di VALERIA ROSSI – Se il mondo è pieno di persone che si lamentano perché il loro cucciolo morde (secondo alcuni è addirittura “aggressivo”…magari a due mesi!), purtroppo sono quasi altrettanto numerosi i casi di cani che non mordono più per niente, perché il loro morso è stato completamente inibito.
Ma se è assolutamente corretto – anzi, indispensabile! – insegnare al cucciolo a regolare la forza del suo morso, inibirgli completamente l’uso della bocca è una vera e propria follia, che equivale un po’ a  far vivere un bambino con le mani legate dietro la schiena.
Non è un’esagerazione: il cane può afferrare soltanto con la bocca, non avendo il pollice opponibile… quindi un cane che non usa la bocca è un cane “monco”. Non potrà giocare, né svolgere molti dei lavori che solitamente chiediamo ai cani: ho già parlato in questo articolo di un Terranova che conobbi e che i suoi umani avrebbero voluto impegnare nel soccorso nautico, ma che rifiutava anche solo di prendere in bocca una cima, perché gli era stato inibito completamente l’uso della bocca.
Quando si parla di “inibizione al morso”, in realtà si dovrebbe intendere una cosa ben diversa, e cioè la “regolazione” del morso: questa sì che va insegnata, o meglio va “adattata” alle esigenze umane, perché in realtà il cucciolo dovrebbe averla già ampiamente imparata dai fratellini durante i loro giochi.
Le metodologie per insegnare al cucciolo a non stringere troppo sono descritte nell’articolo che ho linkato sopra: qui vorrei solo ribadire l’importanza di distinguere tra “regolazione” e “inibizione totale” e spiegare che il cucciolo, mordendo, impara delle competenze di cui non possiamo e non dobbiamo privarlo.
Il morso serve per attaccare e difendersi: è l’unica arma di cui dispone il cane e, in natura, è anche il mezzo con cui si procura il cibo. Il cucciolo, imparando a mordere nel modo giusto, impara a cacciare, lottare, insomma a “fare il cane”.
Se si vuole un cane che non utilizza il morso, suggerisco caldamente quello di peluche.

In realtà, specialmente quando ci sono bambini in casa, gli umani tendono ad inibire completamente il morso perchè temono che il cucciolo (o il cane adulto) possa ferirli per sbaglio. La preoccupazione è lecita, i metodi utilizzati spesso non lo sono.
Ho sbirciato un po’ in rete e ho trovato millemila siti in cui si consiglia, quando il cucciolo morde troppo forte, di piantarlo lì da solo. Non sono d’accordo con questo metodo, un po’ perché l’isolamento sociale è una punizione molto severa per il cane (MOLTO più sentita di una pacca sul sedere: quindi non mi spiego per quale motivo i gentilisti, che inorridiscono all’idea di qualsiasi contatto fisico, promuovano invece con tanto entusiasmo una punizione veramente crudele dal punto di vista psicologico) e un po’ perché porta il cucciolo verso l’inibizione, appunto, e non verso la regolazione.
Per capire meglio le cose giuste da fare, come sempre, conviene osservare cosa fanno i cani tra di loro.
I cuccioli, quando giocano alla lotta, spesso perdono il controllo e fanno male ai fratelli, che guaiscono disperatamente: da qui il consiglio di emettere una sorta di “guaito” quando il nostro cucciolo stringe troppo (il famoso “AHI!” stridulo, o meglio ancora un vero e proprio “CAIN!”). Questo è corretto e infatti funziona nella maggior parte dei casi… ma non in tutti.
A volte il cucciolo è talmente “infoiato” da non fermarsi affatto quando sente il “CAIN”; oppure smette per un nanosecondo, ma poi torna all’attacco. Questo succede, ovviamente, anche in natura, quando uno dei cuccioli si è eccitato troppo.

Cosa succede, in questi casi?
Succede che interviene la madre, o ringhiando al piccolo troppo esuberante o intervenendo proprio fisicamente, con una presa di collo o di muso. La madre fa la stessa identica cosa sia quando il cucciolo morde troppo pesantemente i fratelli, sia quando si accanisce con veemenza sulle sua zampe o sulla sua coda: in pratica, blocca il piccolo scalmanato, lo costringe ad autocontrollarsi e lo libera solo quando il cucciolo si è calmato.
Subito dopo, però, permette nuovamente ai figli di giocare, tra loro o con lei: in questo modo i piccoli imparano a “darsi una regolata”, che  è appunto la cosa giusta da fare per insegnare la regolazione e NON l’inibizione del morso.
Nessuna madre canina ha mai chiuso i figli in un’altra stanza: non si insegna un bel nulla se non si è presenti! A volte le madri, quando sono proprio esasperate, si alzano e si spostano di qualche metro: ma quando questo succede il cucciolo va a giocare con qualcun altro, mentre nella famiglia umana, dove solitamente c’è un cane solo, l’unico risultato che si ottiene con l’allontanamento è che il piccolo si “carichi” ancora di più e che aspetti il nostro rientro per tornare all’attacco, più arrapato di prima.
Quindi: no all’isolamento sociale e no all’allontamento, che non sono produttivi e che tendono ad inibire.
Sì, invece, al “CAIN!”… e se questo non serve, sì alla presa di muso o di collo, che però NON è una roba alla Cesar Millan! Non bisogna “schienare” nessuno, non si deve effettuare alcun “alpha roll”, anche perché non stiamo interpretando proprio nessun alpha (i cuccioli di due o tre mesi non hanno ancora alcun concetto delle gerarchie): stiamo interpretando la parte di una mamma, non del capo-macho-truzzo-duro-e-puro.
Quello che dobbiamo fare, dunque, è semplicemente “tener fermo” il piccolo casinista, mettendogli una mano sul collo (è più facile della presa di muso, che se eseguita male diventa troppo coercitiva e procura ribellioni anche aggressive) e bloccandolo finché non avrà smesso di agitarsi e tentare di mordere: immediatamente dopo gli consentiremo nuovamente di usare la bocca, ripetendo tutta la trafila se lui si mette di nuovo a stringere troppo.

