di VALERIA ROSSI – Pastore bergamasco, razza italiana.
Reazione della Sciuramaria media: “Ah, sì? Maddai? Ma davvero?”
Perché non lo conosce nessuno, esclusi i cinofili più acculturati. La gente “normale”, quando (e se) ne vede uno, prima fa “Ohhh! Ahhh! Uhhhh!”, perché un cane così non l’ha mai visto prima.
Poi chiede: “Ma che cos’è?” (non sempre nel senso di “che razza è?”, ma a volte proprio nel senso di “che animale è?”).
Poi comincia ad incuriosirsi, a fare domande, a interessarsi: perché scoprire che è una razza italiana, proprio nostra, autoctona, antichissima, nata sulle nostre Alpi, sorprende e affascina tutti.
A volte io mi chiedo se siamo proprio masochisti fino all’osso.
Perché, che so…se tu vai in Giappone, fermi il primo che passa (uomo, donna, ragazzino) e gli chiedi notizie sull’Akita, questo ti tiene una conferenza. Male che vada, anche se non avesse mai visto un cane in vita sua, ti dice che è una razza giapponese e che è stata proclamata monumento nazionale.
Se chiedi a un italiano del pastore bergamasco, ti risponde che è un tizio che vive in montagna con le sue pecore parlando un linguaggio incomprensibile.
Ora, mi chiedo: ma si può? Sì, in Italia si può (anzi, al Bergamasco va ancora bene, perché qualcuno almeno l’ha sentito nominare: provate un po’ a chiedere in giro che cos’è un Cirneco dell’Etna).
Certo è che un cane bellissimo, particolarissimo, utilissimo come questo, in qualsiasi altro posto del mondo, sarebbe l’orgoglio della sua patria. Starebbe sulla bandiera nazionale. Di sicuro se ne vedrebbe uno ad ogni angolo. Noi facciamo un numero di iscrizioni annue che rasenta il ridicolo.Più che il “Vero standard del pastore bergamasco”, mi verrebbe quasi voglia di fare il Vero standard del cinofilo ufficiale italiano (quello che conta, quello che dovrebbe tutelare le razze, magari con un occhio di riguardo alle nostre). Ma dovrei iniziare con: “Aspetto generale: quello di un emerito pirla”. Quindi è meglio se parliamo di cani.

ASPETTO GENERALEIl pastore Bergamasco è un cane di mole media, di aspetto rustico, con pelo abbondante su tutte le parti del corpo, fortemente costruito ma molto ben proporzionato. La conformazione generale è quella di un mesomorfo, il cui tronco sta nel quadrato, armonico rispetto al formato (eterometrico) ed anche rispetto ai profili (alloidico).
Vabbe’: uno legge lo Standard e – ammesso che ci capisca qualcosa – si immagina un normale cane peloso. Dopodiché, quando lo vede sul serio, fa: “Ahhhhhhhhh!!! Ohhhh!” perché resta decisamente choccato. Ci voleva tanto a scrivere: “Aspetto generale: quello di un immenso Mocio Vileda”?
Così almeno si capiva.

Naturalmente chi lo vede per la prima volta senza essere preparato pensa anche “Un cane con quel mantello lì? Mai al mondo!”, perché crede che ci voglia chissà quale toelettatura e che ci si debba fare chissà quale mazzo per tenerlo in ordine. La verità è che non bisogna fare praticamente niente per il cane di casa, e relativamente poco anche per il cane da expo. Ma nessuno lo sa e nessuno lo immagina, perché nessuno ne parla. Così la gente normale continua a non comprare cani di questa razza (però magari si compra un collie, che richiede millemila ore al giorno di toelettatura).
Insomma, diciamolo una volta per tutte: gli amanti del pelo corto-raso-praticamente inesistente, forse fanno bene a guardare ad altre razze.
Ma gli appassionati di barba-e-baffi, a chi adora le facce pelose e chi trova assolutamente fantastico vedere un cane che quando corre sembra esplodere da tutte le parti, il Bergamasco dovrebbero proprio prenderlo in considerazione. Anche perché un cane non è fatto solo di pelo.

