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“Cambio cane”: Angelo Vaira diventa “addestratore”?

di VALERIA ROSSI – Vista la mia evidente avversità nei confronti della trasmissione “Cambio cane” e gli articoli che ho precedentemente scritto sull’argomento, non può uscire una sola riga in merito che subito ne vengo informata da più parti.
Quindi l’articolo su “LaZampa.it” (rubrica de “La Stampa” online che si occupa di animali) mi è stato segnalato, credo, a tre secondi dalla sua apparizione: e tutti mi hanno chiesto cosa ne pensavo.
Per evitare di rispondere a centodue messaggi diversi, la mia opinione la scrivo pubblicamente qui.
A parte il fatto che Angelo Vaira non parla l’italiano approssimativo e confuso che si legge in quel pezzo, che ritengo quindi frutto della trascrizione particolarmente frettolosa di un’intervista telefonica, che difendesse la trasmissione era scontato e che per farlo dovesse arrampicarsi sugli specchi, pure. D’altro canto sarebbe stato un pazzo furioso a dire che avevano ragione i detrattori.
Si notano, però, alcune arrampicate su specchi piuttosto scivolosi: tanto per cominciare si parla di “una settimana” di scambio, quando la produzione ha detto a tutti coloro che sperava di coinvolgere che si trattava di tre giorni. Non so perché, ma credo alla produzione: un tempo di produzione più lungo comporterebbe costi sproporzionati alle possibilità di ritorno economico di un format tutto sommato “di nicchia”, visto che potrà contare sull’interesse – forse – dei soli proprietari di cani.
Quindi, tanto per cominciare, Vaira probabilmente dice le bugie già dalla prima domanda (e se non le dice lui, le ha dette la produzione alle famiglie contattate: il che, diciamo, non è carino).
Ma a parte la scontata difesa del programma, sulla quale evito di dilungarmi facendo notare solo l’incongruenza del parlare di cani “con tutti i problemi del mondo, ma con una solida base psicologica” (se il cane ha una base psicologica sana, solitamente grossi problemi non ne ha), o l’esclusione dei cani con “iperattaccamento” (che sarebbero stati probabilmente gli unici ad avvantaggiarsi davvero con un cambio di ambiente), le cose che mi hanno colpito sono state soprattutto due: a) il fatto che Vaira parli delle critiche di certe persone, “addestratori anche loro”, e che quindi – salvo clamoroso errore di trascrizione del giornalista – si sia autodefinito “addestratore”.
Ma come? Non è una vita che va ripetendo al mondo intero che gli addestratori sono quelle brutte bestiacce cattive che impostano il rapporto sul cane sulla dominanza (intesa come violenza e coercizione) e sul concetto di capobranco?
Com’è che a un educatore – più recentemente “dog coach”, perché in inglese fa più figo  – che ha sempre accusato gli addestratori, compresa la sottoscritta, di essere indietro di dieci anni (almeno), è scappato questo termine di bocca?
Se l’ha detto davvero lui, mi piacerebbe sentire la sua spiegazione in merito: se è stato un errore di trascrizione gli suggerisco di chiedere un’errata corrige, visto che tutti i suoi adepti si staranno sicuramente strappando i capelli al pensiero che sia diventato un “addestratore”  (sui siti di diversi educatori Think Dog campeggiano frasi come “Qui si EDUCA, non si addestra!”).
b) il fatto che Vaira accusi gli altri di sfuggire il confronto, quando è sua abitudine cancellare messaggi e/o bannarne gli autori qualora gli vengano poste – anche nel modo più civile ed educato del mondo – domande su questa trasmissione, o in generale sul suo modo di intendere la cinofilia.
Riporto qui la frase finale della sua intervista: “Se vado sui forum anglosassoni i temi di discussione sono legati al confronto fra professionisti. Nel nostro Paese l’atteggiamento è del tipo “io ho ragione, tu hai torto. Ora vediamo che l’avrà vinta”. Questo è l’aspetto che mi fa più male: ascoltando si può migliorare tutti insieme“.
Eh… ma magari sui forum inglesi ci si può confrontare perché i protagonisti non si bannano a vicenda, nè svicolano di fronte all’accusa di fare tanto gli animalisti e poi, per vil denaro, di accettare la conduzione di un programma che dal punto di vista cinofilo posso definire soltanto “demenziale”, e che mi lascerebbe perplessa anche se non ci fosse la cavolata del cambio di famiglia per il semplice motivo che televisione significa emulazione (Cesar Millan docet), e che di recuperi comportamentali di cani problematici in tv NON si dovrebbe parlare per nessun motivo al mondo.
Per lo stesso motivo, nonostante io abbia scritto 82 libri sui cani e mi sia occupata di recuperi per dieci anni, non mi sono mai sognata di scrivere un libro sull’argomento: perché poi chi legge tende ad applicare, magari, al cane X quello che ha letto aver funzionato sul cane Y, che poteva avere problemi ed esigenze totalmente diverse. E in un libro, ovviamente, ci sarebbe modo di dare spiegazioni ben più approfondite e sviscerate di quanto non possa accadere in tre quarti d’ora di trasmissione.
Per questo, in ogni caso, non avrei mai potuto provare simpatia per un programma che mostrasse terapie comportamentali in TV: non parliamo poi del format specifico nel quale i casi vengono affrontati causando sicuramente un trauma psicologico al cane (e certo che lo subisce anche quando va in pensione:  ma il cane in pensione si porta per necessità, non per far divertire gli spettatori di Sky!) e per di più con la supervisione di una persona che si autodefinisce agevolatore della relazione col cane, sciorinando poi una serie di presunte competenze dalle quali non emerge però alcuna reale “certificazione” che gli consenta di affrontare tali problemi.
Mi si dirà: neanche tu hai mai preso una laurea in etologia, né hai un’attestazione di addestratore o educatore rilasciato da un Ente competente.  Verissimo: però, ai miei tempi, non esisteva alcuna possibilità di seguire corsi, master o altro. Io ho studiato veterinaria perché “questo” c’era a disposizione, e nulla più: mentre oggi c’è veramente una scelta più che ampia di percorsi formativi.
E Vaira, quale ha seguito? Stando al suo profilo, pubblicato sul suo sito personale, ha “studiato” di tutto e di più (zooantropologia, etologia, psicologia umana… ma dove e come e quanto abbia studiato queste materie, non si sa), ma l’unico riconoscimento che appare è quello di “Licensed Master Practitioner” dalla Society of NLP, che qualcuno dovrebbe spiegarmi cosa c’entri con la cinofilia.
Insomma:  qui non soltanto abbiamo un programma basato su un concetto sbagliato – quello di mostrare riabilitazioni comportamentali in TV,  in più causando un inutile stress al cane –  ma mettiamo anche i casi in mano  a una persona che non appare avere alcuna competenza specifica per occuparsi di problemi comportamentali dei cani.
Vogliamo confrontarci su questo, “per migliorare tutti insieme”?
Io sono a completa disposizione:  ma solo su questo sito, ahimé… visto che da quello di Vaira, nonché dalle sue pagine FB, sono stata regolarmente bannata.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto e tiene diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI). Da settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) è tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO).




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