martedì 11 Agosto 2020

Corso educatori…corso istruttori…corso…?

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Corso educatori…corso istruttori…corso…?

di MARCELLO MESSINA - Rispetto a qualche anno fa i corsi istruttori ,educatori,consulenti ecc…sono aumentati. Ci sono più corsi che campi di addestramento…I’m sorry,...

di MARCELLO MESSINA – Rispetto a qualche anno fa i corsi istruttori ,educatori,consulenti ecc…sono aumentati. Ci sono più corsi che campi di addestramento…I’m sorry, educazione.
Anche io tengo dei corsi per educatori, voi direte…ora ci arrivo…
Nel 2007 lasciai un’Associazione che riconosceva tali figure perché promuovevano tutti, anche persone che non sapevano tenere un guinzaglio in mano. Cosi decisi di risparmiare le mie 100 euro ed investirle in libri, anzi in cino-libri.
In questi anni ho conosciuto tantissimi diplomati da corsi di ogni genere, da quelli di 2 giorni a quelli di 12 mesi…ed ho avuto l’ onore d’ incontrare:

– Il campione italiano di Clicker training

– L’ inventore dell’ imprinting (non quello di K. Lorenz, ma quello di questa persona che avrei voluto premiare per la fantasia)

– Il Reiki dog-trainer

– Il consulente cinofilo che non faceva fare esercizi, ma parlava con i proprietari

– Il comportamentista che faceva pipi sui cani

– L’ addestratore, anzi no l’ istruttore (ancora devo capire la differenza) che addestra cani per la polizia, ma nessun collega lo conosce

– L’ addestratore che fa UD e non Utilità e difesa (dove c’è coercizione, secondo lui) mettendo il collare a strozzo durante gli attacchi…

ecc…ecc…ecc..

Ogni giorno sento clienti nuovi che arrivano da me con cane con pettorina (non amo le pettorine), clicker (non tutti lo sanno usare), e l’oggetto di moda del momento…ora molti usano la corda 10 metri per strada. Tutti vengono  lamentandosi d’aver speso cifre da capogiro e non aver risolto nulla, al massimo  un seduto ed un fermo.
Una ragazza ha fatto attivazione mentale e messo la maglietta aderente al cane per fargli superare le sue fobie…ancora aspetta il suo superamento terapeutico.
Si parla di clicker, di zooantropologia, di cognitivismo,di vattelapesca ….ecc… ma come è fatto un cane, cos’è l’etogramma, cos’è l’ etologia (non quella spicciola, ma quella vera) non lo sanno.

Anni fa venne uno che si occupava di cani aggressivi, io contento – visto che mi occupo da anni di queste problematiche – presi un fila brasileiro che stavo rieducando …prima di vedere il cane mi riempi di tanti concetti corretti: non appena vide il cane mi rispose che non poteva,  perché lui si occupava solo di labrador, golden e border collie…
Non aggiungo altro, voi mentre leggete starete traendo conclusioni da soli in merito alla questione.

Due anni fa, da un mio carissimo amico, mi fu lanciata la proposta di organizzare corsi educatori/addestratori o istruttori non per fini commerciali (visti anche i costi che chiediamo) ma per diffondere una corretta cultura …come ogni nostra iniziativa ci lanciammo, desiderando di creare qualcosa di diverso (entrambi imparammo “a bottega”, anche se io qualche corso in giro l’ ho seguito): cosi mettemmo delle regole, queste:

a) Iscrizioni a numero chiuso, da 5 a 10 iscritti (cosi si possono seguire tutti) che abbiano già seguito un campo d’addestramento con il proprio cane (perché devono avere un cane) e che siano motivati;

b) Dopo il percorso di studi teorico-pratico con il proprio cane e con cani estranei, che dura circa 12 mesi, c’ è il superamento dell’esame… (per la cronaca: 1°appello,  3 promossi con sufficiente su 14 candidati; 2° appello,  2 promossi – un sufficiente ed un buono – su 12 candidati, 3° appello 2 promossi con sufficiente su 4 candidati. Un ragazzo ha provato l’ esame 3 volte ed è stato sempre bocciato…questo perché…non è detto che se paghi hai il diplomino!);

c) Dopo l’ esame ricevi l’ attestato di “allievo educatore” e non puoi educare, ma devi  fare 12 mesi di tirocinio presso una struttura. Poi ti affidiamo 5 casi e devi portarli a termine;

d) Dopo l ‘esame devi seguire ulteriori stage dove e con chi vuoi tu, basta che ti formi ogni volta;

Per la cronaca attualmente abbiamo solo 3 su 7 promossi che hanno superato tutto l’ iter ed hanno preso pure buono.
E poi??
Poi, se vuoi fare utilità e difesa, portami almeno cinque cani in IPO  (di cui almeno 1 in ipo3). Se vuoi fare agility, portami almeno cinque cani in gare di agility e portami almeno un cane in agility 3… e così via.

