di VALERIA ROSSI – Titolo un filino provocatorio (ma poco, eh!) a proposito della frase più utilizzata al mondo dai figli-e-cane-muniti: “Il mio cane con il bambino è buonissimo! Si lascia fare di tutto!“.
Ho già scritto diverse volte, credo (perché lo so che ogni tanto sono ripetitiva) che di fronte a questa affermazione io mi chiedo (e spesso chiedo proprio a chi l’ha pronunciata):  “Scusi, ma per quale motivo al bambino viene permesso di “fare di tutto” al cane?”.
Ciò che non credo di aver mai scritto sono le risposte: che vanno dalla risatina imbarazzata (tipo “Sta scherzando, vero?”. Anche se ho la faccia serissima e si dovrebbe capire che non sto scherzando per nulla) al silenzio di tomba con occhio vacuo incorporato, fino alle spiegazioni (sempre accompagnate dalla risatina di cui sopra), tipo: “Ma no, non voglio mica dire che lo picchia o che lo tratta male… non apposta, insomma! Ma sa come sono i bambini: magari una tiratina d’orecchie, un dito in un occhio, giocando possono scapparci…” e fin qui, passi.
Non ci dovrebbe “scappare” niente di simile, perché un bambino abbastanza grande per capire dovrebbe stare attento a quello che fa, mentre uno troppo piccolo non dovrebbe essere lasciato libero di interagire col cane senza la presenza di un adulto supervisore: ma finché si tratta di incidenti, saltuari e soprattutto involontari, passi.
Purtroppo, però, una delle risposte che arrivano più frequentemente è questa: “Sa come sono i bambini (aridaje: questa è la frase classica, che dovrebbe giustificare qualsiasi efferatezza: non  ho mai capito perché. I bambini sono come li educhi ad essere!)... per loro tirare le orecchie o la coda al cane è un gioco! Mio figlio è piccolo e non gli fa sicuro molto male… però un po’ di fastidio penso che glielo dia: e lui è buonissimo, non reagisce mai, non si ribella mai!”
Santo Cane Martire.
In questo concetto del cane “che si lascia fare di tutto” è insito, ovviamente, un allarme rosso, già in partenza.
Perché anch’io, normalmente, sono una persona paziente (molto più con i cani che con gli umani, vabbe’: però ci provo anche con loro): ma quando mi fanno perdere le staffe, scoppio. E non è che serva prendermi a pugni in faccia, o comunque “farmi molto male”, per mandarmi fuori dai gangheri: se qualcuno si mettesse lì, che so, a punzecchiarmi con una matita, di sicuro non mi manderebbe all’ospedale…ma se continuasse per più di un minuto due, partirebbe un sonoro vaffanculo. Perché anche il “fastidio” ha un limite: per  tutti noi umani, esclusi forse santi & martiri (e non so neanche quanto reggerebbero loro).
Comunque, sappiamo bene che di santi & martiri umani questo mondo non  pullula: e non si vede perchè dovrebbe pullulare quello canino, visto che loro – come la scienza ha ormai ampiamente dimostrato – provano sentimenti molto simili ai nostri, irritazione ed esasperazione comprese.
Quindi, tanto per cominciare, permettere a un bambino di “fare di tutto” al cane è rischioso: perché magari, un giorno o l’altro, il cane si scoccia e reagisce nell’unico modo in cui può reagire un cane. E siccome il suo muso, mediamente, si trova ad altezza di faccia di un bambino piccolo, il mondo è purtroppo pieno di bimbi che hanno preso in faccia morsi magari preterintenzionali, ma con conseguenze sempre poco gradevoli.
Anche ammesso che il nostro cane fosse realmente un Santo&Martire, però… mi spiegate per quale cavolo di motivo dovrebbe sopportare le angherie di nostro figlio?
Quando Giobbe chiese a Dio per quale motivo si accanisse contro di lui, Dio gli rispose:  “Quando io ho creato il mondo, tu dov’eri?” (almeno, questa è la versione ufficiale della Bibbia: risposta per la quale, personalmente, avrei preso Dio a scopaccioni a mano aperta. Una versione più credibile credo venga dalle interpretazioni satiriche, quelle in cui Dio risponde: “Perché in te c’è qualcosa che mi ha sempre fatto girare le palle!”).
Ma noi, al nostro cane, cosa risponderemmo? Abbiamo creato forse qualche mondo? Ci sentiamo forse esseri divini (vabbe’, quale guru sicuramente sì: ma dal credersi tali ad esserlo davvero, ce ne passa)?
Io non riesco a trovare una sola motivazione valida per permettere ad un bambino di tirare orecchie o di piantare dita negli occhi volontariamente; ma neppure per permettergli di giocare a “ti frego la ciotola” o “ti rubo la pallina”.
Youtube è zeppo di video che mostrano cose di questo tipo, con sotto la sfilza di commenti: “Machecccarini!” “Ma che dolci!”.
Mentre io, ogni volta che ne vado uno, penso: “ARGHHHHH!”.
Anche perchè, se ai checcarinisti poi succede che il proprio cane pianti in denti in faccia al pupo di casa, immancabilmente scattano le due reazioni: a) “non l’aveva mai fatto prima!”; b) “ho paura che possa succedere ancora, questo cane non lo voglio più” (il che significa canile, ma a volte anche eutanasia.
E perché? Solo perché ci divertivamo taaaanto a vedere video come questo (all’inizio la visuale è semicoperta, ma poi il papà provvede e ci  mostra il bambino in tutto il suo splendore di rompicoglioni).

Non viene voglia a VOI di mordere ‘sto cucciolo bipede, a partire dal trentesimo secondo circa? Anche se il bambino, ovviamente, è del tutto innocente: esattamente come il cane.
Sono i genitori che girano intorno con la telecamera, anziché prelevare il proprio cucciolo e infilarlo in un box, che andrebbero morsi nelle chiappe.
Perché è ora di finirla con la retorica del “cane buono con i bambini”.
SI, certo, lo è novantanove nove virgola nove su cento. Però, la centesima volta, può scappargli di reagire. Magari solo con l’equivalente di quello che, per noi, sarebbe un “Uffa, basta, piantala!” accompagnato da un piccolo spintone.

Solo che il cane, le mani, non le ha.
Il cane usa la bocca, e attenzione: non è assolutamente detto che la usi con l’intento di ferire!
A volte lui tira quella che, nelle sue intenzioni, sarebbe semplicemente una “pizzicata” di avvertimento: una cosa che, data ad un cucciolo di cane, gli farebbe fare (forse) un CAIN! e non lascerebbe il minimo segno.
Solo che la pelle dei cuccioli umani NON è come quella dei cuccioli di cane: e pur detestando, normalmente, le “immagini forti” che trovo sempre più sgradevoli che “istruttive”, stavolta una di queste immagini ve la rifilo. Premesso che il bambino in oggetto è ormai guarito e sta benissimo, l’effetto che fa un morso di cane in faccia è gusto saperlo e tenerlo un po’ presente in ogni occasione.
Soprattutto perché: a) come già detto, un cane può causare un danno di questo tipo senza averne assolutamente l’intenzione; b) il cane, in questo specifico caso, non era uno dei “soliti” cani identificati come “pericolosi” e caratterizzati da mascelle e denti particolarmente forti: era un semplicissimo border collie che si era rotto le scatole di essere scocciato dal piccolo umano.
Ma se fosse stato un bassotto o un beagle, i risultati sarebbero stati quasi identici: perché comunque i cani sono tutti predatori e hanno tutti denti e mascelle da predatori: forti e robusti. Centimetro più centimetro meno, vi assicuro che cambia veramente poco.

