di VALERIA ROSSI – Gli articoli, per me, stanno diventando come  le ciliege: uno tira l’altro, nel senso che scrivendone uno mi accorgo che ci sono argomenti che meriterebbero un maggiore approfondimento…e allora ne scrivo un altro.
Quando sarete stufi, ringhiatemi e capirò!
Stavolta mi è capitato di toccare l’argomento “selezione a metà” …e in realtà è un po’ che ne volevo parlare: quindi colgo la palla al balzo (dopo essermela tirata da sola) e ne parlo.
Che significa “selezione a metà”? Significa allevare cani “solo” da lavoro o “solo” da bellezza, il che è diventato quasi la prassi.
Prassi che a me fa venire le bolle.

Gli esempi più clamorosi di questa tendenza si vedono soprattutto nelle razze più diffuse e più facilmente commerciabili: pastore tedesco in primis. Questa è stata la prima razza a venire spaccata letteralmente in due: da una parte cani belli ma non sempre perfettamente equilibrati (timidi, nervosi, troppo aggressivi, paurosi e così via), dall’altra cani eccezionali nel lavoro, ma spesso bruttarelli e come la notte (alcuni  si fatica proprio a capire che sono pastori tedeschi).
Gli allevatori di entrambe le “fazioni” vanno orgogliosissimi del proprio lavoro. Io, quando ho visto la piega che stava prendendo l’allevamento di questa razza, l’ho mollata e mi sono messa ad allevarne un’altra… tanto per chiarire quanto mi piaccia questo andazzo,  che per me rappresenta  una vera e propria deriva cinofila.

Ovviamente il cattivo esempio è stato immediatamente seguito da centinaia di allevatori con centinaia di altre razze, perfino quelle meno commerciali: il pastore Maremmano-Abruzzese non è sicuramente un cane “che si venda come il pane”, eppure anche lì, tra i soggetti rustici e quelli da show, sembra di vedere due razze diverse.

In generale, però, la tendenza si fa tanto più forte quanto più il cane diventa “di moda”: basti guardare labrador e border collie, ma ultimamente anche il malinois.
Show da una parte, lavoro dall’altra: con gli allevatori tutti felici e soddisfatti di mostrare i propri campioni…ma ancor più di poter sputtanare “l’altra sponda”.
“Eh, forse i miei cani non andranno sulla manica a trecento all’ora…ma quelli che ci vanno non si possono guardar nel muso, da tanto che son brutti! Non sono neanche più malinois!”
E dall’altra parte: “Eh, quelli da show saranno anche belli esteticamente, ma poi? Se vedono un figurante se la fanno sotto! Non sono neanche più malinois!
Il tragico è che hanno ragione tutti e due: perchè non si sta più allevando una razza, ma una sola caratteristica di quella razza. Mezza razza, insomma. O, peggio ancora,  “un terzo di razza” qualora ci si dimentichi anche dell’argomento che dovrebbe essere decisamente prioritario rispetto agli altri due, e cioè la salute.

E se qualcuno può pensare che la salute sarà più tutelata da parte di chi alleva cani “da lavoro”, perché i problemi fisici impediscono ai cani di essere funzionali al cento per cento, si disilluda subito: c’è pieno così di border da lavoro displasici, di cani da difesa cardiopatici e così via.
Perché? Ma perché nessuno bada più alla “durata” della funzionalità: l’importante è che il cane possa vincere la gara X, o fare il campionato di bellezza Y, entro i 3-4 anni di età (ovvero entro il fior fiore dell’età riproduttiva. Perché sui cani si guadagna facendo monte e vendendo cuccioli, tutto il resto è secondario). Se poi il cane a 5 anni muore, amen.
Anzi, secondo qualcuno è pure meglio, perché così si potrà vendere un nuovo cucciolo al proprietario in lutto: purtroppo questa frase me la sono sentita dire da un’allevatrice con la massima nonchalance, come se fosse la cosa più normale del mondo. E quando io ho reagito facendo due occhi così O___________________________O, lei mi ha guardato con l’aria di pensare “Povera scema, non hai capito proprio niente della cinofilia”.

