di VALERIA ROSSI – Incredibimente – almeno per me che trovo la materia affascinante, ma che noto sempre sguardi piuttosto vacui quando ne parlo e quindi mi sono convinta che per il resto del mondo sia iper-pallosa – mi è stato chiesto da ben due persone di parlare delle classificazioni delle razze canine.
Siccome l’argomento rientrava tra quelli trattati nello stage “Che… razza di cane ho?” che ho tenuto qualche settimana fa a Firenze, mi va di c… lamorosa fortuna, perché posso praticamente copincollare tutto da lì. Ne approfitto per ringraziare pubblicamente Mario Canton, al quale ho “scippato” gran parte di ciò che leggerete qui sotto attingendo a piene mani al suo sito “Dogjudging.com“.

Dalle prime classificazioni alla stesura dei moderni standard

Se le testimonianze preistoriche sul cane provengono per la stragrande maggioranza da resti fossili, nella storia antica cominciamo a trovare prima graffiti, iscrizioni e disegni, poi testimonianze scritte (ne hanno lasciate sia la civiltà greca che quella romana, sia sull’uso dei cani da utilità che su quelli da compagnia). Proprio all’antica Grecia si deve la primissima classificazione cinofila, quella di Aristotele, che classificò i cani secondo l’area geografica di origine.
In epoca imperiale romana i cani venivano invece raggruppati a seconda delle caratteristiche attitudinali e dell’uso in pastorales (cani da pastore), villatici (cani da guardia) e venatici (da caccia).
I cani da caccia erano ulteriormente classificati in sagaces, che seguono le tracce, celeres (che inseguono la preda) e pugnaces (che attaccano la preda).
Nel corso dei secoli si sono poi succedute diverse altre classificazioni: nel Medioevo, Albert Legrand distingue tra mastini, levrieri, segugi e cani da cerca e nei vari trattati sulla caccia del Rinascimento sono distinte diverse razze da caccia.
Nel 1755 Buffon elabora una classificazione basata sulla forma ed il portamento delle orecchie; riconosce 30 razze, di cui 17 considerate principali e le altre derivate per incrocio.
Buffon stabilisce tre grandi categorie: cani ad orecchie raddrizzate, ad orecchie in parte raddrizzate e ad orecchie pendenti.
Successivamente Cuvier stabilisce una classificazione in tre categorie basata su determinate caratteristiche ossee del cranio, individuando mastini, spaniel e cani normali, mentre Hamilton Smith ripartisce le diverse razze in sei categorie: levrieri, mastini, segugi, cani da caccia, meticci e cani normali.

Nell ‘Ottocento vari studiosi, a turno, stabiliscono metodi di classificazione più o meno completi.
Cornevin si serve delle proporzioni corporee, del portamento delle orecchie, della taglia, delle caratteristiche del pelo.
Le razze vengono quindi suddivise in tre grandi gruppi: dolicomorfi, con corpi che sembrano stirati ed allungati, brachimorfi che sembrano compressi e mesomorfi, che rappresentano il tipo medio. A queste bisogna aggiungere i cani con arti sproporzionati, per brevità, rispetto al tronco: gli anacolimorfi (bassotti).
Vengono poi impiegate le categorie di Buffon per le orecchie e create delle sottocategorie sulla base di caratteristiche fanerotipiche (pelo e mantello): pelo corto e raso, lungo e morbido o duro.
Inoltre gli individui sono divisi per taglia in giganti, medi e nani.

Contemporaneamente, in Inghilterra, J.H. Walsh (Stonehenge) compila una suddivisione in sette categorie ritornando al criterio della destinazione utilitaristica, tuttora utilizzato da vari enti cinofili, per classificare i vari soggetti. La suddivisione è la seguente: cani selvaggi e semiselvaggi, che cacciano in gruppo, cani domestici che cacciano a vista e catturano la preda, cani domestici che cacciano a naso, scavano e d eventualmente catturano la preda, cani domestici che cacciano a naso, scavano ma non catturano la preda, cani da pa­store, cani da guardia, razze meticce.

