Il VERO Standard del…Weimaraner
di VALERIA ROSSI – Premetto: sono nata pastorista (nel senso di “allevatrice di pastori tedeschi”) e come tale amo gli occhi scuri. Più scuri possibile. E’ vero che poi ho allevato Siberian husky e che questo sembrerebbe sputtanarmi clamorosamente… però bisogna anche dire che gli husky con gli occhi azzurri a me capitavano (SE capitavano) per puro caso, perché non li cercavo affatto. Anzi, cercavo di evitarli, fermo restando che solo un allevatore imbecille potrebbe allevare in base al colore degli occhi.
Sta di fatto che gli occhi chiari (che siano azzurri, grigi, verdi o quello che volete) io non li amo. Dopo aver passato dieci anni buoni a tirar moccoli quando il colore degli occhi di un mio cane tendeva leggermente al marroncino chiaro anziché essere di un marrone quasi nero, era inevitabile che mi restasse questa forma mentle dell’”occhio bello=occhio più scuro possibile”. Immagine aggravata dalla mia passione per tutti i cani della terra e dal fatto che la stragrande maggioranza degli Standard di questa terra la pensi come me.
Tra le rarissime eccezioni c’è proprio il Weimaraner: tant’è che, la prima volta che ne ho visto uno, ho pensato: “Amore, ma quanto sei brutto!”.
Mica perché non mi piacessero le linee, il mantello, la testa o il movimento: proprio perché quegli occhi nun li potevo guarda’.
Solo che il paraculissimo Weimaraner, che era tra l’altro un cucciolone di otto mesi, ha cominciato invece a guardare me, usando quel suo sguardo grigio-verde-azzurro per chiedermi un pezzo del panino che stavo mangiando; e nonostante io fossi una vecchissima volpe dal cuore cinico e inamovibile, abituata a resistere senza neppure sforzarmi troppo a qualsiasi occhio languido, mi sono ritrovata ad allungare un pezzo di prosciutto in direzione di quegli occhi che mi fissavano quasi lampeggiando.
Mi aveva ipnotizzato! Non c’era altra spiegazione.
Da quel momento lì ho cominciato a pensare che questo sguardo tanto particolare fosse anche dannatamente affascinante. E mi sono detta: “meno male che è una razza rara, altrimenti saremmo pieni di cani obesi, perché a forza di ipnotizzare gli umani questi cani mangerebbero 24 ore su 24″.
Oggi, a distanza di una ventina d’anni, in Italia (o almeno in certe zone d’Italia, perchè il fenomeno segue una curiosa distribuzione “a spot”) ci sono in giro più Weimaraner che pastori tedeschi. O quasi.
Di certo, “razza rara” non possiamo proprio più definirla.
Ma… “razza obesa”? Neppure!
Nonostante le mie cupe previsioni, i Weimaraner continuano – mediamente – ad essere snelli e atletici: ma soprattutto fanno diventare snelli e atletici i loro proprietari, che gli piaccia o meno… il che dimostra che di questa razza, al nostro primo incontro, dovevo ancora capire tante, ma taaaaante cose.
Oggi, però, sono un po’ vecchia.
ASPETTO GENERALE – Cane da caccia, da media a grossa taglia. Tipico cane da lavoro, di belle forme, nervoso e con forti muscoli. Dimorfismo sessuale facilmente distinguibile.
Perfino lo Standard, come vedete, non si dilunga troppo sull’aspetto generale: tanto sa benissimo che nessuno guarderà mai le forme, i muscoli e compagnia bella, perché tutti restano affascinati a bocca aperta davanti al colore del mantello e agli occhi ipnotici (anche i Giudici, temo). Ma la cosa che si dovrebbe guardare bene-bene-bene, in realtà, è la forma tipicamente braccoide di questo cane.
Brac-coi-de, chiaro? Non “parchettoide”, “coccoloide” o “peluchoide”.
Il Weimaraner è proprio fatto a cane da caccia: e se in realtà tra i suoi antenati ci sono più segugi che bracchi (lo standard, nelle note storiche, dice che il cane allevato alla corte del duca di Weimar aveva molto sangue limiere nelle vene), sempre di cani da caccia si parla.
Per questo, quando le Sciuremarie raggiungono i loro fantasmini dopo averli inseguiti per ore tra campi e boschi (perché è così che fanno, a diventare atletiche e snelle), il Weimaraner le fissa dritte negli occhi e gli appare sulla testa il fumetto con scritto: “Ma cosa ti aspettavi, quando mi hai scelto? Non mi avevi guardato bene?”
