di GABRIELE CONFORTI   – Confesso di essere abbastanza inquietato da quello che vedo, da quello che leggo.
Mi lasciano perplessi i detentori delle verità assolute,  quelli che vorrebbero buttare nel cesso le “vecchie teorie” e tirare la catenella senza appello alcuno.
Quelli che… “serve cooperazione, i ruoli non contano una ceppa” e poi si ritrovano un cane che, mancando di punti di riferimento, fa il cavolo che gli pare in ogni situazione. Queste persone, lo confesso, sono quelle che mi fanno più tenerezza.
Si sono fidate del Santone della domenica, hanno straviziato all’inverosimile il loro “patatonedimammavieniqui” e come risposta un bel giorno si ritrovano coi capelli bianchi perché il loro cucciolone, che nel frattempo è diventato mezzo quintale e c’ha una bocca grossa come uno Sfornatutto De Longhi, gli sgrana un bel sorrisone quando gli chiedono di scendere dal letto.
Mi lasciano perplessi, anche, i cosiddetti acidopadroni.
Schizzatissimi, perennemente incazzati.
Quelli che se non vai ad accarezzare il suo cane sei una merda, ma se ci vai, non ti saresti dovuto permettere.
Quelli per cui non esiste altro mondo che il proprio, che mancano costantemente di rispetto al prossimo.
Quelli che,se qualcuno, per inesperienza magari, gli chiede “morde?” rispondono come se gli avessero offeso la mamma, ma se non lo chiedi sei un irresponsabile.
Da una parte chi strepita come un macaco in calore perchè tu cambi marciapiede. Chi ti chiede di chiudere il cane quando viene a casa TUA, scambiandola probabilmente per un tendone di Moira Orfei.
Dall’altra chi se ne frega bellamente di tutto e tutti, “il cane è mio ma lo dovete sopportare tutti e cazzi vostri”.
Ma io dico…possibile che quando si parla di cani non esistano le vie di mezzo? Il dialogo semplice e sereno? No eh.
Solo assolutismi, sentenze, spesso condite da una quantità di veleno e di prosopopea che farebbero nauseare anche Santa Maria Goretti.
Gente che tira su i cani a pedate, che nemmeno Balotelli in allenamento, e dall’altra parte chi giudica un semplice rimprovero una mostruosa coercizione perchè altrimenti “il cane si traumatizza, si inibisce”.
No, il cane non si traumatizza, casomai mi traumatizzo io a leggere certe cose.
In tutto questo casino chi ci rimette spesso, a parte ovviamente i cani, sono proprio i neo proprietari, che non sanno letteralmente da che parte rigirarsi.
Investiti da una slavina di informazioni, spesso contraddittorie, finiscono molto spesso per andare nel pallone più completo.
Quando poi il cane cresce, e le chiappe cominciano a stringersi, la frittata l’è belle fatta.
Via dal veterinario, e giù di medicine. Mi fanno una pena infinita i cani sotto farmaci, così come mi fanno pena le famiglie ormai schiave del proprio cane.
Ma niente paura, c’è Cesar “Durbans” Millan che, oltre a mettere in mostra il suo smalto invidiabile, vi aiuta a recuperare la leadership.
Spompate i cani, attaccatevi dei pattini ai piedi e fatevi tirare per la città, così risparmierete benzina, che tra l’altro costa un botto, ed avrete cani docili (o mezzi morti) quando tornate a casa.
Fatevi temere con posture e gesti presi direttamente dal manualetto del Piccolo Balilla, così il cane capisce subito che tu sei il vero macho (oh yeah baby) che non deve chiedere mai.
Da ultimo, se vi scappa una carezza ci può stare, ma proprio il minimo indispensabile eh, che sennò la bestia indomabile si monta il capoccione, non vi riconosce più come pack leader e vi si magna tutti, nonna e pesci rossi compresi.
E comunque, nel dubbio, schienate sempre.
Consigliabile, per eseguire in scioltezza questa operazione, la visione della filmografia di Bruce Lee.
In alternativa c’è sempre il metodo ipergentilista-integralista-con supercazzole galattiche incorporate.
Ignorate il cane, qualsiasi sia il suo comportamento a voi sgradito.
Se il vostro cucciolo di Dogo Argentino vi agguanta per le palle, ignoratelo. Mantenendo la calma, mi raccomando.
Forse vi servirà un urologo e la vostra serenità sessuale ne risentirà leggermente, ma eviterete al cane l’inutile e dannoso stress del rimprovero.
Altra soluzione: offritegli un’alternativa, come ad esempio un orecchio. Dopotutto, se avete preso un cane a qualcosa dovete pur rinunciare.
Sì, sono passato dal serio al faceto, ma da buon fiorentino non riesco a rimanere serio per più di un tot. Eppoi diciamocelo, se non ci si ride almeno un pochino su queste cose, sai che palle.
Concludo:
Non mi piacciono i paroloni che fanno tanto rumore (per nulla).
Non mi piace chi si mette in cattedra e mi spiega non la sua verità, ma il Verbo.
Mi piacciono le persone che si siedono accanto a me, che mi parlano di cose profonde in modo semplice.  Magari col sorriso sulle labbra, che male non fa mai.