Che fare, dunque, per evitare tragedie di questo tipo (che sono sempre tragedie anche quando poi finiscono bene, perchè la chirurgia plastica fortunatamente fa miracoli)?
La risposta è una sola: non limitiamoci ad educare i cani, ma educhiamo anche i bambini!

QUALCHE SPUNTO-SUGGERIMENTO (fermo restando che i figli suoi ognuno li gestisce come preferisce):

a) per bambini fino a due anni: evitare le situazioni che potrebbero causare eccessivo stress al cane.
E per capire quando/se intervenire, basta guardare il cane!
Se ci accorgiamo che si diverte anche lui, va tutto bene. Non è che cani e bambini debbano essere separati “perché potrebbe succedere la disgrazia”: per l’amor del cielo. Cani e bambini devono convivere più strettamente possibile, perché hanno un sacco di cose da insegnare gli uni agli altri. Però i genitori devono sempre vigilare: e  se il cane comincia a lanciare segnali di calma, ad agitarsi, a sembrare nervoso… allora devono prendere il piccolo a due zampe e portarlo altrove, a fare altre cose (per “spiegargli” che non va bene quello che sta facendo bisogna aspettare almeno l’anno: prima sarebbe inutile).
Per un bambino di questa età non c’è poi molta differenza tra un cane e peluche: togliamogli il cane vero e diamogliene uno finto. Proprio perché lui non fa molta differenza, però … impediamogli anche di “torturare” il cane finto, cosa che lo abituerà (mi verrebbe da dire “lo condizionerà”, perché è proprio quel che succede: ma diciamo “abituare”, termine meno suscettibile di polemiche) a relazionarsi con quelli veri.

Al mio personale figlio, che viveva in un allevamento di cani, fin da quando aveva pochissimi mesi ho insegnato a rispettare i peluches, dicendogli “ma no, poverino, gli fai male!” quando tirava loro orecchie o strappava occhi.
Così, senza praticamente mai sgridarlo ho ottenuto che imparasse a trattare tutti i pelosi (veri o finti che fossero) con un minimo di rispetto: dopodichè ho sfruttato biecamente la cosa anche per fargli rispettare i tulipani in giardino, che prima di divertiva a distruggere (le rose invece si facevano rispettare da sole).
Così mi sono “costruita” un pupo che “faceva cara” e “dava bacini” a tutto ciò che era vivente (in compenso faceva a pezzi tutto ciò che non lo era: ma siccome ciò che non vive non soffre, chissenefrega. Mica si può inibire un pupo in ogni sua manifestazione aggressiva: basta direzionarla sui target giusti. E la cosa vale anche per i cani).
Chiedo scusa per le foto palesemente d’epoca, ma anche il pupo ormai è d’epoca (e mo’, quando e se leggerà, si incazzerà: ma mica invecchio soltanto io )!

b) per bambini dai due ai cinque anni:

Poiché (in misura proporzionata all’età) questi bambini sono in grado di capire, parliamo con loro. Non aspettiamoci che il rispetto per gli animali cada loro dal cielo: è una cosa che va insegnata, esattamente come il rispetto per gli altri umani piccoli e grandi. Personalmente ho cercato di farlo in modo non pedante e soprattutto non facendola sentire come un’imposizione, ma come una normale componente della vita: quindi tutti i discorsi, i racconti, le favole erano impostati in modo da far pensare al bambino che gli animali andassero rispettati sempre e comunque (e gli umani quando lo meritavano, perché gli animali sono sempre innocenti e gli umani no). Credo che mio figlio abbia creduto almeno fino a 10-12 anni che il lupo di Cappuccetto Rosso, dopo essere stato sgamato, avesse spiegato alla bimba che si era mangiato la nonna perché lui era un carnivoro predatore, quindi quella di cacciare era la sua natura. Se però la nonna si fosse comportata come un animale dall’intelligenza superiore, avrebbe tenuto la porta chiusa e lui sarebbe dovuto andare a caccia di qualcos’altro.
Vivendo in mezzo ai siberian husky, che somigliavano un casino alle illustrazioni del presunto “lupo cattivo”, mio figlio avrebbe sicuramente tifato a spada tratta per il lupo anche se non avessi cambiato la favola: però io le ho sempre cambiate tutte, quelle con gli animali protagonisti, in modo che non passassero mai da “cattivi”. Il risultato forse è stato un filino eccessivo, perché il figlio, ora quasi ventiseienne, è un vero orso con gli umani (esclusi pochi eletti) mentre adora tutti gli animali indistintamente. Il fatto è che a me sta benissimo così, perché sono esattamente come lui.

ATTENZIONE ALLA GELOSIA, però! Perché ci si preoccupa sempre del fatto che il cane possa essere geloso del neonato…ma non si pensa mai al problema opposto, che invece esiste eccome. Perfino il mio, di figlio, educato e cresciuto come appena descritto, a cinque anni circa ebbe un attacco di gelosia acuta nei confronti della nostra cagnona e un pomeriggio le fece una serie di dispetti cattivissimi (che poi si riprese con gli interessi da parte dell’incazzatissima mamma).
In realtà era stata colpa mia, perché quello era il periodo in cui avevo dovuto chiudere l’allevamento e trasferirmi in città: quindi, dalla consueta ventina di cani che aveva attorno, il bambino si era ritrovato a fare i conti con un “cane unico” che deve aver visto come un rivale (esattamente come succede quando arriva un fratellino). “Tanti cani” erano una costante della sua vita, c’erano da prima che nascesse e quindi non gli procuravano alcun timore di “concorrenza”: il cane singolo, arrivato dopo di lui – e dopo un momento difficile che aveva compreso separazione dei genitori e cambio di casa, ambiente eccetera – diventò invece un motivo di stress (che io non avevo percepito: per questo dico che fu colpa mia) e che alla fine lui sfogò a modo suo.  Io non sono una psicologa, non sono un’esperta in pedagogia e non so neppure se sono mai stata un granché come madre: però, pur comprendendo (o pensando di comprendere) le sue motivazioni, gli feci subire lo stesso l'”occhio per occhio, dente per dente”. Lui aveva fatto cose (tutto sommato ingenue e praticamente innocue) come cospargere il cane di schiuma da barba, metterle il peperoncino nell’acqua e tagliarle ciuffi di pelo: io feci le stesse identiche cose a lui, per fargli capire come si era dovuta sentire la Snow e chiedendogli se gli sembrava giusto subire questi dispetti senza aver fatto nulla (mentre lui li subiva come sacrosanta punizione). Non fu un grande esempio di “metodo gentile”, lo so… e probabilmente a qualche psicologo infantile verranno i vermi leggendo queste parole: però funzionò, perché da quel giorno mio figlio diventò una sorta di Cavaliere Errante che sarebbe stato disposto a uccidere per difendere la sua cagna. E non solo lei. Infatti, quando la Snow tentò di mordere un emerito stronzo che aveva preso a calci un altro cane, suo amico… mio figlio richiamò, sì, la cagna: ma poi dovetti trattenerlo a viva forza perché non andasse LUI (ormai quindicenne e già veleggiante verso il metro e ottantasei di oggi) a menare il personaggio in questione.
A dire il vero il mio primo impulso sarebbe stato quello di andare a dargli manforte:  ma ogni tanto tocca anche dare il buon esempio agli adolescenti, comportandosi da persone civili anche con chi non lo merita affatto.
Tornando ai bambini in età precolare, comunque: insegnare loro il rispetto per gli animali è importante non solo per tutelare gli animali stessi, ma anche per tutelare il bambino, che comportandosi in modo corretto limiterà moltissimo il rischio di essere morso sia dai cani di famiglia (rischio già basso in partenza) che da quelli estranei (rischio più elevato, specie se il cane non è stato ben socializzato con i bambini: e purtroppo non sempre ci è dato di saperlo finché non è troppo tardi).
Già a partire dai due-tre anni un bambino è perfettamente in grado di capire:
a) che non si deve strillare, scappare, correre davanti a un cane per non stimolarne l’impulso predatorio;
b) che non ci si deve catapultare addosso a nessun cane (neppure al proprio), non gli devono dare pacche in testa, non lo si deve abbracciare;
c) che ai cani che non si conoscono NON si corre dritti contro, ma si fa “il giro” e li si approccia lateralmente.
Nel mio caso personale questa fu la parte più difficile, perché Davide, vedendo qualsiasi cane, partiva al galoppo e gli si fiondava dritto addosso (questo da quando fu in grado di camminare a due zampe). Risolsi il problema piazzando in giardino una serie di peluche, uno di cane, uno di gatto e l’altro di leone, spiegandogli che al gatto poteva correre incontro, che dal leone poveva scappare e che al cane doveva andare incontro facendo una curva. Facevamo il “gioco dell’approccio giusto”, con lui che si metteva sulla linea di partenza e io che gridavo: “Cane!”, oppure “Leone!”. Lui doveva andare dal peluche giusto nel modo giusto: e più o meno funzionò (più o meno, eh…perché un cane qualsiasi lo approcciava nel modo giusto: ma se vedeva un husky gli partiva l’embolo e gli correva addosso a braccia aperte. Però lo capivo: mancavano tanto anche a me. Come facevo a dirgli qualcosa?)

