di MARIO GIOVANNINI –  Abbiamo scoperto che ad Afra piacciono molto gli sgambi. Sono pieni di cani e lei è contenta, trova sempre qualcuno che ha voglia di giocare. Dato che corre come un levriero, spesso ‘consuma’ il compagno di scorribande abbastanza velocemente, ma di solito il proprietario mi è particolarmente grato – “stasera dorme, grazie!” – soprattutto se si tratta di un Border Collie.
Trovo sia una buona dimensione anche per il suo problema con gli umani: quelli muniti di cane vengono accettati molto più facilmente e può dosare a piacere le distanze, senza la costrizione del guinzaglio.
Così abbiamo preso a frequentarli spesso, il più possibile (che ormai sale in macchina senza problemi, l’ho già detto? E’ stata una grossa conquista!),  tanto più che abitiamo in una città in cui ce ne sono parecchi, alcuni molto grandi e ben attrezzati.
Uno, in particolare, misura più o meno come un campo da calcio (da calcetto, va) ed è diviso in tre sezioni separate, ma comunicanti. Permette quindi una certa libertà di movimento e di gestione del cane. Se qualcosa non va, si fa presto a spostarsi in quello accanto, che magari è vuoto, come spesso capita. Che sia vuoto, ma anche che sia necessario.
Pare che i proprietari di cani abbiano la curiosa abitudine di riunirsi in branchi, tutti nello stesso posto. Queste cose non c’erano all’epoca del mio ultimo quadrupede, è un microcosmo assolutamente nuovo e inesplorato. Anche qui ho trovato dei personaggi assolutamente irresistibili, ai confini della realtà.

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Il pensionato con il giornale: arriva, attrezzato con un fascio impressionante di quotidiani, si piazza sulla panchina all’ombra e comincia e leggere. Sempre nello stesso recinto, solo se è deserto. Il suo cane, che di solito è tutto pepe, prima corre un po’ lungo la rete guardando con invidia quelli a fianco che si stanno rotolando uno sull’altro, poi si accuccia ai piedi del padrone. Due ore dopo si alzano e se ne vanno. Sempre e rigorosamente senza mai rispondere al saluto dei presenti.

Il socialone: arriva, sgancia il cane ancora prima di aprire il cancelletto e si fionda sul gruppo, catalizzando totalmente l’attenzione. Che il suo cane sia scontroso e poco socievole, poco importa. Tanto di solito è di taglia grossa e si sa difendere da solo. Semplicemente si dimentica di avere il cane, e socializza. Tanto c’è sempre qualcun altro pronto a sedare i principi di rissa, praticamente inevitabili. Lui è troppo occupato.

Il pensionato senza giornale: questo è l’esemplare più pericoloso. Non ha un tubo da fare e ha da far passare la giornata. In compenso arriva preparato: è una miniera di argomenti inutili e noiosi praticamente inesauribile. Ti mette in un angolo, ti chiude alle corde e via, senza tregua. Il cane, di solito di taglia medio piccola, è abbastanza rassegnato. E’ abituato. Si fa i fatti suoi senza dar fastidio a nessuno. Il cane.

Il/la pallinomane: quello che ancora deve scendere dalla macchina e già sta tirando la pallina al cane. E dal parcheggio al parco ci sono un bel 300 m. Di solito ha un Border Collie. Non sempre… ma quasi. Prosegue ininterrottamente coi lanci per tutta la durata della sua permanenza al campo. A un certo punto, comunque, la pallina sparisce e, anche se non ne ho le prove, sono sicuro che sia il cane a nascondergliela. O a ingoiarla.
“Ma il tuo non gioca con la pallina?”
“La mia no.”
“E come mai?”
Mi verrebbe da rispondere che preferisce attività più intelligenti, ma di solito mi limito a un sorriso e un gesto vago.
“Ma che strano! Come si chiama?” e non resiste: la lancia comunque “Vai Afra!”.
Lei che, quando non sta sfinendo di sprint o di resistenza il malcapitato di turno, è stravaccata di fianco a me, di solito guarda lui, poi me. E per ultimo il Border, con un ‘filo’ di compatimento.

La signora tesoroamoregioiadelmiocuore: difficilissima da individuare di primo acchito, ma pericolosissima per chi ha un cane come il mio, con una storia non proprio facile alle spalle. Anche perché non ha un cane ‘tipico’, sono piuttosto eclettiche da questo punto di vista. L’importante è che provenga almeno da un canile lager spagnolo. Rischia (o se lo lascia proprio scappare) il lacrimone durante il racconto della storia di Afra, poi passa alla narrazione dettagliatissima degli stenti vissuti dal suo. Passando quindi di diritto nella categoria ‘pensionato senza giornale’, anche in assenza di vitalizio INPS.

