di VALERIA ROSSI –  Premessa: avrei voluto che fosse un veterinario a scrivere questo articolo, richiesto da una lettrice. Purtroppo non ne ho trovato nessuno disponibile tra quelli che collaborano con Tpic (è agosto…!), quindi mi arrangio da sola, specificando però che quanto segue è solo frutto dell’esperienza personale e di studi effettuati millemila anni fa. Quindi: a) ci potrebbero essere delle imprecisioni (e prego chi le trovasse di segnalarmele); b) non vengono nominati farmaci specifici né altri tipi di intervento prettamente riservati ai veterinari, perché non intendo abusare di una qualifica che non ho.

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Estate, bellissima stagione in cui abbiamo più tempo da dedicare ai nostri cani (quelli che li abbandonano non leggono certamente questa rivista e quindi non li considero neppure) e in cui possiamo scoprire nuovi modi di divertirci insieme. Però con qualche possibile imprevisto che magari, proprio perché non consueto, non sappiamo bene come affrontare. Quelli che seguono sono alcuni consigli spiccioli su come agire in caso di incidenti “estivi” a livello di pronto soccorso immediato, fermo restando che il cane dovrà SEMPRE essere portato prima possibile da un veterinario.

MORSO DI VIPERA – Può capitare nei nostri boschi, purtroppo, che il cane metta le zampe o il naso dove non avrebbe dovuto. Poiché il morso di vipera è molto doloroso, non c’è pericolo che non ci accorgiamo di nulla, perché il cane emetterà guaiti fortissimi (un po’ meno forti se è un cane di tempra molto dura… ma tra la sorpresa e il dolore, è quasi impossibile che non ci scappi qualche sonora cainata). Se sentiamo il cane piangere, quindi, controlliamo subito soprattutto le zampe e il muso, che sono le parti più facilmente colpite: se è stata una vipera si vedranno i classici due forellini (tipo morso di vampiro!) distanti un paio di centimetri. La zona colpita diventa subito calda e tumefatta.
Ricordiamo che abbiamo da una a due ore di tempo (dipende dalla taglia e dall’età del cane, oltre che dalla misura della vipera e dalla quantità di veleno inoculata: i cani giovani e di piccola taglia sono quelli che rischiano di più), quindi non facciamoci prendere dal panico: cerchiamo di tenere il cane il più possibile fermo e calmo (più si agiterà, più il veleno si diffonderà rapidamente) e voliamo dal veterinario.
NON utilizziamo mai il siero antivipera senza assistenza veterinaria: può causare choc anafilattico e conseguentemente ammazzare il cane prima del veleno.
Se disponiamo di cortisonici, possiamo iniettare quelli: ma l’importante è arrivare prima possibile dal veterinario. Spesso viene suggerito di incidere la ferita cercando di far uscire più sangue possibile (evitando di succhiarlo come nei film d’azione di una volta: basterebbe una screpolatura sulle labbra per intossicarci a nostra volta, così non saremmo più di nessun aiuto al nostro cane e dovremmo andare noi stessi in ospedale): visto che però questo non risolve il problema, ma al massimo lo riduce un pochino, e che il tempo è cruciale in questi casi, io eviterei di pasticciare e preferirei saltare in macchina prima possibile. Per lo stesso motivo eviterei anche i lacci emostatici improvvisati, perché impedire la circolazione del sangue riduce, sì, l’azione tossica del veleno, ma rischia anche di mandare la zampa in cancrena.
Insomma, la cosa più importante è arrivare rapidamente in ambulatorio: tutti gli altri sono palliativi di scarsa efficacia.
Attenzione: anche se siamo arrivati in tempo dal vet e le cure sono state tempestive ed efficaci, bisogna ricordare che gli effetti del veleno possono proseguire per molte ore dopo il morso, specialmente su fegato e reni. Quindi, anche se il cane sembra essersi ripreso perfettamente, andrà monitorato per qualche giorno e soprattutto dovrà essere tenuto tranquillo per qualche giorno, senza fargli fare sforzi fisici.

