di MAURIZIO ROMANONI – Ancor prima di avere nozioni sulla materia, mi era sempre piaciuto pensare che solo la specie umana – pure le formiche, avrei poi appreso – potesse essere artefice di tante e tanto grandi nefandezze, al proprio interno, e nei confronti delle altre specie, pervasa da un “sacro fuoco” antropocentrico, alla cui enfatizzazione certo non sono mai state estranee le varie religioni mono o politeiste, indifferentemente.
Fin da bimbo, alla nonna, Cappuccetto Rosso e cacciatore armato, ho sempre preferito il povero lupo che, pensavo, di qualcosa doveva pur nutrirsi, e se l’imprudente  Cappuccetto non se ne fosse andata per il bosco, olezzante di crostata ai mirtilli, certo il nostro si sarebbe accontentato di altro …
Un bimbo un po’ anomalo, lo riconosco.
Fin dai primi anni ’70, dunque, quando la teoria della dominanza e della gerarchia era un dogma e la violenza prassi consolidata, credevo e puntavo alla collaborazione con il cane.
Mi pareva, e i riscontri non mancavano, che nessun cane volesse dominarmi.
E quando approcciavo soggetti, i cui proprietari definivano dominanti, alla fine, mi pareva, altro non chiedessero se non di essere capiti, che venisse loro offerta la possibilità di condividere le risorse con saggezza ed equilibrio.
In fondo mi dicevo, e certo mi illudevo, i miei modelli infantili, da Rin Tin Tin a Buck, parevano animati più da un rapporto simbiotico che da un leader carismatico, dominante.
Dunque, in un mondo prevalentemente se non esclusivamente coercitivo, dove anche gli attuali “gentilisti”, maschietti e femminucce, appendevano i cani con i collari a strozzo e “schienavano” con coscienza tranquilla, io ridevo del dogma sulla gerarchia e dominanza.

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Solo qualche anno fa incappo in un libello, “Dominanza: realtà o mito?”, scritto da tale Barry Eaton, che scopro essersi  laureato in “Companion Animal Beahaviaour and Training” (COAPE NOCN), essere membro dell’Association of Pet Dog Trainers e docente all’“Animal care College”, di corsi sull’addestramento, il comportamento e la psicologia dei cani.
Il fatto di non essere solo, che qualcuno di ben più autorevole di me, in un libretto ironico e apparentemente semiserio, peraltro caldeggiato dalla Turid Rugaas, sia riuscito se non a smantellare, quantomeno a criticare, con rigore e razionalità,  decenni di acritiche “incrostazioni” e di irrazionali pregiudizi, mi conforta.
Ride, il simpatico autore, ponendo in copertina il disegno di un cane che, dormendo, sogna in un fumetto, “oggi la mia famiglia … domani il mondo!”
E ride ancora, con illustrazioni esilaranti – che raffigurano una famigliola inappetente, che si costringe a trangugiare qualcosa per poi poter dar da mangiare al cagnetto dall’espressione interrogativa –  quando ci ammonisce: “mangiate sempre qualcosa prima di dare il cibo al cane perché l’Alfa mangia per primo!” Oppure: “non lasciate che il cane passi dalla porta prima di voi!”. E ancora: “non giocate a tira e molla!”.
Ve lo consiglio, credetemi, una chicca!

Molto più serioso e dotto, invece, l’articolo apparso su “Cani Utili” di Gennaio Febbraio scorsi: “Etologia e comportamento” di tal Giovanni Padrone.
In genere approccio i giornali di settore e chi vi scrive con un certo scetticismo, legato all’aspetto divulgativo ed un po’ superficiale di gran parte di questi.
L’articolo e l’Autore, invece, questa volta, mi colpiscono per il rigore della forma e dei contenuti.
Mi è difficile operare una sintesi di cinque pagine fitte e ricche di citazioni e riferimenti, ma vedrò di non dilungarmi.
L’Autore, attingendo a fonti bibliografiche, tra le quali R. Bonanni, Coppinger e Semyonova, disserta di cani ferali, quali Dingo e Carolina dogs in Australia, e dei cani che vivono ai margini di molti villaggi africani, definiti pariah, comparandoli ai nostri cani randagi.
Prosegue, argomentando di uno studio effettuato dall’etologo Roberto Bonanni, su due gruppi di cani randagi che vivono alla periferia di Roma, costituiti rispettivamente da ventisette e nove membri.
Gli studi di Bonanni e della sua equipe di studiosi sono stati pubblicati nel 2010 su Animal behavior con il titolo di “Effect of affiliative and agonisticrelationship on leadershipbehavior in free-ranging dogs”.
La ricerca si conclude affermando che “la posizione di leader è una questione complessa nei cani e non può essere ridotta a cose semplicistiche come passare prima attraverso le porte o mangiare prima del proprio cane”.
Inoltre “il dominio non è qualcosa per il quale i cani sono nati, ma qualcosa che essi possono eventualmente acquisire a seconda della loro situazione.
Forse alcuni cani sono geneticamente predisposti ad essere più dominanti, ma questo non significa che prenderanno necessariamente una posizione dominante in ogni situazione particolare”.
Per questo motivo molti, tra i quali l’Autore, preferiscono il termine “status sociale” che “posizione dominante” nel descrivere l’interazione tra cani.
Il terzo punto importante di questo studio è che lo  stato di leader non significa minacce ed aggressioni.
Gli autori hanno scoperto che chi fra i cani ha utilizzato il dominio con segnali di minacce ed ha suscitato un comportamento remissivo, come guaiti o coda abbassata da parte degli altri cani, è stato raramente leader, spesso emarginato dagli altri.
I cani che hanno accolto i segnali di leadership formale, come il leccamento del muso e lo scodinzolio, senza minacce o aggressioni, avevano molta più probabilità di essere leader.
“Analogamente ai cani oggetto dello studio di Bonanni, i cani “selvatici”, si possono aggregare e costituire in gruppo più o meno numeroso per fini opportunistici (laddove c’è abbondanza di cibo, chi me lo fa fare di dover litigare con gli altri?)”.

Altri argomenti sono addotti dall’Autore per dimostrare quanto, nel mondo dei cani, nel rapporto tra questi ed altri animali ivi compreso l’uomo, i concetti di gerarchia e di dominanza siano estranei.
L’articolo si conclude con un’ampia disamina di ciò che i cani fanno per testare la compatibilità di un proprio simile col sistema.
Ciò con un triplice scopo:
1.   verificare le capacità comunicative.
I cani non hanno alcuna ragione di ribadire il proprio rango o grado gerarchico, ma utilizzano rituali al solo fine di capire se chi si trovano di fronte sia in grado di stabilire un rapporto di comunicazione con capacità lessicali corrette.
2.    verificare la conformità dei comportamenti.
“In tal modo i cani che già appartengono al sistema relazionale controllano che i nuovi entrati si comportino secondo le regole che sono alla base della relazione tra cani, i comportamenti che sono più idonei a mantenere una situazione di calma relativa”.
3.    verificare l’equilibrio del sistema.
Tramite la conoscenza dei propri simili, ogni cane impara ad interagire in ogni momento e ad individuare quelle connessioni che possono minare l’equilibrio dell’intero sistema. “Si tratta, in realtà, di comportamenti atti a ripristinare l’equilibrio precedentemente alterato o ad isolare gli elementi che creano squilibrio nel sistema”.

Tutto ciò riferito al cane ed ai suoi parenti selvatici, escluso il lupo, il cui mondo l’Autore tocca solo marginalmente.
Tuttavia in merito a questo, io ricordavo che gli studi fatti afferivano ad animali in cattività o comunque distribuiti in un territorio non vastissimo e con limitate quantità di prede.
E mi pare di ricordare che fosse il famoso studioso David Mech ad aver affermato che, in ampi territori con grande disponibilità di cibo, i lupi si aggregano in una sorta di pax sociale, alla quale sono pressoché estranee gerarchie, lotte di potere e finanche la tanto celebrata monogamia tra il maschio e la femmina alfa. Insomma una sorta di Eden in cui il branco vive in armonia.

A dare ulteriore conferma ai miei convincimenti, già alimentati dai citati autorevoli studi, soccorre un recentissimo articolo, ampio, approfondito e ricchissimo di fonti, di Carlo Colafranceschi.
Se già ho tribolato a riassumere il precedente, un sunto di questo mi pare impresa titanica e dunque non percorribile.
L’articolo, che appare sul periodico on line “Ti presento il cane”, creato e curato da Valeria Rossi, si prefigge anch’esso di sfatare i miti di dominanza e gerarchia, è, come dicevo, davvero impressionante per vastità, approfondimento e cura nella citazione delle fonti (Lorenz, Schenkel, Rabb, Fox, Zimen, Murie, Mech, Haber, Peterson ed altri).
Inutile dire che la ricerca fatta dall’amico Carlo mi entusiasma addirittura e va a corroborare il mio ormai radicato convincimento.

In altrettanto modo non la pensa la curatrice della rivista, Valeria Rossi, ottima ed esperta cinofila, conduttrice, allevatrice e scrittrice, che, garbatamente, replica suddividendo le critiche in quattro punti:

A)    Non concorda sul fatto che il cane debba trovare “conveniente” ciò che gli si propone. O meglio, specifica, lo è in generale, ma ritiene che il cane debba anche obbedire “perché glie l’ho chiesto io”.
“Voglio che il cane obbedisca perché l’ho detto io, perché io sono il suo Dio e quello che gli chiedo è legge. Non perché gli fa comodo così”. Ciò al fine di evitare che uccida, per esempio, il gatto del vicino,  attacchi il postino o altro.
Gli altri tre punti sono sviluppati con altrettanto garbo e competenza (salvo il definire le ricerche scientifiche “supercazzole cinofilosofiche”) e afferiscono ad altri punti dell’articolo di Colafranceschi.
In merito a questi non intendo entrare perché ci penserà qualche giorno più tardi, lo stesso articolista, con una replica altrettanto garbata e circostanziata, che ho condiviso in toto.

Insomma, uno “scontro” costruttivo tra due autorevoli esponenti di quella buona e sana cinofilia, di cui si sente sempre più la mancanza, perché troppo infiltrata di strani personaggi “alternativi”, sedicenti guru o addestratori della domenica, come li ha, di recente, definiti la stessa Valeria Rossi, in un suo oltremodo condivisibile articolo.
E’ indubbio che io sposi la tesi di Colafranceschi, tesi che, come dicevo, mi è sempre appartenuta, ancor prima che dotte ricerche scientifiche ne celebrassero il valore.
Esorto il lettore ad approfondire, sulla rivista on line, sia l’articolo che la critica e la replica a questa.
Vi troverà spunti di riflessione davvero interessanti su un argomento tanto importante per un serio approccio al cane ed avrà modo di leggere aspetti che io, per esigenza di sintesi – che come sempre mi accorgo di non stare rispettando – non ho potuto toccare.
Da parte mia mi occuperò, nell’epilogo, di quel solo punto “A” sulla “convenienza”, invece che “obbedisci perché te l’ho chiesto io”.

Cara Valeria, vedi, io credo che, crescendo il cucciolo nutrito di continui rinforzi, egli troverà conveniente realizzare ciò che io gli chiedo, perché i nostri intenti sono comuni, perché siamo animati da un comune modo di sentire. Ecco il solito romantico un po’ patetico, penserai. Non lo nego, ma prova a darmi retta solo per un po’. E’ indubbio, per rinforzi non mi limito certo ad intendere il consueto squallido bocconcino, ma li estendo al gioco frenetico, al tira e molla, allo scambio senza conflitti, alla carezza profonda, all’intimità con il proprio cane, che solo il vero cinofilo sa raggiungere. Il cane va “pagato” in mille modi e con duemila diverse intensità.
Il cucciolo crescerà pensando che per quanto il mondo circostante possa essere interessante, le alternative che io gli offro saranno sempre molto più allettanti. Da qui credo scaturisca un rapporto, una relazione profonda, non già dalla retorica del “il cane mi deve amare perché lui è il cane e io sono il suo padrone, non perché gli do da mangiare”, come troppo spesso ci viene detto da molti neofiti e, purtroppo, non solo…
Il cane va “pagato, pagato, pagato” all’ennesima potenza. E’ bene che questo homo sapiens impari a dare prima di pretendere amore come dato acquisito.
E’ bene che il rinforzo, quello vero, autentico, divertente, intenso, diventi parte integrante del proprio modo di essere e non si limiti a quattro bocconcini contenuti in un triste sacchettino appeso al fianco.
Solo così è possibile che io divenga il suo Dio e che ciò che gli chiedo sia considerata Legge.
In questo concordo con te, Valeria. Ma il rango di idolo va meritato, sudato e forse anche sofferto, diversamente si è despoti assoluti.
Ed è proprio quel “ritenere conveniente”, il terreno, l’humus in cui si coltiva la relazione profonda.
Non escludo affatto, a priori, un eventuale brevissimo intervento di rinforzo negativo, per “spiegare” bene che il gatto del vicino ed il postino non si toccano, ma questo dovrà essere, appunto, brevissimo ed apportato con la massima chiarezza, con animo sereno e senza arrabbiature, e sostituito o integrato, quanto prima, con una benevola azione di desensibilizzazione e controcondizionamento.
Quanto alla Sciuramaria, categoria del pensiero che molto spesso si affaccia al concreto ed a cui molti educatori ci chiedono la chiave di accesso, visto che imbecille non è (concordo) semmai scarsamente informata, proporrei di mostrarle come lavorano i nostri cani, come ci guardano adoranti in condotta e non, come sono pronti ad ogni segnale (non comando).
Le spiegherei che quegli sguardi sono frutto d’amore, amore che si riserva ad un amico, ad un Vero Amico.
Che non esiste gerarchia o dominanza ma solo collaborazione. Che la motivazione si ottiene chiedendo poco e pagando molto. Che questa, la motivazione, scaturisce dalla collaborazione e dal rinforzo non dalla dominanza.
Le Sciuremarie quasi sempre capiscono. Ed io me ne sono trovate molto spesso di fronte, e…. con gli occhi lucidi….

P.S. Abbandonando la serietà del dissertare per concludere in faceto, vorrei ricordare che, sopra tutte, c’è una ragione, prevalente, assorbente, assoluta, inequivocabile ed incontrovertibile, che ci dovrebbe indurre ad abbandonare la teoria della dominanza.
La ragione è contenuta nei tanti video di quel decerebrato o cerebroleso – decidete voi – di  Shaun Ellis. Provate a dare un’occhiata.
Vi apparirà un umanoide, imbecille, travestito da lupo, puzzolente di uomo sozzo, non già di lupo, che si nutre di carogne insieme ai lupi ed a loro ringhia, con squallidi denti umani ingialliti, non certo mostrando poderose zanne.
L’idiota ha l’ardire di credersi capobranco, e tanto velleitarismo da ritenersi in grado di fare da “mamma/capobranco”, a tre cuccioli per poi reinserirli in natura. REINSERIRLI IN NATURA!!! Capito?
E i lupi che fanno? Loro, cresciuti non già in Alaska ma in angusti recinti, lungi dal mettere in atto un qualsivoglia comportamento di branco di fronte alla preda da spartire, leccano e scodinzolano di fronte all’ebete, come qualsiasi dei nostri cani al momento della pappa.
E, fuori, le TV inneggiano all’indomito coraggio dell’uomo-lupo.
Che mondo di imbecilli … ben venga l’estinzione della specie homo sapiens!!!
(“insapiens”…..)

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144 Commenti

  1. A me pare che i cani definiti “dominanti” verso il proprietario, siano cani che causa l’assenza di regole, comportamenti incoerenti, condizionamenti involontari, sottostimolazione, si siano dati uno “schema di vita”, a misura di cane e poco compatibile con la vita umana nel nostro contesto sociale (scavare buche, difendere oggetti, …)

  2. Caro Maurizio,
    rispondo solo alla parte del tuo articolo che si rivolge direttamente a me, anche perché il resto consta solo di ampie approvazioni agli scritti di Padrone e Colafranceschi, che essendo entrambi collaboratori di questa rivista probabilmente leggeranno e potranno ringraziarti personalmente… mentre Eaton dubito legga “Ti presento il cane” :-): ma avrai sicuramente modo di complimentarti con lui per altre vie, se già non l’hai fatto.
    Per quanto riguarda me, invece, posso solo risponderti che… mi cadono per l’ennesima volta le braccia sentendo ancora parlare di violenza e coercizione come se fossero sinonimi di “dominanza”.
    Sinceramente, Maurizio: non se ne può più!
    Posso sapere in cosa dovrei “darti retta”, visto che dici le stesse identiche cose che vado ripetendo da mille anni?