Invece io penso che non abbia capito niente lei, guarda un po’: né tutti quelli come lei.
Perché il cane non si alleva per far soldi, ma per passione. Per tutelare e migliorare le razze, non per dividerle in due o in quattro o in otto. Guarda caso (e da persona di sinistra lo dico con la morte nel cuore: ma lo devo dire lo stesso!), finché l’allevamento cinofilo è stato in mano a nobili, VIP e in generale a persone economicamente abbienti, certe schifezze non si sono mai viste.
E’ il bisogno di soldi, purtroppo, a far scattare certe derive.
E lo so che in questo modo sembro dar ragione a chi getta fango sugli allevatori ritenendoli biechi speculatori sulla pelle dei cani: ma grazie al cielo NON sono tutti così.
Gli Allevatori con la A maiuscola esistono ancora, ne esistono ancora tanti: e la maggior parte di loro non dirà mai di allevare “linee da bellezza” o “linee da lavoro”. Diranno di allevare la razza X, che deve essere tipica, equilibrata e – prima di tutto – sana.
Perché non si può e non si deve scegliere: bisogna cercare il massimo in tutti e tre i campi.
Solo che, purtroppo, è difficile. Ci vogliono pazienza, competenza, anni di studio e di tentativi: non tutti i cuccioli riescono col buco.
Certo, prendere le scorciatoie è più comodo: peccato che così si rovinino i cani.

Vista la piega (anzi, ripeto: la deriva) che ha preso la cinofilia ufficiale, c’è purtroppo da dire che per alcune razze la scelta è diventata obbligata: devi “specializzarti” in bellezza o lavoro, perché se fai entrambe le cose (e curi anche la salute) i tuoi cani (quelli che io chiamo “vie di mezzo”) non li vuole più nessuno.
In questo caso io tendo a privilegiare chi si occupa di lavoro, purchè si sforzi di garantire anche la salute: tanto che il mio più recente metro per valutare un allevatore è quello di controllare la lunghezza della vita media dei cani da lui prodotti.
Però resta sempre un lavoro a metà, e la colpa NON è tutta degli allevatori: anzi!
Non c’è offerta laddove non c’è richiesta… e se il pubblico (e i Giudici…) chiedono performance talmente spinte da risultare quasi innaturali (anzi, senza “quasi!”), è evidente che chi alleva si impegnerà per ottenerle.
E siccome fare cani “belli bravi e sani” è già un’impresa improba, fare cani “bellissimi bravissimi e sanissimi” è al limite dell’impossibile: quindi si va a fare una scelta e si seleziona una caratteristica (due quando va bene, mettendoci anche la salute) a discapito dell’altra o delle altre.
Cos’ha a che fare, tutto questo,  con la passione e l’amore per il cane?
Niente, ovviamente. Ha a che fare con la passione per i soldi.
Ma siccome allevare costa, e costa moltissimo (in termini economici, di impegno e di tempo), è facile fare processi stando seduti al pc: mentre è un po’ meno facile riuscire ad allevare cani veramente “completi” (sani-tipici-bravi, magari senza bisogno di essere Superdog), e scoprire che non interessano a nessuno.
A quel punto, che fai? Te li mangi per merenda? Ti mantieni dieci-venti-cento cani senza che ti rientri mai un centesimo?
Eh… se ti chiami Bill Gates, forse puoi farlo: in ogni altro caso,  o chiudi bottega o scendi a compromessi e cominci a produrre ciò che il mercato ti chiede.

