di VALERIA ROSSI-  Tornata da Napoli, non ho purtroppo foto da mostrarvi: lo stage che ho tenuto era teorico e come tale “senza cani”, quindi non mi sono portata la macchina fotografica (e ho fatto malissimo).  Non vi racconto neppure le mie “lezioni”, che parlavano di cinognostica e di doti caratteriali delle razze, quindi sono state molto tecniche e come tali pure un po’ pallose.
Ci tengo, invece,  a dirvi che anche in questo caso, così come mi era già accaduto in Sicilia, sono rimasta sorpresa dalla “qualità cinofila” dei corsisti: tanti, quasi tutti giovani o giovanissimi, ma soprattutto preparati e motivati, assolutamente all’altezza dei colleghi “nordici” se non addirittura migliori.
E’ segno che la cinofilia sta cambiando davvero, sta cambiando nel profondo, sta passando dall’approssimazione alla cultura e all’approfondimento: e se è vero che il Sud è ancora “indietro” di qualche annetto su alcuni fronti (c’è ancora molto randagismo, ci sono ancora parecchie brutture come i canili lager o i combattimenti tra cani), è anche vero che le nuove generazioni si stanno muovendo ed evolvendo forse più di quelle del Nord.
Perché al Nord, molto spesso, si danno già per scontate cose che in realtà non lo sono affatto (c’è una maggiore cultura cinofila media e quindi si pensa automaticamente che essa appartenga a tutti, mentre così non è, o almeno non è ancora), mentre al Sud c’è una maggiore volontà di lottare, di diffondere informazioni corrette, di aprire occhi e menti su ciò che è veramente il cane e su tutto quello che può rappresentare il suo rapporto con l’uomo. E non solo si è ben consci di tutto il lavoro che c’è da fare, ma c’è anche molto entusiasmo, molta passione nel portarlo avanti.
Infine: se è vero – come sicuramente è – che il grandissimo afflusso di giovani rappresenta anche una speranza (spero non vana…) di trovare una soluzione al gravissimo problema del lavoro, è anche vero che questo afflusso comporta comunque una grande diffusione di cultura e consapevolezza cinofila. E questo non può che essere positivo.
Ecco, questo tenevo a dirvi, oltre a ringraziare il centro cinofilo “La voce del cane” che mi ha ospitato e nel quale ho trovato persone straordinarie: Valentina, Laura, Giuliano, Claudia, Francesca… e soprattutto Rosaria Vernese, la… “capobranco”, che pur pensandola a volte in modo diverso dal mio non solo mi ha invitato,  dando così prova di un’apertura mentale un filino diversa da quella di alcuni Guru che – casomai non lo sapeste – hanno vietato ai loro allievi di leggere “Ti presento il cane” (ebbene sì! Come nel Medioevo, quando si mettevano i libri all’indice e li si bruciava sul rogo!), ma ha anche accettato il confronto e discusso alcuni temi con indubbia competenza, dimostrando anche un’ottima preparazione che deriva anche dal suo continuo spostarsi per seguire corsi, stage, seminari un po’ in tutta Italia. Abbiamo così discusso su alcuni temi senza necessariamente morderci vicendevolmente le chiappe e fornendo ai corsisti qualcosa che, a mio avviso, è stato moooolto più prezioso di tante lezioncine dal pulpito: ovvero la possibilità di sentire due diverse campane – nessuna delle quali “dogmatica”, ma frutto di semplici esperienze diverse – e di farsi una loro idea, ragionando con la propria testa.
Insomma, Napule è mille culuri: anche i diversi colori di diversi pensieri, di diversi approcci che però provengono tutti dalla stesa tavolozza, quella dell’amore e del rispetto per il cane. E quando la tavolozza è quella, poco importa che poi si utilizzi più giallo, più verde o più rosso per dipingere il quadro: sarà sempre un bel quadro.
Bello come il panorama di Napoli, che mi sono goduta insieme ad una pizza inimitabile, a un’ospitalità leggendaria, alla simpatia travolgente dei partenopei e a tutto quello che rende sempre speciale ogni visita a questa strepitosa città a cui mi onoro di appartenere almeno per un quarto, visto che una delle mie nonne era napoletana.
Mi sono arci-goduta anche la visita all’acquario, eccezionalmente guidata da Paolo, uno dei ricercatori che ci lavorano e che per questo ha mostrato a me e alle mie due “ciceronesse”, Francesca e Claudia, qualche segreto in più di quelli mostrati ai visitatori abituali: tra questi volumi di straordinario valore storico e culturale – conservati in una sala stupendamente affrescata – in mezzo ai quali spicca la prima edizione originale dell’opera di Linneo, il vero “creatore” della classificazione scientifica degli organismi viventi. Poterlo sfiorare con un dito per me è stato come toccare una reliquia inestimabile: e lo so che non c’entra nulla con i cani, ma certe emozioni vanno condivise.
Per tornare in tema, comunque, mi sono goduta questi tre giorni napoletani come sempre mi sono goduta ogni “discesa” in questa straordinaria città: ma stavolta sono tornata anche con la speranza – anzi, direi proprio con la certezza – che il Sud si stia rapidamente mettendo al passo con il Nord sul tema della cultura cinofila… ammesso che non ci stia già superando, perché nonostante l’ “attualità” e le conoscenze ultramoderne che ho trovato nei cinofili locali ci ho trovato anche una cosa che mi apre sempre e comunque il cuore, e cioè cani che sanno ancora fare i cani. Non c’erano zombie, non c’erano cani dall’autocontrollo esasperato né stra-centripetati sui conduttori (semmai c’era qualche conduttore stra-centripetato sul suo cane, ai limiti dell’ansia da separazione… vero, Claudia?), ma cani sereni, consapevoli di ciò che sono e collaborativi perché sanno di poter (e voler) lavorare insieme all’uomo, ma NON di essere diventati ometti pelosi. In una parola, ho visto cani felici e questo rende automaticamente felice anche me.
Insomma, parafrasando ancora Pino Daniele, Napule è (anche) “la voce del cane”, che saglie chianu chianu. E  tu sai ca nun si sulo.