L’ideale è accompagnare questi movimenti con un ordine, per esempio “PIANO”… che non va sbraitato (ecciterebbe il cucciolo: le parole urlate a lui sembrano un abbaio) ma pronunciato in tono calmo e pacato. Dopo qualche esercizio (solitamente molto pochi) il cucciolo comincerà a capire che quando sente la parola “piano” deve ammorbidire la presa, perché altrimenti viene bloccato.
Come ho già detto nell’altro articolo, è molto utile anche insegnare il “lascia”: e questo insegnamento lo si impartisce durante il gioco del tiramolla, che si deve SEMPRE fare con tutti i cuccioli: molti educatori lo sconsigliano perché secondo loro stimolerebbe l’aggressività o la mordacità… ma è l’esatto contrario! Il gioco del tiramolla serve ad insegnare a mollare, non a mordere…anche perché il cane sa benissimo da solo come si morde: quello che non sa fare è smettere a comando!
Non è corretto, però, usare sempre e solo straccetti e salamotti per giocare col cane.
John Fisher (quello dei dischi), nel libro “Perché il mio cane fa così?”, scrive una cosa che a mio avviso è proprio terribile: “Una volta completato questo stadio (il cambio dei denti, ndR) non dovrebbe esserci più alcun contatto fra i denti del cucciolo e la vostra pelle o i vostri vestiti. Non badate a quanto gentilmente possa stringere la vostra mano, il gesto ha come unico scopo quello di dominarvi”.
Questo non è assolutamente vero!!!
I ruoli gerarchici non si stabiliscono attraverso il gioco (se non in minima parte), ma attraverso prove di caccia, di coraggio, di intelligenza. Quando si gioca alla lotta si imparano, è vero, le mosse che saranno poi utili in caso di futuri scontri reali… ma le gerarchie vengono messe da parte, tant’è vero che molto spesso gli adulti assumono posizioni di sottomissione di fronte ai cuccioli o, nel caso di giochi tra adulti, di fronte ad inferiori gerarchici: il che ha anche lo scopo di disinnescare le tensioni.

Ho potuto osservare, tra i miei husky, che il gioco della lotta spesso serviva proprio da “valvola di scarico” per i cuccioloni che avrebbero avuto ambizioni di scalata gerarchica: il “grande capo”, sottomettendosi per gioco, dava al cucciolone la sensazione di “aver vinto” la lotta e gli faceva passare, almeno per qualche tempo, la voglia di litigare sul serio.
In altri casi il cucciolone troppo ambizioso veniva “messo sotto” dall’intero branco  e in questo modo, sempre giocando, si rendeva conto che forse non era ancora il momento di avanzare troppe pretese. La foto a sinistra, che avrete probabilmente già visto a corredo di altri articoli, mostra proprio una di queste situazioni: la “vittima” è Gianerin’s Kiawah all’età di dieci mesi, periodo in cui  ogni tanto provava a fare il furbetto con i superiori gerarchici. Dopo giochi di questo tipo (durante i quali nessuno torceva un pelo a nessun altro, per quanto la scena possa apparire cruenta), per qualche giorno metteva via tutte le sue velleità. Notare anche che quella che sembra volergli staccare il collo (sulla sinistra) è sua sorella Gianerin’s Northbelle, che è sempre stata sottomessa al fratello: ma nel gioco di lotta i ruoli si ribaltano sempre, anche più volte.
Non ha senso, dunque, pensare che il cucciolo “voglia dominarci” quando gioca con noi: così come non ha senso “evitare qualsiasi contatto con la nostra pelle”. Ma perché mai?!?
Se non giochiamo mai “corpo a corpo” col cucciolo, innanzitutto non potremo mai insegnargli a dosare il morso (perché siamo solo NOI  a poter sentire quando stringe troppo!): inoltre potremmo inibirlo eccessivamente, il che sarebbe sicuramente deleterio se ci aspettiamo un cane da difesa, ma anche se pensiamo di farne un cane sportivo.

Giochiamo, quindi, eccome col cucciolo, facendogli capire chiaramente quando e come può stringere: in questo modo il cane impara i necessari autocontrolli, capisce fin dove può spingersi con la pelle umana, impara a rispettare i bambini (che devono poter giocare anche loro alla lotta… e che spesso sono i migliori insegnanti perché sono bravissimi a reagire “da cuccioli” quando il cane stringe troppo: e non vi preoccupate, non muoiono anche se si prendono una punzecchiata dai dentini da latte!).
Il cosino della foto a destra è mio figlio a meno di due anni: già sapeva spiegare ai cuccioli come rapportarsi con le mani dei bambini.
Ovviamente i cuccioli interagivano con lui solo dopo il primo insegnamento di regolazione del morso impartito dagli adulti… ma siccome la pelle del bambino è ancora più delicata della nostra, avere un bimbo-cavia è molto utile per far capire ai cani la differenza.
Ovviamente il bambino non deve aver paura dei cani e deve sapere quello che sta facendo…ma a due anni i bambini sono già capacissimi di educare i cuccioli, se i genitori hanno pre-educato loro!
Concludendo, dunque è questo: il morso NON VA MAI INIBITO in senso assoluto. Il cucciolo deve semplicemente imparare la differenza tra oggetto inanimato, altro cane adulto, altro cane cucciolo, cane con molto pelo e cane con poco pelo (anche qui ci sono differenze di sensibilità!), umano adulto, umano cucciolo. E l’unico modo in cui può imparare queste differenze è sperimentando.
Ovviamente – lo ripeto perché non si sa mai… – non si dovrà mai mettere un bambino in balia di un cucciolo che non sa ancora regolare il morso: siamo cinofili, non sadici!  Ma non dobbiamo essere neppure iperprotettivi nei confronti dei cuccioli umani: lasciamoli giocare e interagire. Faremo solo il bene di entrambi!

