La notizia è di un paio di giorni fa: Lilly, una pit bull di 8 anni, ha salvato la sua umana Christine Spain che stava per essere travolta da un treno dopo essere svenuta cadendo sui binari. L’ha spostata e trascinata via giusto in tempo per salvarla, ma non è riuscita ad evitare lei stessa l’impatto col treno, che le ha maciullato una zampa (pare che sia stata amputata), rotto il bacino e causato lesioni interne.
Lilly adesso è ricoverata all’Angell Animal Medical Center di Boston, assistita nel migliore dei modi, e si spera che possa salvarsi anche se è ancora in prognosi riservata.
La proprietaria che grazie a lei ha superato un problema di alcolismo, è fermamente intenzionata a fare tutto il possibile perché la sua cagnetta possa tornare a casa con lei. Cliccando qui si può trovare il video della CNN che racconta tutta la storia.

Kilo

Il caso è commovente, ma non isolato: il mese scorso un altro american pit bull terrier, Kilo (pur se “vecchietto” dodicenne) ha salvato il proprietario dall’aggressione di un ladro armato e si è preso in testa la pallottola destinata al suo umano: fortunatamente anche lui si è salvato.
L’anno scorso Titan, altro APBT, ha ottenuto il premio “Vicino dell’anno” (solitamente riservato agli umani) per aver salvato la vita alla sua proprietaria che era caduta fratturandosi il cranio.
Il pit bull è corso abbaiando verso il marito, che stava uscendo per andare al lavoro, e l’ha costretto a seguirlo fino al punto in cui era caduta la donna.
Solo pochi mesi fa un altro Pit bull, sempre “chiamando i soccorsi”, ha salvato una donna che era caduta lungo una collina ed era rimasta incastrata in un punto in cui era quasi impossibile vederla dalla strada.
Gli episodi di eroismo che vedono protagonista questa razza sono sempre più numerosi, ma bisogna cercarli col lanternino tra le rassegne stampa, perché nessuno si sogna mai di dar loro grande evidenza (neppure sui giornali locali): se invece un cane morde, veniamo immediatamente a saperlo anche all’altro capo del mondo.
Giornalismo di altissima qualità, non c’è che dire. Per stavolta, comunque, ringraziamo almeno i giornali che hanno dato il giusto rilievo all’eroismo di Lilly…e facciamo il tifo per lei, perché possa tornare a una vita tripede, ma serena.

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