di VALERIA ROSSI – Stamattina ero di buon umore. Ho anche scritto un articolo umoristico, cosa che non facevo da qualche giorno.
Poi leggo una nota, una nota straziante, una cosa che non sembra possibile… e  il buon umore diventa incazzatura, rabbia cieca, nera, furente.
Mi succede ogni volta che leggo di un cane avvelenato.
Mi succede da quando è stato avvelenato il mio cane, e son passati quasi quarant’anni ma la rabbia non è mai finita, così come non è mai finito il dolore. Se ripenso a quella storia, piango ancora: ma la rabbia è più forte.
Pacifista dichiarata e convinta come sono, assolutamente contraria alla pena di morte come sono… se oggi, dopo quarant’anni, mi presentassero la persona che ha ammazzato il mio cane, non so cosa farei.
Forse riuscirei a trattenermi (forse) dal piantargli un coltello in gola. Forse. Fino a quel limite lì, però, non solo potrei fare qualsiasi cosa: ma la farei con piacere e – credo – senza il minimo rimorso.
Però, quarant’anni fa, c’era qualcosa che riusciva ad essere ancora più forte della rabbia, nonostante la rabbia fosse così intensa e così tenace: e questo qualcosa era il senso di colpa.
Lo stesso terribile, dirompente senso di colpa che ho letto oggi nelle parole di Ivan Farinazzo.
Non ho saputo proteggervi, non ho saputo difendervi.

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Gli hanno avvelenato quattro cani. Tutti i suoi cani.
O forse il veleno “l’hanno trovato”, si legge nella nota… ma se l’hanno trovato, è perché qualcuno ce l’ha messo. Cambia poco. Che ci fosse la volontà cosciente di uccidere, o che si sia trattato solo di superficialità ed ignoranza, qualcuno ha causato la morte di questi cani, ma questo qualcuno NON E’ STATO il loro proprietario.
Io ci ho impiegato almeno un paio d’anni a capirlo.
Oggi vorrei tanto riuscire a farlo capire a Ivan, ma non soltanto a lui: anche agli umani dei cani di San Marino, anche a tutti gli umani di cani che sono morti senza un perché, per volontà di qualcuno o per qualche incidente “evitabile”; ma soprattutto agli umani di cani che sono morti senza immaginare neppure di striscio che tra gli esseri a cui si erano affidati anima e corpo e cuore potesse essercene qualcuno così dis-umano, così in-umano, così bastardo (in senso morale, non genetico) da voler fare del male a qualcuno che di male non ne aveva fatto mai.
I cani non possono immaginarlo. Noi sì, però.  Noi sappiamo. Ed è questo che ci tormenta.
Ma il fatto è che sapere non significa “aspettarselo”.
Sono quelle cose che sì, si sa che esistono, ma lo si sa astrattamente: come si sa che esistono le malattie mortali, i virus assassini. Ma non siamo mai pronti a pensare che possa capitare proprio a noi: quando e se ci succede, pensiamo che debba esserci stato un errore. Che sia tutto un sogno, che non possa essere vero.
La mia prima reazione, quando hanno ammazzato il mio cane, è stata esattamente questa.
Non è vero, questa non è la realtà, adesso mi sveglio.
Però poi non ti svegli, non emergi dal sonno, sei costretto ad ammettere che non stavi dormendo: e allora cominci a pensare che in qualche modo sia stata colpa tua.
Perché avresti potuto, avresti dovuto, o non avresti…
STOP.
Bisogna fermarsi qui. Dare un pestone sui freni, ma bello forte.
Perché se non ti fermi, se lasci prendere questa direzione aberrante ai tuoi pensieri, ti fai ancora più male di quello che ti hanno fatto gli altri.
Ed  è sbagliato, è assurdo, è QUESTO che è irreale.
Noi i nostri cani li amiamo, noi non abbiamo mai voluto che soffrissero e tanto meno che morissero: non siamo stati noi a creare i luridi bastardi capaci di gesti come questo.
Non si può vivere con i cani (né con i figli, né con chiunque ci stia a cuore) 24 ore su 24 e 365 giorni all’anno.
E’ umanamente impossibile ed è un dato di fatto che lo sia. Non è una scelta.
Così come non si può vivere pensando sempre al peggio, pensando continuamente a tutelare tutto e tutti: perché se cominci a pensare così hai già intrapreso la strada della paranoia.
Ivan, e chiunque altro abbia vissuto una maledetta esperienza come questa: credetemi, vi prego. Tormentarsi non serve a niente.
Non solo non riporta in vita i cani che vi hanno sottratto, ma non aiuterà neppure quelli che verranno dopo.
Nessuno può essere né costantemente presente, né costantamente paranoico. Non-si-può-fare.
E se è vero che i bastardi a due zampe esistono, è anche vero che il nostro dolore e la nostra rabbia vanno proiettati solo verso di loro: mai contro noi stessi. Non diamogli la soddisfazione di aver avvelenato anche noi: perché il senso di colpa è esattamente questo.
Un veleno potente, ma non pietoso. Perché non uccide.
Te lo porti dietro per anni, ti rovina la vita, rovina tutto quello che di bello puoi fare con altri cani, con altri umani. Ti rende sospettoso e sempre teso – e i cani lo sentono – ti rende incapace di darti veramente a qualcuno, perché sotto sotto continui a pensare “mi potrò fidare davvero?”
Perché quando non sai chi sia stato – e non lo sai quasi mai, quando viene avvelenato un “semplice cane”, per il quale la giustizia non è che perda troppo tempo –  alla fine sospetti di chiunque.
Odi te stesso e ti senti pronto ad odiare chiunque altro: sei sempre lì, ad un centimetro dalla rabbia e dal rancore.
Ma non è più vita.
Per favore, non accettate di viverla così. Chiunque abbia subito un insulto mortale come questo deve rivolgere tutti i suoi sentimenti negativi a chi l’ha messo in atto, e NON A SE STESSO.
Non deve cominciare a pensare che forse se lo meritava, perché “non ha fatto abbastanza”: perchè l'”abbastanza” non esiste e non potrà mai esistere.
Bisogna capirlo, bisogna convincersi soprattutto di questo. E poi andare avanti, perché avanti bisogna andarci.
Perché noi siamo ancora vivi e perché – non essendo bastardi – noi abbiamo ancora tanto da dare e da ricevere.
E ci sono altri cani, altri esseri fiduciosi e innocenti, che hanno bisogno di noi e che ci aspettano.

Chi se la sente, può cliccare qui per leggere la nota di Ivan Farinazzo

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60 Commenti

  1. Povero Ivan, che dispiacere. Anche a me hanno ucciso 2 cani avvelenati con le polpette di stricnina. Qui in Toscana è diffusissima, ahimè. Quando, mi chiedo, le leggi verranno applicate? Quando inizieranno a fare dei controlli? Quanti cani, gatti e piccoli animali devono ancora morire prima di iniziare a mettere un po’ di gente in galera? VERGOGNA!!!