Il vero problema, però, è capire “perché” il mercato richieda Superdog anziché cani normali: ma la cosa, sinceramente, sfugge alla mia comprensione. Così come, peraltro, mi sfugge il motivo per cui debbano esistere sport in cui ti devi dopare per forza, altrimenti sei tagliato fuori. Che ancora capirei se lo facesse “uno”: quello ottiene performance straordinariamente superiori alla media, vince tutto, diventa ricco e famoso… e ci sta: ha barato, fa moralmente schifo, ma almeno ha ottenuto qualcosa a cui evidentemente teneva più che alla sua dignità e onestà. Ma quando lo fanno tutti? Che senso ha?
Le forze in campo tornano a livellarsi, quindi è come se non lo facesse nessuno: però si spaccano tutti allegramente cuore, fegato, perfino sessualità. Sono dei geni!
Sembra un’assurdo totale, eppure succede e sappiamo tutti come e dove succede.
Chi non è disponibile a questi compromessi deve scegliere sport diversi… e anche chi non è disponibile a veder spaccare le razze in due deve scegliere una razza diversa.
Io l’ho fatto, per esempio, mollando il pastore tedesco (che adoravo) e mettendomi ad allevare siberian husky: ma tempo un par di annetti gli husky sono diventati di moda, e pure lì si sono cominciate a vedere nette divisioni tra cani da lavoro e cani da show (ora che la moda grazie a Dio è finita, la tendenza è un po’ rientrata…ma i danni sulla razza si vedono ancora).
Forse l’unica sarebbe allevare cani “non” da lavoro: ma anche in questo caso si rischia di ritrovarsi alle prese con la dicotomia tra cani normali e cani ipertipici (che vengono fatti vincere, anche se l’ipertipo è sempre pericoloso per la salute, e quindi diventano esempi da imitare).

Siamo in balia di Giudici pazzi?
Ma magari fosse così semplice, la risposta!
In realtà devo confessare (pur avendo giudicato soltanto expo amatoriali, perché non sono un giudice ENCI), che anche per chi è sano di mente (come spero di essere) e assolutamente convinto della necessità di non dividere le razze in due (come sono sicura di essere) la tentazione di premiare l’ipertipo è fortissima.
Un cane ipotipico lo guardi e pensi “poveraccio, che brutto”: non fai fatica a segarlo.
Un cane che sia appena appena ipertipico (che abbia, cioè, alcune caratteristiche di razza un pochino più marcate della media, non troppo), lo guardi e pensi “Che figo!”.
Così come lo pensi del cane che fa un attacco, o un percorso di agility, a cento all’ora.
L’approssimazione per eccesso, quando è appena accennata, “fa scena” e ti porta a premiarla: ma dall'”appena accennato” all'”esagerato”, purtroppo, il passo è brevissimo.
Il cane “un pochino più bello” (o bravo) viene – anche giustamente, se vogliamo – premiato: ma siccome viene premiato, si riproduce  a tutto spiano.
E siccome si riproduce, a volte passa anche un po’ “più” di quello che ha… specie se lo si accoppia con un partner che a sua volta è “un pochino più qualcosa” della media: ed è così che, nel giro di due o tre generazioni, ci si ritrova a passare dal “molto, molto tipico” al  dannato ipertipo.
Solo che ormai i cani sono diventati tutti così, e il soggetto che solo cinque o sei anni prima era un cane splendido, perfettamente aderente allo Standard, ora sembra lui il poveraccio.