Molti colleghi mi hanno detto che la nostra filosofia è poco commerciale e non funziona…
Si ,sarà vero…ma al mio lavoro ci tengo e voglio difendere la mia categoria. Troppi improvvisati e troppi ciarlatani…conosco uno che da 2/3 mesi è uscito da un corso di 7gg e già tiene corsi per istruttori.  Io ho aspettato 14 anni prima di tenerne uno…e di richieste ne avevo già prima.

Direte voi…dove voglio arrivare???
A questo: se amate il nostro lavoro, chi organizza corsi si faccia un esame di coscienza e non guardi solo il Dio denaro, perché sta rovinando l’immagine professionale e sta creando tanta confusione ai proprietari di cani.
Se non li organizzate, ma uscite da questi corsi, abbiate l’umiltà di seguirne degli altri e di leggere tanti libri… ma non libri commerciali o di moda: libri tecnici e scientifici.
Infine, chiedo ai numerosi albi di non accettare tutti ma di selezionare, perché si sta creando tanta confusione e molti dei vostri diplomati stanno facendo tanti danni.

Riflettete, per favore, amici… e dite la vostra.

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47 Commenti

  1. come in tutte le cose, professioni, c’è chi le fa bene, chi no, chi un po’ meno, chi vuole progredire sempre ecc. che dire sulle definizioni: un buon addestratore, che deve portare i cani, suo e di altri, ai camp del mondo, non deve sapere spiegare, capire dove non funziona il binomio, cosa succede in casa e cosa li non vada, per poter migliorare il binomio?

  2. Non chiedo altro di poter sperare che in qualche modo il mio cane possa superare la sua insicurezza ma le speranze sono ben poche, almeno da ciò che ho potuto vedere negli ultimi 5 mesi…non navigo nell’oro ma ero disposta a spendere pur di ottenere dei risultati tangibili e durevoli nel tempo, mi sento sola e soprattutto presa in giro.Se qualcuno sarebbe disposto a darmi una mano sarei riconoscente a vita!

  3. GADESI mi dispiace della sua disavventura, sono fiducioso che lei possa con un accurata ricerca trovare un collega professionista pronto ad aiutarla. Credo che potrebbe essere utilite per il portale TI PRESENTO IL CANE fare una lista di professionisti validi per i lettori.
    Se dovesse avere dubbi riguardo il suo caso, contatti la redazione e sono sicuro che avrà una risposta esauriente.

  4. Cari amici,
    arrivo un po’ in ritardo ma vi racconto la mia storia. Mi sono laureata in educazione cinofila alla facoltà di medicina veterinaria di Pisa con 103 su 110, immaginate quanto amici e familiari non cinofili mi abbiano preso in giro per via dell’argomento. In realtà, c’ho messo 3 anni precisi e ho fatto tutto con la borsa di studio, mentre i loro figli a 30 anni suonati sono ancora lì che gozzovigliano, ma questa è un’altra storia. Dopo la laurea nel 2008 ho iniziato a fare attività di volontariato con la protezione civile per farmi un po’ di esperienza pratica con il mio terranova Obelix. Non me la sento ancora di iniziare la libera professione, perché credo che quando prendi in mano il cane di un’altra persona e la fai pagare, ti assumi una responsabilità davvero grande. Recentemente ho conosciuto una ragazza che aveva fatto un corso enci, dunque anche serio (presumo). Mi ha detto che fa educazione ai cuccioli per 15 euro l’ora al nero e si è stupita del fatto che non lo facessi anche io. Io le ho detto che mi reputo una persona seria e onesta, che vorrei prendere la partita iva e fare la ricevuta, come fanno i veri professionisti. Mi a guardato come per dire “povera grulla, pensi di trovare qualcuno che ti dia 25 euro l’ora?”.

    No, forse ora no. Ma continuando a studiare, a imparare, a impegnarmi, spero di diventare una brava educatrice e di potermi permettere di chiederne anche 30, perché se sei serio e sai fare il tuo lavore la gente è disposta a pagare, se vuole davvero bene al suo cane.

    Ecco io non voglio giudicare questa ragazza, né le persone che fanno come lei. Ma se penso che ho studiato 3 anni per fare questo lavoro, ho speso soldi di libri e treni e benzina eccetera eccetera…mi prende lo sconforto a vedere gente che con un corso di un mese pensa di avere la scienza infusa sull’educazione del cane. Tutta colpa della legislazione cinofila che non mette delle regole vere!

  5. Articolo illuminante,anche io ho trovato non poche difficoltà con gli educatori che nn sanno che pesci prendere.ho un cane con la paura delle persone ed in nessun modo è migliorato,20 lezioni e risultati scarsi,il cane tira non si fa toccare da chi non conosce ed é terrorizzato se incrocia le persone.400euro con la prposta di seguire anche un corso organizzato da uno dei due pagando ulteriori 2000 euro.io amo i cani non ho problemi nell educarli ma qui si tratta di traumi fobie e a me serviva un aiuto esterno.oltretutto ho notato che la migliore preparazione la ha quello che è senza titolo che ha studiato per fatti suoi ed ha fatto anni di esperienza pratica,l altro è un venditore di fumo con un cane agitato ed aggressivo che non aiuta la sua promozione al pubblico…mah!!!

