di CLAUDIO CAZZANIGA – Sono reduce da un week-end di gare in Lussemburgo. Durante il viaggio di andata, avendo quella decina di ore da impegnare, pensavo a cosa avrei scritto in questo articolo.
Avrei parlato dei Brevetti di lavoro in acqua Lussemburghesi, una panoramica sui cani presenti, un giro sul tipo di lavoro che avrei visto, due parole sul tempo ed i risultati…insomma, ciò che si scrive come reportage dai campi.
Effettivamente vi dirò due parole anche su questo. Il tempo, come sempre in Lussemburgo, una variante inimmaginabile. Al sabato, al mio arrivo, 30 gradi ed un sole pazzesco. La domenica 12 gradi, pioggia, ma tanta pioggia e vento. Ad un certo punto dall’acqua che veniva pareva che il fiume (si gareggiava su un fiume) friggesse.
25 i binomi presenti, francesi, belgi, lussemburghesi, tedeschi e noi italiani. Le razze presenti: Leonberger, Terranova e il nostro Labrador.
Le gare in Lussemburgo sono solo sportive, il brevetto è diviso in quattro gradi, si svolge per primo il nuoto (200 metri nel primo grado, 400 nel secondo, 600 nel terzo ed 1 km nel quarto), poi il lavoro a terra ed infine 4 esercizi  in acqua ad una media di 40 metri da riva.
La partenza è posta mezzo metro sopra al livello dell’acqua e per accedervi il cane deve scendere 3 gradini. Il fiume è largo 60-70 metri per cui negli esercizi in cui il figurante è posto a 50 metri da riva il cane fa prima ad uscire dalla parte opposta che a tornare a riva. Per ultimo, il fiume è pieno di boe e boette.
La mia gara è personalmente andata molto bene, siamo arrivati primi nel brevetto di terzo grado. Insomma, di tutto questo avrei voluto parlare… invece ho deciso di parlarvi di David Dessaint, belga.

Ci conosciamo da 3 anni e tra di noi c’e grandissima stima. David è un ragazzone alto 1.85, 45 anni, capelli sale e pepe ed occhi celeste chiaro, come il mare di certe cartoline di anni fa. Mento aguzzo e due grandi passioni, i Terranova e la macchina fotografica.
David porta sempre calcato in testa il cappellino del suo gruppo di lavoro, Yeodogs, con la visiera in avanti quando lavora con il cane, con la visiera spostata all’indietro quando scatta fotografie.
David era presente per concorrere al brevetto di quarto grado con il suo terranova, numero di gara 23: aveva già partecipato al brevetto di quarto grado dello scorso anno, ma non riuscì ad arrivare al minimo punteggio per aggiudicarsi il brevetto.
Quest’anno David è stato bravissimo, lavoro a terra preciso, 1 km di nuoto lento ma regolare e 4 esercizi a 50 metri fatti nella maniera migliore suddivisi in due apporti e due riporti.
Ah… dimenticavo: David è sordomuto.
Dalla nascita.
Da quando lavora con i cani, l’unico suono che riesce a esprimere è “u!”:  ma vi dico la verità, non è un suono, è un rumore, sgradevole e perfino fastidioso. E non riesce neanche a modulare la tonalità o ad alzare o abbassare la voce. Sempre quella frequenza.
Ora vi chiedo di immaginare cosa deve essere interagire con il proprio cane dicendogli (…si fa per dire)solo “u”.
Per la condotta “u”, per il seduto “u”, per l’invio in avanti “u”, per il riporto “u”…
E in acqua???
Il cane lavora a distanza da lui senza che gli possa dire “vai al gommone”, “prendi la cima” o qualsiasi altra cosa.
David, però,  ha una grande, grande tenacia.
Domenica verso le 10, in attesa tutti e due di iniziare le rispettive gare ci siamo messi a fare due chiacchiere. A gesti. Ci siamo capiti anche grazie all’aiuto di un’amica che conosce il linguaggio dei segni e mi traduceva in francese. Per il lavoro a terra utilizza la gestualità ed insegna al cane a fare le cose premiando il comportamento voluto. Ma è faticosissimo e ci vuole molto tempo.
Pollice verso l’alto seduto, due pollici verso l’alto in piedi, palmo verso il basso terra… insomma ci si fa… a fatica, ma ci si fa…
In acqua gli danno un grande aiuto i ragazzi del suo team, che gli vogliono un gran bene e che insieme a lui hanno insegnato al cane cosa deve fare quando trova il figurante in determinate posizioni. Se il figurante si agita, gira davanti a lui; se è immobile, prendigli il polso… e via via di questo passo. Il suo più grande problema è correggere il cane mentre lavora… ma questo è impossibile.

Alla fine della sua prova David è uscito dalla spiaggia tra due ali di persone emozionatissime che lo hanno a lungo applaudito. Ma lui quegli applausi non li ha sentiti. Non so se il caso, non so se qualcos’altro ha fatto sì che la prima persona che ha trovato davanti a sé fossi io.
Mi ha abbracciato fortissimo, io gli ho battuto sulle spalle per congratularmi  e mi sono accorto che piangeva, piangeva come un bimbo.
Ma nessuno lo sentiva, perché nella sua condizione gli scendono le lacrime ma non emette nessun suono…
Allora, alla maniera dei sordomuti, tutti abbiamo tutti alzato le mani verso il cielo e, come nell’atto di avvitare una lampadina, gli abbiamo fatto capire che nonostante tutto,ce l’aveva fatta, aveva raggiunto a livello sportivo una grandissimo traguardo che tanti professorini chiacchieroni mai riusciranno a conquistare.
E’ stato veramente emozionante.
Adesso, visto che sei davanti al pc… alza le mani, fai il movimento di avvitare una lampadina e dedica un pensiero a David: se lo merita.

