di VALERIA ROSSI – Con grandi squilli di trombe (mentre taaaanti amici me la segnalavano un po’ ovunque), è arrivata l’anteprima della iper-discussa trasmissione “Cambio cane”.
L’avete già vista tutti? Se qualcuno se la fosse persa, la può vedere a questo link.
E noi adesso la commentiamo, da due diversi punti di vista: quello televisivo e quello cinofilo.
Televisivamente, nulla da dire: la trasmissione è carina, scorre gradevolmente; i personaggi sono azzeccati e (quasi) credibili (specialmente la famigliola del border: l’accoppiata palestrato-fighetta sembra un po’ più fasulla, ma diamo per buono che possa anche essere vera);  i cani sono simpatici, perfino il chihuahua bambinizzato che mediamente è il tipo di cane che ti fa venir voglia di tirargli il collo: ma in questo caso è la proprietaria ad essere talmente irritante che il cane ti fa pena, e il collo lo tireresti più volentieri a lei.
Montaggio, sceneggiatura e regia sono quelli tipici del format, un po’ visti e stravisti ma tecnicamente di buon livello, almeno per uno “spettatore medio” come la sottoscritta: magari gli addetti ai lavori potranno fare qualche pulce, ma a parte qualche banalità – tipo la canzone “Chihuahua” di sottofondo alla storia del chihuahua… – io ho trovato il tutto ben confezionato e gradevole, a tratti anche divertente.
Ovviamente si tratta di due favolette esasperate sia nel “prima” che nel “dopo la cura”: la border collie che tira come un trattore è palesemente chiamata ed eccitata da qualcuno fuori campo, mentre il chihuahua spisciazzante che costringe il proprietario a riverniciare continuamente le pareti di casa è decisamente troppo sopra le righe… ma fin qui, poco male.
Nessuno (almeno spero) si aspetta di vedere la  verità in una trasmissione TV.

Se posso fare una critica al lungo, lunghissimo (pure un po’ troppo lungo) preambolo in cui vengono presentate le due famiglie è quella di far apparire il cane – in quanto tale – come una sorta di disastro ambulante che nessuno dovrebbe mai sognarsi di mettersi in casa (e se lo fa, dovrà per forza ricorrere all’aiuto dell’educatore di turno).
Dior, il chihuahua, oltre a pisciare ovunque per casa è anche aggressivo (vabbe’, nei limiti…) verso il proprietario, specie quando cerca di avere qualche momento di intimità con la sua ragazza (quella che definisce il cane “il mio bambino” e che al cinofilo che guarda la TV fa venire le bolle dopo tre secondi).
Asia, la border collie, oltre a far fare sci da asfalto a chiunque la porti al guinzaglio abbaia come una dannata dal balcone e fa impazzire i vicini. Entrambi i cani pretendono di uscire intorno alle sei del mattino per i bisogni, e qui chi guarda non pensa che sia un problema comportamentale: pensa che sia normale così.
Inoltre Mister Muscolo non fa che ribadire quanto gli costa il cane, sparando cifre un attimino gonfiate.
Insomma, un buon terzo della trasmissione fa passare sicuramente al neofita la voglia di prendersi un cane… ma c’è anche da dire che se gli aspiranti proprietari somigliano a quelli del format, è decisamente meglio che lascino perdere.
In ogni caso, ripeto: se la si prende per quel che è, e cioè una caricatura (esagerata almeno del trecento per cento) dei normali problemi canini causati da una gestione sciuramariesca, la cosa appare più divertente che drammatica.

In particolare il palestratone che per amore si fa mettere i piedi in testa dal chihuahua fa quasi tenerezza, visto che gli basterebbe soffiare per far volare il piccolo despota dall’altra parte della stanza.
La ragazza, invece, proprio nun s’affronta: tra bacini, cappottini, salviettine e lacrimucce, vien voglia di darle una testata sul naso. Siccome presumo che l’effetto fosse voluto, devo ammettere che è riuscito benissimo.
Ma, in tutto questo… la cinofilia, quando arriva?
Arriva, o almeno ci prova, col “dog coach” (e qui scusate se sogghigno per il termine) Angelo Vaira, che viene – ahilui – presentato molto alla Cesar Millan (o se preferite, alla Tata Lucia: tanto a me stanno sulle palle quasi nello stesso identico modo, non so a voi): arrivo della macchina, discesa, avvicinamento alla “adesso ghe pensi mi”… poi entrata trionfale in casa, proprio pre-ci-so uguale all’avvento del buon Cesar nelle case americane.
Dopodiché, finalmente, Vaira apre bocca… e grazie al cielo, dice anche cose sensate.
Niente di nuovo né di rivoluzionario, per carità: semplice buon senso spicciolo, che però per le Sciuremarie in ascolto può anche essere illuminante. E ben venga.
Peccato che spieghi cose che con i problemi elencati non c’entrano assolutamente un tubo.
Il chihuahua piscia in casa? Lo facciamo giocare, gli facciamo fare ginnastica con i corpi umani (ma perché? Quel cane ha la massima confidenza con i corpi umani: è vissuto sempre e solo in braccio alla fanciulla!), lo facciamo camminare sulle sue zampe e correre libero nel prato. Va tutto benissimo, ma perfino Vaira – noto rinnegatore delle gerarchie – osservandone il comportamento aveva concluso:  “è possibile che la sua posizione sociale all’interno della famiglia… non è così corretta” (e qui gli si è incastrato un congiuntivo tra i denti: ma vabbe’, gliela perdoniamo. Magari era l’emozione del debutto).
Insomma, il cane è palesemente il soggetto alpha in casa sua: e quale sarebbe il rimedio?
Farlo passare sotto la gambe e fargli scoprire le meraviglie del kong (che non manca MAI in qualsiasi trasmissione di Vaira: devo scoprire se ne è un testimonial ufficiale), che peraltro il cane non si fila di striscio? Non mi pare che c’entri nulla con la posizione sociale (anche perchè il tutto succede in una famiglia diversa dalla sua).
La border abbaia come una forsennata? E noi le insegnamo a salire in macchina a comando.
Sì, d’accordo, per carità… insegnare un minimo di autocontrolli è sempre utile: ma se qualcuno viene a raccontarmi che quei due cani hanno davvero smesso di manifestare i comportamenti descritti con i mezzi suggeriti da Vaira, gli rido in faccia da qui all’eternità.

Sembrava così male dare consigli un pochino più pertinenti con ciò che si era visto all’inizio?
Che so, suggerire ai proprietari del chihuahua di impedirgli di fare cinquanta pisciate territoriali al giorno? O magari insegnare alla border ad abbaiare (e quindi anche a tacere) a comando?
Non era poi così difficile… a parte il fatto, ovviamente, che i suggerimenti sarebbero stati comunque dati alle persone sbagliate, visto che le due famiglie, come da ideona geniale che dà il titolo al programma, si erano scambiate i cani.
Quindi i proprietari del chihuahua bambinizzato hanno scoperto come gestire un border-trattore, mentre gli umani della border hanno avuto a che fare con completini e spazzolini da denti per chihuahua.
U-ti-lis-si-mo!
Vero è che la Sciuramaria che sta a casa col cane bambinizzato tra le braccia magari capisce qualcosa dei propri errori… idem per chi dovesse avere un border schizzatello e superagitato: ma se qualcuno mi spiega a cosa caspita è servito il cambio di casa (se non a mostrare due cani piuttosto spaventati al primo approccio non tanto con le nuove famiglie, quanto probabilmente con le telecamere), gliene sarò infinitamene grata.
Tra l’altro, se prima c’era la vaga speranza che Vaira sovrintendesse a tutta l’operazione minuto per minuto, saltellando magari da una casa all’altra, ora scopriamo che fa proprio come Tata Lucia: dà i compitini a casa e poi se ne va per i cavolacci suoi.
Quindi, se le famiglie non avessero capito una beata cippa e commettessero errori drammatici, non ci sarebbe neanche nessuno a correggerli.
Per fortuna, se i “casi problematici” saranno tutti di questo livello, gli umani potranno inventarsi qualsiasi cavolata senza poter fare grossi danni: perché questi sono cani normalissimi, semplicemente gestiti in perfetto stile sciuramariesco.
Sembrerebbe del tutto scongiurato il pericolo che si era profilato all’inizio, ovvero quello di sballottare da un ambiente all’altro soggetti affetti da vere patologie comportamentali, e non semplicemente viziati (magari anche meno di quanto non ci abbiano fatto credere).

Ah, dimenticavo: UN singolo problema tra quelli mostrati all’inizio è stato affrontato, e cioè quello del cane che tira al guinzaglio.
Purtroppo è stato affrontato nel consueto modo di Vaira, che consiste nel piazzare sul cane una bella pettorina (il chihuahua sembrava veramente imbragato per una scalata all’Everest: ma cazzarola, una pettorina un po’ più sottile era così difficile da trovare?) e nell’attaccarci una longhina da tre metri, notoriamente fuorilegge perché è vietato utilizzare guinzagli di lunghezza superiore al metro e mezzo.
Ovviamente, però, Vaira non vuole (o non sa?) insegnare una normale condotta al guinzaglio e quindi sceglie la facile via del cane che non tira perché è libero di andare dove accidentaccio vuole (anche sotto una macchina, qualora dovesse camminare in una normale strada cittadina anziché sui lungolaghi, parchetti e viottoli che ci mostrano nel filmato).
Ma questo è il “mondo visto da un’altra prospettiva” di Think Dog, e qui potremmo discutere per l’eternità, tanto ognuno si terrà la prospettiva sua: l’unica cosa di cui sono certa è che la mia è più sicura (oltre che a norma di legge), il resto è questione di gusti.
Detto questo… in realtà gli spunti cinofili, nel bene e nel male, bisogna andarseli a cercare abbastanza col lanternino nel corso della puntata, che è decisamente più mirata ai problemi esistenziali della sciura che non ha tempo di farsi le unghie o su quelli della biondina che non riesce a vivere senza il suo cane  e scoppia in lacrime quando deve lasciarlo… per poi sbattersene bellamente per tutto il resto della puntata: mai che si chieda una mezza volta “chissà come starà Dior?”.
Fortunatamente viene ricambiata dalla totale indifferenza del cane al momento del contro-scambio: non se la fila di pezza.
Ora, per quanto il povero piccolo si possa essere sentito libero in quella settimana (tre giorni reali) di lontananza dall’ossessiva presenza di una sbaciucchiatrice-coccolatrice-rifilatrice di cappottini e magliettine (dei quali viene sconsigliato genericamente l’uso, dimenticando che il chihuahua soffre moltissimo il freddo e che quindi, almeno in alcuni casi, di vestitini ha bisogno), sembra quantomeno strano che non la guardi neppure in faccia quando le viene riconsegnato.
Sorgerebbe spontanea la domanda: non è che questi due siano attori e che il cane non sia neppure il loro?
Ma no, dài… anche per il chihuahua sarà stato un momento di emozione, come per i congiuntivi di Vaira.
Speriamo, quindi, che almeno ‘ste famiglie siano vere… anche se resta il consueto dubbio sul perché mai debbano essersi scambiati i cani.

