di VALERIA ROSSI – Solo due parole, intanto il resto sarebbero vuoti blateramenti inutili.
Il Tribunale del riesame di Brescia ha stabilito che Green Hill dev’essere dissequestrato, quindi ricomincerà tranquillamente la sua attività macellaia: tutti ne parlano, anzi ne parla soprattutto chi si è portato a casa uno dei beagle e adesso teme di doverlo restituire. Ma si sapeva fin dal primo giorno che si trattava di affidi e non di adozioni definitive, quindi adesso c’è poco da protestare: ci si può (anzi, ci si DEVE) indignare, certo, ma protestare no.
Personalmente spero che Green Hill non chieda la restituzione di cani che sono stati portati in ambienti diversi da quelli in cui erano nati ed erano stati tenuti controllati (ovviamente per l’unico fine della vivisezione… però erano controllati): questi cuccioli possono essere venuti a contatto con milioni di agenti esterni, magari anche patogeni, che li renderebbero inadatti alla loro destinazione finale, quindi spero davvero che rimangano dove sono… anche se questo non dovrebbe consolare proprio nessuno, visto che altri cuccioli andranno a ripetere la stessa drammatica esperienza.

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Un altro caso davvero clamoroso è quello della borderina “Thay”, cagna alla quale era stato messo un collarino da cucciola e mai più cambiato durante la crescita, cosicché il collare si è praticamente fuso con la carne viva del collo (vedi foto).
Il proprietario del cane, accusato di maltrattamento, ha pagato la multa e quindi (come da legge vigente) ora ha diritto alla restituzione del cane che aveva martoriato in quel modo.
La volontaria che se ne è presa cura per un anno, Laura Verdura, si è ovviamente rifiutata di riconoscegnare la cagna a quel macellaio, ed è stata denunciata per inadempienza, avvendo disobbedito all’ordine di un magistrato.
Ora è stata lanciata una petizione per manifestare solidarietà a Laura (e a Thay), petizione che mi sono precipitata a firmare e che trovate qui: http://firmiamo.it/lacagnolinathaynonsitocca/aftersign
Invito anche tutti voi a firmarla, anche se dev’essere ben chiaro che questa è solo una presa di posizione, l’esternazione di un’opinione che non ha alcun potere reale: l’unico che potrà avere sarà forse quello di rimbalzare sui media e quindi di dare la sveglia a qualcuno che invece il potere di cambiare le cose ce l’ha.
Avvertenza: in fondo alla petizione si legge: “Dobbiamo far conoscere la combattuta storia di Thay a tutti, una sentenza davvero senza eguali!!! Non permettiamo che succeda ancora…”
Ma NON è affatto vero, che è “senza uguali”! Di cose simili ne succedono in continuazione, e cani maltrattati vengono continuamente restituiti ai legittimi proprietari… perché, per la nostra legge, il cane è e resta un OGGETTO.
E questo vale per  i cani di Green Hill come per Thay e per tutte le altre vittime dell’umana idiozia & crudeltà.
Quindi è del tutto INUTILE far casino sul singolo caso (se non, appunto, con scopi di visibilità mediatica), perché l’unica cosa davvero utile sarebbe quella di cambiare le leggi idiote che contrastano con il comune sentimento di amore e rispetto verso gli animali.
Firmiamo pure tutte le petizioni del mondo, ma ricordiamoci soprattutto che le leggi le fa la politica, e che è LI’ che bisogna andare a battere se si vuole che qualcosa cambi.
Cominciamo a far sapere ai nostri politici, per esempio, che voteremo SOLO per chi tra loro promette (anzi, si impegna per iscritto) di occuparsi seriamente della collocazione giuridica  degli animali – almeno di quelli da affezione – modificando la legge in modo che non siano più “cose”, ma esseri viventi senzienti e sensibili, come la scienza peraltro ha dimostrato ormai da anni.
La politica non esiste senza noi elettori: abbiamo un potere di cui a volte sembriamo non renderci neppure conto.
Quindi, ogni volta che assisterete ad un comizio, a una presentazione, alle solite blaterate del deputato X o del senatore Y, cominciate un po’ a chiedergli, pubblicamente: “Lei come intende muoversi per la tutela degli animali?”
E se non sa rispondere, fategli sapere che voi, la vostra famiglia e tutti i vostri amici non lo voteranno mai.
Questa è l’unica strada percorribile per poter davvero cambiare qualcosa: diventare una vera forza non “della natura”, ma in “difesa” della natura.
Tutto il resto, purtroppo, non serve a niente: perché in democrazia, quando esiste una legge, quella bisogna rispettare.
E se la legge fa schifo, bisogna solo fare in modo che cambi.