In ogni caso: si possono inventare storie, giochi, racconti, anche con i bambini molto, molto piccoli. Ma soprattutto conta l’esempio, conta la serenità con cui i genitori si avvicinano agli animali e si rapportano con loro. Conta (molto) avere animali in casa e conta che i genitori non ne abbiano paura, perché questa immancabilmente si trasmette anche quando non lo vorremmo.
Per questo io consiglio sempre ai genitori cinofobi – ma davvero di cuore e per il loro bene, non per spregio o sfottò – di farsi curare: perché è una vera e propria malattia ed è pericolosa anche per gli adulti, ma lo è almeno trenta volte di più per i bambini.
Ai genitori senza problemi di questo tipo, ma che magari hanno un rapporto “normale” con gli animali (non di amore morboso e magari un filino patologico, come il mio), ricordo invece che – anche solo per una mera questione di sicurezza, se non di etica – devono ricordarsi di affrontare il problema con i loro bambini e di educarli al rapporto corretto con cani, gatti & C.
Perché chi non ha la “fissa” come me, magari semplicemente “non ci pensa”: così come a volte non si pensa ad educare correttamente il bambino al rapporto con gli umani diversi da lui per colore, religione o altro.
Se uno non vive a stretto contatto con certi ambienti e certi argomenti, è normale che possa sottovalutarli:  ma nella società moderna, che è multietnica e interspecifica, prima o poi questi rapporti bisognerà sicuramente affrontarli. E saperlo fare nel modo giusto è importante.

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60 Commenti

  1. bellissimo articolo, importantissimo, dovrebbe essere impresso a fuoco nelle menti di tutti i genitori. Purtroppo devo essere pessimista, visto il livello di educazione che vedo nei bambini quando esco col mio cane. E si badi bene, scrivo educazione, non intelligenza, perche’ il bambino capisce benissimo, quando glielo spiego, che non si devono dare le pacche sulla testa. Ma chi e’ dei genitori moderni che ha ancora il tempo e la voglia di educare i bambini? Risultato di questa mancanza di tempo e voglia: una bambino di 3 anni ha scalciato il mio cane (sono qui a parlarne perche’ non ero presente, il cane era con mia madre, se no probabilmente adesso sarei in carcere per maltrattamento di minori), con l’aggravante di farmi pensare che “per fortuna” il mio cane non ha reagito, anche se avra’ sentito il colpo perche’ pesa 15Kg, non 40.

  2. ATTENTI AL CANE! Quante volte ho detto questa frase? Centinaia di volte al giorno, visto che quotidianamente, il mio giardino in città si riempiva di adorabili amichetti bambini, amici dei mie bambini. Un’invasione di piccoli barbari urlanti, armati di spade, bastoni, pozioni velenose, cibi di ogni tipo..che si dilettavano in giochi tipo: guerra, pirati, freccette, calcio (calci), lotte liberi. Allegri e teneri giochi ai quali la mia adorata Nana – la nostra cana labrador – partecipava allegramente. Ma inconsapevole dei pericoli, in totale buona fede! I miei piccoli banditi, chiaramente, trattavano Nana assolutamente alla pari, da essere umana consapevole. ATTENTI AL CANE, era un modo per ricordare a tutti, la buona fede di Nana che non poteva conoscere tutti i pericoli, le trappole e le armi ai quali andava allegramente incontro!

  3. articolo utilissimo! p.s io sono nata cinofila da una madre cinofobica! 😀 Ci ho messo 13 anni per farle passare la paura che aveva da 40 ! :))

  4. scusa valeria, ma credo che il titolo sia sbagliato…??? forse volevi dire “Il mio cane con il bambino è buonissimo! Si lascia fare di tutto!“ come scrivi all’inizio dell’articolo…?

  5. Anche io inorridisco quando vedo i video su YouTube in particolar modo quando i segnali di stress del cane sono evidenti.

  6. Bello! Anche io teno un po` i bambini quando porto a spasso i cani. Se li vedo fionarsi dico loro che uno dei cani ha paura dei bambini il che e` la pura verita` ma con quelli piccoli come si fa? Tutto il mondo e` paese e anche in Giappone ci sono delle madri senza testa in giro! Ma se da gagna mi fosse mai venuto in mente di tirare le orecche al nostro Lord so per certo che mi sarei presa immantinente un calcione nel sedere dall`adulto piu` vicino madre padre zio zia nonna o nonno che fosse.

  7. Articolo d’oro, questo. Peccato che la maggior parte dei casi abbiamo a che fare anche con ADULTI che non hanno idea di come approcciare un cane (quante persone ho dovuto avvertire chiedendogli gentilmente – e non – di non dare le pacche in testa al mio cane appena conosciuto e di non avvicinarglisi faccia a faccia facendo versi e versetti per evitare che venissero presi a morsi in faccia?) e che conseguentemente non hanno la più pallida idea di come insegnarlo ai figli. C’è poca, pochissima cultura cinofila in Italia, purtroppo… La gente non legge, non si informa, però sono tutti bravi a condannare il cane che pinza il bambino che gli corre incontro, o scappa strillando e sbracciandosi (cosa personalmente accaduta, sempre con il cane di cui sopra)…
    Ma sono contenta che ci siano persone come te che sono portavoce di questa cultura e di una nuova consapevolezza fatta di rispetto per i nostri amici animali, che purtroppo la gente dimentica far parte di un’altra specie, e ignorano completamente che hanno un linguaggio del corpo e di segnali totalmente all’opposto del nostro.
    Grazie valeria, ogni tuo articolo è una perla, cerchiamo di diffonderli il più possibile!!!