VARIETA’ ALTERNATIVE – Come al solito, quando la razza ha un nome un po’ complicato, c’è l’imbarazzo della scelta.
Prima, ovviamente, bisogna riconoscere il cane (altrimenti si sentono delle gran botte di “alano”, più altre razze miste): ma SE la Sciuramaria di turno sa che la razza esiste – e ormai sono in molte a saperlo, perché sta diventando un cane di moda – allora si aprono le cateratte della fantasia. Ho sentito personalmente vari Vemartinen, Ueimarinen, Wermeranner e perfino – giuro – un Bracco del Mare (perché in realtà la razza è chiamata anche “bracco di Weimar”: si vede il “Wei” davanti alla sciura non piaceva e ci ha lasciato solo il “Mar”).
CARATTERE ED ATTITUDINI – Leggete qua, dallo Standard. Ma leggete BENE, mi raccomando: “Versatile, facile da addestrare, vigoroso e appassionato cane da caccia. Tenace nella circa sistematica, ma non troppo vivace. Di ottimo fiuto. Svelto nel rintracciare la selvaggina e altre prede, come pure nel compiere il lavoro dell’uomo, ma mai aggressivo. Affidabile cane da ferma e di lavoro nell’acqua. Notevole inclinazione al lavoro dopo lo sparo”.
Capito? Versatile, facile da addestrare, sì…ma come cane da caccia!
Il che significa che la Sciuramaria che invece vorrebbe insegnargli solo a non tirare e a venire quando lo chiama… be’, diciamo che può incontrare qualche leggera difficoltà in più.
Specie se per la maggior parte del tempo il Weimaraner lo tiene a dormire sul divano o sdraiato nel letto: dove lui non è che si trovi male, per carità. Se però, mentre dorme, vedete che comincia a pedalare a tutto spiano, significa che sta sognando di inseguire selvaggina, di galoppare sparato per poi bloccarsi in una ferma statuaria, insomma di fare ciò per cui è nato.
Attenzione, NON è indispensabile che un cane da caccia viva effettivamente con un cacciatore che spara alla selvaggina: se così fosse, eviterei – fischiettando e con l’aria indifferente – di trattare queste razze su TPIC, perché la caccia proprio non la digerisco, come i miei lettori ormai sanno. Però è indispensabile che un cane da caccia possa correre libero in campagna, annusare, seguire tracce, seguire la propria natura. Se al posto dei prati gli offriamo un appartamento e dieci minuti di passeggiata piscereccia al guinzaglio, il cane da caccia ci guarda e pensa: “Ma stiamo scherzando?”. Dopodiché distrugge la casa, e/o ci fa fare sci da asfalto per tutta la passeggiata. E fa pure bene, santiddio: perché se è questo che abbiamo da offrire a un cane, ci sono miriadi di razze che pesano tre chili e che possono correre a perdifiato, sfogando tutte le proprie energie, in un corridoio di dieci metri.
Perché dovremmo prenderci un bracco? Solo perché ha il mantello argentato strafigo? Ma pigliatevi un chihuahua e fategli fare la tinta!
(No, eh? Guardate che scherzavo!!!).
Vabbe’, dai, seriamente (o quasi): il weimaraner è un cane abbastanza facile per chi è abituato al “genere”, ovvero ai cani da caccia. In famiglia è dolce, buono, appiccicosissimo (specie il maschio: le femmine si fanno un po’ di più i cavoli loro), pulito. E’ anche un buon guardiano, nel senso che abbaia se arriva un estraneo: poi non è che se lo mangi, però lo guarda fisso con quegli occhi chiarissimi e fa una tale espressione gelida da “prova un po’ a venire dentro, se hai il coraggio”… che di solito uno il coraggio mica lo trova. Anche perché, quando abbaia, il Weimaraner sembra un San Bernardo incazzato: ha un vocione di tutto rispetto.
SE poi il coraggio lo trova, probabilmente il cane lo ignorerà o gli andrà incontro scodinzolando: ma non diciamolo troppo in giro, non vorrei mai che qualche ladro cinofilo leggesse questo articolo.
Una cosa da tener presente è che il Weimaraner non è proprio che abbai “solo” agli estranei.
