di LUCA FINAZZO – Pur venendo da paesi diversi, questi levrieri hanno molto in comune. Sono cani da lavoro con la grande sfortuna di essere considerati mero bestiame. La durata della loro vita non coincide con quella biologica ma con la durata della loro vita “professionale”.
Il mondo è pieno di cani bisognosi d’aiuto, ma la cosa che colpisce di questi levrieri è che ognuno di loro è stato voluto, usato ed infine scartato. Nessuno di questi cani è frutto di un incidente, anzi. Le cucciolate vengono studiate e pianificate con grande attenzione. La metà dei cuccioli viene “scartata” (uccisa) già da subito. Crescendo, un altro quarto degli esemplari viene “eliminato” (ucciso) perché inadeguato alle aspettative di chi li ha fatti nascere. Scartati pur essendo sanissimi. Lo scopo è quello di produrre un campione. Campioni nella caccia alla lepre e nella corsa in cinodromi. Usati per lucro o per divertimento. La loro carriera professionale si conclude attorno ai 2-3 anni di vita quando, non più all’altezza delle aspettative, vengono eliminati nei modi più svariati.
In questo filmato su FB (da guardare tranquillamente, nessuna foto o scena cruenta) Laura Bitti di Progetto Animalista per la Vita (volontaria italiana operante in Spagna) racconta la sua esperienza ai microfoni di Animalhouse Rete TRE RSI.

GALGO
Il Galgo Spagnolo è una razza antichissima utilizzata per la caccia alla lepre pur essendo ritenuta adatta anche per la caccia ad altri animali come conigli e cinghiali. Di carattere serio e riservato con gli estranei, socievole e affettuoso con il proprietario, durante la caccia da prova di grande energia e vivacità.
I Galgo spagnoli nelle campagne iberiche e nelle zone rurali, spesso vivono in stalle sovraffollate in numero superiore a 10 soggetti. La maggior parte di essi non vede mai la luce del giorno se non in occasione delle battute di caccia. Le condizioni in cui vengono tenuti questi cani sono pessime; zero controllo sulle nascite, zero vaccinazioni.
Nelle regioni più arretrate – Estremadura, Castiglia, La Mancha – in nome delle tradizioni, alla fine della stagione di caccia, il cacciatore (galguero) deve eliminare il più perfidamente possibile il galgo che non lo ha onorato a sufficienza durante la stagione venatoria o che oramai è divenuto troppo vecchio. Tristemente nota è la uccisione per impiccagione agli alberi. I cani che non corrono a sufficienza sono impiccati ai rami più bassi, dove subiscono una morte lenta e dolorosa nota con l’espressione “Il pianista” per il frenetico tentativo di appoggiare le zampe a terra. Quelli migliori nella corsa ma comunque non abili nel cacciare, sono appesi ai rami superiori, con conseguente morte più veloce. Se non impiccati, vengono gettati vivi nei pozzi, legati alle auto e trascinati, abbandonati nelle campagne vivi ma con le zampe appositamente rotte (o viene loro sparato nelle zampe), lapidati, legati e lasciati morire di fame, annegati, bruciati con la benzina, sepolti vivi, avvelenati, torturati con bastoni in bocca affinché non abbaino e non si lamentino attirando così l’attenzione. Parliamo di migliaia di cani l’anno, non di qualche caso isolato. Le stime sono certamente in difetto trattandosi di cani non registrati e fatti riprodurre a dismisura. Solo di recente, a causa di lamentele circa l’impiccagione dei levrieri e dei loro latrati, i galguero hanno cominciato a portare i cani non desiderati nelle perrera (canili spagnoli) o nei rifugi gestiti dalle associazioni di volontari che si occupano del recupero di questi animali.

