Avevamo promesso di pubblicare la relazione del medico veterinario che ha visitato i cani di Claudio De Ferrari dopo il “fattaccio” dei cani strattonati al check point: la relazione è arrivata e quindi manteniamo la promessa.
E’ arrivata, però, anche una lettera di Massimo Bassan, presidente della Federazione Italiana Musher e Sleddog Sport (alla quale non appartiene il CIS, Club per cui corre il De Ferrari): pubblichiamo anche questa, perché è una testimonianza che crediamo possa far luce sulla persona reale e non su quella che ci è stata presentata dalle telecamere di “Striscia”.

Claudio De Ferrari come lo conosco io – di MASSIMO BASSAN

Premetto: sono un animalista convinto, ed è per me motivo di orgoglio !
Non conosco Claudio da tantissimo tempo, e non appartenendo al suo club non lo conosco in profondità come altri, però ho avuto modo di interagire con lui come collega più e più volte, così come ho avuto a che fare con lui come organizzatore di eventi ai quali ha partecipato.
Voglio esprimere il mio parere con estrema sincerità: dal mio punto di vista a Gryon Claudio ha sbagliato!
Ha commesso un errore – a mio avviso sotto la pressione della gara – e qualche volta la fatica ti porta appunto a compiere degli errori: ha insistito troppo nel chiedere ai suoi cani quello che in quel momento, soprattutto per errori non solo suoi, secondo me non erano in grado di dare. Perché dico di errori “non solo suoi”?
Semplice: il commissario ha dato da bere ai cani senza la sua richiesta. Se fosse successo a me, probabilmente non sarei stato gentile come lo è stato lui ma gli avrei piantato l’ancora in mezzo alle corna: AI MIEI CANI DO DA BERE IO!
Che ne sa il giudice di gara se quel cane mi rischia la torsione allo stomaco perché deve fare ancora strada? Che ne sa il giudice se il cane, dovendo fare ancora un pò di strada al traguardo, mi fa un rigurgito e rischio di perderlo?
Egli non era un veterinario, doveva solamente chiedere al concorrente se aveva bisogno di acqua per i suoi cani e limitarsi a ciò, oppure fermare il team e non lasciarlo proseguire!
Pertanto, Claudio ha sbagliato in quel frangente ad insistere ed il giudice di gara ha commesso un errore che poteva avere conseguenze fisiche per i cani ben più gravi: ma nessuno, proprio nessuno, ha alzato un dito contro il giudice e contro la giuria che a mio avviso ha compiuto errori assai rilevanti.
Claudio è un sanguigno, io stesso ho dovuto “gestirlo” l’anno scorso durante gli Europei a Fanano: ma in quell’occasione l’ho fatto perché Claudio è un “generoso”. Onestamente non credo che se altri avessero dato sfogo al proprio carattere “latino” li avrei sostenuti come ho fatto con lui. Invece con lui l’ho fatto. E l’ho fatto perché  nei due giorni precedenti era stato il primo, in piena emergenza data da troppa neve (che in certi punti andava dai 4 ai 6 metri) a mettersi  le ciaspole ai piedi per aiutarci come organizzazione pur di far fare una bella figura all’Italia, e con sé ha letteralmente trascinato altri suoi amici. Ha “sgobbato” in maniera indicibile.