    Tu scrivi: “egli troverà conveniente realizzare ciò che io gli chiedo, perché i nostri intenti sono comuni, perché siamo animati da un comune modo di sentire”
    Io ho scritto su questa stessa rivista, un anno fa: “la “dominanza” umana non PUO’ essere costruita sulla paura e sulla violenza, ma sulla stima e sulla fiducia che cane e umano possono/devono anche interscambiare. (omissis) Se ti do un ordine devi obbedire perché devi pensare che ho sicuramente un motivo valido”.

    Cambiano le parole, certo: ma non ti sembra che stiamo dicendo le stesse identiche cose?

    Tu dici: “il rango di idolo va meritato, sudato e forse anche sofferto, diversamente si è despoti assoluti”.
    Io scrivevo già nel 1991 (mannaggia!) : “In natura il “grande capo” non mai è il più forte nel senso letterale della parola: un ammasso di muscoli e zanne senza cervello non arriverà mai ad alte posizioni gerarchiche.
    Il capobranco è invece un cane, o un lupo, maturo, esperto, coraggioso, intelligente, coerente.
    Voi vi sentite all’altezza di questa carica?”

    Di nuovo, non ti sembra che stiamo dicendo la stessa cosa?
    Qui i casi sono due: o non mi legge mai nessuno , o sono io che sono capace di spiegarmi.
    Siccome ho la presunzione di scrivere in modo abbastanza comprensibile (anche se , ovviamente, in un articolo – ma neanche in due o tre – non si può infilare tutta la cinofilia né tutta l’etologia dalla A alla Z), spero di non essere stata letta.
    Allora ti invito, gentilmente (con tutta la calma che vuoi, perché gli articoli sono tanti e pure lunghi!) a dare un’occhiata qua:
    http://www.tipresentoilcane.com/2011/06/23/dominanza-questa-sconosciuta-anzi-questa-grande-fraintesa-prima-parte/
    http://www.tipresentoilcane.com/2011/06/24/dominanza-questa-sconosciuta-anzi-questa-grande-fraintesa-seconda-parte/
    http://www.tipresentoilcane.com/2011/06/24/dominanza-questa-sconosciuta-o-meglio-questa-grande-fraintesa-terza-parte/
    http://www.tipresentoilcane.com/2011/06/30/quando-la-dominanza-non-centra-un-tubo/

    …dopodiché sarò molto lieta di tornare a discutere con te su tutto ciò che non avessi trovato condivisibile, anche perché (e lo dico anche negli articoli stessi) NON pretendo di avere la verità in tasca.
    Pretendo, però, quell’onestà intellettuale che a mio avviso viene meno quando, per dire la stessa cosa che si è detta da sempre, si cambiano nomi, termini e carte in tavola.
    Parlare di “status sociale” anziché di “gerarchie”, come fanno Giovanni Padrone ed altri Autori, secondo me significa prendere per il naso chi legge.
    Descriviamo la dominanza pari pari come l’ha sempre definita Valeria Rossi… però poi le diciamo che “la dominanza è un mito” e che semmai i cani si preoccupano dello “status sociale”.
    Permetti che lo ritenga un insulto alla mia intelligenza e a quella di qualsiasi cinofilo minimamente acculturato che legga queste parole?
    Ma se io ed altri “vecchi” cinofili potremmo limitarci ad un sogghigno, la Sciuramaria invece può pensare: “AHHH!! Ma allora la dominanza non esiste!”… dopodiché non si preoccupa minimamente di acquisire un minimo di leadership sul suo rottweiler (perché le Sciuremarie non hanno mica tutte un whippet come Giovanni!), tanto non esistono neppure le gerarchie: dopodiché , quando il rottweiler le mostra 42 denti, fila pancia a terra dal comportamentalista (che nove volte su dieci le rifila qualche bello psicofarmaco) o direttamente dal vet compiacente per l’eutanasia.
    Posso dire (assai poco garbatamente , stavolta): “sticazzi”!?

    Ancora due parole (e poi la pianto) su due personaggi che hai citato: Barry Eaton ed Shaun Ellis.
    Il libercolo di Eaton è pure carino, se lo trattiamo come una presa in giro umoristica degli stereotipi del “capobranco familiare” tipici proprio delle Sciuremarie. Ma prenderlo sul serio? Sentirsene “illuminati”?
    Ti prego. Da un cinofilo con la tua esperienza, questo non lo posso proprio accettare.
    La famigliola che mangia pur di non lasciar mangiare il cane per primo o è una barzelletta (e allora mi sta bene), o è un altro insulto all’intelligenza di qualsiasi cinofilo.
    Le “regolette del capobranco” (oggi chiamate “regressione sociale guidata”, giusto per fare ulteriori supercazzole) possono servire in alcuni casi, ovvero quando il cane ha già preso il sopravvento in famiglia: ma sappiamo tutti benissimo che servono soprattutto a far cambiare la mentalità degli umani se e quando si sono già messi in condizione di diventare gli schiavetti del cane.
    Informo te – e pure Eaton! – che i miei cani hanno sempre dormito sul letto e mangiato quando cavolo capitava… anche perché il nostro rapporto era stato costruito con ben altri mezzi, che sono quelli che ho sempre insegnato ai miei clienti e che probabilmente sono gli stessi che tu insegni ai tuoi. Il gioco, il tiramolla (guarda che a certi ipergentilisti non sta bene neppure quello!), lo scambio, l’intimità: certo che s costruisce così, un rapporto.
    Ma come credi che facciamo, noi “addestratori kattivissimi”? Capottando cani a destra e a manca?
    Maddai.
    Comunque… sono rimasta decisamente sorpresa quando, all’estremo opposto della tua stima per il “laureato di qua, membro dell’Association of Pet Dog Trainers e docente di là” che, come massima espressione del suo sapere, ha partorito un libretto a fumetti , ho trovato il povero Shaun Ellis, che senza troppi complimenti definisci invece un “cerebroleso”.
    Be’… che non sia tutto normale lo penso anch’io, per carità!
    Però ammiro la ricerca che ha fatto e ritengo che il suo lavoro – anche se non si è svolto esattamente “in natura”, meriti la massima attenzione.
    Tra l’altro gli “angusti recinti” di cui parli, a giudicare dai filmati che ho visto, mi sembravano piuttosto immani… quindi forse noi lo sappiamo, che quei lupi non erano in condizioni naturali: ma mi piacerebbe capire se lo sapevano anche i lupi!
    Sta di fatto che tu (insieme a tutti gli autori che hai citato) osanni gli studi condotti sui cani ferali (che con i cani domestici c’entrano come i cavoli a merenda), ma poi ridicolizzi Ellis che ha studiato lupi che forse c’entreranno altrettanto poco con i lupi “naturali”… ma che al massimo dovrebbe essere messo sullo stesso piano di R. Bonanni, Coppinger e Semyonova. Gente che ha studiato “qualcosa di simile” ai lupi, in un caso, e al cane domestico nell’altro.
    Invece no. Quelli sono Illustrissimi Scienziati perché hanno tratto deduzioni su cui concordi: Ellis è un deficiente perché ha dimostrato che era possibile un’interazione gerarchica tra lupi e uomo.
    Scusami, Maurizio, ma a me questa sembra scienza a orologeria.
    E ho davvero troppa paura che questa strumentalizzazione porti, sì, a Sciuremarie con gli occhi lucidi: ma per aver dovuto abbattere il proprio cane.
    Con la consueta stima

    Valeria Rossi

    P.S.: per pura curiosità… anche Dian Fossey a tuo avviso è stata un’umanoide imbecille, travestita da scimmia, puzzolente di donna sozza eccetera eccetera?

    • Buongiorno, premetto che trovo spesso i contenuti molto interessanti, ma i toni sono quasi sempre quelli delle sette. Dispiace vedere che spesso il fine è lo scontro per la ragione piuttosto che il confronto. Il confronto dovrebbe avere sempre toni pacati e il ricorrere a frasi polemiche è sempre il primo passo per abbandonare la strada del confronto ed intraprendere quella dello scontro. Apparte la nota, penso che Status sociale sia differente da gerarchia. Il primo, a mio avviso, è direttamente collegato al concetto di ruolo. Due ruoli non sono uno prevalente l’altro, sono solo differenti e la loro cooperazione è finalizzata al raggiungimento dell’obiettivo. La gerarchia, implica una cardinalità, nel senso che A viene prima di B. Parlare di gerarchia quindi implica di rappresentare il tutto con una piramide, al cui vertice c’è un leader e i subordinati in vario ordine vanno a riempire la base. Parlare di status sociale, permette di staccarsi dalla piramide e vedere il tutto come una rete, dove i vari ruoli (nodi) collaborano per quanto compete il loro ruolo a tenere viva la rete. Questa differente visione, credo abbia effetti su come si possa poi intedere educazione/addestramento e rapporto con il cane.
      Voi che ne dite?

      • Andrea, concordo al 100%

        e ti dico di più: mi verrebbe da fare il confronto tra Sparta e Atene, ma per certi versi sarebbe più corretto farlo tra Lilliput e Blefuscu…

        a proposito: secondo te le uova si rompono da sopra o da sotto?

      • Personalmente dico (da quanto ho visto nel mio branco) che la struttura sociale del cane può essere sia piramidale che “circolare”: i ruoli sono di tipo piramidale (per quanto interscambiabile e fluido: nessuno è dominante su chiunque e per sempre), ma una volta che sono stati definiti, in un branco stabile, la suddivisione dei ruoli diventa “circolare” nel senso che ognuno ricopre il proprio ruolo senza andarsi costantemente a scannare con gli altri. In alcuni momenti, però, i conflitti possono emergere (per esempio, quando un adolescente arriva alla maturità sessuale) e allora si torna al vecchio, buon: “Ehi, bimbo, guarda che qui comando io” (solitamente ritualizzato, rarissimamente con un confronto fisico).
        Cercare di infilare a viva forza la società canina in schemini pre-stampati è fuorviante, perché succede tutto e il contrario di tutto (e forse è per questo che, quando ognuno guarda solo quello che gli interessa, anziché guardare la realtà nel suo insieme, i diversi studiosi scrivono anche tutto e il contrario di tutto).
        Però una cosa non esclude l’altra: ci sono momenti e gruppi e habitat in cui i cani si comportano in un modo e momenti, gruppi, habitat in cui si comportano in modo decisamente diverso. D’altronde succede anche agli umani. Non vedo perché si debba per forza dire che una delle due cose “non esiste”, quando esistono entrambe: basta guardare dei cani VERI e non quelli descritti da chi deve per forza tirar l’acqua al suo personale mulino (intellettuale od economico che sia).

      • Andrea, scusami, ma… levami una curiosità: quali sarebbero i “toni delle sette”?
        Mi incuriosisce questa tua affermazione perché mi sembra che qui ci sia stato, finora, un dibattito civile in cui ognuno ha portato le proprie esperienze e i propri studi (o citato quelli altrui), cercando di dare un senso a ciò che è afferma e che crede.
        Non mi pare che nessuno abbia detto “E’ così perché lo vuole Dio”… che è un po’ quello che intendo io per “tono da setta”. Forse tu intendevi qualcosa di diverso?

        • Ciao Redazione, per “i toni delle sette” intendo quelli che invece di valutare asetticamente una questione ne disutono attaccando o denigrando la persona e togliedo l’attenzione dalla questione stessa. A volte non è una frase in se, ma i toni che poi portano a prendere le parti di qualcuno o qualcosa. Non mi riferivo a questo dibattito in particolare, ma l’atmosfera che spesso aleggia nei vari dibattiti, i toni adottati e le argomentazioni utilizzate. L’evidenza è che spesso si comincia con un tema, e dopo poche battute si arriva a parlare d’altro, spesso di altri, difendendo le proprie posizioni screditando gli altri. Questo lo trovo un peccato perchè mi sembra di vedere sacrificato il sapere alla polemica.

          • Andre’, in tal caso non posso che concordare. E purtroppo a volte succede pure a me di cadere in questa trappola. Ma…siamo umani, purtroppo!

      • “Voi che ne dite?”

        Io penso che gerarchia e rete non siano necessariamente esclusivi: anche in una rete c’è bisogno di regole e senza qualcuno con un ruolo di controllo del rispetto delle regole non c’è nè relazione nè rete nè gerarchia.
        Chiamiamolo leader o manager (con un ruolo non solo di rispetto delle regole ma anche di gestione delle risorse, gestione che a sua volta ha bisogno di regole) ma la funzione di sovrastante (o coordinatore, o dirigente nel senso che dà una direzione) quella è.

        • Su questo non sono proprio concorde. Penso proprio alla rappresentazione che ne dai. In un team, è vero che il coordinatore dice cosa fare al tecnico, ma senza tecnico il coordinatore non riesce a portare avanti il progetto. Idem per il/i tecnici del team. Questo per me non siginifica che il coordinatore stia più in alto nella scala gerarchica, solo che ha un ruolo differente, e che paradossalmnte il coordinatore stesso potrebbe essere utilizzato dal tecnico se a quest’ultimo servisse. Questo è possibile se stiamo parlando di rete, la vedo difficile se vi è una piramide, dove la punta non può essere “usata” dalla base. La mia osservazone però era rivolta a capire se gerarchia e status sociale fossero concetti differenti e come una eventuale differenza di manifesti nel rapporto con il peloso, o i pelosi del nostro branco.

        • però è bella l’idea del manager… e conferma quello che dico a proposito di ORGANIZZAZIONE anzichè di gerarchia, di RUOLO anzichè di rango…

          strano che essendo io un project manager organizzativo non mi sia venuto in mente di utilizzare questa immagine (il manager), te ne ringrazio

          ciao

          Alessio

    • Cara Valeria,
      intanto confesso, non senza una punta di snobismo, che trovo molto stimolante “combattere” con te.Questioni di stima.
      Partiamo con un paio di premesse. Preciso che, quando sto coi cani e parlo con loro, laurea e “culturame”stanno nel cassetto. Mi serve naso, mani e sensibilità. Dunque odio “centripetazioni” e “marchesinismi” del genere per non parlare dei guru che predicano pettorine e guinzagli di tre metri, ma nessuna relazione con il cane, figurati il tira e molla e tutti i sani giochi con salamotti e roba del genere, che vengono guardati con disprezzo.
      Seconda premessa è che solo di recente ho conosciuto “ti presento il cane” e dunque non conoscevo il tuo pensiero ed i tuoi scritti. Faccio ammenda perchè leggo totale identità di vedute. Dunque, nulla questio, dicono i dotti.E sono ben felice di sapere che questi concetti importanti li avevi espressi ben prima di me e di molti altri.Sarà mia cura andare a leggere i temi che hai riportato, perchè mi interessano davvero molto.
      Converrai, però che se tu scrivi, rispondendo a Carlo, che il cane deve obbedire perchè deve e perchè io sono il suo Dio e non perchè gli conviene, vengo colto da un attacco di psoriasi e reagisco. Come dici tu, sticazzi se reagisco.
      Ciò detto, non concordo invece con te quando asserisci che parlare di status sociale invece che di dominanza sia la stessa cosa. Il linguaggio ha la sua importanza e serve per comunicare. Lo vedi come siamo ridotti con i ragazzini che non sanno più scrivere ma solo mandare sms col telefonino? la forma secondo me è sostanza e questa si alimenta della prima. Dunque se io spiego alla sciuramaria che deve dominare, lei dominerà, se parlo di risorse e di gestione delle stesse, per arrivare alla collaborazione e forse all’empatia, dico altra cosa…..
      No, Valeria, la dominanza, questo maledetto termine che contraddistingue la nostra specie, proprio non mi piace. Non mi piaceva ai tempi, odiavo la pubblicità dell’ “uomo che non deve chiedere mai” DENIM, ricordi? :-))
      Ma forse queste sono solo masturbazioni mentali, forse l’importante è essere corretti con cani e allievi, no? le dissertazioni culturali vanno bene ma senza esagerare.

