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Ma che carini i Bau Boys!

Posted By Valeria Rossi On 28 febbraio 2012 @ 07:00 In Curiosità,News | 9 Comments

di VALERIA ROSSI – Dopo aver visto la prima (ed unica, se non erro) puntata di un programma sui cani destinato ad un pubblico adulto, che non mi era piaciuto neanche un pochino-ino-ino, ieri mi sono seduta con mooooolta preoccupazione davanti alla TV in una fascia oraria tipicamente “per ragazzi”, a guardare la prima puntata della nuova serie di “Bau boys” (Italia 1, tutti i giorni alle 17,10) di cui era già stata trasmessa una stagione ma che mi ero completamente persa.
Bene, stavolta la sorpresa è stata positiva: si vede proprio che le mie aspettative sono destinate ad essere disattese.
Quando mi aspetto qualcosa di buono, resto delusa (a dir poco): quando mi aspetto una scematina per bambini incontro un programma assolutamente decoroso dal punto di vista cinofilo e realizzato in modo decisamente professionale, dalle location alle riprese e al montaggio (con qualche piccolissima pecca che passa comunque inosservata). Avrà anche potuto contare su un maggiore apporto di sponsor, non ne dubito: però resta il fatto che è realizzato bene, moderno, dinamico, in una parola piacevole.
Dulcis in fundo, testi ovviamente mirati al target ma, nonostante il target sia di ragazzini,  quasi totalmente esenti dalla retorica a base di “poverini”, “pelosetti” e “cucciolini” che temevo di trovare.

Zero critiche?
Be’, no. Qualcosina da dire c’è: per esempio ci sono state le consuete sparate relative all’allenamento dei cani da combattimento.
Perché… finché si racconta che i cani vengono chiusi nell’ormai celeberrimo sacco e poi picchiati, okay, passi: l’unico rischio è che qualche idiota pensi “ah, si fa così?” e decida di prepararsi in proprio un cane chiudendolo nel sacco, ma almeno le persone normali non corrono rischi.
Quando invece di parla di “tortura” a proposito dello springpole…embe’, allora mi impaurisco un po': perché, per esempio, il mio staffy era uno che se per caso vedeva una gomma appesa a mo’ di altalena era capace di partire da cinquecento metri di distanza per andarla a mordere e restarci beatamente attaccato con la faccia godutissima finché qualcuno non lo costringeva a mollarla sventolandogli chili di bocconcini sotto il naso (e in ogni caso la mollava controvoglia, giusto per farmi un favore: in realtà la preferiva a qualsiasi bocconcino).
Tant’è che, mentre la voce recitava che le povere vittime vengono “torturate” facendole appendere alla gomma, le immagini mostravano un cane che senza alcuna costrizione, liberissimo da qualsiasi guinzaglio, si fiondava verso la gomma con un sorrisone da un’orecchia all’altra: perché questo è un gioco che ai terrier di tipo bull piace da morire, che non comporta nessuna forma di aggressività e soprattutto che fanno da soli perché si divertono un casino a farlo.
Quindi, se avete visto i Bau Boys e domani incontrate un signore che fa giocare il suo pit bull con la gomma, vi prego, non correte a denunciarlo per maltrattamenti!
A me sembra che far vedere i cani coperti da cicatrici sia già più che sufficiente per commuovere gli spettatori e magari anche per raccattare un po’ di fondi: non è il caso di aggiungersi fantasiose descrizioni di fantomatici allenamenti, grazie!
Un altro mini-appunto potremmo farlo alle coccole rivolte al meticcione nero (contrabbandato inizialmente per labrador, ma definito correttamente da lì in poi): il cane era palesemente buono e dolcissimo, ma qualcuno avrebbe dovuto dire ai bimbi che le coccole a un cane sconosciuto non si fanno pasticciandogli tutta la faccia e dandogli baci e pacche sulla testa. Una piccola occasione persa per trasmettere un messaggio che poteva essere importante.
Per il resto, dài, nulla da dire: un gruppo di ragazzini con le faccine giuste, tutti impegnati a dare il massimo; Marco Berry che conduce con il suo classico stile da “amico di famiglia che sa il fatto suo”, che può piacere o non piacere, ma comunque è molto personale (e che presumo conquisterà i preadolescenti, perché è la tipica figura genitoriale che i ragazzini sognano); le fanciulle di turno che grazie al cielo evitano di fare le oche giulive, ma interpretano più che decorosamente la loro parte.
L’atmosfera fa molto Giovani Marmotte, ma è davvero simpatica.
Insomma, trasmissione promossa a pieni voti. Non parla solo di cani, ma ne parla parecchio (almeno, oggi ne ha parlato parecchio) e manda segnali importanti ai più giovani:  decisamente consigliata per una mezzoretta senza  playstation.


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