Se Vaira dava gli stessi suggerimenti ad ognuno a casa propria, cosa cambiava?
Sì, okay, cambiava il titolo: ma magari si risparmiavano anche un sacco di polemiche (oppure l’hanno fatto apposta per scatenarle e procurarsi così un minimo di audience  in più? Chi lo sa!).
Comunque, stop: fine della recensione.
Che poi… c’è poco da recensire, perché in questo format c’è poco in assoluto.
I problemi dei cani si risolvono da soli affrontandone altri diversi (però… ‘sta bacchetta magica devo farmela prestare!); c’è qualche cavolata qua e là, ma niente di drammatico;  i suggerimenti, per quanto banali e non mirati, sono quasi tutti sensati  e – se non altro – non si vedono cani maltrattati come nelle trasmissioni del sussurratore.
Alla fin fine, non potevo che titolare “tanto rumore per nulla”: perché non valeva neanche la pena di fare tante polemiche, visto che di grossi danni – sempre se continua così – questa trasmissione non ne dovrebbe fare (sempre sperando che qualche cane con tre metri di guinzaglio bello disteso non decida di attraversare una strada trafficata: ma confido nell’intelligenza di chi lo regge).
E’ una cosetta caruccia, un passatempo che nulla dà e nulla toglie alla cinofilia, anche perché di vera cinofilia non ce n’è: insomma, non si impara assolutamente nulla (a meno di non essere proprio Sciuremarie all’ennesima potenza)… ma se non si ha di meglio da fare, la si può pure guardare senza timore di gravi effetti collaterali.

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81 Commenti

  1. …e dopo ‘ste cagate che hai scritto ti senti appagata…???Brava…SCORRETTA COME SEMPRE…!!!Immagino sia l’invidia che parla…!!!

  2. sono appena a metà video….. MA IL PALESTRATO E’ UN “SUPER CALCOLATORE” ????? Ahahahahah, la sua mania è QUANTIFICARE il numero di uscite…. non ci posso credere!!!!!

  3. In effetti quel congiuntivo è imperdonabile, un vero affronto alla lingua italiana.. ma se bastasse questo a inficiare il contenuto di un intero programma anche il suo articolo (che peraltro non è in presa diretta me letto e riletto, spero) con quel “Se Vaira dava..” non varrebbe un granchè. Le ricordo l’uso del condizionale dopo il “se”… “Se Vaira avesse dato.. ” ok?

    • Bel tentativo, ma a parte il fatto che hai ragione, sarebbe stato più corretto “se avesse dato”…” se Vaira dava” è una forma colloquiale comunemente accettata: il congiuntivo dopo il “che” invece sarebbe ancora gradito, anche se ormai si va perdendo pure quello (in tutte le trasmissioni TV e di certo non solo in questa).
      Peraltro non mi pare di aver scritto un articolo sui congiuntivi di Vaira: ci ho fatto sopra una semplice battutina.
      Le mie critiche serie, e non scherzose, sono andate ai contenuti,che – detto papale papale – non stanno in piedi: perché NON si risolvono con quelle quattro regolette di comune buon senso dei problemi comportamentali come quelli presentati (e sicuramente esasperati nella trasmissione, ma comunque comuni tra le Sciuremarie).
      Ergo, se ribadisco che questo programma non farà grossi danni (a differenza di quello di Millan), critico anche il fatto che si faccia pensare ai telespettatori che tirare un kong a un cane dominante in famiglia o farlo passeggiare sui corpi umani possa risolvere quel problema (e in una settimana, per di più!).
      In altre parole: se una medicina sbagliata può fare molto male, una caramellina non manda all’ospedale nessuno… ma se pensi di guarire con quella, sei un povero ingenuo.
      Ecco, se mi rispondi su questo tema forse potrà nascerne una discussione più interessante di quella sulla grammatica italiana.

  4. Sig.ra Rossi,
    tralasciando il fatto che è riuscita ad essere maleducata come è sua consuetudine nei confronti di chi nemmeno conosce (trovo imbarazzante il suo modo di descrivere i proprietari dei cani), può cominciare a ridermi in faccia da qui all’eternità.

    Cordialità

    • “Ridere in faccia” è un modo di dire…in verità non perderei tutto quel tempo a sogghignare sulla beata ingenuità di chi è tanto puro di cuore da credere all’inverosimile solo perché l’ha visto in Tv.

    • Conoscendo Valeria, non riderebbe mai in faccia a nessuno, soprattutto a chi, poverello, di cinofilia non ne capisce una mazza. Non possiamo essere tutti maestri, però magari possiamo approcciarci a questo mondo (visto che abbiamo un cane) in modo intelligente. E per modo intelligente intendo così: inizia a fare un’analisi della cosa. Senti personalmente VAIRA COME RISOLVEREBBE I PROBLEMI DEL TUO CANE (AMMESSO CHE SIA TUTTO VERO E SOPRATTUTTO CHE IL CANE SIA IL TUO…) e poi PONI LA STESSA DOMANDA A VALERIA. Potrei mettere le mani nel fuoco che solo Valeria ti potrebbe dare la giusta “soluzione”. RICORDATEVI CHE IN CINOFILIA CONTANO I FATTI, NON LE APPARENZE….

      • Silvia, mo’ non esagerare pure tu :-): non è certo “solo Valeria” che può trovare una soluzione a problemi come la dominanza sociale, la possessività, la territorialità o il cane da traino. La può trovare qualsiasi cinofilo con un minimo di esperienza. Non escludo neppure che possa trovarla Vaira: magari diversa dalla mia, magari più “moderna”, visto che lui sostiene che io sia indietro di dieci anni. Però, gentilmente, dovrebbe farmela vedere, anziché dire alle famiglie “fate questa cosa (carina, come la ginnastichina sopra/sotto le gambe)” e “fate quest’altra cosa” (utile, come insegnare al cane a non catapultarsi in macchina), ma tutte slegate dai problemi che si sono mostrati all’inizio.
        Se proprio volessi essere cattiva aggiungerei anche che la border, in due diverse occasioni in cui “sta ferma e calma”, è palesemente sotto comando: sia in un’occasione nella quale aspetta che la ragazza bionda le dia il permesso di prendere il frisbee (guarda altrove, non è interessata al gioco ma a qualcuno che le ha dato il “resta” da dietro), sia alla fine, quando sta seduta tranquilla sul balcone e ancora una volta la sua attenzione è puntata fuori campo, verso qualcuno che le ha dato un’indicazione precisa. Per carità, di scene costruite come queste ne ho girate anch’io a bizzeffe, nei documentari: ma NON per prendere in giro la gente. Se fosse stato proposto un programma di rieducazione corretto per l’abbaio forsennato dal balcone, e alla fine si fosse vista la cagnina tranquilla, per quanto sotto comando, non avrei trovato assolutamente nulla da ridire. Così, invece, qualcosa da ridire ce l’ho.

        • Beh logicamente e fortunatamente non esiste solo Valeria Rossi ma altri cinofili bravi come te che usano metodi efficaci e corretti. Ma qui si sta parlando di Vaira e di un attacco a te e se mi permetti io ti difendo a spada tratta :-))))

    • “Sì, d’accordo, per carità… insegnare un minimo di autocontrolli è sempre utile: ma se qualcuno viene a raccontarmi che quei due cani hanno davvero smesso di manifestare i comportamenti descritti con i mezzi suggeriti da Vaira, gli rido in faccia da qui all’eternità.”
      Sig.ra Francesca…vediamo se ho capito bene… Problema: la Sciura qui presente ogni tanto (specie in estate)vorrebbe poter lasciare libero accesso al balcone al cane quando è fuori, almeno poveretto prende un pò d’aria, lo fa rarissimamente perchè il “cucciolo” si ritiene in dovere di avvisare tutto il mondo che i confini del suo territorio sono delimitati più o meno dalla linea dell’orizzonte…. quindi tutto ciò che osa transitarvi viene redarguito assai vivacemente; con immensa soddisfazione di tutto il condominio….Come può fare per risolvere il problema? Gli insegna a salire e scendere dalla macchina a comando…Ok… non vedo “che c’azzecca….” ma siccome il suggerimento arriva da chi è più esperto , lo prende per buono.
      Ma se il cane della Sciura in questione dalla macchina a comando ci sale e scende già da una vita? E abbaia lo stesso? Ah.. aspetti, provo a far vedere al cane la trasmissione… lui forse non lo sa che salendo e scendendo dalla macchina si impara a smettere di abbaiare a chicchessia…
      Grazie per l’illuminazione.

      • Caspita, non mi pare sia stato dato un comando al cane per non salire in macchina. Mi pare invece che si sia portato il cane a ragionare su quello che fosse più appropriato fare

        • “Mi pare invece che si sia portato il cane a ragionare su quello che fosse più appropriato fare”.
          Me la spieghi questa? Non l’ho capita.