GREYHOUND
I Greyhound sono i grandi levrieri da corsa; una delle razze canine più abusate la cui storia è ai più sconosciuta. In alcuni paesi i cinodromi e le scommesse sulle corse dei cani sono legali e molto popolari, addirittura incentivate e promosse come divertimento per famiglie.
Il grande pubblico non si chiede quale sorte è riservata alle migliaia di levrieri che ogni anno vengono uccisi legalmente dopo aver vissuto una vita di sofferenze e prigionia.
L’Irlanda è uno dei maggiori ‘produttori’ di Greyhound. Una produzione annua pari a 40.000/50.000 cuccioli: un allevamento intensivo alla ricerca del campione che porterà soldi e gloria al fortunato proprietario/allevatore. Di questi cuccioli solo una metà ha speranza di arrivare ai cinodromi, perché gli altri, i meno dotati, sono destinati alla morte ben prima dei 2 anni di vita. In nessun caso un cucciolo viene allevato perchè abbia un futuro fuori dalle piste.
Dei levrieri che arrivano a correre in pista, almeno un terzo viene abbattuto a seguito di incidenti e infortuni durante gli allenamenti e le gare. I rimanenti hanno una speranza di vita tra i 2 e i 4 anni, termine dopo il quale anche per i “racer” la carriera termina in ogni caso con la soppressione. I Greyhound trascorrono la loro breve vita in piccolissimi box di cemento o in gabbie ammassate l’una sull’altra uscendo solo ed esclusivamente in funzione degli allenamenti e delle gare. Un allenamento durissimo che nega qualsiasi libertà. Imparano solo ciò che serve per correre in pista. Vivono quasi ininterrottamente indossando la museruola al fine di non perdere concentrazione. A fine carriera la loro vita termina con una iniezione letale o, molto più spesso, vengono lasciati morire di fame e di sete, metodo considerato di gran lunga più “economico”. Spesso vengono mutilati e abbandonati, ceduti per la sperimentazione, venduti ai ristoranti asiatici o esportati per essere inseriti in circuiti minori nelle piste di Spagna, Marocco, Asia dove finiscono i loro giorni in condizioni spaventose.
Sono conosciuti come «i figli del vento» per l’incredibile capacità di sfrecciare veloci sul terreno, ma anche come «i cani del nulla», perché ogni anno nascono a migliaia e a migliaia vengono sterminati in silenzio. I greyhound neri (colore dominante nella selezione genetica), presenti in grande numero nel mondo delle corse agonistiche in Irlanda, Regno Unito e Australia, sono denominati “bin liners” (sacchi della spazzatura), a testimonianza della scarsa considerazione riservata a questi animali.

C’è, infine, sempre da ricordare la triste realtà delle PERRERAS (ne abbiamo parlato anche in questo articolo, ndR). Solitamente le perrera (canili spagnoli) sono isolate dal mondo. Intorno c’è il nulla assoluto. Quando piove, in perrera non ci va nessuno. Le strade sterrate diventano un fiume di fango nel quale si rischia di rimanere impantanati con l’auto. Nessuno farà mai tanta fatica per un cane.
File di box apparentemente ordinati e “puliti” con a volte una protezione dal freddo fatta in plastica. I box sono sovraffollati con 3-4-5 cani assieme. Le ciotole vuote.
A volte i cani non mangiano e non bevono. Molti cani sono in posizione acciambellata ormai rassegnati e consapevoli di essere prossimi alla morte, purtroppo non per eutanasia (che per tanti di loro sarebbe una liberazione), ma dopo aver sofferto per la polmonite, la fame, la sete e per altre malattie.
I cani che vengono portati in perrera dal proprietario vengono soppressi dopo 10 giorni. I cani che vengono trovati vaganti e portati in perrera vengono soppressi dopo 20 giorni qualora non reclamati. Tutto questo è legale in Spagna. Cani e gatti randagi vengono catturati e ivi rinchiusi. Se non vengono reclamati o riscattati da nessuno, li aspetta un’orribile morte con un’iniezione letale o per mezzo di una camera a gas. La morte per camera a gas è dolorosa, lenta e causa una lunga agonia. Gli animali vengono rinchiusi in una stanza sigillata nella quale viene pompato monossido di carbonio, col risultato che l’ossigeno viene meno. Nel tentativo di fuggire, molti animali arrivano ad aggredirsi tra loro o a ferirsi cercando di aprirsi un varco all’esterno. Tuttavia, la maggior parte di loro non arriva al giorno della soppressione, morendo prima a causa di malattie, mancanza d’igiene, fame, sete, perché in quei dieci/venti giorni di permanenza in perrera a loro viene negato tutto.
Spesso i cuccioli sono sbattuti con adulti molto più grandi e vengono sbranati dai loro compagni affamati. I canili percepiscono denaro per ogni cane che entra, nulla per il loro mantenimento.
La legge li autorizza all’eutanasia perciò i cani vengono uccisi per fare spazio a nuovi animali introitando così altro denaro. Ogni perrera è dotata di un forno crematorio, poiché i cani da eliminare sono tantissimi.
I volontari e le associazioni che si occupano del recupero di questi cani cercano di salvarne quanti più possibile andando nelle perrera, andando direttamente dai cacciatori a fine stagione o raccogliendo per strada i randagi. Corrono tra una pensione e una clinica veterinaria per salvare il salvabile.