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35 Commenti

  1. cesar -durbans -millan è il massimo! condividendo quanto espresso sopra vado a schienare il mio san bernardo…. oddio, no, facciamo che mi metto i pattini và..

  2. Ottimo, ottimissimo esempio delle famose “vie di mezzo” che non si incrociano quasi più. Forse si sono nascoste impaurite anche loro da tutte queste Verità e Certezze che circolano prendendosi a mazzate l’un l’altra.
    C’è modo e modo per fare ogni cosa, e questo articolo lo dimostra. Anche la polemica la si può fare garbatamente. E, almeno qui, non è sterile né fine a se stessa ma sensata, sensatissima.
    Da fiorentina a fiorentino: complimenti e grazie per queste osservazioni. ;D

  3. Mi piacciono le persone che esprimono il loro parere in modo intelligente, pacato ed ironico (una marcata inflessione toscana è sempre gradita!): complimenti! by Anto&Lara ;o)

  4. «Offritegli un’alternativa, come ad esempio un orecchio»: in questa frase c’è tutto un mondo… Piaciuto moltissimo, bravo.

  5. Grazie per avermi fatto incominciare il lunedì mattina ridendo!
    Trovo molto veritiero questo articolo , da poco entrato nel mondo della “cinofilia” (facendo fare un corso base di obbidience al mio cane) ho letto libri , letto forum e blog , comprato DVD per mera curiosità e voglia di apprendere e devo dire che molto spesso sono rimasto perplesso.
    Da chi ti dice che devi avere il collare a strozzo a chi ti dice che non devi dire mai “no” al tuo cane (manco per scherzo) ed appena gli parli di altre cose o vie di mezzo , si arrabbiano pure…mah

  6. hahahaha…..assolutamente niente di più vero!! Ho un cane da un misero anno e mezzo, ed è la stessa conclusione a cui sono arrivata anche io!

  7. opinione personale osservando piu’ di una sponda dell’educazione cinofila italiana. Ci sono due dimensioni da tenere conto nel rapporto col proprio cane: una e’ quella piu’ prettamente legata all’educazione pratica, e li’, checche’ ne dicano le varie scuole, le regole mi sembrano sempre quelle, i trucchi sempre quelli, i giochi sempre quelli e cosi’ via. Esempio banalissimo: il seduto si insegna sempre allo stesso modo, puo’ cambiare il bocconcino con la pallina, ma quello e’ l’esercizio. Prima ci si dovrebbe soffermare su questi aspetti, specie se si ha a che fare con un cucciolo. Il problema e’ che insieme a queste nozioni di base arrivano tante altre nozioni che sono molto belle e anche importanti, che pero’ possono veramente fuorviare e spiazzare, come evidenziato nell’articolo e anche in altri. Secondo me anche il semplice concetto di relazione col proprio cane e’ da “somministrare” con cautela. Spesso ci sentiamo dire che dobbiamo essere una figura di riferimento, che dobbiamo farci vedere capaci, intraprendenti. Ma allora quando porto il mio cane sulla scogliera, e lei fa il cane da macerie letteralmente correndo sugli scogli, e io annaspo dietro di lei con il mio lieve piattismo ai piedi e la pressione bassa, vengo preso per un perfetto imbecille? Ecco, io ci rido un po’ su, pero’ magari qualche persona un po’ piu’ sensibile di me puo’ sviluppare dubbi e sensi di colpa che inevitabilmente si riflettono poi nel loro rapporto sul cane. Forse sarebbe il caso di avere una vera formazione cinofila di stampo scolastico, con scuole elementari, superiori e universita’.