  6. ciao a tutti,io esco ora dal quinto,e vorrei lavorare a contatto con i cani,mi piacerebbe diventare addestratore(anche se sinceramente non ho capito molto bene,nonostante abbia cercato molto su internet tutte le sue funzioni e i suoi impieghi lavorativi)ma vorrei affidarmi a qualcuno di veramente competente,io sono delle marche provincia di fermo(FM),conoscete scuole o corsi validi per iniziare questa professione?
    tutte le risposte mi saranno d’aiuto…visto che sono completamente disorientato e ad un mese dagli esami di maturità,ancora non ho una strada precisa da seguire nel mio futuro

  7. sono d’accordo con Mario sull’articolo, un po estremista dal mio punto di vista (ma ovviamente è solo il mio) ma le idee sono condivisibili. vorrei ci dicesse il motivo per cui non gli piacciono le pettorine, e vorrei ricordare che non tutti hanno corsi istruttori alle spalle, e quindi ci sta che molte persone che hanno cani le usano per determinate situazioni/cani.

  8. Mauro,
    mi perdoni per il tu che le dato ,ma ormai la reputo un mio “amico di penna”. Il corso di telepatia l’ avevo dimenticato, mi sa vista la sua testimonianza ed altre ricevute per email che bisogna aggiornare l’ articolo.
    Della persona nuda davanti al cane mi sa che è stata data ad un altro lettore che riportava il consiglio del suo “educatore”: “per fare gerarchia e far capire al cane chi comanda in casa,prima delle lezioni la coppia (il signore e la rispettiva moglie,compagna o amante) deve fare l’ amore davanti al cane,io penso che il consiglio sia una perversione dell’ individuo…

  9. Mauro ,
    concordo ciò che scrivi ma forse ciò che ho scritto viene frainteso.
    Mi spiego meglio in caso contattatemi senza problemi.
    -RIGUARDO IL CLICKER: La persona si spacciava campione italiano di clicker training …non volevo dire che è uno strumento che non serve.
    -RIGUARDO L’ IMPRINTING:E’ di fondamentale importanza conoscerlo ma la persona di cui parlo dice d’ averlo inventato lei stessa e non si riferisce all’ imprinting del famoso K.Lorenz ma ad una sua invenzione
    -RIGUARDO AI BREVETTI: Se non hai mai fatto il massimo livello in agility per esempio secondo me non puoi preparare altri cani in quella disciplina ma questo non significa che non puoi fare educazione o puppy class…
    -RIGUARDO UTILITA’ E DIFESA: La persona di cui mi riferivo parlava di differenza fra UD ed UTILITA’ E DIFESA ,dove la prima era basata sul metodo gentile e l’ altra sulla coercizione…
    L’ articolo nasce da una serie d ‘incontri fatti in questi giorni, con l’ unico scopo di far riflettere come ho fatto io molti colleghi per poter fare in modo di tutelare la nostra categoria,questo non significa che tutti i corsi sono scadenti e che tutti i colleghi sono scadenti…lontana dalla mia politica e dalla mia filosofia parlar male di qualcuno o pubblicizzare i miei corsi.
    Colgo l’ occasione per salutarvi tutti e sperare di sentirvi ancora
    Marcello

    • Grazie per la risposta.
      Nell’articolo hai dimenticato di citare i corsi di telepatia canina e di mettersi nudi di fronte al cane. Poi c’e’ la Programmazione Neuro Linguistica, molto bella, efficace e gia’ ampiamente utilizzata nelle grosse aziende in ambito umano.
      Corsi senz’altro interessanti ma ancora non c’e’ una spiegazione scientifica.

  10. L’articolo mi pare formalmente corretto ma un po’ esagerato. Il clicker puo’ essere utile nell’addestramento, l’imprinting bisogna saperlo prima di iniziare questo lavoro, il Reiki bisogna conoscerlo un pochino perche’ quando viene il cliente che ha appena visto la puntata di Cesar Millan gli devi sapere rispondere a tono quando si parla di energia per educare i cani e spiegargli che l’energia di Millan e’ solo sopraffazione. L’utilita’ e difesa si puo’ fare in tanti modi, non necessariamente con collari strani. Il guinzaglio lungo per certi cani va bene perche’ li aiuta a superare le loro paure, altrimenti bisognerebbe stare a richiamarli ogni 30 secondi e il cane non impara niente.
    La pettorina puo’ essere utile quando si va a passeggio se il cane e’ tranquillo, non tutti i cani sono nevrotici.
    La pettorina thundershirt non risolve il problema del cane agitato ma aiuta un pochino, e con un 2% di una cosa, 2% di un’altra qualche piccolo risultato si ottiene, meglio di niente.
    Per portare un cane al terzo brevetto di agility ci vogliono diversi anni, non serve una specializzazione cosi’ alta per fare le puppy class e per insegnare in un corso base dove il cane impara quei 5 o 6 comandi di base.
    Insomma l’articolo e’ giusto nella sostanza ma bisogna avere la mente aperta.

