di CRISTINA PETRONIO NEUMANN – …invece l’Amore, quello vero, con una M soltanto, è un’altra cosa!
Io di cani adottivi ne ho due.
Ciacola (Ciaky) è arrivata 10 anni fa, dopo due abbandoni e maltrattamenti vari. E’ sottomessa, mi segue come un’ombra dappertutto e sembra che la sua unica fonte di gioia sia starmi accanto.
A causa di ciò ci siamo educate male vicendevolmente, prediligendo lo stare assieme passivamente allo stare assieme facendo cose.
Sebbene cresciuta con un pastore belga, ero troppo piccola per considerare il cagnone nero come “mio”.
Ciaky è il mio primo cane “Mio”.
Quello da “Ma poi te lo porti a spasso tu, te ne occupi tu, lo educhi tu…”… insomma, tutti quei discorsi responsabilizzanti che fanno i genitori, mentendo a se stessi e ai figli piccoli!
Poi, due anni fa, mi sono lasciata “fregare” da un’amica che si è presentata alla mia porta con in mano sto robino qui:

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“Diventa al massimo 5 kg”… “Guarda che carina”… “E’ sola al mondo”… “L’hanno trovata per strada… Se non la prendi tu finisce al canile…” Bla bla bla… Discorsi collaudati da volontaria-da-canile -grande-sbolognatrice-di cani!!!
Recepiti, per altro al volo, dal cuore di panna della Sciuramaria che è dentro di me.
Il mio “No. Non posso, è una responsabilità enorme!” risuonava come un “Ma che cariiiiiiiinaaaaaa! La voglio!”
E infatti …
Sto cosino coi piedini all’infuori  (ora dritti), tutto pancia, di un chilo e mezzo, che usava i suoi occhietti neri come il Gatto con gli Stivali di Shrek, io me lo immaginavo completamente diverso. Come l’altro!
Mite, arrendevole, affettuoso, dipendente… insomma… umano a modo mio!
Gli insegni le basi e poi ciao! Si arrangia… tanto basta l’ammore!

Scusate le terga…

BRAVA SCIURAMARIA!
Invece no.
Questo affarino che nelle foto è tanto commovente è stato un vero e proprio sgambetto della vita. Anzi, una falciata da dietro a gamba tesa!
Roba da cartellino rosso, espulsione e 5 giornate in tribuna.
Fin dal primo giorno ha fatto capire che si sarebbe sottomessa per finta al gatto (ne ho due) e non avrebbe avuto la benchè minima intenzione di sottostare a me o a Ciaky… ANZI…
Eppure… porca miseria… io ti ho salvato da un destino incerto e probabilmente infausto… Il minimo che potresti fare è mostrare gratitudine facendo quello che dico… cioè smettendo di mangiare i miei calzetti e i miei reggiseni, piantandola di disintegrare le piantine in giardino, obbedendo ogni tanto e non frapponendoti costantemente tra me e il portatile come se esistessi solo tu…
Il primo anno è stato avvilente! Per la prima volta in vita mia, io che salvo le lucertole dal gatto superando l’impressione di prenderle a mani nude, io che metto la macinata alle cornacchie che mi nidificano fuori dalla finestra… IO, che adotto i randagi anche se sono ricci… ho pensato di restituire il peloso demonio a chi me l’aveva cortesemente imposto!
Questa ingestibile creatura (che ora dorme accanto a me) era veramente troppo.
Eppure io sono una tata. Io raddrizzo bambini da 20 anni. Possibile che io riesca ad educare pesti umane e col un cagnetto perda i miei superpoteri???
Io scrivo post a sfondo psicologico per mostrare alle persone che esistono altri modi di pensare e di vedere le cose… possibile che non riesca a trovare una via efficace per sintonizzare la mia mente con quella di sto animale?
Così, dalla disperazione dell’impotenza, sono passata alle maniere forti. Quelle che IO reputavo maniere forti, cioè l’imposizione delle mie regole a suon di vaffanzulli, alzate di voce e punizioni molto poco efficaci del tipo:  “Vai in castigo!!!”… e per 10 minuti il giardino diventava off limits.
Col risultato, molto poco edificante, che il mio intestino tenue andava in aceto e io trascorrevo i 10 minuti in un inferno emotivo, mentre il cane se ne sbatteva allegramente le balle, approfittando della pausa momentanea per ritemprarsi delle recenti fatiche distruttive e per riprendere da dove aveva lasciato.