          • Dario P., vediamo se riesco.
            Premessa doverosa: l’idea di fondo è quella che il cane apprenda dei comportamenti che lo aiutino a vivere, nel rispetto dei suoi bisogni, nel contesto sociale di riferimento.
            In TD non si agisce sulla risoluzione del singolo problema ma su tutta la gamma di competenze che il cane è in grado di acquisire; un po’ come una reazione a catena positiva nella quale il cane raggiunge un maggior equilibrio.
            Nel caso specifico l’obiettivo è quello di insegnare ad Asia che non ottiene ciò che vuole (fondarsi in macchina) se il suo stato emotivo non è quello di calma (funzionale quindi a consentirle di vivere serenamente con la sua famiglia)
            Per fare questo non le dò comandi, la porto a ragionare sul fatto che esiste una strada diversa e più consona per raggiungere ciò che vuole.
            Piccola parentesi: in questa situazione il cane si stressa e nessuno in TD ha mai sostenuto che il cane non debba andare incontro ad una sorta di stress “positivo” (eustress) che aiuti il soggetto a confrontarsi con le sue capacità, con il suo ruolo sociale, ad autoaccreditarsi rendendolo così più sicuro, equilibrato e competente; l’appunto viene fatto quando si supera la soglia dello stress oltre la quale il cane non è, tra l’altro, in grado di apprendere alcunché.
            In linea di principio più uno stato emotivo (o competenza) viene “allenato” più il cane sarà portato a riproporlo

          • @ Francesca. Ok, avevo capito un’altra cosa tutto qua. Non conosco il metodo e non giudico. Tuttavia mi chiedo (e non mi riferisco a te, o almeno non solo a te) che senso abbia mettere il pollice verso ad una domanda. Mah. Mistero della “Fede” 🙂

  5. Io dico solo una cosa: VALERIA, GRAZIE DI ESISTERE! E ne dico un’altra: non riesco a capacitarmi del come le persone possano essere così ignoranti, inteso sia per quelli che “ignorano” le corrette regole cinofile di base (a volte basta veramente il buon senso, una piccola analisi elementare dei problemi), sia per quelli ignoranti nel termine dispregiativo del termine ( quelli che lasciano certi post idioti). Di imbecilli, nel senso che imbellono, ce ne sono tanti. Ma io mi domando ancora, MA COME SI FA A GUARDARE V A I R A? Per non parlare del Millan(tatore). Uno peggio dell’altro. Ma le produzioni televisive non possono impegnare i soldi in cose molto più interessanti e soprattutto costruttive? Valeria ti prego aiutami: che io STO sbagliando? (alla Vaira)

  6. Silvia, non sbagli: ma fosse solo la cinofilia, il problema della TV spazzatura, saremmo a cavallo 🙁
    Quanto ai commentatori, era scontato che tutti i membri della scientology cinofila sarebbero partiti a testa bassa in difesa del loro idolo: speravo, però – e spero ancora, dài – che qualcuno rispondesse alle critiche motivando magari le scelte cinofile (chiamiamole così: io continuo a dire che quello è semplice buon senso, la cinofilia è un’altra cosa) presentate dal programma. Invece no, attaccano la sottoscritta, come al solito: “se non puoi contestare i contenuti, prenditela con chi li ha esposti”.
    Il che dimostra la profondità della loro cultura cinofila 🙂

    • Esatto. Invito cortesemente i commentatori a motivare le scelte di Vaira e a farmi capire come Vaira ha risolto i problemi dei due quadrupedi. Se mi date una spiegazione plausibile e sensata, potrei anche rivalutare Vaira……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

  7. Io non sono un esperto educatore cinofilo, però un po’ di cosine utili con il mio cane ( che non è un cane “semplice”) le ho fatte e con buoni/ottimi risultati . Durante la visione della trasmissione mi sono fatto le stesse domande che ho letto in questo articolo ( oltre alla considerazione sul preambolo che è innegabilmente oggettiva; 15 min di intro su 45 totali è decisamente troppo), cioè ho cercato di trovare un collegamento tra problma del cane e soluzione proposta da Vaira e non sono riuscito a trovarle, imputatando il tutto molto modestamente alla mia relativa scarsa conoscenza della teoria cinofila. Evidentemente non sono poi tutte “‘ste cagate” , se anche un non-esperto , quindi utente televisivo standard con un minimo di capacità gestionale canina e mediamente osservatore , è riuscito a notarle.

  8. Utilizzare il guinzaglio di 3 metri non vuol dire certo concedere al cane sempre 3 metri in qualunque circostanza, e inoltre non è più illegale, addirittura si può fare il BC4Z anche con un guinzaglio così, a patto che tu lo sappia gestire nel modo corretto, raccogliendolo e allentandolo a seconda delle circostanze…quindi Valeria Rossi mi perdoni ma quella battuta sul far correre al cane il rischio di essere investito, così come sul suo accanimento per un mancato congiuntivo, danno solo l’impressione di voler dire qualcosa di negativo a prescindere…Chiaramente è una TRASMISSIONE e difatti Angelo Vaira (con il quale ho avuto il piacere di seguire una web conference che affrontava proprio questa questione) ha più volte ribadito che il suo è stato un COMPROMESSO tra quello che la trasmissione gli chiedeva di fare e quello che lui voleva trasmettere…essendo una trasmissione televisiva ci sono chiaramente anche i suoi limiti…ma permettetemi di dire cmq BEN VENGA! Se al giorno d’oggi sta DILAGANDO Cesar Millan qualcuno doveva pur farlo…tanto vale che sia Angelo Vaira

    • Guarda, fra Cesare e Angelo non saprei veramente dove andare a sbattere la testa. Non é che se esiste un millantatore in TV bisogna sostituirlo con un altro che fa altri tipi di cappelle. É come andare dalla padella alla brace

      • Se fossi costretto a scegliere tra Vaira e Millan saprei benissimo come farlo. Di sicuro non mollo i miei cani in mano al macellaio messicano. Mi sembra che si stia andando verso l’estremismo poco costruttivo per questioni di chiesa.

  9. invece è carina la trasmissione…
    io non sono contraria all’uso del guinzaglio lungo inizialmente per far capire al cane che si va a spasso in due e come muoversi, chiaro che se stai nel traffico lo devi accorciare… non è che devi sempre tenere il cane a 3 metri. ma l’errore che fanno molti quando il cane tira è tenerlo corto, così tirerà sempre di più.
    In effetti il fatto di cambiare cane fa si che le persone sis forzino a cambiare routine. perchè se ti danno i consigli e questo istruttorri educatori addestratori lo sanno benissimo, 9 volt esu 10 non sono seguiti, perchè è difficile camibare le abitudini, cambiando cane invece magari si è più stimolati a farlo e a riflettere e evedere le differenze.
    si secondo me sono attori e i cani non sono i loro ma quesot dovremmo chiederlo a loro…
    ma chissenefrega voglio dire, ho visto cani sempre a loro agio mai preoccupati spaventati o che per cui… può essere un atrasmissione piacevole da guardare.
    non ho molto in simpatia i cineguri… ma su questa trasmissione devo ricredermi. ho visto di peggio…

  10. Nei limiti delle mie competenze posso provare a dare la spiegazione delle scelte di Vaira…Nella scuola ThinkDog (e non solo) si sostiene che alla BASE del problema comportamentale ci sia l’insoddisfazione di esigenze generali di tutti cani e/o particolari del cane in questione, è quindi un metodo che va ben oltre il semplice binomio problema-soluzione, ben venga il metodo gentile ma se ci si limita solo a quello secondo me correggi un problema e ne esce fuori un altro prima o poi…Il Border Collie ad esempio secondo me era un cane stressatissimo e molto agitato, quindi lavorare sull’autocontrollo era fondamentale (entrata in macchina e presa del gioco a comando), e anche l’utilizzo di collare lungo e pettorina incentivano la calma, come infatti spiega Angelo nel suo blog le attività prolungate a basso contenuto di arousal (attivazione emozionale) fortificano i circuiti neurali della calma. Così, per un cane che tende ad essere sempre agitato, una bella passeggiata col guinzaglio lungo, che rende il cane più libero di annusare in giro e confrontarsi col mondo, tende ad essere meglio dei giochi sfrenati con gli altri cani; quindi secondo me non c’è da meravigliarsi se poi quel cane ha smesso di abbaiare in quel modo…per il chiuaua invece secondo me il problema era più semplice, aveva una padrona affetta da “mammite” (e Angelo Vaira non gliel’ha mandato a dire xD ), bisognava farlo tornare un CANE, tenerlo quindi il meno possibile in braccio e creare una NUOVA relazione di GIOCO (e quale strumento migliore di un Kong pieno di bocconcini) e nuove ESPERIENZE…e l’uso di pettorina e guinzaglio lungo è in ogni caso raccomandato per farlo stare a suo agio

    • Ohhhh! Finalmente un commento motivato, grazie mille. Rispondo (perché è doveroso che lo faccia, non per spirito di polemica) che l’approccio TD (che è poi l’approccio CZ) mi convince se si parla del corretto inserimento di un cane nella società umana: non mi convince quando si vuol far credere (e probabilmente si crede davvero) che “soddisfazione reciproca” significhi che al cane può essere permesso di fare quasi tutto ciò che gli aggrada, perché questo è contrario alla sua natura e al suo stesso etogramma (esempio tipico è il fatto che il cane in passeggiata DEBBA – non solo “possa” in qualche momento, ma DEBBA! – starsene per i fatti suoi anziché seguire il conduttore) …ma fin qui, non mi dà particolarmente fastidio che si imposti così una relazione: basta che la cosa non degeneri in “siccome devi essere soddisfatto e mai stressato, divento tanto permissivo che alla fine mi metti le zampe in testa (cosa che purtroppo succede…e poi i cani arrivano sul campo dei tanto vituperati “addestratori” per essere rieducati).
      Non credo AFFATTO, invece, che questo metodo – teoricamente ottimo per il cucciolo, lo ripeto – possa applicarsi alla rieducazione e alla soluzione di problemi comportamentali seri e ben fissati: che i cani della trasmissione NON presentavano, sia ben chiaro…ma che potrebbe avere il cane di qualche telespettatore, che magari si illude di risolverli con l’approccio kong-guinzaglione-autocontrollo e null’altro.
      Ribadisco che in quanto si è visto (a parte il discorso “guinzaglio di tre metri” che non mi vedrà MAI d’accordo) non c’è nulla di sbagliato o di attaccabile: semplicemente, questa non è una soluzione sufficiente a risolvere i problemi presentati.
      E invito sia Vaira, sia qualsiasi educatore da lui formato, a dimostrarmi sul campo, nella realtà e non nella finzione televisiva, che in una settimana rieduca un cane che abbia i problemi visti in TV con il metodo che ha usato in TV.
      Se ci riesce, sarò la prima ad ammettere che sbagliavo: se non ci riesce, allora quel programma è una presa in giro.