Il rimorchio: stranamente sono più donne che uomini. Giuro. Quelli che vanno al parchetto per rimorchiare. Anche in questo caso è difficile individuarli dal tipo di cane. Perché di solito non è loro: se lo fanno prestare quando serve.

E, dulcis in fundo:
Il genio dei geni:
(di questo ho già scritto in un commento a un altro articolo, ma merita di essere riportato) ovvero quello che non accetta che il mio cane non si faccia toccare da Lui. Dopo aver chiesto gentilmente di non insistere nel tentativo e avergli spiegato il motivo, mi fa: “Oh poverina, ma da te si fa toccare?”
La stavo accarezzando… “Be’ sì, direi di sì”
“Allora tienimela ferma, così la tocco!”
Ma perché? Perché? Sei un pranoterapeuta di fama mondiale? Hai già guarito degli infermi? Sei in attesa di beatificazione? Naturalmente gli ho risposto che non era il caso. E lui? Di nuovo dietro a cercare di accarezzarla.
Penso si sia offeso: mi sono messo in mezzo con una mano piatta all’altezza della sua faccia. Spero abbia capito.
Guinzaglio, saluto e via.

Per fortuna si trovano anche tante persone piacevoli e, soprattutto, con un minimo di preparazione di base, che non mi obbligano continuamente a fare il controllore del traffico di quelli che ‘devono assolutamente’ riuscire ad accarezzare la mia cana.
Succede persino che Afra si accucci ai nostri piedi e, magari, al secondo incontro accetti un biscotto e un grattino.

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10 Commenti

  1. “Ma perché? Perché? Sei un pranoterapeuta di fama mondiale? Hai già guarito degli infermi? Sei in attesa di beatificazione?” uahauhahauahuahah!!! Rotolo dalle risate per questa frase e, in generale, per tutta la descrizione dei frequentatori dei giardinetti/aree sgambo 😀 😀 😀 Troppo divertente quest’articolo! E anche il compatimento che Afra ha per i “pallinomani” 😀

  2. Se le piace correre, con i due aussie in foto ha trovato “pane ppe’ i ssuoi tenti” come diceva Abatantuono nei panni del fornaio Cecco 😉

    Ah, la fauna (umana) da parchetto… anche io ne sto facendo una discreta collezione 🙂

    • Gilas, non sono due aussie.Stentavo a crederci anch’io quando ho visto le foto di Mario, ma a Vercelli c’è un Australian Cattle dog!

      • Confermo, è proprio una Cattle Dog australiano. E’ fantastica.

        P.S. Sono i due australiani che hanno trovato pane per il loro denti, credetemi.

      • Se volete vedere un pò di Australian Cattle dog fate un giro alle fiere di cavalli (es. Milano o Verona) vi stupirete di quanto si stanno diffondendo in quel mondo!
        A parte questo Mario sei un comico nato =) i tuoi intermezzi fanno scassar dal ridere =)
        Una coccola ad Afra, ovviamente fatta da te =)

  3. L’unico sgambatoio che c’è a L’Aquila è stato aperto meno di un anno fa, è deserto ed oramai a causa dell’incuria e con il passare dell’estate è diventato un serpaio munito di: attrezzi per l’agility, fontanelle, distributori di sacchetti, cestini a scatafascio e una ventina di panchine. E’ veramente grande, mi chiedo perché non lo usi nessuno, quando vado lì con Crono non incontro mai anima viva.

  4. Oddio… pure io ho una cagnetta diffidente, e tutti, dico TUTTI convinti di essere l’Eletto, quello col Dono, quello da cui si farà toccare con fiducia.
    Diosanto che nervi. Quanto ti capisco.

  5. sarò bizzarra, ma a me non è mai venuto in mente di accarezzare un cane che non conosco, mi limito ad ammirarli e basta. Certo c’è davvero gente strana e non ci si può stupire di nulla e non parlo di strani soggetti deviati, ma di normali sciure, che ad esempio arrivano a toccare e svegliare un pupo in carrozzina che dorme (che magari aveva urlato nelle 8 ore precedenti).

  6. Anche io con Vicky… Geni dei geni a gogò… o quelli che le devono arrivare addosso per fprza perché loro !hanno avuto tanti cani, il cane lo capisce e da lui, e solo da lui, si farà certamente toccare…
    Solitamente Vicky scappa a gambe levate e gli fa due abbaiate da bella lupa quale è e gli passare la voglia… xD oppure intervengo dicendo di finirla, nel peggiore dei casi, appunto, seduto-guinzaglio e via. E’ la migliore delle soluzioni!

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Mario Giovannini è nato a Vercelli nel 1968, dove vive tuttora con quattro gatti, un cane, tre chitarre e una moglie molto paziente. Giornalista, scrittore, fotografo e musicista, si occupa di editoria da più di vent’anni, conciliando la professione di editor responsabile dei contenuti di una piccola casa editrice con l’attività di giornalista free lance per alcune delle più prestigiose riviste del settore musicale italiano.