di VALERIA ROSSI – Insomma, nun se poteva continua’ così. Scrivere libri sui cani, gestire un sito cinofilo, tirarsela da quellachedicaninesa… e poi, quando ti chiedevano: “Ma tu che cani hai?”, rispondere “Ho due gatte…” era veramente un po’ triste, diciamolo.
Quindi, di ritorno dal convegno di Frossasco, passo da un’amica allevatrice che mi aveva già proposto di prendere una sua fattrice a fine carriera (rifiutata perché non era il momento, perché avevo millemila casini, perché vivo in centro città, perché mi dovevo operare)…e penso che l’intervento ormai l’ho fatto, che un po’ di casini me li son tolti, che in fondo la cana ha otto anni e quindi non è che abbia proprio bisogno di fare duecento chilometri al giorno. Quindi le chiedo di farmela vedere, resto fulminata all’istante, me la porto a casa a tradimento (senza neppure dare alla povera Dani – l’allevatrice –  il tempo di abituarsi all’idea). Tra l’altro ci sono troppi segni del destino tutti insieme: la cana è la  prima che arriva dal cancello quando scendiamo dalla macchina, e in più scopro pure che era quella che, in occasione di una mia precedente visita all’allevamento, mi aveva praticamente partorito un cucciolo in mano.
Insomma, non posso venir via da lì senza la Bisturi. Che si chiama così perché ha due sottili cicatrici su un fianco: e il suo allevatore, quando la vendette alla Dani, le disse che a procurare quei due tagli era stato il bisturi del veterinario durante il cesareo.
Piglio la cana e me la porto al centro cinofilo Debù, dove devo andare a trovare un altro amico, Davide Cardia. Già che sono su un campo provo a vedere come si comporta da libera, cosa sa fare e cosa no, insomma faccio qualche test. Richiamo ottimo, socialità esaggggerata: guardarla e dirle “ciao patatina” (ma anche “ciao cagnolotta”, “ciao bella”… ma anche niente) equivale all’ordine: “Saltamisubitoinbraccio”, mentre guardarla (e basta ) quando ti è già saltata in braccio significa “Coprimituttalafacciadibaci”, chiunque tu sia. Condotta al guinzaglio, eccellente: non tira neanche un po’.
Altri comandi? Eh?!? Ma manco “seduto”. Nisba. Meno male, almeno potrò divertirmi a insegnarle qualcosa!
Son proprio contenta, anche se devo ancora affrontare: a) il marito, che mi verrà a prendere al Debù e che non ha la più pallida idea del fatto che mi sia presa un cane; b) le gatte. Ma io son sempre riuscita a far convivere di tutto e di più, quindi non è che la cosa mi preoccupi più di tanto, anche se la Dani spera che non vadano d’accordo e che le riporti indietro la cana.
Il figlio non lo considero minimamente un problema: cresciuto in allevamento, sempre e solo circondato da animali per tutta la sua vita, che gli portassi in casa un cucciolo di pitone o un dinosauro adulto sarebbe comunque felicissimo.
Comunque, il marito è un problema solo sulla carta: infatti arriva, scopre il “misfatto”, parte con i mugugni (d’altronde, se non mugugnasse, non sarebbe il marito), dopodiché la cana gli salta in braccio et voilà, cotto e mangiato (al momento la cana è in kennel che dorme e lui è già lì che ri-mugugna perché “ma poveriiiina, non vorrai mica tenerla sempre in gabbia”. Notare che in gabbia c’è entrata cinque minuti fa dopo che ci siamo già fatte una passeggiata lunga mezza Savona).