Abbaia anche se non lo filate abbastanza. Abbaia se si rompe le scatole e vuole attenzione. Insomma, non è il cane più silenzioso del west. Però impara facilmente a star zitto a comando, perché è un cane intelligente e desideroso di compiacere.
Un altro lato particolare del suo carattere (che viene spacciato per grande pregio, definendolo un cane “orgoglioso”) è la permalosità.
E’ permalosissimo, si offende facile, pianta musi lunghissimi e secondo le Sciuremarie “fa i dispetti” o “le ripicche”. Ovviamente nessun cane al mondo è in grado di fare niente di tutto questo… però, se si stressa, il Weimaraner può diventare davvero distruttivo, anche perché è molto orientato oralmente: è vero che è un cane da ferma, però usa la bocca come un retriever. E cioè sempre. Soprattutto da cucciolo, ma anche un po’ da adulto.
Difficilissimo, al limite dell’impossibile, che morda un umano (deve essere un estraneo e deve avergliela fatta proprio grossa): ma le stragi di tappeti, cuscini e affini…embe’, quelle sì, può farle. Però, per evitare tutto questo, basta dedicargli molto tempo e molte attenzioni. E fargli fare molto movimento. E se non siete in grado di offrirgli tutto questo, ribadisco: ci sono millemila altre razze!
Avendo il pelo molto corto (esiste anche la varietà a pelo lungo, che personalmente trovo affascinante da matti, ma a quanto pare piace solo a me perché in giro non se ne vede mezzo), gli piace stare sul morbido. Fornitelo di cuccione morbidone, di cuscinoni e di tappetoni, altrimenti ve lo ritroverete immancabilmente lungo sul letto, o sul divano, o dovunque vorreste andarvi a svaccare voi. Dopodiché provate a chiedergli di lasciarvi il posto…e capirete perché dico che non è poi così docile come lo dipingono. Se invece provate a farlo scendere tirandogli un urlaccio, allora capirete perché dico che è permaloso.
TESTA – “Cranio in armonia con la taglia del cane e le dimensioni del muso, più largo nei maschi che nelle femmine. Stop pochissimo marcato. Tartufo grande, color carne scuro, sul retro tende gradatamente al grigio. Muso lungo e, particolarmente nei maschi, potente. Canna nasale diritta, spesso montonina, mai concava. Labbra moderatamente pendenti, color carne, come le gengive”.
Più interessante, come sempre, il contenuto della testa, perché questo cane ha due soli pensieri: a) quando si va a correre? b) stiamo vicinivicini.
A volte gli umani soddisfano il desiderio a) solo per levarselo di dosso dopo che lui ha messo in atto il desiderio b), con tale e tanta morbosità da diventare veramente pesante: ma a volte vien da chiedersi se sia vero amore o somma furbizia. Il dubbio che possa essere somma furbizia viene soprattutto quando la Sciuramaria che non riusciva più a scollarsi di dosso un adorante ed asfissiante cappotto peloso lo molla finalmente nel prato…e il cane schizza via a tremila all’ora infischiandosene altamente dei suoi richiami. Perché, quando è libero, di starvi vicinovicino non gliene frega più una beata mazza.
OCCHI – chiari, già detto. Precisamente, secondo Standard, “da ambra chiaro ad ambra scuro, con espressione intelligente. Blu cielo nei cuccioli. Rotondi, posizionati un po’ obliquamente, con palpebre ben aderenti”. Che siano anche dannatamente ipnotici lo Standard non lo dice: io sì. Ma intanto ve ne accorgerete benissimo da soli.
ORECCHIE - “Larghe e piuttosto lunghe, arrivano all’incirca alla commessura labiale. Attaccate alte, con base stretta, hanno estremità leggermente arrotondate. In attenzione sono leggermente girate in avanti e piegate”.
Essendo larghe e lunghe, le orecchione del Weimaraner tendono ad andare in tutte le direzioni possibili, con effetto Dumbo. Specialmente quando il cane sta galoppando fieramente nel prato e voi vorreste fargli una foto in splendida posa plastica: e invece vi viene fuori una roba come quella che vedete qui a sinistra.
ARTI: “in generale “alti”; asciutti, diritti e paralleli“, dice lo Standard.