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60 Commenti

  1. aggiungo solo che, se avessimo la pazienza di lasciarlo qualche settimana in più in cucciolata, avremmo nella gran maggioranza dei casi un cucciolo che ha già capito abbastanza bene come regolare il morso.

    purtroppo tanta gente mette pressione all’allevatore per cercare di farselo consegnare ancor prima dei 60 giorni prescritti dalla legge… perchè è così CARIIIIIIIIINOOOOOOOO…

    • Sono d’accordo anch’io sul fatto che il periodo del distacco dalla madre e dai fratelli vada spostato più avanti rispetto alle canoniche 8-10 settimane di cui purtroppo si parla ancora; ma con una condizione: che la madre sia una brava edicatrice; sempre più spesso vediamo cagne ansiose, mi verrebbe da usare il termine “intermittenti”, vale a dire che amplificano le loro reazioni, o sono troppo attaccate o sono troppo distanzianti. E’ chiaro che dipende molto dal contesto familiare in cui sono cresciute, tuttavia sono madri dannose perchè non forniscono ai cuccioli la famosa “base sicura” di bowlbiana memoria (a proposito, di Bowlby e della teoria dell’attaccamento in campo umano se ne è già parlato? Perchè in caso contrario sarebbe interessante discutere sulla similitudine tra umani e cani in questo senso).
      In questi casi credo sia più corretto anticipare il periodo del distacco perchè, sempre secondo me, più si lascia il cucciolo con la madre più si avranno problemi di socializzazione, con tutte le conseguenze del caso in età adulta. E’ chiaro che in questi casi l’umano deve saper educare, in caso contrario è bene che si faccia seguire da un buon educatore.
      p.s. condivido in pieno quanto scritto sopra, l’ignorare il cane in certe situazioni è “etologicamente non corretto”.

      • Mauro, a monte di tutto ciò che hai detto (e che è verissimo) c’è un fatto molto semplice: le cagne ansiose, intermittenti, fobiche eccetera eccetera non andrebbero MAI usate in riproduzione. Neppure se sono super-iper-megacampionesse di bellezza.
        La selezione del carattere dovrebbe essere assolutamente prioritaria (dopo quella sulla salute) ed essere messa di gran lunga davanti a quella “bellezzara”. Sì, lo so, forse succede a Puffolandia…ma dovrebbe succedere anche nel nostro mondo cinofilo.

        P.S.: no, mai parlato di Bowlby…e non credo neppure di volerlo fare, anche se accademicamente potrebbe sembrare interessante, perché cani e umani sono due specie diverse e trovo decisamente fuorviante voler appiccicare all’una le scoperte fatte sull’altra. In cinofilia c’è già abbastanza confusione dovuta a questi “miscugli magici”, senza volercene aggiungere altri! 🙂

        • Valeria, credo che tu ragioni molto da cinofila e in uno scenario di allevamento/cane di razza; io invece da veterinario e pubblico per giunta. Nello specifico lavoro anche nei canili pubblici dove capita che arrivi una cagna gravida che partorisce in canile e i cui cuccioli verranno affidati. Allo stesso modo mi riferisco alla moltitudine di privati con meticci che si accoppiano casualmente o meno e i cui cuccioli vengono regalati. In tali casi, naturalmente, la “promessa genetica” è secondaria alle condizioni ambientali, bisognerebbe fare in modo che i cuccioli crescessero in un ambiente il più possibile favorevole per un corretto sviluppo “psichico”.

          A proposito di Bowlby: qui mi trovi in aperto disaccordo (che bello poter argomentare su posizioni opposte!). La mia idea è che siamo specie sì diverse ma con delle analogie sociali praticamente sovrapponibili; i nostri rispettivi periodi di “socializzazione”, più stretti nel cane, più lunghi nell’uomo, seguono le stesse regole, quindi perchè non tenerne conto? Una mamma cagna “intermittente” si comporta esattamente come una mamma umana ambivalente, perchè non pensare che gli stili di attaccamento dei figli possano essere sovrapponibili? I no che diciamo ad un figlio di tre anni sono così diversi dai no che diamo ad un cane di tre mesi? E non è forse uguale la funzione del no, vale a dire creare un perimetro di rassicurazione e deresponsabilizzazione?
          Io credo che si debba partire sempre da una visione del cane come “altro” da noi, anche soprattutto per quel che riguarda i sentimenti (almeno non esisterebbero più cani gelosi, dispettosi o che amano più degli umani); da questa base etologicamente corretta è poi possibile valutare le sovrapposizioni nel comportamento sociale. La finalità è quella di conoscere meglio noi stessi grazie all’animale e viceversa.
          E’ un’opinione personale…

  2. Posso stampare e distribuire ai miei allievi (con le dovute citazioni della fonte)? E’ un articolo bellissimo e chiarissimo sulla differenza tra inibizione e regolazione… so io cosa ho patito con il mio cucciolone che era stato inibito al morso prima che arrivasse a me…. mesi e mesi di duro lavoro per riuscire a fargli anche solo prendere in bocca un salamotto….

    • Tutti i miei articoli sono di liberissima diffusione…anzi, mi fa piacere: io scrivo perché ‘ste cose si sappiano, mica per far la figa con i copyright 🙂

  3. Brava Valeria!!! Oggi 2 di noi vanno a trovare a casa un cucciolotto che forse ha gli stessi problemi… il tuo articolo è molto esplicativo…. rubiamo e diffondiamo!!!
    Sei la solita fonte di sagge notizie!!!