In realtà la cana è in kennel perché ieri sera le cose sono andate così: entrata in casa al guinzaglio, viste le gatte, lei ha dato un’annusata da vicino a Venerdì (che era venuta subito a salutarla) e un’annusata da lontano a Nemesi (che aveva una circonferenza codica di mezzo metro circa e soffiava come un puma: prego notare che se arriva a due chili e mezzo è grasso che cola. Nemesi è una microgatta), dopodiché se ne era disinteressata perché troppissssimo impegnata a fars fare i grattini dal figlio.
Ho dato da mangiare a Bisturi, le gatte sono andate a piantare il naso nella ciotola (anche Nemesi, perché sarà micro, ma quando c’è da mangiare si fa sotto come un macrogatto e non si ferma davanti a niente e a nessuno), e lei non ha dato il minimo  segno di possessività.
Dopo mangiato è tornata in braccio al figlio a farsi fare ulteriori grattini, e le gatte giravano intorno senza grossi problemi: Venerdì si è fatta anche prendere in braccio insieme a lei, Nemesi restava a un metro di distanza, ma la circonferenza codica era già diminuita vistosamente e aveva anche smesso di soffiare.
Insomma, ho pensato che non c’era manco gusto a tirarmela da “quella che riesce a far convivere qualsiasi cane con qualsiasi gatto”, perché queste convivevano già benissimo da sole, senza che io facessi un beato tubo.
E INFATTI… passa un’oretta, Bisturi vaga sniffando per conoscere meglio tutta la casa, le gatte la seguono in corteo ovunque vada… solo che a un certo punto lei fa inversione a U e tira proprio una facciata dentro a Nemesi, che se la fa sotto, soffia come ottantadue puma e le rifila anche due sberloni: dopodiché scappa, ultima cosa al mondo che si deve fare davanti a un cane. Infatti a Bisturi si innesca il predatorio, parte all’inseguimento, io mi tuffo per placcarla e…per prenderla la prendo anche, solo che tiro una clamorosa ginocchiata per terra e mi faccio malissimisssssimoooooooooooo!!! Cheddoloreeeeeeeeeeee!
Figlio e marito si precipitano a controllare… la gatta, ovviamente. Io potrei restare a ululare per terra fino all’indomani.
Anzi, no: a dire il vero il marito mi dice qualcosa come “aspetta che adesso arrivo e ti tiro su”. Con calma, perché prima deve catturare la gatta, che è la sua bambina e la luce dei suoi occhi  (e che al momento è in pieno assetto-puma, non si lascia prendere, soffia al mondo intero e al suo paparino dice “grrrrrrrrrr”) e controllare che non si sia fatta niente.
In effetti alla gatta non manca neanche un pelo che sia uno: è solo incazzatissima.
Io mi alzo da sola e saltello fino allo studio, metto la cana in kennel, tiro una sequela di moccoli e penso il primo “chimmel’hafattofa'” di quella che sarà sicuramente una luuuunga serie.