Molte sono le associazione no profit che si occupano di trovare casa ai levrieri provenienti da Irlanda e Spagna. Per maggiori informazioni consultate il sito internet delle principali associazioni operanti in Italia:

• Progetto Animalista per la Vita;

• GACI;

• European Greyhound Network.

I levrieri in adozione (Greyhound e Galgo) non sono cani da esposizione, ma “da lavoro” e non rientrano negli standard ufficiali. Non sono cani esteticamente perfetti. Molti di loro hanno sul corpo i segni di anni di corse, delle battute di caccia, delle sevizie, cicatrici e difetti fisici dovuti a incuria dei proprietari e da malattie contratte.
Date le dimensioni del problema non si ha certo la possibilità di salvare tutti i cani senza futuro e si è consapevoli che il lavoro dei volontari non potrà cambiare il mondo, ma basta osservare le foto dei cani prima e dopo il viaggio verso la salvezza per avere la certezza che almeno “il loro mondo” ora è cambiato.

I testi del presente articolo sono una rielaborazione di materiale reperito dal sito delle associazioni citate e da ricerche effettuate.

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25 Commenti

  1. Ringrazio Valeria per aver acconsentito alla pubblicazione pur se l’articolo non rientra propriamente negli intenti di questo sito. Se qualcheduno fosse interessato, posso fornire ampia documentazione video (servizi di tv ed inchieste) che testimoniano in immagini quanto detto.

  2. ringrazio anch’io valeria per aver dato voce a questa situazione. Ho un galgo che è arrivato da Progetto animalista per la vita e dopo qualche mese di – inevitabile – adattamento, ora ho un cane sereno, gioiosissimo, giocherellone e affettuoso.

  3. Ciao luca, articolo molto importante. Io sarei piuttosto interessato ad un po di documentazione al riguardo, come possiamo organizzarci?

  4. Io ci credo che nel mondo esista gente che tratta i cani peggio di oggetti, gente che si diverte a uccidere nel modo più fantasioso i cani, però oltre agli articoli pieni di parole o foto decostualizzate sarebbe molto più interessante un video documentario ben girato, freddo ed imparziale(non alla stoppa per intenderci). La sensazione leggendo questo articolo è che si sia voluto calcare la mano(cani venduti ai ristoranti cinese per esempio, non è la prima volta che sento una cosa del genere eppure si rivela quasi sempre una bufala oppure la camera a CO, che viene usata anche per i piccoli roditori e parrebbe il metodo meno cruento e rapido se ben dosato). Non voglio negare che succeda tutto quel che è stato descritto, solo che boh, è difficile capire cosa succeda veramente(ma del resto non si è nemmeno certi di cosa succede ai cavalli da corsa negli ippodromi italiani..), l’estensione del fenomeno e come viene percepito dalla gente. Le perrera sono tutti luoghi d’incubo o è un fenomeno simile ai canili lager italiani? Ho letto che alcune associazioni animaliste spagnole sono contrarie a questi viaggi da paese a paese, perché? I cani da corsa descritti si riferiscono a cani amatoriali o professionali? I cacciatori descritti sono i tipici cacciatori della domenica o personaggi più specifici? Cosa dicono le associazioni cacciatori al riguardo?
    Certo che tra cucciolifici, perreras, cinodromi, americani e sciuromarie il genere canino non se la passa molto bene..verrebbe da dire scemo il lupo che si è fatto addomesticare

    • quella dei ristoranti cinesi mi sembra una cazzata grande come una casa, e buttata lì senza documentazione fa solo l’effetto di un’affermazione assolutamente razzista. se mi date documentazione ci credo, ma delle frasi buttate lì così a caso rendono tutto l’articolo poco credibile.

