di MARTINA BONAVENTURA – In principio fu un naso, poi un muso… una testa immensa, gli occhi piu belli che mi avessero mai fissata, alteri… fu amore, fin dal primo istante. I nostri cuori iniziarono a battere insieme,ci eravamo trovati…
Molto di questo lo devo ad Ari, il mio primo cane e primo fratello, indimenticato compagno di scorribande infantili e adolescenziali. Sono cresciuta senza paura degli animali e con una buona capacità di comprensione reciproca.
Il mio non aver paura dei cani mi ha salvato le penne in più di qualche circostanza: e l’incontro con Bati è stato una di queste.
Penso sia capitata a molti, in periodo tardo-adolescenziale, una fuga più o meno rocambolesca da casa del/della moroso/a, per non incorrere in scomode presentazioni…bèh, a me è capitato e non posso che ricordare col sorriso un giorno che ha segnato la mia vita…
Scavalcata una finestra, che dava sul balcone esterno che a sua volta collegava al giardino, mi sono ritrovata spalle al muro: un enorme Cane Corso mi aveva messa all’angolo…e mi squadrava odorandomi con interesse.
Rimasi folgorata da una bellezza così temeraria e cosi enorme… era uno spettacolo… per poco non mi commossi sul serio e cominciai a fargli tanti grattini, anche perchè nel frattempo aveva deciso di non mangiarmi.
Bati all’epoca aveva circa 6 anni, ricostruire la sua storia non fù cosa facile. Era stato regalato da un  noto allevatore alla famiglia del mio ragazzo, per via di un amicizia tra mogli, ma più che altro perchè era stato aggredito da un maschio adulto in allevamento, e un orecchio completamente strappato lo rendeva invendibile,seppur figlio di un celeberrimo campione (Bayron del Dyrium).
A 7 mesi il cane dava già problemi in casa, sbarrando le porte a chi secondo lui non doveva passare e dimostrando una dominanza notevole: cosi dal lettone finì direttamente in giardino, segregato, e poi nelle mani un addestratore macellaio che su di lui si fece le ossa e l’esperienza con calci e collare a punte. Il risultato fù disastroso…impossibile portarlo da qualunque parte, obbedienza manco a parlarne, aggressivo con tutti, umani e animali di ogni tipo.

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Quando ci incontrammo, qualcosa cambiò in un attimo…quello che cercava era una autorità coerente e decisa,qualcuno che non avesse paura di lui e un bel po’ di sicurezza in sé. Io riuscii a portarlo al guinzaglio fin dai primi tempi: ma mi toccò aspettare ancora due anni, prima di potermelo prendere.
Nel frattempo avevo iniziato il corso per diventate tecnico veterinario e avevo notato qualcosa di strano nell’artrosi di un cane giovane e vigoroso: avevo fatto il primo prelievo ematico, cercando la leishmaniosi, e l’avevo, ahimè, trovata.
Quando diventò effettivamente il mio cane arrivò subito la prima crisi: Bati aveva circa 7 anni, non avevamo ancora trattato la leishmania perchè il nostro vet riteneva il cane asintomatico, quindi avremmo dovuto aspettarne il manifestarsi. Le analisi precipitarono da un giorno all’altro e cominciammo subito il primo giro di Glucantime.  Due mesi di ansia e fatica, è stato il cane più bravo e paziente alle terapie e ai continui prelievi di sangue che avrò mai, suppongo…
Tempo di riprendersi dalla gran botta del Glucantime,e un giorno lo trovai steso sul fianco in bagno, immobile,come paralizzato: il vet non sapeva che pesci prendere ed io, memore del passato di Bati, ebbi la buona idea di cercare erlichiosi & rickettiosi…esito positivo alla ricketsia  e grande gioia, perchè sapevo che in un paio di mesi massimo di cura, sarebbe passata.