Continuavo a ripetermi che l’avevo adottata per il suo bene. Per l’altro cane, affinchè si tenessero compagnia. Soprattutto continuavo, imperterrita, a credere che il problema fosse canino e non umano. Io mi concedevo l’indulgenza plenaria, convinta che meglio di così non avrei potuto fare, quindi era Skizzy (diminutivo di Schizzata) che doveva avere qualche serio problema cerebrale a me sconosciuto.
Poi… un giorno… tramite amici di amici di amici di amici… sapete come funziona Facebook… mi imbatto in una persona che ha un blog che parla di cani.
Ma io sono stufa marcia di vedere programmi sui cani, leggere siti di cani e studiare libri sui comportamenti canini…
Ho provato col fischietto, coi crocchini, coi giochi, con i vaffanzulli… ormai avevo deposto le armi. E Skizzy l’aveva capito.
Infatti le cose non sono migliorate manco un pochino!
Il mio parco reggiseni continuava a diminuire drasticamente e la casa era piena a metà… nel senso che era tutto stipato dove dente canino non potesse arrivare. Albero di natale compreso!
Dal metro in giu’, vuoto. Dal metro in su, pieno!
Un giorno,  la Doni condivide un link. Il  titolo era divertente…apriamolo!
Non era il solito post. Era una sorta di altra-me, con le intolleranze allo stupidosio, schietta e onesta, con i suoi vaffanzulli e i suoi emboli!. Non c’era buonismo… quello melenso e fastidioso… non c’erano “che cariiiiiiiniiiiiii” o “dovete fare così, così è giusto e chi dice il contrario è un idiota!”
C’era buonsenso.
Così ho iniziato a leggere costantemente il blog e, lo confesso, storcendo non poco il naso in alcune circostanze.
Eh ma come… ma nooooo…io questo non lo faccio… questo sembra faticoso… seeee.. prova con Skizzy! La fai facile tu!
Ma post dopo post mi sono resa conto di una cosa che non mi era passata manco per l’anticamera del cervello prima di allora: Skizzy non aveva bisogno di alcuna educazione particolare.
IO dovevo essere educata!
Educata ad avere a che fare con un cane e non con un buffo essere umano gattonante, stranamente ipertricotico, emittente misteriosi versi al quale urge solo l’ammore per andare avanti ed essere contento della mia compagnia!

Io sono un’umana.
Tu sei un cane.
Tu non sei me.
Io non sono te.
Però, già che siamo qui, possiamo venirci incontro in milioni di modi diversi. Comincio io, che dovrei essere quella dotata di intelletto; tu, CANE, dimmi se vado bene!

E MAGIA FU !!!

I miei post facebook con titolo SKIZZYYYYYYY NOOOOOOO corredati di elenco dei disastri quotidiani sono pressocché spariti.
La mia disperazione si è trasformata in ottimismo e curiosità. Il mio vagare alla cieca si è trasformato in una mirata sequenza di giochi, trucchetti e complicità che hanno letteralmente cambiato la vita di tutti.
Siamo passati dallo sbrindellare selvaggiamente qualsiasi oggetto a mantenere intatti i “pelusc”.
Quella sinistra sarebbe una mucca. Il primo pupotto di Skizzy. Tuttora il suo adorato!
Dallo sparpagliare in giro ogni cosa, ad avere il cesto dei giochi che ogni sera si raccattano INSIEME dal giardino e si rimettono al loro posto! Dall’ammarsi all’amarsi, all’interazione.
Che significa l’ultima frase?
Che due grattini e grandi slinguazzate al risveglio, sì, sono amore, ma non bastano. Skizzy voleva dimostrarmi di poter fare qualcosa per me e con me. Oltre all’ammare mancava tutta la fase dell’amare e del FARE.
E così, un giorno, saltandomi addosso mi ha strappato un orecchino. Non c’era verso di trovarlo. Ho messo un orecchio orecchino-munito vicino al muso del cane e le ho detto.. “Orecchino. Dov’è l’orecchino? Dov’è???…” e Skizzy ha trovato l’orecchino perduto. Immediatamente! Lasciandomi tramortita e galleggiante nella mia ignoranza.
Non avevo capito assolutamente niente!
Al ritrovamento sono seguiti fiumi di complimenti, grattini e un bon bon… e da quel preciso istante, abbiamo capito che “Si può fare!”. Che siamo animali diversi che possono comunicare e capirsi egregiamente, basta che ciascuno rispetti la diversità dell’altro e non pretenda di plasmarlo a sua immagine e somiglianza… e ovviamente parlo di me.
Questo non significa non educare il cane: significa educarlo ad essere cane e non uomo. E’ ben diverso.
Accogliere un cane pretendendo sia ciò che ci serve all’occorrenza credo sia un errore davvero frequente e mi piace l’idea di  poter testimoniare la mia esperienza in merito.

Skizzy oggi (peso: 14 kg!)