Traduzione: quando il cane decide di partire al galoppo, nel tempo che voi impiegate a dire “torna subito qui!” lui è già arrivato a Timbuctu. Per carità: un umano medio viene seminato anche da un bassotto, non è che la lunghezza degli arti cambi molto le cose. Però un bracco che scappa via fa tutta un’altra scena: sembra un cavallo. Se il bassotto almeno ti illudi di poterlo raggiungere (anche se in realtà non riuscirai mai), col bracco non ci pensi neanche di striscio. Insegnargli un buon richiamo fin dalla più tenera età è, dunque, caldissimamente consigliabile.
Anche perché, se glielo insegni, lui impara. E quasi sempre obbedirà, perché “è” un cane docile, specie se paragonato ad altre razze da caccia. Il casino, qui, è che le Sciuremarie si stanno comprando Weimaraner a tutto spiano senza avere la minima idea di cosa sia un cane da caccia (e a volte neppure “un cane”, tout court).
Le Sciuremarie pensano che i cani, a un certo punto della loro vita, vengano rapiti nottetempo dagli alieni e il giorno dopo vengano restituiti ai loro umani perfettamente addestrati, obbedientissimi e prontissimi a rispondere al richiamo.
Invece NO! Non funziona così. Anche perché il Weimaraner, agli alieni, farebbe il suo BAAAUUU da San Bernardo incazzato e quelli filerebbero via come treni sul disco volante. Quindi, care Sciuremarie, se volete un cane obbediente ci dovete lavorare. Se invece volevate solo una bella decorazione per il salotto, guardate… fanno dei cani di porcellana che sono la fine del mondo.
PIEDI – Grossi. Duri. Pesanti. Con unghioni mostruosamente potenti e capaci di “tirare i fili” da qualsiasi tessuto. Specialmente da quelli che rivestono divani e poltrone, nonché dai vostri maglioni preferiti.
Non sono piedi, sono armi da guerra.
CODA – Attaccata un po’ bassa, al di sotto della linea dorsale, più bassa che nelle altre razze simili. La coda è potente e ben fornita di pelo. A riposo pende, in attenzione e in movimento è portata orizzontalmente o anche più su.
La coda del Weimaraner è una bellissima coda e non si capisce assolutamente per quale motivo ci sia stata a lungo l’abitudine di tagliarne via un pezzo. Si spera che la nuova normativa europea impedisce di continuare con questa pratica inutile e stupida, che rovina completamente l’estetica del cane senza neppure avere la scusa di “proteggerlo” da vattelapesca cosa, perché posso ancora capire le code tagliate corte… ma tagliar via praticamente solo la punta, che senso ha?
La coda è particolarmente attraente nei cani a pelo lungo, nei quali è frangiata e fa pure meno male quando vi sbatte sulle gambe (o in faccia, se il cane si è saltato sulla pancia mentre eravate sdraiati sul divano).
Provate un po’ a dirmi che non è bella ‘sta coda. Anzi, che non è bellissimo tutto il cane. Ma possibile che piaccia solo a me?
MANTELLO – Pelo corto: corto (ma più lungo e fitto che in altre razze simili), forte, molto fitto, liscio e ben adagiato. Senza o con sottopelo molto scarso
Pelo lungo: morbido e lungo, con o senza sottopelo. Liscio o leggermente ondulato. La lunghezza del pelo sui fianchi è da 3 a 5 cm. Sotto il collo, il petto e sul ventre è un po’ più lungo. Buona culotte e frange la cui lunghezza diminuisce verso il basso. Coda con bel pennacchio. Sulla testa il pelo è meno lungo.
COLORE: grigio argento, grigio capriolo o grigio topo, come pure tutte le sfumature intermedie fra queste tinte. La testa e gli orecchi generalmente un po’ più chiari. Macchie bianche non sono ammesse che in minima misura al petto e alle dita. Talvolta, al centro del dorso, c’è una striscia scura più o meno marcata, detta “riga d’anguilla”.
Ho trascritto quasi pedissequamente lo Standard, perchè tanto lo so che il Weimaraner lo comprano quasi tutti per via del suo colore: però, almeno, controllate che sia quello giusto, visto che in giro cominciano ad apparire colori che proprio-proprio corretti non sono (e neanche i cani lo sono: ma visto che quello che volete è il colore, almeno su quello cercate di non farvi fregare!). Esiste anche il colore blu, ammesso solo in alcuni Paesi: per quanto ne so, in Italia non è presente.