      Ma passiamo al tuo “patrocinato” Shaun Ellis, che difendi con tanto ardore, forse pari al mio astio nell’attaccarlo.
      No, qui non transigo e non accetto compromessi d’intesa nè tantomeno accostamenti sacrileghi con Diane Fossey. Ma starai scherzando spero. Questa si faceva un c… hops, un mazzo così, studiando i gorilla di montagna allo stato brado, in un parco infestato da bracconieri che poi alla fine l’hanno accoppata. Si è avvicinata ai gorilla, ripeto LIBERI e si è guadagnata la loro fiducia. Penso si lavasse nella norma e si vestisse altrettanto. Non era tanto ingenua, o idiota, ribadisco, da pensare di fottere la natura ed essere scambiata per una loro simile. Questa era una studiosa ed è morta da studiosa, sul campo, per i “suoi” gorilla.
      Quell’altro gioca a fare il lupo, pensando di essere scambiato per un lupo semplicemente perchè non si lava, perchè mostra i denti(denti?) perchè ringhia(ringhia?)ma stiamo scherzando? E la prova lampante, schiacciante ed incontrovertibile la traggo dal comportamento dei lupi stessi, che non uccidono le prede che vengono date loro, un po’ come i nostri cani non uccidono le crocchette prima di mangiarsele. La prova è nella loro gestualità di branco. Ti è mai capitato di vedere una buona ripresa di un pasto di lupi in Alaska o nel nord del Canada? dai un’occhiata e vedrai una differenza inpressionante rispetto a questi. Zanne mostrate, uggiolii, code alte o basse, pelo irto, mimica facciale inequivocabile, piccoli conflitti rituali e simbolici. Questo è il contegno dei lupi selvaggi all’interno del branco, non quello dei cuccioloni in esame.
      Questi, ripeto, sono dolci, sottomessi, arrendevoli come è giusto che siano perchè l’idiota da’ loro da mangiare. Potrebbe approcciarli in giacca e cravatta e olezzante di Chanel n. 5, che sarebbe la stessa cosa.
      In vero, non proprio la stessa. Le televisioni starebbero lontane, lui non sarebbe il patetico personaggio che è e soprattutto non potrebbe fare business.
      Cara Valeria, ti piaccia o meno, gli studiosi citati da Colafranceschi sono persone serie, che, appunto, studiano, ricercano. Questo è un fenomeno da baraccone che approfitta della stoltezza umana e bleffa così a buon mercato che è abbastanza semplice da scoprire.
      No, come tu dicevi di me, una cinofila del tuo spessore, un coglione di tal fatta non me lo può difendere.
      Infatti rispondo a te, perchè ti stimo, non certo a lui anche se mi provocasse:))
      Tuttavia sarei ben felice di entrare a contatto cun quei lupi dopo aver fatto una sana doccia, solo per far loro un po’ di coccole e manifestare la mia solidarietà a loro, poverini, costretti a vivere quotidianamente con quel puzzone!!!!
      Chiudo scusandomi per la pesante ironia inferta al tuo “protetto” e, davvero e senza ironia, contraccambio la stima.

      Ps.Quanto a Barry Eaton, non sottovaluterei la grandezza e l’umiltà d chi sa dire cose importanti in modo faceto, senza prendersi sul serio. Talvolta non è necessario scrivere tomi per essere saggi e dispensare saggezza……..

      • Maurizio, grazie. Con le persone intelligenti, alla fine, vedo che si può “combattere” in toni pacati e senza scanni…arrivando magari a scoprire che le differenze erano solo interpretative. Confesso che, scrivendo da millemila anni e avendo pubblicato millemila libri (nei quali, man mano, ho modificato diverse mie convinzioni e ho preso per buoni tutti gli studi che “buoni” mi parevano…ma solo quando si accordavano con quello che avevo visto e vissuto, e che magari mi era pure sfuggito perché nun so’ mica Wonder Woman), a volte ho la stronzissima presunzione di ritenere che tutti debbano avermi letto. Faccio ammenda di questo minidelirio di onnipotenza (quello maxi, che invece significa “credere che tutti non solo ti abbiano letto, ma che ti abbiano anche immediatamente eletto a propria Bibbia personale”, grazie al cielo ancora nun m’è venuto) e prendo atto del fatto che, fortunatamente, la pensiamo allo stesso modo.

        Meno male che c’è Shuan Ellis a mantenere viva la singolar tenzone! 🙂
        Chiarisco subito, però, che non è un “mio protetto”. Non mi è neanche particolarmente simpatico, come non mi è simpatico chiunque spettacolarizzi quella che dovrebbe essere scienza e non show: me so’ appena scannata con Luca Rossi per lo stesso motivo, mi sta sulla pelle Millan (anche) per lo stesso motivo, figurati se sono innamorata di Ellis.
        No, l’unico motivo per cui lo difendo sta nel fatto che (telecamere e show a parte) lui ha effettivamente condotto una ricerca e che ne ha tratto anche qualcosa di utile: come ho appena scritto su FB (spe’ che copincollo proprio, che con sto caldo mi pesano le dita…): ho visto un interessante video in cui (vestito da persona normale! :-)) Ellis piazzava degli altoparlanti sul terreno di un agricoltore che lamentava razzie di bestiame da parte dei lupi (e quindi si difendeva sparando), e attraverso una serie di segnali sociali registrati (ululati eccetera) è riuscito a tenere lontani i lupi dal terreno di questo signore, evitando così altri ammazzamenti. Solo per questo, già mi pare che meriti rispetto.
        Insomma, credo (credo, eh: non è conosca personalmente ‘sto signore) che lui abbia comunque abbinato il lato show-business a qualcosa di più delle relative pagliacciate. Poi ho letto pure che per tenere seminari e convegni mo’ chiede cifre esorbitanti…ma non mi pare che in questo si differenzi molto dalle varie Rugaas, Stilwell & C.
        Con la differenza che almeno lui, per arrivare a chiederle, si è fatto un mazzo così puzzando e ravanando negli intestini di animali morti: la Stilwell (la Rugaas proprio no!) invece va a fa’ l’educatrice gentile con i tacchi da 15… il che mi fa sorgere qualche dubbio. Non perché non sia lecito cambiarsi le scarpe, quando vai a tenere un seminario anziché a pastrugnare cani: ma dopo trent’anni di pastrugnamento cani in scarp-de-tennis, giuro, se io provo a salire sui tacchi da quindici dò una facciata per terra! 🙂
        Comunque, divagazioni a parte: Ellis è uno dei millemila personaggi televisivi: nè un santo nè un eroe, per l’amordiddio. Però di lupi, come ha già scritto Mangini in un commento precedente, “ne sa”.

        Quanto a Eaton, infine, io ADORO chi scrive in modo semplice. “Scrivi come mangi” è il mio personale motto da sempre, quindi mai mi azzarderei a criticare chi lo fa: però mi piacerebbe vederci anche qualche contenuto, e non solo dei luoghi comuni (o delle critiche agli stessi) trooooppo elementari per chi di cinofilia ne sappia qualcosa in più delle Sciuremarie.
        Quindi: se è una Sciuramaria a dirmi “quanto mi è piaciuto quel libretto”, non le trovo nulla da ridire. Se me lo dice un cinofilo, resto decisamente perplessa! 🙂

        • “gentilmente” puoi evitare di accomunare la Stilwell alla Rugaas?
          specialmente se lo fai in un contesto che disapprovi?

          credo, personalmente, che alla Rugaas i cani debbano molto!

          che gli uomini non siano capaci di capirlo, poco m’interessa.
          grazie, ciao

          Alessio

          • Non le accomuno affatto! Dico solo che entrambe di fanno pagare parecchio per corsi, seminari ecc.: solo che l’una si presenta vestita da educatrice cinofila e l’altra da modella.Cmq era solo una battuta!

        • Se Shaun ne sapesse di lupi, saprebbe che per studiarli veramente non bisognerebbe intrommettersi in maniera così pesante nella loro natura creando un anomalia tra l’altro in una situazione già anomala quale possa essere una riserva naturale!

          • Anuk, eppure tutti prendiamo per buoni gli studi di Pavlov, che i cani li osservava imbragati su un tavolo di laboratorio, magari pure con un bel tubicino inserito chirurgicamente nello stomaco…

          • Non confondiamo le acque, stiamo parlando di ambiti completamente diversi.. Pavlov era un vivisettore.. che per alcuni (me compreso) corrisponde alla parola Boia (e sono gentile!) !

          • Lo so benissimo, Anuk: ma dai suoi studi deriva tutto il condizionamento classico, mentre da quelli di Skinner (torturatore di bambini, oltre che di animali) deriva tutto il condizionamento operante, base del metodo gentile.
            Era solo per dire che se Ellis ha operato in condizioni innaturali, non è che questi signori abbiano avuto a che fare con cagnolini scodinzolanti e festosi che zompettavano in un prato: eppure studiamo TUTTI su quello che hanno dedotto loro dai loro esperimenti di laboratorio!

          • Tu va’ sempre a guarda’ il capello! 😛
            E cmq pure l’habitat naturale dei topi non è precisamente una gabbia col fondo elettrificato!

          • Io dico che si poteva far benissimo a meno di questi signori che tu hai menzionato e che, tornando all’argomento della discussione, lo studio di un comportamento di un animale non può ritenersi valido se non in condizioni naturali.. a meno che non si voglia studiare una “devianza umana” che per me non ha molto interesse!

          • Anuk, una parentesi: questi signori sono vissuti in un epoca in cui non ci si faceva alcun problema a fare una guerra con una decina si milioni di morti.
            Figuriamoci con gli animali

          • @McZook lo so, quello che intendevo dire è che non servivano due sadici per fare queste scoperte.
            @Valeria ho capito cosa mi vuoi dire e ti ringrazio per gli spunti di riflessione che mi hai dato.
            Hai però portato come esempio lo studio appundo del condizionamento del comportamento di un individuo, mentre qui stiamo parlando dello studio del comportamento di diversi individui tra conspecifici nel loro contesto naturale!
            Shaun Ellis con la sua intromissione ha condizionato il comportamento dei lupi che tra l’altro vivevano in riserve, quindi già condizionati da una situazione non naturale!
            Io mi chiedo, con quale scopo? Perché diaciamo la verità, cosa ha dato in più la sua “ricerca” alla scienza?
            Niente, o meglio, oltre a causare un trauma in quei lupetti che han perso la mamma in fasce, ha solamente ribadito un concetto che era già chiaro a tutti anche senza di lui: Un uomo non può insegnare un lupo ad esser lupo.
            A darmi ragione sono i risultati ottenuti: i “lupi” cresciuti da lui non possono chiamarsi tali dato che in natura da soli non riuscirebbero a sopravvivere!
            Oppure vogliamo dar credito alle sue strampalate e superate teorie tipo che non bisogna lavarsi per non perdere l’odore e quindi non esser più riconosciuti o che bisogna mangiare il fegato per esser considerati il soggetto Alpha?!?
            SIAMO SERI: La scienza ha delle precise regole create appositamente per difenderla dai ciarlatani!

  3. molto interessante, anche questo scritto.

    anch’io ho sempre espresso “perplessità” attorno ai concetti comunemente usati (dal volgo, es. quelli che incontri nelle aree cani) di dominanza, capobranco, cane alpha, ecc…

    va anche detto che, se non vogliamo chiamarla gerarchia, dobbiamo comunque chiamarla ORGANIZZAZIONE quando si crea un gruppo più o meno stabile di soggetti che variamente interagiscono per il soddisfacimento di esigenze comuni ed esigenze personali ma conseguibili meglio attraverso la cooperazione.

    se la chiamiamo ORGANIZZAZIONE invece che gerarchia, ragioneremo dei RUOLI invece che dei ranghi… ed i soggetti si organizzano, si assumono compiti, naturalmente nel modo più efficiente possibile!

    quello che però, a mio avviso, sposta i termini dell’analisi è la convivenza UOMO/cane nelle condizioni sociali umanamente definite: in questo caso il ruolo dell’uomo e quello del cane non possono essere stabiliti in altro modo che A PRIORI.

    concordo quindi con Eaton nell’affermare che il cane non ha minimamente alcuna intenzione di alzarsi la mattina per andare a timbrare il cartellino in ufficio, andare a fare la spesa, pagare le tasse, ecc… tanto meno ha velleità di essere eletto a sindaco o deputato, o di avere un seggio permanente alle Nazioni Unite!

    quindi NON TENTERA’ MAI LA SCALATA GERARCHICA nei confronti dell’uomo.

    quello che può accadere – e che accade – è che sia l’uomo a confondere i ruoli… in quel caso il cane non capisce più niente e MANIFESTA IL SUO DISAGIO assumendo comportamenti che l’uomo interpreta come insubordinazione!

    sarà che io mi occupo (è un mio limite lo so) quasi solo di molossoidi e magari proietto su tutte le razze le stesse conclusioni?
    (come m’ha detto qualcuno)

    il rapporto UOMO/molosso è molto semplice, in realtà: non c’è bisogno di inventarsi prelibatezze gastronomiche o giochi tecnologici per avere la sua attenzione… il molosso ti guarda 24 ore al giorno, sei già il centro del suo universo (anzi bisogna stare attenti a stimolarlo ad interessarsi anche a tutto il resto del mondo)…

    per riuscire a creare un CATTIVO rapporto con un molosso ci vuole davvero tanto IMPEGNO, credetemi, eppure qualcuno ci riesce!

    e magari dà la colpa al cane… e dice che è “dominante”, che “tenta la scalata gerarchica” solo perchè magari è pigro e svogliato nel seguire l’umano nelle sue stupide fantasie (che ne so, magari pretende di fargli riportare la palla)…

    in conclusione: i RUOLI nel gruppo umano/cane sono chiari perchè non siamo animali della stessa specie, quindi tra di noi non ci può essere confusione… a meno che non siamo noi umani (artefici di ogni cosa innaturale esista al mondo) a crearla!

    rimango in ascolto dei vostri pensieri

  4. Non siamo della stessa specie, ma il cane NON LO SA! O meglio, lo sa solo fino a un certo punto. Altrimenti ditemi che l’impregnazione la facciamo giusto per passare il tempo (se non fosse servita a far pensare ai cuccioli che apparteniamo allo stesso gruppo sociale, se non proprio alla stessa specie, mi sarei risparmiata ore ed ore passate in sala parto a farmi annusare-toccare-pastrugnare e viceversa!)… però mi dovrete anche spiegare per quale motivo, se non la facciamo, il cane non si fida più dell’uomo e non collabora con lui!

    • uhm, il cane non sa che non siamo della stessa specie, certo! ma sono sempre convinta che il cane creda di essere un umano, piuttosto che l’uomo sia un altro cane, quindi non vedo perchè l’uomo per relazionarsi col suo cane debba comportarsi da lupo (che ancor meno c’entra col cane)!
      Gli studi sui canidi possono aiutarci a capire perchè il cane si comporta in certo modo, ma il cane sa relazionarsi benissimo con l’uomo da migliaia di anni, ben prima della nascita di addestratori, quindi le regole del branco canino contano ben poco nel rapporto uomo-cane..

      • uhm..riletto il mio commento DOPO il caffè..è da delirio, lo ammetto!! ho avuto una notte pesante..CHIEDO UMILMENTE VENIA! mi autopunisco e salto tre turni..;-) Giurin giurello!

      • Silviapix, il cane forse pensa di essere un umano quando gli umani lo trattano come tale. Però il suo DNA canino (e, se andiamo indietro nel tempo, anche un po’ lupino: c’entra più poco, è vero, ma c’entra ancora. Come nel nostro DNA c’entrano ancora le scimmie…e spesso si vede! :-)) ha comunque la meglio su qualsiasi “convinzione” che l’uomo possa indurgli: anche perché il cane non è un’oca e quindi non si imprinta per la vita, ma modifica le proprie convinzioni e quando incontra altri cani “scopre” comunque di essere cane.
        E’ vero che il cane sa relazionarsi benissimo con l’uomo da migliaia di anni: ma per migliaia di anni l’uomo l’ha “addestrato”, non riempito di fiori di Bach & affini. E infatti, per migliaia di anni, il cane non ha avuto bisogno di psicologi e psichiatri (o comportamentalisti che dir si voglia).