VARIETA’ ALTERNATIVE: orso, leone (ma ne hanno mai visto uno? mi domando), pecora (!!!), “machediavoloè” (inteso come “che bestia è”, specie se visto da dietro). Se visto dal davanti, ogni tanto (non sempre) si accorgono che è un cane.
E allora: Machebelbastardone (soprattutto da cucciolone), Cane Rasta (questi però sono gli spiritosoni di turno) oppure, di nuovo, “Machediavoloè”, solo che stavolta è inteso nel senso della razza. Una delle rare volte che ho sentito dire da una Sciuramaria, in expo: “Guarda, guarda! Il pastore bergamasco!”, il cane era un bearded collie.

CARATTERE ED ATTITUDINI (1):
Si diceva che il cane non è fatto solo di pelo: e in questo caso, se si riuscisse a guardare oltre il pelo, le nostre città si riempirebbero sicuramente di Bergamaschi. Infatti questo è un cane che riunisce praticamente tutte le qualità delle razze più “di moda”, senza averne però i problemini collaterali meno piacevoli: è dolce, buono e amante dei bambini come un Labrador (però non ti riporta continuamente tutto, compreso quello che non vorresti; non ti traina al guinzaglio; non ti disfa la casa con la coda); è attivo e resistente come un Border collie (però, se per un giorno non puoi portarlo a correre perchè hai mal di pancia, non ti fa il percorso di agility in salotto zompando sui divani); è un eccellente guardiano come il Cane corso (però non ha gli stessi problemi di salute), è un buon nuotatore come il Terranova (però non ti servono trecento metri quadri di casa solo per tenercelo dentro)…e potrei continuare a lungo, se qualcuno mi stesse ascoltando. Ma so già che state guardando tutti le foto e che pensate tutti, solo al pelo. Quindi facciamo così, parliamo direttamente del pelo e non ci pensiamo più.

MANTELLO: Molto abbondante, molto lungo e diversificato. La tessitura è ruvida (caprina) in particolare sulla metà anteriore del tronco. Dalla metà del torace per tutta la parte posteriore del corpo, e per tutti gli arti tende ai bioccoli o è già a bioccoli, in relazione all’età del soggetto: i bioccoli devono partire dalla sommità della linea dorsale, ricadendo sulle pareti laterali del tronco. Sulla testa il pelo è meno ruvido e ricade sugli occhi ricoprendoli. Sugli arti il pelo deve essere distribuito uniformemente su tutte le parti a fiocchi molli, diretto verso terra, a colonna, sull’anteriore e a bioccoli sul posteriore, senza formare frange. Il sottopelo è tanto corto e folto da non lasciare facilmente scorgere la pelle. Deve essere untuoso al tatto
Colore: grigio uniforme o a chiazze di tutte le gradazioni dalle più tenui di grigio fino al molto chiaro e al nero, anche con sfumature isabella e fulvo chiaro. E’ ammesso il colore uniforme nero purché opaco (zaino). Il colore bianco uniforme è proscritto. Sono tollerate le chiazze bianche quando la superficie delle stesse non supera il quinto della superficie totale del mantello.

Questo dice lo Standard. E già si può capire che i bioccoli sono una cosa riservata ai cani completamente maturi, perché il cucciolo, il cucciolone e anche l’adulto giovane non li hanno ancora. L’escalation che potete seguire nelle foto non avviene in pochi giorni, ma all’incirca in tre anni: ed è anche bellina, ‘sta cosa, perché in pratica vi ritrovate ad avere un sacco di razze in una.

