di CARLO FAGIOLI – Figurante IPO. Un ruolo dell’utility troppo spesso incompreso nel suo insieme, a volte persino dai protagonisti stessi, criticato a torto e al tempo stesso applaudito senza motivo, questo perchè presenta degli aspetti poco conosciuti che gli impediscono di essere apprezzato al suo giusto valore!
Innanzitutto: chi è il figurante?
In un concorso IPO il protagonista è il cane e dev’essere solo il cane. Il giudice è li per verificare le qualità del cane, per descriverle e per fare la differenza fra i vari cani presentati in concorso.
Il figurante lo assiste, lo aiuta nella valutazione degli attacchi. Punto e a capo!
Ma il ruolo del figurante è molto importante in questa disciplina, soprattutto in questo momento in cui gli animalisti e l’opinione pubblica puntano il dito contro il mordente dei cani.
La preparazione e le competenze del figurante debbono quindi essere impeccabili.
É lui che allena il cane, è lui che gli permette di presentarsi in concorso, è lui che deve sapersi adattare alle caratteristiche di ogni cane valorizzandole senza far danni e mantenendosi al tempo stesso corretto, come il concorso esige!
Per riuscire a far questo deve avere una preparazione minuziosa.

Il figurante è un atleta, e in quanto atleta deve prepararsi scrupolosamente.
La disciplina e l’allenamento del figurante sono rigorosi e rispettano i criteri di tutte le discipline sportive: preparazione fisica generale, preparazione fisica specifica, preparazione dei gesti tecnici e preparazione fisica a compiere questi gesti tecnici, personalizzazione della tecnica (stile). Ed inoltre una preparazione psichica allo stress del concorso, e la capacità di dominare lo stress.
Per arrivare a questi risultati il figurante, come qualsiasi altro atleta, ha spesso bisogno di un allenatore che lo aiuti e che gestisca la sua carriera  fin dalle prime gare, per non “bruciarsi”.
Mi è capitato troppo spesso di vedere dei ragazzi bravi e con un buon potenziale che si sono ingaggiati troppo presto in gare di alto livello e che hanno fallito a causa dello stress, o della condizione fisica e/o psichica inadeguata, fino al punto di ferire purtroppo dei cani!

Il figurante può svolgere il suo ruolo in due modi: figurante nei concorsi e figurante preparatore.
Non è necessariamente la stessa persona che svolge queste due funzioni, per esempio a causa dell’età (in concorso ci vuole una grande resistenza fisica e psichica per reggere fino alla fine, mentre in allenamento si possono fare delle pause), e anche a causa delle qualità che deve avere il figurante preparatore per riuscire a mettere in condizione i cani ed i conduttori di affrontare il concorso, e cioè pazienza e pedagogia.
In ogni caso il figurante preparatore deve conoscere bene il ruolo del figurante di concorso per poter insegnare al cane che sta preparando cosa succederà in gara, sia da un punto di vista fisico-meccanico (i passi, le posizioni e gli atteggiamenti del figurante in gara), sia dal punto di vista della psiche canina (il variare delle pulsioni e degli istinti che intervengono nel cane in risposta alle sollecitazioni delle diverse fasi degli attacchi: istinto di predazione, vigilanza, aggressività, ecc…).
Ogni singola fase degli attacchi ha le sue caratteristiche specifiche e quindi il cane e il figurante devono imparare le tecniche appropriate per queste specificità.
Affinchè questi esercizi siano ben eseguiti, è primordiale che il figurante abbia una padronanza assoluta del proprio corpo e dei propri movimenti: con quale gamba cominciare il trasporto, su quale gamba fermarsi per l’arresto del mordente, la posizione della manica, il modo giusto di correre nella fuga, la posizione da tenere per la ricarica, ecc…
Il figurante deve allenarsi per tutto ciò, scomponendo le varie fasi, per impararle una per una e poi alla fine padroneggiarle completamente.