        • ho contato, ho contato: volevo fare tre commenti ed ho taciuto, adesso posso rispondere, poi questo era rivolto a me! 😉
          Quello che intendo è che la differenza base fra cane familiaris e canidi selvatici sta proprio nella innata capacità di aggregarsi all’uomo, in singolo ed in branco, una differenza che sembra inezia, ma inezia non è (così come appare ad esempio nella storia da te raccontata dei vari tentativi di creare ibridi che non sapevo e che mi è piaciuta tanto!).
          Non è l’uomo che all’inizio della storia è stato così bravo da “domare” il lupo (..coyote? dingo? canide ancestrale?), ma alla base c’è la capacità di un animale di superare la timidezza “selvatica” e di avvicinarsi ad un’altra specie creando con essa un rapporto..
          Questa capacità è tramandata geneticamente, è fissata, richiede cambiamenti biochimici, neurologici, anche fenotipici e troppo spesso viene trascurata, riportando esempi lupini nel rapporto col cane, o cercando di trasportare le regole fra cani alle regole che un cane ha con gli umani.
          Lo dimostra il fatto che lupi ammaestrati/addomesticati non riescono mai a comportarsi da cane, anche se presi da neonati e superimprintati sull’uomo, ma invece accettano di interagire in modo cane-simile con persone che si mascherano da lupi (vedi Ellis) [ma anche la Fossey con i gorilla, è partita fingendosi/comportandosi da gorilla].
          Quello che manca ad un lupo addestrato ed imprintato sull’uomo è la capacità di perdere ogni istinto alla difesa, alla fuga in contesti nuovi, di affidarsi totalmente al conduttore, cosa che invece il cane, adeguatamente “curato” (fisicamente ed emotivamente) sa fare senza che nessuno glielo insegni (vedi il recupero di Raoul basato proprio sull’acquisizione di fiducia nel rapporto uomo/conduttore superando assieme a lui difficili prove, se ho capito giusto).
          Quindi non credo che un uomo debba comportarsi da lupo per interagire con un cane, ma che il cane sappia benissimo interpretare la nostra “umanità”..poi se ci sono problemi nella relazione, credo che sia anche per il fatto che gli uomini si comportano “disumanamente” (e parlo non solo di violenza nei confronti del cane, ma anche di forme di amore stile teddy bear che pure sono scorrette nel rapporto madre-figlio!)

          • Silviapix, non è neanche così semplice… per passare da lupo a cane pare (“pare”, visto che in realtà nessuno ha ancora certezze assolute su quello che è successo e neppure su “quando” sia successo: si era partiti da 14.000 anni fa, ora siamo a 100.000 anni fa…e ho l’impressione che non sia ancora finita!) siano occorsi ulteriori passaggi attraverso quello che io chiamo assai poco scientificamente “lupcane”, ovvero un animale che, spontaneamente e naturalmente, ha perso parte della tipica diffidenza del lupo verso l’uomo.
            Che i cani non siano lupi, è un dato di fatto: guarda, io vado pure oltre sostenendo (e pure convinta!) che i cani non siano neppure cani! I cani sono chihuahua, alani, border collie, cani corso, bull terrier… eccetera eccetera.
            E non solo: ogni chihuahua è diverso dall’altro, ogni bull terrier è diverso dall’altro e così via.
            Peeeeeeeeeeerò!… di base c’è qualcosa che li accomuna: l’essere animali sociali e collaborativi. C’è chi questo lo rivela in modo più “lupino” (vedi i miei huskyes, che avrebbero potuto interpretare pari pari la classica “famiglia di lupi” descritta da Mech) e qualcun altro in modo molto meno lupino (in parte per selezione umana, ma in parte, credo, anche per selezione naturale: i molossi erano già poco gerarchici prima che l’uomo ci mettesse becco): se io mollassi un “branco familiare” di pit bull in un prato, così come facevo con i miei husky, assisterei probabilmente a dei pregevoli combattimenti, anziché a tanti bei giochi inframmezzati da qualche ritualizzazione gerarchica.
            Quindi: a) prima di parlare di “cane” in assoluto, dovremmo capire a “quale” cane ci stiamo riferendo; b) quando invece parliamo di cuccioli (ovvero di animali che attraversano le fasi di impregnazione, socializzazione, ordinamento del branco e così via), parliamo di qualcosa di molto,molto ma MOLTO simile l’uno all’altro.
            I cuccioli di lupo imprintati (come ha dimostrato Shaun Ellis, decebrato o meno che sia) hanno confidenza con l’uomo. Perfino i rapaci imprintati (che se non son selvatici loro!) hanno confidenza con l’uomo. Però un rapace non imprintato lo puoi convincere lo stesso a collaborare con te (chiedi a Claudio Mangini per conferma): un cane non imprintato sarà terrorizzato dall’uomo per sempre.
            In tutto questo violenza o gentilezza, rapporto umano o disumano, non c’entrano nulla: questa è etologia pura e semplice.
            Il resto è questione di sensibilità, di modo di intendersi, di rispetto e di tutto quello che vuoi metterci: ma se non partiamo dal concetto di “interazione tra specie che ritengono di appartenere alla stessa società”, parleremo sempre del sesso degli angeli.

          • d’accordo con te su molte cose Redazione, ma non credo che mai si riuscirà a portare un cucciolo di lupo imprintato in giro col guinzaglio in città! Confidenza ed affidarsi sono due cose diverse! 😉

          • Silviapix, ma infatti impregnazione e domesticazione nun so’ mica sinonimi! 🙂
            Bisognerebbe (se si volesse) lavorare sulla domesticazione dei lupi così come si è fatto con le volpi: quelle, al guinzaglio, ce le hanno portate. Però con un gran lavoro di selezione dietro.

          • si, ma che fine hanno fatto le volpi di trut?? sono ancora nella farm, ci hanno fatto qualche studio genetico, ma in giro non ci sono! 😉

          • Silvapix, lassamo perdere, va’… che gli esperimenti di domesticazione delle volpi sono stati fatti al solo ed unico scopo di ottenere animali da pelliccia più docili e quindi più facili da maneggiare rispetto a quelli selvatici 🙁 Altro che portarle al guinzaglio come pets!
            Siamo al livello di Green Hill, se non peggio (almeno questi hanno la scusa – bieca – della vivisezione per tutelare la salute umana: ma i pellicciai non hanno manco quella!).

  5. Valeria, quando scrivi:

    “La famigliola che mangia pur di non lasciar mangiare il cane per primo o è una barzelletta (e allora mi sta bene), o è un altro insulto all’intelligenza di qualsiasi cinofilo”

    … beh questi insulti li hanno scritti su libri vendutissimi gente come Jan Fennell o Patricia B. McConnel…

    quando scrivi:

    “l’impregnazione la facciamo giusto per passare il tempo (se non fosse servita a far pensare ai cuccioli che apparteniamo allo stesso gruppo sociale”

    … in realtà stai proprio confermando quello che scrivevo io: il cane NATURALMENTE sa di essere di una specie diversa dalla nostra!

    se non facciamo l’impregnazione, non è che il cane si senta “promiscuo” rispetto all’uomo e che possa confondersi con esso… anzi, AL CONTRARIO, il cane non si sentirà parte dello stesso contesto sociale, quindi a maggior ragione non avrà alcuna inclinazione a ritagliarsi un ruolo o un rango in tale contesto!

    ergo: se non facessimo l’impregnazione, ancor più non ci potrebbe essere confusione di ruoli!

    • Espada, se non fai l’impregnazione il cane, quando vede un umano, scappa oppure lo attacca! E la cosa è pure irreversibile, o quasi.
      Quindi, di cosa stiamo parlando? Il cane si rapporta in modo collaborativo SOLO con i conspecifici: il resto del mondo è fatto di predatori, prede oppure soggetti neutri da ignorare completamente.

      • Redazione, metti d’accordo i tuoi messaggi…
        😀

        1) io ho scritto che i cani e gli uomini non sono della stessa specie ed i cani perciò non confondono i ruoli

        2) tu hai risposto “se non fosse servita a far pensare ai cuccioli che apparteniamo allo stesso gruppo sociale, se non proprio alla stessa specie, mi sarei risparmiata ore ed ore passate in sala parto a farmi annusare-toccare-pastrugnare e viceversa”

        3) io ho confermato “se non facciamo l’impregnazione … il cane non si sentirà parte dello stesso contesto sociale, quindi a maggior ragione non avrà alcuna inclinazione a ritagliarsi un ruolo o un rango in tale contesto”

        4) tu ribadisci “se non fai l’impregnazione il cane, quando vede un umano, scappa oppure lo attacca”

        … ed io torno a dire: concordo!

        quando poi affermi “Il cane si rapporta in modo collaborativo SOLO con i conspecifici” vorresti dire che il cane, a seguito dell’impregnazione, considera l’uomo come un suo conspecifico?

        spero proprio di no… perchè sarebbe davvero difficile per te dimostrare una simile idea!

        • E’ esattamente quello che voglio dire! Ma non ho bisogno di dimostrarlo io: è l’ABC dell’etologia, santiddio!
          Certo, si è partiti dal concetto che il cane considerasse l’uomo come suo “totale ed assoluto” conspecifico (anche se fin dai tempi di Trumler si facevano le debite distinzioni tra l’imprinting delle oche e quello del cane), e oggi si preferisce parlare di appartenenza allo stesso gruppo sociale… ma cambia molto poco. Il cane non crede che noi siamo cani e non crede neppure (almeno si spera…) di essere un uomo: crede, però, che esista un ambito sociale in cui le nostre due specie interagiscono.
          E se non glielo fai credere attraverso l’impregnazione, non lo crederà mai e non collaborerà mai con l’uomo.
          Se neghiamo pure questo…allora neghiamo completamente l’etologia e mi arrendo a bandiera bianca spiegata.

          • “il cane non crede che noi siamo cani e non crede neppure di essere un uomo”

            d’accordissimo

            “crede, però, che esista un ambito sociale in cui le nostre due specie interagiscono”

            d’accordissimo anche su questo…

            ma non significa che il cane creda che in quell’ambito sociale, il cane confonda cani e uomini… o che non sappia che in quell’ambito sociale il RUOLO dell’uomo ed il RUOLO del cane siano nettamente differenti!
            (altrimenti dovremmo aspettarci che il cane ci offra del cibo, ad esempio!)

            se vogliamo negare questo, sono io che alzo bandiera bianca… e non è che io consideri la bandiera che alzeresti tu più “qualificata” di quella che alzerei io!

            in conclusione: l’idea che il cane possa concepire una “scalata gerarchica” nei confronti dell’uomo, PER ME, è del tutto priva di qualunque ragione.
            è possibile invece che l’uomo confonda le idee al cane e lo costringa a manifestazioni di disagio sociale

            PS: non è che affermare “è l’ABC dell’etologia” possa esimere da dimostrare qualcosa!

            anche perchè l’etologia ha dimostrato alcune cose (ergo: vanno dimostrate) ed altre invece no… purtroppo è una scienza in cui non tutto è certo, tanto è vero che spuntano fuori continuamente posizioni contrastanti da parte di etologi che smentiscono altri etologi.
            tutto questo articolo ne è un esempio lampante!

          • Espa’…. è proprio perché non c’è nulla di dimostrato al 100%, perché in giro si trova tutto e il contrario di tutto, che io preferisco basarmi su ciò che ho visto in quarant’anni di vita vissuta in mezzo ai cani (e non in mezzo ai libri, anche se di libri ne ho letti a valangate).
            Sono profondamente convinta che chiunque faccia il mio stesso percorso (leggere da una parte, ma anche osservare “dal vivo” dall’altra) debba arrivare per forza alle stesse mie conclusioni: ma per l’amor del cielo, la pistola non la punto contro nessuno.
            Semplicemente…mi siedo sulla riva del fiume e aspetto! 🙂
            Tu non hai idea di quanti “cadaveri” (metaforici, grazie al cielo) siano già passati!
            Ovviamente, essendo io tardona, non è escluso che prima di vedere quelli dei più giovani…passi io (come cadavere “reale” e non metaforico): in tal caso vorrà dire che mi siederò sulla nuvoletta (o più probabilmente su qualche forcone) e osserverò da là!

          • Ho una domanda proprio da profana, mi scuserete. E` a proposito dei RUOLI di cui parla espada quano dice che il cane,nell`ambito sociale in cui interagisce con l`uomo non confonde i ruoli dell`uomo e del cane e cita a proposito il fatto che non procuri il cibo quindi non si considerebbe un conspecifico. In una famiglia puo` succede che l`impregnazione di cuccioli avvenga sia per cani che per gatti quando li si riceve piccolissimi e li si svezza “tutti insieme”. Ora la gatta adulta che porta a casa la preda (magari un arrosto crudo risultato di un furto dai vicini ma sempre preda e`)per la famiglia tutta, compreso il nuovo cucciolo di cane e i suoi che sono stati affidati alla cagna che nel frattempo fa la balia a tutti indistintamente, cosa sta facendo? Si e` incasinata sui conspecifici? Io ho sempre pensato che da adulta della famiglia pensasse di fare la sua parte collaborando con la caccia proprio perche` conscia di vivere in questo ambito sociale in cui tutte le speci interagiscono e dove tutti si collabora. Con ruoli interscambiabili. Puo` essere?

  6. Vorrei spezzare una lancia a favore di Ellis per un solo motivo: di lupi ne sa…e ne sa molto (portatelo in un areale, fateglieli trovare e vi renderete conto di cosa dico).
    Al di là del fatto che si sia occupato di pseudo lupi in ambito televisivo (come è normale che sia), Shaun ha fatto molte ricerche su questa specie, ma le ha portate avanti in modo “personale” e discutibile, almeno secondo i criteri della scienza ufficiale.
    Pensare che un prodotto mediatico sia significativo per valutare la preparazione di un professionista, è fuorviante e ingiusto, anche perché Ellis stesso non fa un programma mirato alle tecniche di relazione uomo-cane, ma si è limitato a confezionare un prodotto ad effetto (woooowwwww!!!).
    Sugli studi di Bonanni si è invece strumentalizzato…e parecchio.
    Ha semplicemente dimostrato la plasticità degli status sociali intraspecifici di alcuni gruppi di RANDAGI (non ferali), senza entrare nel merito dell’ambito interspecifico.
    Per quello basta la conoscenza dei mammiferi sociali, la cui comunicazione (e la stessa vita) si basa – innanzi tutto – su REGOLE CHIARE E COMUNEMENTE ACCETTATE – a cui partecipano valori condivisibili e simili tra loro, ed altri specie/specifici.
    Nel caso di cane-uomo, forse più che in ogni altro binomio (ma mi vengono in mente tanti altri gruppi interspecifici che nessuno si fila per ignoranza elementare), lo spirito cooperativo è piuttosto evidente, ma stiamo sempre parlando di cose vecchie come il mondo; trite e ritrite.
    Quando ero piccolo e sentivo i cacciatori maremmani dire:-“Il capobranco dei miei cani sono io!!!” – si avvertiva l’ironia, a volte la satira, perché nessuno di loro ci credeva – e ci crede oggi – veramente.
    Il tutto è quindi nato per effetto mediatico e a causa della conseguente speculazione Cinofilosofica, la quale non si rende nemmeno conto – perché forse non lo sa nemmeno – che gente come Skinner e Pavlov ERANO DEI VERI E PRORPI BOIA e vivisettori; altro che “Santarelli dell’oratorio” da prendere a modello.
    Ci sono termini relativi alla “cooperazione tra specie” che sono antipopolari, pur essendo una base etologica imprescindibile (“egoismo” – per fare un solo esempio), e la vedo dura fare cultura cinofila in questo periodo storico, dove non conta affatto la realtà oggettiva della natura, ma la “Disneyanità” con cui alcuni individui la vanno a vendere speculando sull’ideologia dei sentimenti nazional popolari.
    Ecco: questa – a mio avviso – è una vera e propria forma di maltrattamento, capace di radicarsi e stratificarsi sul lungo termine in nome di un antropocentrismo di basso profilo; lo stesso che nega i ruoli e le regole degli status sociali di OGNI forma vivente.
    Basta vedere la strumentalizzazione feroce – quanto squallida – delle parole di Bekoff (stendiamo un velo pietoso)… 🙁

    • Il nostro comune amico Francesco Polidori mi ha reso noto questo articolo che condivido per la maggiore. Ho già ringraziato Romanoni per aver citato un mio articolo apparso su Cani Utili.
      Dopo averti sentita parlare al convegno di Verona, ho convenuto, come tu dici cara Valeria, che in fondo la pensiamo allo stesso modo anche se usiamo termini diversi.
      Coerentemente, se ne rendano conto i lettori di Ti Presento il Cane, quello che conta non sono i termini ma i concetti che ognuno di noi porta a conoscenza.
      A questo punto che il proprietario lo si chiami Capobranco o Capogruppo (come Gasparri per il PDL 😉 ), leader, partner, figura di riferimento o Superpippo poco importa. Quello che deve (e ribadisco DEVE) veramente interessare è che dietro un termine, qualsiasi venga usato, deve sempre esserci la consapevolezza del rispetto e della ricerca di cooperazione nei confronti del proprio cane. Se si fa questo, il cane darà in cambio tutto se stesso.
      Per quanto mi riguarda, i miei cani sono i miei compagni di vita. Ma non coniamo un nuovo termine per dire le stesse cose.