  4. ben detto! inoltre io ho sempre trovato molto utile poter infilare le mani in bocca ai miei cani in caso di bisogno, ad esempio se hgli è rimasto qualcosa incastrato nei denti o se non si riesce a fargli sputare qualcosa di pericoloso. I miei cuccioli, quando riescono a prendere qualche porcheria cercano di infilarsela tutta in bocca e quando mi giro a guardarli smettono di masticare e fanno finta di non avere nulla in bocca 🙂 ma da come mi guardano capisco che hanno la coda di paglia e vado a controllare! Trovo anche molto utile, per il controllo del morso, dare al cucciolo bocconcini premio molto, molto piccoli, per abituarlo a prendere con delicatezza e a non mordere le dita

  5. Tutto giusto, un solo dubbio ma è un problema tanto sentito e pressante ?
    Cioè le sciuremarie/sciurmario ipergentilisti non riescono ad insegnare un richiamo decente, si impapocchiano con il seduto ed il terra, ma l’unica cosa che riescono ad insegnar tanto bene da esagerare, tanto da inibire un comportamento tanto istintivo quanto il morso nel cane è l’inibizione dello stesso ?
    Non dico che non ci possa essere il singolo cane ( magari pure per caratteristiche sue individuali) che possa avere il problema ma percentualmente ?
    Io vedo cani che la bocca la usano fin troppo, magari l’isolamento sociale sarà un metodo sbagliato ( io ho fatto diversamente) ma tutti sti danni pare non li abbia fatti.
    Di più nin zo

    • Be’, non dico che tutti i cani siano inibiti: ma ne incontro veramente tanti, oserei dire “troppi”… anche perché, dal mio punto di vista, uno solo è già troppo.

      • Io non ne vedo tanti, probabilmente non osservo con sufficiente attenzione.
        Mi chiedo però, se l’isolamento sociale è un sistema tanto terribilmente efficace, visto che viene proposto da una certa scuola per eliminare molti comportamenti sgraditi ( saltare addosso, aggredire gli ospiti in modo petulante ecc) perchè si dimostra tanto efficace con il morso e tanti inefficace con gli altri comportamenti sgraditi ?
        Il tipico cane scostumato ( quello con la terribile pettorina) che non si fila il padrone di pezza, si chiude riguardo il morso tanto da non provare manco a prendere un giocattolo in bocca e si “apre” per altre cose ?
        Domando per sapere eh … sono un filino scettico.

        • Chi ha detto che è efficace? Io ho detto che è una punizione severa, non che serva!
          Anzi, a volte non serve proprio perché è troppo severa: il cane ci resta tanto male che si mette lì a pensare “oddio, mi hanno cacciato dal branco…ora che ne sarà di me?”…e non ragiona minimamente sul “perché” sia stato cacciato.

          • Allora non ci capiamo sui termini, efficace significa che funziona indipendentemente da considerazioni etiche, il collare elettrico ( eticamente ed etologicamente aberrante) funziona, altrimenti non lo userebbero.
            Se funziona cosi tanto sul morso tanto da avere dei cani incapaci di prendere in bocca una cima e tanto fessi da non distinguere un braccio da una corda peerchè funziona cosi poco con altre cose, tanto che i cani ( almeno quelli che vedo io) sono tanto scostumati da saltare bellammente addosso fregandosene di tutte le spalle girate ?
            Non è che l’inibizione al morso a sto povero terranova gli sarà venuto in altro modo ? E’ una ipotesi …

          • Ci capiamo benissimo sui termini: efficace vuol dire che funziona.
            E io NON ho detto che funziona: ho detto che viene consigliato. Non mi pare la stessa cosa.
            Se funzioni o meno non posso saperlo, visto che io (che sono cattivissima, in quanto tradizionalista) NON utilizzo punizioni che devastino psicologicamente il cane.
            Il terranova di cui ho parlato è stato inibito dai proprietari, che pur essendo Sciurmario e Sciuramaria sono stati capacissimi di dire NO! CATTIVO! BRUTTO! ecc. ogni volta che il cane, da cucciolo, prendeva in bocca qualsiasi cosa (dalla mano umana alla ciabatta).
            Il cane, che era molto docile, si è convinto di non dover usare la bocca per nessun motivo al mondo, tanto che la usava con cautela perfino per mangiare 🙁

          • Nessun problema in realtà sono io che ho fatto confusione, quando siamo in tanti a scrivere devo mettere il nome della persona a cui mi rivolgo 🙂 buon lavoro.

        • Se tuo figlio ha il vizio di rubare la nutella e tu gli tagli tutte e due le mani, lui non ruberà più la nutella…allora FUNZIONA!!! Un metodo funziona quando elimina il problema senza crearne altri magari peggiori.

  6. Condivido!
    Una delle prime cose che ci ha detto l’allevatore, quando ancora ci stavamo solo informando per la razza, è stata che lui non inibiva completamente il morso del cane, ma ne regolava l’intensità.
    Per cui, interiorizzato il concetto, ci siamo sempre destreggiati tra le varie prescrizioni “non si gioca a tira e molla, aumenta l’aggressività del cane”, o “ci deve essere sempre qualcosa tra bocca e mani”.
    Noi ghiochiamo e lasciamo che usino la bocca su di noi (e non ci hanno ancora sbranato :D!), anche perchè io devo poter aver accesso alla loro bocca, per qualsiasi motivo e se non faccio mai venire in contatto la mia mano con la loro bocca, come posso poi aprirla, alzare, guardare, togliere (o lasciare che lo faccia il veterinario?).
    E’ vero, i denti dei cuccioli fanno male, ma con il tempo si regolano. A me ha sempre fatto più male (premettendo che mi piacciono i giochi fisici e spesso le donzelle sono un po’ “rustiche”) lo scontro denti-osso della mano, alla presa dello straccetto/manicotto quando sono piccole e non hanno ancora imparato a centrare l’obbiettivo (che è lo stesso di quando corrono e ti piombano addosso sulle gambe, con il tempo poi imparano a schivarti all’ultimo).
    Ho incontrato cani inibiti al morsopercarità, ecco, a me fanno un po’ pena (soprattutto se sono cani selezionati con una certa “bocca”), vorrei giocare a tira e molla con loro di nascosto 😀