    • i greyhound, i racing dogs, sono allevati da professionisti owners or trainers e corrono in piste legalmente autorizzate che hanno sovvenzioni statali e dipendono da dipartimento di Agricoltura e Pesca, ricevono fondi della CEE, le scommesse legali sono gestite da bookmakers autorizzati che muovono milioni di euro. Le corse dei cani sono considerate un divertimento popolare, come calcio in Italia. Migliaia di cuccioli vengono fatti nascere in farm specializzate solo ed unicamente per questo scopo MAI per essere accolti in famiglia come pet. Purtroppo l’abuso dei greyhound non è leggenda metropolitana ma è storia quotidiana. fai un giro su Google e digita Greyhound Macau o leggi la storia di Brooklyn che è diventato simbolo dello sfruttamento dei grey in paese asiatico, vedrai secchi pieni di grey morti usati per consumo di carne, i greyhound sono animali usati per sperimentazione, come donatori totali di sangue, perché da super atletici come sono naturalmente vengono usati per i test più assurdi e demolitivi e sono “tools” a costo zero se non produttivi in pista o dopo la carriera atletica. L’abbattimento dei cani è legale e viene fatto nei pound ogni giorno. quello che c’è dietro non si vede certo quando ci si limita ad andare in un cinodromo e si vedono queste creature meravigliose correre, si vedono solo le luci sfavillanti, il pub o il ristò, si scommette senza nemmeno muoversi dal proprio posto perché passano le hostess a raccogliere le scommesse, le vite macinate dietro restano invisibili

  5. Lerajies se interessato manda una mail alla redazione e ti daranno il link dei video (inchieste e servizi tv). Se interessato gli approfondimenti sono disponibili sui siti delle associazioni indicate. Non credo si faccia buona informazione dicendo “ho sentito che…, chissà se è vero, sarà così ovunque… Questo è uno spunto per ampliare le proprie conoscenze. Se qualcheduno ha qualche cosa da obiettare dovrebbe farlo con fatti e documenti. La scelta di non postare in questa sede i video e le foto raccolte è data dalla “crudezza” delle scene ma la redazione ti darà i riferimenti. Ho fatto una ampia opera di raccolta materiale.

  6. La redazione di Ti presento il cane ha il link diretto del mio articolo dove si possono vedere le testimonianze di video e foto ma preferisco venga dato in privato.

  7. Personalmente divento piuttosto diffidente quando sento parlare di cani e gatti venduti ai ristoranti cinesi. Mi sembra una leggenda metropolitana (un tantinello razzista perdipiù).
    Detto ciò sono anni che medito di adottare un galgo. Anni fa, in attesa dalla veterinaria, lessi in bacheca un volantino di una delle associazioni di cui si parla nell’articolo e la cosa non è più uscita dalla mia testa.
    Mi piacerebbe da morire ma l’unica cosa che mi frena è il fatto di avere 3 gatti (che oltre a poltrire sul divano spesso e volentieri cacciano e scorrazzano nel giardino di casa). Temo che di fronte al micio in corsa l’istinto venatorio prenderebbe il sopravvento.
    Però che peccato accidenti.