  7. redazione concordo con te che il cane non sa che siamo la stessa specie o meno lo sa fino ad un certo punto pero noi lo confondiamo ad bastanza facendo modo di cercarlo di umanizzarlo pero lui non credo che ci chieda di diventare come lui e mi domando perché in vece l uomo lo vuole obbligare a vivere come lui io credo che ci sia una cosa che debba capire l uomo che il cane e un animale e l uomo e un’altra specie di animale che possono vivere in si eme ma con rispetto della loro vita privata se noi rispettiamo e trattiamo bene loro loro non fanno altro di rispettarci ancora di più di come fanno già ora perciò oltre condividere il tuo pensiero a giungo queste parole ieri o visto un alano in un condominio era bellissimo era un arlecchino ma il padrone viveva in un alloggio di 80 metri quadri tu cosa ne pensi non e gru delta e altruista

    • Matteo, c’è un errore di base in tutto questo: è stato il cane a scegliere di vivere con l’uomo. Nessuno lo ha “costretto”. Se fai una scelta (di comodo, perché tale è stata per entrambi), ne sopporti anche le conseguenze e i compromessi.
      L’alano è un cane da compagnia, che ha bisogno di pochissimo spazio e pochissimo moto: preferisco un alano in 80 metri quadri piuttosto che un beagle (segugio con ben altre esigenze).

  8. Stavo pensando di non ‘iscrivermi’ a seguire questa ennesima discussione su dominanza sì o no ma visto il livello dei primi commenti ho cambiato idea 😉

  9. personalmente sono arcistufo di essere preso per i fondelli da persone che dicono le stesse cose di altri e da anni facendo finta di dirne di nuove e di migliori, ottenendo solo il risultato di confondere le idee ai proprietari ed ahimè agli educatori/addestratori che formano. Questi danni, poi, li vivo sulla mia pelle quando le persone a cui cedo i miei cani vengono male instradate nel rapporto con il loro molosso e poi sono cazzi! dato che in cinofilia , come in politica c’è il nepotismo, ci sono i totem etc, per cui se un comune mortale si permette di contraddire determinati nomi/persone finisce investito da titoloni, parole altisonanti che fanno figo,ma che poi davanti alla pratica non dicono niente, sono a chiedere cortesemente una cosa:
    Premesso che le mie idee ed opinioni convergono in piena con quelle di Valeria Rossi, dai quali scritti ho appreso negli anni quello che ad oggi è il mio vivere con il cane, invece di fare tante parole, io sono a mettere a disposizione il mio branco, il mio branco è formato da 7 cani corso, 6 femmine ed un maschio che vivono assieme 24 ore su 24 (tranne alcune ore dove dobbiamo se lasciati soli separare alcune femmine se no ” si dimostrano se sanno comunicare nei corretti modi” fino a strapparsi la testa….), NON HO BOX, i cani vivono in casa, dormono su letti e divani e per gli amanti del genere sono “ducati” non “addestrati”, per cui “vergini”, oltre a loro ci siamo io e mia moglie + 7 gatti di casa e svariati gattini ospiti per qualche tempo, in ultimo il coniglio, che sta fuori in un recinto ” alla mercè ” dei cani. durante le cucciolate la mamma partorisce con il branco attorno, i cuccioli crescono in mezzo agli adulti , dove le femmine spesso si fanno venire il latte per dare il cambio alla femmina che ha partorito. ora VENITE a VEDERE ed a FILMARE, se non esistono certi comportamenti, se i cani si vogliono solo conoscere e tutta la manfrina, dopo che avete toccato con mano in un branco per giorni e non in campo d’addestramento o sui libri , ne parliamo. sono arrogante e presuntuoso? se non seguire ciecamente qualcuno per chi è,ma per cosa dice mi rende tale, FIERO DI ESSERLO!

    • Canedamasseria,
      è vero che tutti scoprono l’acqua calda… purtroppo!

      è la legge del marketing!

      quello che io non sopporto è chi, pur dicendo magari le stesse cose degli altri, cerca in tutti i modi di denigrarli per sembrare che loro dicevano il contrario e lui è l’unico depositario della verità!

      complimenti per come tieni i tuoi cani!

      però non puoi – secondo me – considerare le loro dinamiche come “dinamiche di branco di cani” perchè vivendo con l’uomo, le loro dinamiche sono comunque condizionate dalla vostra presenza.

      in sintesi: se vivessero per conto proprio, allo stato brado, si organizzerebbero in modo diverso.
      e non sono così sicuro che si aggregherebbe spontaneamente un “branco” con 6 femmine e un maschio…

  10. Articolo Meraviglioso, di cui condivido ogni singola virgola!

    Per quanto riguarda Shaun Ellis io l’ho sempre reputato un altro buffone televisivo ed il suo show è abilmente costruito come lo è quello del noto Cesar Millan, paragone che parla da solo!
    Non penso invece che si possa paragonare il lavoro svolto da Dian Fossey a quello di Shaun Ellis! Non perché gli Scimpanze non sono i lupi, non perché lei non ha girato video sensazionalisti da dare in pasto al telespettatore medio, ma soprattutto perché questa donna si è battuta fino a rimetterci la sua stessa vita con lo scopo di salvaguardare quegli animali che amava tanto e non certo quello di portarsi milioni in tasca!
    Per quanto riguarda invece la loro valenza effettiva, rimando alla considerazione che il mondo scientifico ha di questi due personaggi..

  11. canedamasseria guarda che non melo devi io ho un dogo argentino un labrador e un gatto pero vivono fuori perché io li amo perché si fa grande pero li tiene in casa e li fa dormire nel letto io non credo che li ne rispetti ne li ama e poi io conosco la razza tua e non sono piccoli cani e poi tu per me puoi fare quello che vuoi tanto lo già spiegato prima se parli di capire e di amare i tuoi cani rifletti e io non sono mai ne andato mai da un addestratore ne leggo solo ma e la more che provo per qualsiasi animale che vive sulla terra che mia fatto capire certe cose l’unico animale che non sono mai riuscito ad capire e l uomo

  12. Anuk sai saranno bufoni ma pero quando uno persona dimostra di sapere e di essere in gamba spaventa ad molti sopratutto qua in italia ai più famosi levatori e addestratori quando in vece di avere delle paure che si chiamo dubbi basterebbe rispettare come lavorano senza buttare merda poi non condividere ma rispettare io non condivido tutto e tutti per il modo in cui lavorano ma li rispetto e se ai seguito o litigato con VALERIA ROSSI ma la rispetto molto anche se non si vede ma la rispetto

    • Matteo mi piace tanto quello che hai scritto: “la rispetto molto anche se non si vede ma la rispetto”
      Pollice verde 🙂

    • Io non rispetto uno che si costruisce degli show con l’unico scopo di rincoglionirmi con gli “effetti speciali”, perché è evidente che costui stia offendendo la mia intelligenza.
      Ogni puntata dell’uomo lupo era costruita con questa tecnica cinematografica cara ai film di azione, che di contenuti non ne hanno ma fanno leva sul cosidetto “effetto WOW”!
      Se poi si va ad approfondire si capisce quanto siano assurde certe teorie di Ellis, spesso criticate ed in antitesi con quelle di studiosi veri (Cosa che ti invito a fare)!
      Dammi retta Shaun non spaventa proprio nessuno, magari infastidisce ma non fa proprio paura..
      Cesar invece spaventa si, non perché più bravo o competente, ma perché è uno che è riuscito a far miliardi prendendo a calci i cani e convincendo le persone che fosse la soluzione a tutti i loro problemi!
      Cesar è unn buffone pericoloso che dovrebbe esser isolato dalla cinofilia, o meglio oscurato, ignorato, perché più se ne parlerà e più, questo bastardo senza scrupoli, avrà successo…

  13. In un’opera di Levi Strauss (non ricordo con certezza quale, l’ho studiata molti anni fa, ma potrebbe essere “Il pensiero selvaggio”) si parla di una popolazione primitiva (i Bororo) che sostiene di essere dei pappagalli rossi. L’antropologo afferma che in realtà i Bororo sanno benissimo che esistono significative differenze tra loro e i “veri” pappagalli rossi e tuttavia pensano di appartenere alla stessa categoria, ben distinta da tutti gli altri animali.
    Se lo pensano degli homo sapiens (quantunque primitivi) qualcosa di simile (anche se più impreciso) non potrebbe pensarlo anche il cane? Cioè che loro e noi apparteniamo alla stessa categoria, ben distinta da ogni altro animale pur essendoci significative differenze tra noi, che il cane ha ben presenti.

    • io direi di no! I cani sono diversi dall’homo sapiens e non è detto che se una cosa vale per l’uno debba valere anche per l’altro!!

  14. mah! Da cinofilo non filosofato credo che spesso si perde di vista che non tutti i propretari di cani sono capaci di capire e applicare concetti di zooantropologia beahaviorsmo rinforzo negativo o positivo. . . stato sociale o dominanza. . .non tutti i proprietari possono permettersi un percorso educativo completo o meglio ancora non si pongono il problema finché il proprio cane diventa ingestibile. . .ed è a quel punto che si rivolgono ad un educatore ( venissero tutti con i cuccioli. . . . ) che a quel punto si ritrova un padrone che non sa nulla di cinofilia e un cane che ha radicato cattive abitudini. Ed è li che il bravo educatore deve trovare la chiave giusta per coinvolgere il binomio uomo cane in un percorso educativo. Poi al padrone (sciuramaria) interessa relativamente se usiamo termini come leadership o dominanza o status sociale, ma sarà felice di vedere che il cane non gli mostra più i denti, che può portarlo a passeggio e non viceversa, che ha acquistato un certa influenza sul suo cane. Se poi certe disquisizioni restano argomenti degli “addetti ai lavori” credo che andrete avanti ancora per un bel po di anni. . .

  15. Mi hai fatto ricordare che quando ero bimbo e mi raccontavano la favola di Cappucetto Rosso, dovevano sempre far tornare in vita il lupo altrimento piangevo. 🙂

  16. matteo, i miei cani hanno a disposizione terreno e casa, entrano ed escono a piacimento e sui letti e sui divani ci vanno da soli nonostante abbiano la porta aperta per uscire …….non per obbligo, probabilmente saranno masochisti?
    Espada , il cane in natura non esiste, il cane nasce dalla selezione dell’uomo, se l’uomo non avesse addomesticato il selvatico, il cane oggi NON ESISTEREBBE. non solo, chi ha seguito i ferali , che non sono come erroneamente si tende a pensare, la normale evoluzione del cane libero, bensì un’aggregazione di circostanza tra cani abbandonati che cercano di sopravvivere , certe dinamiche le ha viste eccome! ripeto, poi a tutti, non siete d’accordo , lo rispetto,ma se volete dimostrarmi il contrario venite ospiti da me (la moglie è pure un’ottima cuoca) e gesto dopo gesto, atto dopo atto, con i fatti, sul posto, non dietro una tastiera, confutate ogni mia convinzione. se no si torna al gioco del io dico, tu dici. confrontiamoci, sul campo io sono disponibilissimo……

  17. antonello ciao rispondere alle tue domande posso iniziare adirti in parte ai ragione ma se un cane ringhia o morde e il padrone che a dei grossi problemi ma e certo che oggi abbiamo giovani ragazzi che farsi notare dai suoi coetanei e pur non avendo mai avuto che fare con cani acquistano cani con certo carattere poi ce la moda e poi ci sono le pubblicitari e il grande fratello film e cosi anche chi non a mai avuto un cane compra varie razza e poi si trovano con grossi problemi. riguardo alla possibilità di non riuscire andare da professionisti be devi pesare prima di comprare un animale che a dei costi io conosco gente che non fa i vaccini e la cura della filaria perché non anno soldi e dicono che e cara allora prima di fare un passo bisognai connettere il cervello non sei d’accordo

    • Caro Matteo il 90% delle volte che un binomio si rivolge ad un educatore esordisce dicendo: il mio cane ha un problema…..Ma quasi sempre il problema è creato dall’uomo….è vero che sull’acquisto di un cane incide tantissimo la televisione, la moda e l’intelligenza….ma è anche vero che spesso ti trovi di fronte persone che sono realmente innamorate del proprio cane, innamorate a tal punto da non capire che gli stanno facendo del male…..Non ho conoscenze tali da dire con certezza se esiste la dominanza o la collaborazione….ma posso dire con assoluta certezza che un cane inserito all’interno di una famiglia “branco” potra veramente farne parte solo se rispetta le regole di quella famiglia….se mi cammini vicino (e non necessariamente al piede guardandomi in faccia) ti porto con noi a fare una passeggiata….se non cerchi di cacciare gli ospiti dal divano non avrò bisogno di chiuderti in un altra stanza ecc ecc….questa è la mia filosofia….certo che alcune volte usiamo delle forzature (da non confondere con la violenza) ma vengono fatte per permettere al nostro cane di rimanere sempre con noi….Il mio amatissimo corso amava sdraiarsi con la faccia sul mio piede con il risultato che dopo 10 min non mi sentivo più il piede e che dovevo lavare un paio di scarpe al giorno…è chiaro che in alcune circostanze costringerlo a sdraiarsi a debita distanza era una forzatura ma più che considerare quella privazione come un gesto da capobranco la consideravo un gesto di buona convivenza….Sono assolutamente d’accordo con te quando dici che prima di prendere un cane bisognerebbe pensarci mille volte…..

  18. canedamasseria non metto in dubbio sulla cucina di tua moglie sicuramente sara una bravissima cuoca e non metto in dubbio che il cane selvatico esista e che e l uomo aver do mesticato e poi creato varie specie di razze ma al l inizio furono create per il lavoro e per protezione ai bestiami ho alle carrozze oggi li mettiamo nelle borsette ho dico cazzate e se ate fa piacere vivere in quel modo il mio pensiero o le mie parole o di altri perché ti offendono o ti fanno agitare vivi la tua vita e non devi dimostrare a nessuno niente io o il mio pensiero e il mio modo e il credo altri anno il loro. e per questo che i nostri cani anno crossi problemi sia con l uomo che di identità perché ognuno la pesa diverso dal latro e se già noi siamo confusi i cani come devono essere

  19. Anuk dimmi cosa non ai capito e scusa per la mia scitura non mi ho fendo lo so grazie per non avermi o feso perché ce chi la già fatto ma posso riprovare ad riscriverlo

    • Guarda passi per gli orrori ortografici e grammaticali, non siamo in classe e per carità ognuno ha la sua formazione, ma senza punteggiatura rendi il tuo pensiero difficile da leggere e da comprendere!

  20. io non mi agito matteo, nè tantomeno mi offendo, i cani li tengo così per scelta, da anni e da anni mi sento dire che il corso stava a catena , che se no sta nella polvere etc non è un corso etc, salvo poi potermi permettere di cedere cani in aziende agricole dove dimostrano di saper benissimo lavorare sia con mandriani che com guardiani, altri, che li tengono nei rustici legati se li vedono tornare indietro perchè ritenuti paurosi o peggio……la genetica questa sconosciuta non risente dell’influenza della stoffa del divano…….,ma immagino a questo punto che tu per coerenza con le tue convinzioni ,abbia + di un dogo, con il quale vai correttamente a caccia di selvaggina di taglia grande, perchè il Dogo per quello è nato.