PUNTURE DI INSETTI –  La situazione appare molto simile a quella precedente: il cane, che stava correndo felice nel prato o nel bosco, improvvisamente si blocca lanciando grida di dolore… ma per fortuna non troviamo i caratteristici segni del morso di vipera. Quindi, con ogni probabilità, il cane è stato punto da un insetto. Api, vespe, tafani, calabroni e anche ragni possono causare punture particolarmente dolorose, ma se il cane non è allergico al loro veleno il tutto si risolverà con una tumefazione e un po’ di guaiti.
Per alleviare il dolore si può trattare la parte (sempre se riusciamo ad identificarla, cosa non sempre semplice se il cane è a pelo lungo) con uno dei classici stick all’ammoniaca, in vendita in farmacia. Sempre in farmacia si trovano anche le apposite siringhe “aspiraveleno”, che si possono applicare sulla parte colpita (in caso di emergenza si può usare anche una normale siringa senza ago: si appoggia il beccuccio sulla ferita e si aspira).
Sarebbe importante capire se a pungere è stata un’ape o un altro tipo di insetto: l’ape, infatti, lascia il pungiglione sul posto, con relativo serbatoio di veleno, e bisognerebbe estrarlo prima possibile con un paio di pinzette. Nessun altro insetto rilascia il pungiglione, quindi per le punture di vespe, bombi ecc. non c’è altro da fare che curare la zona colpita. Se non si dispone dello stick medicale si può mettere sulla parte del ghiaccio (vanno benissimo anche gli spray usati dagli sportivi per le contusioni)  e/o una soluzione di acqua e bicarbonato.
I veri problemi possono insorgere: a) se l’animale è allergico al veleno; b) se la puntura è avvenuta all’interno della bocca (caso purtroppo frequente, perché molti cani amano prendere api e vespe “al volo”). In entrambi i casi il cane mostrerà difficoltà respiratorie, edema della vie respiratorie superiori, a volte anche sintomi gastroenterici come vomito e diarrea): attenzione, perché lo stato di choc (o l’edema della laringe, se il cane è stato punto in bocca) possono portare il cane alla morte, quindi l’intervento del veterinario deve essere urgentissimo.
Anche in questo caso, se non c’è modo di arrivare in ambulatorio in tempo utile, l’unico pronto soccorso efficace consiste nella somministrazione immediata di cortisonici e antistaminici: come ho detto all’inizio, non intendo fare nomi di farmaci specifici, ma quello che posso dirvi è: “se pensate di fare spesso esclursioni per monti o boschi che non vi permetteranno di raggiungere in fretta un ambulatorio in caso di incidente, fatevi suggerire dal vostro veterinario i prodotti che è bene portare sempre con sé”.
Si spera che non debbano mai servire… ma se la Sciura Sfiga dovesse proprio guardare dalla vostra parte, meglio una fiala e una siringa in più nello zaino che un cane morto perché non siamo riusciti ad arrivare in tempo dal vet.

COLPO DI CALORE – E’ probabile che sappiate già tutti cosa fare in caso di colpo di calore: abbassare la temperatura in ogni modo possibile (ghiaccio secco, ghiaccio “normale”, acqua fredda, ventilatori accesi, aria condizionata… dipende da quello che si ha a disposizione e dal luogo in cui è successo l’incidente: l’importante è non causare uno choc con sbalzi troppo repentini, ma raffreddare il corpo con una certa gradualità, iniziando dall’inguine  e dalle ascelle).
MAI usare antipiretici (un’aspirina potrebbe far precipitare le cose), anzi mai usare proprio nessun farmaco. una volta raffreddato il cane, si deve sempre e solo correre dal veterinario.
Meno note della terapia di primo soccorso sono probabilmente le cause: perché di solito ci si preoccupa solo di non lasciare il cane chiuso in macchina al sole. Certo, questo è un modo SICURO per garantirgli un colpo di calore (anche se i finestrini sono socchiusi: ricordate che questo accorgimento NON basta!), ma non è l’unico. Corse sotto il sole (specie per i cani a muso corto), ma anche lunghe passeggiate nelle ore più calde possono causare questo tipo di incidente: il colpo di calore può arrivare perfino in casa e all’ombra, quindi nelle giornate particolarmente calde è bene tenere controllata la temperatura corporea del cane, bagnandogli spesso la testa, le ascelle e l’inguine.
Il colpo di calore può portare una grave insufficienza renale, quindi i cani colpiti, anche se si sono ripresi perfettamente, vanno tenuti controllati ed è bene fare un’analisi del sangue nei giorni immediatamente successivi.
Importante: NON usare mai museruole “a fascia” in estate, neppure con i cani a muso lungo: sono una delle cause più frequenti di colpi di calore, perché non permettono al cane di disperdere il calore con la ventilazione.
I sintomi del colpo di calore sono l’affanno, la temperatura elevata (al tatto il cane sarà caldissimo) e soprattutto le mucose della bocca che diventano di un rosso intenso, quasi violaceo.