Qualche tempo prima di finire il trattamento farmacologico mi capitò una botta di fortuna, una di quelle rare, che ti cambiano la vita se hai il coraggio di coglierle: un amico mi propose di prendere la piu bella femmina della sua cucciolata. Un po’ nel dubbio sul da farsi, perchè a Bati non si riusciva a far apprezzare nemmeno una femmina in calore, tanta era  la smania di sbranarla…:andai comunque andai a vedere la cucciola e due giorni dopo portai a casa la piccola Calypso.
La prima mattina di training organizzai l’incontro al parco, territorio neutrale (anche se Bati tendeva un po’ a considerarsi padrone del mondo, in verità…) e Bati sfoderò il meglio del suo repertorio  da kanekiller, che avrebbe terrorizzato buona parte dei cuccioli più coraggiosi: ma la piccola Caly era lì, di fronte a lui, e non si scomponeva neanchè un po’…che tipa da spiaggia!
Dopo 3 giorni di incontri in territorio neutrale passammo a quelli in giardino, e successivamente in terrazza: dopo una settimana esatta dal suo arrivo la cucciola potè fare la prima ninna in camera con noi, con Bati che si alzava ogni mezz’ora ad odorarla come uno scemo.

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Da lì in poi, ogni giorno fu la piu grande soddisfazione cinofila…stavamo realizzando un sogno e Bati ricominciava a vivere, finalmente cane…
La gioia (vera gioia) di Bati era evidente nel suo netto miglioramento caratteriale, nel ritorno di un appetito normale (mai visto in lui, inappetente cronico), nella voglia di vivere, nel canino appagamento del bisogno di qualcuno di cui essere l’alfa…(e Bati non aspettava di meglio da una vita).
Caly è cresciuta con Bati, non molto equilibrato caratterialmente, ma non le ha mai torto un baffo: le ha insegnato pratica e teoria delle ronde di guardia e 101 modi per litigare coi cani del vicino; è stato il suo riferimento nella crescita, un fratellone, poi un amico, poi  un marito…
Insieme abbiamo fatto tantissime cose che Bati non aveva mai fatto, le gite al lago, le notti in tenda e anche la sfida di portarlo in ring ad una amatoriale…
A dicembre mi sono tolta anche l’immensa soddisfazione di introdurre finalmente una gatta nel branco…un mese di lavoro (ne è valsa la pena…) e dormivano tutti e tre insieme.
A febbraio di quest’anno qualcosa è cominciato ad andare storto: quello che mi rimorde è che, per una serie di ragioni, avrei potuto agire sicuramente meglio…e  negli ultimi giorni di giugno ho dovuto accompagnare Bati nel suo ultimo viaggio: un emangiosarcoma in vescica me l’ha portato via.  Non c’era riuscita la leishmania… a settembre avrebbe compiuto 10 anni.
Ho seppellito un figlio amato come nessun’altro…non mi vergogno a dire che non trovo pace da quando non lo vedo più. Era una certezza, lui c’èra sempre; ho perduto un altro pezzo di cuore. Di una cosa sola sono certa, non avrei potuto amarlo di più.
Oltre a me, a non trovare pace, c’èra la mia piccola Caly, alla quale, dopo quasi 20 giorni di depressione e digiuno, ho preso una sorellina, una cucciola di Segugio dell’Appennino…perchè la storia deve continuare. E per quanto la mia fede nella sola ragione mi suggerisca che mai ritroverò chi ho amato cosi tanto… un po’  lo so,che vive in noi.
Mi manca tanto Bati, gli avevo promesso che  avrei scritto la sua storia e lo faccio…nel cuore per sempre.

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22 Commenti

  1. Scrtivo di getto sull’onda delle emozioni fortissime provate leggendo la storia tua e di Bati (e della piccola Caly). Per tanti versi così simile a quella mia e di Stella, anche lei con i primi 7 anni di vita pieni di traumi e privazioni, tante, tantissime malattie, poi l’essere riuscita ad averla tutta per me e la felicità pura nell’essere riuscita a renderla felice e cana… capace infine di relazionarsi ai suoi simili e perfino ai gatti. E l’ultima terribile malattia a causa della quale ho dovuto, con il cuore tagliato a fette senza anestesia, accompagnarla nel suo ultimo viaggio.
    Perciò, la tua storia, già bellissima e commovente di suo, su di me ha avuto un impatto potente.
    Ti abbraccio, so cosa hai provato, so cosa stai provando. Nei nostri cuori per sempre. Però non è la stessa cosa…