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Categoria: I "veri" standard, Razze, Umorismo












































la foto della coppia nel bosco! oh, la foto della coppia nel bosco! nessuna patinata reclame di pelletteria e scotch whisky di lusso, nessun film in costume dai lenti dialoghi di ville e albionici maggiordomi… quale rarefatta atmosfera di nobiltà! (dimmi che nel fotogramma successivo son fuggiti con le orecchie a dumbo, o penserò che questo non è un cane…)
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Il “Ueimariner” a pelo lungo non l’avevo visto mai: è uno spettacolissimo!
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io si.. ma era più lungo di quello in foto il pelo… e non mi piaceva affatto…come quello in foto si sembra un flat come lunghezza
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Quello a pelo lungo piace di più anche a me, ma in generale trovo il weimaraner piuttosto inquietante, forse proprio per lo sguardo ipnotico.
Se vuoi aggiungerlo alla collezione di castronerie, io l’ho a lungo chiamato “valmaraner” finché non l’ho visto scritto
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Bellissimo a pelo lungo, davvero! Ma mi è venuto da ridere a pensare alle definizioni che ne darebbe il 95% di chi lo vede in giro: setter grigio, golden grigio, incrocio tra setter ed husky (gli occhi), incrocio tra setter e mastino napoletano(il colore)…e chi più ne ha più ne metta.
Per carità, non c’è niente di male in questo ed al proprietario “non gliene può fregar de meno”, al massimo si fa una bella risata e si annota la definizione per raccontarla agli amici. Ho una certa esperienza in proposito, avendo due hovawart, uno nero focato e l’altro biondo. Ne ho sentite di tutti i colori: “meticcio di pastore tedesco”, “rott a pelo lungo (Sic)”, “setter gordon fuori taglia”, incrocio… (per il nero focato) e “golden”, “levriero”, “incrocio di golden e levriero”, “golden riuscito male”, “labrador a pelo lungo”, “cane delle carta igienica”…per il biondo. Tutte le volte devo trattenermi per non ridere e, quando tento di spiegare di che razza siano, leggo chiaramente negli occhi dell’interlocutore: “Questa racconta una balla! Mai sentita questa razza, se la sta inventando perchè non vuole che ci sappia che ha un meticcio!”
D’altronde mica tutti sono obbligati a conoscere tutte le razze canine! Ridiamoci su chè ridere fa bene!
Bell’articolo,Valeria, come al solito.
P.S. Anch’io li trovo inquietanti, anche se sono bellissimi.
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Anche io preferisco di gran lunga il “bracco del mare” a pelo lungo!!
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Alla sciuramaria : ci avevi quasi azzeccato, perchè, in tedesco si scrive, si, Weimaraner ma si pronuncia Vaimarana…
))))
)
Un particolare: in Brasile viene usato come cane militare e, con degli ottimi risultati.
Da quelli di linee di sangue tedesche, senza influenze “straniere”, si hanno più probabilità di vederne i denti.
Molto spesso quello sguardo “ipnotico” è: malinconico.
Adoro..
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Come mai ci sono così pochi a pelo lungo ?
Me lo sono sempre chiesto….
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Forse ha il pelo che più viene meglio in foto, con qualsiasi sfondo
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Come vedi Valeria non sei l’unica ad amare quello a pelo lungo!Anche io faccio parte d questa schiera:)
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Madooooo, le unghie dei cuccioli!! Due settimane fa è arrivata un Weimaranerina di 3 mesi al campo e per farmi le feste mi ha quasi sfregiato!! e non me n’è fregato nulla perché me la stavo coccolando…
Valeria, ti sei scordata una cosa… HANNO IL PELO PIù MORBIDO DEL CREATO, praticamente VELLUTO, specie le orecchie non smetteresti mai di accarezzarle… è una roba da impazzire!!
Ah, io ne ho visti due, al campo, meravigliosi… entrambi grigi a pelo corto, con degli occhi da pazzi… ma quello a pelo lungo è davvero davvero bello, non piace solo a te, solo non l’avevo mai visto ^^.
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valeria ma sto weimaraner allora è blu o isabella? abbiamo avuto una diatriba qualche gg fa sulla genetica dei colori qualcuno diceva che i blui adesso qualcuno li alleva pure, specie in america dove sono soliti fare ste cose coi colori strani, e anceh qui qualcuno li vende ma che il blu è fuori standard… e che il weim deve essere un BLU diluizione del marrone ma allora ho dewtto io è un isabella… ovvero un dd bb o sbaglio?