      • Siiiiiiiiii, Vaira, facci vedere cosa sai fare veramente! Il cane da rieducare magari te lo porto io! Dai, cucci cucci, ti prego….tanto so che sai leggendo Angelino! 😉

      • Guarda qui non si tratta di lasciare che il cane faccia tutto ciò che gli aggrada, qui si tratta di creare un presupposto che funga da BASE per la soluzione di problemi più o meno gravi, che si traduce nel far coincidere quello che vuole il cane con quello che vuoi tu…ti faccio un mio esempio personale: ho un derivato pitbull che aveva problemi di aggressività, quando sono entrato nella scuola ThinkDog mi hanno fatto gettare nel secchio il collare e il guinzaglio (di 1 metro) ed ho iniziato a seguire alla lettera gli insegnamenti di Angelo, anche quelli che avete visto nella puntata, sia durante i corsi che a casa…ricordo ancora il primo giorno di corso come se fosse ieri, dopo circa 4 ore in cui seguivo alla lettera i consigli degli assistenti durante le lezioni e durante le prove pratiche vidi già un lieve cambiamento nel temperamento di Ettore…Oggi da quel giorno è passato poco più di un anno e proprio la settimana scorsa ho per la prima volta lasciato il mio cane SGUINZAGLIATO in strada, certo non posso sempre farlo per il momento, c’erano presupposti che me l’hanno permesso, ma ciò che conta è che in un anno ho imparato cosa fare per essere una fonte di piacere per Ettore, un mediatore di esperienze, tutto ciò ha cambiato il nostro legame, e con queste basi ovviamente la sua rieducazione (che cmq andava fatta) è stata molto più semplice, duratura e soprattutto senza effetti collaterali, ed io ho termini di paragone perchè non è il mio primo cane, è solo quello più fortunato…al giorno d’oggi se sciolto in mezzo a cani non litiga, se lo chiamo viene subito e se passeggio in un bosco o in una spiaggia mi segue perchè lui VUOLE stare con me….Non mi sento certo di dire di aver terminato la sua rieducazione, qualche problemino di temperamento gli è rimasto, ma intanto mi sembra già un sogno poterlo liberare in mezzo ad altri cani senza che ne sbrani qualcuno, o passeggiare per i parchi senza la preoccupazione che scappi via

      • valeria ma nessuno dei guri dice che il cane in passeggiata debba stare per i fatti suoi eh… il guinzaglio lungo serve in un certo tipo di passeggiata, quando lo si porta al parco o in un momento SUO di cui ha bisogno, e non lo si può portare libero. quando si è per strada non si deve certo andare col guinzaglio di 3 metri e nessuno almeno a me l’ha mai detto. si fanno tanti esercizi invece per focalizzare l’attenzione del cane sul conduttore, per fargli capire come funziona il guinzaglio, per fargli capiere che deve chiedere il permesso per fare qualcosa, che si va in 2 a passeggio ecc… il guinzaglio lungo per spezare la routine del tiraggio è solo l’inizio del percorso…
        per quanto li trovi estremi settizzati e tutto e non li abbia molto in simpatia, gaia è cresciuta dai 2 mesi a l’anno passato usando i loro metodi, la porto in giro con un dito, non tira, certo non è “condotta” da brevetto è “andiamo a passeggio io e te” e non è che deve guardarmi sempre può annusare stare a 30 cm da me e no attaccata, guardare un attimo e a volte le concedo di annusare qualcosa o qualche cane ma non sempre… e se le dico andiamo non fa storie…perchè ha capito che a volte si può e volte no.
        è così collaborativa che quando abbiamo fatto lo stage sul tartufo domenica scorsa lei era l’unica o quasi dei cani presenti che si facevano i fatti loro, che guardava il relatore, che ha capito benissimo che andava a interrare qualcosa nel quadtrato allestito e mi guardava e poi guardava lui come dire “andiamo?” ma in modo composto…quindi i metodi sono buoni… ovvio ci metto anche “del mio” e no sono daccordo su tutto… però il fatto che certe persone non mi stiano simpatiche per altre cose non significa che li debba criticare in toto per partito preso.comunque i consigli dati nella trasmissione non sono sbagliati.può sembrare che non centrino per niente ma non è proprio così. i cani andavano rimessi inc arreggiata ma non nel senso “domati”, nel senso, cercare di far caprie loro certe cose, e far capire ai loro proprietari come comportarsi, a volte alcune cose vengono di conseguenza o vengono meglio, se si comincia a ristabilire l’ordine nel caos di una partnership nata male…

  11. Francamente gli appunti sull’italiano di Vaira li avrei evitati: servono solo a buttare più fango di quanto già ce ne sia. Riguardo agli aspetti cinofili, come dici tu, ci sono buoni consigli (in linea generale) e buone linee guida per famiglie o persone che davvero non sanno una cippa di cani! Insomma, quelle persone che antropomorfizzano il cane senza neanche sapere che disagi vanno a procurargli, questa trasmissione può essere “illuminante”, quanto meno per porsi delle domande. Se, però, andiamo un po’ oltre, allora bisogna notare che di relazione vera e propria non ce n’è…e, personalmente, non mi piace neanche vedere cani che (dopo la “straordinaria” esperienza del cambio famiglia) continuano a salire sul divano, a mordicchiare cuscini e così via. C’è anche un po’ di tira e molla con il frisbee, che ci dice proprio che Asia non ha ben capito che ci si diverte se si gioca insieme e che per giocare insieme il frisbee lo deve mollare. E si potrebbe dire tanto altro, ma il sunto di ciò che volevo dire è: qualche buona dritta (nulla che non si trovi sulle guide gratuite che danno in omaggio le ditte di alimenti per cani), ma niente di cinofilia vera. Un appunto conclusivo voglio farlo sullo “scambio”: è molto criticato e considerato inutile, come leggo, e dal punto di vista cinofilo lo è…ma Angelo Vaira è un esperto di PNL e di coaching motivazionale, per cui sa bene come suscitare emozioni e far leva su di esse per spingere le persone al cambiamento (è ciò che accade – se è vero – nel programma). Dal punto di vista cinofilo sono convinto che il disagio col proprio cane vada vissuto e che tale disagio sia spinta e l’opportunità per superarlo, ma dovendo fare le cose in fretta (una settimana o, come dici tu, tre giorni), è venuta fuori l’idea dello scambio: 1) capisco che nonostante lo stress che mi dà il mio cane, mi manca, quindi quando torna farò il possibile per cambiare le cose; 2) non sono solo/a su questa terra a vivere problelmi col cane, ma ci sono altri che ne vivono di diversi e, forse, di peggiori (sai, mal comune…) 3) vedo subito dei risultati sul cane che mi è arrivato perchè, da un lato faccio meno fatica a mollare le mie abitudini, dall’altro il cane rompe gli schemi vecchi ed è più pronto a cambiare (ricordo la necessità di fare in fretta per motivi televisivi). Con questo non sto giustificando il tutto (è una trasmissione di cui si poteva fare a meno), sto solo cercando di dare un piccolo contributo obiettivo a chi ne fosse interessato.

    Saluti!

    • Grazie anche a te per il contributo motivato: rispondo anche a te sul fatto dello “scambio”. Sono la prima ad essere profondamente convinta che in certi (gravi) casi il cane debba “staccare” dalla situazione che gli ha creato il problema: però questo cane dovrebbe passare nelle mani di una persona esperta che sappia reimpostare un rapporto, e non in quelle di un’altra famiglia che a sua volta ha creatoo problemi al cane suo (se pur con i passaggi di “tata Lucia” che spiega loro cosa fare…e poi non sta neppure a guardare se lo fanno bene).
      Per tutto quel che riguarda il lato umano, sono d’accordo con te: ma del lato umano, sinceramente, poco mi importa…nel senso che comunque non si cambiano emozionalmente neppure le persone in tre giorni di riprese TV, quindi quella è pura finzione DOC.

  12. Come si fa a non capire lo spirito di “critica” e l’ironia di Valeria?!?! Io non me ne capacito! Fin da quando ho iniziato a leggere i suoi articoli sono rimasta affascinata proprio dalla sottile ironia con cui sdrammatizza situazioni per cui ci sarebbe ben altro da scrivere! Boooooh! E poi io mi chiedo: le stesse persone che la accusano di essere una sorta di “rosicona” sono le solite che poi sbirciano tra i suoi vari articoli per trovare la soluzione a qualche problema con il proprio cane!??!?! Coerenza per favore!!!

  13. Concordo pienamente sull’inutilità del programma. E le “cagate” semmai sono quelle che Vaira spaccia per metodi di educazione del cane.
    Penso che chiunque si occupi di cinofilia in modo serio possa concordare con le critiche mosse qui da Valeria Rossi, perché in quella stupida messinscena televisiva si presenta il cane come un oggetto danneggiato da riparare al di fuori del contesto in cui è nato/cresciuto/vissuto fino a quel momento. E a quale scopo, mi chiedo? Quale meditazione si è sparato Vaira per arrivare alla conclusione che se un cane passa dalla padella alla brace risolve i suoi problemi e può ritornare felice nella padella? Ok, la padella nel frattempo si sarà raffreddata… ma quanto ci vorrà perché tutto ritorni a friggere???
    Mi sembra un’idea ancora più perversa di quella dell’addestramento vecchio stampo, per cui affidavi il tuo cane ad un cinofilo professionista (che spesso di “-filo” aveva ben poco!), e lui te lo metteva in riga a modo suo e te lo riportava indietro già addestrato tipo macchinetta; qui infatti la faccenda è ancora più grave, in quanto una famiglia incompetente affida il proprio cane a una famiglia ugualmente – se non maggiormente – incompetente!! E nel frattempo Vaira, come giustamente osserva Valeria, si fa i cavoli suoi, oppure arriva ogni tanto col suo fuoristrada, parcheggia ‘na mmerda, e insegna come risolvere problemi mai posti (!!!!) senza affrontare nemmeno quelli denunciati, molti dei quali andrebbero affrontati nel contesto in cui scaturiscono, come il chihuahua che ringhia all’ex pugile perché si avvicina alla ballerina che se lo tiene stretto nel letto, o la borderina che esercita il suo controllo abbaiando al balcone come una forsennata (e che magari è anche stressata perché non svolge un’attività fisica adeguata alla sua attitudine di razza).
    E poi penso, ci voleva molto a fare le cose non dico per bene, ma almeno con una parvenza di senso? C’è una famiglia che ha un problema col proprio cane? Ok. C’è Vaira con la bacchetta magica? Benissimo! Vaira aiuta quella famiglia a migliorare la gestione e la relazione con il proprio cane!
    E se proprio c’è questo bisogno di mandarlo via, perché il cane al di fuori della sua famiglia di origine è maggiormente predisposto all’apprendimento (cosa che mi sentirei di smentire, perché molti, al contrario, si sentono abbandonati e si chiudono a riccio rifiutando qualsiasi interazione), non dargli un altro cane a ‘sti poveretti, perché invece di riflettere con lucidità sugli errori commessi, dovranno avere a che fare con altri problemi e altre esigenze che appartengono a un cane che rimarrà per loro comunque un estraneo.
    Perché il nostro Angelo si è andato a complicare le cose??
    Proprio non lo capisco.