    • I bambini dovrebbero conoscere il cane e gli altri animali con adeguate lezioni fin dalle elementari. Alcune scuole lo fanno, ma sono davvero poche. L’università ci sarebbe e non è per niente male, il problemma è che non viene pubblicizzata sufficientemente e comunque ce n’è una sola in tutta Italia. Le persone preferiscono spendere un sacco di soldi con corsi, corsini, corsetti sponsorizzati dai guru di turno, perchè durano molto meno e non sono difficili come l’università. Guardare lo show di Millan e pensare di essere un addestratore professionista è come guardare Grey’s Anatomy e pensare di essere un medico.
      UGUALE.

      Ma perchè la gente non capisce che è un mestiere anche questo e per farlo al meglio serve un’adeguata formazione e tanta, tantissima, pratica??!!

    • bellissimo sfogo di Gabriele: concordo in pieno.
      altrettanto bene mi ritrovo nel paragone della scogliera di Daniele.
      io vivo con la mia boxderina di oramai 2 anni per i primi mesi manco mi guardava in faccia al campo addestramento e a fatica anche a casa quando egtntavo di insegnarle qualcosa.
      poi ho cominciato a giocare con lei tipo soldato Jane: corri, abbassati, alzati ricorri e abbiamo migliorato abbastanza. sono una persona tendenzialmente insicura e il mio tono di voce sicuramente non mi aiuta. ho cominciato a fare anche agility ed obbidience per migliorare il mio rapporto con il cane. agility sono una frana scoordinata fino all’inverosimile per cui dopo qualche errore già Kira si rompe e se ne va a farsi gli affari suoi. obbidience andiamo a giornate, ma ammetto che a volte ho tanta confusione in testa. anche perchè al di là del boxer cane molto energico vedo comunque molte persone che hanno “un controllo” fantastico che io nonostante i mille sforzi ancora non ho. a volte mi chiedo se nascono cani già imparati anche se il padrone assolutamente se ne frega o non segue alcun metodo o se sono io che sono assolutamente incapace e ho fatto una confusione enorme sui vari metodi. bho?!?!?! certo è che ovunque ci sono persone con la verità assoluta in mano e che sempre più spesso non vogliono confrontarsi. da chi sceglie la strada più breve alla Millan a chi non ammetterà mai i propri errori sia per come tratta un proprietario sia per come tratta il cane, applicando un metodo uguale per tutti anche se tutti siamo diversi.

      • sai cos’è? forse dobbiamo riappropriarci del modo “semplice”. carichiamo la nostra vita col cane di significati, ai quali noi per primi abbiamo difficoltà a rapportarci. poi questi significati più complessi probabilmente sono anche corretti, ma occorre affrontarli quando si è pronti.

  8. Sor Gabriele… dopo le mezze stagioni ci siamo persi anche le mezze misure? 😉
    Ma no dai… a vederla da un altro punto di vista, i cinofili dicono tutti le stesse cose (dato che i cani sono gli stessi per tutti) solo che cambiano i termini.
    Se si tiene conto solo di quello che “tutti” dicono si ha una buona approssimazione della verità… “confrontare le fonti” si chiama all’università…
    Che poi ogni cosa, compresa l’educazione dei cani, si può fare in 10 modi giusti (e 100 sbagliati).

  9. Che bello, non sono l’unico a vedere questi estremismi allora 🙂 Ma non solo in cinofilia, purtroppo, trovo che stia diventando l’andazzo generale.