    • Io ho avuto due cani, il primo un alano bluastro, il cane che, credo sia il più buono al mondo. Aprivo la portiera della macchina e saltava su, ma oltre a quello era spettacolare sia nella “grafica” che nel carattere. Ma quella è morta per distorsione di stomaco. Il secondo era un Bovaro delle fiandre, 11enne. Lo so, era vecchio per le sue dimensioni ma scatenato fin al giorno prima di morire. È morto oggi, stamattina. È morto perché gli hanno dato due veleni; per topi e un altro (mi pare quello per cani). L’ abbiamo portato dal veterinario. Gli facevano 20 iniezioni al giorno + 2 prelievi uno alla mattina e uno alla sera (+ due giorni di straordinario perché hanno spedito il prelievo da Varese a mlano per essere sicuri; non si sapeva se era stata una zecca o il veleno: aveva le piastrine basse e i globuli rossi bassi.). Tenuto li per 3 o 4 giorni, oggi è morto. Ho tanti di quei sensi di colpa… Ma come posso fare a togliermeli dalla testa??? Vorrei dire un ultima cosa. Se non lo avvelenavano durava ancora 1 annetto o due, poi moriva di suo. Si vedeva che durava ancora, sembrava avesse 2 anni e credetemi. Questo è tutto e per chi rispondesse lo ringrazio un universo.

      • Qwertylol, se il tuo adorabile bovaro è morto avvelenato, di cosa ti imputi? Ti è scappato? non l’hai seguito abbastanza? SEI SICURO/A KE SIA SOLTANTO COLPA TUA???? Ascolta, troppa gente intorno a noi detesta i cani e gli animali in genere, ma tu dovresti sentirti responsabile solo se te ne sei fregato/a: è stato così? A me non pare, leggendo il tuo post. Ora, se mai ce la fai, cerca di superare il tuo tristissimo lutto (un lutto tanto più orrendo quanto IMPROVVISO e perfido!) Il tuo vecchio cagnolone non sarà l’ultimo: accogline altri e cerca di amarli come hai amato lui. Te lo dico con tutto il cuore.

      • Qwertylol, cosa si può rispondere?
        I figli di puttana che avvelenano i cani esistono, purtroppo. Non puoi fartene una colpa, non sei mica stato tu ad ammazzare il tuo bovaro.

  2. Per adesso ai miei cani non è ancora successo niente, anche perché li ho con me da pochi mesi. Ma ai miei gatti sì che è successo qualcosa. Sono venuta a vivere in campagna per poter avere una casa col giardino, dove anche i gatti potessero godersela un po’. Uno mi è sparito e dopo 20 giorni di ricerche frenetiche l’abbiamo trovato morto, buttato in un fosso, lontanissimo da casa, e lontano da qualsiasi strada pericolosa. Non ero sicura, ma mi sono convinta lo stesso che lo avessero ucciso.
    Ma, appunto, la vita va avanti. Mi sono permessa il lusso di due gatti orientali, nella speranza che non uscissero dal giardino (domestici da generazioni). E invece il micio Masterpiece è uscito. Esci oggi esci domani, è successo che gli hanno sparato!!!!!!! Era una sera d’agosto, ed è tornato sanguinante, come abbia fatto non so.
    Zampa posteriore amputata e l’altra zampa posteriore rovinata da un’infezione. Quindi ora è ancora vivo ma si trascina con due zampe e mezzo.
    Non ho mai saputo chi è stato, ma il maresciallo dei carabinieri mi ha detto che secondo lui è successo a massimo 200 m. da casa nostra.
    Insomma: gli hanno sparato con una calibro 22, il gatto era in posizione di riposo, magari stava dormendo, ed è successo in uno dei giardini del vicinato.
    Ora, finché non riusciamo a vendere questa maledetta casa, non potrò più avere un altro gatto, per paura che esca e che venga ucciso brutalmente. Perché?

    • Sai Alessandra, la storia di Ivan mi ha sconvolto, ma ciò che ho imparato nella mia vita è che sono molte di più le persone che odiano i gatti rispetto a quelle che detestano i cani. Come ho raccontato, mi hanno avvelenato solo una meticcia in calore quand’ero ancora bimba, ma l’insofferenza che ho visto da parte dei miei numerosi e sempre diversi vicini verso i gatti è incomprensibile! Uno mi è stato ucciso a calci, uno a badilate, uno ha perso l’uso delle zampe posteriori a furia di bastonate. Una decina mi è stata investita (apposta?… Oh no, non posso certo crederlo!!!), e tutto ciò in 3 zone diverse della mia città, ad ogni mio nuovo trasloco. Del resto, non mi pare che nessuno di noi finora abbia risposto a questo tuo commento, ed io mi scuso se l’ho visto solo ora.
      Cos’altro devo dirti? Piangere dentro di me x la fine fatta dai tuoi gatti? Oh sì!!! Ma quanto può consolarti?… Almeno, come già tu ed io abbiamo detto ad Ivan, siamo qui x sentirci tutti un po’ più vicini.

      • Grazie Pepe,
        hai ragione: per certi versi l’atteggiamento verso i gatti è ancora medioevale …. In campagna, poi, credo sia ancora peggio. Vorrei tanto andare ad abitare da un’altra parte, mi sembra impossibile non poter più avere gatti, per la paura che finiscano con l’essere ammazzati.
        Ma da quanto dici, non è facile trovare un vicinato tollerante. Mi dispiace per i tuoi mici e per te, grazie per avermi risposto, e per la vicinanza

        • Sai, Alessandra, ho vissuto – per brevi periodi – senza un cane, ma senza un gatto non ce la farei mai! Quindi non sai quanto ti capisco! Del resto, la soluzione sarebbe tenerli chiusi dentro casa, disgraziati: mi sembra una tortura. Ma mica puoi vendere casa tua e andare…dove? In una zona tranquilla di periferia con raro traffico solo x i residenti? e se i tuoi gatti gli fanno la pipì sulle aiuole? ecco che ci risiamo….. L’unico gatto che i miei vicini hanno adorato è stato solo Moretto, forse perchè si credeva un cane come quello con cui era cresciuto, e da cane quindi si comportava. E poi era bellissimo: un norvegese a pelo scuro con occhi di smeraldo (hanno anche cercato di rubarmelo, già adulto, ma ho sentito il suo inconfondibile richiamo da un terrazzino dietro casa. Al campanello non rispondevano, x cui mio moroso ha scavalcato la proprietà con una scala e se l’è riportato via. Tutti gli altri vicini lo hanno applaudito!)
          Anche se abitavo al quarto piano, quando voleva uscire gli aprivo semplicemente la porta del mio appartamento e, sceso a piano terra, chiamava la portinaia che gli apriva felice il portone. Per rientrare, aspettava il primo inquilino che tornasse a casa, dopo di che me lo ritrovavo di sopra sullo zerbino. Conosceva i miei orari: mi hanno detto che non ha mai miagolato quando non c’ero.
          Erano gran poche le auto che transitavano x le strade residenziali del quartiere e la sua curiosità felina lo aveva spinto a farsi conoscere da tutti. Quando ho dovuto traslocare, molti mi hanno chiesto di adottarlo, ma ovviamente l’ho portato com me, e l’alternativa è stata cercare un appartamento con un’enorme terrazza piena di piante, spaventata dalla strada trafficata sotto casa nuova. Moretto non se l’è presa, si è adattato subito, e mi è morto tra le braccia l’altra estate a 14 anni.
          Ora, questo è un sito sui cani. Che c’entra la storia di un gatto? Magari c’entra semplicemente xkè chi è cinofilo dovrebbe amare in genere gli animali e quindi anche i gatti. E magari pure xkè di gatti ne vengono in media uccisi di più rispetto ai cani. Eppure x molti il proprio cane è un “bimbo”, è il “figlio prediletto”, mentre il gatto… è solo un “ragazzaccio”, ma l’anima non è diversa, e neppure le sofferenze patite.