L’ho fatto perché un mese prima, in quel di Donovaly con una pista indecente (altro che quest’anno…), il giorno prima della gara mi disse che si rifiutava di partire se non venivano messe in atto alcune iniziative di sicurezza. Ricordo che mi chiamò durante la riunione dei delegati e mi disse:  “Sto facendo la ricognizione a piedi, se quelli lì (gli organizzatori N.d.R.) credono che io domani parta su questa pista infame si sbagliano di brutto: io la mia incolumità la posso rischiare, ma quella dei miei cani no! Non se ne parla proprio”.
Misero in atto le misure che proprio Claudio suggerì come le più opportune.
L’ho fatto perché quattro anni prima a Pian Cansiglio, dove si era creato il problema opposto (e cioè mancanza di neve), si è prodigato nel darmi consigli al fine di avere una gara regolare nel pieno rispetto degli animali.  Ricordo benissimo una sua esternazione il sabato sera quando, vedendo le previsioni del tempo che davano temperature intorno ai 6-8 gradi – che per il nostro sport è caldo – mi disse:  “Massimo, con queste temperature rischiamo che i cani soffrano. Accorcia il percorso, ma se annulli la manche, per i cani fai la cosa più bella”.
Bene, il giorno successivo la manche è stata annullata!
L’ho fatto anche per l’estrema generosità con cui, nel 2009, mi prestò un suo cane ai campionati Mondiali di Werfenveng: i veterinari avevano scartato uno dei cani del Team B di Ugo Delnevo, con i quali avrei dovuto partecipare a quella manifestazione. Ovviamente ho rispettato il giudizio dei veterinari, ma Claudio, che mi era nei pressi in quel momento, non ha atteso due secondi per dirmi “toh, fagli controllare questo cane: non essendo nel team di gara te lo presto volentieri”.
Conclusi meglio del previsto quella competizione e ad ogni fine manche Claudio mi chiedeva se il “ragazzo” era stanco, aveva mangiato neve, aveva avuto problemi: insomma, voleva che lo relazionassi minuziosamente sullo stato di salute.
Per ultimo a Tarvisio, due mesi fa: in partenza era un guascone, anzi il più guascone di tutti, era il più tranquillo con i cani ed era una attrazione,  le sue trovate da clown davano morale a tutti.
Tutti questi aneddoti per esprimere un concetto: il Claudio che conosco io non è quello apparso su Striscia la Notizia! E comunque, come tutti, ha il sacrosanto diritto di poter dimostrare al mondo di non essere quello del video su YouTube.
Claudio è stato mediaticamente linciato anche da chi dovrebbe usare un atteggiamento più contenuto, soprattutto da alcuni colleghi svizzeri, tedeschi ed austriaci che oggi si ergono a paladini della difesa degli animali, ma che sono gli stessi che l’hanno scorso si sono rifiutati di firmare la petizione che personalmente attivai contro l’eccidio degli husky in Canada “per non crearsi inimicizie”. Li sì che c’erano decine di animali ammazzati…ma hanno preso le distanze da ogni coinvolgimento contro i carnefici.
Due metri e due giudizi, del resto sappiamo che è uno sport sputare sentenze contro gli Italiani !
A Claudio l’ho detto personalmente sin dal primo momento di questa vicenda: “A mio avviso hai sbagliato e dovresti scusarti. Ma per me rimani la persona generosa e goliardica che ho sempre conosciuto”.
Ovvio che se si dovessero reiterare certi comportamenti rivedrei il mio punto di vista, ma a tutt’oggi non è così.
Io gli amici non li giudico per un solo caso sbagliato, ma per una serie di comportamenti. Perché se dovessi giudicare tutte le persone che conosco per un singolo episodio sbagliato, di amici mi rimarrebbero mia moglie e mio figlio.
Ma per fortuna non è così.

