di MASSIMO MAZZUCCO – L’origine della razza è sconosciuta, ma si suppone provenga da una delle due lune di Marte. Fonti autorevoli dicono che tutta la stagione 2012/2013 di Voyager sarà dedicata al tema, con possibili fusioni con il filone del Chupacabra. Giacobbo smentisce le indiscrezioni.

UTILIZZO: qualsiasi, tranne quello che vorresti tu.

CLASSIFICAZIONE FCI – Gruppo 1: cani da pastore. Conduttore di qualsiasi cosa che si muova, costantemente abbaiante nella speranza che anche il marmo prenda vita per poterlo lavorare.

ASPETTO GENERALE: cane di qualità, agile, attivo, la cui muscolatura tonica unita alla grande elasticità degli arti ne fanno un cane infaticabile al lavoro, che non deve in alcun modo mancare di sostanza.
Al neofita questa descrizione farà sognare un animale fantastico, ma letto con attenzione significa avere un mostro abbaiante che con sguardo spiritato ti incita a fargli fare continuamente qualcosa. Alla fine ti convince a trasformarti in pecora pur di farlo smettere (da qui la famosa dicitura conosciuta come “occhio ipnotico”). Le statistiche riportano che il 50% dei proprietari di un kelpie finisce a confezionarsi maglioni da se con ciò che produce andando dal parrucchiere; di questi un 25% sviluppa un istinto fortemente gregario ed inizia a puzzare come un ossesso dopo essere stato dieci minuti sotto la pioggia, mentre un 5% diventa vegano.
Tutti i proprietari di kelpie hanno l’obbligo di seguire un corso presso l’INFM (Istituto Nazionale della Fisica della Materia) sulla termoconduzione per essere in grado di curare gli innumerevoli colpi di calore che affliggono questi simpatici animaletti, causati dalla loro serafica calma nell’affrontare un problema.

Del kelpie si dice anche: “cane rustico che mal si adatta alla vita da appartamento”. Ora,  a me piacerebbe conoscere i redattori di questo standard, per poter chiedere loro di aiutarmi a farlo scendere dal letto tutte le mattine, quando tutti gli altri miei cani hanno sempre riposato tranquillamente nelle loro cucce o per terra.
Cane raro sul suolo italiano, viene spesso confuso dalla massa con altre varie razze oppure specie: si va dal pinscher medio a pelo lungo al dobermann pinscher cucciolo, dall’incrocio di volpino alla volpe vera e propria.
Dato il suo aspetto assolutamente non scenografico, viene spesso ignorato se in branco con soggetti di razze differenti, permettendogli così le peggiori efferatezze (come il furto del panino dalle mani di un bambino o del sedano dalla sporta della vecchietta all’uscita dal verduriere).

VARIETA’ ALTERNATIVE
La cinofilia ufficiale elenca due varietà di kelpie: il working kelpie, selezionato per il lavoro (del proprietario, ovviamente, che deve faticare per soddisfare l’estrema richiesta di attività media dei soggetti di quella razza) e lo show kelpie o kelpie “da bellezza”.
Ora ditemi voi cosa c’è di bello in un Australian Kelpie.
Non per niente, il kelpie è un folletto della mitologia anglosassone: sfido chiunque a guardare l’immagine a sinistra (che raffigura tale folletto) senza aver mai visto un soggetto di questa razza e ad immaginarsi quanto possa essere bello.
Nelle varietà alternative è possibile inserire qualsiasi meticcio pastoroide a pelo raso di taglia media assomigliante ad un canide selvatico: nessun giudice FCI sarebbe in grado di dimostrare che non appartenga alla suddetta razza senza previo esame del DNA, vista l’ampia gamma di colori e taglie ammesse dallo standard, soprattutto per le linee working.
Anzi, diciamolo con tutta serietà: per lo standard della linea working, un cane è un kelpie se soddisfa i seguenti requisiti: abbaia, non ti ascolta, lavora le pecore per sé.
Il dimorfismo esasperato delle due tipologie (in Australia sono considerati proprio due razze differenti, con due registri differenti) si riflette anche nell’aspetto del proprietario.