  3. Se anni fà ho deciso di diventare volontario e poi addestratore è solo per onorare e ricambiare tutto quello che il mio primo cane “cuba” dogo argentino mi aveva insegnato: amore, rispetto, forza, fedeltà, purezza, saper affrontare la morte con la fierezza di un combattente che accetta la sconfitta. La cosa che ho pensato era esattamente questa, Io dovevo proteggerti e non ci sono riuscito, io dovevo curarti e non ci sono riuscito, è morta dopo 3 interventi chirurgici di melanoma.Dopo mesi di lotta strazianti, fatti di omogenizzati e medicine, di pianti nascosti e giochi, davanti a lei non volevo far vedere la sofferenza.Era un cane estremamente dolce, innocuo per le persone e per gli altri cani,11 anno fa’ il Dogo Argentino quasi non si sapeva cos’era in italia, chi lo sapeva diceva che era un cane assassino, iniziai così a voler rivalutare il nome di questa razza, ad aiutare i dogo meno fortunati, purtroppo non ci sono riuscito del tutto, anzi, ancora oggi vedo dogo abbandonati perchè “non combattenti”, ancora oggi quando incrocio persone con Lolita (altro dogo argentino) sento dire “attento che ti mangia” ancora oggi vedo sotto i miei occhi allevamenti che lo pubblicizzano come cane da difesa e da guardia, sfornando in continuazione dogo deformati a pitbull venduti alle persone più sbagliate.Una guerra che si vince solo continuando ad informare, solo continuando ad avere dogo docili, equilibrati e socievoli da mostrare…nel nome di cuba, sempre. 🙂

  4. Caro Ivan,
    credo di non conoscerti di persona, ma dopo quello che ho letto ti conosco come persona e mi sento di dire che sei una PERSONA MERAVIGLIOSA!
    Beati i tuoi cani che hanno avuto la possibilità di stare con una persona meravigliosa come te.
    Il tempo non è cosa nostra.
    Cosa siamo noi, in quel tempo che abbiamo a disposizione invece, è cosa nostra.
    C’è bisogno di persone come te.
    Sai Ivan, io dico sempre che ho un debito con i cani, ma è un debito talmente grosso che per quanto io faccia nella mia vita, non riuscirò mai ad estinguerlo. Pochissimi sanno da dove nasce questo debito. Nasce dagli occhi di Plinio, il mio pastore tedesco, che erano incollati ai miei, mentre, tra le mie braccia, mi lasciava per sempre.
    Come potrò ripagare quello che mi ha dato Plinio?
    La cosa che mi sono scolpito nella mente è cercare di migliorare la vita di tutti i cani, perché sono tutti Francisca, Evil, Alien, Happy dog, Joschi, Plinio …
    Noi per loro siamo il loro branco, ma per molti di noi, anche se a volte ci riempiamo la bocca con la parola branco, non sappiamo cos’è la lealtà, l’abnegazione, il rispetto, la fedeltà.
    Caro Ivan,
    tu pensa se noi, io, te e tutti coloro che ti hanno scritto, riuscissimo a spostare anche di un solo millimetro la considerazione, il rispetto e la fedeltà della nostra società verso i cani. Non avremmo estinto il nostro debito, ma in qualche modo ci avremmo provato ed avremo migliorato, di un po’, ma migliorato la vita dei cani.
    Lo so che tu, come tutti noi, lavori con i cani con questo intento, però io credo che questo non sia sufficiente.
    Tu hai lanciato un appello:
    … questi cani hanno riunito per un attimo molti cinofili, vi prego non fate che sia solo un attimo…Grazie a tutti, veramente…
    Al tuo appello, io rispondo ci sarò!
    Questa è la nostra frontiera!
    Quante battaglie tra noi cinofili, sul metodo e la filosofia, ognuno con la propria fede intoccabile e veritiera. Quante volte ci siamo giudicati per il metodo che usiamo, tralasciando completamente l’umanità che c’è dietro ogn’uno di noi.
    Oggi ho scoperto che c’è una grande persona e non me ne frega niente di sapere quale metodo usa. Ivan sei una grande persona! Ma ho scoperto anche ci sono tantissime altre persone meravigliose che di fronte a questo dramma hanno saputo tralasciare tutto e mettere in primo piano la persona, il dolore.
    Io ci sarò, io voglio continuare e coltivare questo clima di solidarietà, di rispetto e di lealtà che ci deve vedere parte di un unico branco, ognuno con le proprie convinzioni, ma uniti.
    Se noi abbattiamo le mura delle nostre chiese e ci mettiamo in relazione consapevoli delle qualità umane di ognuno di noi, potremmo solo migliorarci e migliorare la vita dei cani.
    Uniti per migliorare la vita dei cani.
    Grazie Ivan, ti abbraccio fortemente e voglio che tu sappia che non sei solo!
    Romano Sparapan

  5. Non sono pacifista e non sono contro la pena di morte, sinceramente mi viene da dire che quando si assiste a queste scene e si riesce a capire anche il nome e il volto di queste persone orrende e immonde, vanno trattate nello stesso modo, non esiste legge efficace, per lo stato sono solo cani. La mia non vuol essere una polemica o scritto sovversivo, ma invito tutti voi vittime di queste orribili circostanze di farvi giustizia privata. Il mio cordoglio più sentito a questa persona che ha subito una tragedia cosi grande. Spero tanto che la vita ti regalera di nuovo la gioia di avere altri amici a cui regalare amore. Saluti sinceri Mirco

  6. Ho letto anche la nota di Ivan. All’inizio non volevo, immaginavo, so cosa succede quando ti avvelenano il tuo cane. Ma poi mi sono fatta coraggio, mi sembrava di doverglielo, a Ivan.
    La mia Stella si salvò, ma patendo le pene dell’inferno. E io mi sono sentita a lungo, tanto a lungo colpevole. Per non averla saputa difendere e proteggere. E quando ci penso non riesco a sentirmi ancora così.
    Sono andata avanti, siamo andate avanti e siamo state felici ma quel senso di colpa non se n’è andato.
    E Valeria ha ragione, così è come consentire a quel bastardo di avvelenare anche noi. La colpa non è nostra. Non ci piove.
    Epperò… epperò quella puntina di, forse non è senso di colpa, forse è dolore immenso e impotenza.