    Margherita

  8. bellissimo tutto l’articolo, e bellissimo il gioco di avvicinamento peluches in giardino! se un giorno mi scappa un cucciolo a due zampe (ahahahahahahahah ssssseeeee!) lo faro’! intanto lo consigliero’ vivamente a tutti! 😉

  9. Bellissimo articolo! E sono d’accordo con te, la frase “si sa come sono i bambini, per loro e’ un gioco” e’ stupida. Mio fratello, una volta che eravamo a un matrimonio e lui aveva 2 anni, pensava che fosse un gioco bellissimo cercare di slacciare lo scollo all’americana di mia sorella 24enne (e ci e’ riuscito, tra parentesi… Per fortuna mia sorella era in fondo alla chiesa), ma questo non vuol dire che i miei da quel giorno gli lasciassero denudare a piacere la sorella, che “e’ così brava e paziente”, perché potesse divertirsi!! L’incidente e’ capitato, puo’ capitare, perché uno magari non se lo aspetta, puo’ capitare anche col cane che uno non si aspetti che il bimbo gli faccia i dispetti e invece lo fa… Ma una volta, dopodiché gli si insegna che non e’ così che funziona; ma far finta di niente, anche per pigrizia di non voler perdere tempo a educare il figlio penso, e poi far uccidere il cane perché morde… Ok, allora lascia pure che tuo figlio faccia i dispetti al cane se pensi che debba vigere la legge del piu’ forte in casa tua, poi pero’ lasci anche che il cane gli rovini i lineamenti per sempre ribellandosi, altrimenti non e’ giusto.

  10. ho 25 anni e da quando sono nata vivo con i dobermann razza erroneamente messa al bando dalla legge a causa dei genitori incauti e idioti descritti da questo articolo!
    se tiravo un orecchio al cane mio padre le trava a me! solo una volta ho ricevuto un morso,giustamente,dal mio cane e da allora LUI si è sempre sentito in colpa,infondo avevo 1 anno e camminando mi si era rovesciato un piatto contenente ghiande sulla sua testa mentre dormiva al sole! mi ha solo pizzicato l’ascella e da allora LUI IL CANE si è sentito in colpa e si è fatto rimproverare da una nanerottola di un anno che gli bandiva un cucchiaio di legno e lui a testa bassa che si beccava quei colpi innoqui e poi lui stesso si è messo a fare il buffone per farmi ridere,questo perchè alcuni ancora pensano che i cani siano esseri inferirori! questo articolo è oro colato! bisogenrebbe leggerlo in tv e far capire a certe mamme ESAGERATE E PARANOICHE che le cose accadono non per colpa del cane ma per colpa del genitore! anche io non amo questi video ed è proprio vero SANTI CANI e genitori coglioni! mia sorella da piccola portava il primo dobermann dei miei usando come guinzaglio una collana di mia nonna,mia sorella uno scricciolo di 2 anni e lui un dobermann di 3 anni e 71 e mezzo al garrese e lasciava mia sorella scarrozzarselo per casa ma MAI io e lei da bimbe abbiamo solo OSATO PER GIOCO tirare orecchie ai nostri cani!
    ancora complimenti per l’articolo 🙂

  11. bellissimo, come sempre, il tuo articolo; ho un bimbo di quattro anni e nessun cane per ora, ma spero non per molto, quindi i tuoi suggerimenti sono molto utili per noi.
    Grazie Valeria!

  12. questo articolo penso mi sarà utile ogni volta che sento quella frase li.. ma sapete che c’è di peggio? che molti genitori insegnano esattamente il contrario del rispetto per gli animali, comprando cuccioli di cane.. spessissimo chiedono chihuahua convintissimi che il micro e delicato cane sia perfetto per il bambino “così possono giocare senza che il cane li faccia male” oppure ” così riesce a prenderlo in braccio”..si.. e una volta in braccio può farlo cadere, o appoggiarlo su mobili o sul tavolo, così il cane cade e si rompe una zampa, se non finisce peggio (vedi testone del chihuahua) insomma il cane viene visto come “il giocatttolo per il bambino” così automaticamente il bambino penserà che sia giusto trattarlo come un gioco, ma a nessuno di questi genitori modello passerà mai per la mente che il loro adorabile “angioletto che deve essere protetto dai cani grandi” possa fare seriamente del male al cagnolino piccolo…

    • una volta ho letto in un forum di una signora che raccontava qualcosa che per me è incredibile, ma che purtroppo succede spesso e è la causa di molti cani che finiscono al canile..
      cane di un paio d’anni, bambino piccolo.. OVVIAMENTE il bambino è “sacro” e non viene mai sgridato e deve avere il sacrosanto diritto di torturare il cane, e il cane deve fare il martire, subire e basta, (io dico sempre che il giorno in cui inventeranno il traduttore dei pensieri dei cani, molti padroni verranno ricoperti di insulti come mai in vita loro) ecco la situazione:
      in giardino il bambino insiste nel rompere le scatole al cane, tirandoli le orecchie tirando il pelo, pestando la coda e qualunque altra cosa poterebbe fare..sotto gli occhi della madre che magari ancora aggiunge “ma che carino che sei” al figlioletto..
      al primo ringhio del cane martire che non ce la fa più..
      Ecco l’enorme cavolata….la premurosa mammina prende il cane e lo chiude in una sorta di mini box (qualcosa tipo 1 metro quadrato) pensando “visto che ringhia al bambino lo metto nella sua cuccia così lo lascia stare” quel che pensa il cane provabilmente è “una volta a casa mia ero felice, ora c’è quel piccolo mostro che mi tortura e loro glielo lasciano fare, se provo a difendermi mi isolano e mi chiudono in una gabbia” è una volta chiuso in gabbia cosa faceva il bambino? andava sulla gabbia a battere sulla rete e urlare contro il cane.. risultato? il cane incazzatissimo a ringhiare e abbaggliarli “furiosamente”… e certo… fossi stata io il cane l’avrei voluto mordere anchio il bambino, e poi anche la madre! bene questa signora era sul forum, non per cercare aiuto nell’educare meglio il figlio e abituare cane e bambino a convivere pacificamente ma perchè chiedeva se qualcuno voleva il cane perchè voleva sbarazzarsene!
      ok io capisco che le mamme sono morbosamente attaccate ai loro figli,
      e provabilmente un giorno lo sarò anchio ma voler bene a qualcuno non significa lasciarli fare tutto quello che vuole senza regole e educazione.

  13. Articolo FA-VO-LO-SO!! Sarebbe fantastico se tutti gli articoli educativi di questo tipo venissero raccolti in un unico libro!! 😀

  14. bell’articolo davvero. Purtroppo è davvero fantascienza. Ai bambini di oggi non viene insegnato neanche il rispetto del diverso, del diversamente abile, del meno fortunato, del “negro”. E parlo con cognizione di causa, visto che ho tre figli, due dei quali in età scolare, e 5 cani….dove vivo io, ci sono delle “signore” che si divertono ad investire gatti…e molte delle suddette signore non mi rivolgono il saluto, perchè sono quella “strana”, quella dei cani…e mia figlia, non capisce perchè alcune sue amichette snob attacchino ferocemente una bambina straniera sua coetanea…quello che voglio dire, è che secondo me nella socità di oggi il rispetto è considerato un valore di serie b..o meglio, si rispetta, per così dire, degli standard, e non più dei valori( non a casa mia, eh). Come sperare che le menti ottuse e ignoranti e insensibili dei più ritengano importante insegnare ai propri figli il rispetto di ogni cratura che vive….

    • Già, e se provi a parlare di tolleranza, ti senti pure dire che oggi è di moda essere buonista. Ma almeno lo fosse, non amo il buonismo, ma piuttosto che l’intolleranza e l’egoismo, sarebbe meglio anche il buonismo.

  15. Bell’articolo, lo giro immediatamente a una coppia di amici con due cani e con pargolo in arrivo. Ci sono spunti davvero interessanti, grazie come al solito.