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I blui!
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I blui, plurale di blu? Bellissimo!
Sì, in America li allevano eccome…hanno pure il club! Però l’AKC non lo riconosce.
Per quanto riguarda la genetica, ti linko questo articolo dove è spiegato tuttissimo per filo e per segno.
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si… come dievo io i “blui” sono dei neri diluiti s quelli che chiamano grigi sono dei brown diluiti… ovvero isabella. perchè per me il grigio in realtà è anche il blu…che si chiama blu ma da vedere è grigio insomma….
infatti dicono :che tutti i weimaraner sono diluiti (dd) e fin li…
e poi oltre la genetica, ovvero i blue sono Bb o BB e quelli “buoni” sono bb ma poi lo spiegano anche…
cito:
Photo of a Gray Weimaraner next to a Blue Weimaraner typical in coat color. The Gray Weim is a dilute brown/chocolate, the Blue Weim is a dilute black. Note the color of the noses compared to the nose of the light Blue Weim in the first picture.
vabbè si sa che io con la genetica m’intrippo…
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Per quanto riguarda la varietà blu volevo farle presente che tra le mie signore weim c’è una Blu AKC naturalizzata Enci, maggiori dettagli li trova nel sito http://www.BluWeim.it
Cordiali saluti Cav. STefano Boschi
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Ecco! Non sapevo che ce ne fossero in Italia!
Grazie della segnalazione, vado subito a vederla!
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del resto è come lo svizzero voglio dire… alla fine il colore cosa conta?
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Buonasera Valeria, leggo sempre con molto interesse i suoi articoli e aspettavo da tempo lo standard del Weim (razza su cui mi sto documentando da un po’ di tempo). Mi piacerebbe trovare un libro specifico sulla razza ma finora la mia ricerca non ha dato frutti…che lei sappia esiste in Italia una casa editrice che ha pubblicato (o anche solo tradotto da un’altra lingua) qualcosa di settoriale e mirato solo sul Weim?
Grazie in anticipo!
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In italiano non credo che esista nulla (o se esiste, io non l’ho mai visto!)
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Ahahahaha ci hai azzeccato in pieno! mio nonno alleva segugi italiani ( e con quelli purtroppo va a caccia) e in più addestra cani da ferma per prove di lavoro e noi in allevamento abbiamo i “cugini” bracchi tedeschi (Kurzaar) e sono esattamente così,uno in particolare poi è iper attivo,bravissimo nelle prove e molto bello (figlio di un campione mondiale di bellezza ma non mi ricordo l’anno) ma non sta fermo un secondo,anzi due secondi si,mentre ti corre in contro,passa esegue uno stop ti da due leccate e ricomincia a correre!
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confermo sull’abbaio, il mio in questi giorni che fa più freddo dorme in camera con me invece che in giardino, appena sente qualcuno che si alza di notte attacca ad abbaiare in un modo mostruoso (e a me viene un mezzo infarto), poi se chi si è alzato apre la porta di camera mia, la smette subito e si siede… XD
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no, ti assicuro, quello a pelo lungo non piace solo a te. Conoscevo solo quello a pelo corto perché c’è l’ha mia cugina (non cuGGina), e devo dire che capisco perché le sciure se ne sono innamorate e sta diventando di moda: il colore del mantello abbinato agli occhi ghiaccio ha un effetto ipnotico; a me personalmente sembrava di guardare una di quelle modelle altissime, bellissime, nordiche…comunque leggendo l’articolo, e vedendo la varietà a pelo lungo…..cavolo…..stupendo……ma io ho un debole debolissimo per il pelo lungo…..
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“se invece volevate solo una bella decorazione per il salotto, guardate… fanno dei cani di porcellana che sono la fine del mondo.”
Ahahahahah io ti amo!
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…quando vedono la mia, i più saputelli dicono orgogliosamente “guarda un UEIRANNER” !
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Questo cane…adorato da Grace Patricia Kelly è per me una vera Ossessione!! Lo trovo Meraviglioso e, non lo compro solo perchè non posso permettermi di regalargli la vita che merita, ma è nel mio cuore da 10 lunghi anni…dalla prima volta che l’ho incontrato per strada. Una mattina andando a lavoro un signore portava a passeggio un Bracco Italiano e….Questo esemplare meraviglioso; ho scavato velocissima nella mia memoria canina e..lo confesso…ho inchiodato la macchina gridando “WEIMARANER!! tu con il WEIMARANER…fermo!!!” —-> AMMETTO che non sono regina di metodi Ortodossi…ma, ve lo posso garantire è veramente “il fantasma Grigio”!!
