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Vorrei un Cane Corso: da chi posso andare?

Posted By Valeria Rossi On 29 febbraio 2012 @ 07:26 In Razze,Vita col cane | 85 Comments

di VALERIA ROSSI – Le concidenze, ogni tanto, sono davvero curiose: l’altro ieri, su FB, parlavo con una ragazza che vorrebbe far coprire la sua cagnina da uno stallone come Dio comanda, ma non ce n’è uno che la convinca e quindi mi chiedeva un parere.
Ieri sera, tra i commenti a un articolo sulla razza, proprio qui su questo sito, un lettore mi domandava se potevo suggerirgli, anche in privato, il nome di un allevatore affidabile.
La coincidenza sta nella razza:  il cane Corso.
Una razza che amo immensamente, su cui ho scritto due libri e che ho seguito da vicino per molti anni, dall’inizio del suo “recupero” al disgraziato momento in cui è diventata di moda.
In realtà oggi ho praticamente smesso di seguirla, per puro e semplice amore del mio fegato: perché la moda – come sempre accade – ha portato con sé uno dei più sciagurati sfaceli che la storia cinofila italiana ricordi. Non so neppure se si possa più dire di amare questa razza senza chiedersi contemporaneamente “sì, ma quale delle svariate razze che ci sono in giro?”
Perché oggi il Cane Corso non è mica uno solo.
Perfino sui ring delle esposizioni se ne vedono almeno 3-4 tipi diversi…e non sto parlando di piccole differenze legate alle diverse linee di sangue, come è normale che accada in tutte le razze: no, qui si parla proprio di quelle che sembrano razze diverse.
Ma non basta, perché oltre a quelle che si vedono in expo (e che almeno qualcosa in comune ce l’hanno: sono tutti prognati, come richiede lo Standard) ci sono tutte le altre “razze” che alle mostre canine non ci vanno, o perché sono ortognate (a volte per caso, altre volte volutamente: c’è un allevatore che alleva esclusivamente cani ortognati per sua precisa scelta, che peraltro – per quel che vale – condivido) o perché sono i cosiddetti “tipi rustici” (che vanno dal vero Cane corso di una volta all’assoluto bastardone spacciato per tale).

Date un’occhiata alle foto di teste che vedete in questo articolo: senza star qui a discutere su quale sia il tipo giusto e quale quello sbagliato (per questo c’è lo Standard…e ci sono pure tutte le sue interpretazioni): chiediamoci solo se è possibile che questi cani appartengano tutti alla stessa razza.
Eppure sono tutti Cani corsi con regolarissimo pedigree da Cane corso.
Ma è inutile che prosegua su questo argomento, perché avevo già detto quasi tutto in un altro articolo sulla razza: laddove parlavo anche dei vari problemi di salute e di carattere derivati dall’allevamento scellerato dei commercianti di cani e dai forti meticciamenti che sono stati effettuati soprattutto allo scopo di mantenere il dannatissimo prognatismo richiesto dallo Standard.
Parlavo, insomma, di tutti i problemi che spesso fanno dire agli amanti della razza: “Quasi quasi mi prendo uno shiba” (come la ragazza con cui conversavo due giorni fa)…oppure “Aiuto, consigliami tu, da chi posso andare per essere sicuro di non prendere una bidonata?”.
Allora, proviamo a rispondere.
Premesso che, se davvero non amassi moltissimo questa razza, sarei tentata di dire “Brava! Ottima idea!” all’amica che pensa di cambiare radicamente cane… ciò che più mi preoccupa è il fatto che spesso si tenda a pensare che un consiglio mirato possa rappresentare la bacchetta magica, garantendo automaticamente il cane giusto.
Purtroppo non funziona esattamente così.

