di MARIO GIOVANNINI –  E’ qui che mi guarda, con il musone appoggiato sul bracciolo del divano. Non posso fare a meno di sorridere e pensare quanto è bella.
Quando lavoro al computer mi si sdraia accanto, ha capito che se ho le mani impegnate deve accontentarsi. Come ha capito molte altre cose in questi giorni, ma non posso fare a meno di continuare a domandarmi se davvero verremo a capo di tutto questo.
Ma forse è meglio cominciare dal principio.
Reduci da un anno tragico, in cui se ne sono andate tre delle nostre cinque gatte, abbiamo deciso di prendere un cane.

E prima abbiamo preso un altro gatto, come raccontavo in questo articolo.
O meglio: mia moglie ha deciso, e poi mi ha lasciato l’illusione che fosse un’idea mia.
Dopo aver valutato di rivolgerci a un allevamento, abbiamo optato per il canile. E già che c’eravamo, ci siamo perdutamente innamorati di due occhioni nocciola, di 30 Kg di dolcezza e simpatia. Ma con qualche problemino.
Afra è nata in un capannone e ha vissuto i primi due mesi della sua vita da sola con la mamma e il fratellino. Il cibo arrivava una volta al giorno, puntuale, ma senza contatti con nessuno. Poi la mamma è morta per un’infezione intestinale e i cuccioli, che naturalmente se la sono presa anche loro, trasferiti di peso al canile e abbandonati. Il fratellino è morto poco dopo, lei si è salvata per miracolo. E visto che si trattava di un cane particolare, non è mai stata messa in gabbia, ma lasciata libera in cortile con gli anziani e i cuccioli.
Le è comunque mancata completamente la fase di socializzazione con l’uomo, per cui ha sviluppato un terrore folle, cieco e incondizionato per gli umani.

I volontari naturalmente, con il tempo, sono riusciti a infrangere questa barriera di diffidenza. Ma essendo molto intelligente, ha accordato la sua fiducia alle persone, non al genere umano in generale. Per cui, per riuscire a toccarla, portarla in passeggiata e prenderci cura di lei ci sono voluti 4 lunghi mesi di visite al canile. Tre/quattro volte la settimana, in modo che gradatemente si abituasse a noi. Non è stato semplice, bisogna ammetterlo. Ogni tre passi avanti, uno indietro. E’ bastata una piccola distrazione di ‘qualcuno’ e al primo calore è rimasta incinta. Quindi è stata sterilizzata, con tutte le conseguenze del caso. Abbiamo praticamente dovuto ricominciare tutto da capo.
Curiosamente, tra i volontari del canile si sono formate due correnti di opinione opposte: chi diceva che non ce l’avremmo mai fatta, chi ci esortava a stringere i tempi.
Abbiamo preferito continuare per la nostra strada. Abbiamo fatto passare un po’ di tempo e alla fine l’abbiamo portata a casa il primo giorno di ferie, in modo da avere 3 settimane da dedicarle, come si deve. Dopo una prima nottata tragica e un giorno di adattamento, la piccola ha cominciato a sorprederci. All’inizio non riusciva a fare le scale. Del resto non le aveva mai viste, come non aveva mai visto una città in tutta la sua vita. Ma, dopo una mattinata passata a fare su e giù sulla scalinata di un parchetto, ha capito come funzionano. Ha capito dov’è la sua nuova casa e durante le passaggiate comincia a orientarsi in maniera precisa.

Sento molto la responsabilità di un cane così particolare e la mia, la nostra, è stata una scelta consapevole. Afra ha paura degli umani, della macchina su cui non sale, e dei camion della spazzatura. Ci sarà da lavorare parecchio e molto probabilmente, anzi sicuramente, a breve ci faremo aiutare da un educatore.
Però… però guardandomi intorno, in queste giornate un po’ fuori dalle righe, in cui il nostro mondo ruota attorno a lei, mi rendo conto di diverse cose ‘strane’. Afra ha una condotta al guinzaglio esemplare e, escludendo i momenti difficili in cui si spaventa, non tira mai. Metà dei cani che vedo in giro sembrano cavalli da traino.
Tolta la prima notte, non ha mai sporcato in casa. Devono averla modificata geneticamente con la vescica di un elefante uno dei primi giorni è stata 24 ore senza farla. Ma non perché non poteva (siamo usciti 4 volte, quasi 3 ore di passeggiata), semplicemente la fa sempre nello stesso posto, solo in condizioni ideali, altrimenti niente. Una mia amica ha una bassottina di allevamento che ha quasi un anno e continua a farla in casa.
E’ completamente priva di aggressività. Sia nei confronti dei bipedi che dei quadrupedi. Al contrario è felice di interagire con gli altri cani. E più il cane è tranquillo ed equilibrato, più è facile che si fidi del suo umano e lo lasci avvicinare. Almeno un terzo dei cani che incrocio in giro sono maschi inavvicinabili da un altro maschio.