INTOSSICAZIONE DA SALE –  Scommetto che questa vi mancava! Anche a me.
O meglio, l’avevo studiata ai tempi preistorici dell’università, ma me ne ero completamente dimenticata perché non mi era mai successo di sentirne un solo caso… almeno fino a questa estate, quando un Cavalier King Charles spaniel di nome Teo (che è quello nella foto a destra: ricordatevi di lui, perché le sue gesta stanno per essere raccontate in un libro!) è riuscito ad intossicarsi “mangiando il mare”: e siccome quello di “mordere le onde” è un atteggiamento abbastanza diffuso, è bene sapere che le conseguenze possono essere quelle di un’ipersodiemia.
Il fatto che l’incidente succeda raramente è legato soprattutto al fatto che ai cani di piccola e piccolissima taglia (quelli più predisposti, per ovvi motivi, perché con loro basta molto meno sale per causare problemi) raramente viene concesso di tuffarsi in mare. Per sua fortuna, Teo è un piccolo cane a cui viene concesso di vivere “da cane vero”… ma ogni tanto questo comporta qualche inconveniente!
Se il cane mostra segni di malessere dopo una gita al mare (soprattutto apatia) bisogna recarsi subito dal veterinario, perché la terapia consiste nel ricostruire l’equilibrio osmotico delle cellule e dura diversi giorni.
La cosa non va presa sottogamba: l’ipersodiemia causa disidratazione cellulare e può avere effetti gravissimi a livello cerebrale. Questo, ovviamente, non deve spaventare e non si deve pensare che il cane non possa più andare al mare per nessun motivo: anche se dà due leccatine all’acqua, non succede nulla! Però, se si beve mezzo mare e se è di taglia molto piccola, il rischio esiste.
P.S.: una buona alternativa potrebbe sembrare la piscina: ma anche il cloro è tossico… quindi, se avete un cane che “mangia l’acqua”, suggerisco caldamente fiumi e laghi!

INTOSSICAZIONE DA HASHISH-MARIJUANA
Le sere d’estate vi invitano a “sballare” facendovi canne a tutto spiano?
State attenti a non far sballare anche il cane, perché l’ingestione di hashish (più frequente di quella di marijuana, che – per i pochi che non lo sapessero – è la pianta da cui si estrae il principio attivo) può causare una grave intossicazione  per la quale NON esiste antidoto. La dose letale di THC (l’alcaloide tetraidrocannabinolo, che è il componente attivo dell’hashish) è di 2g/kg. Quindi: se non avete proprio di meglio da fare e volete rimbecillirvi… cavoli vostri: ma tenete ‘sta roba lontana dai cani.
P.S.: anche l’alcool causa gravi intossicazioni nel cane, quindi evitate di fare gli spiritosi dando loro da bere birra & affini, anche se sembrano gradirla. Il concetto è lo stesso: finché vi fate del male da soli, cavoli vostri. Ma i cani non meritano di pagare per l’ imbecillità umana.

