sabato 8 Agosto 2020

Quando il cane morde una medusa…

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Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

di VALERIA ROSSI – E’ appena successo ad Alassio: una cagnetta di nome Gina ha afferrato una medusa con la bocca e ha rischiato di morire per lo choc anafilattico. Per fortuna è finito tutto bene: portata di corsa dal veterinario Gina se l’è cavata. La notizia, però, mi ha spinto a scrivere qualche riga sulle meduse, purtroppo ormai diffusissime nei nostri mari a causa della “pesca selvaggia” che ha limitato il numero dei loro nemici naurali,  e sui rischi che possono comportare per i nostri cani.
Se infatti noi ci “limitiamo” (si fa per dire!) a beccarci una fastidiosissima irritazione cutanea, venendo a contatto con questi gelatinosi abitanti dei mari, al cane potrebbe venire in mente di giocarci, appunto, prendendoli in bocca, con conseguenze decisamente più serie.
Importante, quindi, se si va in spiaggia col cane, accertarsi sempre che non ci siano meduse (con un tuffo preliminare dei soli umani) prima di consentirgli di entrare in acqua (ricordiamo che la sostanza urticante riesce a passare anche attraverso il pelo).
Già che ci sono ricordo anche che la medusa non “punge”, come comunemente si crede: in realtà quello che fa è rilasciare cellule chiamate cnidocisti, localizzate solo sui tentacoli, che venendo a contatto con  la pelle rilasciano una sostanza urticante e neurotossica.
Per umani e cani che venissero a contatto con le meduse la prassi da seguire è la stessa: cercare prima di tutto di staccare queste cellule dalla pelle (o dal pelo) raschiandola delicatamente (va bene anche una carta di credito o simili) e poi lavando abbondantemente la parte con acqua fredda. Meglio usare sempre acqua salata, specie se non siamo sicuri di aver staccato tutte le cellule, perché altrimenti la differenza di pressione osmotica potrebbe far scoppiare anche quelle che non si erano ancora aperte.
NON si devono usare alcol, aceto, ammoniaca o simili, NON ci si deve grattare (difficile spiegarlo al cane: quindi è opportuno mettergli la museruola, prima che si scarnifichi a morsi la parte che prude).
Il miglior rimedio per l’irritazione da meduse consiste nei gel al cloruro di alluminio.
Se il cane avesse morso la medusa e quindi l’irritazione si fosse localizzata all’interno della bocca e sul palato occorre volare dal veterinario: in caso contrario il cane rischia la vita.

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5 Commenti

  1. Grazie dell’articolo! Spero di non trovarmi mai in una situazione del genere!!!! Comunque per noi umani funziona anche la sabbia calda, dà subito sollievo…parlo per esperienza personale perchè quando ero piccola sono stata “punta” da una medusa e la sabbia ha funzionato alla grande!!

    • Si, meglio dell’acqua fredda, è solo quella calda, che evita che il principio neurotossico si diffonda ulteriormente, questo chimicamente parlando:)

  2. Grazie della preziona informazione!
    Ammetto che ignoravo completamente questa cosa ed ora che lo so, se porterò la mia borderina a far un tuffo al mare, ci starò attento!!

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