  8. Ristoranti asiatici in Asia, non cinesi. Lì la cinofagia non è una leggenda metropolitana. Basta fare una ricerca in internet, purtroppo 🙁

  9. Fare del bene a queste creature e’ la cosa piu’ bella e gratificante…. Grazie x tutto l’amore che donate a tutti ….

  10. Mog io ho avuto la fortuna di essere stata adottata da Alice,una galghetta arrivata dalla Spagna grazie al Gaci,e ho 5 gatti,che scorrazzano liberi tra casa e giardino.Sicuramente per una situazione con gatti,non è consigliabile un greyhound,che nasce e cresce con il solo scopo di seguire una lepre fantoccio,ma per un galgo la situazione può essere molto più facilmente compatibile!Consiglio vivamente di consultare i siti delle associazioni sopra citate,troverete un sacco di informazioni utili,e testimonianze dirette di adozioni e delle reali condizioni di queste splendide creature nei loro paesi d’origine.Questi meravigliosi figli del vento,meritano una vita vera!
    Il levriero è un animale incredibile!Un compagno silenzioso che ti scava nell’anima e ti riempie la vita con la sua essenza.Il levriero non si può spiegare,si può solo vivere!

  11. Naturalmente so che ci sono luoghi in cui è culturalmente accettabile mangiare carne di cane.
    Mi chiedo però quanto sia realistica (oltre che economicamente conveniente) l’idea che si esportino i poveri galgos iberici per il mercato di carne asiatico.

  12. mmmhhhh,credo ci sia un pò di confusione….non entro nel merito del trasporto e consumo di carne di cane perchè l’ho letto qui ed io non ne ero a conoscenza e cmq credo si riferissero ai greyhound…per i galgo è molto più basic/ignorantementearcaico/subdoloecrudele il modo di “eliminarli”….
    Ci si scandalizza su questo punto,che forse è un caso sporadico,ma tutto il resto di quello che è scritto nell’articolo è la normale quotidianità per questi cani!
    E davvero è uno schifo senza dignità nè in vita nè nella morte!

  13. Non sempre è una questione culturale. A volte lo svilupparsi di un uso è anche una questione di necessità e di disponibilità di risorse. Non credo sia questo il luogo per parlarene (argomento sul quale, per altro, non sono preparato) ma non è difficile immaginare per quale motivo sia economicamente conveniente: Grande disponibilità di soggetti dal “valore” nullo. Dove vengono fatti riprodurre a dismisura e non certo allevati con cura, i numeri non mancano e vendere i cani in esubero, anche a basso prezzo, è un ottimo modo per guadagnare ed eliminare proprio il problema dello smaltimento. Confesso che nello specifico non è che ne sappia molto. Da ricerche effettuate ho trovato che questa è UNA delle opzioni che viene attuata. Non certo la principale. Ma, come dice Debora, non credo il punto sia la cinofagia; non è che il resto sia meglio.

  14. Ma no so benissimo che non è questo il punto e che questi poveri cani fanno brutte vite e morti ancor più atroci.
    Non voglio far polemica, anzi son la prima che sta riflettendo seriamente sull’adozione di un galgo rescue e penso che sia bellissimo che ci sia qualcuno che si prende la briga di sensibilizzare le persone su questo tema poco conosciuto.
    Però pensare agli inglesi (o gli spagnoli) che vendono centinaia di levrieri a loschi cuochi con gli occhi a mandorla e la massaia in mano che li portano nel loro paese per mangiarseli con i germogli di soia mi sembra una cosa poco plausibile e “stonata”.
    Poi certo se dici che hai delle prove io alzo le mani.

    • Ciao mog, ti scrivo perché anche io come te ho tre gatti e l’intenzione di adottare.
      L’associazione a cui mi sono rivolta mi ha indirizzata al galgo perché più facilmente abituabile ai gatti, poi mi hanno consigliato di rivolgere la mia attenzione ad esemplari testati per la convivenza con i gatti che, con le attenzioni del caso e pazienza possono essere introdotti in un ambiente famigliare con gatti…quindi non farti fermare da questo! Il mio galgo arriverà il 16 giugno, se vorrai ti terrò informato a proposito.

      • Il “problema” è che io abito in campagna e i miei gatti vivono soprattutto all’esterno dell’abitazione.
        Credo che la convivenza sia “garantita” tra le mura di casa. All’esterno è a rischio visto il predatorio spiccatissimo che potrebbe “scattare” se per qualche motivo il micio decide di correre.