  14. Bello e, sinceramente, obiettivo. Sarà il Vaira del ONE -SOLUTION REVOLUTION: pettorina e tre metri, così come Cesar “nel dubbio Impicca” Millian. Fortunatamente mi sembrano tutte comparse!

  15. Che tristezza generale. Anche le truppe cammellate 🙂
    Comunque dalla discussione emerge un problema di fondo che è l’approccio all’universo del cane. Obiettivamente irrisolvibile perchè non c’è la volontà minima di capire cosa intenda l’altro. Ovvio che in questa maniera l’unica possibilità sia quella di evidenziare le questioni ritenute sbagliate dell’altro.
    Ognuno guarderà quello che ritiene giusto, chi Millan, chi Vaira, chi tutti e due, chi nessuno.
    Ma ognuno andrà avanti con la propria visione, come trovo giusto che sia.

    • Concordo pienamente a metà (cit.) con te 😀 , perché il problema di fondo è appunto quello che dici tu, ma la volontà di capire cosa intende l’altro, ti assicuro, almeno da questa parte c’è.
      Il problema è che, una volta che ho capito quello che credo di aver capito, qualora ponga la questione sul piano tecnico/cinofilo/chiamalo come te pare, mi arrivano risposte non pertinenti, con le quali non si costruiscee un bel nulla.
      Ti faccio l’esempio pratico di questo articolo. Al di là delle battutine sui congiuntivi o delle scemate tipo “prenderei la tipa per il collo”, volutamente esagerate proprio per porre l’accento sulle altre esasperazioni (peraltro palesi per chiunque capisca un cicinìn di cani) inserite nel programma, io ho contestato principalmente il fatto che il format presenta due cani con i problemi A,B,C e poi dà le risposte ai problemi X,Y e Z.
      Ora, io vorrei vedere una qualsiasi altra trasmissione, che so, una trasmissione di cucina…in cui ti annunciano “oggi vi insegnamo a fare la caponata di melanzane” , e poi ti fanno vedere come si prepara la pasta al ragù: gli spettatori farebbero un finimondo. Qui, invece, non solo non si lamentano, ma sembrano perfino gradevolmente colpiti: e se fai notare l’incongruenza, ti insultano.
      Chi invece ha provato a rispondere seriamente ha detto una cosa da brividi: e cioè che “tutto” il metodo TD consiste in un “il cane deve ragionae per capire cosa è più conveniente fare”.
      Ok… ma in pratica? Il cane che ti piscia in casa, lo rieduchi facendolo giocare col kong? E quale sarebbe il ragionamento che fa?
      Fosse almeno un ragionamento opportunistico, che so: “Se non piscio mi fanno giocare”… ci sarebbe un senso. Invece no: i giochi vengono proposti a prescindere, del tutto slegati dal contesto “pisciate in casa”. Vaira stesso, per quanto a modo suo, sostiene che è sbagliato il rapporto gerarchico in quella famiglia: e cosa fa per porvi rimedio? Niente.
      Il chi.huahua sicuramente vivrà meglio se non viene costantamente tenuto in braccio e straviziato, se potrà camminare con le sue gambe eccetera eccetera…ma questo NON può risolvere né un problema gerarchico, né un problema di urinazione territoriale.
      E qualsiasi cinofilo con un minimo di competenza questo lo sa da SEMPRE, perché la prima cosa che tutti facciamo da almeno quarant’anni è cercare di riequilibrare l’omeostasi dei cani: non è che ci voleva Think dog per capire l’importanza di questo approccio. E’ roba vecchissima, la sappiamo perfettamente tutti…però NON BASTA a risolvere i problemi. E’ il primo passo, ma DOPO deve venire la rieducazione…che qui manca completamente.
      Non è una questione di “visioni”, è una questione di risultati reali. Quelli che si sono visti in TV NON possono esserlo, perché ogni cinofilo sa che a quelle che ho chiamato “regolette di buon senso”, e anche all’eventuale ritrovata serenità del cane, deve seguire per forza una metodologia cinofila, basata su strumenti-mezzi-tecniche eccetera, volta a risolvere il problema.
      Che qui non si è vista. Allora: o Vaira evita di fingere di risolvere problemi con questi mezzi, e si limita a raccontare che il cane va approcciato così e che non si deve fare cosà (e mi sta benissimo)… oppure si mette lì e ci fa vedere come si risolvono davvero.
      Qui non è questione di “visioni”, ma di risultati reali.
      Per me uno può anche avere la visione del cane “bambino della su’ mamma”: è lecita come qualsiasi altra. Però non è corretta dal punto di vista etologico, ed è per questo che porta a dei problemi (vedi chihuahua pisciante e ringhiante).
      Allora, io non ammetto e non accetto che uno che si definisce “dog coach” o “agevolatore della relazione uomo-cane” crei dei problemi ai cani.

      • Sig.ra Rossi, se si riferisce al mio post non ho assolutamente detto TUTTO il metodo TD, ma soprattutto non ho detto CONVENIENTE; ho detto CONSONO….

        • Francesca, no, non mi riferivo al tuo commento, ma ad un altro precedente: quando ho scritto quella risposta, il tuo non l’avevo ancora letto.
          Visto che adesso me l’hai fatto notare, però, ti rispondo che per il cane – etologicamente una via di mezzo tra un predatore e un opportunista – il termine “conveniente” ha sicuramente un senso, mentre il termine “consono” non ne ha alcuno.
          Consono a chi, in base a cosa? A fattori culturali, etici, morali?
          Il cane non ha alcuna cognizione di tutto questo. Per il cane esistono due vie per desiderare di fare una cosa: a) quella di ritenerla, appunto, conveniente per lui; b) quella di aver capito che quella cosa fa piacere al suo leader.
          Purtroppo non esistono altre possibilità nella mente (reale, e non romanzata) del cane: quindi anche le sue presunte “capacità decisionali” si muovono sempre e solo in queste due direzioni.
          P.S.: potresti darmi del “tu”, per favore? Magari non in senso amichevole – mi rendo conto di non esserti affatto simpatica – ma solo per praticità… anche perché ogni volta io ti rispondo col “tu”, poi mi accorgo che invece mi avevi dato del “lei” e o passo da maleducata, oppure riscrivo tutto.

          • Valeria ti dò del tu volentieri; il confronto con te è comunque stimolante benchè si parta evidentemente da posizioni diverse. “cantarsela e suonarsela” da soli non ha molto senso.
            Personalmente ritengo che la mente del cane riesca ad andare oltre la semplice convenienza per sé o il compiacimento verso il proprietario.
            Sull’etica e sulla moralità degli animali non ho dubbi 🙂

          • Francesca, epperò ci vorrebbero le evidenze…scientifiche o empiriche, a me poco importa: però le vorrei vede’! E sinceramente non le ho proprio mai viste; per questo rimango ancora alla buona, sana, vecchia etologia 🙂

      • Valeria se quello che hai scritto era riferito a me sarò ben felice di continuare la discussione ma mi prendo la licenza di aspettare che passi il momento di sfogo collettivo. Alle condizioni attuali non è possibile un confronto sereno, penso che domani o tra un paio di giorni si possa fare. Per intanto resto a seguire la discussione sperando che qualche contenuto interessante possa traspirare in mezzo a tutta sta “merda sul ventilatore” nei confornti di Vaira. Mi si scusi il francesismo.
        Non è che sto qua a difenderlo sia chiaro, manco lo conosco. Però sicuramente si vede che chi tira in ballo la CZ per criticarla non ha la benchè minima idea di cosa sta parlando. E su questo magari ci torneremo calmi e disponibili appena passata la tempesta.

        • Jolly, sinceramente non mi ricordo di chi fosse il commento: io li vedo tutti insieme su una pagina unica e adesso è già passato in altra pagina, quindi non lo trovo più… e non mi metto a spulciare perché comunque è ininfluente chi fosse l’autore: la frase era quella.
          I contenuti interessanti mi sembra che qua e là siano trapelati, anche se sepolti effettivamente in un bel po’ di letame gratuito che comunque mi sembra equamente suddiviso tra Vaira e la sottoscritta. Poiché ritengo che la merda lasci il tempo che trova, e che l’unica cosa importante siano invece i contenuti cinofili… non mi sembra che ci sia (almeno non da questa parte!) alcuna volontà di piantar risse. Ovviamente se mi insultano rispondo, ma giusto per passare il tempo. Se invece hai qualcosa di cinofilo da dire (magari partendo dal presupposto che la CZ non mi risulta essere quello che si è visto nel format…), penso che se possa discutere agevolmente anche facendo lo slalom tra i mucchietti di letame 🙂

  16. Valeria tu lo sai che non parlo per ironizzare perchè non è nelle mie corde. Quindi mi piacerebbe sapere da te o anche dalle altre persone che partecipano alla discussione come avreste affrontato le problematiche in questione, almeno in linea generale. Al di la di quanto proposto nella trasmissione.
    Grazie anticipatamente per eventuali risposte.