  16. L’allevatrice (estremista, a mio parere) da cui ho preso il cane ha risolto il potenziale problema della convivenza cani&bimbi così: non vende cani a famiglie con bambini di età inferiore a 5 anni. Giuro.

    • estremista ma intelligente. meglio così! 🙂
      in canile anche noi facciamo il terzo grado quando si presentano famiglie con bambini piccoli (terzo grado nel senso di sottolineare innumerevoli volte quanto espresso nell’articolo) e spesso ci troviamo a che fare con gente che ‘scende dal pero’.

    • Con tutti e due…ma mi sembrava di averne cancellato uno perchè si scappava da entrambi. No? Mo’ rileggo, eh 🙂

  17. complimenti per l’articolo che, come gli altri che ho letto, trovo scritto benissimo e molto interessante.
    Ho sempre avuto animali e non mi ricordo di averli mai stressati, ma i bambini che quando nascono trovano già degli altri “geniti” pelosi, forse sono avvantaggiati.
    Da poco ho due cani e sto imparando …. Quindi tutti gli articoli sono i benvenuti

  18. … va bene, lo ammetto, ho pure io il video in cui la piccola a due zampe “tormenta” la povera pelona che appena può si allontana e va a rifugiarsi in un’altra stanza… Però la piccola mica le gattonava addosso, la accarezzava (seppur maldestramente) e poi … è un unico video, unico lo giuro!

  19. AHHH… qualcuno lo salvi! chi? il figlio!!! vista la statistica che vedeva la maggioranza delle lettrici di “ti presento il cane” donne, dopo un articolo del genere potrebbe venire assalito dalle lettrici single… cinofilo, beneducato e con una suocera così, secondo me lo assalgono anche le lettrici non-single ahah

  20. Lima, Perù, anno 1967, mio fratello (5 anni) si aggrappò ai testicoli del nostro Riesenschnauzer, mentre questi era intento a mangiare… Mirtillo si girò e gli diede una bella lezione – per fortuna a bocca aperta! Mio fratello si trovò con due bei tagli, uno sulla fronte a quell’altro sotto il mento, e in più la ramanzina di papà che era presente ma non riusci a fermare il piccolo hooligan…
    I miei due figli – anni 22 lei e 18 lui – hanno impresso nel loro DNA il rispetto per tutti gli esseri viventi… Sarà che a furia di sentirmelo ripetere!!
    Ma come mi prudono le mani quando incontri piccoli bambini urlanti per strada, che come prima cosa si avventano sui cani al guinzaglio, mentre le mamme se la ridono senza batter ciglio; e se solo fai presente che i cani non vanno maltrattati, ti becchi un bel “Ma cosa vuole che sia? E’ solo un bambino!!”… Potessi mordere io! 😉

  21. lo scorso sabato mi e’ successa una cosa molto spiacevole, sono andata a trovare nel pomeriggio delle amiche che facevano raccolta fondi per il rifugio, di fronte ad un negozio, abbiamo praticamente trascorso il pomeriggio li io con la mia cucciola, una amica col suo cane, e c’erano altri cani e persone, si stava in tranquillita’ finche’ ad un certo punto arriva una signora con suo figlio e sua mamma con due cagnolini, ad un certo punto il bambino sui 4 anni circa (si rivelera’ uno scassac….zzo da paura!!!) inizia ad avvicinarsi alla mia cagnetta (un bassotto di quasi 8 mesi) pestando forte i piedi ed urlando, lei inizia ad abbiargli contro tirando verso di lui , la sgrido la allontano e faccio i cavoli miei questo bambino mi ha seguita per tutto il pomeriggio con questa modalita’, sua mamma gli diceva : non devi farlo smettila vieni qui! idem sua nonna, ma lui se ne e’ strafregato!… ha continuato talmente tanto che la cagnetta gli abbaiava anche solo se rientrava nella sua visuale, come ci rilassiamo torna alla carica, sicche’ mi scoccio, lo guardo, guardo i suoi inutili parenti e gli dico: guarda che se continui cosi’ appena ti avvicini ti morde! (ecchecc…zzo!!!)so che ho sbagliato, perche’ quando erano le mamme a tirare via i loro bimbi che volevano giocare col mio dobermann dicendo questa cosa io gli ho sempre detto: non e’ vero tua mamma ti sta dicendo una bugia! ma non ne potevo piu’ e chi se ne frega se non e’ pedagocico!

  22. se capita a me il gagno rompic…di di turno, dico “il cane non morde, ma IO SI !” e sfodero i denti! il gagnastro scappa a rifiguarsi dalla mammina, che sino a quel momento è stata li a guardare il pargolo rompere i coXXni ai miei cani. e se fa rimostranze ne ho anche per lei ! echeca22o !!

  23. Bel risultato: “il figlio, ora quasi ventiseienne, è un vero orso con gli umani (esclusi pochi eletti) mentre adora tutti gli animali indistintamente. Il fatto è che a me sta benissimo così, perché sono esattamente come lui.” Scusate ma questa è la solita retorica pro cane sempre buono, contro l’uomo che in qualche modo sbaglia sempre, anche quando poveretto è un cucciolo. Con commenti aggressivi di persone che dicono che sono loro a sfoderare i denti per difendere il proprio animale. Complimenti per le lezioni di misantropia.

    • Punto primo: il cane non è né buono né cattivo. Il cane non ha regole né cultura né codici etici né un senso morale. Quindi, al massimo, il cane è sempre “moralmente innocente”, qualsiasi cosa faccia.
      L’uomo sbaglia sempre? No, non sempre. Ma basta dare un’occhiata in giro, o aprire un giornale, per capire che sbaglia “spesso”: e con l’aggravante di avere, a differenza del cane, etica, cultura, regole, leggi.
      Se devo scegliere a chi dare le mie simpatie a livello di specie, non ho il minimo dubbio.
      Misantropia? Può darsi: ma di certo, in quasi sessant’anni di vita, non ho mai incontrato nessun cane che mi abbia imbrogliato, mentito, fregato, derubato. Di esseri umani posso farti una lunga lista.
      Quando impari a conoscere l’uomo come specie, o diventi misantropo o sei un inguaribile ingenuo.
      Poi ci sono le eccezioni, ovviamente: ho anche una lista di persone che stimo. Purtroppo è molto più corta dell’altra.

    • bel risultato SI…
      anchio sono un vero orso con le persone, introversa, non mi fido quasi di nessuno,
      e io non sono nata così, quando ero piccola cercavo di fare amicizia,
      ma lasciatemelo dire.. i bambini non sono angioletti.. anzi, forse anche per una cattiva educazione..sono sempre stata sensibile di carattere e più mi ferivano più mi chiudevo in me stessa e avevo “paura” del giudizio della gente..
      anni di false amicizie “umane” mi hanno portato a credere fermamente che gli animali, cani in particolare sono esseri migliori e più “corretti” della gran parte delle persone.

      quando il “povero cucciolo umano” tratta il cane come un giocattolo e i genitori se la ridono divertiti mentre il cane manda forti segnali di stress… questo per me è essere un po’ sadici…
      il titolo dell’articolo è azzeccatissimo, nessuna mamma umana metterebbe il suo bimbo in mezzo ai cani, lasciano che lo schiacciano lo tirano lo pizzicano… allora perchè invece il cane dovrebbe subire in silenzio?