  7. come sempre complimenti, chiara e concisa! se non avessi scovato questa pagina, mi sarei persa veramente molto!
    detto questa, da brava sciura chiedo un consiglio: più o meno con il mio cucciolo ho fatto come scrivi tu, con l’unica eccezione dei bambini. gli ho insegnato a non mordicchiarli mai, e a giocare con loro usando giocattoli, palletta di corda, pallina ecc….per il semplice motivo che quando sarà adulto sarà un cane gigante, per cui potrebbe terrorizzare l’eventuale bambino di turno che si vede sparire il braccio intero in bocca al cane! insomma, ho fatto male?
    premetto che invece con mio figlio è si vietato giocare a morsi, ma se il piccolo gli dà un bocconcino anche minuscolo lui è delicatissimo!

    • Se ti preoccupa la possibile reazione dei bambini (e delle mamme!) al fatto che il tuo cane giochi alla lotta, visto che è destinato a diventare un cagnone, hai fatto benissimo a scegliere così. Non è che ci sia la regola obbligatoria, ognuno decide a seconda della propria sensibilità (e del cane che ha, ovviamente! :-)). L’importante è che il cane non venga totalmente inibito sul morso: questo per me è un maltrattamento vero e proprio. Ma che abbia qualcosa di “tabù” (nel tuo caso, i bambini) è del tutto lecito!

      • ok, grazie! comunque ovviamente ci giochiamo alla lotta, facciamo dei corpo a corpo sfrenati! solo che lui ha capito che questo tipo di gioco si fa con gli adulti, e solo se sono disponibili! per dire, con mia madre, che ha una certa età, lui sembra il piccolo lord. con me gioca senza problemi, ingoiandomi mani, gomiti, avambraccio…col marito diventa ancora più irruento, si menano proprio, e arriva anche a ciancicargli la testa- cosa che ovviamente terrorizzerebbe qualsiasi bambino, credo- insomma, il morso non è certo inibito, e se esagera basta dirgi PIANO e lui si controlla!

          • ohmiodio! un brava dalla signora Rossi! da buona sciuramaria arrossisco e mi gonfio d’orgoglio! ;-p

          • e non è una risposta sarcastica, sia chiaro! mi riempie di orgoglio davvero! è che avendo la tastiera scassata non posso fare le faccine per bene! comunque grazie per le risposte

  8. Anzi, ti chiederei se puoi scrivere qualcosa sull’isolamento sociale come punizione, perchè una volta che l’ho tirata fuori con un *esperto*, questo mi ha riso in faccia, dicendomi che “cavolata era questa cosa, ma dove l’hai sentita, ma dagli una sberla FORTE, che funziona di più, ma daiii cosa vuoi che gliene freghi dell’isolamente sociale” e via di grasse risate.
    No comment.

    • questo è sicuramente un manovale, che però si spaccia per “tradizionalista”… di quelli che dice che “se hai un cane di carattere devi dominarlo”…

      si è messo a ridere perchè, non avendone uno abbastanza sviluppato (di cervello), non ha minimamente idea di come funzioni quello del cane

  9. io quando ho adottato Eddington (Cane Corso di 6 anni depresso e traumatizzato) ero alla prima esperienza… fregandomene bellamente di tutti i consigli dei superprofessionisti, ci giocavo alla lotta cercando di non fargli male (è gravemente displasico pure), mi mettevo proprio a quattro zampe…
    ed ho visto che rapidamente il suo umore migliorava, acquisiva fiducia e un pochino di autostima…

    nella lotta mi spalancava pure le fauci davanti ed io spalancavo a mia volta la mia piccola bocca… gli mettevo quasi la testa dentro, come i domatori di leoni… non mi ha mai neppure sfiorato!

    pure, un gesto di grande affetto da parte sua è mordicchiarmi la punta del naso o le orecchie: in tanti mi dicono che sono pazzo a lasciarglielo fare…

    gli stessi che poi ti dicono che devi costruire un rapporto basato sulla fiducia!
    😀

    è proprio vero: la bocca per il cane è ANCHE una mano, è assurdo pensare di impedirgli di usarla!

    così come è assurdo pensare che non si debbano fare “esercizi di morso” perchè aumentano l’aggressività… E’ VERO ASSOLUTAMENTE IL CONTRARIO INVECE!
    anche questo va provato di persona, però ci vuole intelligenza e non tutti possono permettersi di averne

  10. Valeria grazie, sempre esaustiva e brillante…personalmente credo che il contatto bocca/umano sia fondamentale e me ne accorgo dall’attenzione che i miei cani hanno sempre avuto per le mie mani in particolare. Quando vedo cani che non “agguantano” la mano dei loro amici umani ho sempre dei dubbi sul tipo di rapporto che esiste tra i due esseri…..