La relazione del Veterinario FISTC di Grayon – del Dott. ALESSANDRO MARTINI
(quella originale, in inglese, si può leggere sul sito della FISTC)

Nella giornata di Sabato 25 febbraio 2012, durante lo svolgimento della seconda manche, mentre controllavo i team che sopraggiungevano al traguardo, esaminando lo stato di salute dei cani, il race marshal Franco Mannato mi comunicava, su segnalazione di alcuni direttori di percorso, che un team in prossimità di un check point aveva avuto dei problemi.
Non veniva richiesta la mia presenza sul percorso perché, da quanto riferitoci, non c’erano problemi di grave importanza ma solo una certa spossatezza di alcuni cani del team.
Rassicurato dalle informazioni ricevute, decisi di attendere il team sulla linea di arrivo, dove continuai a controllare gli altri gruppi che terminavano la manche.
All’arrivo del musher De Ferrari ho subito esaminato il team osservando una eccessiva stanchezza del gruppo ed in particolare di un soggetto, senza tuttavia riscontrare ferite o segni di sofferenza su alcun cane.
Tutti i cani di quella muta apparivano più stanchi e leggermente più tachipnoici rispetto ad altri team, poiché erano appena giunti all’arrivo, ma non riscontravo alterazioni delle normali funzioni organiche e vitali.
Dopo il controllo ho autorizzato il musher a raggiungere il proprio stake-out, comunicando al signor Franco Mannato che avrei successivamente ricontrollato il team alla fine della manche. Questo per valutare successivamente le condizioni dei cani ed il loro recupero fisico, al fine di decidere per un’eventuale esclusione del team dalle seguenti manche e di salvaguardare il loro stato di salute e di benessere.
Al termine della manche dopo aver rivalutato tutti i team, mi sono recato presso lo stake-out di De Ferrari.
Ai cani ivi presenti erano stati somministrati cibo ed acqua e, nonostante apparissero ancora stanchi, si poteva osservare che erano in fase di lento e graduale recupero. Solo un soggetto si presentava ancora alquanto spossato, ma non manifestava segni clinici riferibili a traumi o ad eventuale maltrattamento.
Ho comunicato al musher ed al race musher che quel cane, vista l’eccessiva stanchezza, non avrebbe potuto prendere parte alle successive manche, trovando il signor De Ferrari completamente d’accordo con la mia decisione.
Ho rinviato al giorno seguente la decisione di permettere l’eventuale partecipazione di tutto il team alle successive manche, previo un ulteriore ed attento controllo delle condizioni degli altri soggetti della muta.
Ho effettuato il controllo puntualmente il giorno successivo, eseguendo dapprima un controllo a distanza per valutare il rapporto musher –team e successivamente rivalutando dal punto di vista clinico le condizioni fisiche e di salute dei singoli soggetti.
Non ho osservato una cattiva gestione del team, nè tantomeno problemi che avrebbero potuto mettere a rischio la salute od il benessere della muta, perciò ho autorizzato il musher De Ferrari a prendere parte alla gara successiva.
Il team non ha presentato durante la terza manche alcun problema e i commissari di gara non hanno comunicato durante lo svolgimento della competizione e nei passaggi ai check point atteggiamenti di eccessiva stanchezza dei cani.
Il team è giunto regolarmente alla fine della terza manche corsa con quattro cani e, durante il regolare controllo, non ho più riscontrato la stanchezza presente il giorno prima, osservando un ottimo stato fisico dei cani in relazione al tratto percorso. Questo a riprova della decisione da me presa, in considerazione delle condizioni fisiche e di salute e di recupero dei cani.
Vorrei per ultimo segnalare la decisione del musher di escludere, per motivi caratteriali, un altro cane della manche.
Tale relazione ha lo scopo di descrivere quanto da me riscontrato nei giorni della gara.

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5 Commenti

  1. dove sono tutti i veterinari/comportamentalisti/esperti in nonsobenecosamasparocazzate….. come al solito un fantastico comportamento italiano anche nel web, parlare di una cosa che non si conosce ingigantirlafino all’estremo continuare a gonfiarla e poi… poi fare finta di nulla e avanti con il prossimo mostro da buttare in prima pagina

  2. Bene. Mi sa che un pò tutti noi dobbiamo delle scuse a Claudio De Ferrari.
    Infine mi complimento con Valeria per aver messo a disposizione questo sito internet (cosa che non ha fatto quasi nessuno) al presunto “orco” proprio quando sputtanarlo senza possibilità di replica era diventata la disciplina sportiva cinofila più in voga.

  3. Sempre la stessa storia…purtroppo ci sono troppi “animalisti dell’ultima ora” che non sanno nulla sui cani e sparano a zero su tutto! Se venissero a vedere una gara o un addestramento di UD ci farebbero arrestare tutti al primo schiocco di frusta per maltrattamenti, senza magari poi andare a vedere che la frustata non la dai al cane ( anche perchè sarebbe assurdo e alquanto controproducente) ma gliela fai schioccare intorno per ” tirarlo su” (incitarlo)! La mia quando sente lo schiocco impazzisce letteralmente dalla gioia perchè capisce che si fa ” il gioco con quel tizio vestito strano” !!

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