Ci vorrebbe un mondo cinofilo capace di fermarsi al momento giusto (facile a dirsi!); ci vorrebbero Giudici capaci di capire che quel cane “così figo” rischia di sbilanciare la razza verso il “troppo”, anziché verso l'”un po’ di più”.
Non dico che sia proprio un’utopia, ma di sicuro non è facile.
E siccome invece è facilissimo adeguarsi e cavalcare l’onda, ecco che di razze spaccate in due ne vediamo sempre di più… e che quella veramente utopistica è la speranza di tornare indietro.
Qualcuno ci sta provando: nel campo della bellezza, per esempio, alcuni Standard sono stati modificati, almeno sulla carta, proprio per ridurre gli eccessi.
E’ successo nel bulldog e nel bassethound, per esempio, razze in cui i soggetti ipertipici fanno fatica addirittura a respirare o a muoversi: però, finora, non è che sui ring io abbia visto grandi passi indietro.
Anche perché tornare indietro significa – tanto per cominciare – utilizzare cani scarsamente dotati. Cani “meno” belli o “meno” bravi di quelli a cui ci siamo abituati. E  fare una simile scelta non è per niente facile, per un allevatore: specie se, dopo averla fatta, vi ritrovate con una cucciolata di cani che magari respirano meglio, o camminano più agevolmente… ma che sul ring vengono ignorati dal Giudice, perché sono meno appariscenti degli altri.
Idem per quanto riguarda il lavoro, dove i soggetti più spinti sono anche cani riservati ai professionisti, praticamente ingestibili da una famiglia normale: e questo può far pensare che gli allevatori si siano dati la zappa sui piedi, perché si venderanno anche meno. Invece no!
Provate a far nascere cani dalle doti “normali”, provate a portarli in gara e a venirne fuori con un Molto Buono, mentre i Superdog prendono gli Eccellente: il vostro cane produrrà probabilmente cuccioli più equilibrati e più “facili”, che possono vivere in qualsiasi famiglia… ma pensate davvero che si vendano meglio (come sarebbe giusto e logico che fosse)?
Neanche per idea! Perché non solo i cinofili esperti, ma anche i Sciurmari e le Sciuremarie si scapicollano a cercare i figli dell’Eccellente, anzi, del primo Eccellente. Del campione di questo e quello, del cane che ha vinto di tutto e di più.
Poi, magari, con quel cucciolo lì non riescono a camparci, non ne escono vivi, ti scrivono disperati: “Ha cinque e mesi e morde/ringhia/scappa/mi distrugge la casa”.
MA VA’?!?
Verrebbe da rispondergli: l’hai voluta la bici?
Ma il fatto è che, rispondendogli così, si rischia di vedere fare una brutta fine al cane. Quindi si cerca di dargli una mano comunque, pur sapendo che un cane così, in mano al Sciurmario, sarà sempre una bomba innescata e che lui sarebbe stato molto più felice con un cane “normale”.
Peccato che i “cani normali”, almeno in certe razze, non esistano più.
Proprio come non esistono i wrestler puliti e non dopati (giusto per citare solo uno dei vari sport interessati dal fenomeno: e ne cito uno poco praticato in Italia, così non parte nessuna  polemica).
Mi dispiace dirlo, ma l’unica, forse è non fare wrestling e non allevare razze di moda  (ah, ah!  Come no…).
Se qualcuno ha in mente alternative diverse, per favore,  mi faccia un fischio.

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126 Commenti

  1. Tutti e dico Tutti, nessuno escluso, coloro che allevano e coloro che hanno intenzione di farlo in

    futuro, dovrebbero leggere questo articolo e fermarsi a RIFLETTERE…….

    • Eccellente articolo, complimenti!!! Solo una mia piccola considerazione: ipertipo (come per altro ipotipo) sono fuori standard. E questo si dovrebbe sempre ricordare (soprattutto i giudici). Il discorso dell’estremizzazione è una deriva mentale costante. Hai il cane toy, se è sottotaglia meglio; il cane di taglia grande se è oltre la taglia standard diventa oggetto di vanto….E così via…Ma se i cani venissero valutati seguendo lo standard e premiando più la sostanza che l’apparenza, forse si assisterebbe a una deriva minore.

      • Ecco, da assoluta profana stavo per fare la stessa considerazione di Luisa però sotto forma di domanda: iper e ipo non dovrebbero definire il fuori standard (che è il “tipo”)? E comunque anch’io preferisco le versioni da lavoro (il maremmano in expo nun se può guardà…)

    • L’altro giorno, nel parco dove porto le mie, è arrivata una splendida grigiona: è stata scambiata per una meticcia anche dai proprietari di PT (che nella mia zona abbondano). Per tutti, ormai, il PT è uno solo, quello da expo, possibilmente con il culo a terra.