Perché non è che se “ne sai di cani” tu automaticamente ti esenti dai chimmel’hafattofa’, eh.
Non ti esenti neanche dal fare cose da perfetta Sciuramaria, tipo dare per scontato che una stronzogatta convinta di essere un leone di montagna (nonché la Regina di Inghilterra) permetta ad un cane qualsiasi di sbatterle contro senza reagire.
Comunque, dopo dieci minuti ho fatto uscire Bisturi dal kennel, e lei è andata subito a cercar di fregare la pappa ai gatti: Venerdì la lasciava mangiare nella sua ciotola, io no: quindi ho tolto la gattociotola, l’ho messa in alto sulla credenza e tutte e due si sono sedute affiancate a guardare per aria come due morte di fame, senza cagarsi l’un l’altra. Nemesi, offesissima, si è ritirata sull’Aventino. E per me ce può pure resta’.
Stanotte Nemesi chiusa in camera con me e il marito (al quarto “povera piccolinaaaaaaaaa cosa ti hanno fattooooo” ho ringhiato IO, dopodiché il marito l’ha piantata: ma solo perché si era addormentato), Bisturi in camera col figlio, Venerdì in cucina.
La rissa notturna non la volevo rischiare, anche perché ora come ora non potrei placcare neanche un bradipo.
Mattina dopo: io son qua con un ginocchio che pare un pallone da football, nonostante il quale… indovinate chi è dovuto uscire a portar fuori la cana alle sette? Bravi, indovinato: gli uomini di casa ronfavano alla grande e uno si è svegliato solo quando ha sentito che richiudevo la porta rientrando. L’altro sta ancora dormendo adesso.
Chimmel’hafattofa’ numero due… però io sono troppo contenta di avere di nuovo un cane, anche se adesso mi toccherà mettere in moto tutta la mia abilità conciliatrice perché la stronzogatta continua a camminarmi sulla tastiera dicendo “è tutta colpa sua, è lei che mi è venuta addosso, io sono innocente, io con quella bestia incapace di gestire il proprio corpo non voglio più aver niente a che fare”. Appena la vede, fa versi da puma incazzato.
Amen, le passerà. Se ieri sera stavo un po’ più accorta era meglio, ma siccome l’unica vittima alla fine sono stata io, si ricomincia daccapo e tutti zittini, grazie.
Ah… un’ultima cosa.
Stamattina volevo informare la Dani che avevamo superato indenni la notte (e che la cana aveva pisciato regolarmente fuori, perché ieri sera, dopo lunga e vana passeggiata , mi aveva allegramente allagato la cucina): sono andata sulla sua bacheca e ho trovato il messaggio di una persona che non conosco, che dissentiva assai pesantemente (ed è quasi un eufemismo…) con il fatto che la Bisturi fosse stata praticamente abbandonata. “Bisturi si meritava di vivere sino in fondo con chi l’ha messa al mondo, come tu ti saresti meritata la sua “inutile compagnia” sino all’ultimo giorno”, le dice, tra le altre cose.
Non penso che nessuno possa far cambiare idea a una persona che la pensa in questo modo: e premetto che anch’io l’ho sempre pensata in questo modo, tenendomi tutti i miei “pensionati” fino all’ultimo respiro… fino a capire, però, che questa era una gran bella forma di egoismo travestito da amore per i propri cani.
Perché noi ci sentiamo tanto buone e amorevoli, tenendo con noi i vecchietti: ma quando hai quindici o venti cani, quando hai i parti da seguire e le esposizioni da preparare e i cani da allenare e i clienti con cui parlare e le cacche da levare e le pappe da preparare… non ce la stiamo a racconta’, alla fine ai vecchietti riesci a dare giusto dieci minuti al giorno del tuo tempo. E questo no, che non lo meritano.
Non lo merita nessun cane, che di tutti i casini che hai tu in allevamento nulla ne sa e nulla ne può capire. E poi cè un fatto che io non ho mai tenuto in sufficiente considerazione, forse (e oggi credo di aver sbagliato): ed è il fatto che la retorica del “cane fedele”, che ama solo te e  che non potrebbe vivere lontano da te, è appunto pura retorica D.O.C.
Quando un cane vive bene, ben accudito, coccolato e felice, nel suo branco-famiglia originario, non è che si convinca che la vita sia bella solo “lì”: si convince che la vita è bella insieme agli umani. Quindi, se deve cambiare famiglia, forse rimane un po’ perplesso per qualche tempo, non dico di no: ma appena si è ricostruito le sue certezze e i suoi punti di riferimento logistici, appena si è reso conto che anche in questa nuova famiglia si mangia come prima e si prendono le stesse coccole di prima, il cane torna ad essere un cane felice, sereno ed appagato. Semmai è il suo umano precedente che si strugge e si sente in colpa, specie se “aiutato” da messaggi come quello che è stato inviato alla Dani.
Questo è il secondo cane che adotto in età parecchio avanzata, e posso dire con la massima serenità che il tempo di adattamento al cambio di famiglia si è aggirato, in entrambi i casi, sulla mezz’ora. C’è da dire che sto parlando di due staffordshire bull terrier, cani che adorano l’umanità nel suo insieme e che tutto sono, meno che i classici “cani di un solo padrone”: però la Dani alleva appunto staffordshire bull terrier, quindi, se mi ha dato la Bisturi, era anche perché sapeva benissimo che un cane di questa razza non fa alcuna fatica a cambiare casa e umani. Insomma, senza voler fare polemiche… ma quando una sta già male perché ha scelto di cedere (per il suo bene) un cane che secondo lei meritava di più di quello che riusciva a darle (non certo per indifferenza, ma perché una persona ha solo due mani e in una giornata ci sono solo 24 ore), forse non sarebbe male dirle “pat pat, capisco come ti senti”, anziché corcarla di sensi di colpa. Pensando, magari – se ci si riesce – che questa persona si sia causata un dolore pur di dare a quel cane ciò che realmente meritava, e cioè una vita in cui non rappresenti un'”inutile compagnia”, ma un ruolo preciso come membro della sua nuova famiglia.
E mo’ basta scrivere, che c’ho una cana da coccolare e una stronzogatta da convincere di non essere un puma e un’altra gatta che se ne impippa di tutto ciò, ma vuole la colazione.
A presto!

