di CONNIE ROMANO – Ho appena letto l’articolo sulle inesistenti razze rissose e ho trovato conferma a ciò che io, appassionata cinofila e proprietaria di due cani, cerco di far capire alla gente.
Nikita (4 anni compiuti ad ottobre) é una meticcia arrivata dalla Sardegna, dove ha vissuto randagia finché non l’hanno trovata. Io l’ho presa che aveva 2 mesi ed era completamente fobica. Di etologia del cane non sapevo praticamente nulla, quindi mi sono rivolta ad una “associazione” gestita da una veterinaria comportamentalista e da una educatrice.
Ho pagato quasi 500 euro: 100 euro per una chiacchierata di mezz’ora, altri 400 per due lezioni da mezz’ora e 4 da un’ora, per strada perché non avevano un campo di addestramento.
Sin dall’inizio hanno cominciato a dirmi che per questo caso c’era ben poco da fare… alla seconda lezione hanno iniziato a lamentare problemi di compatibilità con gli orari (non avevano mai tempo o giorni liberi)… però avevo già saldato il conto (rigorosamente senza ricevuta o fattura) e per prendere i soldi non avevano avuto alcun problema.
Me la sono dovuta risolvere da sola.
Ho studiato e ho lavorato tanto con Nikita (esercizi per strada, nei parchi, all’area cani e giochi cognitivi ogni giorno).
Ora sono felice di dire che Nikita é capace di stare ovunque, é tranquilla, rilassata e non ha più alcun problema né con le persone, né con i cani, né con l’ambiente.

Nel frattempo, vista la passione per i cani, io e mio fratello decidiamo di prenderne un altro. Lui, da sempre innamorato degli american bulldogs, mi convince a prenderne uno.
Abbiamo girato almeno 4 allevamenti, per trovare “quello giusto” (allevatori che amano i propri cani). Leon era l’ultimo rimasto di una cucciolata, l’abbiamo preso “al volo” (aveva 82 giorni, tutti passati serenamente con fratelli e genitori).
Da subito c’é stata gente pronta a prenderci in giro o a metterci in guardia da una razza così “pericolosa”. Secondo i grandi esperti da giardinetti (tutti sciurmario, sciuremarie e cuggini con 20 anni di esperienza coi molossi) il nostro cane, in mano nostra, avrebbe fatto danni. Che so, si sarebbe rivoltato contro di noi, avrebbe sbranato cani per strada, ci avrebbe trascinati al guinzaglio (per via della taglia)…
Non ti dico la faccia che ha fatto il negoziante quando volevamo comprare una pettorina per Leon. Rideva e ci guardava come alieni. Io non ho nulla contro chi sa usare il collare a strozzo, ma per me l’ambull con la pettorina é una sfida: non deve tirare perché a lui piace starmi vicino, non ha bisogno di tirare, si gira se lo chiamo e mi da attenzione.

Ah, dimenticavo di dire: contro tutte le pessimistiche previsioni dei soliti “esperti etologi”, Nikita ha accettato da subito Leon, dal primo momento in cui l’abbiamo portato a casa. L’ha adorato, gli ha insegnato il meglio che poteva e Leon, naturalmente, ha ricambiato.
Mai ho dovuto separarli, mai ho visto un ringhio o una rissa tra loro (nemmeno quando do loro gli ossi di pelle di bufalo), tra i due vedo solo giochi e affetto.
Certo, fino a un po’ di mesi fa Leon era piuttosto reattivo (in giro é pieno di gente col cane che esce di casa incazzato col mondo e pronto a litigare con tutti), ma stiamo lavorando tanto per risolvere il problema.
Mi sono impegnata, come ho fatto con Nikita, e i risultati li vedo ogni giorno, con grandi soddisfazioni.
Leon e Nikita non sono perfetti, non sono “i migliori”, ma sono orgogliosa di loro perché hanno ripagato i miei sforzi ed il mio impegno quotidiano.
Adesso ho un altro obiettivo: vorrei trovare e frequentare un buon corso per educatori cinofili e farlo insieme a Leon (ma devo trovare una scuola che lo accetti), per dimostrare alla gente, soprattutto agli esperti da giardinetti, che un american bulldog sa essere intelligente e addestrabile, sa stare con le persone e i bambini, é un ottimo compagno di vita. Basta impegnarsi un po’.
Ah, nonostante Leon sia un cane reattivo, tra i suoi tanti amici abbiamo un amstaff di 3 anni, un leonberger di 15 mesi, un cocker di 18 mesi… tutti maschi, interi.