Uscendo dalla macchina..lasciata con le quattro frecce sono riuscita a fare due chiacchiere sia con il cane che..con il padrone. Sono fieri, statuari…sono credo io i “Modelli” del mondo canino, con quel meraviglioso perlo grigio; accarezzarli nella loro fisicità asciutta è un piacere…specialmente quando s’incontrano gli occhi del cane: come specchiarsi in un lago! Ebbene adesso che scrivo mi domando come mai non ne ho uno—-> capite quindi che chiuderò quì il mio commento
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buongiorno
ho letto percaso il suo ‘articolo’ e, stile apparte, ho letto un sacco di imprecisazioni e deduzioni del tutto fuori luogo.
il weim non ha progenitori nei cani da seguita ma da cani progenitori del pointer, antichi cani da ferma importati alla corte dei nobili francesi. sucessivamente nei grandi canili dei nobili tedeschi è stato incrociato con diverse razze, tra cui il cane tedesco da ferma a pelo corto da cui prende (l’odierno weim) la conformazione della canna nasale. la varietà a pelo lungo è di molto sucessiva e deriva invece dall’incrocio con un cane (braccoide) quasi estinto, di cui le origini si perdono nelle notti dei tempi (si dica abbia progenitori nei cani persiani) e che oggi conta meno di mille esemplari in tutto il mondo.
a parità dei più comuni cani da ferma continentali (lei cita i setter dimostrando ben poca dimestichezza con le caratteristiche ventaorie dei cani inglesi) è un cane dalla cerca corta, che nelle linee di sangue da caccia (molto rare in italia) dimostra ancora tutte le sue caratteristiche ‘ataviche’. Rimane vicino al padrone ed ha l’istinto innato al riporto, di qualsiasi cosa (fresbee, palla, legno, sasso, fagiano, starna) prevalendo con forza (può diventare a tratti violento) verso eventuali altri cani.
E’ un cane che in età giovanile vuole a tutti i costi dimostrare la sua potenza, divenendo spesso irruento e a volte finendo in situazioni da cui non sa venir fuori (un groviglio di rovi). E’ un cane che apprende molto velocemente e fa di tutto per compiacere un unico padrone. A differenza dei pastori e dei più comuni cani da compagnia elegge un unico ‘capo branco’ (tipico dei cani tedeschi) e dimostra gelosia, invidia e possessività unicamente verso questa figura. E’ un cane che più che lunghissime sgaloppate (i cani da caccia le fanno solo in periodo venatorio) necessita di una costante considerazione.
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Vittorio, temo le sia sfuggito il fatto che i “Veri standard” sono umoristici, ed inseriti appunto nella categoria “umorismo”.
Forse, se lo rilegge sotto questa ottica, l’”articolo” tra virgolette (in segno, presumo, di profondo disprezzo) le apparirà per quello che è: una lettura divertente che nulla ha a che fare con lo Standard reale e tantomeno con le doti venatorie del cane.
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presume male.
non fa parte della mia cultura disprezzare, ma bensì nel mio abituale modo di agire il puntualizzare.
scrivendo in tono ‘umoristico’ (la sezione mi corregga se sbaglio è quella degli allevatori) fa comunque dell’informazione e, chi legge, potrebbe travisare concetti importanti legati a questa razza (che allevo) oggi tanto bistrattata e trasformata in ‘vacche da divano’ anzichè mantenuta quale eccellente riportatore.
cordialità
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La correggo: la sezione è “Vita col cane – Curiosità – Umorismo”
Ovviamente gli articoli sono inseriti anche nella sezione “Razze”, ma la sezione che appare aprendo l’articolo (in alto, dove c’è la dicitura “Ti trovi qui”) è sempre “Curiosità-Umorismo”.
P.S.: i cani trasformati in vacche (da divano o meno) non piacciono neanche a me. Però, quando parlo di cani da caccia, specifico sempre che in realtà parlo del cane da caccia nella sua versione da famiglia, visto che detesto cordialmente la caccia e quindi ben poco ne so.
Proprio per questo, di articoli seri sui cani da caccia (che amo e rispetto in quanto “cani”, ma che non possiederò mai in quanto non vado, appunto, a caccia… mentre credo che questi cani siano più realizzati e felici se ci vanno), non ne scrivo proprio.