  21. canedamasseria io non ho più di un dogo ma neo uno e come ti o detto ho un labrador e un gatto ma di dogo argentini neo avuti altri ma ai ragione sono nati per caccia grossa ma in italia e vietata in altri paesi no secondo te non ce confusione? riguardo i tuoi corso so che se non fanno movimento ho non si sta attenti al mangiare in gasano da paura come il labrador sai quanti mi dicono ma e magro ma gli da mangiare pero se vedi i loro sono obesi e con problemi di salute io tutti giorni li porto a correre e sabato e domenica in montagna liberi che si divertono riguardo alle catene be io odio chi li lega e preferisco gente come te che li tratta bene e sono ottimi cani da guardia anche se io non credo che un cane possa salvarmi dai ladri ma sono solo un aiuto

  22. scusa matteo, ricapitolando io che lascio ai miei corso l’accesso a a casa ed al divano oltre che al terreno Perchè non ho un giardino,ma una cascina con terreno…) non li amo e non li rispetto perchè i corso sono nati come bovari e devono stare fuori ed in +, per partito preso secondo te non li porto fuori, quindi li ho gasati e sono grassi……i miei complimenti per la sfera di cristallo, non avendo visto i miei cani, non sapendo come vivono e come sono, una bella sfilza di assurdità ed una buona dose di preconcetti. però tu ami e rispetti i tuoi cani perchè non li fai entrare in casa e tanto basta anche se hai preso un cane da caccia grossa in un paese in cui il suo lavoro non lo può svolgere perchè è vietato ed un cane da riporto in acqua……mah…….facciamo così, tu hai ragione ed io ho torto…

  23. io so di non sapere scrivere e mi in pegno e le mie non sono scuse tanto per farle ma non posso aiutarti io cela metto tutta

  24. Premessa: non sono un’etologa ma una semplice cinofila, ovvero amante dei cani ed interessata al loro benessere psicofisico, e di tutti gli animali in genere. Le mie considerazioni sono quindi frutto di semplice esperienza vissuta.
    Ho 34 anni e da quando sono nata ho avuto modo di interagire nel mio ambito domestico con svariati animali, che convivevano assieme in spazi limitati: cani, gatti, furetti e pappagalli, mai in gabbia, ma sempre liberi di “comunicare” tra loro.
    Ovviamente quando ero piccola non mi sono mai posta il problema di come far convivere tutti questi animali e, sinceramente, questo problema non se l’era mai posto neanche mia madre che, semplicemente, amava tutti i suoi animali e con grande naturalezza li faceva vivere insieme. Ogni inserimento nel nostro strano branco avveniva in modo semplice e mai nessun gatto ha tentato di mangiare un pappagallo, mai nessun cane ha tentato di azzannare un gatto, mai un furetto ha tentato di addentare un cane. Mia madre ha tentato anche di non far mangiare i topini di campagna e le lucertole ai gatti, ma con scarso successo…
    E, a posteriori, leggendo tutte queste disquisizioni su dominanza sì e dominanza no, credo che a casa nostra l’unica regola era una: la regola del rispetto. Ogni elemento del branco doveva collaborare con gli altri e non mostrare atteggiamenti aggressivi o invadenti. Se qualcuno sbagliava veniva semplicemente emarginato per qualche tempo, senza particolari drammi o punizioni di sorta. E la differenza tra specie era davvero relativa: eravamo un branco e nessuno si sentiva poi tanto diverso dall’altro.
    E’ ovvio che in quel branco non avremmo potuto inserire elementi destabilizzanti, con problematiche comportamentali difficilmente gestibili senza un accurato lavoro con persone esperte.
    Ma anche oggi, quando vado a casa di mia mamma, che potrebbe benissimo essere considerata la classica Sciuramaria, ritrovo naturalezza e semplicità nella gestione dei suoi otto cani, otto gatti e del pappagallo cenerino che, ormai, dopo quasi tre anni insieme agli altri, gestisce da solo i cani chiamandoli per nome e dando loro ordini… Ogni tanto si sente un urlo di mia mamma: “BASTA!”, quando i cani abbaiano troppo o fanno troppe feste agli ospiti, o “VAI FUORI” quando uno dei 17 invade il territorio di qualcun’altro in modo indesiderato. E questo basta per mantenere un equilibrio e una convivenza più che accettabile.
    I chihuahua dormono con i breton, i gatti dormono a turno coi cani, il pappagallo zompetta facendo slalom tra gli altri e ogni tanto viene investito per sbaglio da qualcuno e lancia un urlo roco mettendosi in salvo sul primo appiglio disponibile.
    Mia mamma non ha fatto studi sulla dominanza, nè ha mai nemmeno pensato di far addestrare un suo cane, ma è chiaro che là dentro tutti sanno che comanda lei. Magari per farsi rispettare in certi momenti brandisce un mestolo (che mai userebbe davvero contro nessuno dei suoi amati) e tutti si dileguano al loro rispettivo posto con orecchie basse e sguardo afflitto.
    Insomma, chiamatela dominanza, ruolo sociale o come volete, fatto sta che tra la stessa specie o tra specie diverse devono esserci delle regole e a casa di mia mamma la regola principe è sempre stata: io ti dò tutto quello che vuoi (affetto, gioco, cibo, tempo) basta che tu rispetti le MIE regole e non fai casino.
    Forse un po’ meno seghe mentali e un po’ più naturalezza nei rapporti con gli animali, cani o altri che siano, risolverebbero tanti problemi: in fondo anche le formiche hanno delle loro gerarchie, tutti gli animali sociali hanno gerarchie! Ed un capo che tenga l’ordine e la disciplina deve sempre esserci in un branco: se non ci credete, vi invito tutti a casa di mia mamma 😉

  25. il cane sa di non essere umano… che poi un cane che passa i primi tempi di vita senza l’uomo non sarà mai “domestico” come un cane nato “in braccio” all’uomo è vero… ma non è cretino il cane…sa di non essere umano. tutti i rituali che fanno fra di loro comunque con noi li fanno in minima parte… danno segnali di pacificazione saluto ecc… ma tutte le dinamiche di branco che ci sono fra di loro con noi non le mettono in atto…
    io che ho 7 cani lo vedo bene, come si comprotano fra di loro e come si comportano con l’uomo, me… ma anche gli altri uomini/donne
    e sincermanete se ne fregano della bolgia mediatica ed editoriale che c’è attorno a loro, e continuano a fare i cani… comunque … qualsiasi termini usiate e che diciate leader capobranco regressione sociale e quantroaltro.
    ilc ane è comunque stato selezionato per rispodnere a nostri comportamenti con certi comportamenti quindi si ritengo anche io ababstanza inutile paragonarli a cani rinselvatichiti feriali o tantomeno lupi…

    e comunque sono stufa di questi scanni mediatici dove dietro c’è solo il business…
    per questo preferisco i cani… l’uomo fa schifotto… scusate eh…
    ma sempre dover dimostrare di saperde più degli altri e denigrarli…
    ma basta!

    • Ma certo che il cane sa di non esser un umano!
      ..Be se quelli che tu chiamo “scanni mediatici” si domstrano poi utili per evolvere concetti e teorie benvengano.. ma se ognuno si arrocca sulla propria posizione solo perché pensa di aver già capito tutto allora hai pienamente ragione!

  26. Se tua madre cucina bene vengo volentieri.. 😉
    Bello il tuo racconto, che testimonia come alla fine sia tutto riconducibile al rispetto ed alla collaborazione..
    L’educazione di un cane è fondamentale non per sentirsi padroni-capobranco-leader e fichi quando di fronte agli amici facciamo fare il ballerino su due zampe al nostro povero amico peloso, ma solo ed esclusivamente per permettergli di vivere una vita serena ed appagante insieme a noi!
    Il cane, come tutti gli animali sociali, si sente appagato quando si sente parte integrante di un contesto familiare, cosa possibile solo tramite il rispetto e la collaborazione.
    Noi dobbiamo si esser una guida coerente e giusta per nostro cane, ma alcune volte è necessario anche accettare di farsi guidare da lui.. solo così, a mio avviso, riusciremo ad avere un rapporto veramente profondo, cooperativo con il nostro amico a 4 zampe..

  27. Valentina tua madre non fa altro che essere un capo branco e de rispettabile e bello. come in natura esiste il capo branco questa e la scuola più semplice

  28. Redazione rispetto il tuo pensiero non lo condivido ma lo rispetto direi di meter anche un cavallo in casa 80 metri quadri ma e il mio pensiero io credo tranne cani di taglia piccola gli altri debbono avere un ampio spazio pero e un mio pensiero

    • guarda, sono anni matteo che cerco di spiegare al mio Brutus, meticcio di madre corso e di padre boxer-pitbull (un bandog??!!?!? di 45 kg) che soprattutto d’estate starebbe meglio negli ampi spazi esterni di casa piuttosto che appiccicato a me, ai famigliari, agli ospiti, sotto al tavolo, sotto alle sedie, in mezzo al passaggio e, soprattutto, sul bidet mentre io sono sul water!!!! 😀

        • è dotato di poteri rimpicciolenti (purtroppo però il peso resta uguale, problema che si pone le volte che vuole salirti in braccio sulla poang come un gattino)!
          Il problema è che ho il bagno piccolo e lo spazio fra bidet, water e vasca è poco, di fronte al water c’è la lavatrice, e lui per stare vicini vicini, mette le zampe anteriori nel bidet, la lingua in bocca a me ed il sedere sulla vasca..la cosa più bella!?!!? che dal bagno riesce ad uscire solo in retromarcia, non ha spazio di manovra sufficiente per l’inversione!!

          • come siete sensibili 😛
            diciamo che, visto che una volta tanto sono raggiungibile e ferma, mi lecca il mento in atteggiamento rituale di sottomissione come i cuccioli di lupo leccano la madre sulle labbra per stimolare il rigurgito del cibo! 😉

          • orpo..perchè mi sono beccata un commento negativo?? siete schifati? ho sbagliato la lettura del comportamento canino?? sono una cattiva leader? (devo mantenere l’atteggiamento fiero anche sul water?) 😉
            sono davvero curiosa!!!
            cmq scherzavo, eh?!?! al mio cane ho insegnato ad aspettare fuori dalla porta quando vado in bagno, ma il problema è che ho anche un cucciolo bipede che non ubbidisce come un cane e che è dotato di pollice opponibile ed è in grado di aprire le porte..con questi esserini la privacy è IMPOSSIBILE!

          • hahaahahah… probabilmente qualche puritano non ha retto l’immagine di una donna che pomicia con il proprio cane sul water… malizioso per giunta… ahahhaahahah!!

          • ahahahah!!! fantastico! il mio dobermann anche se non ha il pollice opponibile le porte le apre lo stesso e la privacy non esiste, nemmeno quando sono in bagno sul “trono”… ahahahah…
            per fortuna, però, la chiave ancora non riesce a girarla 🙂

    • Dissento anch’io…..la peggior malattia per un cane è la solitudine…..se hai un giardino enorme, ma lo lasci solo preferirà sempre stare con te in un monolocale….l’importante non è dargli tanto spazio ma dedicargli del tempo possibilmente all’aria aperta…possibilmente permettendo al cane di scaricare l’energia accomulata durante la giornata….passeggiate, sport cinofili ecc ecc.
      Dico semnpre a chi non ha tempo di non prendere nessun cane!!!

      • Antonello, in realtà, se si ha un giardino enorme, il cane alterna esplorazioni per conto proprio a ritorni…
        Io porto il mio cane in collina ogni we: e lì è veramente enorme: un ettaro di bosco, contornato da altri prati e boschi, senza recinzioni.
        Facciamo un passeggiata insieme di mattina (di solito lunga, ma con questo caldo no) e poi liberi tutti.
        Il cane è sempre pronto a venire con me se mi vede avviarmi da qualche parte, ma se sono stanziale (per esempio sto curando le piante o raccogliendo le bacche) se ne va per i fatti suoi, a rincorrere gatti o selvatici comprese le farfalle, a cercare i cani suoi amici (con cui rincorrere gatti e selvatici), a pattugliare il territorio avvisandoci degli “intrusi”. Se provo a farlo giocare tirandogli una pallina, mi guarda con disgusto e se ne va.
        Torna ogni mezz’ora (un’ora al massimo) e se mi sono spostata mi cerca. Poi riparte. Passa la mattina così. Poi dorme tutto il resto del tempo, in casa o vicino a casa.
        Con questo non voglio dire che il cane stia bene da solo, per carità… Il cane ha bisogno di stare con noi. Ma non è nemmeno un animale così appiccicoso da non apprezzare un po’ di attività autonoma.
        Poi ha ragione Valeria che “il cane” non esiste ed è anche vero che, se il mio fa così, la bulldog francese di mia figlia, quando viene in collina, al massimo sta a 3 metri da noi…

  29. In tutto questo, non so perché, mi viene in mente l’apologo di Menenio Agrippa…
    Perché, visti da fuori, a me pare che diciate tutti la stessa cosa (il che è molto rassicurante, dal punto di vista della sciuramaria) però è come se ci fosse chi desidera intensamente che i cani siano democratici… e mi ritorna in mente Menenio Agrippa…

    • sciuramaria, la democrazia non esiste nemmeno tra gli uomini…

      non esisteva nemmeno nelle UTOPIE (quella di T. More, di T. Campanella, di R. Bacone, di G. Savonarola, di Platone, ecc.), non esisteva neppure in Atene e nemmeno nelle “comunità paleocristiane”…

    • certo che ci sta bene!

      prova a lasciarlo DA SOLO in un grande giardino e vedrai cosa fa l’Alano?
      la stessa cosa che fa in un appartamento di 80mq… si cerca un posto tranquillo e dorme!

      poi se si annoia, cerca qualcosa con cui “giocare”… se sta in giardino ad esempio può scavare buche, se sta in appartamento può scavare un divano!

      i cani non hanno tanto bisogno di spazio per sè, ma soprattutto di tempo con noi!

  30. Chi ha messo il non mi piace sul mio intervento non sa cosa si perde a non poter vedere casa di mia mamma! Gli altri sono invitati,a casa nostra si mangia benissimo! 🙂

  31. uhm..io rilancio, perchè credo che si sia perso il bandolo della matassa, per cui provo a farla su in modo ancora peggiore (gh gh gh..sadismo, scherzo, è che invece trovo che la discussione sia davvero interessantre, e stavolta mi pare pure non troppo accesa! si vede che aleggia il buoumore).

    Appurato che i cani fra loro si comportano gerarchicamente, in modo seppur flessibile (a piramide? a circolo? a elastico? a disegno libero?), mi chiedo se le varie correnti di pensiero sono tutte d’accordo sul fatto che questo comportamento i cani lo tengano anche nella relazione con l’uomo?
    E’ qui credo che ci si perda un poco..(o almeno io mi perdo).
    Il dimostrare che gli husky di Valeria avevano un certo comportamento da branco, significa che anche Valeria era una di quel branco, seppur la leader? E su questo che io ho molte difficoltà di comprensione (o forse di accettazione!)

  32. espada non so quale alano tu abbi mai visto ma non ne cosi riguardo le buche tutti i cani le fanno e il dormire idem anche un mucca o un cavallo trovano un posto e stanno be allora scegline uno e telo metti in casa no?

  33. haaaaaaaa haaaaaa non lo so e esistono gli uomini delle caverne ma loro non erano come gli uomini di oggi erano veramente saggi mangiavano la carne ogni tanto e non usavano meter un dinosauro in una piccola grotta

  34. oh signur….in un primo momento volevo dire la mia, ma poi tutta questa cultura mi ha un po’ intimidita e leggo e rifletto sulle parole di chi ne sa più di me.
    Invece Matteo mi permetto di dire una cosa a te, un alano sta davvero bene in appartamento perchè è, col proprio umano, una delle razze più appiccicose che mi vengono in mente, poi certo che nessun cane sta bene relegato in un appartamento…o meglio relegato SOLO in un appartamento….perchè ricordati che i cani sono tutti tali a prescindere dalle dimensioni, e come un cane di grossa taglia ha bisogno di uscire, esplorare correre ecc…le stesse esigenze le avrà un cane di piccola taglia, la misura dell’esigenza (cioè quanto tempo ha bisogno di passare all’aperto, piuttosto che ha fare attività avrie…che ne so sheepdog, agility, ud ecc) è commisurata alla razza, ma seppur da ignorante sono quasi certa di nn dire un eresia se dico che un jack russel per quanto piccolo ha più energie, e quindi bisogno di muoversi correre e saltare, di un alano eppure fra i 2 ballano giusto quei 70 kg :D! E comunque anche se lo tieni sempre all’aperto, ma nello stesso luogo gli fai un torto, 1 perchè sempre fuori lo isoli e 2 percè alla fine anche un giardino enorme è sempre “la solita minstra” se nn lo porti in giro…quindi secondo me un cane grosso che vive in appartamento, ma fa una vita ricca di esperienze e soddisfazioni è molto più fortunato di quello che ha ampi spazi a disposizione, ma nessun’altro stimolo….e poi ricorda che per i cani il cnetro del mondo siamo noi, i loro umani se li isoli da noi li fai il più grosso sgarro possibile….

    • Ary per il cane il centro del mondo sei tu se solo e solo se instauri un rapporto con lui.. altrimenti può tranquillamente fregarsene di te e di tutta la tua famiglia.
      Spesso al campo ho visto cani che non ascoltavano i propri umani per un semplice motivo, non esisteva nessun tipo di rapporto tra loro se non quello di condividere vitto e alloggio!!

