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“Divieto di abbaio”: ma il sindaco di Cerro al Volturno non avrà anche qualche motivo valido?

di VALERIA ROSSI -Leggendo qua e là, come solitamente faccio, mi era parso di capire che il Molise avesse i suoi bei problemi da risolvere: un tasso di disoccupazione altissimo, una gestione dei rifiuti prossima all’emergenza, qualche bello scandaluccio politico (non che le altre regioni italiane ne siano esenti, per carità)… ma il sindaco di Cerro al Volturno, provincia di Isernia, cosa si studia? L’ordinanza anti-abbaio.
Secondo questo originale signore, Vincenzo Iannarelli, i cani andrebbero “spenti” (col telecomando?) dalle 13 alle 16 e dalle 21 di sera alle 8 del mattino dopo.
Multe da 25 a 500 euro per chi non rispetta il divieto.
Di fronte a queste alzate d’ingegno non si sa più se ridere o se piangere… anche perché tutti si sono scaraventati a parlare dell’ordinanza sull’abbaio, ma molti si sono lasciati sfuggire il resto dell’ordinanza: ai cani dovrebbero essere riservate “zone della proprietà il più lontano possibile dalle abitazioni dei confinanti e comunque adottando misure idonee a contenere il propagarsi dei rumori provocati dai cani. Dovranno inoltre  essere adottate tutte le misure necessarie affinché i cani non disturbino con il loro abbaiare i passanti sulle aree pubbliche adiacenti l’area dove sono custoditi”.
Il sindaco stabilisce poi che ai cani è vietato l’ingresso, anche se portati al guinzaglio e con la museruola, nei parchi e nei giardini pubblici comunali e in tutte le aree in cui sono presenti giochi per bambini.
In pratica, sarebbero previsti lager per cani (e padroni, I suppose)… tenendoli lontanissimi dai bambini, per carità! (e noi imbecilli che ci sbattiamo tanto per far entrare i cani nelle scuole, non certo per il loro o nostro divertimento, ma per poter dare ai bambini quel minimo di cultura cinofila che impedisca loro, magari, di comportarsi in modo scorretto e di farsi mordere).
In effetti, forse il signor sindaco ha omesso di leggersi un paio di sentenze della Cassazione che riportiamo qui sotto (in una vignetta che al momento sta girando all’impazzata su FB):

Chiunque legga potrà facilmente dedurre che, in caso di multa, potrà fare ricorso con altissime probabilità di vittoria… ma non fermiamoci qui, magari, perché una cosa è certa: quando a un sindaco parte l’embolo su un “problema” (se così vogliamo chiamarlo) ed emana ordinanze al limite del ridicolo, alla base c’è quasi sempre un’opinione pubblica che spinge in quella direzione.
Un paio d’anni fa il sindaco di un micropaese turistico vicino a casa mia introdusse una sorta di “coprifuoco”, vietando l’accesso ad alcune vie cittadine dopo una certa ora: ridicolo anche questo, se non fosse stato per il fatto che i residenti non ne potevano più di sentirsi spaccare i timpani alle quattro del mattino dai reduci (ubriachi e fatti a dovere) dalle discoteche locali.
Insomma: se esistesse ancora la buona educazione, a questo mondo, forse anche i sindaci diventerebbero meno odiosi (o meno ridicoli, a seconda dei casi).

Insomma…
Visto che a dirne di tutti i colori al sciur Iannarelli ci sta già pensando mezza rete, stavolta io vado un po’ controcorrente, chiedendomi quali e quanti cani a Cerro sul Volturno (una vera metropoli di 1.376 abitanti, stando a Wikipedia) siano riusciti a scassare le palle al punto tale da far nascere una presa di posizione di questo tipo.
No, perché i cani abbaiano e hanno il sacrosanto diritto di abbaiare… però, di solito, hanno anche un motivo preciso per farlo.
Ora, se abbaiano per far la guardia, mi pare evidente che non è che possano avere tutte ‘ste occasioni, vista la densità della popolazione. Se invece abbaiano perché sono scazzati, perché si annoiano, perché nessuno se li fila e magari sono mollati in giardino o in cortile a far nulla dal mattino alla sera… allora i proprietari di questi cani meriterebbero sì, una multa. E anche una sonora strapazzata, magari.
Perché i cani VANNO ACCUDITI. Vanno seguiti, vanno educati, gli si devono dare compiti e ruoli, bisogna vivere con loro e badare a loro.
Devono anche stare laddove sta il loro branco, e cioè in casa, specialmente di notte.
Questa pletora di cani abbaianti a me fa subito pensare al menefreghismo dei loro umani…e se così dovesse essere, ben vengano le multe. Anche se l’ordinanza resta decisamente cinofoba (e come tale condannabilissima) nelle altre sue parti, il discorso “anti-abbaio” a mio avviso potrebbe avere anche un suo perché.
Mi auguro, adesso, che il sindaco e i suoi collaboratori vadano spiegando al loro elettorato come va tenuto e gestito un cane, anziché limitarsi a tirar fuori i blocchetti delle multe. Così un’ordinanza apparentemente cinofoba potrebbe rivelarsi “quasi cinofila”.
Altrimenti non vale.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto e tiene diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI). Da settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) è tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO).