di LUISA DI BIAGIO – Da troppo tempo gira in rete una notizia fasulla, tra le molte, relativa a questo interessantissimo modo di dire .
La notizia fasulla e “buonista” vorrebbe con un metaforico “colpo di spugna” cancellare millenni di storia e tradizioni che sono invece affascinanti e che vanno chiaramente contestualizzate .
La fandonia vorrebbe che l’augurio “in bocca al lupo” si riferisse all’abitudine dellla lupa di trasportare i cuccioli in bocca per tutelarli, vedendo quindi la bocca del lupo come “luogo sicuro”. In realtà gli animali NON trasportatori sono costretti ad usare la bocca per spostare i cuccioli (se troppo piccoli)  solo se sono  in pericolo di vita: il trasporto stesso infatti è “il male minore”, non certo una “modalità sicura di cura parentale”.
Ma soprattutto l’origine reale del motto è completamente diversa: augurare il male è un modo arcaico per scongiurarlo (cfr . tradizione popolare cinese, antica mitologia greca, tradizione popolare nel teatro, nella danza e nello sport ). Augurare di attraversare indenni il bosco , nel tempo in cui il lupo era davvero un incubo per l’uomo, aveva l’effetto dell’augurare “buona pesca” ad un pescatore che si accinge a pescare o “tanti auguri” ad uno sportivo che sta per affrontare una finale olimpica  o ad una ballerina che sta salendo sul palco! (d’obbligo augurare tanta “merda”, o addirittura , nel pattinaggio l’augurio è “spezzati una gamba”).
Augurare di finire in “quel posto” della balena, l’animale più grande del mondo, è come augurare di finire nel più grande contenitore vivente di “cacca”. Augurare il male è un rito apotropaico per scongiurarlo. Finire in bocca al lupo è stata per millenni la cosa peggiore che potesse capitare a chi si amava. Rispondere “Crepi il lupo” è come dire “venderò cara la mia pelle” o “il male avrà la peggio se dovesse decidere di avere a che fare con me”.
Nell’antichità (in diverse tradizioni anche non in contatto tra loro, il che rende la cosa molto interessante dal punto di vista culturale antropologico ed evolutivo ) augurare il male era un modo per evitare l’invidia degli dei (Cina , Grecia ) e per avere cmq una conferma “vincente” ordalica: “se il dio mi ascolta assecondando la mia maledizione ho vinto perchè ho la sua benevolenza – incremento dello status sociale come vantaggio – se non mi ascolta ho vinto io perchè l’ho ingannato – ho ingannato un potente che non potrei combattere altrimenti e che mi è ostile – ed ho il bene dell’amato “.

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6 Commenti

  1. molto interessante.. ma se non sbaglio la “tanta Merda” augurata al teatrante è segno positivo: si intende infatti “ti auguro che le strade siano piene di letame”.. segno che in tanti prendono carrozza e cavalli per recarsi in Teatro…

  2. interessante, però si era appena sfatato “il mito” del lupo cattivo, che non sarebbe cattivo perché timido al massimo ammazza due galline… boh!

  3. Spero che i non cinofili non leggano mai questo articolo… C’è stato è c’è ancora odio a sufficienza nei confronti del lupo, che questa versione romantica seppur sbagliata poteva fare solo del bene…
    Io avevo già convinto diverse persone.
    Dava un’immagine diversa del lupo. Quindi la risposta giusta è “crepi!”? Preferivo di gran lunga il breve periodo in cui abbiamo risposto “Grazie di cuore!”

    • “Grazie di cuore” ci sta sempre bene, perché è comunque un augurio di fortuna. Come rispondo io l’ho già detto.
      Le versioni romantiche, SE sbagliate, sono attaccabili e quindi non mi piacciono mai: si può fare informazione corretta senza per forza saltare sul lato opposto del carro e dare una controinformazione ancora più sbagliata.

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