FORASACCHI – Chi è stato così fortunato da non averci mai avuto a che fare?
Io no, purtroppo. Quasi tutti i miei cani, prima o poi, mi sono arrivati coperti dai maldettisimi forasacchi (che si trovano praticamente OVUNQUE in campagna), e in un’occasione – fortunatamente una sola – sono anche dovuta correre dal vet per farne estrarre uno dal naso di un pastore tedesco.
I forasacchi sono quelle microspighette che si staccano dalle graminacee e che, apparentemente, si mettono subito alla ricerca di un cane. Come se fossero animate di vita propria.
La loro particolarità è quella di penetrare sotto la pelle e poi di “camminare” grazie alla zigrinatura che li riveste: vanno sempre avanti e non possono tornare indietro, provocando fistole anche molto profonde. I forasacchi possono infilarsi ovunque: negli occhi, nelle orecchie, negli spazi interdigitali, nelle narici, perfino nel prepuzio dei maschi e nella vagina delle femmine. Purtroppo ci si accorge subito se il forasacco è penetrato nel naso (causa starnuti ripetuti e continui e a volte anche rinorragia) o nelle orecchie (il cane le scrolla disperatamente), mentre è più subdola la penetrazione in altre parti del corpo, che a volte diventa evidente solo quando ormai ha causato una fistola di dimensioni bibliche.
Anche la penetrazione nell’occhio è spesso scarsamente sintomatica (il cane lo tiene chiuso e l’occhio lacrima, ma difficilmente si pensa che la causa sia proprio un forasacco e si tende ad “aspettare che passi”, pensando magari ad un “colpo d’aria” o a un’irritazione temporanea): così il maledetto spighino continua a “camminare” e talora arriva a ledere addirittura la cornea.
Contro i forasacchi già penetrati nel corpo del cane non c’è altra soluzione che l’estrazione chirurgica, a volte in anestesia generale (dipende dalla collocazione). Per prevenire c’è un solo sistema: dopo ogni passeggiata in campagna spazzolare, pettinare e soprattutto controllare PELO PER PELO il nostro cane, perché i dannati forasacchi sono piccolini e spesso sfuggono ad un controllo superficiale.

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13 Commenti

  1. Quando da piccola nonna mi portava in montagna mi metteva un campanellino alla caviglia dicendomi che così le vipere mi avrebbero sentito e avrebbero avuto tempo di scappare perchè la vipera preferisce scappare che attaccare. Poi ho scoperto che le vipere in realtà sentono poco ma sulle loro preferenze non aveva torto 🙂

    Parlando più scentificamente… avendo lavorato come guida turistica in un’isola greca dove non si potevan fare due passi senza trovare una vipera, mi son fatta una cultura enciclopedica sul morso.
    Secondo gli studi (all’epoca) più recenti (ti prego di non chiedermi i riferimenti, è roba del 2005 non penso di ritrovarli) la maggior parte della diffusione del veleno di vipera avviene non per via ematica ma più superficiale e linfatica. Quindi il consiglio era di lasciar perdere lacci emostatici e suzioni, come ben dici tu, ma eventualmente applicare a monte della ferita una fascia o benda lievemente compressiva (come quelle che van tanto di moda ora sugli atleti olimpionici). Io andando in giro con i turisti portavo una fascia elasticizzata, ma per fortuna non ne ho mai avuto bisogno pur avendo avuto un incontro molto ravvicinato, che si è risolto con la vipera che stizzita m’ha soffiato e s’è defilata.

  2. Grazie dei consigli. A proposito di incidenti con i forasacchi, stiamo attentissimi con i cani, ma a noi l’incidente è successo con un gatto. Dopo due mesi di ascesso, il veterinario ha estratto dal sottocute del mio micio (invalido, che non esce dal giardino) una spiga (spiga, non forasacchi) di ben 6 cm.
    Record da Guinness dei Primati, e nessuno si spiega come sia potuto accadere. Gatto Orientale a pelo raso, che sta sempre con noi, giorno e notte.