      • Non tutti i “non grigioni” sono esemplari da expo, esistono anche neri e nero focato da lavoro, come esistono grigi da bellezza (anche se assai più rari dei nero focato da bellezza).
        Ogni volta, quando si discute di grigioni e cani da bellezza, si tende a generalizzare in questo modo (almeno qui in Italia, altrove non so): grigione=lavoro (sempre e comunque), nero focato=bellezza (sempre e comunque), ebbene, non è così.

    • Concordo! Però non è “fatto a Rex” e quindi alla gente “normale” fa schifo 🙁
      A me i grigioni piacciono un sacco, ma di sicuro i “bellezzari” son fatti in un altro modo…

  2. Leggendo questo articolo mi torna in mente la faccia che avevo fatto quando avevo visto per la prima volta esemplari di Australian Shepherd ad un’esposizione canina. Da ignorante (quale sono tuttora), il primo pensiero che ho avuto è stato “chissà se sotto tutto quel bel pelo curato c’è un cane che sa fare il suo lavoro?!?!?” Considerazione fatta visto che io ero abituata a vivere gli Australian (così come i Border) nell’ambiente dell’equitazione e quindi abituata a vederli anche lavorare sul bestiame…e un pelo così, se il cane lavora in mezzo al fango, alla terra, te lo scordi! 🙂 🙂

  3. Il fatto è, a mio avviso, che la gente che vuole un cane “normale” (che nella nostra mente è un cane abbastanza tipico sia come aspetto che come carattere) compra perlopiù dai cagnari (senza saperlo, ovviamente) e agli allevatori che fanno le expo arriva un pubblico diverso che sa o crede di sapere più cose…
    E anche se si va in un allevamento serio, cosa si può giudicare? Al massimo l’aspetto dei cuccioli e della mamma e come sono tenuti i cani…

    • Be’, non solo: giudichi anche il carattere,se non ti limiti a guardare dentro i box ma chiedi anche di vedere qualche cane libero. E poi puoi giudicare i risultati, nel caso di cani da lavoro: non dico i campionati da superdog, ma almeno certificati di selezione, ZTP, BH… insomma, quelle prove che valutano se il cane è equilibrato e capace di vivere in una società normale. Quelli ci dovrebbero sempre essere, e se ci sono qualche garanzia te la danno.

  4. Concordo in pieno! Purtroppo anch’io che nel mondo della cinofilia non sono nessuno mi sono resa conto di questa cosa. Sono stata in expò con il mio dobermann 4/5 volte e lui non lo mettevo in kennel, stava fuori con me,, seduti a terra a fare gli stupidi a perderci il “miglior maschio” solo perchè eravamo fuori a giocare, l’ho sempre presa così, con tranquillità, poi ho cominciato a stufarmi di vedere, cani in kennel tutto il giorno, dobermann ipernevrotici, Border catatonici, terranova immobilizzati e spazzolati tutto il giorno, tutte quelle sfumature che rendono un cane…un cane di razza, Puff, sparite, rimane solo il “bello”. Io con il doby sono sempre stata penalizzata perchè NON era un super muscolato,NON era iperattivo e NON era alto abbastanza, che poi il mio misura un bel 72cm al garrese, quindi ,a differenza degli altri maschi che misuravano una bella spanna più del mio, ero l’unica ad avere il maschio in standard, nessuno ha mai dato peso al fatto che il mio era l’unico a non volersi mangiare il cane a fianco, l’unico a starmi al piede guardandomi negli occhi invece di doverlo strozzare con il collare, l’unico con le orecchie dritte coda rilassata occhi a palla e un sorriso a millemila denti. Ho anche visto lo schifo nei campi da lavoro comunque… dobermann dopatissimi, grossi, incazzosi, nervosi, mordaci, impossibili da gestire per una persona normale. Al che ho chiesto alla mia allevatrice di usare il mio cane per il suo allevamento, con una cagnina altrettanto equilibrata, non lo volevo per far soldi, perchè a me verrebbe in tasca un nonnulla, ma per lei, per farle avere un’allevamento di cani con la TESTA!!! lei invece no, vuole cani spinti, non gliene frega nulla dell’equilibrio mentale o che siano belli, per loro che lavorano l’importante è avere cani SPINTI. La cinofilia….tutta, per me sta andando in aceto!!!!!