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11 Commenti

  1. brava ! complimenti per l’impegno e continua così 🙂 valeria ti saprà di certo suggerire il nome di qualche educatore, istruttore, addestratore (li cito tutti così nessuno si offende .. 😉 .. ) dove andare con i tuoi bimbotti 🙂

  2. Va bene tutto ma non mettere l’ eye liner a leon! Hihihihihihi

    Ovviam e’ una battuta! Il trucco sugli occhi e’ troppo perfetto per essere vero!
    Brava per quanto hai fatto. Non e’ da tutti, lo sai?! Complimenti!

  3. Grazie Barbara.
    Volevo solo spiegare alla gente che, se ci impegnamo e lavoriamo insieme ai nostri cani, loro sicuramente ricambiano i nostri sforzi e la nostra buona volontà. Sono molto più intelligenti di quello che si pensa…

  4. @ Connie

    colgo l’occasione data dalla tua bella testimonianza per farti qualche domanda sull’American Bulldog

    – “Rispettoso, mai invadente, non tenta di risalire la scala gerarchica familiare per imporsi e dominare, sa stare al suo posto al fianco del proprietario. Ama i bambini, che protegge con amore, e si lega a tutti i componenti della famiglia”. Questa descrizione del carattere ti trova concorde? in cosa non ti convince?

    – “L’A.B. stabilisce un rapporto stretto con il suo proprietario. Necessita di un proprietario dal polso fermo, coerente e responsabile. Ama condividere con lui le passeggiate e i momenti di gioco necessari per sfogare le enormi energie della razza”. Il verbo sfogare mi spiazza un po’ … nel senso, è un cane che necessita di sgroppate quotidiane in ampi spazi o (come altri molossi) dopo i 5 minuti di sprint è spompato? quello che cerco di capire, immaginandomi (in un futuro remoto) padrone di un cane del genere, è se posso gestirlo … per passeggiate quotidiane anche lunghe non importa … se invece si tratta di essere degli atleti olimpici …

    – “Eccelle più nella difesa che nella guardia perchè non è un cane territoriale abituato a difenderegrandi aree, ma un difensore della casa e delle persone che la abitano”. Leggendo questo mi par di capire che sia un cane che può adattarsi senza troppi sacrifici a vivere in appartamento, è così? o tu non suggeriresti questa razza per una vita in appartamento?

    – “Nei confronti degli estranei ha un comportamento che potrebbe trarre in inganno: socievole ed espansivo in presenza del proprietario, diventa guardingo in sua assenza”. Questo aspetto, se vogliamo di “doppiezza” è vero? l’hai riscontrato? posto che un buon proprietario deve conoscere (bene) il suo cane (quindi mettendo in conto di frequentare un corso di obbedienza e quant’altro), si deve stare sempre sul chi vive oppure è un cane a cui si può dare fiducia?

    Bòn, non mi vengono altre domande per adesso … ti ringrazio in ogni caso (sia che mi rispondi o meno).

    Ah! i virgolettati li ho tratti dalla rivista “Il mio cane – tutte le razze” Sprea

    Saluti a tutti e alla padrona di casa che ospita il mio sciurmariesco intervento. Up the Irons!

  5. Ciao Hohenheim,
    rispondo molto volentieri alle tue domande.
    Premetto che io non sono una super-esperta di american bulldogs (e neanche di cani in generale) ma, da quando abbiamo deciso di prendere un ambull, mi sono messa a “studiare” per comprendere quanto più possibile questa razza e per imparare a gestire al meglio (nel senso di “come meglio posso”) il mio cagnone.
    Detto questo credo comunque che ogni cane (di qualsiasi razza o meticcio) abbia una propria personalità, che lo rende “unico ed inimitabile”, che lo rende “speciale” e che trascende da qualunque regola e standard che possiamo trovare su libri e manuali cinofili. Il carattere, come sai, ognuno di noi se lo “forma” attraverso un mix di fattori ambientali e genetici e credo che questo, ovviamente, valga anche per i nostri cani. Insomma, molto dipende dalla famiglia e dall’ambiente in cui un cane cresce.
    Fatta questa premessa rispondo subito alle tue domande ma ti avviso ancora: baso le mie risposte sulla mia esperienza personale con Leon, con il quale divido praticamente tutto, anche il letto. 🙂