 

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16 Commenti

  1. “Di cose simili ne succedono in continuazione”

    Vero, purtroppo.

    “… e cani maltrattati vengono continuamente restituiti ai legittimi proprietari”

    Nel canile dove opero come volontario proprio no, che io sappia nessun cane sequestrato per maltrattamento è mai stato restituito ma affidato a nuovi (e più responsabili) proprietari (io stesso ne ho adottata una tempo fa, proveniente da un maltrattamento).
    Sono passati anche diversi beagle provenienti da Green Hill, vedremo…

  2. ps. sulla borderina Thay la cavolata non l’ha fatta “la legge” ma il giudice che ha disposto la restituzione dietro pagamento (di cosa? un maltrattamento non si risolve pagando una multa), che probabilmente lui sì pensa che il cane sia un semplice oggetto.
    (a parte che, come sempre e se possibile, bisognerebbe essere in possesso di tutti i fatti)

  3. Su una storia del genere c’è una soluzione abbastanza facile.

    La volontaria ha sostenuto delle spese per la cagnetta, giusto?
    Inoltre l’ha custodita in un periodo particolarmente difficile, l’ha rieducata, l’ha seguita con particolare attenzione… bene, basta dare una quantificazione a questo servizio… se ne è presa cura per un anno? Bene, considerato che è stato un lavoro che ha richiesto almeno 4 ore di lavoro quotidiano (sabato e domeniche comprese), una richiesta di 12000 euro non mi pare esagerata.
    Oltre alle cure mediche, oltre al mantenimento, oltre a… alla fantasia non c’è limite.
    La richiesta quindi può variare tra i 12000 ed i (poniamo) 20000 euro.

    OK, esiste questo oscuro e dimenticato articolo del c.c.

    Art. 2756 Crediti per prestazioni e spese di conservazione e miglioramento
    I crediti per le prestazioni e le spese relative alla conservazione o al miglioramento di beni mobili hanno privilegio sui beni stessi, purché questi si trovino ancora presso chi ha fatto le prestazioni o le spese.
    Il privilegio ha effetto anche in pregiudizio dei terzi che hanno diritti sulla cosa, qualora chi ha fatto le prestazioni o le spese sia stato in buona fede.
    Il creditore può ritenere la cosa soggetta al privilegio finché non è soddisfatto del suo credito e può anche venderla secondo le norme stabilite per la vendita del pegno.

    Quindi, adesso laura è sufficiente che obietti. “Non c’è problema, ti restituisco il cane non appena mi avrei rimborsato i 12000/20000 euro che MI devi per la sua cura, mantenimento e recupero”

    Due ipotesi:
    – il tipo si scoraggia e rinuncia
    – il tipo si rivolge ad un avvocato. Si avvia una lunghissima causa civile, che si concluderà quando ormai Thay avrà già naturalmente passato il ponte

    (Resta l’ipotesi che il tipo apra il portafogli e paghi senza discutere, ma non mi pare molto verosimile…)

    • su questo puoi aver ragione ma resta il fatto che quel bastardo magari lascia thay ma se ne puo sempre comprare altri…proprio come quelli dell greenhill….