  17. Io il programma non l’ho visto, ma dopo questa recensione mi viene voglia di darci un’occhiata, giusto per fare un sorriso. Ovviamente non mi stupisce leggere che di cinofilia vera ce ne sia poca e che molto sia montato, del resto lo scopo è fare audience non dare consigli “noiosi” ma utili, che magari le persone da casa si offendono e cambiano pure canale. Credo che la strategia “ti presento una storia montata, con tratti di realismo ma esasperati all’inverosimile” abbia il duplice effetto nel proprietario non esperto a) Wow! Io e il mio cane non siamo messi COSI’ male, quindi mi sento tranquillo in partenza perché io sono avanti 2) Ah, questi cani scapestrati tirano al guinzaglio come buoi, mentre il mio tira solo come un piccolo pony? Sentiamo questo grande uomo cosa propone!
    Che poi, i miei collari non superano il metro e mezzo, ma il problema non è quello, è che i miei cani potrebbero avere anche un collare lungo 10 metri…il fatto è che NON devono tirare e che se li chiamo se sono liberi tornino da me… non saprei di cosa farmene di un lunghissimo collare, se poi appunto devo stare attenta che il cane non mi corra sotto una macchina! 😀
    C’era anche il programma, adesso non ricordo il nome, del bambino che voleva un cane, mentre i genitori non erano convinti, il cinofilo faceva scegliere loro tra 3 cani, gli insegnava i rudimenti dell’educazione base, e bambino di 10 anni e cucciolo erano già un’ affiatatissima coppia di cani-padroni.

    P.S. Nooooooo non si può parlare male di Lucia Rizzi!! D: Io ammiro una persona che ha sofferto tanto nell’orfanotrofio da piccola in prima persona, e che è riuscita a fare di questa sofferenza addirittura un lavoro. Ma vabbeh, non è questa la sede!

  18. Io non me ne intendo moltissimo, non ho visto la trasmissione, non seguo Vaira, ma se i suoi consigli erano quelli a me non sembrano poi così malvagi. Per esempio la border collie, è vero che insegnarle a tacere a comando era più diretto come metodo, ma se il cane non ha mai fatto un minimo di addestramento e provi a insegnargli come prima cosa a smettere di mantenere un certo vizio, o ci metti una vita o non ce la fai proprio! Quando insegni qualcosa a un cane, qualunque sia il tuo metodo prima il cane deve prenderci confidenza e abituarsi a imparare in quella maniera, quindi secondo me ha senso insegnargli prima cose per lui più facili e poi arrivare a insegnargli a tacere a comando. E il chihuahua per esempio, sicuramente soffirva in quella situazione ma magari non faceva quello che faceva perché si sentiva dominante, magari era per stress ( dovuto ovviamente alla mancanza di ruoli chiari nel gruppo ), quindi fare esercizi col padrone lo aiutava a rilassarsi e a ristabilire un normale rapporto di collaborazione cane-padrone; dico questo non tanto per difendere Vaira, ma perché le idee non erano secondo me così sbagliate.

  19. Io di quelli che fanno fare al loro cane quello che desidera sempre ho molta, molta paura. Proprio oggi una signora entrando in un gigantesco parco cittadino ha puntato me e il mio cane che eravamo seduti pacifici. Alla mia ‘dolce iena’ non e’ piaciuto e ha cominciato ad abbaiare proprio come una iena,era inequivocabile! E la signora che fa? Asseconda il suo cane che tira x venire dritto da noi! Quando e’ stata a 5 mt le ho chiesto se con tutto lo spazio che c’era proprio verso di noi doveva venirr! Risposta? Il mio cane e’ abituato a socializzare!…..giuro che subito non ho capito cosa intendesse….le ho chiesto se non sentiva che il mio gli abbaiava….risposta? I cani abbaiano come le persone parlano!….e ancora non riuscivo a cogliere il senso….tutto mi e’ stato chiaro quando allontanatasi arrabbiata ha trovato cosa fare: puntare un altro cane e portarci il suo dritto dritto!
    ….io frequento poco i parchi, umani o canini che siano, ma non avrei mai creduto di poter trovarmi davanti una persona del genere!
    E hai voglia a spiegare al mio che non era ‘consono’ ‘mangiarsi’ il cucciolo della signora anche se ci puntava come un cecchino!

  20. Cara Valeria Rossi, se Lei, dall’alta della Sua superiorità e immodestia, è davvero così brava, come mai non è stata chiamata a condurre un programma in cui avrebbe potuto diffondere il suo punto di vista? Da quanto ne so, Lei resta in poltrona a commentare inutilmente il lavoro di chi, invece, è competente e va avanti.

    E’ normale che chi resta indietro rosichi e abbia tanto veleno da sputare, ha tutta la mia comprensione!

    • Cristina, potrei rispondere in vari modi: a) che un programma televisivo l’ho creato e condotto, qualche anno fa, senza pretendere di fare recuperi comportamentali in TV ma presentando le diverse razze, spiegando un po’ di educazione di base e cercando di fare, insomma, un po’ di cultura cinofila “normale”: il programma è andato in onda su una serie di TV private, niente di paragonabile a Sky o a Fox TV, ma comunque ha avuto un buon successo e posso esserne soddisfatta. Sono stata invece in RAI, per la precisione a Uno Mattina, e lì mi era stato effettivamente proposto di curare una serie di trasmissioni: ma purtroppo mi sono trovata, diciamo così, “eticamente in contrasto” con gli indirizzi della produzione. E siccome non sono in vendita, ho preferito declinare l’offerta; b) che se resto “in poltrona” alla mia età, dopo quarant’anni di cinofilia attiva, forse me lo posso permettere. Quando altri signori avranno fatto la mia stessa esperienza – solo in termini di tempo, senza parlare di meriti o di demeriti – forse avrò maggiore stima di loro quando e se si metteranno a loro volta a pontificare da seduti; c) che della sua comprensione, veramente, non so che farne, a meno che lei non mi dimostri conoscenze, capacità tecniche e competenze tali (cinofile, s’intende) da meritare la mia attenzione. Finché vedo tale “Cristina” non meglio identificata che, non conoscendomi e non sapendo presumibilmente nulla di me, si permette di venire a parlare di invidia e rosicamente vari, se permette mi viene solo da sorridere.
      Potrei ancora aggiungere che approdare in TV non è certo sinonimo di bravura… ma questo sarebbe inutilmente maligno, quindi lasciamo stare 🙂

  21. Ho trovato la puntata indubbiamente fatta bene televisivamente parlando (per quanto non risponda ai miei gusti).
    Mi dispiace perchè sarebbe potuto essere un programma davvero educativo (sciumarianescamente parlando) se fossero state affrontate per davvero le problematiche dei cani nelle loro famiglie d’origine.
    Sicuramente i due cani non avrebbero risolto un tubo in tre giorni con delle telecamenre puntate addosso ma almeno al grande pubblico sarebbero arrivate delle nozioni utili.
    Non volendo essere maligna e presumendo che i protagonisti non siano attori (ahimè, aggiungerei), credo che l’unico soggetto che possa aver giovato dello scambio sia la ragazza della coppia.
    Per il resto mi meraviglio di certi commenti.
    Mi è tornato alla mente Umberto Eco quando scrisse che per esistere in questa vacua società si DEVE apparire.
    Vorrei ricordare ai telespettatori che la TV è FINZIONE, COSTRUZIONE e SPETTACOLO. Non mi sembra che nessuna di queste caratteristiche sia necessaria, o un metro di misura attendibile, per giudicare chi è più esperto in materia cinofila. Pensare che delle critiche siano dettate da “invidia” senza contestarle in alcun modo, non è niente di meno che infilare la testa sotto la sabbia.

    P.s. Suggerimento per Valeria: Sempre più spesso leggo di lettori critici che non sanno nulla di te, del tuo lavoro e dei tuoi scritti. Perchè non scrivi un bell’articolo “biografia” con esperienze di allevamento, recuperi, libri, seminari e chi più ne ha più ne metta per permettere ai criticoni un bel raffronto con la biografia di Vaira (ahahahahah). Così, ai prossimi rompi^^^^^ni gli posti direttamente il link e la fanno finita?

    • Luna…ci manca solo l’autoincensata :-)! Già mi autospammo i libri, se mi autospammo pure io semo a posto!
      No, guarda, ti ringrazio del suggerimento, ma passo: anche perché, sinceramente, non credo di aver nulla da dimostrare a nessuno. Chi mi conosce sa chi sono, come lavoro (anzi,come lavoravo), che risultati ho ottenuto e come li ho ottenuti (nel bene e nel male, perché mica sempre ci ho azzeccato: ma almeno posso dire di aver pensato sempre e solo al bene del CANE, e a nient’altro…tant’è che non sono mai diventata ricca :-)).
      E come ho già detto in un altro commento, l’unica vera “sfida” che posso lanciare non solo ai giovani (perché lì sarebbe facile…quando lavoravo io non erano ancora nati!), ma anche a quelli della mia età, è la seguente: se qualcuno si è mai visto arrivare al campo un cane proveniente dal mio,che presentasse qualche problema riconducibile al mio lavoro, scagli pure la prima pietra. Io son qua che aspetto di prendermela.

  22. Io dico solo una cosa : che la Border fosse “sotto controllo esterno” in almeno 1 o 2 scene è davvero palese. E io ho avuto l’impressione che fosse anche già preparata nell’eseguire certi esercizi. Ma poi mi sono detta “dai su non pensare sempre male, si sa che i Border sono Border”… A parte ciò concordo con l’analisi di Valeria Rossi, anche se magari avrei evitato le burle ai proprietari anche semplicemente per far concentrare maggiormente la gente sul resto del contenuto. Specifico che di base ero una che simpatizzava più per Vaira (e ribadisco il “simpatizzava”. Non lo conosco, ma ho letto il suo libro tempo fa e l’avevo trovato bello) che per la Rossi. Ma, dopo aver visto la Rossi ad uno stage e Vaira in tv devo dire che la Rossi mi è parsa una persona estremamente modesta mentre Vaira, anche solo per i suoi termini inglesi con cui si auto-appella…senza poi far trasparire contenuti, mi ha dato l’impressione opposta. Passo e chiudo.