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4 Commenti

  1. Una “due giorni”, mai noiosa, ma constantemente interessante e in molti tratti anche divertente 🙂
    Cara Valeria, ma la prossima volta che vieni la pizza la fai con noi corsisti.

  2. felice che tu abbia trovato una realta’ cosi’ propositiva , il sud e sopratutto i cani del sud ne hanno un gran bisogno ……per il resto io credo che non si debba mai vietare nulla anche se le idee possono non coincidere , c’e’ sempre da imparare da tutti e se le persone si fanno persuadere nel non fare qualcosa dovrebbero chiedersi se hanno un intelligenza propria o se devono chiedere anche il permesso per far pipi’

  3. Valeria, e non dimentichiamo che a Napoli Lei ha anche conosciuto il mio Brando, il pittbull aspirante pet-terapeuta! :))))
    E poi, a Napoli, oltre alla pizza, si gusta un ottimo “ragù” ! Alla prossima per farglielo assaggiare!

  4. Che bello poter vivere tutte queste esperienze “cinofile” e non! E’ ufficiale, vi invidio tutti, soprattutto per la pizza! Eheh, battute a parte, anch’io ho avuto modo di interagire con la realtà del sud, e noto con piacere che abbiamo notato la stessa cosa! Diciamocelo, la gente del sud è gente piena di passione e sentimento, e sanno metterci veramente tanto in quello che fanno senza mai perdere il contatto con la semplicità e l’amore per le cose care e che li circondano. Qua al Nord invece ho sempre trovato molto meno entusiasmo, ma molti, moltissimi guru assolutamente ostrogoti al dialogo e al confronto, e tutti convinti di essere i detentori della verità assoluta.
    Dev’essere stato senz’altro utilissimo per i giovani, appunto, questo tipo di confronto. Con la mia esperienza, che non è nulla in confronto a quella di Valeria e di tante altre persone, ho avuto modo di notare che non si vive di dogmi. Ci sono delle regole (scusatemi la frase stile Tata Lucia) e delle capacità e della mente del cane si conosce sempre più, ma ogni cane è speciale e solo vivendo tante esperienze in prima persona si riesce a capire come comunicare con il cane, come ottenere e come dare, e spero che le persone che hanno a cuore il mondo cane, non si stanchino mai di voler apprendere cose nuove e non perdano mai l’entusiasmo, accettando con curiosità e ovviamente un po’ di paura di non riuscire, che non fai mai male, tutte le sfide a due e quattro zampe che incontreranno nel loro cammino.

    P.S. Non si può leggere “Ti presento il Cane”? Complimenti! Io non voglio tirarla tanto per le lunghe, ma che razza di comportamento è questo? Non siamo fatti con lo stampo, e ovviamente credo sia impossibile essere al 100% d’accordo con una persona in questi campi. Perchè impedire ad un allievo di leggere questa rubrica online, dove comunque, diciamocelo in faccia senza tanti giri di parole, non si può piacere a tutti, ma forse questi guru dovrebbero un attimino pensare che se Valeria è qua, ha raggiunto determinati scopi e ottenuto successi nell’ambito della cinofilia non indifferenti, un motivo ci sarà! Dubito fortemente, mi viene quasi da ridere nello scriverlo, che qualsiasi persona al mondo possa trarre qualcosa di negativo leggendo questi articoli, anzi! Male che vada… uno non impara niente! Ma altro che Medioevo! Hanno paura che un allievo legga un articolo e chieda “Valeria Rossi dice questo, lei guru cosa ne pensa?” e di non riuscire a rispondere? Io sono contenta nella mia breve vita nel mondo cane, di aver avuto modo di conoscere e di lavorare con tante persone! Persone capaci, con tanta esperienza come Valeria e POCHI altri (sono poche le persone che vantano ANNI di esperienza, la cinofilia su questi livelli c’è da pochi anni) ma anche dal contadino che sfrega il muso negli escrementi, perché senz’altro ho imparato bene come NON fare! Psicofarmarci, metodo gentile, metodi più coercitivi… tutto questo per dire che invece è ottimo sapere che se vogliamo lavorare con il nostro cane, risolvere un problema eccetera, ci siano vari campi da esplorare e cani con i quali un metodo funziona meglio che per un altro e come già detto, metodi che proprio mi fanno schifo che mi hanno fatto capire la persona che NON voglio diventare! Di base non giudico le persone senza conoscerle, ma se dovessi incontrare un guru nel futuro che mi impedisce di leggere questa rivista, mi permetterei di bollarlo come “idiota” seduta stante e di non essere interessata ad apprendere nulla da lui!
    Scusate il messaggio lungo, ma queste cose mi mandano in bestia!

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.