    – E’ vero che l’ambull sia rispettoso nei confronti della famiglia/branco e della casa in cui vive. In base alla mia epserienza, Leon non ha mai distrutto niente (mobili, porte, muri ecc.) e mia madre lo adora (lo chiama “il mio piccolino”). Non fa danni nemmeno quando gioca alla lotta con Nikita. Lui ormai pesa 55 kg circa (ha 2 anni e si pensa che finirà lo sviluppo a 3) e Nikita 19 kg; saltano, corrono e fanno la lotta ma lui non le ha mai fatto del male. Tutti e 3 insieme facciamo anche giochi cognitivi e giochi di ricerca (in casa, quando piove o non si può uscire), ma non c’è mai stato un problema. Sin da cucciolo lui imparava da lei. E la rispetta sempre. Però, essendo realista, credo che questo possa accadere molto più difficilmente nel caso di due maschi (di cui almeno un ambull) che convivono…
    Per quanto riguarda i bambini Leon è buonissimo (malgrado la mole), gli piacciono molto (merito dell’allevatore che ha due bimbi piccoli e li fa interagire con tutti i suoi cani, cuccioli compresi) e se capita di incontrarne per strada ci fermiamo volentieri per un saluto (quando i genitori non scappano terrorizzati).

    – E’ vero che L’ambull stabilisce un rapporto stretto con il suo proprietario. Verissimo, ma credo che sia tipico dei molossi in generale.
    Per le passeggiate quotidiane… Beh, l’american bulldog non è come il border collie, non è un tipo da agility. Se lo porti in campagna o “per boschi” è in grado di seguirti per ore, durante le passeggiate. Non ha un bisogno costante di correre, ma le lunghe camminate lo rilassano molto e sono uno stimolo continuo per la sua mente (però questo vale per tutti i cani). Io non sono un’atleta olimpica, ma una sportiva sì. Sono abbastanza energica per gestire Leon al guinzaglio quando si agita (perchè capita qualche volta, quando altri cani gli abbaiano o lo minacciano) e per camminare con lui ore e ore ovunque (in campagna ma anche in giro per la città). Diciamo che, come quasi tutti i cani, l’american bulldog ha bisogno di lunghe passeggiate e giochi con il proprio “capo”, per essere felice e rilassato.

    – L’ambull vive benissimo anche in casa, a patto che quotidianamente gli sia concesso di uscire e di fare esperienze di vita con il proprietario. Io vivo in un appartamento e ho due cani. Non abbiamo nessun problema di spazi nè di convivenza di gruppo. Per quanto riguarda la difesa, a casa mia Nikita abbaia solo quando sente rumori per le scale e Leon, sentendo lei abbaiare, le si siede proprio dietro, silenzioso ma “in attenzione”. Credo che, se qualche malintenzionato entrasse in casa, lui potrebbe muoversi in nostra difesa, ma senza “urlare troppo”, senza fare rumore.

    – L’american bulldog, se ben educato e ben allevato, non è “stupido”. Sa bene quando e come intervenire in difesa del proprietario. E comunque credo che questo debba valere per ogni cane (da guardia, difesa o da salotto). Io credo che la cosa più importante che un cane debba acquisire nella crescita sia la fiducia, intesa come “fiducia in sé stesso” e “fiducia nel proprio leader”. Le paure, le insicurezze, molto probabilmente determinano un carattere diffidente e paura nei confronti del prossimo, che può diventare aggressività.
    Però tieni conto che, in genere, l’ambull è un cane reattivo e “fiero”, non accetta facilmente di sottomettersi agli altri cani durante il gioco o gli incontri per strada. Per questo io credo sia un cane impegnativo. Quando addenta qualcuno, è davvero difficile aprirgli la bocca. E’ un po’ come il pitbull (sono cugini), che dall’american bulldog pare abbia “ereditato” la “gameness”.
    Io vivo in città e non me lo sogno nemmeno di lasciarlo libero a passeggiare per strada. Non è un “cane da parchetto” o da area cani. Nel senso che, se gli danno fastidio e si difende, può essere pericoloso (per la mole e per la presa del morso). Però, se riesci a trovare un buon educatore/addestratore e lavori molto con il tuo cane, credo che potresti superare molti “limiti” dovuti alla razza.