  5. Secondo me si dovrebbero rivedere così tanto i criteri di premiazione che si farebbe prima a eliminare expo e affini, senza niente già si farebbero meno danni, ma per migliorare i cani bisogna pensare a premi diversi che includano comportamento, salute e longevità. E non basta il girettino del ring

  6. Personalmente allevo Malinois di linee da competizione, o se preferisci da lavoro, da 13 anni, sono nel mondo da lavoro da più di 20 anni prima con una “splendida grigiona a pelo lungo” e mi sento terribilmente offesa da questo articolo.
    Perche’ la prima cosa che dico e’: “allevo cani selezionati sulle doti caratteriali” quindi da lavoro.
    Lo dico per nn illudere nessun mio acquirente che con un mio cane possa vincere un super show, cio’ nonostante cerco di allevare in standard, dando tipicita’ ai miei soggetti e cercando di renderli dei grandi lavoratori.
    Affermazioni cosi’ generiche, si sentono da privati o improvvisati che devono giustificare il brutto di casa, ma spesso oltre che brutto e’ pure poco adatto al lavoro.
    Ci sono razze come la nostra, i Malinois che sono selezionati dalla fine dell’800 primi 900 in un certo modo da chi ha cercato di salvaguardarne proprio la tipicita’ caratteriale, ed anche se ai giorni nostri quei cani nn esistono più, perche’ i programmi sportivi richiedono cani sempre più duttili e precisi per salire sul podio, io sono fierissima della discendenza dei miei cani da quei grandi combattenti che sapevano saltare un muro più di 2,30 senza fatica.
    L’ipo o schh nn ha mai selezionato la salute degli arti dei cani, nn a caso le razze più fortemente displasiche sono quelle che nn hanno mai potuto competere in ring, e nn praticandolo in italia, anche la selezione sulla salute si deve fare con lastre radiologiche e nn con doti attitudinali.
    Puo’ sempre nascere “lo scarrafone” ma la selezione, oggi giorno e’ l’unica cosa che distingue un allevatore con le A maiuscola da un qualsiasi allevatore “modermo” che ha ricevuto affisso Enci facendo due normalissime cucciolate.

    Gradierei che fosse meglio specificata la differenza, e di nn lasciare nulla al caso in questo grande minestrone che hai fatto Valeria.

    • Yasmina, il “grande minestrone” è la situazione “normale” dell’allevamento italiano. Ovvio che i pochi (e santi) allevatori che ancora badano a tutto (salute, bellezza e carattere) possano incazzarsi… ma io devo parlare di ciò che succede “in cinofilia” e non in casa di Tizio o Caio.
      Posso dire che, per come che ti conosco, è verissimo che tu selezioni come dio comanda: ma l’ho anche specificato, che “non sono tutti così”. Il che non significa che non ce ne siano “troppi”, così, per non puntare il dito contro una situazione che, proprio perchè generalizzata, VA assolutamente stigmatizzata.
      E se i pochi santi ti offendono, mi dispiace…ma non cambio assolutamente opinione su quella che è “la cinofilia italiana” e non “casa di Yasmina” (e se è per questo, neanche casa di Valeria, quando allevava).

      P.S.: aggiungo che dovrebbero essere proprio i tuoi cani a vincere i Supershow, visto che sono i cani descritti dallo Standard. Se tu stessa dici che non possono vincere… qualcosa di stonato mi pare che ci sia!

    • cosa ci sia da trovare terribilmente offensivo non si sa. neghi che quello che ha scritto Valeria sia vero (escludento te e quei pochi altri che allevano bene)?
      sentirsi ‘terribilmente offesi’ perché si fotografa la situazione generale sa molto di coda di paglia.