  11. grazie mille per l’ articolo valeria!
    volevo rispondere a chi ha visto pochi cani inibiti al morso, ma molti cani che mordono troppo e male.. secondo me si tratta a volte dello stesso problema: scoraggiare il cane ad usare la bocca significa negare una parte grossa della sua natura, e può capitare che di conseguenza il cane sfoghi questa frustrazione in altri modi, come ansia, distruttività, pica o leccamento ossessivo, oppure può succedere che il cane proprio nn riesca a sedare questa pulsione, ma ,sapendo di fare cosa sgradita e nn avendo avuto insegnamenti su come usarla correttamente , ogni volta che la usa vada nel panico prevedendo la punizione (fisica o psicologica) e faccia danni
    pensate a quanti cani sono in terapia farmacologica o languono in canile perchè classificati mordaci o squilibrati, mentre invece sono solo un pò troppo predatori o giocherelloni.. educarli all’ uso del morso, invece di inibirli, ne farebbe probabilmente dei cani felici ed amati..
    bello anche il discorso sull’ inutile crudeltà dell’ isolamento sociale: ho conosciuto una giovane boxer lasciata anche un’ ora chiusa da sola perche saltava addosso per limonarti, e nonostante ciò ti limonava sempre: a me i proprietari, istruiti in un campo,avevano detto di voltarmi ed ignorarla e lei, deliziata,mi ha tirato giù per la treccia di capelli..allora ho optato per no, seduta, mi sono abbassata io a limonare lei, e abbiamo risolto in un secondo..e dimostrato che la boxerina nn era nè stupida nè indisciplinata. per farle tenere un legno in bocca ci ho messo 3 giorni, all’ inizio pacificava come una matta ogni volta che glielo offrivo, ma quando ha scoperto che si poteva fare ed era pure divertente, le si è accesa una luce nuova negli occhi ed è diventata molto più obbediente e collaborativa in generale
    un altro golden ha capito che se monta la padrona viene isolato, quindi ripropone il comportamento quando vuole andarsene da un luogo e nessuno nota i suoi segnali, così riesce a farsi portare a casa o in macchina..
    ..il cane che stò ospitando ora è stato talmente deprivato ed inibito in canile, che qualsiasi interazione con persone ed oggetti per lui è una fatica enorme e usa la bocca solo per distruggere, ingoiare, e occasionalmente per mordere..
    quindi viva il tira e molla educato, la lotta per gioco, il “no”, il “lascia” , abbasso i cani costretti a fare i peluches!

  12. Valeria, secondo te è un buon metodo insegnare la regolazione del morso offrendo una pezza o altro invece del braccio? Quando il mio cane da cucciolo si gasava un pò troppo io mi mostravo infastidito e mi giravo dall’altra parte; quando invece usava una forza “ragionevole”, dato che faceva comunque male con i denti da latte, gli porgevo una pezza e lui si dimenticava del braccio. Andandoci per logica forse tutto ciò non c’entra niente con la regolazione, ma sta di fatto che col tempo ha imparato. Figurati che oggi che è un bestione di quasi 40 chili, spesso giochiamo a rincorrerci e acchiapparci: lui nonostante afferri il mio braccio al volo e in velocità mentre entrambi corriamo, riesce a non provocarmi alcun dolore. Stessa cosa quando “gli offro la pancia” e lui si diverte a salirmi di sopra e rosicchiarmi.

    • Offrire alternative di solito non aiuta a regolare il morso; ma se ha imparato comunque, significa che con il tuo cane ha funzionato. E come sempre ripeto…tutto quello che ottiene lo scopo (esclusa la violenza, ovviamente) va bene!

  13. L’articolo mi è piaciuto (come sempre i tuoi) tantissimo e mi ha confermato ..URRA’ che istintivamente non sbagliavo il mio comportamento con le mie cucciole mordaci (per gioco), ma oltre a quello che hai detto, io restituisco i morsi..sul collo, sulla gola, sulle orecchie.. e le cucciole sembravano “stupite” e momentaneamente si calmavano.. poi la lotta riprende, per il divertimento di entrambe.
    “Lascia” e Sputa” sono i primi comandi che hanno imparato.
    Ho sbagliato a mordere anche, credendo di imitare il comportamento della madre??

    • Anche per te vale quanto ho appena detto a Dario: se ha funzionato, non era sbagliato. A me mordere i cani non è che piaccia molto: ma se è un gioco, e se vi siete divertite…perché no?

  14. Mi trovi completamente d’accordo, ma forse la soluzione sta proprio nel termine inibizione del morso piuttosto che controllo del morso. Se alle persone si continua a dire che il morso va inibito (ammesso che ne conoscano il significato) loro faranno di tutto per inibirlo: se gli si dice di avere e far avere un minimo di controllo forse (e dico forse) si applicano in maniera diversa.
    Ho apprezzato molto il tuo articolo di qualche tempo fa che faceva proprio la distinzione tra inibizione e controllo delle diverse doti dei cani e credo che sia un buon modello da tenere sempre a mente.

  15. Ciao a tutti,la mia cucciolona di Pastore Tedesco di 1 anno e qualche mese ancora “morde” spesso. Lo metto tra virgolette perchè i suoi morsi i più delle volte non fanno male(anche se capita quando stringe un po’ troppo e allora son dolori,ma di solito si vede che non stringe). E’ sempre stata così,anzi prima peggio,adesso divenendo adulta è migliorata molto perchè si è calmata ma il problemino resta: in pratica se uno,o anche io,si avvicina ad accarezzarla,lei parte con la bocca a “pinzare”. Lo fa sopratutto quando è un po’ agitata,nel senso che in quel momento vuole solo giocare giocare giocare e non ha tempo per farsi coccolare. Io ho provato ad accarezzarla sul collo,e va meglio,però a volte capita anche lì. E’ grave che faccia così?
    Tra l’altro a lei piace molto usare la bocca per il gioco. Ad esempio c’è un gioco tutto suo,quasi una lotta,dove lei mi salta contro “mordendomi”,oppure lei è a terra spanciata e io con la mano l'”attacco”.
    Vorrei chiedere se faccio male o bene a fare questi giochi. Ne faccio anche di altri,però quello di lei spanciata e io che l’attacco con la mano ogni tanto lo faccio. Secondo voi può capire quando è il momento di usarla o no?
    Grazie mille per l’attenzione

  16. Personalmente faccio una distinzione tra il “tira&molla” e il “prendi/lascia”, soprattutto se ho a che fare con le “Sciuremarie” di turno: il primo non lo faccio e lo sconsiglio, non tanto per questioni di dominanza, quanto perché, SECONDO ME, è un gioco davvero poco costruttivo, adirittura conosco un boxer che ci si è rotto un dente! Invece il “prendi/lascia” lo promuovo spesso e volentieri perché è un gioco utile al cane (perchè impara due comandi) e utile al proprietario perchè così può giocare con il cane e il riportello e si diverte anche lui!