Articolo precedenteLe apparenze… ingannano
Articolo successivoIl cane d’estate va tosato a zero! (me l’ha detto miocuggino)

Potrebbero interessarti anche...

Vuoi aggiungere qualcosa? Dì la tua!

60 Commenti

  1. Non riuscivo a capire come faceva a saltare in braccio finchè non ho capito che era uno staffy (che, si sa, se vogliono saltano anche in testa ed oltre) 😉

  2. Oddio come sono felice… Sono felice come se un altro cane fosse entrato in casa mia… Avevo i brividi, intanto che leggevo questo articolo, perché è pieno d’amore. Amore da parte di Daniela nei confronti di Bisturi, amore di Valeria nei confronti della sua famiglia allargata, amore di Bisturi…
    Sono felice che anziché sentirti dire la frase “ancora non posso” ti senta ripetere in refrain “machimel’hafattofà”…è divertente!

    Così come deve essere divertente vivere in casa tua: Bisturi non poteva scegliere una collocazione più divertente!

    Bravissimi tutti. Anche la stronzogatta-puma!

  3. Hai fatto un grande gesto e sono sicura che ti porterà tanto “divertimento” ahaha concordo sull’ultima parte dell’articolo!

  4. oh che bella notizia.
    Mi dispiace per il tuo ginocchio, ma sono contenta per te, per la Bisturi e per la Dani. La Bisturi è proprio una cagna fortunata!
    La retorica del cane fedele è abbastanza urtante, effettivamente, ma è un problema di noi umani, che ci sentiamo punti nell’orgoglio all’idea che il nostro cane possa vivere benissimo anche senza di noi, come se fosse il nostro bambino… del resto è comprensibile perché il cane fa scattare il nostro attaccamento-accudimento di tipo genitoriale. Chissà se qualcuno ha studiato i nostri etogrammi… ce li avremo pure noi no?

  5. Ho capito che i staffordshire bull terrier saltano in alto…ora Bisturi avrà la fortuna di cadere sempre in piedi con te Valeria…buon nuovo inizio e mi raccomando, vogliamo altri esilaranti racconti sull’avvicendarsi delle cose e del leone di montagna (nonché la Regina di Inghilterra). 😀

  6. Io vorrei che facessi sapere alla Dani, la tua amica, tutta la mia solidarieta` e che chiunque abbia deciso di affidare un cane o un gatto a una persona sa come ci si sente ma se la persona e` addirittura un`amica, se si e` sicuri percio` che il cane stara` bene al 300%100, anche meglio che con noi allora non si deve badare alle persone che criticano. In primo luogo e` importante il benessere del cane. In secondo luogo anche di chi lo consegna e sono sicura che una persona di coscienza non farebbe mai l`errore di darlo a qualcuno scarsamente affidabile percio` non c`e` ragione di stare male o preoccupate. Il cane manchera` ma si potra` avere notizie, vederlo, andarlo a trovare…insomma e` un po` come una figlia che si sposa.
    Valeria come sono felice per te!!!! Io ho dovuto vivere un po` senza animali e la casa mi sembrava senz`anima. Le tue gatte si abitueranno a Bisturi certamente e finiranno magari per dormire insieme, col tempo.
    Bisturi e` giovane, 8 anni non sono poi tanti, avra` sicuramente una lunga e felice vita nella vostra famiglia, sono sicura che ve la godrete a lungo. Io ho avuto diversi cani non piu` giovani, sopra i 10 anni, anche adesso Yukita e` sui 10 anni e Maro sugli 8 ma mi aspetto ancora lunghi anni di coccole (e di disastri…devo ancora scoprire chi ha fatto una tampa di mezzo metro in giardino)
    Bacioni a Bisturi!