      il rispetto degli animali (come anche il rispetto delle persone) è una cosa che i genitori trasmettono ai figli, se i genitori non rispettano i cani è più che logico che il bambino prenderà esempio e tratterà il cane come un giocattolo,
      la gran parte dei bambini (e delle persone adulte) che ho conosciuto han dimostrato di non sepere minimamente come approcciarsi con un cane, specialmente con un cane estraneo su cui “si buttano a pesce sopra” senza manco “presentarsi” senza pensare che per un cane è un gesto “maleducato” esattamente come se io saltassi addosso al primo che passa per strada…oppure al contrario, come vedono un cane iniziano a correre e a urlare…
      e poi ci stupiamo di tutte le persone che ricevono un morso?
      certo ci sono cani che mordono molto più facilmente degli altri,
      ma se tutti sapessero approcciarsi nel modo corretto secondo me ci sarebbero molti meno problemi…

      quando ero piccola non passavo la giornata a fare i dispetti al cane di casa (ed ero felice lo stesso, anche senza trattare il cane come un giocattolo) certo, involontariamente mi è successo, di pestarli la coda, di chiudergliela in una porta, o di inciampare e cadere sopra il cane.. ma capivo che non era piacevole per lui, ne ero mortificata e cercavo di scusarmi..
      scusarmi.. adesso mi prenderanno per “scema”.. questa qui chiede scusa al cane..
      a me fa sorridere invece pensare che scusarmi lo faccio ancora adesso,
      perchè ho scelto di allevare una di quelle razze che si offendono a morte se subiscono un torto, se gli fai una cattiveria senza ragione,
      perchè loro non ti farebbero del male per puro divertimento, che diritto hai tu di fargliene a loro?

  24. Certo, si chiama misantropia e ha le connotazioni che si ritrovano in tali discorsi. Che un cane non imbrogli mai poi è comica, il cane tende a imbrogliare sempre perché ti ruba il boccone da dovunque possa arrivare con la bocca. Il cane è un predatore come es un leone, e che sia buono o cattivo poco importa, se potesse il leone ci mangerebbe tutti. E l’uomo, che ha sgomitato nell’evoluzione ben più del cane, è un animale anch’esso. Che ha sfruttato, difficile dire come, una caratteristica che si è rivelata più efficace di altre. Se i serpenti fossero stati più svegli chi dice che non sarebbe, questo, diventato un pianeta di rettili. Col romanticismo ed una certa “irrazionalità”, perché quando si sostengono certe cose si è irrazionali, si finisce col dire cose che risultano anche pericolose, perché perpetuano quella visione di cui parlavo in cui tutto l’apprezzamento va nel rispetto per gli animali, mentre il vero rispetto per l’uomo, che potrebbe con gran pazienza e fatica migliorarlo, è in secondo piano. Complimenti!

    • Sorry, ma il canis familiaris NON è un predatore. Che l’uomo sia un animale è fuor di dubbio: ma la caratteristica che ha sfruttato (oltre al pollice opponibile) è il cervello, che gli ha permesso di darsi una cultura. Certo, se i serpenti avessero avuto lo stesso sviluppo cerebrale dell’uomo sarebbero probabilmente diventati loro la specie dominante (anche se, senza arti…ne dubito!). Sta di fatto che lo siamo diventati noi: e questa nostra intelligenza superiore l’abbiamo usata per rapinare, schiavizzare, stuprare, ammazzare.
      Complimenti!

      • ma allora perché nell’articolo viene scritto che il cane è un predatore?

        “Ma se fosse stato un bassotto o un beagle, i risultati sarebbero stati quasi identici: perché comunque i cani sono tutti predatori e hanno tutti denti e mascelle da predatori: forti e robusti. Centimetro più centimetro meno, vi assicuro che cambia veramente poco.”

    • Ma a differenza del leone:
      *) è domestico (infatti a differenza del canis lupus ha una spinta interna che lo porta ad avvicinare l’uomo e non a fuggirlo)
      *) non compete nella stessa nicchia ecologica

  25. Ho capito… si fissa sul lapalissiano canis familiaris, pollice opponibile e mancanza di arti… ma guarda non ci avevo mai pensato! E l’intelligenza superiore usata solo per rapinare schiavizzare ecc… Altre cose fatte dagli uomini diciamo… positive? E i modi per perpetuarle e ampliarle? Ovvio no. Conta solo l’istintività giustificata degli animali e la misantropia. OK. Se non ci fossero persone che in nome di questa difesa degli animali ad oltranza e in qualsiasi condizione fanno e dicono e scrivono scempiaggini potrei anche concordare, ma non lo faccio, perché qualcuno più vicino alla misantropia e al suo cane ha ucciso a botte il tassista di Milano, reo di avere investito un cane libero per strada, tanto per fare un semplice esempio pratico, che non ha bisogno di statistiche eseguite su tutto il mondo come di solito vuole lei.

    • Quelli che hanno ammazzato il tassista di Milano, fino a prova contraria, erano uomini e non cani. Lo specchio comincia a diventare scivoloso.

      • Non aggiungo altro su quello, il senso, non a caso, non è stato colto. Ma capisco che i complimenti siano più piacevoli di opinioni difformi.

    • si ma non si puo’ fare di tutta erba un fascio, ammesso che potrebbe anche essere stato un incidente, da ambo le parti, per il tasista che ha ucciso il cane, per l’uomo che ha tirato il pungo al tassista…dai…non sono paragoni.. senno’ possiamo parlare di tutta la violenza e torture gratuite che esseri umani di ogni eta’ perpetrano ai danni di animali indifesi? ..

    • L’uomo è l’unica specie in cui ci sono soggetti che uccidono senza motivo, unicamente per il piacere di farlo, e per quanto mi riguarda questo basta e avanza per reputarlo il peggiore animale di tutti.

        • si chiama istinto predatorio e serve a non morire di fame…
          Non solo il padrone con la scatoletta non basta ad azzerare un istinto che serve alla sopravvivenza, ma un gatto iper sazio che non sa che farsene della preda catturata ovviamente non la ucciderà in maniera altrettanto veloce come un gatto affamato.
          Quello che noi interpretiamo come un crudele giocare con la vittima in natura esiste solo da parte della mamma per insegnare ai cuccioli a cacciare, e quindi a sopravvivere. Ovviamente per imparare occorre una preda indebolita.
          Sostenere che il gatto sappia quali sofferenze infligge e che lo faccia apposta per trarne piacere è un’idiozia. Rimane prerogativa dell’uomo.

  26. da wikipedia: “Con il termine troll, nel gergo di Internet e in particolare delle comunità virtuali, si indica una persona che interagisce con gli altri utenti tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente senza senso, con l’obiettivo di disturbare la comunicazione e fomentare gli animi…Una tecnica comune del troll consiste nel prendere posizione in modo plateale, superficiale ed arrogante su una questione vissuta come sensibile e già lungamente dibattuta degli altri membri della comunità”

    ora se invece vogliamo rispondere:
    sempre da wikipedia “La misantropia può assumere forma di arroganza culturale, quando una persona prova avversione verso l’umanità per una percezione di superiorità mentale sugli altri.” dunque Vittorio anche Lei è misantropo? l’essere umano è misantropo per definizione nel momento in cui cerca di dare lezioni di vita agli altri?
    credo fermamente che cercare di capire il comportamento animale, provare quindi empatia verso un essere che non può, attraverso la parola, farci capire cosa prova, sia il modo migliore per imparare a provare empatia verso quegli esseri, che invece, tramite l’uso della parola cercano di instaurare rapporti con noi… se riesce, Vittorio, si faccia una bella risata di simpatia quando qualcuno dice di mostrare i denti per difendere un animale, altrimenti se la infastidisce così tanto legga articoli dedicati alla filantropia e non all’etologia… il bello di internet è che si può trovare di tutto e quando qualcosa non piace semplicemente chiudere con quella x in alto a destra e fare sfoggio di un “non ragioniam di lor, ma guarda e passa”