Infatti, per tutto il primo anno, avrete prima un batuffolo a cui potete attribuire la razza che preferite, tanto assomiglia a mille cani diversi; per il secondo anno avrete una specie di schnauzer che va lentamente trasformandosi in un bearder collie; solo dal terzo anno in poi avrete indiscutibilmente un pastore bergamasco, ma nel frattempo avrete scoperto che il mantello non richiede poi tutte ‘ste cure.
Qualcuna sì, ovvio: per esempio, va lavato quando ne ha bisogno. Alcuni allevatori, nei tempi passati, sostenevano che lavare il cane impedisse la formazione dei bioccoli: così, ovviamente, il Bergamasco si è fatto pure la fama di cane puzzolente (bella forza: anche Bob Marley avrebbe puzzato, buonanima,  se non si fosse mai lavato i capelli). Quando finalmente qualcuno ha pensato di prendere il cane e di buttarlo in vasca, si è scoperto: a) che non puzzava più (ma va’?!?); b) che i lavaggi favorivano, e non rallentavano affatto, la formazione dei bioccoli, delle taccole e di tutto il cucuzzaro peloso.
Insomma, ‘sto cane se po’ lava’! Anzi, è proprio meglio lavarlo.
L’unico piccolo problemino collaterale è che è caldamente consigliabile indossare un bel grembiulone, durante l’operazione. Perché se lavi un pastore tedesco e quello si scrolla, ti bagna. Quando si scrolla un pastore bergamasco, ti annega.
Oltre a lavarlo quando serve (ovvero quando comincia a profumare di Eau de chien N.5) e a controllarlo quando si rientra da una corsa nei boschi (perché un po’ tutti i cani a pelo mediolungo o lungo raccolgono foglioline, ramoscelli, erbette: ma lui raccoglie direttamente i faggi gli abeti), il mantello non ha bisogno di altro. Ma proprio di niente, eh! Non va spazzolato, né pettinato, né tagliato: solo la testa si deve tenere un po’ in ordine, tutto il resto può starsene il più naturale possibile.
Per i cani da show il discorso cambia, nel senso che qualche intervento si deve fare: ma trovatemi una razza al mondo in cui non ci debba smazzare per preparare un cane da esposizione (escluse quelle a pelo raso, ovviamente), e vi pagherò da bere.
Capito, adesso, che il mantello è un falso problema?
Bene: se l’avete capito e se smettete di farvi le pare sul pelo, possiamo tornare alla cosa più importante, che è ovviamente il carattere.

CARATTERE ED ATTITUDINI (2):
Nei “veri Standard”, è noto, io i cani li prendo un po’ in giro. E a volte qualcuno si offende pure (non i cani: gli allevatori) perché ovviamente, dovendoci scherzare sopra, esagero ed esaspero i difetti e magari evito di scrivere che il cane è “affezionato al padrone, fedele, obbediente e buono con i bambini”, come si è abituati a leggere nei libri e negli articoli sulle varie razze. Su TUTTE le razze, però: perché questa, se ci pensate un attimo, non è la descrizione di una razza, ma di una specie. E’ la descrizione del cane.
Dire che un cane è “fedele” e come dire che ha quattro zampe: si dovrebbe dare per scontato! Invece, se non lo scrivi, qualcuno la prende sempre male (e di solito io me ne infischio, perché non ci si può offendere per uno scherzo).
Stavolta, mannaggia, ho il problema opposto: rischiano di offendersi tutti gli allevatori di tutte le altre razze, perché prendere per il culo il Bergamasco è difficilissimo.

Mettere in evidenza i suoi difetti è difficilissimo, perché ‘sto cane di difetti non ne ha!  L’unica cosa da dire è che il cucciolo va socializzato molto presto e molto bene, altrimenti può rimanere un po’ timido. Ma poi?
Non è particolarmente testone (un pochino, a volte, sì…ma se ha un buon rapporto con i suoi umani è un cane obbedientissimo. E se non ha un buon rapporto, la colpa è sempre degli umani); non è aggressivo, se non c’è un valido motivo per esserlo (se invece il valido motivo c’è, è un buon guardiano e un ottimo difensore).
E’ paziente, socievole, amichevole praticamente con tutti, bipedi e quadrupedi. I bambini, poi, li adora proprio (se sono i “suoi”: e se sono “altrui” li sopporta comunque con la pazienza di Giobbe).

E’ un cane super-rustico, nato per vivere all’aperto, ma è felicissimo anche in appartamento e si adatta alla esigenze società umana con estrema facilità (al contrario del collega  maremmano-abruzzese, molto più diffuso nelle nostre città quando l’ideale per lui sarebbe proprio soltanto la campagna).