    Qualunque sia l’argomento, si trasforma presto in tifo da stadio! 🙁

  10. I padroni che non mi piacciono sono quelli che rispondono “è buonissimo!!” come se questo chiudesse il cerchio su cosa sia un cane. Sono quelli spesso i cani di cui non mi fido troppo…Padroni che non vedono un difetto nel loro peloso…sono prpoprio i peggiori, sono quelli che non sanno educarlo..e spesso ci scappa il morso.
    Aree cani dove, una volta dentro le persone fanno salotto mentri i cani vivono una vita propria e si interviene solo se…Questi sono i padroni che mi fanno incazzare.
    Si, mi fanno anche rodere quelli che dentro casa MIA “il mio cane no…” perchè, potevi NON VENIRE a casa tanto per cominciare.
    Non mi piacciono quelli che, portare il cane fuori significa 10 minuti solo per fargli fare i bisogni…e che poi si lamentano se il cane da caccia è molto attivo o nervoso in casa..
    ODIO FEROCEMENTE tutti quelli che sono Contro la sterilizzazione dei cani adducendo teorie veramente assurde (…MA SIETE SCEMI?? ).

    Ad ogni modo un bellissimo sfogo che condivido in pieno.

  11. Grazie.
    Tra un sorriso e una riflessione mi sono assaporata l’articolo parola per parola.
    Condividiamo (la mia boxera ed io) pienamente! La meticcia, invece, mi guardava come per dirmi “quanto tempo è che te lo dico?!?”.
    Prenoto una fornitura di dentifricio per Millan :0)
    Grazie ancora.
    Simona

  12. Gabriele, hai centripetamente ragione, anche in un’ottica di prossemica nonché di semiologia in senso lato.
    Come se fosse antani, s’intende.

  13. meno male….. allora non sono io che sono scesa da Marte….. a sentirmi sembre imbranata e imbecille perché c’è sempre qualcuno che ne sa più di me!!!
    Sono al mio primo cane…. che faccio? leggo, mi informo, chiedo a chi ha più esperienza di me….
    Ma alla fine ognuno dice la sua e non ci si capisce più un cacchio!!!
    Iscrivo il mio cane (e soprattutto me…!!) ad un corso di educazione base? Dove? Come? Da chi?
    Un corso più tradizionale? un corso gentilista da morso alle palle, come dice Gabriele?
    Io già non sopporto il buonismo nelle persone… figuriamoci se posso sopportare le strozate filosofico-cinofile “innovative” di sedicenti santoni…. che poi cosa ci dicono? che il cane è un animale intelligente e che bisogna rispettare le sue naturali doti….
    Ma le naturali doti di un proprietario? cioè: se decido di prendere un cane con me e condividere con lui la mia vita, non significa mica che devo rinunciare a tutto il resto perché sennò il mio Cavalier si traumatizza… si sente escluso…. abbandonato….
    Condivido pure le virgole del tuo topic, Gabriele…. hai esposto perfettamente tutti i miei dubbi…..
    ….Ma vogliamo trattare ‘sti poveri cani da cani? non da bimbi, perché non lo sono…..
    Ho rimproverato i miei figli: sono due ragazzini sani e sorridenti, senza traumi, né condizionamenti…..
    …però…. però…. guai se dico NO al mio cucciolone!!!! ommammamia…..
    rimettiamo le cose nel loro giusto posto e rispettiamo il nostro cane anche con qualche NO in più…..

  14. e’ un po come educare i figli,puoi seguire una linea guida,ma poi ti devi adattare al carattere del cane,mica sono robot!
    Non puoi fare puccipucci al cane che ti sfida,come non potrai mai portare un cane timido ad un compleanno di bambini….oddio puoi pero……
    Penso non esista un sistema,il sistema te lo da il tuo cane,basta ascoltarlo.
    Poi come dicevo,e come essere genitori,c e chi se ne frega e chi fa il bene dei figli.

  15. “Mi lasciano perplessi i detentori delle verità assolute, quelli che vorrebbero buttare nel cesso le “vecchie teorie” e tirare la catenella senza appello alcuno.”