  4. però una cosa , adesso che ci penso vorrei dirla
    non sono del tutto daccordo su quel che afferma valeria…e cioè che ci si possa solo rivolgere alla politica e che protestare non serva a nulla. visto soprattutto come svolgono il loro lavoro i politici una loro promessa elettorale ha ormai veramente il valore di carta igienica o meno – almeno quella serve.
    credo che ogniuno debba avere la possibiltà di far sentire direttamente il proprio pensiero senza mediatori, è vero che tante volte non serve neppure questo ma per lo meno uno ci prova, e se lo fa uno magari anche altri prendono il coraggio
    proprio come laura, che forse si è presa una denuncia ma che ha resistito per thay e anche un pò per noi
    forse vivo ancora nel mondo dei sogni ma credo fermamente che tutti debbano fare un passetto in avanti soprattutto per chi è indifeso
    se non altro lo si deve alla propria coscienza.

  5. Sono assolutamente d’accordo con quanto scrive Valeria, e anche sulla proposta di rottura di Franco. Chi come il sottoscritto lavora in un canile vede cose “disumane”. Stiamo parlando di maltrattamento fisico, condannato da leggi eque e dure, purtroppo spesso applicate male, specie all’inizio della procedura di sequestro. Ma, visto che chiediamo al politico di turno di scrivere leggi più chiare e non impugnabili, perchè non ci mettiamo dentro anche il maltrattamento psicologico, ben più diffuso di quello fisico, che fa un sacco di vittime e di cui nessuno si occupa in modo davvero coerente?

  6. brava Valeria, anche se è impopolare è la dura verità… bisogna cambiare le leggi!

    ma a quali politici rivolgersi?

    oggigiorno a brontolare (come hai osservato anche tu ad Avola) è la pancia della gente che non ha un futuro per sè… c’è tanta gente che ha bisogno di chiedere posti di lavoro, tasse meno opprimenti, pensioni sicure…

    🙁

  7. IL BELLO O IL “BRUTTO” della faccenda e che si continua a comprare farmaci, perchè LO SI SA benissimo che il cane è solo il primo anello della catena, poi la sperimentazione continua per anni su delle persone, sicuramente più povere e disagiate che noi Italiani….o no?
    DA qui l’ipocrisia galoppante!
    Cosa si crede che un farmaco viene omologato per curare una donna incinta, senza che sia stato provato du decine di migliaia di donne incinte in paesi poveri?
    E con tanto di protocolli !
    Con aborti e via dicendo del caso?
    Ma per favore………
    Dovremmo essere più onesti con noi stessi, ma la giostra gira sempre!
    Saluti e baci.

    • Stai forse dicendo che tu non fai uso di farmaci? Per curiosità, con cosa ti curi, con i riti sciamanici e il Gangnam Style?
      A questo punto immagino che tu ti sottoponga a tutti gli interventi chirurgici (dalle otturazioni alle fratture scomposte) in totale assenza di anestesia…
      Toglimi un’altra curiosità, ma voi animalisti di cosa credete si cibino i vostri beneamati beagle, di barbabietole e semi di girasole? E i manzi che si macellano per dar da mangiare ai vostri beagle che sono, animali di serie B?
      Ma il paradosso più pazzesco è la pretesa della procura che i cani (che hanno trovato morti) li si sarebbe dovuti curare invece che lasciarli morire…ma la procura e voi animalisti su chi credete che siano stati sperimentati i farmaci per la cura dei beagle se non su altri beagle/animali?!? Quindi secondo la vostra logica quelli di Green Hill sarebbero stati più animalisti di voi perché non li hanno curati con farmaci sperimentati su altri animali e voi li incriminate per questo (L’APOTEOSI DEL PARADOSSO!)
      Immaginiamo che io abbia un cane con una patologia, devo sborsare magari 10000€ per operarlo altrimenti vengo incriminato dalla magistratura per maltrattamento animale? E se dopo due anni mi s’ammala la nonna e non ho più soldi per curarla perché li ho spesi per il cane? Me li presta il PM, la LAV o la do direttamente in pasto ai beagle?
      Il problema di voi animalisti è che, per nostalgia della mortadella, finite per mangiare i funghi, quelli rossi coi pallini bianchi.