E’ un animale sociale al tremila per cento: cerca sempre di “fare branco” con tutti, cani e umani. E non litiga quasi mai: puoi averne centodue e liberarli tutti insieme, conviveranno pacificamente (provaci con altre razze).
Se viene provocato, ovviamente, non si tira indietro: ma non è praticamente MAI quello che cerca la  rissa per primo. Neppure se si ritrova l’umano truzzo a cui piace il cane tamarro che mostra i denti a tutti: anzi, se gli capita un umano così è capace di fargli tali e tante facce da “ma che vuoi? Che stai a di’? Perché dovrei litigare? Peace and love, please!”, che alla fine è l’umano a dis-truzzarsi e a cominciare a trovare cose più interessanti nella vita che il machismo e il celodurismo (per questo, nonostante sia lombarda, la razza non è molto adatta ai leghisti. O forse sì: forse bisognerebbe obbligarli tutti a prenderne uno, così  si ammorbidirebbero un po’). Di sicuro è un cane rilassante: quando stai con lui non riesci proprio più a sentirti stressato, nervoso, nevrotico. La sua calma olimpica è contagiosa.
Gli piace lavorare. Si impegna, si dà un gran daffare, perché vuole sentirsi utile al suo branco. E’ un cane da pastore che sa fare benissimo il cane da pastore (ma anche il bovaro, se necessario), ma può essere utilizzato in qualsiasi altro lavoro o sport: ovvio, nei limiti delle sue caratteristiche psicofisiche… però non si tirerà indietro di fronte a nulla.

Può essere anche un eccellente cane da protezione civile, con una dote importantissima, tra l’altro: lui è un riflessivo, che pensa sempre a quello che fa. Non succede praticamente mai che, invece di andare a salvare qualcun altro, si ficchi nei guai lui (pensate forse che succeda raramente? Si vede che non avete mai visto certi cani lavorare in ricerca…): riconosce i pericoli e cerca di evitarli, sia per se stesso che per gli altri (per questo è anche un eccellente baby sitter: farà sempre l’impossibile per evitare ai bambini che gli sono affidati di cacciarsi nei pasticci).
In più ha una resistenza della madonna, anche perché è un cane di media taglia, peso medio, testa mesocefala, insomma è tutto “medio”…e più un cane è medio, più è simile al modello primitivo, più è atletico e  resistente.

Toh, volete proprio un difetto a tutti i costi? Qualche soggetto soffre l’auto. E se si mette a sbavare un Bergamasco, è bene che l’auto sia anfibia, altrimenti son dolori. Però, se viene abituato fin da cucciolo (quando, pur sbavazzando, non ti fa ancora il lago di Garda tra i sedili), non solo si abitua, ma ci prende gusto e viaggia con enorme piacere.
E poi ti fa delle facce come quella della foto a destra, godutissime ed entusiaste: ma in realtà lui è entusiasta praticamente di tutto quello che facciamo insieme. Quando sta con i suoi umani, è un cane felice: non gli serve altro al mondo.
Insomma, come si fa a prenderlo per il culo, un cane così? Io ci rinuncio.
Quelli da prendere per il culo, semmai, sarebbero gli italiani che ignorano e snobbano questa razza fantastica.

TESTA: Nel suo assieme la testa si presenta grossa e di forma parallelepipeda. La pelle non deve essere spessa ma aderente ai tessuti sottostanti e non deve formare rughe. II cranio si presenta largo e leggermente convesso fra le orecchie; pure largo e arrotondato alla fronte. La direzione degli assi longitudinali superiori del cranio e del muso è parallela. II muso va assottigliandosi gradatamente verso l’estremità; le sue facce laterali sono leggermente convergenti, di modo che il muso stesso non è a punta, ma tronco, con la faccia anteriore piuttosto piatta. La sua lunghezza è uguale alla lunghezza del cranio.

 …eccetera eccetera. Ma che ha una delle facce più simpatiche di tutta la cinofilia mondiale, lo vogliamo di’? Che appena lo guardi ti viene da sorridere, ce lo vogliamo aggiungere? E che sembra sempre che sorrida anche lui?