  3. una sera eravamo a fare aperitivo coi cani al bar.
    arrivano dei ragazzini di 18 anni circa, con un caccolo di fumo
    a un certo punto li vedo nel classico atteggiamento di cercare il caccolo caduto a terra
    “NO!” penso… dato che avevo visto la mia border raccogliere qualcosa da terra poco prima
    rinvengono “il disperso” e, facendo ricombaciare i 2 pezzi in cui si era rotto ne manca un po
    “ecco” penso… adesso speriamo non le faccia male
    beh… arrivata a casa, lei come niente… sua figlia… che di solito non sta ferma un attimo e ancora meno ci stava quando successe che aveva 4 mesi… caaaalma… è venuta in braccio a dormire, e poi, sbavicchiando un po’ ha dormito della grossa 2-3 ore sul cuscino…
    poi è tornata come prima
    si vede che mamma aveva mangiato una briciola di qualche stuzzichino mentre il caccolo l’aveva trovato la figlia
    chi sa come le ha preso…comunque sia lei ci ha dato (a me e gli altri cani) un po di tregua per qualche ore
    ironia a parte meno male che alla fine non è successo nulla di grave!

  4. Per il colpo di calore: Se avete cani che non hanno muso oppure sono portati per il colpo di calore usate il cappottino refrigerante. Aiuta tantissimo. Dubito che il mio Ninja (carlino) potrebbe vivere senza. Perfino in piena estate puo muoversi liberamente e fare lunghe passeggiate o gare… Senza esagerare logicamente…

  5. Vorrei aggiungere qualcosa riguardo le vipere: nel caso proprio non ci accorgessimo dell’istante in cui il cane viene morso magari perché non siamo con lui è possibile accorgersi perché l’arto si gonfia molto e il cane diventa ittero, ben evidente perché il bianco nell’occhio diventa giallo.
    Se invece, fortunatamente, ci accorgiamo subito la cosa che più funziona e allunga il tempo a nostra disposizione di alcune ore (non evita il veterinario in nessun modo) è l’utilizzo di un ECOSAVE, è un stimolatore elettronico che emette tramite due elettrodi scariche ad elevato voltaggio e a basso amperaggio, da usare direttamente sui buchi dei denti della vipera (o calabrone, vespa, medusa o qualsiasi veleno emotossico; usabile anche su di noi). In termini semplici le scosse in parte alterano il veleno e in parte cicatrizzano i minuscoli capillari rallentando notevolmente la quantità di veleno diffondibile, poi per la parte più specifica basta cercare su internet. Dopo di che fasciatura non troppo stretta a monte del morso controllando spesso che non sia stretto perché l’arto si gonfierà e ghiaccio che non ha nessun effetto sul veleno ma rallenta la circolazione sanguigna, di poco ma meglio di niente…nel mentre state già correndo alla macchina con cane in spalla.
    Spero di essere stata utile, pochi conoscono questo attrezzo, costa quasi cento euro ma va a pile, è usabile all’infinito e salva la nostra vita e quella del cane…soprattutto per chi fa escursionismo penso sia utile averlo dietro sempre. Ho parlato con veterinari e approvano l’utilizzo, le ore a nostra disposizione aumentano e non ha controindicazioni, non è doloroso…è più leggero di un elettrostimolatore per tonificare i muscoli…l’ho provato sul rivenditore e non ha reclamato!!!

    • altra cosa, mi ero dimenticata…per la vipera dopo tutto quello che ho scritto usare acqua ossigenata sulla ferita perchè la saliva della vipera trasmette clostridi, batteri che vivono in assenza di ossigeno e che provocano brutte infezioni, dando più ossigeno questi diciamo che non se la spassano. non è indispensabile ma aiutare il veterinario non fa male…
      e oltre al colpo di calore può capitare anche ipotermia magari non generalizzata ma più frequentemente localizzata alle zampe: frizionare per riattivare la circolazione e scaldare, asciugare, coprire usare borse dell’acqua calda o botiglie riempite con acqua calda e avvolgere le zampe con asgiugamani umidi di acqua calda

  6. Per quanto riguarda avvelenamenti? è da provocare il vomito? e come?
    e per le ferite alle zampe magari a causa di scogli o peggio…ricci…? come comportarsi?