Working kelpie

L’abbigliamento del tipico proprietario di working kelpie non stonerebbe solamente all’interno di un episodio della serie “Le Sorelle McLoed”: stivale da cowboy, soprabito lungo fino alle caviglie e cappello dalla tesa larga, anche per passare una serata estiva lungo la riviera romagnola.
Si riconosce facilmente per lo slang, farcito di parole inglesi di cui spesso non conosce il significato (le più utilizzate: outrun, cast, fetch, drive, flanking), ma che vorrebbe lo rendessero interessante alle persone che lo circondano nella vita quotidiana,  cui non importa nulla della sua più grande passione, lo sheepdog, che spesso pratica da bordocampo essendo le simpatiche bestiole solite lavorare per loro stesse (“son of a bitch”, nell’amato slang), facendo pascolare gli ovini a loro discrezione.
Da bordo campo l’umano del kelpie vanta le doti ineguagliabili di questi cani, contrapposte all’inutilità dei kelpie da bellezza, “buoni solamente per fare i salti o per mettersi a terra a comando” (facendo trasparire una certa invidia, perché conscio del fatto che il suo cane non andrà mai a terra a comando se non nel punto esatto di bilanciamento del gregge,  che, ovviamente,  sarà differente da quello visto dal conduttore, il quale si prodigherà in belluini “lay down” per la gioia degli abitanti delle valli circostanti).

Show kelpie

Lo show kelpie possiede solitamente un proprietario che si veste, anche per andare a far colazione al bar, come per una finale dei mondiali di agility: tuta di qualche club kazako dove si vanta di aver seguito uno stage con il sedicente cugino del marito della sorella di Susan Garret, scarpa tecnica con suola a grip adattivo alla superficie su cui si cammina, variabile a seconda della temperatura e dell’umidità dell’aria, due clicker al polso ed un fazzoletto colorato al collo comprato per 90 dollari più spese di spedizione come target riconfigurabile portatile per l’addestramento alle zone, prodotto dalla stessa ditta cinese, nello stesso stabilimento, che produce l’identico fazzoletto che vende il marocchino (che sta prendendo un caffè nel medesimo bar) per 1 euro.

COMPORTAMENTO/CARATTERE
Il  Kelpie è estremamente attivo, pieno di zelo e intelligente: chiedetelo al 98% dei proprietari che avevano lasciato una borsa con cerniera incustodita sopra una mensola in cucina, contenente qualcosa di (non necessariamente) commestibile.
È di natura docile e dolce: è per questo motivo che è detto comune che in Australia li addestrino a vangate.
La sua energia è pressoché illimitata: è facile accorgersene in agility quando durante il de-brifieng a fine giro con l’istruttore, il cane continua ininterrottamente a fare ostacoli, tra cui il preferito il tubo: da qui il detto “fare più giri che il kelpie nei tubi”.
E` un cane agile: così agile che non infrequentemente lo trovi un buon metro sopra il colmo della palizzata ed un attimo dopo con quattro vertebre cervicali piantate nel terreno.
Non esplicitamente scritto nello standard, ma facilmente evincibile: è un cane fortemente portato per le discipline con prove di obbedienza.
Il 63% dei proprietari, infatti gli obbedisce benissimo, pur di levarsi dai cogl … ehm, dai piedi questa trottola latrante.

Carattere determinato
: questa caratteristica lo spinge ad affrontare le difficoltà in modo talmente indomito che l’ENCI rilascia un buono sconto “punti sutura” riconosciuto dall’albo dei medici veterinari, mentre gran parte dei proprietari si fa intestare direttamente il mutuo della casa del proprio veterinario di fiducia
Dotato di grande fedeltà e di grande devozione: infatti la sua fedeltà al cibo è ndiscussa, va con chiunque abbia mezzo panino in mano.
Varie ed eventuali: presenta una particolare attitudine al lavoro con i motorini, le biciclette e gli altri cani. Snobba invece le pecore perché ritenute troppo stupide mentre predilige i legittimi proprietari; infatti un indagine dell’OMS stima nel proprietario medio di kelpie il maggior consumatore di ibuprofene.

TESTA
Non chiedere nulla in proposito a bruciapelo ad un intenditore della razza, a meno di non essere preparati, come risposta, ad una locuzione italiana non propriamente aulica che finisce con una parola che fa rima con “pazzo”.
Dopo qualche secondo di esitazione ed un paio di respiri profondi, risponderà: è in proporzione con la taglia del cane. L’insieme della forma e dei profili danno al cane l’espressione quasi di volpe, mitigata dagli occhi a forma di  mandorla.