  23. In effetti il programma è meno peggio di quello che avevamo ipotizzato inizialmente. Sicuramente i cani sono davvero di quelle persone, ma è chiaro che comunque siamo davanti ad un copione e che – fondamentalmente – siano tutti degli attori. Al di là di questo, se anche le supercazzole possono essere utili per dare un messaggio positivo, ben vengano. Quello che mi lascia perplessa nel profondo è l’utilizzo del guinzaglio. Come si fa a suggerire la pettorina a prescindere dal tipo di cane e l’uso di uno strumento così lungo? E’ se devono attraversare la strada come fanno? Non ho niente contro Vaira, ma mi sembra chiaro che siamo davanti ad un palese aggiramento dell’ostacolo. Insegnare ad un cane adulto come si cammina “al piede” necessita di tempo e pazienza e mi sembra che qui manchino l’uno e l’altro. Peraltro non esiste solo il kong, anzi, utile sarebbe insegnare al cane il riporto (con i comandi prendi/lascia), il “seduto”, il “terra”, il “fermo”, ma non mi sembra di dire nulla di nuovo 😉 …in alcune scene era evidente che il cane stava fermo perché c’era un esterno che glielo diceva. Il cane palesemente guardava in un altra direzione…insomma per noi “cinofili” questo programma è proprio una burla utile solo ad alzare l’audience…devono proprio essere messi male a sky! 😉

    • anche te… lo so che vedendo 10 minuti di lavoro si trae conclusione da quello ma nessuno di quelle scuole ha mai detto che si debba attraversare la strada col cane avanti 3 metri… è un po più complesso di così…

  24. Ah sì? Talmente complesso da riassumere l’educazione non di uno ma ben due cani in un programma che dura 45 minuti? Ah sì, deve essere proprio complesso l’addestramento by Vaira…eppure io in tutto il programma non ho visto camminare con il cane “al piede”, ho visto solo un guinzaglio lungo 3 mt (appunto fuori legge qui in Toscana) con una persona attaccata dietro…ah Lupi, senza offesa eh, ma fammi il piacere! 😉

    • che piacere devo farti? sono molto gentile in genere, se posso volentieri
      guarda io non sono fan di vaira per altri motivi, e non condivido tutto al 100% ma, avendo fatto il corso, non da lui ma da scuola equivalente, ho visto ben più di 45 minuti del video che fra tutte le mentate che ci sono zalla fine vedi ben poco dell’andare a spasso. e come ho già detto ho cresciuto una cucciola mentre lo facevo e non tira, la tengo con un dito al guinzaglio.Non vado matta per alcune cose di sta scuola ma SO come funziona il discorso guinzaglio lungo. capisco che chi vede qualche camminata ogni tanto,all’inizio di un percorso di rieducazion, peraltro più che altro al parco, e non sulle striscie pedonali… che non è la stessa cosa, non può capire tutto.
      se vogliamo parlare di una condotta da brevetto col cane incollato “al piede” che ti guarda fisso bene, ma è una cosa diversa dalla passeggiata a 6 zampe dove il cane non ti deve trascinre come un carrettino…
      e si insegna in un contesto/modo diverso.
      di certo non puoi pretendere che un cane lo porti a passeggio e ti sta a fare la condotta incollato al ginocchio per ore, non credi? quel tipo di condotta è agonismo, la passeggiata “piacevole” e per entrambi magari,fatta assieme assieme è altra cosa e se permetti specialmente se non lo puoi liberare è pure sacrosanto che il cane annusi un attimo ogni tanto e non stia sempre “al piede” inerme…

  25. Lupi, c’è un piccolo dettaglio in tutto questo. E cioè che tu parli di un cucciolo (e non specifichi di quale razza…facile la vita con un border collie e un chihuahua!), mentre qui stiamo parlando di cani adulti. Scusa se è poco.
    Vuoi forse farmi credere che questo programma riassume un percorso educativo? No perché mi sento offesa, e con me tutta la categoria. Se un cane piscia in casa dargli il kong non risolverà il problema. Se un cane è viziato e ansioso fargli fare “human gym so-‘na-sega” non risolverà il problema. Ribadisco quanto detto sopra: non ce l’ho con Vaira, né con la sua scuola, gran parte delle cose che dice in questa puntata sono giuste, ma questo non giustifica il fatto che di base è l’atteggiamento del programma ad essere sbagliato. Per educare o istruire un cane ci vuole tempo, pazienza, coerenza e professionalità, sia da parte dell’educatore/addestratore, sia da parte del proprietario. E se te – grazie ad un abile montaggio televisivo – mostri al pubblico che basta una settimana “di vacanza” in un altra famiglia e qualche misero “accorgimento” (non so in che altro modo definire il kong, la pettorina e tutto il resto), SECONDO ME offendi un’intera categoria di professionisti, che per raggiungere risultati soddisfacenti con i cani che li vengono affidati impiegano molto più di 45 minuti. Passo e chiudo.

  26. questo è un altro discorso… ma si sa, è un programma tv
    se ne vedono di cose in tv…che nella vita di tutti i giorni non possono essere…
    le trasmissioni vanno prese sempre per quel che sono, trasmissioni tv…
    nel 2012 ancora ce ne stupiamo?

  27. Posso chiedere alla redazione se è possibile NON CANCELLARE i commenti con troppi pollici versi? A chi piace leggere anche i commenti agli articoli risulta noiosa la locuzione british “hidden due to low rating click here to see”, se poi si ha la connessione lenta leggere questa pagina somiglia alla via crucis.
    L’articolo è divertentissimo, chi non capisce l’ironia e la sagacia e prende sul personale ogni battuta dovrebbe farsi un bel bagno d’umiltà, che il mondo non ruota intorno a loro. Del resto come si fa a non ridere in faccia a uno che crede che il kong sia la ciotola che fa “kong”. Cioè, neppure io sapevo cosa fosse (delle volte questi cinofili parlano marziano), ma mai mi sarebbe venuta una simile associazione.
    Vista l’anteprima mi viene da dire: essendo una trasmissione tv che si riferisce alle famiglie, cerca di mostrare situazioni familiari, in cui uno possa identificarsi, quindi niente problemi caratteriali seri, solo piccole situzioni sgradevoli risolvibili insegnando la calma (che mi pare essere il dogma primario di AV, come la dominanza del capobranco lo è per CM), che mi sembra non abbia mai ucciso nessuno… eccetto il povero postino azzannato mentre il proprietario del cane cercava di rifilargli il kong 😉 Mi domando come siano stati scelti i protagonisti: devono coincidere al 100% con il clichè? Collie iperattivo e Chihuahua bambinizzato? poi cosa verrà: Bassethound pigro e Beagle abbaione?
    Comunque è divertente, 45 minuti di spensieratezza (eccetto le lunghissime spiegazioni teoriche di AV, che mi fan venire voglia di usare l’Avanti Veloce)

    • Purtroppo no, Boule: il plug-in dei pollici è fatto così e non si può modificare (ho provato a far mettere almeno la scritta in italiano, ma essendo un plug-in gratuito non ti ci fa proprio mettere becco).

  28. Buonasera Valeria, io sono abbastanza giovane e non conosco ne la sua storia e il suo lavoro coi cani ma vorrei sapere (ovviamente a grandi linee) cosa avrebbe fatto lei per risolvere i problemi dei due cani della trasmissione. Non ho capito invece il motivo di tanta cattiveria verso la ragazza del chihuahua (se il suo fidanzato è davvero così grosso forse dovrebbe stare più attenta a ciò che dice!), non dico fosse simpatica, ma se lei vedesse come vengono trattati i cani nel paesino dove abito forse la rivaluterebbe un po’. Meglio un atteggiamento come quello -che comunque non condivido- piuttosto di chi tiene il cane alla catena tutti i giorni e quando abbaia lo prende a scarpate.

    • Bianca, proprio a grandi linee, visto che non conosco i cani e che quindi ho visto solo quello che ci hanno voluto far vedere in trasmissione (vero o falso che fosse, questo non posso saperlo)… per il chihuahua, che ha evidentemente un problema di status sociale, basterebbe un po’ di RSG (regressione sociale guidata: cane che deve smetterla di dormire con lei, che deve camminare sulle sue gambe, che deve imparare qualche piccolo esercizio di obbedienza con entrambi gli umani, ovviamente basato su gioco e rinforzo positivo, ma comunque condotto da loro e non dal cane). Il cane non deve più fare il bambolotto ma assumere un ruolo preciso in famiglia, quindi imparare qualche giochetto che a lui deve apparire molto importante (portare un giornale, fare “la guardia” a un oggetto, cose così. Lo so che fa ridere il chihuahua da guardia…ma lui non sa di essere un microbo e prenderebbe sicuramente il suo ruolo con molta serietà, cominciando a pensare di avere uno scopo nella vita).
      Concordo ovviamente sul fatto che il cagnolino debba anche fare il cane, correre libero eccetera: ma il vero problema è che lui si sente il capo di quella famiglia, caricato di responsabilità che non sa neppure come gestire: bisogna levargli questo carico eccessivo dandogli invece piccole responsabilità precise, che lo facciano “sentire importante” ma agli occhi dei suoi leader, e non dei suoi schiavetti come sono adesso i due umani.
      La border a mio avviso non ha assolutamente niente di niente: è solo una border, che come tale ha bisogno di sfogare le sue energie non certo passeggiando attaccata a una longhina. Io avrei consigliato immediatamente di portarla in un bel campo di sheepdog e di farla lavorare con le pecore: poi avrei guardato l’evolversi del suo comportamento. Per quanto riguarda l’abbaio frenetico (che a me sembra più da eccitazione che da territorialità, e che quindi potrebbe sparire da solo se avesse la possibilità di lavorare e stancarsi), la prima cosa che farei sarebbe quella di insegnarle l’abbaio a comando, che ovviamente comporta anche lo “stare zitti” a comando. In questo modo lei conoscerebbe il significato di “abbaia” e di “taci” (o comandi equivalenti, ovviamente) e chiuderebbe il becco quando le viene richiesto, per ottenere approvazione, premi ecc. Resta comunque in fatto che un border in appartamento, portato fuori sempre e solo al guinzaglio, va per forza fuori di testa, a meno di non abbassarle l’arousal fino a spegnerlo completamente…ottenendo quindi qualcosa che non è più un border collie.
      Ecco, probabilmente una cosa MOLTO interessante da dire sarebbe stata l’importanza di scegliere cani adatti al proprio stile di vita. Perché, in quella famiglia, un border collie è sprecato.
      Ah, dimenticavo: entrambi i lavori richiedono almeno un mesetto di impegno costante…se tutto va bene. Quello che si rovina in mesi o anni di errori non si aggiusta in una settimana (né in tre giorni reali di riprese TV). Ed è un’altra cosa che un cinofilo serio dovrebbe far sapere a chi lo ascolta.