Ho già detto altre volte che personalmente preferisco evitare, se posso, di fare nomi e indirizzi:  un po’ perché NON conosco tutti gli allevatori italiani e un po’ perché la mano sul fuoco, dopo essermi presa le mie belle fregature, ormai la metto davvero per pochissimi eletti… e anche per quelli  magari un ditino ce lo metto, ma tutta la mano mi sa di no.
Ma il problema non va visto soltanto dalla mia parte.
Il problema è che, se ci si limita a farsi indicare il nome giusto, si finisce anche per non scegliere con la propria testa, ma con quella di chi ce l’ha indicato. E pensandoci bene, questo è un errore grave.
Mettiamo, infatti, che a me piacciano i cani del signor X: quando si tratta di Cane corso si tratta proprio di scegliere quasi una “razza dentro la razza”, ma la cosa in fondo vale anche per cani meno disomogenei di questi, perché lo “stile” di un allevatore, comunque, si vede sempre.
Dove sta scritto che al lettore che mi chiede consiglio debba piacere lo stesso tipo di cane che piace a me, o al Giudice, o a qualsiasi altro esperto interpellato?
Quando io mi sono innamorata del Siberian husky e ho deciso di allevarlo, quello che mi aveva fatto scattare la scintilla era un cane che mi avevano portato in addestramento: una specie di cavallone bianco e nero con gli occhi azzurri.
A scintilla scattata, il primo impulso fu quello di andare dallo stesso allevatore da cui proveniva quel soggetto lì e di prendermi un paio di femmine… però, conscia del fatto che mi ero innamorata di un cane di cui in realtà non sapevo un accidenti di niente, tirai il freno a mano e mi dissi “ALT! Momento. Prima informiamoci”.
Non c’era Internet, all’epoca… e non c’erano neanche i Siberian husky, in Italia: o meglio, ce n’erano pochi, e l’omogeneità non era granché migliore di quella che si vede oggi nel Cane corso. Quindi il mio “informiamoci” consistette nell’ordinare tutti i libri esistenti sulla razza negli Stati Uniti, nel tradurmeli tutti con il mio inglese  scolastico-arrugginito e nel cominciare a guardarmi vere e proprie quintalate di foto, intanto che mi studiavo lo Standard a memoria e che lo confrontavo con tutte le foto di cui sopra.

Al termine di questo lavoro, che durò due o tre mesi, finii per acquistare una cagna americana bianca e grigia, alta la metà di quello che avevo avuto al campo e con gli occhi marroni. Però quello era un siberian husky: e infatti fu  la capostipite del mio allevamento.
L’altro, quello di cui mi ero infatuata, in realtà era un brutto cane.
Appariscente, scenosissimo, sì…ma la razza era un’altra cosa!
Ecco: se io mi fossi fermata all’idea di trovare un “allevatore affidabile”, mi sarei sicuramente potuta rivolgere all’allevatore di quel cane lì. Che era indubbiamente serissimo, ma che amava i cagnoni bianchi e neri con gli occhi azzuri, ovvero un  tipo che nella patria della razza andava ormai scomparendo.
Ora, qualcuno può anche dire: vabbe’, ma tu volevi allevare. Cercare il singolo cane per la propria famiglia è un altro discorso: basta che sia sano e di buon carattere, poi che abbia l’orecchio un po’ più così o il colore un po’ più cosà non è che cambi la vita di nessuno.
Invece io credo di no. Un po’ perché se ragioniamo così, allora una  razza vale l’altra; e un po’ perché non credo che l’allevamento (almeno come lo intendo io) si possa fare “a pezzi”. Cioè, se allevi un certo tipo di cane hai in mente un certo aspetto fisico, ma anche un certo carattere…e ovviamente DEVI avere in mente la salute, altrimenti sei un cagnaro.
Ma le tre cose vanno per forza di pari passo.
Non è che puoi dire “faccio cani fulvi perchè mi piacciono fulvi,  poi se hanno tutti la displasia pazienza”; oppure “faccio cani con una certa forma del cranio, e chissenefrega se mordono la gente”.
Per carità: qualcuno effettivamente alleva così, lo sappiamo tutti benissimo: e sappiamo anche che da questo tipo di allevatori bisogna stare moooolto alla larga…ma come?
Chiedendo all’amico esperto qual è l’allevatore DOC?
Okay. E se l’amico si sbaglia?
Se, in perfetta buona fede, ci consiglia qualcuno che crede di conoscere bene, ma che in realtà  predica in un certo modo, ma a casa sua razzola in modo opposto?
Non credo che ci sia al mondo una persona così esperta da sapere vita, morte e miracoli di tutti gli allevatori italiani di una certa razza. E se viene fregato lui, di riflesso verremo fregati anche noi.
In più,, come dicevo prima, che facciamo se all’amico piace il cane del colore X, con la testa fatta in modo Y e col carattere Z, ma noi sognavamo un cane di colore Z, con la testa fatta in modo X e col carattere Y?
Lo prendiamo lo stesso, perché da soli abbiamo il terrore di sbagliare e quindi, pur di rivolgerci all’allevatore che ci è stato passato come “giusto”, portiamo a casa quello che passa il convento?