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molti cani, oggi diventati da compagnia (esempio emblematico ne è il dalmata) erano ex cani da caccia.
purtroppo,sarà la fine anche del ‘fantasma grigio’.
ciò non toglie però che un cane da caccia possa trasformarsi con il tempo in cane da compagnia, godendo di ciò che la vita ‘tranquilla’ sa offrire ovviamente se il bipede che lo conduce ha ben chiaro cos’ha per le mani e cosa significa in termini pratici sostituire l’attività venatoria con stimoli diversi.
è un impegno gravoso ma che, anche da parte nostra come allevatori, se affrontato con giudizio permetterebbe la rinascita di alcuni tra i più bei cani che la selezione abbia mai potuto esprimere ma da decenni ormai purtroppo, dimenticati.
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eh, sarebbe bello che qualcuno inventasse una disciplina sportiva adatta ai cani da caccia, in cui non si ammazza nessuno…
Un’attività in cui, per esempio, un setter o breton o un weim danno la birra ai border… O anche diverse attività, visto che alcuni cani da caccia sono specializzati, da quel poco che capisco.
I cani da caccia sono quelli che mi piacciono di più: sono i cani più “cani” (per me personalmente intendo).
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sciuramaria
già esistono, si tratta di prove su selvaggina immessa ma che non viene abbattuta oppure, su richiami chimici nascosti. difatti il problema non è tanto con i cani da ferma ma il patrimonio che si sta perdendo maggiormente è con i cani da seguita, basti pensare al Billy o al Porcelaine (per citare due esempi tra i francesi) che per eleganza e bellezza farebbe impallidire il più ‘campione dei weim’.
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Da come ne parla mi pare che sia una cosa riservata ai “bravi”. Sarebbe bello che si diffondesse anche qualcosa per i cino-imbranati, tipo la pre-agility… C’è un sacco di gente che ha dei cani da caccia come cani da compagnia.
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sciuramaria
nessun cane da caccia, anche se discendente da una forte linea di sangue, nasce ‘imparato’.
chi ha cani da caccia utilizzandoli come cani da compagnia non esegue quell’addestramento mirato alla ferma, consenso e riporto.
nell’agility basterebbe suddividere le classi al garrese (è inutile far competere in un percorso un Bassetto Artesiano Normanno con un Segugio Italiano o con un Sant’Uberto) e adattare lunghezze e tipologia di ostacoli. Cani da ferma nei cani da ferma, segugi con segugi…molti parteciperebbero!
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Vittorio… non nascono imparati ma un po’ di predisposizione ce l’hanno. Il mio bastardone “da caccia” (un grande braccoide) fa una ferma da 15 minuti di orologio (al gatto…). Alle volte, in collina (non al gatto… chissà a cosa) anche con la zampa alzata. Certe volte persino da seduto.
Cade come in trance…
E nessuno glielo ha insegnato: sono sicura perché ce l’ho da quando aveva 3 mesi e mezzo…
E per l’agility non sarebbe proprio portato.
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Rimanendo in tema “umorismo”, la mia cucciola che compirà tre mesi tra pochi giorni è già stata scambiata per Alano Blu (ancora ancora comprensibile), Labrador e Pittbull…quest’ultimo mi ha proprio fatto sorridere! Non si contano le simpatiche storpiature del tipo Ueimaraner, Vrvr…qualcosa e “ah si, è un bracco inglese!”.
Meno simpatica, perchè mi ha dato un po’ sui nervi, l’arroganza di un impiegato dell’anagrafe canina (non so se fosse un veterinario o meno) che, sentendomi dire a una signora che è un bracco tedesco, mi ha corretto dicendo “no, è un bracco ungherese e non tedesco”. Lì non ci ho visto più e gli ho spiattellato lo standard sotto gli occhi, oltre a spiegargli le differenzae dal bracco ungherese….non ha più commentato. Non ho voluto infierire perchè non ho abbastanza faccia da c….ma sapro o no che cane ho preso!? E soprattutto, lavori all’anagrafe canina…informati!
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valentina
non si disperi.
mi preoccuperei di più se qualcuno scambiasse il suo weim per un alano che per un bracco.
l’impiegato era inizialmente sulla strada giusta ma poi ha abbozzato un ‘ungherese’ forse pensando a slovacco.
nel caso non ha tutti i torti.
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