato tutto. Dopo una settimana mi pareva di avere un cane nuovo. Ma il cambiamento non era stato suo. Era stato MIO.
Sono cani particolari, con un modo di comunicare molto variegato e un’interazione molto fisica sia con gli altri cani sia con gli umani ed è facile fraintendere i loro giochi.
Sanno essere però dolcissimi e un Cecoslovacco ben inserito nella sua famiglia, dove i componenti della stessa lo abbiano capito, accettato ed indirizzato, sarà un cane fedele e amorevole. Però sempre fisico.
Ora, a sedici mesi, dopo quattordici mesi di convivenza e un anno di addestramento, Spettro è un cagnone di quasi 35 kg, educato, che posso portare in giro anche da sola senza alcun problema, che non ha paura del veterinario, che ama il mare, la montagna e ci segue quasi dappertutto (anche al bagno, se non si chiudono le porte) e il cui richiamo quest’estate ha vinto anche contro un cinghiale (in circostanze quanto mai esilaranti a raccontarsi ma a viverle, ho ancora il sangue ghiacciato nelle vene).
Fa lo scorbutico con gli altri cani, ma ci stiamo lavorando, l’adolescenza è appena iniziata e le sfide iniziano ora. Ma né il mio compagno né io potremmo più fare a meno di lui. Quel pezzettino di cuore che si era staccato quel febbraio del 2009 è tornato a casa con noi a fine novembre 2010, nei panni di un diavoletto con la maschera a forma di cuore.

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