Raoul Baron, in Francia, definisce le forme viventi per tre categorie principali: formato, profilo e linee di nota.
Lo studio volumetrico del formato riconosce tre tipi:
a) maggiore od ipermetrico (alani, barzoi, deerhounds, etc.);
b) medio od eumetrico (boxer, samoiedo, bracco, etc.);
c) minore od ipometrico (terriers, cani da compagnia, etc.).
Dal punto di vista anamorfico distingue:
a) i longilinei od alti da terra (altezza al garrese maggiore della lunghezza corporea);
b) i mediolinei (altezza uguale alla lunghezza);
c) i brevilinei (altezza minore della lunghezza);
con ulteriori suddivisioni intermedie (sublongilinei, sub-brevilinei, ultra longilinei, ultrabrevilinei, etc.).

Su questa linea, nel 1965, Yves Pincemin sviluppò nei dettagli una classificazione che teneva conto anche delle variazioni introdotte da Paul Dechambre, che raggruppa i cani secondo la sagoma di testa ed estremità, proporzioni, peso, taglia e pelo.
Secondo il profilo della testa i cani vengono suddivisi in rettilinei (parallelismo di linea frontale e facciale con stop ben marcato – bracchi), convessilinei (stop rilevato, fronte con­vessa e punta del naso abbassata – barzoi), concavilinei (stop molto marcato e faccia più o meno compressa – bulldog).
Esaminando la natura delle estremità distingue un primo tipo ad estremità sottili, muso appuntito, labbra sottili, occhi piccoli ed obliqui, stop rilevato, fronte arrotondata, orecchie triangolari e raddrizzate (spitz).
Il secondo tipo presenta estremità ispessite, faccia larga, labbra grosse, orecchie spesse, attacca­te basse e pendenti, con bozza occipitale sviluppata (bloodhound).
Tra i due tipi descritti si situa un tipo intermedio ad estremità normali, cranio piatto, stop marcato, orecchie semipendenti (bracco francese).
Quanto alle proporzioni corporee si oppongono due tipi: i longilinei dalle forme agili e stirate (levrieri) ed i brevilinei dalle forme tarchiate e compresse (bulldogs). Le forme intermedie costituiscono i mediolinei.
Le variazioni del pelo costituiscono i tipi a pelo raso, a pelo lungo, arricciato, abbioccolato od ondulato, a pelo duro.

Nel 1896 Pierre Megnin perfeziona la classificazione compilata da Cuvier settanta anni prima (1817), suddividendo le razze in quattro gruppi morfologici: lupoidi, braccoidi, molossoidi e graioidi; per ciascuno dei gruppi considera cinque fasce di taglia: grande, media, piccola, nana e bassotta (rispettivamente maggiore di 65 cm, tra 65 e 40 cm, tra 40 e 20 cm, minore di 20 cm e la forma bassotta che si trova esclusivamente nelle taglie piccole e nana).
Ecco le caratteristiche dei quattro gruppi:
a) lupoidi: testa piramidale, orecchie diritte (generalmente), muso stretto ed allungato, labbra piccole e serrate che non superano la base della mandibola;
b) braccoidi: testa prismatica, stop marcato, orecchie pen­denti, labbra lunghe e cadenti che superano la base della mandibola;
c) molossoidi: testa cuboide o rotonda, massiccia, orecchie piccole e pendenti, muso corto, labbra lunghe e spesse, corpo massiccio di taglia molto grande, arti generalmente con cinque dita davanti e dietro;
d) graioidi: testa a cono allungato, cranio stretto, orecchi piccoli coricati all’indietro o diritti, muso lungo e stretto in tutti i sensi, in linea retta con la fronte, naso aggettato e spigoloso, sporgente sulla bocca; labbra strette corte e serrate, corpo slanciato, membra sottili e ventre molto retratto.
Paul Megnin divide inoltre i cani, a seconda dell’utilizzo, in tre gruppi abbastanza vicini a quelli adottati dai moderni enti cinofili: cani da guardia, difesa ed utilità; cani da caccia, comprendenti terriers, segugi, cani da ferma, spaniels e retrievers; cani da compagnia.