  7. Madò, che bella cosa! Finalmente! Bisturi è meravigliosa e devo dire che ti invidio un po’ parecchio: il giorno dell’arrivo del nuovo cane per me è sempre un giorno fantastico, uno dei più emozionanti in assoluto. Se non fossi certa che sarei cacciata di casa all’istante, uscirei di corsa per andare al canile a prendere il terzo…

  8. Perché non fai un articolo su come far convivere i cani con i gatti e altri animaletti? A me sarebbe MOOOOLTO utile
    Complimenti per la canina 😀

  9. quindi quando si legge sui giornali o si sente dire che un cane adottato da altra famiglia ha fatto km x tornare a casa, era perchè là si mangiava meglio?oppure quello che si sta lasciando morire di fame xchè è morto il vecchietto e vive con i nipoti(x es.) è una leggenda metropolitana?
    bene posso tirare un sospiro di sollievo perchè queste storie mi hanno sempre fatto un pò soffrire anche a me…

    • Perché “si mangiava meglio” direi di no: ma perché c’era un’interazione tra i membri del branco che probabilmente non ha trovato nella nuova famiglia, questo sì. Poi ci sono anche i casi individuali particolari (vedi i vari Fido, Hachiko ecc.).. ma per fortuna non ne ho mai incontrati.
      E c’è un’altra cosa da dire: nel caso della Dani, per esempio, lei si riprenderebbe la cagna al volo se ci fosse qualche problema. Se non fosse andata d’accordo con i gatti in modo drammatico, se non avesse mangiato, se avesse pianto disperata, che so… probabilmente sarebbe già saltata in macchina per venirsela a riprendere. Non sono mica solo i cani, ad essere fedeli 🙂

      • tu Valeria non lo sai (ancora, ora lo saprai)… martedì, quando ti ho telefonato, ero a Cogoleto… e se, parlando, avessi anche solo avuto idea che un pelo della Bisturi non era al suo posto, sarei arrivata sotto casa tua in mezz’ora !

        • Epperò sei pirla, eh… potevi passare a trovarci anche se i peli stavano tutti al loro posto!
          Anzi, se torni da queste parti, vedi di farmelo sape’: che magari mi riporti la valigia che sta ancora a casa della Maurizia! 😀

  10. Evvaiiiiiii!!!! Maremma che bello…. Son proprio contenta per tutti voi, bipedi e quadrupedi coinvolti in questa storia d’amore. La Dani strapiena di vero amore che è riuscita ad anteporre il bene di Bisturi al proprio dolore nel cederla. Valeria strapiena di amore nell’accoglierla senza pensarci un secondo di troppo. I marito e figlio di Valeria nell’accogliere Bisturi con grattini e mugugni passeggeri… Le gatte nel loro fare le gatte che presto si daranno una calmata e impareranno a rapportarsi a Bisturi.
    E infine Bisturi, la cana fortunata così circondata da amore vero e pieno di reale interesse per lei.
    Che bello, che bello, che bello. Ovvia.
    E noi che ci pregustiamo divertenti resoconti….. ahahahahahahahaha

  11. Brava Valeria, bravissima! Anche se non ti conosco personalmente sono veramente felice per te e per Bisturi. C’ è tanta di quella gioia e di quell’ entusiasmo, nel tuo articolo, che non posso che immaginarvi felici insieme, tutti quanti, umani, gatte e cagnolona. Tanti tanti auguri per questa nuova avventura e, mi raccomando, facci sapere! :-*