  15. Scusate la crudezza, ma i levrieri non avranno poca carne e troppi muscoli per essere gradevoli al palato?
    PS: ho mandato una mail alla redazione, ma mi arriva il messaggio di mail faillure…come mai? in passato non accadeva

    • quella dei cani esportati per i cinesi poveri mi sembra una sciocchezza. io tutte le volte che leggo di questa cosa terribile dei levrieri, leggo anche delle cose che mi fanno dubitare e storcere il naso.. non riesco mai a capire a che punto è verità e a che punto è esagerazione….

  16. Chiara, magari non mi sono spiegato bene o forse chi legge è più interessato alla polemica che alla comprensione del testo. Cinesi poveri? Mai parlato di cinesi poveri. Ho detto che la cinofagia non è sempre e solo una questione culturale, non ho parlato di cinesi. Fatti una ricerca sulle origini e le cause che portano alla cinofagia. Razzismo? Dubiti del fatto che in alcune regioni asiatiche (non ho parlato di ristoranti cinesi, lo hanno fatto altri) si pratichi la cinofagia? Non ti risulta in alcuni paesi si allevino cani e gatti per scopi alimentari? L’utilizzo di pelle di cani e gatti per produzione di abbigliamento? In Europa, dal 2008 è vietata l’importazione di tali indumenti in gran parte provenienti dai mercati asiatici. Solo nel 2008! E parliamo ovviamente del traffico alla luce del sole. Il sommerso non è controllabile. Anche solo facendo un giro in rete trovi ampia documentazione e filmati. Non credo sia il caso di banalizzare e denigrare l’argomento. Libera di dubitare ma a me sembra più chiudere gli occhi.

  17. Ho fatto domanda di adozione con European Greyhound Network e debbo constatare la
    sommarietà del loro accertamento preadottivo.
    Se il soprallugo che fanno a casa è effettuato al fine di valutare l’idoneità dell’ambiente
    in cui il cane andrà a vivere, nel s…upporre
    che colui che presenta la domanda di adozione possa anche non essere a
    conoscenza della misura esatta della recinzione necessitata, non vedo
    perchè non fare presente la cosa al richiedente e la conseguente necessità di rialzarla.
    A me nessuno lo ha fatto presente, mi hanno semplicemente motivato così il diniego:
    misura della recinzione e pendenza del terreno.
    Un cane quindi vivrà nella sua gabbia con le alte sbarre ed il pavimento recintato, invece che in una famiglia felice e che tanto lo voleva. Sigh !!!
    Non capisco perchè se l’interesse è far adottare il cane …

  18. Rimango molto perplessa nel vedere che di fronte ad atrocità davvero impressionanti perpetrate sia sui Galgo che sui Greyhound molti si soffermino sulla cinofagia facendo un po’ di sterile polemica e non su tutto il resto, conosco persone che hanno adottato sia Galgo che Greyhound, ho visto le cicatrici sul loro corpo, mi sono documentata…e trovo che la vendita della loro carne seppur sia una cosa disdicevole e disgustosa non debba far passare in secondo piano le atrocità a cui sono soggetti questi cani, che non sono considerati come essere viventi, ma come oggetti…è spaventoso! Sono convinta che Valeria non avrebbe permesso che questo articolo venisse pubblicato se non fosse stata certa delle fonti e della veridicità e mettere in dubbio è un po’ un voler chiudere gli occhi sulle realtà scomode…un po’ come per le perreras, le foto ci sono le testimonianze pure e quindi? E’ vero anche i nostri canili sono pieni, io ho adottato 3 cagnolini in Italia, ma se non si fa denuncia non si argineranno mai questi fenomeni…finchè saranno considerati cose, finchè si continuerà con l’omertà saranno solo cani fantasma in mano a “persone” che ne approfittano e lo fanno in maniera becera e crudele…sarò ingenua, ma credo che un vero cinofilo oltre a conoscere i cani li ama profondamente e li voglia tutelare e quindi indignamoci, facciamolo seriamente, ma non bisticciamo per delle sottigliezze della serie queste 5 parole su un articolo di 200 non mi convincono quindi metto in dubbio anche le altre 195 o se non le metto in dubbio comunque le metto in ombra….

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