    Bè io sono uno di quelli che vorrebbe buttare nel cesso i metodi “tradizionali”, e tenere la catenella… non perchè non li reputo efficaci, ma perchè so che c’è un’alternativa più salutare, rispettosa e con meno effetti collaterali…ma dire questo non vuol dire essere chiusi verso varie idee e pensieri, la cinofilia stessa è in continua evoluzione, c’è sempre da imparare ogni anno che passa.. ma io personalmente non scendo a compromessi con tutto ciò che c’è di coercitivo…parlo anche per esperienza, perchè dopo aver iniziato a studiare presso ThinkDog ho preso un trovatello derivato pitbull che a volte aggrediva persone e SEMPRE gli altri cani..Adesso, dopo una rieducazione scrupolosamente gentile (non l’ho mai strattonato e non gli ho mai neanche messo un collare) lo posso lasciare tranquillamente sguinzagliato…Il discorso è che essere aperti OK sono d’accordo, e condivido in pieno il fatto che spesso quando si parla di cinofilia c’è una spiccata e dilagante presunzione individuale che altro non fa che aizzare gli animi…Ma d’altra parte però io non ho problemi ad affermare che alla mia “apertura” metto dei paletti, nel senso che non sono affatto propenso a scendere a compromessi con coercizioni di qualsiasi genere…se quella che tu chiami “via di mezzo” mette a rischio il tipo di approccio che ho con il mio migliore amico, allora penso che il gioco non valga la candela…Ma d’altra parte penso che un po’ tutti possano scendere a compromessi solo entro certi limiti…il mio limite è la coercizione

    • Valveg, il tuo limite è pensare che il metodo tradizionale significhi coercizione. Non è assolutamente vero. Semmai è vero che il metodo tradizionale prevede anche la correzione…che però non significa né strattonate né calcioni nel sedere, ma può limitarsi a un “NO” o anche solo a un’occhiataccia. Dipende tutto dal rapporto che hai saputo creare con il tuo cane.
      Scusami, però, mi sorge un dubbio: il fatto che tu non abbia mai messo un collare al tuo cane significa che gli hai sempre messo la pettorina, o che non leghi mai? Se è la seconda, beato te che vivi in un posto dove i cani possono girare liberi. Se è la prima…embe’, allora usi una coercizione nel momento in cui costringi il tuo cane ad andare dove dici tu anziché dove vorrebbe andare lui.
      La coercizione fa parte della vita di chiunque, umano o cane che sia: così come ne fanno parte le regole. La violenza è tutt’altra cosa, che fa assolutamente orrore anche a me e a mille altri addestratori come me.

    • a quanto pare anche tu ValVeg sei un detentore di verità assolute….. lo esprimi chiaramente, anche se non lo dici direttamente….
      Esiste un giusto mezzo???? è assolutamente NECESSARIO….. secondo me!!
      E se anziché un cane con qualche problema avessi preso un cane mordace o, peggio ancora, aggressivo???
      E se lasciandolo tranquillamente sguinzagliato avesse creati seri problemi a qualcuno?
      A meno che non lo lasci sguinzagliato in mezzo a un ettaro di terreno…. allora, certo è altra cosa!
      Coercizione non è un collare…. è una bastonata, un calcio, una percossa violenta…
      Coercizione non è un NO detto in modo autoritario…. è un collare chiodato, è una strattonata che provoca dolore….
      Boh… io non ci capisco nulla, confesso….
      Ho letto e leggo mille libri (compreso Vaira e Rossi)…. ma per esperienza di vita posso dire che un rimprovero non è una coercizione: è semmai una giusta indicazione da parte di chi, probabilmente, ne sa qualcosa in più….

      Ieri ho portato il mio cane ad un controllo veterinario…. ha un orecchio infiammato…..
      Per poterlo guardare in profondità lo abbiamo retto in tre…. e lui si lamentava e guaiva dal dolore…. (e il mio cuore piangeva con lui…)
      Sarebbe stato più “dolce” anestetizzarlo??? forse sì…. ma l’anestetico è sostanza dannosissima…. e allora??
      Quella è stata probabilmente una coercizione, lo so, ma quando l’alternativa non c’è come si fa?
      Avrei dovuto forse “spiegare” al mio amico a quattro zampe che era per il suo bene??

  16. Giusto, giustissimo!
    La coercizione (e/o la frustrazione) è ineludibile dalla vita di qualunque animale (noi compresi). E’ la realtà delle cose ad essere “coercitiva”. Se ti avvicini a una fiamma ti scotti. Se corri dove è troppo ripido ruzzoli. Se passi in mezzo ai rovi ti graffi. Se metti il naso sulle ortiche senti bruciore.
    Cani, umani e altri animali imparano moltissime cose così.
    Nessun cane si rovina il carattere per questo.