    • Sì, Lisabetta, è vero: il dolore più brutto deriva proprio dalla nostra IMPOTENZA! Un’immensa, fottuta, terribile, straziante, assoluta impotenza……

  7. Infinita, immane tristezza e rabbia incontenibile…

    Un silenzioso (perchè è inutile qualunque parola) abbraccio
    ad Ivan ed a tutti quelli che hanno perso i loro amici.
    (Qui, quast’inverno sono stati decine e decine…)

    Una maledizione imperitura ai VILI che che agiscono in questo modo barbaro.
    Vi auguro una morte lenta e dolorosa.
    Che la vostra progenie paghi per le vostre azioni fino alla fine dei tempi.

    • Dobbiamo forse, M.C.N., patire e piangere e porgere l’altra guancia?… NO!!! (Avevo 8 anni, e un’unica meticcia tra tutti i miei tanti animali mi è stata avvelenata xkè era in calore e rompeva le palle al quertiere…) Questi nostri commenti saranno forse criticati da molti?… Oh, come sono visceralmente d’accordo con te!!! Come avrei voglia di gridare “occhio x occhio e dente x dente”!… Soprattutto xkè i nostri piccoli amici non sono CATTIVI e, soprattutto, xkè non potranno mai comprendere il male atroce che gli viene fatto.

  8. E’ vero, il senso di colpa ti distrugge per anni. Quando è successo a me, la prima cosa che ho pensato è stata “l’ ho portata io a morire” e non volevo più aver niente a che fare con i cani…pensavo di non meritarmelo.
    Mio marito, per la prima volta si è imposto ed è arrivata Dharma e, come hai detto tu Valeria, il senso di colpa rovina chi viene dopo.
    per i primi tempi le sono stata addosso, terrorizzata che le succedesse qualcosa, ma poi mi sono resa conto che quella non era vita, lei aveva diritto ad una vita normale e serena.
    Con fatica, tanta fatica, l’ ho lasciata libera di vivere…sono passati 8 anni ma ancora trattengo il fiato quando vedo uno dei miei cani con il muso a terra.
    Un caro pensiero a Ivan…perdere un cane in questo modo è una tragedia ma perderli tutti e quattro…

  9. 🙁 bruttissimo!!! è disgustoso, che esistano persone che fanno cose simili!
    A me è capitato a natale 2009, mi avvelenarono la mia bimba, e ad un certo punto, secondo me non si capiva se era le o io a stare male! Infatti quando le venivano le convulsioni, io mi allontanavo e lasciavo che fosse mio padre a tranquillizzarla! In quel momento mi sentivo, inutile, pero poi ho realizzato che anche se fossi stata capace di stare tranquilla la mia presenza la rende sempre nervosa!
    La veterinario, quando mio padre la porto di urgenza, disse che non sarebbe sopravvisuta vista la forza delle convulsioni, ….. 🙂 ma alla fine è andato tutto bene mi disse (ha un cuore d’acciaio) … peccato che da allora ha le zampe anteriori un po storte e ho paura a farla camminare troppo!

  10. Ciao Valeria .. ti leggo …come episodicamente accade .. A volte ti approvo ..condivido.. altre no ..! E questo alternare assenso e dissenso è un bel gioco .. ! L’argomento di cui sopra non è un gioco in nessuno degli aspetti sotto i quali si può presentare . Scrivo perchè l’esortazione espressa con vigoria e trasporto a non …isolarsi come uno o l’unico reaponsabile della morte di un nostro cane può in molti casi essere un sano percorso .. In alcuni . e spero rari casi .. non è cosi . Il 19 dicembre del 2009 sono stati uccisi avvelenati due “miei” corsi. Inutile che io spenda anche solo una parola a descrivere cosa mi legava ad essi . Chi mi conosce sa .Questi due compagni di vita hanno pagato il prezzo del mio esistere e del mio schierarmi e battermi per anni pubblicamente avverso scelte “cino.politiche” a mio modo di vedere errate …scellerate … insensate ..
    E cosi mentre io .. ebbro di furore argomentale ..ingaggiavo “duelli rusticani” o “volgari gazzarre” da “fondo” …straconvinto di essere in quanto unico e senza ombre ..nemmeno quelle a sdoppiarmi e a far si di poter ripartire eventuali contracolpi su altre identità che non la mia .. qualcuno ha pensato bene.. di trucidare Iago e Kali . carne curaro e vetro .. Ove non fossero morti per effetto del veleno.. nel tentativo di vomitare.. si sarebbero devastati l’esogafo con il vetro tritato .. ! Minacce di vario genere avevano “negli anni” preceduto questo orrendo epilogo. Questo .. Valeria è il caso.. tipico esempio di come ..si sarebbe dovuto FARE DI PIU’ … ! Anche banalmente pensare che esiste un antico adagio .. atroce peraltro che recita .. “In guerra e a letto … niente rispetto ” Ben conscio di questo “risvolto” avrei dovuto assolutamente indubitabilmente proteggere i miei affetti ..TUTTI …. o ..in alternativa .. relegarmi in solitudine e da li … fare i comodacci miei con la certezza che nel momento in cui fosse arrivato il caso di prenderle .. io sarei stato l’unico “bersaglio” attingibile !
    Non ho pace .. non l’avrò ..ma ho ancora “vita” ..non so quanta e dunque il raziocinio mi porta mi conduce per mano nella direzione di assolvere con l’amore residuo ai compiti di un compagno di vita di alcuni “cani”.Poi ……poi arriva il buio .. la notte .. le notti .. sai noi “anzianotti” dormiamo poco e male e il pensiero “va” ..e la coscienza lo segue a ruota .. Sono indifendibile .. Esistono responsabilità che sono ben più grevi di quella della mano assassina che vile uccide …e sono quelle che si ascrivono a chi quel gesto lo ha “determinato” … E quello sono solo IO . !
    Allego quanto scrisso allora sull mio blog .. ( non cercatelo .. è “blindato” ora ) per quell’occasione e mi spiace di non poter allegare immagini di quelle due splendide ANIME …
    ………………………………………………………………
    QUANDO UN CONIGLIO UCCIDE DUE LEONI .
    Nella notte del 18 us … Iago e sua mamma Kali sono stati … UCCISI… avvelenati ..Creusa nel mio allevamento è stata “risparmiata” forse come si faceva in guerra quando si lasciava vivo un nemico poichè raccontasse l’efferatezza degli assassini. Creusa non può parlare .. e a questo punto dico .. per fortuna ..non so se mia o dei conigli .. che hanno ucciso due leoni .Mi fermo qui … per mille motivi ma soprattutto perchè .. ho finito le parole .. le lacrime .. l’equilibrio e molta della mia forza .. o quella che credevo tale .Vi do questa notizia perchè vi stimo tutti amici .. Mentre salivo verso il mio allevamento prima del ritrovamento dei miei adorati … morti… ricevevo la telefonata di “Ilenia” amica proprietaria di Zeus .. figlio di Vulan e Irah fratello di Blitz .. Luther ecc .. che mi comunicava il suo decesso …Una lieve zoppia conseguenza di un trauma .. e la “presunta” mordacità di Zeus .. nonostante la museruola il “veterinario ” non si fidava .. gli sono state praticate non una ma ben tre anestesie endovenose …………………………. Zeus non è più tornato ..Basta cosi …Rivolgete se vi va una preghiera per queste vittime di inettitudine e viltà umane …e state sereni .. E’ Natale … per voi perlomeno ..Un saluto