      • Orsetto, “animalista”?!?!? AHAHAHAHAHAHHAH!!! Oddioddioddiooooooo!!! Se solo sapessi con chi stai parlando, mio caro Z…ahahahahahah!!!

  8. Buonasera,
    secondo me hai preso un granchio, anzi un grosso granchio.
    Io non sono un animalista, più precisamente un animale!!
    E onestamente non mi piacciono le persone incoerenti.
    Certi risultati sono figli di certi metodi!
    Certi metodi danno, sicuramente, certi risultati.
    SE VUOI entro anche nello specifico a livello scientifico e morale, ovviamente!
    Basta che tu dia il via.
    Saluti

  9. come noi abbiamo il diritto di vivere anche loro ne hanno il diritto e poi questi esperimenti non servono a niente non non salveranno proprio a nessuno e’ solo maltrattamento agli animali e basta. Ps dovrebbero fare gli esperimenti con le persone senza un cuore e in questo mondo ce ne sono tante lasciamo vivere questi poveri animali loro hanno piu’ diritto di noi e non dimentichiamoci che e’ l’uomo che distruggera’ il mondo l’uomo sa fare solo del male

  10. Cara Jessica,
    prima di parlare dei diritti degli animali, pensa ai privilegi che ti sei presa tu.
    Ogni farmaco che tu usi è stato sperimentato prima su animali e poi sugli esseri umani.
    Gli animali in generale sono tutti nati poveri (ovvero senza diritti), gli uomini, intesi come esseri umani,
    i diritti o i privilegi se li giocano a seconda della loro condizione economica.
    Le case farmaceutiche devono assolvere dei protocolli affinchè qualsiasi farmaco sia omologato e certificato!
    Certi metodi danno alcune soluzioni e alcune soluzioni sono figlie di certi metodi, una cosa presuppone l’altra e viceversa.
    E’ pura ipocrisia usare delle soluzioni e contestarne i metodi.
    Medita profondamente e quando assumi una pastiglia, o qualsiasi altro tipo di farmaco, ricordati che è stato sperimentato prima su animali e poi su altri uomini, che fanno parte di una classe meno abbiente della nostra.
    Il resto è solo pura ipocrisia.
    Meditare profondamente, meditare.
    Saluti bellezza!