    • Io non vedo perchè sconsigliare il “tira e molla”. Se fatto correttamente non ci sono problemi.
      Il problema non sta nel gioco in se, casomai, nell’imbecillità di alcuni.
      😉

    • Scusa, ma mo’ mi spieghi che differenza ci sarebbe tra tira-molla e prendi-lascia! 🙂
      Ma perché, invece di spiegare alle persone come si svolge correttamente un gioco (o come si fa correttamente qualsiasi cosa) gli si deve cambiare nome?!?
      Se un cane si è rotto un dente facendo il tira-molla significa che dall’altra parte c’era un umano incapace: non ESISTE proprio che succeda una cosa simile!

  17. Io non ho cambiato nome al gioco, come ho scritto sopra semplicemente differenzio e il motivo è semplice:

    1. Il tira&molla di solito viene fatto fin da quando il cane è cucciolo o comunque giovane e ha poca forza, dunque il padrone riesce a sovrastarlo e a riprendersi l’oggetto quando vuole.
    2. Quando il cane è ormai grande, il padrone non riesce più a riprendersi l’oggetto, dunque quasi sempre è lui il primo a mollare. In questo modo il cane impara che tirando ottiene sempre l’oggetto.
    3. Non ci sarebbe nessun problema se invece i proprietari fin da piccoli insegnassero al cane il comando “lascia”, perchè in tal modo potrebbero sempre riprendersi l’oggetto, il problema è che non lo fanno perché sino a che il cane è cucciolo non si rendono conto della forza che potrà avere da grande.
    4. Dunque preferisco che il cane impari prima a prendere e a lasciare un oggetto su comando, in seguito lascio liberi i padroni di fare anche il “tira&molla” se lo desiderano, anche se PERSONALMENTE non ci trovo tutta questa utilità, ma SIA CHIARO, è un personalissimo parere.

    Scusate se sono stata prolissa ma mi sembrava corretto spiegarmi visto che siete rimasti perplessi per questo mio voler distinguere le due cose.

    ps. per quanto riguarda il dente Valeria, non so che dirti. Io vi racconto ciò che mi è stato detto, io non c’ero. Posso solo presumere che l’umano abbia tirato davvero troppo oppure un filo dell’oggetto si era incastrato tra due denti e ha fatto perno…non saprei cos’altro ipotizzare!

  18. O.O… non ho capito come fai il Prendi-lascia O.o…

    A noi l’educatore ha insegnato il classico tira e molla… Prendi il gioco, chiedi il seduto al cane (o la zampa, o il terra, il gira gira, o un’altra cavolata), lo premi col gioco. GIOCHI COL CANE (il premio non è il gioco oggetto ma il gioco-interazione col padrone!!), NEL MODO CORRETTO (controllando che il giocattolo sia SEMPRE DIETRO ai canini e tirato in modo da non fare un movimento di torsione sui denti del cane, specie se si gioca con una corda o un salamotto in cui i denti possano incastrarsi nella trama della stoffa), e poi dopo un po’ di interazione, gli dici “lascia” (o “Aus” come nel nostro caso), leggero, quasi sussurrando ci hanno insegnato… e anche ora che il ragazzaccio è 34 kg, io ce la faccio a non farmi fregare il gioco, e se succede, pace, lo riprendo, tanto lui si annoia se non ci sono attaccata io a farlo giocare O.o

    • @Enid Black: perdonami, non ho capito bene cosa significhino tutte quelle OOO…nom conosco molto bene il linguaggio ggggiòòòvane!

      Ad ogni modo mi sembra che si stia dicendo tutti la stessa cosa, cioè che il tira&molla ha senso quando viene insegnato anche il “molla” altrimenti non è affatto costruttivo. Come tutte le cose va insegnato per bene, ma questo mi pare ovvio! Non è tra i miei giochi preferiti perché ho visto, nella mia piccola esperienza, che per tanti cani ha fatto danni ed insegnargli il “lascia” in seguito è stato complicato. Ma questa è la MIA esperienza, io non sono Gesù e il mio metodo non è la Bibbia. Penso di avere abbastanza esperienza come cinofila (e anche come mamma) da sapere l’importanza del gioco senza che me lo scriva tu A CARATTERI CUBITALI. E qui passo…e chiudo!

  19. Articolo chiaro e inattaccabile, che spiega in modo chiaro quello che va fatto. Chi sostiene altre idee sull’argomento qui o cambia o ha un oscuro vantaggio nel continuare a predicare l’isolamento o puttanate del genere

    • una volta bastava far passare le labbra laterali del cane sopra i suoi denti. Stringendo forte si faceva male da solo e una volta capito, smetteva subito. cinque minuti

  20. salve,
    in primis complimenti per l’articolo e per lo stile sempre brillante con cui allestite i vostri scritti.
    però stavolta non è per questo che lascio un commento, ma per esprimere il mio DISAPPUNTO nel vedere una mia foto pubblicata nel pezzo senza:

    1) chiedere il permesso
    2) citare la fonte

    non voglio essere pignolo o apparire scorbutico né logicamente la mia è una pretesa venale, ma essendo un fotografo professionista non posso certo essere felice di questa “appropriazione indebita”. resto in attesa di un suo riscontro.
    manlio

  21. Scusatemi, ma per un cucciolo tolto dalla madre prima dei 60 giorni, che non ha imparato a regolare il morso con i fratellini e se ne frega di qualsiasi guaito possa fare e se ne frega ancora di più dell’isolamento perchè è talmente indipendente che se riesco a liberarmi dalle sua fauci da squalo lui va semplicemente a distruggere qualcos’altro? Una comportamentalista mi ha consigliato di farlo giocare tanto con la treccia, lasciandolo vincere sempre ed avere pazienza con i morsi perchè gli passerà, boh, non so che pensare.