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15 Commenti

  1. Emozione. Allo stato puro. Alzo le mani avvitando lampadine immaginarie… Grazie per questo racconto… Complimenti a tutti!

  2. Be’, l’ho fatto, ho alzato le mani… E ho anche pensato che storie come questa hanno la preziosa virtù di riportare me con i piedi per terra e le cose alla loro giusta dimensione. Grazie.

  3. Sì, vabbè, ma non potete farmi piangere!
    Sono in ufficio!
    La prossima volta, per favore, mettete un disclaimer tipo “prima di leggere procuratevi dei fazzolettini di carta” 🙂

  4. l’emozione non ha voce, il rapporto col cane non ha definizioni, non ha scuole, non ha teorie, solo affinità elettive e tanta vita assieme!
    grazie, grazie..

  5. Lucciconi. E sono una che non piange mai neanche per situazioni vissute in prima persona, altro che lette. Ma l’umiltà e la tenacia di questo “ragazzo” di 45 anni che non si arrende alla sfiga di essere sordomuto…lucciconi. Vorrei conoscerlo di persona, lui e i suoi fortunati cani

  6. Mi capita spesso, leggendo storie commoventi (non necessariamente tristi, anche felici) di piangere, gli occhi si riepiono di lacrime che non mi fanno vedere più quello che stavo leggendo, così devo strizzarli, le lacrime scendono giù e io posso continuare a leggere.
    Ma non mi capita quasi mai di singhiozzare e di continuare anche adesso mentre scrivo queste righe.
    Sarà il periodo, sarà l’età…
    Ho avvitato le lampadine, tanto a lungo che accendendosi mi bruciavano le mani e quindi a un certo punto ho smesso…
    Grazie, grazie per averci raccontato.

  7. Emozionante ed intenso…limiti ne abbiamo tutti e David ci dimostra che Amore, Pazienza e Perseveranza sono le chiavi per superarli…o almeno per tentare di farlo con tutte le nostre forze! Davvero complimenti, a lui ed al suo cagnone, bello e bravo!

  8. Grazie per averci fatto conoscere questa persona eccezionale. A volte anche tra gli umani c’è qualcuno che merita tutta la massima stima e non ci fà vergognare di appartenere a questo genere. Mille lampadine avvitate tutte per lui è un GRANDE.

  9. Mi basta vedere la foto di un terranova con il suo conduttore e già mi emoziono (scusate, ho un terranova, sono LEGGERMENTE di parte). Se poi leggo anche una storia così…beh…che dire? Quando gareggio con Obelix ho talmente paura che sbagli l’esercizio (nonostante sia bravissimo), che finisco per urlargli come una pazza isterica. Umilmente parlando, da David e il suo “amico peloso” ho solo da imparare e avviterò lampadine tutta la notte.

    Grazie per questa bellissima storia.

  10. Complimenti a David e alla sua tenacia!

    Tutti ad avvitare lampadine virtuali!!! 🙂

    …però no capisco una cosa: se nella disciplina che fa David i comandi vocalui a distanza, anche a distamnze abbastanza grandi, sono tanto importanti, non sarebbe possibile x lui sostituirli si anche con comandi gestuali (i cani spesso poi capiscono meglio il comando gestuale di quello vocale, ma è così anche ad es x i cavalli, quando li stai addestrando al lavoro non montati..e non parlo del solo lavoro alla corda dove li hai abbastanza vicini e sei comunque in contatto con loro tramite la longia, ma in esercizi in cui il cavallo è totalmete libero a svariati m di distanza e non collegato a te da alcuno strumento se non i comandi gestuiali e la voce), ma aggiungendo al posto dei comando vocali dei comandi dati con un fischietto modfulabile? (se si sommano le modulazioi che vanno da infrasuoni a ultrasuoni a suoni udibili x gli umani, ai tipi di fischio che si possono creare alternando diverse toalità e facendo fischi ripetuti brevi e corti ecc, viene fuori una grande possibilità di combinazioni che il cane può imparare ad associare a molti comandi diversi udibili anche a distanze maggiori rispetto alla voce umana o alla visibilità doi un gesto)

    Esistono regolamenti del lavoro in acqua che vietano di usare un fischietto del genere?
    e se si, sarebbero applicati anche ad una persona sordomuta che quindi userebbe il fischietto in sostituzione della propria voce?

    ..la mia è solo una curiosiotà, che mi è venuta in mente pensando che ad una mia amica che a un incidente ha una voce pochissimo udibile a distanza ho suggerito di insegnare al cane ad ubbidire al fischietto (con varie modulaioi e “formule” a seconda del comando) in modo da poter comunicare con il cane anche ad una discreta distanza che sarebbe impossibile da raggiungere x la sua voce anche nelle condizioni di silenzio migliori, mentre von il fischietto il cane la sente anche a grandi distanze e quindsi può essere lasciato libero in sicurezza anche in spazi grandi dove la sua voce da sola non lo consentirebbe assolutamente.

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