Sinceramente, io penso che si possa far di meglio.
Lo penso proprio perché l’ho fatto, come ho raccontato sopra: e se è vero che una certa conoscenza di base già l’avevo, perché già allevavo, è anche vero che di husky ne capivo esattamente come la più Sciuramaria delle Sciuremarie.
Ma volete sapere una cosa?
A capire qualcosa di cani in generale, e di una razza in particolare, NON ci vuole poi moltissimo.
Non ci vogliono sedici lauree, non servono decenni di studi.
Certo, ci si deve fare un’ infarinatura di morfologia, di cinotecnica: ma basta applicarsi un pochino e ci può riuscire davvero chiunque.
Dopodiché si comincia a leggere tutto il leggibile sull’argomento: si comprano le monografie sulla razza, ma volendo basta anche spulciare un po’ in rete, perché ormai ci si trova veramente di tutto.
Certo, si trova il bene e il male, il vero e il falso:  ma tanto meglio! Con un po’ di spirito critico, una volta fattasi l’infarinatura di cui sopra, si comincia anche a saper distinguere il grano dalla pula.
E poi si parla con allevatori, proprietari, appassionati: e per questo Internet è una vera manna dal cielo. Ma c’è anche il buon, sano, vecchio telefono, all’occorrenza.
Io ho scritto libri e scrivo tuttora articoli su decine e decine di razze: pensate davvero che le conosca tutte come le mie tasche? Ma certo che no! Solo che, con la mia brava infarinatura cinofila, leggo, parlo, ascolto… e alla fine riesco a scriverne senza spararle troppo grosse, perché in realtà non è così difficile!
E nessuno, per favore, pensi che quella di cui dispongo io sia più di una semplice infarinatura: forse è un’infarinatura di un certo spessore, dopo tanti anni… ma è sempre uno spessore limitatissimo rispetto al vero “saper tutto” sui cani o su una razza.
Anzi, le razze sono ancor peggio del “cane” generico: perché si evolvono, cambiano, si rivoluzionano.
Se trent’anni fa io mi ritenevo una persona piuttosto esperta sul pastore tedesco, oggi a chi mi chiede notizie o consigli sulla razza rispondo che non ne capisco nulla. Ed è l’assoluta verità, perché quello che ho allevato io era tutto un altro cane.

Dunque, amici che vorreste il Cane Corso dei vostri sogni… prima di tutto, inquadratelo: guardatevi tutto quello che c’è in giro (il web vi offrirà una panoramica vastissima) e identificate il vostro cane ideale (che potrà essere anche molto diverso dal mio).
Dopodiché contattate gli allevatori che allevano quel tipo lì, e rompetegli le scatole a sangue per sapere tutto, ma proprio tutto sul loro lavoro. Come e perché hanno scelto quelle linee di sangue, quali controlli fanno sulle malattie genetiche, cosa sanno di ciò che c’è dietro ai loro riproduttori (qualcuno risponderà BOH?, qualcun altro conoscerà gli antenati dei suoi cani fino alla millesima generazione: e così comincerete a distinguere chi alleva con cognizione di causa da chi improvvisa allegramente accoppiamenti).
Chiedete ad ogni allevatore quanti cani da lui prodotti hanno manifestato i problemi più diffusi della razza. Fatevi dare nomi e numeri di pedigree, che a sparar cifre a caso si fa presto, ma si fa presto anche a controllare, volendo. Fatevi i vostri conti, usate la vostra testa e il vostro cervello.
Alla fine sarete rimasti con una piccola rosa di due-tre allevatori: a questo punto andateli a trovare, passate qualche ora con loro, guardatevi i cani, valutatene il carattere “dal vivo”.
NESSUN ALTRO potrà mai dirvi più di quello che vedrete con i vostri occhi!

Insomma, in due parole: chi vuole un cane di razza, si informi più a fondo che può  su quella razza.
E non pensi “che palle”, perché se si rompe le palle a leggere, parlare e osservare immagini della razza che pensa di amare…allora non la ama abbastanza! E tanto vale che si prenda un cane a caso.
Informarsi sul cane dei propri sogni non è soltanto la più efficace arma anti-bidone e il miglior viatico per portarsi a casa un cucciolo sano, tipico (ma del tipo che piace a noi e non ad altri)  e di buon carattere: è anche divertente!
E’ un piacere, è una scoperta continua di tante piccole cose che non si sapevano e che si gode come ricci a scoprire ed imparare.
Ci vorrà un po’ di tempo, è vero: ma ci ha forse ordinato il dottore di prendere un cane ADESSO, in questo preciso istante? Ed è anche vero che all’inizio ci si ritroverà con le idee confuse, confusissime: ma poi passa. Si comincia a “fare l’occhio” alla razza, si comincia a capire quello che si vuole davvero.
Che sia cane corso, alano o yorkshire, informarsi e saperne il più possibile è sicuramente più stimolante e infinitamente più produttivo che chiedere a qualcuno “dove posso andare a prendere un cucciolo?”.
Perché ci metterà in grado di scegliere proprio il cane che volevamo noi, con cognizione di causa.
E credetemi, è la soddisfazione più grande che un cinofilo possa avere.

Le foto sono di Marco Leonardi

 

 


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