    Spero di averti risposto in maniera esauriente, resto comunque a disposizione per qualunque altra curiosità.
    Ringrazio anche Valeria Rossi che mi ha incoraggiata a far conoscere la mia esperienza di vita con i miei cani “problematici” e spero che lei interverrà a correggere ogni mio errore in merito a quello che ho appena scritto. Sono una appassionata, sì, ma non un’esperta. 🙂

    Un saluto
    Connie

  6. @ Connie

    grazie infinite per la risposta esauriente: le risposte di chi vive quotidianamente il proprio cane non avranno quell’allure proprio del superespertone, che sciorina tesi, paroloni, ecc … ma hanno il valore infinitamente superiore della realtà.

    Un esempio di quanto penso è che dalla lettura dell’articoletto (citato nel precedente messaggio) non era messo in luce l’aspetto caratteriale della dominanza, che tu invece non hai nascosto. Ovviamente non mi metto le mani nei capelli (anche perchè ne ho pochini … =__=”) ma se mi fossi fidato solo dell’articolo avrei pensato ad un “patatone” pacioso con tutti, mentre tu giustamente hai rimarcato anche questo aspetto, importante soprattutto in un contesto cittadino che coinvolge la maggior parte dei proprietari di cani.

    Per ora non ho altre domande, per cui ti ringrazio ancora e ti auguro un “in bocca al lupo” per la tua avventura con Nikita e Leon. Se posterai altre testimonianze non mancerò di leggerle!

    H.

  7. Ma quest’articolo è davvero commovente!
    Rivedo nella tua storia…praticamente tutte le tappe della mia!
    Una storia fatta di difficoltà, di paure, di dubbi…di continui scontri con chi ti chiedeva chi mai te l’avesse fatto fare…ma soprattutto questo non mollare mai! Chiedere, informarsi, una continua ricerca dove si impara come fare e soprattutto come NON fare…e alla fine il regalo più grande: l’amore e la serenità incondizionata dei nostri amici a quattro zampe!
    Congratulazioni per la tua storia! Credo che persone come te siano da prendere come esempio.
    Eheh, se non fosse che io proprio con la pettorina non mi trovo bene ma non immaginarmi come una persona che strattona i propri cani. Uso lo strangolo è vero, ma se si sa come utilizzarlo, è molto valido secondo me!
    Un sorrisone anche per il tuo Leon che va d’accordo con tutti gli altri maschi interi. Io ho due maschi interi: un meticcio come la tua Nikita e un ferocissimo cane cattivo Dobermann come il tuo Leon (anch’io mi sono sempre sentita rivolgere le stesse noiosissime frasi su cani cattivissimi) hanno 9 mesi il primo e 3 il secondo. Sono giovani e per ora le risse non ci sono state. Io ci sto lavorando come una matta perché siano sempre così, e leggere che il Leon nonostante non sia più un cucciolone sia ancora così mansueto, mi tranquillizza tanto! ;D

  8. Haruhi, grazie per il commento positivo nei miei confronti.
    Efettivamente, però…. Io non ho mai avuto momenti di paura o di difficoltà particolari con Leon….
    Solo qualche inc…atura quando, per strada, incontriamo il/la “demente di turno” il cui cane, regolarmente, abbaia alla vista del mio. E sai cosa mi fa arrabbiare? Innanzitutto non fanno niente per zittire il cane o per correggerlo, ma si limitano a spostarsi un po’, tirando il canetto per il guinzaglio. E poi ci sono le loro stupidissime guistificazioni: “Eh, abbaia perchè il tuo cane è grosso.” Oppure:”Eh, siccome il tuo ha il muso da molosso, il mo non è abituato…” E via dicendo. Allora sì, mi viene il nervoso. Ma fino ad ora mi son sempre controllata: non ho mai fatto piazzate né risposto da maleducata a nessuno (non voglio dare soddisfazioni a chi dice che “quelli col cane così” sono truzzi e violenti).
    Io ammetto di avere un cane reattivo e prendo precauzioni, ma loro hanno cani problematici e ne sembrano orgogliosi.
    Certo, Leon non è perfetto, assolutamente no, e devo ancora lavorare molto con lui. Ma spero di frequentare al più presto un corso da educatore cinofilo (Valeria ha dato indicazioni a proposito) e vorrei farlo insieme a lui, per correggere ogni errore e migliorare ancora.
    Ah… Un’ultima precisazione: Leon non va daccordo con tutti i maschi interi. Magari! I cani di cui hai letto sono alcuni dei suoi amici e sono maschi interi, ma non è che vada daccordo con tutti quelli che incontriamo in giro….

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