  11. Io sono daccordo con MAura…..infatti ho messo un post anche sulla mia bacheca dopo aver letto l’articolo….mi ha fatto la stessa sua impressione.
    Sono convinta che chi di passione non ne ha sparisce da solo e in 15 anni di attività ne ho visti sparire non pochi….magari anche qualcuno perchè demotivato dal non risultato…perciò invece che far vedere che ci si attacca l’un con l’altro dove ognuno è portatore del verbo, sarebbe bene chiarire al privato e al neofita la differenza tra un educatore/istruttore/addestratore/rieducatore e l’altro….e magari restare uniti per il miglioramento della categoria non la critica che, comunque se c’è deve essere costruttiva e parlando personalmente alle persone in argomento così da chiarire l’opinione,le metodologie e le idee che si hanno. E poi ,il sentito dire nella cinofilia, è la morte sua! ( come daltronde credo in ogni categoria!)

  12. Premetto, sono totalmente concorde con marcello e le sue critiche verso quella che è diventata la realtà dell’ “educazione cinofila” sia a scopo sportico che comportamentale.
    Purtroppo credo ci si trovi difronte ad un fenomeno “di moda”:
    essendoci pochi “lavoro validie retribuiti ben” e tanto tempo davanti . . . molti stiano prendendo questa strada come “estrema ratio” la panacea dei mali dell’occupazione (faccio un “lavoro” che mi piace e magari ci guadagno soldini pure.
    Credo che si stia perdendo di vista “la passione” verso una Cinofilia Etica e si stia “guardando alle potenzialità economiche”.
    Una specie di “ultima frontiera” come accaduto a suo tempo con le scuole di Estetica, Parrucchieri/e, i Radioriparatori, Elettrotecnici etc etc (d’aktra parte ci sono anche i corsi per corrispondenza coe la vecchia “Scuola Radioelettra” creatrice di tuttologia a pagamento)
    Di contro credo che, almeno fino a che non esista un vero “iter formativo standard” ed un relativo “albo professionale” controllato e controllabile, non si potrà far fronte a tutte le “improvvisazioni” che ha portato in evidenza Marcello
    A quel punto . . . chi vuolfare un “corsetto propedeutico” libero di farlo, ma non è un “professionista”, chi vuole invece esserlo . . . si faccia la trafila, ma regolamentata e uguale per tutti.
    Certo è che io (ai modi di Marcello) ormai a 58 anni ci metto una pietra sopra a “fare l’educatore” . . . farò il “Dog Assistant” (o c’è da fare un corso amche per quello ? 😉 😉 )

  13. Io leggo spesso questo sito e non ho avvertito UN TONO DI “SPUTTANAMENTO” GENERALE NEI CONFRONTI DI TUTTO E TUTTI….semmai chiarificazioni alla portata di tutti!!

  14. A mio parere esprimere un’opinione anche se critica è favorevole ad un confronto quindi non vedo il problema..per me se una scuola forma e i suoi allievi escono cresciuti e crescono negli anni come professionisti, è una scuola valida, il problema è che non essendoci un riconoscimento obbligatorio ora ci sono più educatori che cani o più campi che proprietari e un esperienza negativa per un proprietario spesso significa un fallimento relazionale e un cliente perso.difficilmente ritornano presso i campi per provarne altri perchè non c’è più fiducia e non ci sono soldi.Nel frattempo la scuola “marketing”si è ingrassata e il neopseudoeducatore anche,senza portare nessun risultato.perchè per me sono i risultati che contano e quelli te li fai con passione, olio di gomito, gavetta e sbagli, in anni di pratica.Da quello che ho capito qui nessuno sta dicendo che c’è un solo metodo ,un solo percorso anzi..ma tanto fumo forse troppo si.

  15. Sono d’accordissimo, e’ il tono di “sputtanamento” generale nei confronti di tutto e tutti che non porta a nulla, non il tuo, ben inteso.
    Spero di poterti incontrare un giorno e parlarne in modo costruttivo.
    A presto
    Grazie
    Maura

  16. Maura sono contento nel leggerti che sei una collega. Personalmente non critico chi la pensa diversamente da me, anzi ne approfitto per arricchirmi…non era questa la mia intenzione,e chiedo scusa ad ogni lettore che ha pensato ciò . Diciamo che bisogna mettere su delle regole che possano tutelarci e fare più chiarezza su quali corsi seguire e quali no. Io personalmente non ti conosco e quindi non mi riferivo a te e non mi riferivo alle persone che non ho incontrato lungo il mio cammino cinofilo,ma a quelle persone che si sentivano migliori di me e di te (perdonami per il tu) sparando delle stupidaggini che possono ledere alla tua immagine professionale e quindi anche alla mia. Mesi fà feci un sondaggio fra proprietari di cani ,tu sai che il 60% delle persone intervistate è rimasto deluso dall’ educatore incontrato??sai che il 50% su 60% non si fida più di un educatore cinofilo dopo che ne ha provati 2/3 con scarsi risultati?? Questo deve farci riflettere e non pensare a Marcello che è più bravo o scarso di Maura (è un esempio) ma dobbiamo incominciare a pensare come tutelare Marcello e Maura dall’ improvvisato.