Non teme botti, fuochi d’artificio e i gatti di casa. Leo, il  piccolino di cui si parlava priva, è diventato il suo migliore compagno di giochi. Grazie a Dio è completamente disinteressata alle feci dei suoi simili.
Adesso sta dormendo, completamene distesa e rilassata. Questa mattina abbiamo fatto una passeggiata in campagna, siamo stati in giro quasi 3 ore. E’ bello vederla così tranquilla e rilassata, ma non per questo la terremo sotto vuoto.
Stiamo cercando di dosare in maniera equilibrata i contatti con con il ‘mondo’.
Purtroppo si procede sempre con il passo del gambero: due avanti e uno indietro. La svermatura l’ha riempita di tossine e ha lasciato una fastidiosa gastrite come strascico. Quando non sta bene è nervosa il triplo, in passeggiata, e tutto diventa più difficile.
Non so se riuscirò a realizzare il mio sogno di portarmela dietro durante il giorno, quando vado a lavorare. C’è da affrontare la macchina e un mondo tutto nuovo, e ancora non si è adattata  a questo.
Ho scritto e riscritto questo articolo molte volte… mi sembrava non rendesse mai giustizia a tutto quello che stiamo vivendo.
Alla fine mi sono rassegnato: e continueremo a scriverla insieme, giorno per giorno, questa storia.

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18 Commenti

  1. Ciao,
    Anch’io da una 20ina di giorni ho adottato in canile un segugio italiano femmina di 6 anni che ho chiamato Alice. Della sua storia non si sa nulla ma dalle numerose e vistose cicatrici che ha non è difficile capire che la sua è la classica storia del cane da caccia che non ‘serve’ più e viene fatto fuori nei modi più brutali. Ebbene, quando ho letto di Afra ho rivisto gli stessi identici comportamenti della mia principessa:coi cospecifici interagisce senza problemi ma è terrorizzata dagli umani. Un passo avanti e tre indietro. Piccoli impercettibili miglioramenti quotidiani. Nel mio caso pero il tempo a disposizione è minore perchè ho già ripreso a lavorare ma posso contare sull’aiuto del mio altro cane,Giulio, al quale si è legata molto e che sta già facendo grandissime cose per me e per lei. e sull’educatore Christian. Non mi resta che augurarti, e augurarmi, buona fortuna. Sono convinta che l’amore e ladedizione che ci stiamo mettendo in questi casi possano fare miracoli.
    Un abbraccio

  2. Che dire: siete bravissimi! Lei è uno di quei cani che io chiamo “imparati” nel senso che fa già da sola alcune cose che nessuno le ha mai insegnato. Cioè nonostante nessuno le abbia insegnato a non tirare al guinzaglio lei non tira :), nonostante non abbia avuto una grande socializzazione con gl altri cani non è aggressiva, anzi socievolissima. Ha qualche paura e timore più che comprensibile, ma anche cani non sfortunati hanno le stesse paure (prendo one esempio il camion dell’immondizia o la macchina).
    Continuate così, persone come voi sono solo da ammirare! Braviiiiiiiii!

  3. bravi bravi bravi!
    🙂

    ci rivedo alcuni dei problemi che aveva la mia Winny (di cui però neppure conosciamo il passato) che abbiamo adottato un anno fa… ad esempio non sapeva salire le scale, aveva paura dell’uomo, ecc…

    ci vogliono mesi di pazienza e costanza, ma i risultati arrivano!

    mi sento di darvi solo un’accortezza: a mano a mano che acquisirà fiducia in voi e sicurezza in sè, potrebbero affiorare aspetti caratteriali AD OGGI assolutamente non prevedibili.
    mi spiego meglio: sentendosi parte di un branco, che la protegge, potrebbe (e dico: POTREBBE… ovviamente vi auguro di cuore che con accada) sentirsi forte ed asssumere atteggiamenti di sfida/confronto/aggressività nei confronti di uomini e cani estranei.

    a Winny questi aspetti sono venuti fuori dopo una decina di giorni, improvvisamente ed inaspettatamente; ora sono decisamente migliorati, ma ci abbiamo dovuto lavorare sopra parecchio (e mia moglie ha studiato da educatrice)

    auguri

    Alessio

  4. Devi… ma proprio devi continuare a scrivere la vostra storia! Perché noi saremo qui ad aspettare di leggerla e di gioire con voi dei tre passi avanti e a farvi “pat-pat” quando ci sarà quello indietro.
    Forza e coraggio…. sarà una bella vita con Afra insieme a voi!

  5. Grazie a tutti. Oggi è stata una bellissima giornata: siamo riusciti a farla salire in macchina e l’abbiamo portata nello ‘sgambo’ dell’Enci della nostra città, che è grande come un campo da calcio. Nel kennel non ha fatto un fiato, è stata tranquilla e quando è scesa non ha smesso di scodinzolare per più di un’ora. Ha giocato con un paio di cani e ho fatto fatica a farla risalire in auto, ma non per la paura 🙂

    @espada: devo essere sincero, ci avevo pensato anch’io e sono stato con le antenne dritte, anche perché abbiamo tre gatti in casa. Ma devo dire che fino ad ora, e ormai sono passati più di 20 giorni, l’unica cosa che è emersa è un gran coraggio, oltre ogni aspettativa.