    Poi noi non vogliamo né scottare, né graffiare, né far ruzzolare il cane: non vogliamo fargli male o dargli (troppo e ingiustificato) fastidio. Vogliamo garantire il suo benessere, sia per motivi etici che per avere un buon rapporto con lui… questa è la sostanza. Il resto (pur rispettabile) è ideologia che si può o meno condividere ma di cui il cane non sa che farsene.

  17. Bello, divertente e assolutamente codivisibile! I detentori delle verità assolute, i guru mediatici, mi hanno sempre fatto paura e suscitato sentimenti di pietà; paura perchè sono pericolosi nel loro assolutismo sordo, pietà perchè vengono seguiti da coloro che hanno bisogno di schierarsi per sentirsi appartenenti a qualcosa, che preferiscono delegare a qualcun altro la responsabilità di pensare. Benchè mi occupi di realzione uomo-cane da alcuni anni ho capito una cosa: che ci capisco pochissimo, che ogni cane, ogni umano, ogni binomio uomo-cane sono cose a sè, uniche ed irripetibili, che le conferme di un pensiero-azione si scontrano immediatamente con una disconferma. I metodi gentili funzionano? Assolutamente sì in certi casi: ho convissuto per molto tempo con una golden retriever che era il “cane perfetto”, ubbidiente, socievole, dotato di enormi capacità sociali ed integrative. Poi un amico in difficoltà mi ha lasciato per un po’ un dogue de bordeaux che appena entrato in casa si è sistemato sotto il tavolo della cucina e quando con “assertività” l’ho fatto uscire di lì è salito sul divano guardandomi con un’espressione che era tutta un mondo; insomma abbiamo avuto degli scontri molto interessanti ma alla fine era un piacere vederlo mangiare tutta la pappa, dormire nella sua cuccia, poterlo portare in giro ovunque senza che tirasse come un camionn, pisciasse su ogni muro che incontrava o tentasse di aggredire qualsiasi figura umana vestita di scuro. Per la cronaca, tornato con il padrone dopo una settimana tutto era come prima… Attualmente vivo con una cucciolona meticcia (labrador-lupo cecoslovacco) che oggi a sette mesi; non avevo mai fatto l’esperienza del “tirar su” un cucciolo ed è stato abbastanza mistico. Pur pensando (prima) di essere uno che qualcosa di cani ci capisce mi sono dovuto ricredere: ho fatto degli errori grossolani e nei primi tempi mi sono venuti gli stessi istinti omicidi che provai quando mia figlia aveva pochi mesi e soffriva di coliche, notturne naturalmente. Con la mia meravigliosa cucciolona, che amo incondizionatamente e che in questo momento dorme beata in ufficio con me, non ho potuto pemettermi di fare il “gentilista”: è cocciuta come un mulo, è il cane molecolare per eccellenza (muso a terra e non esiste nessuno se non il suo mondo olfattivo). E allora ripenso a Bell (il golden perfetto) e mi dico che sono strafelice che adesso ci sia Kami (il molecolare); è un po’ come quando finisce una storia amorosa e pensi che non ci sarà mai più nessuno come lei (lui), che non potrai più innamorarti in quel modo, e in effetti è vero: ti innamorerai in un modo diverso ma ugualmente, se non più, totalizzante. E’ questa la magia di una relazione. E il metodo che utilizzi per farla crescere e funzionare è secondario al suo valore. Fermo restando che i metodi violenti non sono assolutamente contemplati ma che qualche scazzottata metaforica ci può stare.

  18. Figuriamoci se io sono un detentore di verità assoluta, non ho neanche finito gli studi di cinofilia… Io penso che esista un giusto approccio, non un giusto mezzo..ed è per il bene stesso del cane mantenere coerenza in questo…coercizione vuol dire in generale “forzare” a fare qualcosa, non lo ritengo giusto(e non parlo di efficacia) come approccio educativo, per rispondere all’esempio del cane dal veterinario, o di chi ha detto che è la realtà delle cose ad essere “coercitiva”, io parlo di tipologia di approccio per la risoluzione di problemi comportamentali, e questo è una cosa che si sceglie…poi è ovvio la coercizione può sfociare anche in violenza, ma su quella penso che siamo contrari un po’ tutti, e allora siete “chiusi” anche voi? Assolutamente no, ognuno mette dei propri paletti, è normale metterli per la coercizione più drastica e violenta, un po’ meno normale metterli per la coercizione in ogni sua forma, come mi stanno insegnando a fare…il discorso è che finora non ho mai sentito di problemi che non possono essere risolti con un approccio e metodo gentile e che tenga conto anche delle esigenze individuali del cane…ribadisco quindi la mia chiusura alla coercizione ed APERTURA TOTALE ad ogni idea gentile