  17. Marcello, grazie per la tua risposta, non era una critica diretta a te, non era proprio una critica ma una riflessione. Ritengo solo che le generalizzazioni non vadano mai bene, e che le continue critiche vadano ancora meno bene. Ultimamente su questo sito, per rispondere a Valeria, leggo sempre piu spesso critiche e attacchi nei confronti di tutti i nomi della cinofila. Dico solo che questo non fa bene alla cinofilia stessa! Non puo essere che siano tutti incompetenti, non puo essere che chi la pensa diversamente sia da fucilare su un sito! Ribadisci, fermo restando il rispetto ed il benessere del cane, dovremmo provare avrispettarci x il lavoro, se pur diverso e la passione che ci unisce. E i problemi comportamentali di massa che ci sono non credo siano tutti dovuti a educatori incompetenti , forse lo stile di vita e’ cambiato e di conseguenza anche i disagi dei cani? A me arrivano sempre piu cani schizzati che stanno chiusi on. Casa 10 ore al giorno, o cuccioli inibiti che escono da 3 lezioni del macellaio. Comunque, non amo questi tipo di critiche perché penso non facciano bene a nessuno di noi, anche se tutti noi da 20 anni sismo nella cinofilia ma x motivi diversi abbiamo preso strade diverse. Io sono x il dialogo e la tolleranza se non e’ il cane a rimetterci!

  18. Cara Maura, grazie per l’ intervento che mi da la possibilità di chiarire un dubbio che forse molti avranno.
    Nell’ articolo non volevo dire che Io ho il corso (la nota nasce come sfogo e non come pubblicità anche perchè non ho pubblicato ne sito e ne date) e sono convinto che ci sono corsi di formazione validi …l’ articolo voleva far riflettere sulla situazione attuale dei corsi di formazione senza fare di ogni erba un fascio ma dare lo spunto ed il confronto fra i lettori.
    Non credo che ci conosciamo e spero che non manchi occasione,posso assicurarle che non sono un criticone e non mi sento Il Guru …sono un semplice uomo che da 15 anni si occupa di cani ,che ha lottato contro tutti …amici…fidanzata del tempo…parenti per fare il lavoro che faccio…per amore dei cani e non del Dio denaro. L’ articolo voleva far riflettere chi ama come me il mio lavoro d’ unirci di conoscerci e di confrontarci per poter tutelare l’ imag. professionale e non ha mai avuto il suo obiettivo pubblicitario.
    Grazie per l’ intervento a presto
    Marcello

  19. Buongiorno, d’accordo quasi su tutto se non la contestazione che faccio spesso a questo sito.
    Possibile che la verità’ in tasca ce l’abbiate solo voi? possibile che tutti, ma dico proprio tutti, abbiano qualcosa su cui avete da criticare? possibile che siate solo e sempre capaci di criticare? a me non pare costruttivo per la cinofilia. Fermo restando che la priorità’ debba essere il benessere dell’animale, ma non ce la facciamo a rispettare i diversi modi di lavorare?
    Ci sono corsi di formazione seri e delle pagliacciate e non mi piace sentir dire (cito vs parole)
    “”””se amate il nostro lavoro, chi organizza corsi si faccia un esame di coscienza e non guardi solo il Dio denaro, perché sta rovinando l’immagine professionale e sta creando tanta confusione ai proprietari di cani.””””” ma possibile che i corsi seri li facciate solo voi?
    Io credo sia ora di deporre le armi, smettere di dire che questo fa’ questo e questo quest’altro, e provare a rispettare anche chi la pensa diversamente da noi, la verità’ in tasca non ce l’ha nessuno e continuare a dare cazzotti non porta a nulla.
    scusate lo sfogo ma ormai la cinofilia e’ diventata un tutti contro tutti, basterebbe un po’ di tolleranza e meno protagonismo, non si legge altro che critiche.
    maura