    • Per gli avvelenamenti bisogna assolutamente volare dal veterinario prima possibile, anche perché a seconda della sostanza ingerita provocare il vomito può essere controproducente. Per le ferite alle zampe, idem: si può dare una disinfettata al volo ma poi, se la ferita è importante, occorre il vet perché probabilmente ci sarà bisogno di punti (e di antibiotici). Per le ferite da aculei (ricci di mare, istrici ecc.) bisogna levare gli aculei che sporgono…e poi di corsa dal vet.

  7. vorrei suggerire per le punture di insetti il bentelan, l’estate scorsa il mio cucciolo di 4 mesi è stato punto da una vespa su una zampa, dopo una telefonata al veterinario e mezza compressa di bentelan, passata qualche ora la zampina si era già sgonfiata (portatelo sempre con voi vale sia per i cani che per gli umani!) spero di essere stata utile 🙂

  8. Ciao tutti! eccomi sono TEO! Valeria, grazie da parte di tutti i cani mangiatori di onde (volevo sottolineare, che io azzanno le onde e gli schizzi…mica l’acqua che lo so benissimo che si beve, non sono mica scemo io!)! Insomma tutti voi intelligentissimi cani cacciatori d’onde…ricordatevi che è pericoloso…AVVISO AI NAVIGANTI!

  9. Il mio Yari, (riesen) anni fa venne morso da una vipera. Eravamo a spasso e all’improvviso cominciò a urlare e se non fosse stato vicino e non fossi riuscita a trattenerlo con il collare, sarebbe scappato. In quel tratto di strada lungo il fiume, incontrare vipere era facilissimo e infatti vidi la coda mozza, sparire tra l’erba. Probabilmente stava dormendo e Yari può averla toccata annusando in giro, provocando la reazione e il morso. Era ben visibile sul labbro superiore, due buchini rossi…Ho cercato di calmare il cane, e siamo tornati lentamente verso casa. Allora non avevo ancora il cellulare. Ho telefonato al veterinario, che nel giro di 15 minuti è arrivato e gli ha fatto un’iniezione di Bentelan. Come dice Valeria, mi ha spiegato che il siero anti vipera, è più pericoloso del morso stesso. Intanto il labbro era diventato molto gonfio e nero. E’ tornato a vedere il cane la sera e anche il giorno dopo, ma il peggio era passato. Per quasi una settimana, Yari ha bevuto solo latte, la bocca talmente gonfia e dolorante, gl’impediva di mangiare. Dopo una decina di giorni, era tornato l’allegro cane di sempre. Su consiglio del veterinario, dopo 6 mesi abbiamo fatto gli esami del sangue, per escludere danni ai reni. Tutto ok ! Da allora, da marzo a fine ottobre, esco con la siringa e la fiala di Bentelan ( prezzo sui 4-5 euro , dipende dalla farmacia ). Il veterinario mi raccontò che molto spesso i cacciatori, ( che sappiamo quanto amino i loro cani 🙁 ) gli portavano un cane che era stato morso da una vipera, a distanza di 2-3 gg. chiedendogli di fare qualcosa, perchè il cane era diventato “pigro”. Spesso era troppo tardi e non restava altro che l’utanasia. 🙁 Il morso della vipera non uccide subito, se il malcapitato riesce a stare calmo.

  10. Io vorrei se fosse possibile chiedere un consiglio, mi accorgo oggi che il mio cane ha il muso gonfio, presumo sia stato punto ieri, io sono in casa con una gamba rotta lui vive fuori in giardino, si muove bene è solo un pò più mogio, ho letto i pericoli, ma lui, mangia ieri è rimasto in cantina tutto il giorno e mio marito quando gli chiedevo dov’è il cane, mi rispondeva “al fresco” avevo sospettato qualcosa ma mi diceva che stava bene! Le chiedo cortisone non ne ho della cetrizina potrebbe servire per il gonfiore? La ringrazio tanto.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.