    • Infatti, non mi pare che nessuno abbia detto che per risolvere problemi comportamentali si debba costringere il cane… si parlava di correzioni, ma è una cosa diversa dalla coercizione!

      Il “no” è una correzione, ma NON implica la violenza; io per esempio ai miei cani dico “no” con lo stesso identico tono, rilassato e chiaro con cui dico “seduto” o “vieni”; significa “questa è una cosa da non fare” (poi ho anche un altro comando, che è simile ma significa “smetti di fare quello che stai facendo/non fare quello che intendi fare”, e lo uso per allontanarle da persone e proprietà private, o a volte quando dobbiamo andare per interrompere le loro attività); è una correzione, ma non è una coercizione: è un comando con un preciso significato per il cane, ma non prevede paura, dolore, stress.

      Coercizione invece è costrizione e violenza, ma non sempre ha valore correttivo: coercitivo non è solo lo strattone quando il cane tira, ma è anche, per esempio, spingere il cane oltre i suoi limiti: ci sono cani che per un bocconcino o un pallina farebbero di tutto, ma é coercizione quando si sfrutta questo non per motivare il cane, ma per fargli fare cose che teme, odia o che sono addirittura pericolose per lui (per esempio mettere una pallina in cima alla passerella di agility per farci salire un cane che ne ha paura…il cane magari sale per la sua “preda”, ma è spaventato e stressatissimo, e questa è cmq coercizione e violenza, anche se si usa un pallina come stimolo e non si dice mai “no”!).
      La coercizione usata come correzione, invece, non ha senso e ha poco utilizzo: il cane spaventato o che sente dolore non si mette certo a pensare “uhm, aspetta… mi sta riempiendo di calci, può essere che sia perché mi sono seduto troppo lentamente? O forse era il riporto non corretto?”, ma cerca di sfuggire alla situazione prima, e dopo pensa che il suo padrone sia impazzito: perché quando si usa la violenza tutto quello che il cane capisce è che “stavamo tranquillamente lavorando, a un certo punto il capo si è incazzato e mi ha fatto male”.

      Se vai in francia, per esempio (dove la regola de “il cane deve stare al guinzaglio” funziona così: chi ha un cane maleducato lo lega, gli altri no; ma i primi lo legano solo per paura che scappi, perché ben pochi, compresi i cinofobi, ti dicono qualcosa se anche un cane grosso gira sciolto e fa casino andando addosso alla gente: si spostano e amen. Segno che si può avere paura dei cani senza rompere troppo i coglioni alla gente) vedi che la correzione è quasi sempre intesa come coercizione: si vedono normalmente cani picchiati per strada, anche col guinzaglio o col giornale arrotolato, perché “non ascolta”; però, a potersi permettere di girare coi cani sciolti, che stanno a pochi passi dal padrone e ne seguono il ritmo e la direzione di marcia, perché sono beneducati, sono appunto quelli che il cane l’hanno addestrato senza violenza.