    • Maura, frena un attimo…ma “voi” chi?
      Marcello è la prima volta che scrive su “Ti presento il cane”, quindi non mi sembra gentile inserirlo in un ipotetico calderone di criticoni ad oltranza.
      Io – che scrivo almeno il novanta per cento degli articoli “criticoni” – non faccio corsi di alcun genere e finora ho anche rifiutato di tenere stage e seminari: quest’anno ne farò qualcuno (pochissimi, cmq) solo perché mi pare che sia proprio perso di vista l’ABC della cinofilia (cos’è un cane, cos’è una razza canina, cos’è la gerarchia…) e non mi dispiace riportarlo all’attenzione di chi avrà la compiacenza di starmi a sentire.
      E’ vero che la cinofilia è diventata “tutti contro tutti”: su questo ti do pienamente ragione. Però dimentichi che, per molti, MOLTI anni, la cinofilia è stata un “tutti contro gli addestratori, che stavano zitti e facevano finta di niente”.
      Personalmente ho sempre brontolato (da sola) contro questa generalizzazione che tra l’altro impediva anche di distinguere il grano dalla pula e quindi di frenare in qualche modo i veri macellai: perché se un intero comparto si lancia a testa bassa, che so…contro i savonesi (faccio un esempio cretino, eh…), i savonesi buoni e cattivi tendono a stringersi l’un l’altro e a coprire le reciproche magagne, anche se prima qualcuno cercava di mettere un freno alle magagne dell’altro.
      Questo in cinofilia si è tradotto in due veri e propri “drammi”: a) lo sdoganamento, all’interno del comparto cinotecnico, dei macellai, perchè “gli altri” (che prima li criticavano), sentendosi equiparati ad essi hanno cominciato a giustificarli; b) la maggior diffusione di metodi coercitivi quasi “per reazione”: perché molti, te l’assicuro, che si stavano avvicinando a filosofie più “buoniste”, sentendosi dare sempre e comunque dei coercitivi-maltrattatori hanno reagito con il classico “e allora vaffanculo, continuo come prima e peggio di prima”.
      D’altro canto, quella che io chiamo “cinofilosofia”, e che inizialmente se ne stava al posto suo (ovvero in ambito accademico, con qualche apparizioncella in sporadici ambiti pratici, tipo pet therapy, canili e poco altro) è uscita dai propri limiti mettendosi a sfornare a tutto spiano una caterva di presunti “educatori” che in realtà possono (forse e non sempre) educare un cuccioletto di due mesi, ma NON sono assolutamente in grado di affrontare casi più complessi. Ma siccome non si rendono conto di non esserne in grado, anziché passare la palla a chi ne sa più di loro, ci mettono le mani sopra. E in questo modo hanno creato veri e propri “mostri” sia in campo umano che in campo canino.
      Io sono in cinofilia da oltre quarant’anni, e in tutta la mia vita non ho MAI visto un numero così esorbitante di cani con gravi problemi di relazione/comportamento. Mi sembra di essere su un altro pianeta anche solo rispetto a una quindicina d’anni fa.
      Quindi, mo’ BASTA.
      Il comparto cinotecnico si è svegliato e ha deciso di affrontare due temi ormai divenuti di importanza primaria: a) la deontologia professionale; b) le competenze. Augurandosi di poter arrivare a una regolamentazione che definisca questi due punti, perché così non si può più andare avanti.
      Le critiche servono a far capire che un problema (un problema SERIO e GRAVE) esiste, e che va affrontato. Io sono la prima ad augurarmi che alle critiche segua un confronto costruttivo…ma che le stesse persone che per vent’anni hanno continuamente DIFFAMATO (perché questo è il termine più pertinente) dei colleghi, ora vengano a chiedere di non reagire e di continuare a tacere…francamente mi sembra un po’ troppo.

      • Che i macellai siano aumentati … a me non sembra.
        E d’altro canto io sono abbastanza ottimista, sarà “il sistema”, inteso come “organismo” ad espellerli dopo un po’ di danni: intanto danni se ne sono sempre prodotti, prima c’erano gli esperti da parchetto ora ci sono i dis-educatori certificati, quindi a me sembra che il sistema viaggi sempre nel suo stato di equilibrio caotico

  20. Salve, sono contento di leggere i vostri pareri e sono contento che ad alcuni possa piacere. L’ articolo che avete letto nasce da un mio personale sfogo su facebook dopo una serie d’ incontri avuti in questi giorni con dei nuovi colleghi.
    Condivido il parere del collega Giovanni Padrone e sono contento che anche lui nei suoi commenti abbia narrato una sua esperienza personale.
    Rispondendo a tutti in modo generale:
    -Chi fà agility deve trovare il tempo anzi lo ha per preparare almeno 5 cani e portali in gare…fra i suoi cani (il proprio cane è il nostro biglietto da visita) e cani dei suoi clienti. Ci sta 5 anni per preparali non importa quando ho iniziato io il primo anno pulivo i box ,il secondo anno passavo i salamotti e portavo i cani in campo,per indossare la manica ho impiegato 5 anni…sono due i casi o ero negato o la scuola di prima era fatta bene.
    -L’ ipo,l’ agility,l’ obedience come brevetti intendo sono riferiti agli istruttori/addestratori (come fa l’ esempio simpatico il collega Padrone,cambia il nome ma il risultato è lo stesso) e non agli educatori.
    -Come riconoscere una scuola valida???Chiedete i diplomati del corso incontrateli al loro campo e parlate con i loro clienti…se si trovano male o non risolvono nulla…cambiate scuola…oppure passate una giornata con il docente del corso che volete seguire (io spesso adotto questa soluzione con chi vuole seguire i miei corsi).
    -Non so se il tipo della pipi è su facebook …
    -Fare nomi e cognomi non è il mio intento e non lo trovo costruttivo a livello cinofilo per questo da parte mia non sentirete mai cino-gossip