    Ciao Massimo Maschio

    • Scusa, Massimo, ma secondo te le tue battaglie cinofile sono “colpevoli” della morte dei tuoi cani?
      Quindi le vittime della mafia sono “colpevoli” di averle dato battaglia? Sono nel giusto quelli che tacciono?
      Perché è la stessa identica cosa, eh.
      Mi dispiace che tu ti stia ancora crogiolando nei sensi di colpa, ma le tue parole non fanno che confermare la mia certezza: chi avvelena i cani avvelena, in qualche modo, anche gli umani. Ed è una doppia vittoria per questi bastardi.

      • Ho scritto . in che modo avrei dovuto o potuto portare avanti le “MIE” battaglie .. Non tacendo di certo ma da una posizione dove l’unico a “morire” avrei potuto e dovuto essere io .. tacere mai .. ma proteggere le nostre “propaggini” è imperativo … io credo .

    • Massimo, Creusa non sa parlare, “x fortuna”… ma ti parla con gli occhi: lei ha visto, non li osservi i suoi occhi? Lei ora sa, e ancora di più ha bisogno di te. Pensa a lei, stalle vicino… I tuoi 2 splendidi leoni ormai non ci sono più… (Ma non li senti intorno? Guarda, non è una balla, ma io, tuttora, i miei gatti e i miei cani… li vedo!!! Un attimo, un guizzo di luce o un’ombra bislacca, un mormorio… Li riconosco ancora intorno a me! Te lo giuro, non sono schizofrenica, certe energie si percepiscono! Fidati se vuoi: non è una consolazione, è… una chiara percezione…)
      Lago e Kali (e anche Zeus) sono stati assassinati, e ti rimane solo Creusa. Sai bene cosa devi fare, vero? Rimanerle accanto e partecipare con lei al vostro lutto. Che ora è anche il nostro. Ti sono vicina, con tutto il cuore. Scrivimi quando vuoi.

  11. Io faccio di più … Creusa è figlia di Iago e nipote di Kali e ad oggi ha dato alla luce figli nelle cui vene scorre quel sangue … e io li guardo tutti .. non solo lei che è con me .. e questo da ristoro ad una parte di me .. e questo mi basta .. Allevare queste meraviglie è un lenimento senza eguali .. Lo faccio solo …ora .. con molta ma molta circospezione .. Grazie delle tue considerazioni e della tua comprensione .
    mm

    • Tu puoi guardarli tutti, Massimo… e guardare oltre loro… A tanti di noi, purtroppo, non è permesso farlo… Non ti guarirà dalla perdita, ma, come dici, ti sta aiutando, ed è qualcosa.
      In bocca al lupo!

  12. Inutile dire caro Ivan mi dispiace! Lo hanno gia detto tutti! Ma caro Ivan ti son molto vicino col cuore e col pensiero, ho vissuto una cosa quasi analoga anche se i miei non li hanno avveleneti, mi son comprata una grande casa alle porte della città,in mezzo ai prati, recintata da un muraglione di 3 mt per riuscir a tener i miei cani, permessi in regola tutto ok, fino a quando nel 2010 non concedono i permessi per costruirmi intorno! Era zona agricola! nel giro di nulla crescon palazzi che mi circondano, vengon chiusi gli scarichi del mio cortile ed alzati i terreni che mi circondano…Risultato? con le prime piogge a novembre e più esattamente il 1 nov mi trovo allagata! I cani nuotan disperatamente nel cortile insieme a fango! Chiamo vigili,vigili del fuoco e protezione civile, molto gentili corretti e grandi lavoratori mi aiutan a toglier i cani, partiam con le cause, ma parecchi cani muoiono, il tribunale mi da ragione e obbliga i cantieni a effettuare opere di ripristino, ma a dicembre e più esattamente il 24 dicembre succede nuovamente!!!…Quel 24 dicembre trovo nessuno disposto a intervenire, del resto è la vigilia di Natale e sono le 9 di sera, mi adopero io a far il possibile per toglier cani e tutto ciò che posso, ma l’acqua è entrata nella cisterna del gasolio facendola straripare e quindi la mia proprietà è invasa da acqua mista a idrocarburi,son immersa con l’acqua fino alla vita, fa freddo e la caldaia è fuori usa per questo problema, molti dei cani muoiono e io grazie a questo passerò il giorno di Natale in ospedale!!! Qualcuno pagherà prima o poi per tutto questo, ma per pagherà non intendo denaro!!! Vorrei che i due cantieri che han creato questo danno e ucciso i miei cani patiscan cosa han patito loro che nessuna colpa avevano, se non di esser nella mia proprietà, la storia non è finita perchè nonostante geometri, CTU, avvocati, Tribunale mi abbian dato ragione la prossima udienza è fissata per il 14 giugno di quest’anno! ….Intanto i miei bambini non ci son più!!! Pilù, Eroina, Kokay, Giody, Carolina, Valentina, Debby, Todo, Ada,Belory,Tizzy,Genny,Sinfonykirielle,Sehemes,Naomi…Un bacio ai miei bambini che non ci son più!…..Tanta tristezza nel cuore e una voglia infinita di strozzare e affogar qualcuno nella cisterna del gasolio!!!…

  13. Cara Anna, anch’io non vorrei dirti solo “mi dispiace”, xkè non non potrebbe affatto consolarti… Dov’erano i tuoi bimbi nel 2010? Di che regione parli? (Anche qui da me in Veneto, quell’autunno, c’è stata un’alluvione, ma ho potuto vedere più di un vigile del fuoco – acclamato dall’intero quartiere – che riusciva a portare in salvo qualche piccolo animale… Ma soltanto uno alla volta!!!)
    Vi ho già scritto che in questi giorni in cui lo stesso Veneto è tormentato dalle forti scosse telluriche che hanno distrutto l’Emilia (io abito al quinto piano e i mobili mi si spostano e i libri mi crollano a terra) il mio unico pensiero è come riuscire a portare in salvo i miei animali: un cane, due gatti (che si nascondono terrorizzati ogni volta chissà sotto quale mobile), un pappagallo.
    Non esistono parole x consolarti, non c’è respiro x scordare la fine assurda patita da tutti i tuoi cani, nulla da aggiungere rispetto alla lotta che continui a portare avanti e alla sofferenza che tutto ciò ti crea…. L’unica cosa che posso dirti, è esattamente ciò che tu hai scritto a Ivan: ti sono vicina, con tutto il mio cuore.