      • bema però…a onor di cronaca…
        il chiui alla fine si vede che “non c’è più il rompiscatole a letto” e lui è nella cuccia, e si vede che l’altra signora della border dice alla svampy che quando cel’aveva lei non lo prendeva sempre su quando voleva lui, ogni tanto ma poi bona… e che dormiva nella sua cuccia non a letto
        e si vede poco ma lo dicono anche però che il nanetto deve reimparare a fare il cane, e gli fanno fare anche altre cose in effetti.
        e la border… a parte la longhina la fanno giocare, però lavorando anche sugli autocontrolli…
        insomma un po mascherate in mezzo alla mascherata di carnevale ma le cose ci sono…
        non farla abbaiare a comando comunque è un po assurdo. va bene per 2 minuti se sei in presenza di stimolo, in certe situazioni particolare, ma se il cane, in casa, abbaia sempre… e tu hai altro da fare o proprio non ci sei… e abbaia perchè ha ALTRI problemi, non lo risolvi chiedendo di stare zitto, va bene finchè interagisci con lui, gli chiedi altro ecc ma poi torna ad abbaiare… se invece togli il nervosismo lo stress l’eccitazioen facendogli fare qualcosa… magari si calma sempre non solo i 2 minuti che gli dici stai zitto.

        • Appunto: l’abbaio a comando serve come “pezza” iniziale, giusto per far dormire il vicino intanto che tu lavori su altro (o meglio, che fai lavorare il cane: perché è questo che serve a quella border e a tutti i border del mondo!).
          Comunque, in quella trasmissione alcune cose corrette ci sono (ma l’ho detto anche nell’articolo): solo che nessuna Sciuramaria capirà mai che quelle sono cose da affiancare ad altre, MOLTO più importanti, di cui non è parlato affatto. Lo spettatore pensa che quei problemi lì si risolvano così (compreso il cambio di famiglia, non dimentichiamolo!)…ed è semplicemente impossibile che succeda. Tanto meno in una settimana.

          • valeria… io più che insegnargli l’abbaio a comando (che è un’arma a doppio tagli peraltro, che si sappia, che poi il cane quando non capisce cosa vuoi propone l’abbaio… con effetti che immagini) lo terrei in casa. non vai sul balconcino, bona, chiuso.fine…
            è come quelli che chiedono, il mio cane abbaia tutto il giorno, cane che sta tutto il giorno da solo in giardino a guardare quelli che passano. beh vuoi scommettere che se lo tieni in casa, e non è più sottoposto tutto il giorno a certi stimoli, la smette di abbaiare?
            solo che, appunto… è finzione è tv, qualcosa ce lo dovevano mettere…

          • Lupi, se ti scappa di mano l’abbaio a comando significa che hai sbagliato qualcosa…ma a parte questo, ripeto, l’ho proposto come soluzione “tappabuchi” intanto che si iniziava il lavoro serio. “Se abbai sul balconcino non vai sul balconcino” non è una soluzione: è aggirare il problema. E’ un po’ come quelli a cui portano il cane che morde se gli tocchi la ciotola, e rispondono: “Non toccargli la ciotola”.
            Anche mio papà (che era medico), quando gli dicevo: “Mi fa male se mi tocco qui”, rispondeva sempre “E tu non toccarti lì”: però era una battuta, perché poi mi visitava.

          • dai valeria non fare sti giochetti con me, le cose le sappiamo entrambe… certi cani, specie i border, che smaniano per fare a volte “propongono” atteggiamenti che già conoscono. chiaro poi li si corregge, ti chiedo seduto mi dai la zampa, ti premio solo quando mi fai il seduto ecc… mentre si lavora però può succedere che propongano quello che già sanno, fra cui anche l’abbaia. è chiaro che scherzavo, per esagerare… per me non è affatto “un problemone”
            per il tenere in casa il cane non è un pagliativo.
            se il cane nunc’ha un cazzo da fare e vede tutto il giorno passare gente cosa fa? abbaia … chiaro…
            può essere pure il cane più soddisfatto della terra ma a meno che non puoi stare con lui 24h/24 se ha delle ore che resta solo, che tu sia al lavoro che tu sia a casa ma a fare altro, si trova qualcosa da fare. se un border fa così è chiaro che va sfogato in altro modo… certo…ma se ad es metto la mia borderina davanti ad un campo di agilty può aver fatto pecore per 10 ore a fila ma si carica comunque… per cui a volte togliere lo stimolo è la soluzione migliore. se si carica a vedere gente che passa ecc… in balconcino, non ce al lasci da sola… ore… a abbaiare ai passanti… fine.

          • Proprio perché le cose le sappiamo entrambe… tra noi ci capiamo, ma tu pensa alla Sciuramaria che vede una trasmissione TV (perché di questo si sta parlando) e si sente dire dal “personaggio” di turno: “abbaia dal terrazzo? E tu non farla andare sul terrazzo!”
            Capace che quella tiene in cane chiuso in bagno per du’ ore ogni volta che esce!
            Piuttosto che questo tipo di consigli, meglio quelli che ha dato Vaira, eh! 😛

          • ma l’hai visto il terrazzo? sara 2 metri x 1… cosa ci va a fare? un border… a fissarsi su quelli che passano giù, abbaiando. quello che fa un cane mollato tutto il giorno davanti al cancello in cortile per l’appunto. cosa ci sta a fare sto cane in terrazzo da solo? si fissa e si carica solo per niente…e visto che quelli CZ la menano sempre con l’arousal… non credo le faccia bene stare li a caricarsi per niente abbaiando a raffica. è appunto quello che fa la mia borderina davanti a un ring di agility… vorrebeb andare non può, abbaia. mi pare assai controproducente e con un cane come il border è pure molto difficile pretendere che ignori lo stimolo “in cambio di niente”, si fa fatica a chiedere di ignorarlo proponendo altro… figuriamoci lasciata a se stessa.e proprio perchè ho 2 border lo dico…
            Poi non far stare il cane da solo in terrazzo non significa chiudilo in bagno 2 ore… magari in terrazzo ci va quando ci sono anche i padroni che stanno li con lei e la possono distrarre o correggere quando abbaia se abbaia… il cane specie se un cane molto attivo, se lasciato a se stesso sottoposto a stimoli decide lui cosa fare. dico solo che l’abbaio a comando in questo caso, non mi pare serva, visto che il cane abbaia da solo in terrazzo quando loro non hanno tempo di badarlo… per cui,in quei momenti, si chiude la porta e sta in casa con la famiglia invece di fissarsi a guardare giù e sclerare…e magari si mette sul suo cuscino a dormire e non rompere in attesa di fare qualcosa con la famiglia quando è il momento…
            e quando è attivo, è bene che lo sia mentre fa qualcosa sotto le direttive della famiglia che decidere da se… si sa che non sempre il cane quando decide da se fa cose consone al momento e al luogo… è un cane… appunto.

  29. Grazie per la risposta Valeria. Io ho visto lavorare Angelo al di fuori di una trasmissione e mi è sembrato veramente capace. Secondo me in generale andare in tv porta il rischio di “sputtanarsi”, ma questo vale per lui e per chiunque altro. La televisione è un mondo falso e costruito ad arte e per quanto sia utile a mandare un messaggio a molte persone alla volta, non è certo l’unico modo; oltretutto il messaggio che si vuole mandare, per quanto buono, ne esce comunque distorto e impoverito. Ho trovato il suo modo di affrontare la discussione su questa trasmissione un po’ arrogante e con qualche presa in giro forse esagerata, ma non dubito della sua grande esperienza coi cani. Perchè allora non mettere questa esperienza a disposizione di tutti, Vaira compreso? Perchè invece di criticare e sfottere non proporgli un incontro, una discussione costruttiva che possa giovare e insegnare a entrambi? Se è il bene dei cani che tutti e due volete, forse aiutandovi, collaborando e unendo le vostre esperienze potreste fare di più.

    • Bianca.. già fatto. La sua risposta all’offerta di confronto (sul campo, ma non inteso come “a prendersi a botte”, bensì con qualche cane davanti, per far vedere reciprocamente come si affronterebbe un caso) è stata accolta: a) con bannaggio su FB (poi giustificato con un “ma io banno tutti, mica solo te, perché non ho tempo per rispondere”); b) con questa risposta: “Tu sei indietro di dieci anni e se non allarghi i tuoi orizzonti non ci può essere confronto”. Traduzione: se non dici che ho ragione io, sei una vecchia rimbambita.
      Purtroppo io continuo a pensare che ragione NON abbia, e lui sul campo con me NON scende. Temo che l’impresa sia ardua 🙂

      • Personalmente, l’idea detta cosi sembrava brutta ma vista realizzata mi è piaciuta. Da cio che ho capito io non si tratta di un programma come quello del Millan dove si va ad educare il cane per soddisfare i padroni, qui il “secondo cane” è stato il mezzo per spiegare ai proprietari alcune cose come ad esempio la borderina ha saputo semplicemente con la sua presenza, spiegare alla tipa bionda quelle che sono le esigenze di un cane di giocare, correre.Cosa che la ragazza non avrebbe mai capito stando a contatto con quello che ormai per lei era il suo bambino. E i ragazzi dell’altra famiglia hanno imparato che devono aiutare la madre anche se questo poteva essere fatto anche senza cambiare cane . Comunque è un programma (anche se sembra tutto costruito) costruito sul cambiamento dei proprietari piu che dei cani. E poi forse non ha tutti i torti Vaira quando dice che anche al canepuo far bene rompere da tutti i meccanismi che si sono impostati con i proprieatri.

  30. Certo Valeria, tu infileresti un bel collare a strozzo ed avresti risolto il problema della condotta…
    queste sono esperienza e cinofilia…

    • Si vede che sei un mio fedele lettore… penso che la frase “non si usa il collare a strozzo per insegnare la condotta”, in questo sito, si trovi almeno 102.394 volte.
      BAH lo dico io.

  31. trollolllolol!!!!
    Redazione, mi sa che c’è qualcuno che paga i trolloni per commentare su TPIC…. e che commenti poi….per restare in tema, alla cazzo di cane! 🙂

  32. Ancora commenti sulla trasmissione del Vaira? la trasmissione è finita da tempo ed è andata bene, condivido il fatto che una trasmissione televisiva del genere non può riflettere in toto la realtà (la vedo come un semplice modello), ma sono del parere che con Cesar Millan che dilaga qualcuno doveva pur farlo, e in fondo risultati positivi credo ci siano stati…ma vorrei ricordare ancora una volta alla rispettabile Valeria Rossi che anche lei ha contribuito al “tanto rumore per nulla” con quell’articolo “cambio cane, ma anche no” che ha scritto quando ancora non si sapeva nulla di preciso, ma che nonostante ciò giudicava negativamente la trasmissione

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.