    Spero che continuerete a leggere il mio articolo o altri e ricordo a tutti che sono a completa disposizione per rispondere ai vostri commenti ,dubbi e perplessità
    MARCELLO

  21. ok del tutto d’accordo sulla necessità di mettere in piedi corsi seri e che non pensino solo al dio denaro ma a formare professionalità vere.
    Mi domando però quanti aspiranti educatori che non abbiano già un campo proprio potranno mai assolvere alla condizione di portare ben cinque cani in gara di agility. Anche, a voler considerare che la condizione potrebbe essere posta prendendo in considerazione un certo arco di anni, cinque cani in gara mi sembra davvero troppo.Intanto per il costo che comporta addestrare ciascun cane, poi per il tempo che occorre giustamente impiegare per ciascun cane. Una condizione del genere rischia di privilegiare chi vive di rendita o chi fa già un lavoro in cinofilia. E tutti gli altri che avrebbero voglia e passione?
    A meno che non si corra solo con i propri cani e ci si faccia “prestare” i cani dagli amici. Ma allora siamo fuori da ogni tipo di garanzia.

    • Mi pare che si stia facendo un po’ di confusione fra i termini. L’educatore cinofilo non è uno che ‘obbligatoriamente’ fa attività sportiva (io non sono interessato, ad esempio; non mi interessa competere con altri per un trofeo che in fondo al mio cane cambia poco nella vita); il suo compito principale è quello di creare un certo equilibrio nella relazione fra proprietario e cane, oltre che a risolvere problemi di vario genere.
      L’istruttore cinofilo/addestratore (qui il termine è stato un po’ riconvertito come è successo con lo spazzino che ora si chiama operatore ecologico; alla fine l’i.c. svolge lo stesso lavoro dell’addestratore) si occupa di istruire/addestrare il cane a svolgere varie azioni che vanno dagli esercizi di base all’obedience, all’agility, all’u.d., ecc., cosa che eventualmente può fare anche l’educatore cinofilo. Solitamente l’i.c. lavora presso un campo, l’educatore cinofilo dipende. Io personalmente, anche se ho un campo di appoggio che utilizzo raramente, svolgo le mie mansioni presso l’abitazione di cane e proprietario e nelle varie situazioni che possono accadere nel corso di una giornata (come andare a passeggiare, incontrare altri cani e proprietari, ecc.)

  22. Condivido ogni parola.
    Poi, si sa, i fasulli, i disonesti e tutti i loro compagni di merendine continueranno a fare quello che fanno, ma almeno che comincino a levarsi le voci di coloro che agiscono diversamente. Anche per aiutare chi ha un cane a scegliere dove e con chi.
    Detto questo, faccio miei gli interrogativi della Sciuramaria.
    Beh, vabbene non fare nomi e cognomi, ma almeno qualcosina diccela…;-)
    L’inventore del clicker può darsi sia uno (manco io li fo i nomi, bellini…) di cui ho letto un libro, e che a suo dire ha inventato un po’ tutto lui. O comunque è stato il primo a usare quel tale metodo, o il primo comunque a portare quella tal’altra idea innovativa in Italia.
    I miei commenti a margine e a lapis sono lunghi quasi quanto il libro e pieni di “ma che dici? ti sei bevuto il cervello?” o di “ahahahahahah…. stavo in pensiero tu non avessi scoperto per primo anche questo” e via e via…
    E’ un piacere sapere che ci sono persone che pensano e lavorano come te, avanti tutta… 😉

  23. io sono daccordo per quel che riguarda la formazione vera e propria di una figura professionale, cioe’ di qualcuno che esercita una professione dietro compenso.
    Ma colui che vuole seguire i corsi per diletto, per informazione, semplicemente per stare meglio con il proprio cane, in questo modo e’ escluso dalla formazione.
    Cosa proponete per questi ultimi?

    • Un corso di educazione con il suo cane con un professionista serio che come tale gli farà anche un po di teoria:)e gli consiglierà dei testi e dei corsi/seminari di approfondimento:)

  24. Ehm, scusate l’ignoranza, ma ho bisogno di due chiarimenti: non ho capito cosa significassero/a cosa alludessero i termini campione di clicker, inventore dell’imprinting e reiki-dog-trainer, e non ho capito del tutto le modalità di questi corsi (ma da quello che ho capito mi sembrano molto seri e intelligenti!): al punto c), ti affidiamo 5 casi da portare a termine, significa che al neo-educatore vengono dati 5 cani che deve recuperare, o che gli verrano affidati 5 proprietari col loro cane, e lui deve aiutare questi proprietari? E quando dice “per fare IPO devi portare 5 cani in IPO almeno 1 in IPO3”, significa sempre che dovrai prenderti tu stesso 5 cani, diventarne proprietario insomma, e portarli in IPO, e poi potrai insegnare, o che invece fai un corso in cui ti spegano l’IPO, poi ti affidano 5 proprietari che vogliono farlo col loro cane, tu devi fare in modo (eventualmente aiutato da uno più esperto) che tutti loro arrivino alle gare e uno almeno in IPO3, e dopo di questo ottieni l’attestato ufficiale di addestratore di IPO?