      • Assolutissimamente d’accordo con te Anuk :D, ma parto dal presupposto, magari ingenuo lo ammetto, che chi si prende la briga di leggere questi articoli, si interessi davvero del benessere del proprio cane e sappia quanto è importante instaurare un rapporto profondo col proprio 4 zampe per renderlo felice :D….anche perchè senza questa base dubito che si faccia fare al rpoprio cane una vita ricca e felice e quindi va a ramengo tutto il mio post, però, sempre ingenuamente, io credo che a prescindere un cane stia meglio in casa in compagnia (certo l’ideale sarebbe con un bel giardino a disposizione, ma haimè nn è semrpe fattibile) che fuori da solo, ma probabilmente questo è il mio retaggio da animalista (spero nn talebana) alla fine per ben 3 volte ho firmato dei doc dove promettevo che i miei cani nons arebbero stati alla catena…e “no solo giardino”! 😀

        • era solo una piccola precisazinoe, comunque sono d’accordo con te.. ma non usare quel termine “Animalista” che mi fa rabbrividire!!

          • ahahahahahahah…..se ti dico che era usato in modo ironico, ben sapendo qua cosa ne pensano e che connotazione ne danno i più (nn perchè un po’ nn lo sia, ma perchè nn è altro che un etichetta pressopochista) mi perdoni? 😀

  35. Piccola precisazione Matteo mi eprmetto did ire una cosa a te nn perchè nn mi intimidisci, ma perchè non mi trovo d’accordo su quello che ahi detto…ho riletto il mio commento e nn si capiva dall’intro! 😀

  36. Ary sono pienamente d’accordo su quello che dici ovvio che non centra la dimensione e che un cane debba esplorare e potere annusare e vivere tutto quello che ce in torno a lui e a noi e de certo che qualsiasi che che non esce dal l’abitazione che noi lo facciamo vivere lui si chiude e si crea paure su quello che non conosce ec……. ma quello che io dico se tu metti un volpino in 80 metri quadri con la sua grossezza lui si muove ed non sbatte da nessuna parte mentre un alano la sua dimensione lo porttera ad sbattere contro le cose anche se a educazione e la sua dimensione capisci che poi l uomo deve passare molto tempo con il proprio cane sono io sono pienamente d’accordo con tutti voi perché il cane se si lascia sempre da soli uno si forma un suo carattere due si sentirà a bando nato da chi lui ama pero siamo coerenti perché io lo vedo tutti i giorni quanta gente vive come voi dite la maggior parte si alza al mattino e va al lavorare e lascia il suo piccolo amico da solo per ben 8 ore e secondo voi tutti anno la possibilità di portarselo dietro o altro io con mia moglie quando riesce a trovare un lavoro farciamo i turni opposti per loro come se avessimo dei bambini ditemi quanti sono sinceri e lo fanno certo che non ci sono solo io ma credetemi qua in torno a me ne vedo a valanghe il mio vicino a un cucciolo di 4 mesi e lui dalla mattina alle sera 18 30 sta da solo e cene sono tantissimi e voi dite che un alano in 80 metri quadri sta bene su riflettiamo e non diamo che sia scontato e

  37. Ary io cosa faccio ti intimidisco ma tu sei fuori come una campana io non vengo qua ne per minacciare e ne per aggredire e ne per fare bella figura e ne per i voti che date ok ok io esprimo il mio giudizio e lo faccio con amore perché io amo il cane e o piccole esperienze e non vengo qua adire stronzate sono stato chiaroooooo perché sono mi in cazzo davvero ok in timidire tu esprimo il tuo io non devo cambiare ne la mia vita nel mondo ok spero di essere stato chiaro e dato che voi siete in teli genti e sapete scrivere occhio a quello che scrivete

    • Matteo ok probabilmente, spero, mi sono espressa male e nn hai ASSOLUTAMENTE capito il senso del mio secondo commento….siccome il mio primo commento era inziato con una battuta “volevo dire la mia, ma sono rimasta intimidita da tutta questa cultura ecc….” e poi dicevo “Matteo invece mi eprmetto di rispondere a te” il mio secondo commento era della serie “nn volevo dire che tu nn mi intimidisci perchè nn hai cultura, ma solo che su quello che hai detto tu avevo qualcosa di,s econdo me, abbastanza intelligente da dire….punto…se per una precisazione fatta per gentilezza ti permetti di dirmi che “sto fuori” e ti inalberi forse io nn dovrei neanche rispondere e spiegarti il tono del mio secondo post….

    • Se ti incazzi fai due fatiche.. inutili per giunta!
      Qui si discute, magari anche animatamente, ma non si deve mai entrare sul personale.
      Ti ho fatto più di un invito a migliorare la tua punteggiatura, ma non l’hai mai accolto e non hai fatto un minimo sforzo in quella direzione e non è solo una questione estetica ma soprattutto di rispetto per chi ti legge. Non posso credere che nel 2012 esista qualcuno che non sia in grado di utilizzare, anche male, la punteggiatura per mettere su carta i propri pensieri!
      Ora te ne esci con queste minacce ingiustificate, che tra l’altro lasciano il tempo che trovano ed allora io non tollero più.
      Invito chiunque a non rispondere a Matteo, finché non si degnerà di rispettare semplici regole di una conversazione civile!

  38. Bello questo articolo, peccato che arrivo un po’ tardi e non ce la faccio umanamente a leggere tutti i commenti insieme! Però se mi permettete vorrei dire la mia…non userò – per quanto possa essere possibile – le parole “dominanza” o “gerarchia” perchè negli anni mi sono accorta che si tende sempre a darli un significato negativo (anche se non capisco bene il perchè) e io non vorrei essere fraintesa. Io credo che ogni cane abbia il suo carattere esattamente come noi umani. Alcuni sono più tranquilli e subordinati, altri più scalmanati e indipendenti. Dominanti? Alfa? Chiamateli come credete, dopo anni di università mi sono un po’ stufata di basarmi sugli studi etologici. Per l’amor del cielo, li leggo perchè mi piace avere una mentalità aperta, ma lavorare nella pratica con un cane in carne ed ossa è tutta un’altra cosa. Il cane va rispettato per quella che è la sua naturale predisposizione istintiva, il suo carattere, i suoi pregi e i suoi difetti. Alcuni sono più predisposti per la famiglia, altri per le mostre, altri ancora per il lavoro. Ora sto seguendo un labrador scatenatissimo e “l’educatore” prima di me aveva proibito ai proprietari di portarlo fuori con altri cani “altrimenti si galvanizza troppo” (NO COMMENT). Io ho sfruttato la sua incredibile predisposizione alla presa di oggetti e invece di inibirlo gli ho insegnato a prendere il telecomando e a portarlo, le pantofole, il giornale, eccetera…i suoi padroni sono senza parole!
    Questo per dirvi che, la maggior parte delle questioni dominanza/subordinazione, è dovuta ad una incapacità delle persone di capire cosa rende sereno un cane. Perchè un cane che ha delle regole è un cane equilibrato e un cane equilibrato è un cane pacifico. Non si tratta di essere “cattivi educatori” o “cattivi padroni”, semplicemente di farsi rispettare trovando un punto d’incontro. Io do una cosa al cane e il cane dà una cosa a me. In una parola: AMICIZIA.

    • Lisa, abiti in Veneto? Se sì chiediamo alla redazione di metterci in contatto…
      Io è quasi un anno che cerco di capire cosa renderebbe contento il mio cane (a parte correre con gli altri cani). Sereno lo è abbastanza, anche tranquillo… dorme un sacco. Ma è sempre un poco “schifato”… io mi consolo pensando che è la sua metà levriera, ma il dubbio che non sia felice ce l’ho…
      Non mi pare che con me tenti scalate gerarchiche.. ma ho paura che pensi “cheppalla di umana mi è capitata”

      I cani sono peggio dei fidanzati… una volta, mille anni fa quando ero giovane, non avevamo tante paturnie “ma avrò un buon rapporto col cane? Ma sono in grado di farlo felice?”

      • No Sciura, abito in Toscana, mi spiace! Però potresti venire per una bella vacanza 😉
        Secondo me il tuo “mezzo levriero” è un levrerio al 90% visto che mi dici che l’unica cosa che lo rende sereno è correre…ti sembra poco?! Pensa se per essere sereno avesse avuto bisogno del mare come il mio terranova! Ti farei vedere la mia auto…c’è più sabbia lì che in tutta la Toscana! Dai retta, un fidanzato/marito non si accontenterebbe mai di correre e basta…;-)

    • Un umano senza regole non è un umano equilibrato!
      Questo per dire che le regole servono a tutti gli animali sociali affinché essi possano vivere in una società in serenità ed armonia con gli altri.
      La parola dominanza è corretta utilizzarla per quanto riguarda la gestione delle risorse ma non in generale.. cioè un cane non è dominante in generale, potrebbe però esserlo nei confronti della gestione di una risorsa!

      La Gerarchia divide gli individui in livelli sociali, in maniera netta e piramidale. mentre secondo me quando si parla di relazioni sociali sarebbe più corretto parlare di Status sociale che invece definisce dei ruoli che non sono uno prevalente sull’altro ma differenti e la loro collaborazione mira al raggiungimento di una meta comune!
      Come ho detto sopra un bravo compagno per un cane è colui che sa quando mostrarsi come guida e al tempo stesso sa quando deve farsi guidare!
      Non si tratta solo di un semplice baratto io do una cosa a te e tu dai una cosa a me, ma di qualcosa di più profondo..

      • Anuk, non si domina una risorsa. Perché dove c’è un dominante ci deve essere anche un sottomesso: e non ho mai visto una pallina o una pagnotta sottomettersi a un cane!
        Dominanza e sottomissione sono status sociali e possono esistere solo tra individui: la possessività verso oggetti, cibo o altre risorse non c’entra nulla. Anche cani ipersottomessi possono mostrarsi possessivi verso la ciotola o verso un giochino.
        Io ho paura che si continui a confondere la dominanza con l’aggressività, che è il peggior errore che si possa fare in etologia 🙁
        Un cane dominante non è quello che mena gli altri cani! E’ quello che viene rispettato dagli altri cani!

      • Condivido con la Redazione e sottolineo che ho detto che un cane sereno è un cane con delle regole, dunque mi sembra ovvio che anche un umano sereno è un umano con delle regole. Quando parlo di scambio “io do a te e tu dai a me” parlo in generale di un animale con cui ho già raggiunto un certo livello di equilibrio (vedi il labrador di cui parlavo) e lui ha già chiaro quello che è il suo ruolo all’interno della famiglia. Ovvio che se il cane ha problemi il mio atteggiamento cambia e si modifica in base al fattore che scatena il disagio. Spero di essermi spiegata meglio.

  39. Ary il mio atteggiamento che qui molte volte si offende e anche liberamente sessa conoscere le persone ma solo da cosa scrivono se io posso aver tradotto male il tuo pensiero e ho capito che mi stasi offendendo be se o capito male ti chiedo scusa e che ognuno di noi a i suoi pensieri e io non condivido quelli di tutti pero devo lasciare perdere ma con questo non bisogna avere il diritto di offendere e io sono stanco.da quando sono qua o solo avuto dei insulti da quasi tutti perciò se posso aver capito male ti faccio le mie scuse

  40. Anuk io credo che tu . oltre non capire. di cani . sei . perdente. perché . tu. non. mi. conosci.e non.pui. neanche sapere. chii sono. e 2012 ce gente non a studiato . perché non cerano soldi . e perché vivevo nelle cantine tu sei solo un cazzone io ho dovuto mangiare merda per 30 anni se oggi sono a qua e solo con la mia fatica . e dico ancora una casa per finire e poi se redazione mi vuole chiudere mi dispiace ma io vado avanti lo stesso tu sei un cazoneeee e con tanta lingua coglione……….. ecoti i punti

    • @matteo: hai ragione te!
      Grazie tanto per i “complimenti”, non dovevi! Vedo anche che la tua punteggiatura stia già migliorando: bravo continua così!
      Magari non lo sospettavi, ma mi hai regalato un sorriso.. anche se devo ammettere che al tempo stesso mi dispiace un po’ per te!
      Spero davvero tu prima o poi possa cambiar visuale e ricorda che di bocconi amari ne facciamo tutti una gran scorpacciata nella vita..

  41. Dal mio punto di vista, l’idea di dominanza o di gerarchia la intende male solo l’Uomo..io credo che il cane cerchi automaticamente il suo posto dentro la famiglia che lo accoglie, così come farebbe ogniuno di noi.
    Io so che mio padre fa alcune cose che mia madre non fa (rimette la carta da parati o lavori generici dentro casa..è semplicemente un suo hobby) così come so che “grazie a dio” è mamma che fa le torte di compleanno!

    Il cane arriva dentro la casa con il suo cataterre la sua intelligenza e la sua personalità..non si pone in sfida verso l’uomo così come la possiamo intendere noi “malati” esseri umani..con il suo comportamento cerca solo di capire il nostro carattere e le nostre peculiarità.
    Così, se sa che l’elemento X della famiglia gli da da mangiare sotto il tavolo..è OVVIO che si apposta sotto la sedia di quello e non sotto quella dellY che magari non ci pensa neanche!!

    Ho sempre pensato che il branco del cane è simile a quello che abbiamo noi con i nostri amici..c’è un pò di tutto..”il filosofo” “l’animalista” “lo sportivo” …ecc ecc
    Forse dovremmo CONTARE MOLTO DI PIù SULL’INTELLIGENZA DEI NOSTRI CANI che, con il loro modo di fare stanno solo cercando di farci capire chi sono loro nel nostro gruppo, portanto una VENTATA DI FRESCHEZZA!

  42. Anuk 1 sei veramente .spiritoso 2 sono veramente in cazzato con te seriamente.3 tu e molti atri non sapete ne anche una parte cosa sono i bocconi amari. anche se io so che non sono l’unico al mondo ma sono certissimo che qua .non cene neanche uno di voi che abbia vissuto una parte di quello che ho vissuto io .e io non voglio ne raccontarti la mia vita .anche chi mi conosce e mia visto in costume può aver visto le mie ferite .io o provato ad essere educato con te e con altri come te perciò fammi il piacere fai come ai fatto fino ora e parla con redazione e gli altri e bloccami perché la prossima volta sarò molto più cafone e stronzo molto di più. e ora fatti una risata haaaaaaaaaaaaa haaaaaaaaaaa

  43. scusate se mi intrometto…

    @matteo: se quando tu guidi in autostrada vedi che tutte le altre macchine ti vengono contro, significa che tu stai guidando contromano!
    significa: se nessuno (NESSUNO) è d’accordo con quello che scrivi, probabilmente dovresti ripensare un po’ tutto quello che pensi dei cani

    @tutti gli altri: però non è giusto trattarlo male, si vede da come scrive che non ha potuto studiare (forse non è nemmeno italiano) e che deve aver avuto una vita difficile. comunque ogni persona ha la sua sensibilità e non è bello offenderla

  44. Mai avuto intenzione ne di offenderlo ne di trattarlo male!
    Mi sono state rivolte paroline non troppo simpatiche, avrò almeno il diritto di ironizzare? (non dico di rispondere perché non si dovrebbe mai scendere a certi livelli)

    La vita difficile potrebbe averla chiunque di noi che scriviamo sul forum e mi sembra assai scorretto utilizzare tali argomenti come giustificazione per offendere o aggredire qualcuno.

    Qui non siamo a “C’è posta per te” dove c’è il caso umano, qui siamo su di un forum cinofilo dove persone si confrontano sul tema portando la propria esperienza personale.

    Personalmente trovo assurdo aver tempo di scrivere e confrontarsi con delle persone ma non averlo per tentare di accrescere le basi della propria cultura.. è come se qualcuno volesse iniziare a correre senza aver prima la pazienza di imparare prima a camminare..
    però capisco purè quanto sia bello e comodo giustificare le proprie mancanze con le proprie sventure..