  14. Ciao, io sono in Piemonte, ma non è stata un’alluvione, il mio cortile è diventato una piscina grazie ai cantieri vicini che hanno alzato il terreno affianco alla mia casa, hanno letteralmente cancellato 17 metri x 4,50 di strada che era mia privata senza autorizzazione alcuna, senza permessi hanno estirpato ed ostruito le canaline, i pozzetti, gli scarichi e io mi son trovata con 2 mt di acqua sotto casa!

    • Spero che paghino, Anna, x tutto ciò che ti hanno fatto! E, come hai detto, i soldi non sono una consolazione! ma che paghino in qualche modo x le loro colpe e x l’inutile strage commessa… Dammi notizie del 14 giugno, se vuoi.

    • Sei così gentile, Anna! Ma qui la terra trema e continua ancora a tremare… pensa che siamo abbastanza a nord rispetto alle faglie dell’Emilia, ma anche ieri mattina ne abbiamo sentina una forte, mi si è spostata una credenza e i miei gatti sono spariti allucinati sotto chissà quale altro mobile… E so che i cani iniziano ad ululare circa un quarto d’ora prima… Del resto dobbiamo andare avanti “facendo finta di niente”! Ma il mio pensiero (e lo ripeto mille volte) è sempre e solo uno solo: chi mai salverà i poveri animali dalle scosse più catastrofiche?

  15. io so solo che quando sento la morte di qualsiasi animale ho bambino mi si apre una ferita al cuore scusate io non sono credete ma se esiste spero che li possa castigare e riguardo i danni crea la natura be siamo stati noi ad svegliare quel mostro che ora si ribella abbiamo costruito da per tutto abbiamo abbattuto foreste abbiamo tolto la casa agli animali costruendo le nostre case non so cosa dire posso solo dare con tutto il mio cuore il fazzoletto dove io mi sono asciugato le mie lacrime elle mie ferite e capisco cosa vuol dire anche se e dura andare poi avanti ciao

    • Molti di noi dovrebbero pensarla come te, Matteo: stiamo distruggendo la terra, le foreste, i ghiacciai, e tutti gli animali… e poi abbiamo anche il coraggio di lamentarci!

  16. magari pepe fosse cosi la terra non sarebbe in queste situazioni e neanche gli animali. pepe voglio raccontarti una cosa bella che non centra con tutto ciò ma non neo voluto parlare fino ad ora perché fino ad cosa compiuta non ai certezza. ma oggi sono felice di dirtelo una signora di torino piena di soldi aveva un problema ed era di avere una figlia separata con 2 figlie un genero al alcolista e un dogo. il dogo era del genero e ogni volta lo picchiava ed lo maltrattava la signora a contattato vari levatori e tutti gli dicevano per telefono cosa avrebbe dovuto fare allora lei ci provava ma non aveva nessun riscontro allora a contato una persona che gli consigliato la levatore che conosco io e la signora la contatto il cane era aggressivo con tutti tranne con le bambine. oggi posso dire che avendo partecipato e dopo 3 mesi di lungo lavoro e in pegno il cane ritornato alla vita e de un bel cane e dolcissimo con tutti ( chi conosce la razza non e un lupoide )gioca con la signora che a chiamato mentre prima gli ringhiava e fa entrare in casa i loro amici che prima non a cadeva da anni perché le figlie dovevano prima legarlo. oggi e ritornato vivo ed felice e si fida di nuovo del l’uomo le figli e il cane non vivono più con il padre ma con la nonna e il cane stara lontano da chi lo a trasformato in un mostro. e se non accadeva questo miracolo il cane sarebbe stato da abbattere, con vera passione per la razza e riuscito ad salvarlo io gli ho solo dato una mano per ridagli fiducia e con il mio dogo wakan e i suoi fratelli gli abbiamo conoscere come deve essere un dogo e con pazienza e duro lavoro esce un grande risultato e un cane salvo dalla morte e padrone e de rinato sono felice

  17. pepe sai una cosa riguardo al l’uomo e credimi lo vedo anche qua poi alle mie domande qualcuno non risponde perché non sa cosa dire oltre che attaccare per come scrivo o perché non accetta i pensieri dei gli altri. e che l’uomo solo una cosa a in testa il potere e poi ti dicono che amano la terra gli animali e il loro abitatt. che lottano per loro ma nel frattempo creano di tutto e dove devono mangiare alle spalle di gli atri ho sui animali ho direttamente sulla superficie terrestre come si dice l’uomo e ipocrite non sei daccordo con me

  18. Mi hai raccontato una bellissima storia, quella del dogo, e sono queste le storie che mi piacciono! E sul resto, sai bene che sono d’accordo con te.

  19. lo so pepe e che difficile spiegarlo e credo non a cadrà mai che la gente lo capirà ma come si dice meglio pochi ma giusti lo so non riuscirò mai a cambiare ne le persone ne il mondo

  20. A me uccisero un gatto. Voluto, fortemente voluto quando ero poco più che bambina. Un trovatello, raccolto magro e pulcioso che aveva forse meno di un mese. Svezzato con il biberon da mia mamma, ché io andavo a scuola e non potevo.
    La mia ombra per 13 lunghi anni. Dov’ero io, era lui. Doccia compresa. Non scherzo…se entravo in doccia senza di lui era capace di tirar giù la casa, da quanto strillava. Finchè non gli aprivo la porta e si infilava sotto il getto dell’acqua calda con me. Dormiva con me (tanto era più che pulito…), studiava con me (me lo portai anche alla discussione della tesi nel trasportino), era davvero la mia ombra.
    Nel 2006 ebbi l’opportunità di partire per l’Africa come cooperante. Un anno di lavoro all’estero…quello che più volevo fare nella vita. Era affezionato anche ai miei, e non sembrò risentire tanto della mia partenza. Aveva il permesso di dormire sul mio letto, e come sostituto nella doccia era subentrato mio papà.
    Per fare un dispetto a noi, i vicini ci lanciarono in cortile del pollo avvelenato. Resistette 3 settimane conciato da sbattere via. SAPEVA che io stavo per tornare. SAPEVA che non sarei rimasta via ancora a lungo. Scendeva dal mio letto solo per andare nella cassettina della sabbietta e bere un po’ di latte. SAPEVA che ci saremmo rivisti.
    Morì il giorno dopo il mio rientro in Italia. Mentre lo tenevo in braccio.
    E sono ancora convinta che sia colpa mia, perchè non ho saputo vegliare su di lui.