    “tutto l’apprezzamento va nel rispetto per gli animali, mentre il vero rispetto per l’uomo, che potrebbe con gran pazienza e fatica migliorarlo, è in secondo piano” la risposta a questa sua affermazione sta nell’articolo stesso “Così mi sono “costruita” un pupo che “faceva cara” e “dava bacini” a tutto ciò che era vivente (in compenso faceva a pezzi tutto ciò che non lo era: ma siccome ciò che non vive non soffre, chissenefrega. Mica si può inibire un pupo in ogni sua manifestazione aggressiva: basta direzionarla sui target giusti. E la cosa vale anche per i cani).” l’autrice non ha indirizzato il bambino verso l’odio per gli esseri umani, ma verso ciò che NON ERA VIVENTE…il bambino è diventato un orso? beh magari per motivi ed esperienze personali, perché la madre non pare avergli detto “picchia la bambola, non il pelouche” suvvia non cadiamo in polemiche sterili ed inutili, mi chiedo perché sto a perdere tempo, nessuno qui odia gli esseri umani, semplicemente l’argomento è diverso, l’articolo parlava di quanto scarsa è l’educazione di certi infanti al giorno d’oggi, educazione che, se fosse indirizzata al rispetto e non all’indulgenza sempre e comunque, porterebbe al drastico calo della misantropia!!!

    • Quello che ho scritto io è lì, e ognuno può giudicare, se sa leggere con attenzione. Aggiungo solo frasi tratte dal thread: “una bambino di 3 anni ha scalciato il mio cane, non ero presente, il cane era con mia madre, se no probabilmente adesso sarei in carcere per maltrattamento di minori” (Spirito molto diffuso.)
      “il cane che pinza il bambino che gli corre incontro” (Dire morde fa paura e oggi si usa pinza.)
      “non amo il buonismo, ma piuttosto che l’intolleranza e l’egoismo, sarebbe meglio anche il buonismo.”
      “Ma come mi prudono le mani quando incontri piccoli bambini urlanti per strada”(piccoli bambini, cioè cuccioli, cioè istintivi e irrazionali spesso, come i cani.)
      L’intento provocatorio lo vedi tu Vito. Io desidero esprimere una mia opinione che evidentemente è fuori dal coro. Perché dovrei cliccare sulla x in alto… tu se ritieni che qualcuno commetta o dica o faccia qualcosa di sbagliato per strada clicchi la x in alto? Se ho detto qualcosa che hai virgolettato che si ritrova in un articolo sul sito vorrà pur dire che ci sono cose che mi vedono concorde… vuoi che sia discordante anche su quello? Per affibbiarmi altri epiteti tipo Troll? Io di x in alto non ne clicco, sono abituato a dire quello che penso, più di persona che sul web, guarda un po’. Cliccala tu la x. Se nascondersi o nascondere lo ritieni il metodo giusto.

      • Vittorio, il tuo è il classico atteggiamento del vigliacco, quello che ogni proprietario di cani incontra sul suo cammino…quello che vorrebbe farsi grosso con persone perbene. E tanto pazienti. Figurati se a soggetti come te danno fastidio i pirati della strada, gli spacciatori, i rapinatori. Mai che se ne veda uno, fra i vigliacchi che rappresenti, dirgliene quattro ad un guidatore che con il suo comportamento mette a repentaglio la vita degli altri…macché! meglio evitare di prendersi un cazzotto nei denti, se non peggio!

      • sono tirato in causa e rispondo: io due schiaffoni li avrei dati volentieri al bambino che ha scalciato il mio cane, con conseguente arresto. Cio’ fa di me un misantropo o una persona che potrebbe avere una reazione esagerata allorche’ un animale che amo (e non c’e’ niente di male nell’amare ANCHE gli animali) viene ferito per ignoranza, maleducazione e cattiveria. E’ giusto? Forse no. E’ comprensibile, anzi, e’ UMANO? Certo. Vittorio, se mi vuol citare come esempio di misantropo, legga prima anche gli altri miei commenti, ad esempio quelli di questo articolo: http://www.tipresentoilcane.com/2012/04/21/e-dopo-la-tv-spazzatura-ecco-la-censura-su-facebook-e-sul-blog-di-pomeriggio-5/#comments. Se no si limiti a dire che mi sono espresso in maniera forte, e li’ possiamo discuterne.

      • sinceramente io credo che tutti coloro che hanno commentato l’articolo fossero preoccupati sì x il cane ma altrettanto per la sua possibile reazione nei confronti del bambino…e questo si denota anche dall’articolo che nasce con l’intento di evitare terribili incidenti che sono dannosi non tanto per il cane ma molto di più per il pargoletto

  27. Quando si decide di far entrare un cane, in una casa dove ci sono dei bambini…credo che manchi il concetto base che, non è: “il cane si abitua ai bambini” quanto “i bambini hanno i loro giochi il cane in quanto essere vivente merita rispetto!!”.
    Ora, dipende dall’età del bambino, dal suo carattere…e ovvio.. & da Quanto cervello hanno i genitori!!

    FRAMMENTO DI VITA:
    Ricordo quando mia sorella tormentava Luna (che paziente si lasciava manipolare), ora mia madre continuava a scansare mia sorella (6 anni forse 7) dicendole “lasciala dormire, lasciala stare…”
    penso si tratti di una situazione ordinaria, se non che alla fine Luna è esplosa ed ha “picchiettato” mia sorella sulla mano con un FINTO morso. Ovviamente mia sorella corre da mamma gridando e non si immagina di ricevere anche da LEI una sculacciata “ti avevo detto di non darle il tormento..ma che deve fare quel povero cane??”
    —>ORA, mia sorella era incredula..a me veniva da ridere e Luna intanto veniva verso di noi porgendo la pancia in segno di sottomissione dando poi un bacio a mia sorella: della serie “perdona…è che veramente volevo dormire!!”–>(per tutto il giorno è rimasta mortificata, fra le altre cose) ç__ç
    Tutto termina là.

    Adesso Luna è una taglia media..ma, se fosse stato un mastino? o un Pastore Belga?? Il danno sarebbe stato MOLTO e dico MOLTO peggiore..ma non cambiava che era mia sorella ad aver esasperato il cane e non il contrario!
    Su molti libri si legge spesso “un cane offre al bambino la possibilità di impegnarsi su qualcosa e di crescere..” ecco NON DICIAMO SCEMATE!! il bambino con il cane ci gioca, Giustissimo!!, ma di certo non si mette a portarlo fuori quando fuori piove (magari alle sei di mattina se è cucciolo)..non va dal veterinario, non fa i conti con il cibo da comprare, non si mette a pulirgli orecchie, occhi ecc ecc..
    Quindi il cane è responsabilità degli Adulti ed è SEMPRE LORO la responsabilità DI GESTIRE IL RAPPORTO FRA CANE E BAMBINO!

    FRAMMENTO DI VITA_
    Io vivevo in simbiosi con il mio cane…spesso me lo mettevo anche nel letto quando i miei non mi vedevano..e lo baciavo ogni volta che mi faceva le feste (cosa che faccio tutt’ora) ma sono stata abituata a dare al cane i suoi momenti i suo spazi….è vero, Lui (il nostro peloso) ha “solo” noi e quindi dobbiamo fargli sentire che ci siamo…ma non al punto di non dargli tegua.