    • Io posso raccontarti la mia esperienza, ma prendila semplicemente come tale. Solo e’ la mia esperienza personale con un singolo cucciolo, non una técnica dichiaratamente efficace.
      Io vivo a Citta del Messico e qui in Messico la separazione prematura dei cuccioli dalla madre e’ la norma (anche perche qui non existe la legge dei 60 giorni). E Balrog non e’ stato un’ eccezione, infatti mi e’ stato dato quando aveva 32 giorni. IO a casa ho una femmina meticcia che aveva 4 anni e quindi lei si e’ incaricata di fargli da mamma sostituta, ma il controllo del morso glielo ho dovuto insegnare io. Con tanta pazienza e guanti di pelle spessa (di quelli per lavori pesanti); insomma io tenevo i guanti e mi lasciavo morderé le mani guaiendo ogni volta che stringeva troppo. E dopo un mese o due gia si controllava abastanza da poterlo fare senza guanti (obviamente continuando a guaire se stringeva). E quando e’ arrivato a 5-6 mesi gia controllava perfettamente il morso, e adesso a 9 mesi e’ il cane che regola meglio il morso di tutto il quartiere.

      • Grazie, ma dovevi tenerti i guanti tutto il tempo in cui stavi con il cucciolo, il mio mordichia veramente di continuo, sia mentre gioca, o quando lo accarezzo tranquilla, o quando lo prendo in mano per spostarlo, senza contare ovviamente attaccarsi ai pantaloni, tovaglie del tavolo, biancheria stesa e al mio altro cane che si sta esaurendo, tanto che per la maggior parte del tempo li teniamo separati altrimenti sarebbe un incubo, poveraccio, insomma, non solo non ha controllo del morso, ma è veramente tanto orale, nella maggior parte del tempo riusciamo a recuperare un giochino e glielo cacciamo in bocca così si sfoga, ma si vede che ha un gusto particolare per la carne viva.

  22. Salve, ho un husky che purtroppo è stato abbandonato molto piccolo, 1 mese circa, è con me da 2-3 settimane e credo sia molto attaccato a me visto che mi segue ovunque e se lo lascio a casa piange per un pò, anche se poi smette. Il problema è che morde me e qualsiasi cosa io abbia addosso, tutto il resto che siano giochi o anche altre persone non se le fila per niente! I giochi se li tengo io e li faccio muovere li morde, ma non appena li lascio a terra o li metto nella cuccia torna a mordere le mie ciabatte/scarpe. Non che mi faccia particolarmente male, però ho paura che gli rimarrà questo vizio anche quando crescerà. Ho provato sia ad emettere gemiti sia a prenderlo dal collo o dal muso ma niente, i gemiti neanche li calcola e appena lo lascio, per qualsiasi lasso di tempo io lo tenga ricomincia più eccitato di prima. Inoltre noto che non fa caso alle parole, è come se non le sentisse (ma non è sordo perchè è capitato che ci siano stati dei boati e lui si sia andato a nascondere), e non mi guarda mai negli occhi o comunque non guarda al di sopra dei miei piedi. Lei che è un’esperta di Husky ha qualche consiglio da darmi? Non appena finirà i vaccini e potrà uscire sarà utile farlo giocare con i cani dei miei amici, seppur adulti? Potrebbe giovare alla regolazione del morso?

    • Fra, è un cucciolo… mentre rispondo ne ho un altro attaccato alle caviglie :-). No, il vizio non gli rimarrà: però al momento è parecchio fastidioso, lo so. Siccome non può conoscere i gemiti (è stato abbandonato prima che cominciasse a giocare con i fratellini, quindi non ha imparato i segnali) e anche le prese che utilizzano le mamme (sempre perché non ha fatto in tempo neppure a far incavolare qualche volta la mamma), può provare con l’isolamento sociale. Quando morde ed esagera, lo lasci solo: se ne vada in un’altra stanza e gli chiuda la porta in faccia. Dopo un paio di minuti rientri e ricominci daccapo…e così via. A guardare negli occhi bisogna insegnarlo ai cani: siccome per loro è un gesto di sfida, non lo fanno spontaneamente.

  23. Salve a tutti. Io ho un cucciolo di pastore tedesco di 80 giorni. Purtroppo mi è stato dato troppo presto (35gg). Oggi sono andato da un addestratore cinofilo (protezione civile) ma, ahimè, mi ha detto tutto quello che non volevo sentirmi dire:
    1. Non è adatto alla protezione civile
    2. E’ stato allontanato troppo presto dalla madre e morde FIN TROPPO
    3. E’ fortemente dominante.
    Come devo fare per inibire il morso? Non volevo succedesse tutto questo! Non si può recuperare?
    O, come dice lui, è meglio addestrarlo per fare la guardia o difesa personale?

  24. Salve, ho due piccoli molossi di quasi 4 mesi, fratello e sorella adottati, è la prima volta con due cuccioli, un po’ d’esperienza con i molossi ce l’ho. La piccola è stata con noi per una settimana prima del fratello, ed ha “imparato” a giocare al tira e molla e le piace molto , ci mette poco a scatenarsi e a “ringhiare” (nessun problema).
    Il fratello è un po’ meno vivace di lei, e non riesco proprio a giocarci singolarmente, ovviamente giocano e lottano e quando provo a fare il tira e molla con lui ovviamente ci si butta anche lei…volevo chiedere consigli su come magari giocare anche singolarmente con ognuno di loro, non vorrei dividerli per farlo e non credo sia giusto. Ogni consiglio è ben accetto , e complimenti per il sito,

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.