  45. espada ciao grazie per scritto belle parole. ai detto cose che con divido e altre no. io dico il mio pensiero e non obbligo a nessuno a vederla come. me anche redazione o altri stringono forte i loro pensieri ma io avvolte li condivido altre no io non guardo le manine sotto se ho punti ho no la libertà di parola e di pensiero grazie a dio esiste ancora. ma non vuol dire che bisogna e essere stronzi si e vero tutto quello che ai detto solo che io arrivo da palermo e credo che sia ancora in italia pero non voglio aggiungere altro chiuso . nella mia vita ho in parato che il rispetto e fondamentale e io ho già sbagliato Valeria rossi e ho chiesto scusa e non sono ripetitivo altre persone in vece sono ripetitivi ok ora non voglia di continuare ma ti ringrazio per la tua gentilezza

  46. Anuk 1 io non ho bisogno di fare pena ne ate ne altri a ce posta per te ne ai bisogno tu secondo me anche di un bravo medico. oltre questo io non mi nascondo dietro a nulla e non voglio passare per l’unico al mondo con dei problemi chiaro e poi credimi con tutto il cuore io so come si camminare sia che con i piedi che con le mani e credo che tu a ne non proprio niente da in segnare altri si ma tu proprio tu no e poi non fare l’uomo ragno sei tu ai scritto non rispondete più a Matteo e non perdete tempo e redazione bloccalo o sei cosi svitato che non sai cosa ai scritto se credi di prendere per il culo a me be credimi ai sbagliato persona e non ho più voglia di di perdere tempo dietro a te ok e scolta un mio consiglio vai da un bravo medico che non ti fa male ai grossi problemi io non saro scrivere ma tu sei malato a dimenticavo i tuoi ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………. ciao aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

  47. Tutti gli articoli sono interessanti e condivisibili. Trovo però spiacevole che vengano affibiati epiteti poco gentili alle persone. Possiamo criticare Ellis o qualsiasi pincopallino ma senza offendere, non lo trovo corretto. In fondo, lui non fa del male a nessuno e per quanto le sue convinzioni possano essere più o meno errate non è bello dargli dell’idiota. Tra il resto qualcosa di vero c’è, mi capitò di seguire la serie di documentari che aveva girato e quando aveva abbandonato “il branco” per un periodo, al suo ritorno “il suo status sociale” era totalmente cambiato. Finzione, messa in scena, gioco televisivo? Non lo so… ma da quello che si è visto qualche spunto interessante (con tremila benefici del dubbio)si può trovare.
    Di certo in cuor mio per alcuni personaggi provo profondo disprezzo e fatico ad accettare la loro impostazione, vedi Cesar Millan, e se lo incontrassi probabilmente uno “stronzo” ci scapperebbe… ma lui i cani li maltratta…
    Concludo riportando il mio apprezzamento per le trattazioni riportate, precise e ben argomentate.
    Fabio

    • Fabio Ellis maltratta la mia intelligenza!! 🙂
      A parte la battuta non penso che Shaun si offendi se un “comune mortale” gli dia dell’idiota, è un personaggio pubblico ed è normalissimo che ciò accada.. insomma con tutti i soldi che fa ci sta anche prendersi qualche insulto..
      Tu dici che non fa danni, io dico che quei poveri lupetti ogni giorno si chiederanno cosa hanno fatto di male per dover condividere l’esistenza con un “idiota” per giunta puzzone che si crede di esser un lupo…
      hihihihi 😉
      Dai anche questa era una battua, oggi mi sento spiritoso!! 😉
      Comunque sia Shaun che Cesar hanno costruito la propria fortuna con lo stesso mezzo, il finto reality show televisivo!!

  48. Fabio be fabio e un tuo pensiero perdonami se non lo condivido anche perché tutti gli allevatori e gli addestratori si sono fatti soldi cosi.poi io l’avevo già ribadito più delle volte abbiamo delle fette di prosciutto nei gli occhi perché credete che i nostri siano diversi? e poi e facile nascondere qualsiasi cosa a quei livelli ma entrambi vivono al loro modo ma bisogna distinguere il vero male essere capo branco nessuno di loro compreso i nostri arriverebbero a fare del male ai propri cani. be qualcuno ce. come ho già detto si fa polemiche sul taglio di orecchie e code pero poi si indossano pellicce e si fanno sperimenti sui cani. per medicine, e si fanno i trucchi per le donne, poi si dice che un cacciatore e uno che non ama il proprio cane, e non ne cosi. sai cosa e che la tv fa acceca e non si vede la verità, prova andare alla croce blu e un ospedale e una pensione per cani. i cani dormono sul cemento e i volontari se anno tempo li fanno uscire e lavano il box pero poi alla notte dormono li e alla mattina li anno trovati a taccati al cemento quello e maltrattare pensa che chi gestisce tutto sono un gruppo di veterinari be io parlo qua a torino. vedi basta guardare in torno a noi e tante cose appaiono diverse. pero io non voglio farti cambiare l’idea che tu ai pero gente come loro e anche la padrona di questo sito anno fatto vedere che grazie alle loro conoscenze anno aiuto a molti anche se anno avuto il loro guadagno poi vedi tu sei libero di pensiero

  49. Al di là dell’articolo, è – a mio avviso – molto significativo leggere quanto afferma il dott. Romanoni in merito a Shaun Ellis (assente).
    Linguaggio forbito e austero, come nella migliore tradizione dell’avvocato – con tanto di aggettivi che ne definiscono la cultura ed il contorno umano: i miei complimenti 🙂
    Conoscendo Shaun, probabilmente lo inviterebbe nel recinto dei lupi per vedere fino a che punto tali dotte teorie siano valide, ma partendo dal presupposto che il nostro avvocato – credo – manchi di particolari attributi per affrontare anche un solo lupo addomesticato a viso aperto, la vedo piuttosto improbabile con un piccolo branco unito e compatto.
    Ritenendomi però persona aperta alle novità, mi pregio quindi di invitarlo in Francia dove andrò a girare fra dieci giorni un breve documentario su un branchetto di lupi grigi (20 esemplari).
    In quel caso sono vivamente sconsigliati manicotti, palline e bocconcini per motivi di sicurezza, ma sono convinto che il nostro Illustrissimo avvocato abbia le competenze necessarie (c’ha fatto addirittura un articolo) per relazionarsi con quei lupi nel migliore dei modi.
    Ci sarà anche Shaun, il quale credo sia ben lieto di imparare dal dott. Romanoni le giuste tecniche di approccio con i selvatici e – soprattutto – potrà avere conferma della mia esatta o meno traduzione degli aggettivi indirizzati alla sua persona.
    I professionisti si misurano sul campo, e ritengo un recinto con 20 lupi un’ottima chance in cui far valere le proprie opinioni, e soprattutto argomentarle in modo pratico e visibile a tutti.
    Capisco che per il dott.Romanoni la cinofilia sia un hobby (fa l’avvocato – e di “coppette del nonno” ai mondiali ne ho vinte anch’io) e che quindi si senta in qualche modo autorizzato a non farsi alcuno scrupolo nel minare la professione altrui fatta – a differenza della cinofilia italiana – di regole.
    Pur comprendendo questo, e ringraziandolo profondamente di prendersi cura/carico di Raùl e di Eugenio, resto in attesa di vederlo all’opera in Francia affinché ci delizi del suo immenso sapere riferito ai selvatici di cui – per ora – non si è visto nulla.
    In Toscana si dice:-“E’ facile fare il finocchio col culo degli altri” – e trovo il detto molto calzante.
    Restando in attesa
    Cordialmente

  50. Io non conosco Shaun Ellis, ma ho avuto il piacere di vederlo al suo ultimo seminario e dubito fortemente inviti qualcuno in un recinto con i lupi, anzi dubito fortemente che entri ancora in contatto con i lupi, visto che l’ha dichiarato proprio alla conferenza………
    Ho avuto modo di fugare alcuni dubbi sul personaggio Ellis e devo dire che molto di quello che ha detto l’ho apprezzato. Parto dal concetto che per criticare bisogna conoscere e dubito che Mangini abbia mai visto all’opera Maurizio Romanoni.
    So benissimo che Maurizio non ha bisogno di essere difeso da nessuno, ma mi permetto di dire che prima che un hobby, credo che per lui la cinofilia sia passione e Amore, cose che per alcuni cinolifi da facebook é pura utopia.. Sará anche un avvocato, ma di cani mi spiace per Mangini, ne sa eccome.. Vorrei aver vinto anche io le sue “coppe del nonno”…….. A proposito puoi mettere il link delle tue vincite e delle tue coppe? Spulciando in internet non ho trovato nulla…….

    • Luca…lassa perdere, guarda. Questo commento sicuramente un po’ pepato è stato scritto da Mangini dopo che Romanoni ha avuto quella che a mio personalissimo avviso è stata una notevole caduta di stile ed ha condiviso sulla sua bacheca il celeberrimo video delle Iene che è di due anni fa, ma che risalta puntualmente fuori ogni volta che Claudio fa qualcosa di “visibile” (in questo caso, il libro).
      Quindi non credo proprio che ci fosse nessuna critica di stampo “cinofilo” nel confronti di Romanoni, ma la (sempre a mio avviso, sacrosanta) incazzatura di qualcuno che le Iene può anche infischiasene di vederle convidise e rimbalzate dalle Sciuremarie: ma quando lo fa un collega (in senso cinofilo, s’intende) ci resta parecchio male.

      • Peró il dubbio mi viene proprio quando leggo dubbi o accuse sulle competenze cinofile di Maurizio o fa ironia sulle sue coppette quando poi c’é da dimostrare le sue.. Ne sono state dette di cotte e di crude su quel servizio.. Sarei curioso di sentire i diretti interessati, da ambo le parti..

        • Mah, guarda: quella sulle coppette del nonno è stata, secondo me, una sbroccata di bile pura e semplice. Non credo che Mangini abbia mai vinto coppe in cinofilia agonistica, visto che fa tutt’altro lavoro: peraltro non credo neppure che Romanoni abbia mai calcato il red carpet… ma mi paiono questioni di purissima lana caprina.
          Il punto centrale, a mio avviso, è questo: Maurizio ha pubblicato (ribadisco, a mio avviso con troppa superficialità, tanto che prima ha scritto “la prossima volta mi informo prima di pubblicare” e adesso dice di essersi informato… mah!) uno sputtanamento mediatico vecchio di due anni e sul quale, appunto, si è già detto di tutto e di più. E’ vero, non è vero? Almeno per “alcune” delle accuse che gli sono state portate, Mangini mi ha mostrato prove inconfutabili della sua “innocenza” (suona perfino strano usare questo termine…non siamo in un tribunale! Ma vabbe’): per altre no, anche perché sinceramente non me ne fregava – e non me ne frega – un accidenti.
          Preferisco fare (eventualmente) i processi a quello che vedo e non basarmi sulle accuse di gente che non conosco (a dire il vero qualcuno dei personaggi lo conosco anche, e non posso dire che abbia la mia stima…il che concorre probabilmente a farmi trarre una conclusione piuttosto che un’altra. Un altro motivo per cui tengo a credere più a un amico che alla TV è il fatto che ho avuto modo di conoscere altre vittime dei processi mediatici, e che la realtà è sempre apparsa MOLTO diversa da quello che era apparso in TV. Ad ogni buon conto, io ritengo ancora che i processi si facciano in tribunale, non in TV e tantomeno su FB: anche perché mettere qualcuno alla berlina NON è cosa che si possa fare con tanta superficialità.
          Purtroppo proprio trasmissioni come Striscia o le Iene ci hanno abituati al processo mediatico come se fosse cosa normalissima: ma non lo è, specie quando si mostra solo quello che si vuol mostrare. A distruggere l’immagine di una persona con un sapiente lavoro di taglia-e-cuci ci vuole veramente poco.
          Detto questo… resta il fatto che Mangini potrà anche essere un contaballe, o uno che lascia debiti in giro: ma con la cinofilia, tutto questo, che c’entra? Io lo difendo come cinofilo perché, come ho già detto anche a Romanoni, l’ho visto lavorare e ho visto cos’è riuscito a fare con cani veramente difficili. Ho visto lavorare i suoi cani tutor e li ritengo l’unica vera innovazione cinofila degli ultimi vent’anni.
          Magari non andrei a costruire un muro a casa sua, se è vero che non paga i muratori…ma siccome i muri non li so fare, il rischio è decisamente minimo. In compenso, quando qualcuno mi scrive perché ha un cane con gravi problemi comportamentali, glielo mando a cuor leggero: non solo perché non metto a rischio di “fregatura” proprio nessuno (semmai saranno i clienti a dover pagare lui, no? Ma – sorpresa sorpresa – molti di questi lavori glieli ho visti fare gratuitamente: primo fra tutti Raul, per il quale erano state assicurate almeno le spese di mantenimento…che deve ancora vedere adesso. Ma le Iene non sono mica andate dall’associazione che ha il cane in carico a chiedergli come mai!), ma anche perché, dal mio punto di vista, Mangini è un eccellente cinofilo.
          Che poi mi sia anche simpatico (quando non lo sfanculo, perché non è che io non ci abbia mai litigato, eh!) e che lo ritenga un amico, è cosa secondaria, proprio come è secondario il muratore. Siccome mi occupo di cani, a me interessa quello che la gente fa con i cani. Se poi Mangini lasci da pagare la pizza, o Romanoni sia gay (accusa da lui stesso citata perché ha parlato contro l’omofobia, eh! Non sto insinuando nulla! :-))… credo che siano squisitissimi affaracci loro. Se Mangini deve soldi a qualcuno, quel qualcuno ha a disposizione avvocati, tribunali e quant’altro per farsi giustizia: con le Iene non ottieni di sicuro un risarcimento, ottieni solo di sputtanare una persona. Ma… cui prodest?
          E’ una semplice ripicca infantile, magari anche comprensibile: però se devo rischiare di rovinare la vita di una persona per togliermi la soddisfazione di una ripicca, ti giuro, io ci penso due volte.
          E figurati quante volte ci penso se quella persona neppure la conosco, se non mi deve un centesimo e se non mi ha mai fatto nulla di male!
          Perché dovrei divertirmi a sputtanarla? Per “mettere in guardia” chi?!? Mangini, di mestiere, fa cinema: dopo il servizio delle Iene ha lavorato il doppio di prima. Non sorge il lecito dubbio che forse, nel suo ambiente, lo conoscano meglio di quanto non possa conoscerlo chi fa l’educatore o l’addestratore cinofilo? Non sorge il lecito dubbio che, nel suo ambiente, lo conoscano come persona corretta?
          Poi nessuno è perfetto, per carità: sono strasicura che se qualcuno, domani, decidesse di mettere alla berlina me, o te, qualcosa a cui attaccarsi lo troverebbe. E se non lo trovasse… basta inventare, no? E non dare diritto di replica, come è stato detto chiaramente da Golia a Mangini in una registrazione che è stata pubblicata anche su FB, ma che poi il suo avvocato gli ha detto di togliere (non so perché: era mooolto rivelatrice! Ma essendoci una causa in corso – quella di Mangini contro Mediaset, non quelle – di cui non si ha alcuna traccia – dei creditori contro di lui, forse ci sono meccanismi legali per i quali non si possono fare certe mosse. Nin zo).
          Insomma: a me può anche star bene che Iene, Striscia & C. denuncino maltrattamenti agli animali: li prendo sempre con beneficio di inventario, eh… perché non mi fido di NULLA che passi in TV. Ma se avessero ripreso Mangini mentre prendeva un cane a calci nel culo, allora capirei tutto ‘sto smodato desiderio di rendere pubblica la cosa tra i cinofili. Così, sinceramente, ho la netta impressione che Maurizio sia semplicemente cascato nell’umanissima trappola di pubblicare un pettegolezzo senza approfondire “prima”, e che adesso – altra cosa umanissima – si stia arrampicando sugli specchi per dimostrare che non ha fatto una cazzata, ma che ha agito per tutelare chissà chi.
          A volte, però, ammettere di aver pubblicato qualcosa con troppo superficiale entusiasmo sarebbe più semplice: anche perché così si sta aggrovigliando su se stesso. La “testimonianza” di Boitani, per esempio, secondo me l’ha scovata “dopo” aver rimbalzato il video: altrimenti non capisco perché non l’avrebbe riportata subito… e a tal proposito, sai che affidabilità, eh! Chiedere a uno studioso di lupi cosa ne pensa di un altro studioso di lupi è come chiedere all’oste non se il suo vino è buono, ma se il vino dell’osteria a fianco è più buono del suo.
          Boitani, tra l’altro, dice di non conoscere Mangini e lo giudica da un blog: wow!
          Avendo io in casa il suo libro “Dalla parte del lupo”, potrei citare tali e tante inesattezze scritte da lui (o quantomeno: cose che stridono ferocemente con gli studi più recenti… tra l’altro proprio quelli del celeberrimo Mech, che ai tempi in cui lui ha scritto il libro si vede ritratto al suo fianco mentre ravana su lupi narcotizzati) che forse gli verrebbero i capelli dritti. Basti il fatto che fa un vero e proprio panegirico di Zimen, di cui oggi tutti dicono peste e corna perché aveva parlato di dominanza, gerarchie e di tutto il cucuzzaro che oggi si vorrebbe negare). Non c’è che dire: il fatto che Boitani possa sputacchiar sentenze su una persona che dichiara di non conoscere, ma che in compenso gli fa “concorrenza” in materia di lupi (campo nel quale tutti si ammazzano per rabberciare cinque euro di finanziamenti…) è una vera garanzia! E soprattutto, c’entra moltissimo con il fatto che Mangini sia o meno quello che qui in Liguria si chiama un “piantapuffi”, ovvero uno che lascia debiti in giro.
          Maddai.

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