  12. Sono felicissima per Bisturi e per voi! Sono certa che lei non sente affatto la mancanza della sua ex mamma e che questa è stata la scelta più giusta. E poi non poteva capitare meglio di così! Noi abbiamo preso una chihuahua di sei anni ex fattrice che si chiama Morgana, dall’allevamento di Rio Galeria. E’stata sin da subito uno zuccherino, ride sempre e ci adora! Mai visto un cane più felice, nonostante Paolo, il suo papà precedente, ci abbia lasciato un pezzettino di cuore… Non vedo l’ora di sapere come andrà tra Bisturi e il microgatto-puma 😉

  13. La retorica del cane fedele mi convince e ci credo, ma fedele a chi? a chi lo ama e te lo dimostra con una presenza costante. Non credo si possa dire lo stesso di un allevatore che gli dedica 10 minuti al giorno.

    • Infatti, quando ti rendi conto che ti restano 10 minuti da dedicare al cane X o Y, secondo me è giusto, per rispetto verso il cane, trovargli una nuova famiglia. E’ una forma d’amore pure questa. Un allevatore, non perché voglia ma perché prima o poi “deve” (cominci sempre con due o tre cani ai quali puoi dare tutto…ma poi, anche solo perché ti tieni qualche “pensionato”, ti ritrovi prestissimo con otto-dieci-dodici…), non può dare ai suoi cani le stesse attenzioni di una famiglia “normale”: questo però non significa che non si debba allevare. Se ci tieni a lavorare per la salute, il carattere, il miglioramento di una razza o anche solo (meno presuntuosamente) il mantenimento delle sue doti naturali… DEVI allevare e fare selezione. Però c’è l’allevatore miliardario, che magari può pure permettersi di pagarsi il dog sitter che gli pascola e gli coccola i pensionati (ma sempre persone estranee sono, eh!), e c’è quello che magari si sbatte da solo, o con la sua normale famiglia di due-tre persone, e si rende conto che, per esempio, quando ha dedicato il giusto tempo ad una cucciolata (ovvero 26 ore circa al giorno!), per gli altri resta giusto il tempo di due coccole, pappa, pulizia e ciao.
      A quel punto mi sembra davvero un atto d’amore cercare nuove famiglie (giuste!) per i cani che non si riescono più a seguire come si vorrebbe.

  14. Ahahahah!!!Che bello!!!
    Mi ha fatto scompisciare la parte su Nemesi…sono anch’io maritosupergattofilomunita e so come ti senti….la bambina, ovvimanente, viene prima di tutti gli altri, e pazienza se moglie e cane son moribondi…se la bimba chiama, lui accorre in soccorso!! 🙂
    E pensare che i gatti manco gli piacevano, quando l’ho conosciuto…

    Cmq, ottima scelta, ha un’aria simpaticissima, compliementi!

  15. ciao valeria sono contento per te e con te, ora posso confessarti che sono sempre stato stupito dal fatto che da tempo riuscissi a stare senza un cane . Una coccola a bisturi, sono convinto che godrà di una vecchiaia felice serena.A proposito di destino quando andai a prendere luna, lei fu la prima ad uscire dalla cuccia e ad arrivare al recinto, ricordo ancora il suo sguardo allorchè quei vitelli dei suoi fratelli la scalzarono e per guardarmi allungava il collo non sapendo che oramai eravamo legati.

  16. Sono contenta come il giorno in cui arrivò il mio cane a casa, grazie a te ho rivissuto le stesse emozioni, gli stessi “ma chi me l’ha fatto fa'”, lo stesso “ma ciao patatina!”.
    Aspetto con grande trepidazione i tuoi articoli di vita vissuta con Bisturi 😉

  17. Complimenti, anche io ho uno staffy, sono i cani pericolosissimi, appena ci si avvicina si rischia di essere uccisi… …di coccole!

    Mi chiedevo quale fosse il nome e l’affisso di Bisturi (ovvio che se non ci tieni a dirlo è più che lecito)

      • Grazie, era solo curiosità per capire quali linee di sangue ha la piccola Bisturi.
        Adoro gli staffy (ma ovviamente sono di parte) e mi piace saperne il più possible.