  11. Non voglio creare polemica, in genere sono d’accordissimo con quello che scrive Valeria Rossi ma qui mi è proprio impossibile chiudere un’occhio.
    Sulla storia di Thay non metto becco, concordo perfettamente, ma sui Beagle di Green Hill sono d’obbligo alcune precisazioni.
    Prima di tutto, la parola vivisezione non può e non deve più essere usata, soprattutto non dai soliti animalari che fanno terrorismo psicologico in giro per strada: vivisezione significa aprire un animale vivo e cosciente. Questo non ha alcuna valenza scientifica e non si fa più da tempo immemore. Quello che avrebbero fatto a questi cani si chiama sperimentazione scientifica, che è un’altra cosa. Certo gli animali usati per le sperimentazioni starebbero meglio se vivessero un’altra vita, ma come si diceva precedentemente i farmaci devono pur essere sperimentati, e sfortunatamente al momento i “metodi alternativi” non sono sufficientemente validi da permettere di eliminare la sperimentazione su animali.
    Specialmente in Italia, la regolamentazione che permette l’utilizzo di questi animali (dai topi, ai conigli, ai cani e così via) è severissima, e limita al minimo possibile le reali sofferenze per l’animale. E se credete che i ricercatori siano contenti di dover usare questo metodo, sbagliate di grosso. Innanzitutto tendenzialmente anche ai ricercatori dispiace per la sofferenza causata agli animali da laboratorio, in secondo luogo sarebbe tutto molto più “facile” e “pulito” se non servissero animali, e in ultimo (ma molto importante) mantenere questi animali ha un costo enorme, che tutti preferirebbero evitare.
    E questo è quanto per la faccenda vivisezione=/=sperimentazione.
    In secondo luogo, non vedo perché prendersela con Green Hill, che i cani li produceva soltanto. Potete considerarlo non etico quanto volete, ma se siete contrari alla sperimentazione non è con loro che dovete prendervela (mentre far chiudere i puppy mills e fermare il traffico di cuccioli dall’Est sarebbe a mio avviso MOLTO più impellente). Tra l’altro, entrare senza autorizzazione in una struttura e portare via animali non propri è un reato, e trovo francamente inconcepibile che si osannino queste persone come eroi (esattamente come altri animalari che pochi giorni fa hanno distrutto gli stabulari del Dipartimento di Farmacologia di Milano e se ne sono andati belli belli condannando a morte centinaia di animali e distruggendo anni di lavoro che potevano salvare migliaia di persone con disturbi neurologici).
    Dulcis in fundo, mi è capitato poco dopo la “liberazione” dei Beagle di visitarne uno che è stato adottato nella mia zona. Ho letto per intero il contratto che la LAV ha fatto firmare agli affidatari, e l’ho trovato disarmante. È ovvio che Green Hill non avrebbe più voluto i cani indietro, essendo ormai contaminati, per cui terrorizzare gli adottanti con l’idea che in ogni momento il cucciolo sarebbe potuto tornare indietro era assolutamente controproducente. Tra le altre cose, era perfino vietato prendere decisioni circa procedure veterinarie a cui sottoporre il cane (e se sta male o ha un incidente cosa fanno, devono aspettare che decida la LAV per salvarlo?), ed era espressamente vietato sterilizzarlo. In ultimo, se così tante persone hanno fatto richiesta per avere un cane (e si potrebbe aprire un’enorme parentesi sulla questione delle persone che aspettano solo l’occasione di avere un cane di razza gratis, e prendono un Beagle senza nemmeno sapere che è un cane da caccia, abbaia come un pazzo e spesso distrugge casa e giardino scavando come se non ci fosse un domani), com’è possibile che la famiglia “eletta” in questione, a fine visita e constatato che il cucciolo stava benone, se ne siano usciti con la seguente perla di saggezza? “Sa, poi quando sarà grande lo facciamo accoppiare… Tanto vede com’è bello?”
    Scusate per il papiro, ma ultimamente certe cose mi mandano su tutte le furie.
    Per il resto, complimenti per il sito e gli articoli, li apprezzo sempre molto sia per i contenuti che per l’umorismo.

    • “vivisezione significa aprire un animale vivo e cosciente. Questo non ha alcuna valenza scientifica e non si fa più da tempo immemore.”

      Dizionario De Mauro (ed. Paravia): Vivisezione: Dissezione anatomica di animali vivi effettuata a scopo di studio e sperimentazione | estens., qualunque tipo di sperimentazione effettuata su animali di laboratorio che induca alterazioni a livello anatomico o funzionale, come l’esposizione a radiazioni, l’inoculazione di sostanze chimiche, di gas, ecc.

      Inoltre il tuo “tempo immemore” ammonta a meno di venti anni: negli anni ’80 la “dissezione anatomica di animali vivi” era pratica diffusa in tutte le università.

      “sfortunatamente al momento i “metodi alternativi” non sono sufficientemente validi da permettere di eliminare la sperimentazione su animali.”

      Spiacente, le attuali tecniche di sperimentazione in vitro sono più valide ed affidabili di quelle su animali.
      Ma hanno un difetto grave ed uno gravissimo:
      – quello grave, è che sono più costose
      – quello gravissimo, è che sono molto più difficili da contraffare o anche solo da “pilotare” ed “indirizzare”… cosa invece estremamente semplice con la sperimentazione animale.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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