La maggior parte di noi, pur possedendo un cane, non ha idea di cosa sia veramente un cane.
Gli attribuiamo un valore diverso a seconda delle nostre esigenze. Se vuoi uscire, il cane sta a casa. Se vuoi giocare, chiami il cane. Se vuoi stare da solo, il cane deve stare a cuccia…
E il cane lo fa, non so perchè, se per amore, per abitudine, per non beccarsi la sgridata… però, facendolo, ci dà quell’imbecille illusione di potere e controllo che, in realtà, non dovremmo permetterci manco di avere nei confronti di una creatura vivente, se fossimo un pelino più accorti e sicuri di noi stessi.
Questo sbaglio iniziale di considerare il cane come umano e trasformarlo, pian pianino in un giocattolo a molla che, se ti garba lo carichi ed è tuo, è stato il mio primo sbaglio con Skizzy.  Messo in atto fin dal primissimo giorno, ha scatenato una serie di errori a catena che parevano inarrestabili.
Skizzy rimane un cane un po’ schizzato e fa cose strane.. tipo mangiare lentamente gustando ogni boccone senza abbuffarsi, cacciando le lucertole sui muretti imitando il gatto, o chiamandomi con strani versi simil-umanoidi tipo “Mmmmm”… ma non è cattiva. Anzi, è buonissima. E più’ andiamo avanti e più’ ci capiamo, più’ amore e felicità esterna. E’ il mio premietto per essermi comportata com’è giusto che sia.
Come padrona di cane! Essere responsabile. Guida. Capobranco.

Ehi, tu…devo proprio dirti che il tuo smazzarti a scrivere sta dando dei buoni frutti. Mi rendo conto che ho appena iniziato ad educarla e ci vorrà ancora un pochino, però, fino a qui, sono davvero entusiasta dei risultati che ha ottenuto. Sono certa che, con pazienza e costanza, riuscirò a fare di lei una creatura migliore.GRAZIE!

Con affetto, Skizzy

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18 Commenti

  1. Spassosissimo articolo ma soprattutto VERO!!!
    Ed è così facile scivolare nell’ammore facendo l’infelicità reciproca!!!

  2. Brava, brava e brava!!!! Per la sensibilità e l’intelligenza e l’umiltà che hanno aperto i tuoi occhi. Conosco, conosco bene per un percorso in parte simile. Non so a te, ma a me riconoscere a volte di essere o essere stata una demente mi ha dato, dopo il primo impatto…, una immensa felicità. ;D
    E la tua Skizzatella è proprio bella (scusa la rima…).
    E Valeria Rossi è Valeria Rossi. Punto. E ci capiamo benissimo.
    Tanta gioia e auguri a te e alle tue bestiole. Con immensa simpatia.

    • Concordo, bellissimo articolo, ma potete darci anche un’idea di quali giochi fare con il proprio cane?
      Faccio spesso quello della ricerca: lo metto a terra dietro la porta, butto dei piccoli bocconcini in terra e poi lo chiamo per trovarli, ma li trova subito e mi guarda con stupore, come a dire “tutto qui?”.
      Ci date qualche altra idea??????

      • Il mio non li trova per nulla (nemmeno pezzi di carne cruda)… però così in compenso ha imparato a guardare in direzione della mia mano che indica… 🙂
        coi cani ci vuole serendipity, alle volte…

        • sciuramaria, il mio dopo che ha cercato mi fiuta le mani e se si accorge che non c’è più “trippa per cani”, si rimette tranquillamente a terra, ma tu che giochi fai con i tuoi?????