Giungiamo quindi alle classificazioni adottate dai vari enti cinofili moderni sulla fine del 1800: quasi tutte seguono un criterio di destinazione utilitaristica delle varie razze, eventualmente integrato dal raggruppamento per tipologie strutturali o ceppi d’origine.
A titolo esemplificativo esponiamo le classificazioni adottate dalla F.C.I. (Federation Cynolo­gique International), dal K.C. inglese (Kennel Club), dall’A.K.C. (American Kennel Club) e dall’A.N.K.C. (Australian National Ken­nel Council), in quanto lo schema di questi enti viene adottato alla lettera, o con modeste variazioni, anche da altri enti minori.

Classificazione FCI in uso dal 1990

1° Gruppo: Cani da Pastore e Bovari (escl. Bovari svizzeri):
Sez. Cani da Pastore
Sez. Bovari

2° Gruppo: Cani di tipo Pinscher e Schnauzer, Molossoidi e Bovari svizzeri
Sez. Pincher e Schnauzer:  Tipo Pinscher  -Tipo Schnauzer
Sez. Molossoidi: Tipo Mastino – Tipo Cane da Montagna
Sez. Bovari svizzeri

3° Gruppo: Terriers
Sez. Terriers di taglia grande e media
Sez. Terriers di taglia piccola
Sez. Terriers da Compagnia
Sez. Terriers di tipo Bull

4° Gruppo: Bassotti

5° Gruppo: Cani di tipo Spitz e di tipo primitivo
Sez. Spitz asiatici ed affini europei
Sez. Cani nordici – da slitta/da caccia/ da guardia e da pastore
Sez. Tipo Primitivo – da caccia

6° Gruppo: Segugi e cani per pista di sangue
Sez. Segugi di taglia grande: – a pelo raso/a pelo lungo
di taglia media: – a pelo raso/a pelo lungo
di taglia piccola
Sez. Cani per Pista di Sangue

7° Gruppo: Cani da ferma
Sez. Continentali – Tipo griffon – Tipo epagneul – Tipo bracco
Sez. britannici – Tipo setter – Tipo pointer

8° Gruppo: Cani da riporto, da cerca e da acqua
Sez. Cani da riporto
Sez. Cani da cerca Sez.
Cani da acqua

9° Gruppo: Cani da compagnia
Sez. Barboni
Sez. Bichons ed affini
Sez. Molossoidi di piccola taglia
Sez. Dalmati
Sez. Spaniels – inglesi da compagnia/continentali nani
Sez. Cani del Tibet
Sez. Cani nudi Sez.
Cani belgi di piccola taglia

10° Gruppo: Levrieri
Sez. Levrieri a pelo corto
Sez. Levrieri a pelo duro
Sez. Levrieri a pelo lungo e frangiato

Dalla semplice classificazione in tipologie si passò poi alla stesura degli Standard di razza, che risalgono circa alla metà dell’Ottocento (nello stesso periodo cominciarono anche le prime esposizioni di bellezza).
Lo standard di una razza riporta le caratteristiche necessarie al cane di quella particolare razza per lo svolgimento del lavoro o della funzione (che può essere anche meramente estetica) per cui la razza è stata originariamente selezionata.
Per esempio alcune caratteristiche, come le angolazioni degli arti, favoriscono una maggiore ampiezza nel movimento, mentre garretti dritti in appiombo, combinati ad un ginocchio ben flesso, assicureranno al cane potenza e aderenza al suolo e così via.
Il Kennel Club Inglese, nato nel 1873, è generalmente riconosciuto come una delle prime organizzazioni che cominciò la registrazione dei cani di pura razza. Il secondo registro storico è stato il Kennel Club Americano. Francia, Italia (nel 1882) e altri paesi cominciarono anch’essi a mantenere registri aggiornati dei cani di pura razza nel Diciannovesimo secolo.