CRANIO
leggermente arrotondato e ampio fra gli orecchi, ottimale per spaccare il setto nasale ai proprietari durante i rituali di saluto
OCCHI
hanno forma di mandorla, di media misura, nettamente definiti agli angoli, e hanno un’espressione zelante e intelligente. Il colore degli occhi deve essere marrone, in armonia col colore del mantello. Nel caso di cani blu, è permesso un colore più chiaro.
Ecco non fidatevi dell’espressione: “esprimere” non significa “essere” zelante. E’ tutta una montatura per accaparrarsi la fiducia del proprietario, per lasciarlo con un palmo di naso alla prima occasione, che sia un invio verso un gruppo di ovini pascolanti od un terra nel quadrato in una gara di obedience

ORECCHI
sono eretti e finiscono alla sommità in una punta fine ad una distanza di qualche decina di centimetri dalla base del cranio; il padiglione è fine,  forte alla base ed ampio all’inversomile (specialmente nel cucciolo). Sono ben distanziati sul cranio e inclinati verso l’esterno, leggermente curvi sul bordo esterno
Alcuni allevatori operano incisioni per poter inserire a piacimento un braccio di sostegno per un ricevitore di trasmissioni televisive satellitari.

DENTI
Chiusura a forbice (verificabile nelle rare occasioni in cui non abbaiano)

TRONCO
No, non è quello che uno vorrebbe tirargli sulla testa dopo che al venticinquesimo “lay down” consecutivo mancato durante una fase di riporto, un gregge di pecore al galoppo giù da una collina ti ha rifatto i connotati

ARTI
Anteriori, forti e muscolosi. Posteriori, forti e muscolosi.
Pensate agli arti del proprietario quando dovrà andare a recuperare il gregge a qualche decina di chilometri di distanza, dopo che il suo cane si sarà divertito per qualche ora a muoverlo nelle zone più impervie della regione: ci sarà un motivo per cui i pastori australiani hanno iniziato muovendosi a piedi, per passare poi al cavallo, quindi alle moto ed ai pick-up.

CODA
A riposo la coda dovrebbe pendere con una leggera curva.
Avete mai visto la coda di un kelpie? No? Immaginatevi il vostro cane con uno scopino per pulire il water al posto della coda: l’insieme sarà sicuramente più gradevole del vedere un “pastore australiano kelpie” (da dicitura FCI) andare in giro fiero con la propria coda al vento.

ANDATURA
Simile ad un canide selvatico, tutto fuorchè elegante: con l’esperienza il proprietario capirà che è rischioso lasciare libero il proprio cane dato l’elevato rischio che venga scambiato per un selvatico e trattato di conseguenza
Parentesi semiseria: l’anno scorso, verso il rifugio Vicenza sulle Dolomiti, ho lasciato la mia kelpie libera di muoversi una decina di metri davanti a me. Girato un angolo del sentiero, ho visto due turisti tedeschi sulla sessantina schiacciati contro la roccia: pensavano di essere scampati all’attacco del chupacabra.
Il movimento dovrebbe essere sciolto e instancabile e il cane deve avere la capacità di cambiare direzione improvvisamente mentre corre, quindi non pensate di inseguirlo dopo l’ennesimo dispetto perché sarà fatica sprecata.
Al trotto i piedi tendono a ravvicinarsi a livello del suolo quando la velocità aumenta, facendolo assomigliare a Will Coyote alla caccia di Bee Bip

MANTELLO
Colore: nero, nero e fuoco, rosso, rosso e fuoco, fulvo, cioccolato e blu cenere, crema, cerbiatto, cenere.
Neppure Lapo Elkann con il “grigio bel tenebroso” per i colori delle automobili è riuscito ad arrivare a tanto.


NOTA di Valeria Rossi: poiché due diversi lettori (ovvero, un buon 60% degli italiani che sanno che esiste questa razza) mi avevano chiesto il “vero standard” dell’Australian Kelpie, e poiché in tutta la mia vita io ho conosciuto tre kelpie in totale, mi è sembrato logico affidare la stesura di tale “vero standard” al proprietario di due di questi tre cani, visto che sapevo benissimo che sa anche scrivere e che l’ironia non gli manca. Ringrazio quindi Massimo per aver scritto in modo decisamente simpatico questo “vero standard”… però, per onestà, devo anche aggiungere che l’ultima volta che l’ho visto è stato in occasione di una cena tra amici cinofili, al termine della quale gli ho chiesto: “Ma dov’è finita la kelpie?”. L’aveva messa in macchina da mezz’ora e non me ne ero neanche accorta.
Insomma… ha esagerato! Non è vero che abbaiano ininterrottamente!
Tutto il resto…embe’ … tutto il resto, proprio falso non è.

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