Il figurante quindi, come abbiamo detto è un vero sportivo, un atleta, ma un atleta un po’ particolare dato che la sua qualità principale dev’essere l’umiltà.
Si dovrà preparare scrupolosamente per la gara, sapendo che non salirà mai sul podio. Dovrà accettare il fatto che meno si parlerà di lui durante il concorso, più vorrà dire che avrà fatto bene il suo lavoro.
Senza un buon figurante non si valorizzano le qualità di un cane, ma malgrado ciò, l’attenzione dovrà restare sul cane.
Troppo spesso abbiamo visto dei figuranti entrare nel campo di gara come dei gladiatori nell’arena, pronti a ricevere l’ovazione della folla! No, non è questo il figurante in IPO. Il suo è uno strano destino: farsi notare il meno possibile.
La sua vittoria arriva quando in gara si parla solo delle grandi performances dei cani negli attacchi. Questo vuol dire che lui ha svolto un buon lavoro, che ha permesso ai cani di mettere in evidenza le loro qualità senza storpiarli e che ha permesso al giudice di valutarli correttamente.
Solo uno sguardo “esperto” saprà riconoscere i suoi “capolavori”. Questo dovrà bastargli…..e lunedì si ricomincia!!!

Articolo precedenteClassi di socializzazione/comunicazione: sì, no, come, quando?
Articolo successivoANCORA con i presunti pitbull killer di 50 kg…

Potrebbero interessarti anche...

Vuoi aggiungere qualcosa? Dì la tua!

7 Commenti

    • Sì, in teoria possono farlo anche le donne, per quanto ci voglia un certo “fisicaccio” e non sia propriamente uno sport per signorine (ma lo dicevano anche del calcio!). Il bastone serve a minacciare il cane per valutarne il temperamento: durante alcuni attacchi il cane viene colpito (solo sulla zona delle spalle o del garrese) per valutarne la tempra, ma non si può certo parlare di “bastonate” (come sempre fanno i detrattori dell’UD!) visto che il bastone è imbottito e morbido: i due colpi equivalgono più o meno a due “pacche” sulle spalle.

      • quindi il cane dovrebbe rimanere attaccato al manicotto nonostante venga “minacciato” col bastone? se invece lascia il manicotto e si “attacca” al bastone, oppure ne ha paura è scorretto?

  1. Mi permetto di riaprire un articolo un pochino più vecchio per rispondere a chi chiedeva se fosse cosa anche per donne, io mi sono appena iscritta ad un corso di primo livello, peso 50 kg bagnata e sono alta 1,60…un suicidio allo stato puro. Lo faccio però, non perchè voglia diventare figurante, ma perchè sono convinta che se capisco cosa fa e perchè fa determinate cose in determinati momenti l’omaccio dall’altra parte del cane riesco a capire meglio anche il mio amico. Sono alle prime armi e sto imparando tantissime cose, ho scelto l’UD e quindi vado fino in fondo…alla peggio spero di avere terreno morbido sotto il culo quando mi stende…ahahhaah

    Maria Rosa

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Figurante ufficiale ENCI dal 1982, figurante ufficiale SAS, BCI, RCI, SIC e SACC, è stato figurante al Campionato Mondiale 1991 di lavoro Rottweiler, all' ATIBOX 1998, al Trofeo delle Nazioni 1999 Rottweiler, a 4 Campionati Italiani di Bellezza e 4 Campionati Rottweiler di lavoro e a numerosi ZTP, a prove e selezioni del Boxer Club, a 5 Campionati Italiani di lavoro Boxer a Campionati Italiani di Bellezza e di lavoro SAS e a numerosissime prove e selezioni SAS, a qualificazioni per i campionati del mondo WUSV e FCI. Relatore a diversi stages ufficiali per figuranti della SAS , del BCI, del RCI e del Boxer Club Francese, Coach di team in Italia e in Francia, relatore a numerosi stages di metodologie e tecniche di addestramento, formatore di numerosi professionisti dell’addestramento e di numerosi figuranti anche di livello internazionale. E' allevatore di pastori tedeschi e boxer con l'affisso "del Pasquino". Il suoi cani hanno raggiunto risultati prestigiosissimi: ricordiamo fra tutti il boxer Buc del Pasquino, che è stato vice-Campione del Mondo in IPO 3 all’ATIBOX di lavoro.