  7. Guarda Valeria che i maggiori allevamenti conosciuti in italia considerati “da lavoro” allevano con gli stessi crismi e criteri, nn si tratta di “casa Yasmina”, molti di noi possono vantare di produrre soggetti tipici, considerati molto buoni in expo, con anche degli eccellenti e addirittura qualche BOB, valutati dagli stessi giudici come cani da lavoro e quindi sicuramente aventi giudizi complessivamente autorevoli per nn essere dei cani tipicamente da show, che vantano anche esenzione di displasia.
    Nn sto difendendo il mio giardino, quanto la categoria, visto che di Malinois hai parlato e pubblicato foto.
    Cio’ nn toglie la mia guerra proprio a quegli allevatori facenti parte degli “Allevatori di Malinois da lavoro” sulla scoperta e il voler affossare a tutti i costi la problematica dell’Emofilia A in cui ci siamo trovati negli ultimi 2 anni.

    Detto questo, ritengo che generalizzare nn sia ne formativo, ne cultura, ne prevenzione.

    E’ l’ultimo mio messaggio sul sito, ho profonde difficolta’ a risponderti con il telefono, “sei troppo pesante”…. da caricare…. 😀

  8. Valeria gli ultimi articoli mi danno l’assist per chiederti qualcosa riguardo ai boxer, da molti appassionati sento dire che nel tempo è diminuita la tempra ed è così aumentata l’aggressività da insicurezza e la mordacità, cosa ne pensi?

  9. Parlo da non “addetta ai lavori” ( nel senso che non allevo e non sono un esperta di razze ), perciò la mia è solo un idea: non sarebbe il caso di partire proprio con ua più stretta collaborazione tra il mondo delle expò e il mondo del lavoro? Nel senso che non si può pretendere che l’allevatore singolo ( che deve pur vendere qualche cane, anche se ha un altra attività oltre all’allevamento per mantenersi il numero di cani che può permettersi è cmq limitato ) si metta a produrre cani belli e bravi, rischiando praticamente di non vendere più….

    Secondo me è una cosa che deve partire, se non “solo da” almeno “anche da”, i giudici intanto, che potrebbero collaborare, cioé giudicare il loro ambito tenendo conto anche dell’altro: un giudice di expò tenga in mente la funzionalità del cane quando deve scegliere che soggetto premiare, penalizzando il soggetto che pur sembrando “più bello” presenta caratteristiche scomode sul lavoro ( es. penalizzare un border collie col pelo troppo lungo e abbondante: è più bello, ma quando lavora il cane si appesantisce con quintali di fango o resta impigliato nelle sterpaglie ) e il giudice di prove di lavoro tenga conto anche delle caratteristiche di razza quando giudica, penalizzando un cane che magari fa una performance eccezionale, ma “atipica” per la sua razza ( es. un cane corso che va sulla manica a 1000 km/h è molto più figo, ma non è un cane corso: il cane corso deve essere potente, deciso, ma riflessivo, non scattante e rapido, quello è il malinois ).

    Inoltre penso sarebbe utile distinguere, per sport che ripresi dal lavoro originario di certe razze es. sheepdog, IPO ecc., tra gare puramente “sportive”, in cui si valuta SOLO la qualità dell’addestramento del cane, indipendentemente dal cane che partecipa, che però NON HANNO VALORE ZOOTECNICO ( nel senso che se anche vinci, non puoi dire che il tuo è un cane da lavoro, come non lo dici quando vinci una gara di agility o dog dance ) e gare invece CON valore zootecnico, dove la performance/addestramento è meno importante e viene invece valutato il fatto che il cane si comporti secondo le sue caratteristche/attitudini di razza, quindi se vinci puoi dire che il tuo è un pt/malinois/schnauzer da lavoro, nel senso che si comporta nel suo lavoro come dovrebbe comportarsi per la sua razza. Meglio ancora se queste gare con valore puramente zootecnico e non agonistico fossero “per razza” ( o gruppo di razza simili ) organizzate dai club di razza.