        La descrizione dei comportamenti di Bisturi mi ricordano, fotocopiati, quelli del mio Rock.
        Bisturi che tira una facciata alla gatta è un comportamento tipico degli staffy che ritengono che l’ unico tragitto tra il punto A e il punto B sia una linea retta. Qualsiasi ostacolo sul tragitto non è importante, è l’ostacolo che si deve spostare, fosse anche una porta blindata…

    • Urgh…sorry, non avevo letto questo post, l’ho scoperto solo adesso vedendo la risposta della Dani. Non è che volessi tenermi il segreto 🙂

  18. Beh, lo hanno scritto già tutti, ma voglio essere noiosa: sono sinceramente felice per te! Ma proprio tanto. Ho recentemente ceduto il mio adorato super meticcio geniale di 9 anni, Scott, alla mia migliore amica, che si era appena border collie-munita e naturalmente stava affrontando i grossi problemi di iper-attività che avevo previsto. In una settimana il mio cagnino gliel’ha messo in riga, e ora la mia amica se la passa molto meglio da quando il suo border ha trovato un equilibrio; fanno finalmente passeggiate senza guinzaglio, senza che lui fugga per le colline dell’astigiano, ed obbedisce a tutti i comandi che conosce il mio, perchè, a detta della mia amica, “era talmente geloso che li ha imparati per mostrare che anche lui è bravo”. Io me la passo un po’ meno bene, dato che non vedo più tutti i giorni il mio migliore amico, ma so che sta bene e sopravviverò. E’ un periodo di cacca e ho dovuto tagliare le spese, rinunciando anche alla mia “sorellina” Chimera, una cavalla magnifica (anche lei è felice e sta bene, vive in un parco grande con un lago, sono solo io a stare male). Ora mi sono rimasti “appena” tre rottweiler, e già così sarà molto, molto dura.

  19. Valeria, un riassuntino su cosa è successo nelle ultime 24 ore?
    … qualche cosina da sciuramaria… ha fatto sempre la pipì fuori casa? ha lasciato stare la gatta (e viceversa)? ha imparato da sola a dare la zampa, anzi l’ha insegnato alla Venerdì? Si è mangiata in un solo boccone la parmigiana di melanzane che avevi lasciato sulla credenza perché tanto alle gatte non piace? … cose così 🙂

    • Domani articoletto sulla Sciuracinofila con il suo ennesimo primo cane 🙂
      Lo volevo scrivere oggi, ma sapere di Lennox mi ha tagliato le dita 🙁

      • Si quando te la senti scrivilo perche` ci vuole disperatamente qualcosa che ci tiri su…a proposito a Belfast mi sa che anche perfino Bisturi sarebbe stata a rischio, a quanto pare basta una vaga somiglianza….io non ciposso ancora credere! Neanche la birra irlandese mi vedranno piu` bere.

  20. Dani, posso chiederti più o meno quanta % degli Staffordshire che allevi sviluppa intolleranza intraspecifica?

    secondo te è davvero una caratteristica genetica o si acquisisce con le esperienze vissute o non vissute

    • certo che puoi chiedermelo, però la risposta non farà statistica 🙂
      intanto nn ho mai segnato chi, a che età e come..
      posso solo dirti che:
      a) i miei cuccioli crescono con la presenza, oltre che di mamma e ‘zie’, anche di un padre putativo, il mio mix levriero che ha una grandissima capacità comunicativa e che insegna veramente tanto ai cuccioli di staffi in tema bonton canino
      b) i cani che restano a casa con me (esclusa una, e penso anche di sapere che la causa sia legata ad una malattia debilitante avuta da cucciola che le ha impedito di relazionarsi con altri cani) non mostrano aggressività verso gli altri cani a meno che nn vengano assaliti. si comportano educatamente con cani estranei. insieme ne ho 5.. ops, ora 4, che convivono.
      c) i cuccioli che cedo – e i maschi in particolare – tendono a diventare rompiscatole verso i 15-16 mesi
      d) le femmine molto di meno
      tuttavia, nn va dimenticato MAI che gli staffi si relazionano con gli altri cani in modi non sempre così gradevoli: giochi pesanti, spallate, atterramenti. e questo nn facilita.