    LA TRAGEDIA, che ne sta alla base è, a mio, avviso, la tendenza ad Umanizzare il cane —> detto da una come me sembra folle (ci parlo…da cuccioli li cullavo…) ma è la Cruda realtà.
    Per quanto infatti il cane sia buono, dolce, ADORABILE non stiamo gestendo un rapporto fra Umani e dobbiamo sempre FARE NOI LO SFORZO di capirli…di prenderli in tempo!
    Chi ha un cane Deve essere, per questo istruito!!
    IL CANE, pur amando la sua famiglia…NON NE è IL GIOCATTOLO! questo spero sia chiaro..
    CONCLUDENDO: cani e bambini?? un binomio fantastico…ma solo se alla base sta la cultura di quello che comporta questo rapporto.

  28. Valeria, una curiosità, sai per caso che fine ha fatto il cane che ha aggredito il bambino nella foto? Temo per lui.

  29. Ho un cane con problemi comportamentali derivanti da una mancata socializzazione ed ammetto di aver da sempre la paura e l’ansia per un eventuale arrivo, in futuro, di un bimbo! come spiegare ad un cucciolo umano cosa va bene e cosa no? capirà? il peloso sarà in grado di gestire la situazione? insomma…questo post è stato illuminante…tanti spunti su cu cui riflettere 🙂

  30. Mia madre prese la nostra Scottish Terrier (che ci ha accompagnato x 17 anni, ed è morta quando io abitavo già fuori e avevo la mia pitbulla da almeno 3 anni, difatti la mia pitbulla adorava quella cagna anche se la Scottish non è che interagisse molto perchè era già molto anziana) quando io avevo 6 anni, ma io non mi sono MAI SOGNATA di tirarle le orecchie o metterle le dita negli occhi o simili, semplicemente qualche volta la facevo un po’ arrabbiare imitandola quando ansimava e lei allora faceva dei mugolii incavolati (era un cane un po’ permaloso), ma solo x qualche secondo perchè smettevo subito e lo facevo di rado..e quando andavamo a fare lunghi viaggi in macchina le tenevo il muso bavoso sulle ginocchia sino a farmi addormentare la gamba perchè non volevo spostarla visto che stava comoda sulle mie ginocchia con il muso x 4 ore di seguito..

    Adesso mi trovo con una pitbulla molto buona e che cerca sempre di fare ciò che le chiedo, ma che non ho potuto socializzare del tutto con i bambini visto che non ho figli ne amici o parenti con figli piccoli e quando la presi era il periodo della psicosi pitbull quindi i genitori di solito se la mia a 3 mesi si avvicinava ad un bambino gli dicevano stupidamente di scappare (come se un bambino fosse + veloce di un cane) nonostante gli dicessi di non farlo e questo innescava l’istinto predatorio della mia che però si fermava appena il bambino smetteva di correre (e rimaneva sempre ad almeno un metro da bambino e genitori saltellando eccitata)..

    In + abitando a livello strada u paio di anni fa dei bambini “malefici” hanno deciso di molestare ad oltranza il mio cane (e i genitori non sono con loro, e quando riesco a mettere il cane chiuso in camera e uscire i bambini sono fuggiti e se li sgrido da dentro casa mi prendono in giro come prendono in giro il cane) quasi ogni giorno mettendosi in gruppo a battere sul vetro della finestra facendo le beffe al cane e facendolo incazzare terribilmente (ha il pelo ritto ringhia e abbaia e poi si avventa sul suo pneumatico sbranandolo e guardando i bambini come se immaginasse di farli a prezzi…di solito le levo lo pneumatico e altri giochi fino a che non si calma perchè non mi piace che mimi di fare a pezzi dei bambini anche se “malefici”) x molti minuti di seguito e prendendosi gioco di me se cerco di scacciarli(sanno che x uscire devo mettere il cane chiuso in camera e quindi ci metto minimo uno o 2 minuti e loro hanno tutto il tempo x scappare, e anche se minaccio di mollare il cane fuori non ci credono…ma le rare volte che li incontro fuori con il cane si spiaccicano addosso ai muri e fuggono anche se il cane non fa niente x fortuna: è fin troppo paziente povera bestiola).

    Per fortuna il cane fuori casa al guinzaglio ignora i bambini anche se chiaramente non li gradisce (come potrebbe gradirli dopo questo trattamento! i bambini che corrono o fanno casino le piacciono meno ma ignora pure quelli e copmuqnue non gli ringhia anhe se ne avrebbe le ragioni), e anzi è capitato che bambini salati fuori dai portoni la abbracciassero prima che potessi intervenire o le tirassero le coda e lei su mio comando è sempre rimasta immobile e passiva come una statua (ma stressata poverina) mentre io allontanavo il bambino.

    I genitori non solo non insegnano il rispetto x i cani ma nemmeno le basilari norme di buona educazione e SICUREZZA del bambino con i cani sconosciuti:
    sono rari i bambini che in un marciapiede stretto se stanno correndo rallentano x passare vicino ad un cane sconosciuto, molto genitori incitano i figli o a scappare gridando dai cani (pericolosissimo) o a correre addosso ad ogni cane sconosciuto mettendogli le mani in testa (anzi spesso è il genitore che spiega al figlio che al cane mai visto si deve fare “PAT-PAT” IN TESTA magari senza chiedere al proprietario), o perfino a dire “BAU BAU” al cane (cosa che fa incavolare molto cani e che molti genitori dicono al figlio di fare se vede un cane)…
    Per questo non mi stupisce che con il cane di famiglia la gente pretenda che si faccia fare DI TUTTO dal pargolino e se il cane osa anche a ragione a fare perfino un solo “GRR” una volta nella vita, sono capaci di darlo via portarlo in canile o farlo sopprimere dicendo che il cane è aggressivo (anzi il “senso comune” dice di fare esattamente così: se il cane osa anche solo ringhiare al pargolo, non importa cosa faceva il pargolo ma il cane è da ammazzare o al meglio da dare via SUBITO perchè pericolosissimo x il pupo in quanto cane cattivo/instabile; infatti so di molti cani dati via o a parenti perchè a ragione avevano digrignato i denti al pargolo UNA VOLTA e anzi parenti e amici dicevano di far ammazzare i cani ma i proprietari bontà loro li hanno dati via su consiglio di veterinari e allevatore che dicevano che un cane geloso non si può correggere e sarà sempre pericoloso x il bambino, quando magari il problema non era la gelosia o anche se fosse dubito che sia una cosa irrecuperabile).

    Molti cani perfino sono dati via o portati in canile o soppressi perfino PRIMA che nasca il pupo perchè i genitori hanno paura della possibile reazione del cane al pupo(o di fatomatiche malattie come x i gatti), e x non rischiare magari su consiglio di parenti amici e cuggini o talvolta perfino di medici e veterinari (soprattutto se hanno alcune razze di cani che certa gente considera torto “pericolose”) sui liberano del cane ancora prima dell’arrivo del pargolino…

    la cultura cinofila del cittadino medio è pessima, e quel che è peggio spesso medici e addirittura veterinari danno consigli assurdi presi dal cittadino medio come vangelo (ma sta cosa non è limitata all’italia, credo sia diffusa in tutto il mondo, compresi i paesi cosiddetti civili che spesso ammazzano i cani x motivi veramente futili)…

    In questo clima come pretendere che il cittadino pensi a educare il FIGLIO a non molestare il cane?
    se si è anche non cinofili, ma un minimo intelligenti (e rispettosi degli esseri viventi in generale) lo si fa…ma la cosa sembra poco diffusa perfino fra chi ha cani da decenni, figurati da chi non li ha o è al primo cane…

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.