          • bella domanda… purtroppo non ho una risposta altrettanto bella.
            Gioco 1: la semina. Quando lo voglio distrarre un poco mentre sto facendo qualcosa che lo annoia ma ho bisogno ancora di qualche minuto. Semino una manciata di crocchi dei gatti sul pavimento. Lui se li cerca a uno a uno, lentamente. Sono piccoli e molto appetiti… e una mezza manciata non può fargli male.
            Gioco 2: il kong. Riservato alle occasioni speciali in cui starò via di casa delle ore. Lo riempio di “roba umida” e lo tengo in congelatore, così gli dura di più.
            Gioco 3: il tira-tira. Con corde intrecciate o pelouche. Ogni tanto dico “lascia”. Lui fa finta di non capire. Allora dico “seduto”. Lui si rasegna e lascia. Si ricomincia.
            Gioco 4: il samurai. Con gli ossi di bufalo della trixie lunghi più di mezzo metro (quando sono nuovi). Mi metto “in guardia” e lui lo morde. “Lascia” (lo fa). Tiro un fendente dall’altro lato… lui lo morde. Un dritto un rovescio per qualche minuto.
            Gioco 5: la moto. Con lo stesso osso, lui lo prende a metà, io impugno le estremità è faccio “brum brum” girando (piano) l’osso in bocca. Alle volte lui fa la variante “tira-spingi”, cioè mi spinge indietro invece che tirare l’osso.
            Gioco 6: la finta preda. Lego allo spago uno straccio o un pelouche e lo tiro… lo so che è un gioco da gatti, ma lui si diverte.
            Gioco 7: cerco di insegnargli a riportare. Non la pallina che trova poco interessante, ma i pezzi di ossi di bufalo di cui sopra. Il divertimento non è tanto prenderlo, riportarlo e lasciarlo, ma fare una sorta di parata davanti a me, con un trotto tipo cavallo lipizzano, con la testa ben arcuata e il fumetto “io c’ho l’osso e tu no…”.
            Gioco 8: questo l’ha inventato lui. Io prendo in mano il guinzaglio per uscire e lui comincia a girare intorno alla tavola per non farsi prendere. Io gli dico “seduto” e lui non lo fa, finché mettendomi carponi sotto la tavola (non riesco a batterlo in velocità) lo tocco. Allora si siede e si fa mettere il guinzaglio. Basta che lo sfiori, si arrende.
            Se voglio uscire senza giocare devo sorprenderlo prima: dirgli seduto e poi prendere il guinzaglio… allora me la dà vinta in partenza.
            Gioco 9: ricicliamo. Gli dò i cuscinetto di plastica gonfi che si usano negli imballaggi e gli dico “rompi!”. Questo lo entusiasma.

          • grazie sciuramaria, proverò a farne qualcuno con il mio, poi ti faccio sapere se ne esco viva!!!!!!

          • metti insieme due bambini della stessa età che non si conoscono, superate le difficoltà iniziali iniziano a comprendersi e a mettersi sullo stesso livello, iniziano a relazionarsi e a giocare proprio grazie alla reciproca comprensione. Ogni gioco ha delle regole che devono essere stabilite e capite da tutti, e devono piacere, altrimenti non è un gioco. Ci sono giochi che se fatti in determinati momenti non stancano mai, e giochi che nascono spontaneamente e che forse non si rifaranno mai più, forse più intensi, ma forse con una scadenza. Ma alla base di tutti c’è la comprensione e il mettersi allo stesso livello (i giochini dell’addestratore per me non sono veri giochi, infatti usano crocchini).
            Brava sciuramaria, far creare a un cane un gioco vuol dire che hai un cane fortunato ad averti trovato come compagna di vita

  3. Bel racconto. Davvero. Mi vien voglia di scrivere le avventure della sciuramaria e del suo cane compassato, con sprazzi brevi ma intensi di isterismo (alto arousal, se vi piace di più).
    Che cerchi di insegnargli una cosa per giorni e lui sembra non capire (non era difficile: “zampa”)…e molli là: in fondo non è importante.
    Qualche settimana dopo, mentre lo stai spazzolando e lui vorrebbe finirla, ti dà la zampa. E da allora scopri che lui aveva capito benissimo, ma non aveva voglia. Adesso la zampa la dà, ma risponde al comando solo quando ha voglia di interagire.
    Poi ti compri un libro “tot modi per far ridere il tuo cane”… dice di coprirsi con una coperta o telo e poi fare cucù… la sciuramaria lo fa e il cane la guarda con espressione parlante “oddio è diventata scema… ma soprattutto: cosa dovrei fare io in questa imbarazzante situazione”… si gira e lentamente si allontana.
    Che basti l’ammore io non l’ho mai pensato (con il solo ammore, molti cani che ho frequentato assiduamente non sono diventate bestie sanguinarie solo grazie alla loro buona indole) ma cosa fargli fare… beh, questo non l’ho ancora capito. Così ci sfiniamo di passeggiate, che male non fanno…

  4. Bell`articolo grazie! Certo che vedendo la foto di Skizzy da cucciola..nessuno ma proprio nessuno avrebbe potuto resisterle! COn quello sguardo e cosi` piccolina poi!!!! E da grande e` diventata bellissima! Ma quanto aveva quando te l`hanno portata, un paio di mesi?

  5. Bel racconto,però ora sarei stra-curiosissima di sapere come si chiama questo Blog…Se in pubblico no,magari anche in privato,penso che la redazione sappia l’email con la quale scrivo…
    Please ! 🙂

  6. Bellissimo racconto… Ironico, divertente e soprattutto VERO!
    Perche dopo l’articolo sui comandi non farne uno sui giochi che ciascuna di noi sciureinside fa con il proprio cane?

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