  2. ciao Martina… mi ricordo benissimo di Bati (c’eravamo conosciuti sul forum del Molosso Italiano)… ed ero così felice dei progressi che ogni tanto (non eri così assidua) ci raccontavi…

    povero tesoro, ha attraversato il Ponte dell’Arcobaleno…
    grazie per averlo ricordato con questo articolo, un abbraccio

    Alessio

    • già 😉 mi ricordo le millemila perplessità che scrivevo prima di prendere Caly,è che con i forum non riesco a non essere discontinua,poi mi dimentico di continuo le psw etc etc..mi perdo insomma…^^” ora Caly è presa dalla lotta con la teppista segugia,si chiama Brina,ed è una dinamite vagante…:)

      • poco dopo, io e tanti altri utenti siamo approdati su altri lidi (che abbiamo messo su per conto nostro) e lì ormai non scrive più letteralmente nessuno… se vuoi raggiungerci clicca sul mio nome!
        😉

        ops! mi scuso con la Redazione per la pubblicità occulta

  3. Mannaggia a te Marty, mi sono commosso, sarà perchè insieme a te, sempre in collegamento in chat, ho vissuto quegli ultimi mesi, quegli ultimi giorni, quegli ultimi momenti molto tristi, angosciosi, facendo mie le tue paure, percependo l’ansia e i dubbi che ti assillavano come non mai, penso, nella tua vita, fino a quel terribile giorno quando l’incubo si è fatto realtà!!!
    Le parole non servono e quello che dovevo dirti a suo tempo già te l’ho detto, posso solo complimentarmi con te per l’atmosfera reale che sei riuscita ad infondere in questo scritto ed il sentimento e l’amore per il killer Bati che sei riuscita a trasmettere a me ed a chi ha e avrà avuto la fortuna di leggerlo!!!
    Quello che avevi detto poi l’hai fatto, brava, complimenti, ottimo lavoro e grazie per averci regalato questa perla!!!

    • sono contenta che almeno tu l’abbia conosciuto…:)era un cane con un suo carisma,lasciava il segno in chi lo conosceva…

  4. bellissima storia veramente anche se ha contribuito per un attimo a farmi tornare in mente tutti i miei pelosi che hanno passato il ponte e un po’ di tristezza m’ha assalito.
    Sicuramente stara’ giocando e correndo con i miei spero non litighi con il mio Leone(altro caratterino)
    Un abbraccio.

  5. Porca miseria. . . sto piangendo in sala d’attesa di un medico mentre leggo sul tablet. . . 12 anni di convivenza guancia a guancia con un corso di nome goran. . . .Ha vinto la lehismania e una torsione di stomaco. . . ma alla fine la natura ha fatto il suo “corso”! Ciao Bati

  6. ok, asciugati i lacrimoni… possiamo sapere di più sui vari inserimenti? cane gatto cane cane e tutte le varianti possibili? 😉

    • conoscendo,bene il cane che avevo per le mani,e avendo con lui acquisito una comprensione sempre migliore,ho puntato molto su desensibilizzazione e controcondizionamento,successivamente l’ho responsabilizzato,in modo che la sua scalata gerarchica,lo rendesse piu sicuro di se,e quindi piu tranquillo e recettivo…la mia terminologia tecnica è abbastanza pietosa 🙂 comunque magari con un altro cane non avrebbe funzionato cosi,ma lavoravo col mio cane che studiavo da secoli e lo conoscevo piu che bene :)( i primi tempi il so comportamento a volte strano,mi faceva fare tipo documentarista,mi chiudevo a riccio e ceravo di non perdermi nulla)

  7. Grazie per le emozioni e per la gioia di questo articolo , dal finale doloroso ma tanto quanto lo è la vita che purtroppo dobbiamo accettare.

  8. Il mio primo grande amore cinofilo, la mia Liz! Bellissima Cane Corso la cui dolcezza nei miei confronti era superata solo dalla sua intelligenza.

  9. Grazie!!!!!
    Ho le lacrime agli occhi e che dire……..brava per quello che hai fatto per lui e per i bei momenti che sicuramente gli avrai fatto vivere sentendosi amato e rispettato. Credo che non potesse trovare padrone migliore.
    PS Anche io ho una bellissima femmina di quell’allevamento, presa da quasi due anni, ora splendida e adorabile mamma di nove cuccioli.
    Posso solo dirti che il corso mi ha trafitto il cuore.

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