OCCHI: Grandi, con iride di colore marrone più o meno scuro secondo il colore del mantello. La posizione è subfrontale; l’espressione è dolce e serena, attenta. La rima palpebrale è leggermente ovale, l’asse palpebrale è inclinato di circa 15° sull’orizzonte. Le palpebre ben aderenti al bulbo con i margini ben pigmentati in nero; le ciglia sono particolarmente lunghe per poter sollevare i peli della fronte che ricadono davanti agli occhi.
Questo secondo lo Standard.
Per una persona normale, la descrizione è più semplice. Occhi: BOH?
Vattelapesca. Non si sa. Chi li ha visti?
In realtà a volte si vedono (quando corre o gioca per esempio, e gli volano tutti i capelli indietro. Però passa troppo veloce e allora si vede poco. Oppure quando sei proprio TU a tirargli su i peli della fronte per guardarlo in faccia, mentre lo coccoli. Allora scopri che è vero, ha proprio le ciglia lunghe, lunghissime: e gli danno un’espressione talmente dolce e languida che potrebbe farti fare qualsiasi cosa con un solo sguardo. Meglio mollare immediatamente i peli e lasciare gli occhi coperti).

ORECCHIE: inserite al di sopra dell’arcata zigomatica; semipendenti con i due terzi terminali che restano cadenti: in attenzione l’orecchio viene leggermente rialzato in prossimità della sua base. La forma è triangolare. La lunghezza dell’orecchio varia da 11 cm. a 13 cm. La larghezza da cm. 6,5 a 8 cm. Apici leggermente arrotondati. Il pelo sulle orecchie è leggermente ondulato, morbido e finisce in frange a punta.
E di nuovo, per la persona normale: BOH?
Dove stanno le orecchie, in quella montagna di pelo? Questo però bisogna scoprirlo, perché le orecchie vanno conrollate e tenute ben pulite per evitare otiti (spesso dovuti a corpi estranei), in pratica l’unico problema di salute – se così possiamo chiamarlo, visto che basta un po’ di attenzione per non viverlo mai) di questa razza.
Perché, per il resto…è un cane sano che più sano non si può.  Perfino l’incidenza di displasie (che colpiscono praticamente tutti i cani di media e grande taglia) è molto bassa e – cosa che non guasta – anche quando ne è affetto, non viene particolarmente menomato dalla displasia dell’anca. Certo,  se non c’è è meglio, quindi i riproduttori vanno controllati sia per l’anca che per il gomito: cosa che fanno tutti gli allevatori seri. Ma siccome questa non è una razza commerciale, non attira i cagnari e in pratica possiamo trovarla quasi esclusivamente da un allevatore serio.

CORPO: qui lo Standard neanche ve lo riporto, tanto è inutile provare a barare: il BOH vale per chiunque guardi il cane, giudici compresi. Per sapere come sono la spalla, il garrese, la groppa o il torace bisogna andarli a palpare. Altrimenti si vedrà solo pelo.

CODA: Inserita all’ultimo terzo della groppa, grossa e robusta alla radice, va gradatamente affusolandosi sino alla punta. E’ ricoperta di pelo caprino e lievemente ondulato. La sua lunghezza è fra il 60 e il 65% dell’h. al garrese e arriva facilmente al garretto, quando il cane è in stazione normale, meglio se è più corta. Il portamento della coda quando il cane è in riposo, deve essere a “scimitarra”, cioé pendente per 2/3 e leggermente ricurva nel terzo inferiore. Quando il cane è in azione, la coda sbandiera.
E quando sbandiera, almeno quella la vediamo (come si nota nella foto in alto del cane in movimento).

TAGLIA E PESO: di solito nei “veri Standard” non li cito neppure, ma stavolta è il caso di farlo perché il cane sembra gigantesco, e invece non lo è. L’altezza al garrese ideale è per i maschi di 60 cm., con un peso di 32-38 kg. Per le femmine è ricercata un’altezza di 56 cm., per un peso di 26-32 kg. Insomma, è in tutto e per tutto un cane di media taglia, e non grande né tantomeno gigante.
Ancora una volta, è il pelo che inganna.  Ma…il pelo? State ancora pensando al pelo?
Ma allora, i veri Standard, io che li scrivo a fa’?

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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