      • Dani, anch’io avrei una domanda per te (e anche per Valeria, ovviamente). Mi sta ronzando in testa da un po’ l’idea di prendere una compagna al mio dobermann di due anni e mezzo. E’ un cane non aggressivo con gli altri cani, i maschi li ignora se proprio non gli danno particolare noia (è anche stato aggredito e morso da un pitbull – ovviamente non perchè il pitbull fosse “cattivo”, ma perchè ha un padrone decisamente cretino – e non ha nemmeno reagito, si è nascosto dietro di me: porello il mio bimbo…), con le femmine ha un modo di interagire un po’ grezzo ed il gioco “pesante” caratteristico della razza.
        Una staffy, caratterialmente e morfologicamente, potrebbe essere una buona compagna per lui? Sono cani caratterialmente soggetti ad ansia da separazione o insicuri? Insomma, potrei lasciarli da soli insieme anche per quattro ore di fila senza trovarmi la casa distrutta? Sai com’è, ci sono già passata col mio e non vorrei si raddoppiasse il problema invece di risolverlo definitivamente. In ogni caso, preferirei adottare una femmina già adulta che possa insegnare al mio le buone maniere e possa tenergli testa tranquillamente. Secondo te (voi) farei una sciocchezza?

          • Sarebbe il mio sogno una doby… ma non mi ci vedo ad andare a passeggio con due cani così grandi che magari alla vista di un gatto mi spiattellano contro un muro… Già solo con Floyd e’impegnativo… Credo sia meglio qualcosa di più maneggevole…

      • Anche con gli umani: oggi stavamo per stendere una vecchietta alta all’incirca quanto Bisturi. Per fortuna era una vecchietta sportiva che ha reagito con “amore, già cado da sola, non aiutarmi!”. Mitica 🙂

          • Penso proprio anche io, il mio Rock si butta, a pancia in su, sui piedi dell’ umano di turno a cui voglia dimostrare di essere amico, solo che essendo un piccolo rullo compressore, se l’ umano in questione non è più che stabile rischia di capottarlo

  21. ti ringrazio!
    🙂

    quindi non è che necessariamente (come taluno sostiene) se trovi un soggetto “amichevole” con gli altri dello stesso sesso, significa che è stato inibito con un’educazione troppo repressiva da parte dell’uomo… altrimenti tutti partirebbero a tritacarne!

    (così fosse ci sarebbe da porsi ben altri interrogativi, a mio avviso, non so come la vedi tu)

    ciao

    Alessio

    • Visto che il soggetto in questione sono io do anche la mia risposta.

      Punto uno crescere insieme è molto diverso che incontrarsi.
      Punto due purtroppo molti allevatori (quasi tutti) stanno selezionando gli staffy per renderli solo cani da expo dimenticandosi che lo standard pervede anche un carattere di un certo tipo e che la loro storia è ben diversa da quella di cani da compagnia a cui li si vorrebbe ridurre.

      Sentir dire certe cose da qualcuno che ha rimosso del tutto la sezione “Terrier di tipo bull” dal proprio forum sui cani per timore che si potesse parlare di “lavoro” lo trovo solo provocatorio.

    • nn ho idea di chi siate (espada alessio e Mrdoc) … e mi piacerebbe riuscire a capire questo vostro scambio di battute.. magari in pvt o su fb se ci siete 🙂

      • Hai perfettamente ragione, mi rendo conto di essere stato maleducato nei confronti della nostra ospite (la signora Rossi), portando in questo blog una diatriba che nasce fuori di quì.
        Chiedo scusa e mi fermo quì.

        PS: sono solo un appassionato di cani con un piccolo staffy, non sono su facebook, sono in un forum di staffy. (Non avrei idea di come fare a portare avanti il discorso in privato, e non penso neanche che sarebbe di grande interesse)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.