      • Abito a Vercelli. Da questo punto di vista siamo fortunati: c’è quella dell’Enci, che è in zona fiume (prima periferia) che è davvero enorme, e di fianco alla Bennet (più centrale) ne abbiamo un altro leggermente più piccolo, ma diviso in tre aree separate, che è gestito dal canile.
        Per il primo ci vuole la tessera dell’associazione, che ha un costo simbolico, l’altro è gratuito. E ce ne sono almeno altri 3 più piccoli, sparsi per la città, che non ho ancora avuto modo di visitare, visto che la cana ha cominciato a salire in macchina da sabato.

  6. Quando avevo letto di Leo mi ero chiesta se avresti scritto anche la storia di Afra, grazie di averlo fatto!
    Siete stati bravissimi e vedrete che col tempo sarà sempre meglio .. un abbraccio e tante carezze ad Afra 🙂
    E come ti hanno ben detto, noi siamo qui ad attendere il proseguimento della vostra storia per sostenervi e gioire con voi .. Ciao! 🙂

  7. ho le lacrime agli occhi… grazie per le tue parole, per l’adozione di afra, per l’energia che investite nel rapporto con lei, per tutto!! vorrei che ogni umano avesse la tua saggezza nel contatto con un animale.
    Mi ricordo Afra quando è arrivata in canile, se ne stava sempre nel suo angolino e per ognuno di noi c’è voluto tempo per conoscerla, e quando lei si concedeva per una carezza o una scodinzolata era una gioia immensa, è una cagnetta meravilgiosa e sono felice di sapere che ora ha trovato una famiglia da amare!!!
    grazie grazie grazie!!
    roby

  8. Sono commossa! Afra …splendida e dolce cagnolona…ogni volta che entravo in canile mi sommergevi di leccatine e mi dimostravi il tuo amore…sei grande Afra..lunga vita a te meravigliosa cagnolona…
    Alessandra…volontaria in canile

    Grazie anche a voi per aver creduto in Afra…

  9. Vi stimo, immensamente. So cosa vuol dire un cane fobico e so che tornando indietro la sceglierei ancora ancora e ancora. Ogni suo progresso è il mio, ogni sua vittoria è la mia.
    Quando le cose non sono dovute ma devi conquistarle impari ad apprezzarle in maniera diversa. Quando le conquisti insieme a lei hanno un che di assolutamente meraviglioso, un sapore indescrivibilmente bello!

  10. Ho un cucciolone di 33 kg e ora 10 mesi, preso in canile a 3 mesi e mezzo, pauroso con gli estranei ma socievolissimo con tutti gli animali. Buonissimo. Non troppo coccolone, ma molto giocherellone e birbantello, quando è sereno, con chi conosce. Si sospetta un trauma nei primi due mesi di vita oppure un mancato imprinting, che lo ha portato ad avere questa paura apparentmente irrimediabile nei confronti delle persone – gli estranei, maschi in particolare, e bambini, anche. Però sì anche lui è migliorato, anche lui a 4 mesi inchiodava se vedeva una persona a 100 metri di distanza e scappava. Ora cammina, ma coda bassa e orecchie indietro. Raramente vedo quel suo bel codone alto, per strada.
    Un attacco di panico e mezzo, finora. Ma paura costante, in città. Grande amore per la natura e per gli spazi aperti.

    Leggo solo ora la storia di Afra e mi sembra tanto tanto simile al mio Falco. Anche lui subito imparato a non fare i bisogni in casa, anche lui (più o meno) non tira se non ha paura. Mi piacerebbe tanto sapere ora, ad un anno di distanza, se e come è cambiata, in meglio si spera ovviamente.
    Sono della provincia di Roma. Se avete contatti di ottimi educatori (recuperatori!) con cani tutor che magari vi hanno aiutati, sarei felice di conoscerli! Grazie 🙂

    • Ciao Laura, e coraggio! L’unica cosa certa che ho imparato con Afra, in questo anno di vita assieme, è che ci vuole una gran pazienza. Se cerchi nel motore di ricerca del sito ‘Io e Afra’ troverai tutta la storia di questo percorso che stiamo facendo. Che è ben lontano dall’essere terminato, ma che prosegue tra alti e bassi. Su Roma sono decisamente fuori zona e non sono in grado di aiutarti.
      In bocca al lupo.

  11. Sto leggendo ora, dall’inizio, la tua storia. Abito a Vercelli anche io e ho preso una cana – tra l’altro dello stesso colore, comprese striature, della tua – con le stesse problematiche, anche se più sviluppate in alcuni punti confronto la tua. Ho fatto anche io un percorso particolare durato un anno, ma ora ho deciso di farmi aiutare da un’educatrice proprio per superare i miei limiti 😉 complimenti per la scelta. Continuerò a seguirti…

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Mario Giovannini è nato a Vercelli nel 1968, dove vive tuttora con quattro gatti, un cane, tre chitarre e una moglie molto paziente. Giornalista, scrittore, fotografo e musicista, si occupa di editoria da più di vent’anni, conciliando la professione di editor responsabile dei contenuti di una piccola casa editrice con l’attività di giornalista free lance per alcune delle più prestigiose riviste del settore musicale italiano.