  19. Io mi riferivo all’articolo, in soldoni volevo dire che il voler “buttare nel cesso” le vecchie teorie non vuol dire necessariamente essere detentori di verità assoluta…io ad esempio non credo alla vecchia teoria del capobranco, soprattutto dopo aver letto il libro “Lupi Travestiti” di Barbara Gallicchio, che vi consiglio fortemente…e non credo quindi a tutto l’approccio autoritario (non autorevole) che ne deriva,e questo è NECESSARIAMENTE accompagnato da almeno un minimo di coercizione…il discorso è se vuoi fare il capo o vuoi semplicemente essere una base sicura, io ho scelto la seconda..e non ho nè interesse nè tantomeno necessità di entrare in “compromesso” con certi approcci e ad esempio inculcare al mio cane che io sono il capo…Del resto questo modo di pensare è vecchio di più di 80 anni.. e ripeto, ho un incrocio pitbull che aggrediva ogni cosa che si muoveva, delle volte ha provato ad aggredire anche persone…Mentre oggi lo libero tranquillamente nelle aree cani, e ancora discuto con la gente che mi dice che se un cane del genere mi obbedisce in quel modo vuol dire che ho usato il collare a strangolo, ad alcuni non basta neanche vedere che indossa una pettorina…questo per farti capire quanto è radicata questa teoria secondo cui soprattutto con certe tipologie di cane bisogna “imporsi” per far in modo che non lo facciano loro…d’altra parte però, come faceva giustamente notare la redazione, sono ben conscio del fatto che se si ha un cane non lo si può sottrarre da un minimo di coercizione (intesa nel senso stretto del termine “forzatura”) del resto lo si lega al guinzaglio..e anche se non direi che lo costringo a seguirmi, perchè Ettore oramai è la mia ombra, può essere successo che ho dovuto impedirgli di inseguire un gatto o qualcos’altro 🙂

    • Continui ad avere un’idea molto personale della dominanza. Ti invito a leggere la serie di articoli che ho scritto in merito, se ne hai voglia. Si intitolano “Dominanza, questa sconosciuta”. Poi magari ne riparliamo.
      Posso sapere quanti anni ha il tuo cane e la sua provenienza? (non nomi e cognomi, eh…solo allevamento, canile, privato…cose così!)

  20. Comunque lasciatemi dire che io invece provo “tenerezza” per chi scrive e anche per chi vota positivamente commenti volti esclusivamente a provocare o che come minimo hanno ben poco di costruttivo

  21. Uheila, appena tornato dalle vacanze e trovo l’ennesimo articolo un po’ fotocopia degli altri con lo scopo di produrre zizzania virtuale 🙂
    Ma perchè ho come l’impressione quando leggo articoli simili che
    1) si voglia aizzare il popolo contro qualcun altro
    2) si parli di una realtà che sicuramente esiste ma che in fin dei conti è parecchio marginale rispetto la realtà dei fatti
    In fin dei conti penso che per stavolta passo la mano dai e cari saluti (reali, non ipocriti) a tutti.
    Ah solo una cosa volevo sottolineare: stiamo attenti a non giustificare con il termine coercizione un’eventuale nostra carenza di possibilità di intervento perchè questa piccola lacuna può trasformarsi molto facilmente in una voragine dove far passare qualsiasi violenza.
    Solo la giusta umiltà intellettuale ci permette di tenere a bada questa possibilità per niente remota.

    • Boh, Jolly…a me questa lettera (che è una lettera, non un articolo), è sembrata solo molto ironica e divertente: mi pare che il lettore ce l’abbia con tutti in identica misura (o forse con nessuno…), ma che abbia voluto soprattutto scherzare su una situazione che forse a te sembrerà marginale, ma che – te l’assicuro, perché mi arrivano decine di email alla settimana sullo stesso tema – è davvero il tormentone della cinofilia italiana.

  22. @Redazione: certo leggerò i tuoi articoli con molto interesse, soprattutto per capire che idea hai tu del concetto di dominanza…Comunque Ettore ha 2 anni, l’ho preso quando aveva circa 3 mesi..era stato abbandonato in una strada di Zagarolo insieme a una sorellina e un fratellino, non so nient’altro…ha iniziato a manifestare i primi segni di aggressività all’età di 8 mesi

    • Valveg, sono contenta che tu intenda leggere gli articoli…anche se non credo che sia molto corretto dire “che concetto hai tu della dominanza”. Piuttosto dire “che concetto hanno i cani della dominanza”! Perché queste sono le basi del’etologia: io non ho inventato niente, mi sono limitata ad osservarli, i cani, e a trarre conclusioni che – tra l’altro – si accordavano perfettamente con osservazioni, deduzioni e conclusioni di illustrissimi studiosi che le hanno tratte almeno cinquant’anni fa. Mooolto prima che esistessero i cosiddetti “gentilisti”. Bastava leggerli!

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