    • Laura, ti STRAcapisco. A me hanno avvelenato un cane e mi sono finiti sotto una macchina un cane e un gatto: i sensi di colpa non si sono ancora sopiti del tutto neppure adesso che sono passati quarant’anni dall’avvelenamento e dal primo incidente, e quattro anni dal secondo incidente.
      Però sono sensi di colpa, diciamo così, relativi. Più che altro sono rimpianti. Sono i famosi “se”. SE non avessi lasciato Strike nel giardino del mio ragazzo, SE non avessi permesso a Samantha di fare qualche giretto da gatta libera per la campagna, SE non avessi lasciato Bolo con mio figlio quella sera… e questi non se ne andranno mai, credo. Però SO, nel profondo del cuore, che non è stata davvero “colpa mia”, perché non ho mai fatto nulla che volontariamente potesse mettere i miei animali a rischio. Certamente ho imparato qualcosa da quelle esperienze e ne farò per sempre tesoro (alla faccia della voglia di libertà dei gatti, per esempio, nessun mio gatto dopo Samatha ha più messo il naso fuori di casa, ad eccezione della Geniogatta Olivia che era TROPPO avanti e che infatti non ha mai avuto un problema pur avendo il permesso di entrare e uscire quando le pareva): però in vera e propria “colpa” non mi ci sento. Perché di vere colpe non ne ho… così come non le hai tu.

    • La tua, Laura cara, è una storia da non dimenticare. Doveva essere un gatto straordinario (la doccia, il trasportino alla tesi, l’aspettarti come Argo di Ulisse x morirti sulle ginocchia…)Ce l’hai una vecchia foto? Me la posti sulla mia pag. Facebook? Ho avuto anch’io dei gatti un po’ speciali, ma mai come il tuo…

    • Mi hai commosso fino alle lacrime, ho sempre avuto gatti e ora vivo con uno di un anno, se gli succedesse qualcosa….grazie per la tua testimonianza…

      • Ciao Federica, cercami su FB come Pepe Azzurra Moretto, così possiamo parlare dei nostri micioni e ti faccio conoscere Laura S… 🙂

  21. il buon Villani quando gli ho parlato del mio cane che è stato ucciso piantandogli un forcone nel collo, mi ha interrotto, mi ha preso sotto braccio e mi ha detto “al to’ can. al n’è miga mort, finchè l’è chi (toccandomi la testa) e chi (toccandomi il petto)”
    traduco: “il tuo cane non è morto, finche lo avrai qui, e qui.”

  22. so cosa vuol dire perdere i propri cani…so cosa vuol dire arrivare a casa e vederli raggomitolati su se stessi…ho avuto 5 cani nella mia vita con me ho il sesto,dentro di me sto sempre con l’ansia e penso e se arrivo a casa e lo trovo morto? purtroppo so che impazzirei..e niente e nessuno mi farebbe ritornare nella realtà..il mio cane mi ha salvato la vita,e se io non potessi salvarla a lui la mia vita svanirebbe nello stesso istante in cui lo vedessi senza vita.

  23. Ho vissuto la morte di più di un mio cane ma erano ormai anziani e me ne sono fatta una ragione. Ho vissuto la morte di una mia cagna ma era ancora giovane e mi ha straziata.
    Ho la figlia con me ma avrei preferito avere la mamma.

  24. Salve mi chiamo Daniela e volevo dirvi che dal 07 luglio 2013 la mia vita è terribilmente cambiata. Avevo Poldo un piccolo yorkie di circ kg. 1,8. Era sempre con me e mio marito (a parte nei momenti di lavoro): abbiamo trascorso insieme 11 anni che definire meravigliosi è troppo poco. Quella maledetta domenica, per farlo correre un po’ libero e giocare con le pigne ci siamo recati nella casa di mia madre nell’entroterra di Savona. Eravamo felici come sempre, poi è arrivata una coppia con un cane da caccia, anche lui libero. Erano amici di mia sorella e sino ad allora, quel cane, non aveva mai dimostrato, a detta dei proprietari segni di aggressività. Io, che sono sempre stata iperprotettiva sino all’esagerazione, ho subito preso in braccio il piccolo Poldo. Poi la signora mi ha dato una borsa con dei gelati: io non ricordo più nulla, di sicuro ho posato il cane e con mio marito, mia sorella ed i miei nipotini abbiamo continuato a parlare. Ad un tratto Poldo si avvicina al cane (di ben 38kg) e gli abbaia, purtroppo, questo era il suo unico neo, abbaiare sempre ai cani più grossi di lui. Quel cane lo ha preso per il collo e glielo ha spezzato davanti ai nostri occhi con una rapidità tale che io ho creduto che non fosse successo nulla. Invece, il mio adorato Poldo è morto quasi sul colpo, io sono svenuta e mi hanno portata al Pronto Soccorso. Avevamo da pochissimo preso con noi anche Perla una piccola yorkie sperando di poter avere un cucciolo da Poldo ma così non è stato. Da allora non mi sono più ripresa (ero già in cura per la depressione) perchè sono convinta che la colpa sia mia per non aver prestato le attenzioni che avevo di solito nei riguardi del cane. Dopo una settimana dalla morte di Poldo, mio marito ha voluto prendere una altro yorkie che abbiamo chiamato Mirtillo e dopo poco meno di un mese ne abbiamo preso un atro che abbiamo chiamato Gianni. Questa primavera, quando era già stata fissata la data per sterilizzare Perla, la cagnolina va in calore con un forte anticipo. L’abbiamo lasciata in casa con gli altri due ed il 30.04.2014 è nato Mario, un piccolo diavoletto. A volte lo guardo e penso di non meritarlo, poi penso che forse Poldo abbia voluto così. Ho sempre vissuto con animali da quando sono nata e non riuscirei a farne a meno: LORO SONO PIU’ che speciali! Purtroppo adesso sto male e nonostante le cure dello specialista non mi sono ripresa. E’ troppo forte il senso di colpa, troppo stupido l’errore che ho fatto dopo aver passato 11 anni sempre con gli occhi aperti. Mio piccolo Angelo, non ti rivedrò mai più ed anche se tutti i giorni decido di raggiungerti, poi da brava codarda non lo faccio mai!

    • Daniela e Rita, vi sono vicina e comprendo benissimo il vostro disagio! Sono almeno 3 anni che non rispondo più a nessun commento su “Ti presento il cane” x motivi personali, ma ora mi avete spinto entrambe a farlo.

      Rita carissima, i miei gatti si comportano come i tuoi, ossia “da gatti”, e credo che potrai benissimo immaginare il dolore nel momento in cui la mia attenzione cade e le mie care belve straziano cardellini, pipistrellini, cavallette e qualsiasi “cosa” si muova. Ne ho salvati tanti di animaletti, ma troppi finora sono stati torturati dai miei gatti malefici e impenitenti! 🙁 Non possiamo sempre fargli da carabinieri, il lavoro e le cure familiari spesso ci allontanano x qualche mezzora: e i felini si comportano da felini, purtroppo!

      La storia di Daniela, poi, mi ha fatto malissimo! Non puoi sentirti responsabile della tragica morte del tuo adorato Poldo, così come non è da imputarla totalmente a quel cane da caccia, ma FORSE ai suoi padroni che non sono riusciti ad educarlo correttamente e che in quel momento gli è sfuggito di mano. La colpa non è tua, Daniela, caso mai sarà loro che dovevano stare più attenti ad un cane tanto aggressivo…. :'(
      Infine ti dico col cuore in mano che la depressione la conosco bene x più di un motivo, ed è difficilissimo uscirne! L’unico consiglio sincero che ti do è simile a quello di Rita: pensa ora che molti altri “bambini” hanno bisogno di te, e certo non puoi abbandonarli. Poldo vive in loro, e in loro puoi imparare a vivere qualcosa di nuovo e di diverso anche tu…! ♥

      • Grazie Pepe per il tuo commento, le tue parole, così come quelle di Rita mi sono state d’aiuto: anche se il contenuto è molto simile a ciò che mi hanno detto le persone a me vicine, sentirle da altri è stato confortante! Cercherò di impegnarmi di più per stare meglio per i miei “altri piccoli”.

