sabato , 18 novembre 2017
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Il cane d’estate va tosato a zero! (me l’ha detto miocuggino)

di VALERIA ROSSI – Reduce da un seminario decisamente un po’ insolito (per la materie trattate,  più che altro) avrei molta voglia di mettermi a scrivere il relativo resoconto: però, prima, devo scrivere questo altro articoletto. Corto, breve, succinto, giuro.
Anzi, potrei limitarmi a dire che

TOSARE A NUDO I CANI D’ESTATE E’ UNA CAVOLATA!

 

…e per me potrei anche finire qui.
Però, forse, due spiegazioni è il caso di darle.

Allora chiariamo subito che “tosare a nudo” e “regolare il pelo” sono due cose ben diverse.
La seconda non è solo accettabile: è caldamente consigliabile. Ma non perché “tanto pelo tenga tanto caldo”, visto che il pelo dei cani è un termoregolatore. Tiene caldo d’inverno, ma fresco d’estate… un po’ come i tappeti che gli immigrati si portano in spalla sulle spiagge. Tutti a chiederci “ma non muoiono di caldo?” No, perché la lana ha lo stesso effetto del pelo di cane: d’estate il calore lo trattiene (le pecore non sono mica sceme. E neanche i cani).
Il motivo per cui è buona norma accorciare il pelo troppo lungo (quando si può) va ricercato nel fatto che d’estate capita molto più spesso di portare il cane in campagna, nei prati o nei boschi (dove il pelo lungo raccatta di tutto e di più, compresi i micidiali forasacchi), al mare, al fiume o al lago (dove per asciugare un pelo lungo ci vuole il triplo del tempo) e così via. Sono motivi più comodi per noi che per il cane (ad eccezione del discorso “forasacchi”), ma sono comunque motivi validi.
La vera cavolata è “rapare a zero” il cane, tosandolo a nudo o quasi: perché in tal caso la cute resta esposta al sole, senza più protezione, e si moltiplica non solo il rischio di colpi di calore, ma anche di scottature vere e proprie.
I cani non si abbronzano… ma scottare si scottano, eccome!

Tosatura “a pelle”, assolutamente sconsigliabile

Già che ci sono, dico altre due cosette:

1) sopra ho scritto che è bene regolare il pelo “quando si può”. Ma quand’è che non si può? Nel caso del cane da esposizione che NON va né tosato, né “accorciato”, perché altrimenti il giudice non riesce a valutare la consistenza e la correttezza del mantello ed è costretto a dare punti in meno.
La Sciuramaria che un giorno mi strapazzò platealmente perché ad una locale, giudicando il suo yorkie  tosato a zero, le dissi che non avrei potuto darle la massima qualifica in quanto mancava il pelo, non aveva nessun valido motivo per aggredirmi urlacchiandomi che “se volevo che lei torturasse il suo cane solo per vincere un salame, mi potevo attaccare al tram.
Non aveva motivi: a) perché non ero andata io a puntarle la pistola contro imponendole di iscrivere il cane; b)  se il cane avesse avuto il pelo e non avessi potuto usare quella giustificazione lì, ne avrei avute MOLTE altre disponibili, visto che trattavasi di ciofechina presumibilmente dell’Est (le locali sono aperte a cani con e senza pedigree); c) a torturare il suo cane, ovviamente in assoluta buona fede e pensando di fargli un favore, era stata lei.

2) all’estremo opposto di coloro che pelano il cane a zero “perché così, poverino, sta più fresco”, ci sono quelli che non tagliano mai neppure l’eccesso di pelo “perché se no, poverino, poi si vergogna”. Ovviamente è una “cugginata” anche questa: i cani sono abitudinari, e se si sentono un po’ diversi possono fare la faccia perplessa per qualche ora (non per secoli!): ma pensare che “si vergognino” del loro aspetto significa antropomorfizzare a gogò!

3) nonostante si usi dire che il cane “ha la pelle dura” (ed è vero, ma solo nel senso dello spessore), la sua cute è molto più sensibile della nostra perché non ha lo strato corneo (presente solo sulle parti nude, ovvero polpastrelli e tartufo) che tra l’altro funge anche da impermeabilizzante.  Ne deriva che non solo il cane si scotta più facilmente di noi, ma che, in caso dovesse bagnarsi, non avendo una pelle “impermeabile” – perché il solito pelo a svolgere questa funzione –  lascerebbe passare l’umidità agli strati più profondi della pelle, aumentando il rischio di forme reumatiche e di tutte le altre patologie che all’umidità sono correlate.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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