    • Alice, non esiste alcun campionato di clicker, l’imprinting ovviamente non è “inventabile” perché l’ha già scoperto Lorenz, il reiki è una pratica spirituale con la quale trovo veramente arduo addestrare chicchessia… insomma, Marcello ha incontrato sul suo cammino (come un po’ tutti noi) venditori di fumo, millantatori e veri e propri deficienti. Questo era il significato 🙂

  25. beh… però di quello cha fa pipì sui cani ci potevi raccontare qualcosa di più…
    I cani come la prendevano? E la tolettatura successiva era compresa nel prezzo della consulenza?

    • Se non erro dovrebbe essere lo stesso che si vantava on line di marcare e defecare come fanno i cani. Molto fantasioso (e probabilmente con qualche rotella in meno).
      Sono d’accordo con Messina che i corsi dovrebbero essere rivolti a pochi e a costi contenuti, anche perché a parte i falsari i soldi nessuno li fa in casa.
      Dal mio punto di vista se io un giorno decidessi di iniziare a formare qualcuno (fra qualche anno, magari), i cosiddetti ‘corsi di aggiornamento’ li farei svolgere a titolo gratuito o al limite con una minima copertura delle spese del materiale didattico, questo perché chi si forma da te e lavora bene fa un ottimo spot pubblicitario del tuo modo di lavorare (a qualcuno piace dare il nome approccio zooenologico 😉 ).
      Alla fine del primo corso, diversi anni fa, “l’inventore del clicker”(immagino sia lo stesso citato nell’articolo) mi chiese soldi per avere il mio nome inserito fra i suoi allievi e quando io posi la sigla della sua ‘scuola’ nei miei biglietti da visita non vi dico le scuse che trovò per farmela togliere.
      Concludendo, tutto di guadagnato: ho tolto quella sigla, non ho pagato per entrare fra i suoi allievi pubblicizzati sul suo sito (questo non tanto per questione di soldi che in fondo erano pochi, ma per una questione di principio: se mi si fa capire che ogni occasione è buona per far quattrini alle mie spalle i miei pianeti aumentano il moto di rivoluzione) e me ne sono andato per i fatti miei: meglio soli che male accompagnati.

  26. Perfetto e per fortuna non tutti la pensano come te sennò non c’era differenza tra chi ama e vuole lavorare con i cani e chi lo farebbe solo a scopo di lucro.
    Vorrei avere informazioni sui vostri corsi sono seriamente interessato ad imparare con il vostro stupendo metodo
    Grazie Carlo

  27. Sono perfettamente d’accordo,scuole che preparano 30-40 educatori alla volta!in più aggiungerei che una scuola che prepara dei professionisti o perlomeno dovrebbe puntare farlo, ha il dovere di seguirli e accertarsi che il lavoro svolto con i cani propri almeno sia corretto.Non si può pretendere di formare, accaparrarsi i sodi, ma non avere nessuna responsabilità etica in merito.un docente non deve solo parlare, ma anche assicurarsi che i concetti siano arrivati in modo corretto e seguire nelle difficoltà i propri allievi almeno nel primo periodo, no sfornare e sparire.

  28. Hai perfettamente ragione. Sto’ frequentando un corso anche io, ovviamente spinto da grande passione, bla bla bla bla. Ho deciso che da quando ho iniziato il corso tutte le mie letture saranno solo quelle di libri tecnici (e’ solo 2 mesi che ho iniziato) . Per me il vero problema e’ che le persone pensano tutte di essere arrivati dopo che si ha IL pezzo di carta; esempio: io faccio l’autista da ormai 10 anni, guido una motrice piccola, quindi non posso pensare di essere il mago del parcheggio anche di un camion con il rimorchio solo perche’ ho la patente per portarlo in giro, come un neo patentato che si crede il pilotone di formula 1 e poi il lunedi li trovi tristemente tutti sui giornali, e l’altro problema e’ che non sono mai soli, e spesso si salvano ; loro. Dipende tutto dall’approccio che si ha nella vita, io penso che a una formazione non ci sia mai fine, neanche dopo 20 anni, e chi si crede un dio in terra dopo il corso di un weekend. Li’ purtroppo l’unico modo per fare selezione e’ fare un percorso come quello da te proposto, ma alla fine se uno ha la testa vuota, rimane con la testa vuota

  29. …l’amara verità.Lascio il mio piccolo contributo, avendo iniziato da poco quest’attività.I corsi , concepiti come hai descritto, sono un modo per assicurarsi uno stipendio di base e per mettere fumo negli occhi dei “non cinofili”.

  30. Bellissimo articolo, c’è qualcuno che segue la vostra filosofia in provincia di Massa Carrara? Vorrei fare un corso serio senza spendere 2000 euro che attualmente non ho.
    Grazie in anticipo.

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