    • CIao a tutti, io ho perso da circa un mese una femmina di chiuhuahua a pelo lungo di 11 anni, a cui ero legatissimo. Purtroppo ha avuto un edema polmonare (probabilmente, a detta del veterinario) ed in un’oretta è morta. Ai primi segni di malessere, io abitavo in una casa differente, ho sottovalutato la cosa pensando ad un banale raffreddamento (cosa già capitata), dovuto al fatto che i miei genitori l’avevano tosata un paio di giorni prima e, visto che era domenica notte, avevo deciso che l’avrei portata l’indomani al veterinario.
      Di colpo invece, stando al racconto di mia madre, ha respirato in modo sempre più affannato fino a sputare sangue e, quando sono tornato di corsa a casa era praticamente già esanime. Inutile la corsa alla clinica veterinaria più vicina.
      Dopo un mese il rimorso per averla lasciata sola, per aver sottovalutato i segnali, è davvero devastante. Capisco benissimo il dolore di Daniela, io non riesco assolutamente a razionalizzare la cosa. Il veterinario, ipotizzando che si sia trattata di un edema polmonare, mi ha detto che con i tempi in cui si sono evoluti i sintomi, difficilmente si sarebbe potuta salvare. La cosa non allevia minimamente il mio senso di colpa.
      Ho altri cani, ho fatto sopprimere un vecchissimo meticcio, ma quando la morte colpisce all’improvviso e senti che avresti potuto agire diversamente, è davvero difficile, almeno per me, riuscire a riprendersi dal colpo.
      Daniela, credo che ci voglia del tempo, io stavo preparando casa per il matrimonio ormai imminente e vivevo da solo, in attesa di portare Sasha e l’altro chiuhuahua nella nuova casa: ora non riesco più a stare da solo nell’appartamento al pensiero che non potrò portarci più tutti i miei cani.
      Sono tornato a dormire dai miei in attesa di sposarmi, nella speranza che la vicinanza degli altri cani e la compagnia mi facesse star meglio ma ogni mia abitudine è sempre associata alla presenza di 3 chiuhuahua, ora ne vedo solo 2, per cui ovunque vada il dolore della perdita e del rimorso è costante.
      E’ triste ma non possiamo davvero far nulla. Prima o poi riusciremo a ricordare solo la felicità e l’amore che i nostri piccoli amici ci hanno regalato senza riserve.

      • Dario caro, se ti trovi lontano nel momento in cui se ne va uno dei tuoi protetti è ancora più duro. E i sensi di colpa, quando non si comprende immediatamente l’urgenza, difficilmente potranno lasciarci. Considerando i molti miei cani e gatti che ho adottato, è toccato anche a me, eccome no!… Straziante ed indimenticabile! :'(
        Ma, come avevo spiegato a suo tempo a Daniela, non dimenticare mai chi è rimasto. Credimi! si tratta di un piccolo conforto che pian piano, nel tempo, diventerà enorme.

  25. Ciao Daniela, ho letto la tua triste storia. Ti avranno già detto in tanti ed a ragione quanto sia illogico e immotivato questo tuo senso di colpa. Ma perdonami se sarò brutale. Stai mentendo soprattutto a te stessa servendoti della mancanza del tuo Poldo per giustificare una tua condizione di disagio già preesistente. Saresti codarda e vigliacca se decidessi di abbandonare Perla, Mirtillo, Gianni e Mario. Loro hanno bisogno di te e come dici “LORO SONO PIU’ CHE SPECIALI”. La depressione invece è una brutta bestia e se vuoi veramente proteggere i tuoi animali combattila perché riuscirai a vincerla.
    Se può interessarti, tutt’ora mi sento in colpa per la morte prematura di una mia cagnina ma non permetterò a niente e a nessuno di rendermi inutile per le altre che sono ancora con me.

    • Grazie Rita per il tuo commento: è vero tante persone mi hanno detto che la
      colpa non è mia. Purtroppo è vero, avevo (ed ho tuttora) una condizione di
      disagio preesistente ma, non sono d’accordo sul fatto di servirmi della morte
      di Poldo per giustificare tutto ciò. La morte di Poldo, vissuta in diretta, con
      tanto di testa staccata da una parte e corpo dall’altra, credo che avrebbe
      scioccato chiunque. Per quanto riguarda la depressione, nessuno capisce chi è
      depresso, anzi bisogna sempre far finta di star bene altrimenti si finisce
      persino per essere derisi. Ognuno vuole avere sempre qualcosa in più
      dell’altro, persino nel male. Quando racconto nei particolari, e non lo faccio
      quasi mai, come è morto Poldo e cosa ho visto con i miei occhi, a chiunque è
      sempre successo qualcosa di peggio! Un caro saluto, non sono una persona che
      ama essere compatita, tutt’altro, e sono sicura che troverò da sola, purtroppo,
      la strada per andare avanti senza abbandonare nessuno!

  26. Daniela non ti compatisco, non ti derido, ma ti comprendo. Personalmente non ho vissuto ciò che tu hai subito ma mi basta molto meno per sentirmi scioccata come ad es. quando i miei gatti predano uccellini e topolini e sono impotente nell’assistere e nel sentire il frantumarsi delle ossicine sotto le loro fauci. Nella depressione si cerca sempre un alibi da imputare alle proprie angosce. Ogni accadimento spiacevole non fa che alimentare tale condizione e le realtà positive vengono sottovalutate e non apprezzate. Tu Daniela non sei sola, hai i tuoi cani e se vuoi possiamo parlarne ancora. Ciao

  27. Grazie per aver scritto questo articolo. Il mio cane lotta da 24 ore.
    Gli hanno iniettato di tutto, spero solo che riprenda a mangiare. non ci posso credere,oggi il tempo si è fermato.
    Gli ho detto che questo è il momento di resistere..come quando giochiamo e lui si intestardisce a tirare.. speriamo che lo faccia anche ora. Il mio cane meraviglioso ha appena 1 annetto e mezzo ed è un jack russel bianco e marrone con una strisciolina sulla fronte e una faccina vispa che non lo batte nessuno.

    • Ha ripreso a mangiare dopo innumerevoli vomitate, punture,flebo e molti spaventi dovuti a tremori ed affaticamento. Ha ripreso a fare pipì e cacca liquida. Ancora è molto strano, ma sicuramente sta meglio. Se qualcuno dovesse leggermi sappiate che mi ha aiutato molto scrivere, sto tenendo una specie di diario cosi in ogni caso so cosa è successo e vorrei creare un album un ricordo personale. Per il momento sta bene ma non voglio illudermi.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.