  10. parlo da superignorante terra terra: i quattro cani che ho/ho avuto sono tutti meticci e in fatto di razze so solo quello che ogni tanto leggo in qua e in là. Non sapevo che si fosse potuti arrivare a situazioni del genere: leggere questo articolo mi ha fatto veramente venire i brividi 🙁

  11. Una soluzione non è semplice perchè è nella natura umana non accontentarsi e volere sempre di più. Faccio un esempio slegato dalla questione canina:
    Io sono esperto di Culturismo e il fisico perfetto è senza dubbio quello degli atleti agonisti degli anni 60/70, diciamo che comunque si è rimasti umani fino ai primi anni 90 (e il contestuale arrivo del GH sintetico). Chiunque ami questo sport è concorde con me….eppure oggigiorno al Mr Olympia si vedono mostri di 130kg al 3% di massa grassa alti 1,70cm. Anche qui la colpa non è degli atleti (allevatori nel caso dei cani) ma finchè vincono i mostri si deve diventare mostro.
    Il cambiamento dovrebbe partire dalle federazioni perchè se si aspetta che il pubblico non preferisca il mostro al normale essere umano o il supercane al normale cane….beh campa cavallo che l’erba cresce.

    Anche perchè il neofita o il completo ignorante non ha idea dei pericoli che causano l’ipertipo, qualche tempo fa parlavo con una cliente che voleva acquistare un bulldog e si stupiva dei prezzi altissimi degli allevatori e pensava di acquistare il cane su internet….

    • Hai ragione Joker, questo purtroppo un tipico comportamento umano. Dire il vero fin’che si tratta del proprio corpo o mente il quale si voglia distruggere, non mi fa particolare effetto, dal momento che ogni uno ben cosciente i rischi che corre. La scelta fa l’individuo e coinvolge solo se stesso.
      Quello che mi fa rabbia è che lo stesso comportamento l’uomo trasferisce su tutti gli essere viventi, senza farsi tanti complimenti. Un allevatore dovrebbe come principio tenere presente il benessere del cane a 360°, e solo dopo tutto il resto. Cani tipici, sani ed equilibrati. Che uno sarà più tipico e/o più equilibrato dell’altro è più che normale. Ma spingere solo l’aspetto fischiandosene di tutto il resto, e lo stesso tempo affermare che ciò si fa per amore della razza, una cosa assurda e fasulla.
      Del resto lo è anche la selezione che tiene conto solo del carattere. Senza tipicità lo stesso non si può parlare di razza. Non parlando del fatto che molti cani da lavoro caratterialmente spesso sono spinti oltre tanto, quanto alcuni loro cugini da show con la bellezza.
      In breve sono d’accordo che forse l’unica strada che potrebbe portare giovamento, sarebbe quello di rivedere il metodo di giudizio nelle gare. Anche se onestamente ho il dubbio che questo non avverrà mai, almeno non nella direzione giusta.

  12. E’ vero che le esasperazioni esistono in entrambe le “barricate” (bellezza e lavoro), ma a conti fatti trovo in media più completi, più apprezzabili (specie caratterialmente) e più “cani” i soggetti da lavoro.
    La bravura di un cane viene misurata nelle prove di lavoro con standard oggettivi, invece la bellezza, seppur giudicata in ring secondo certi canoni, rimane estremamente soggettiva: per quanto riguarda il pastore tedesco, io trovo miliardi di volte più belli e più affascinanti i soggetti da lavoro rispetto a quelli c.d. da morfologia.
    Punti di vista.

  13. Oooh lo aspettavo proprio questo articolo.
    Io (da persona di destra) sono molto d’accordo con questo articolo. Da fin troppo tempo infatti ci sono in giro cani da bellezza e cani da lavoro, e non più i cani normali che si attengono allo standard. Poi si, ci sono, ma appunto ormai sono una realtà.
    Ho fatto il Commissario di Ring a Verona, il 2 Dicembre, e tra le varie scene pietose, c’è stato un signore che con il suo Shih-Tzu ha vinto una SECONDA ECCELLENZA (cioè, comunque sia, non ditemi che è un voto da buttar via!) e ha STRAPPATO il giudizio e l’ha buttato per terra! Solo UNA persona, degli 86 cani che ho visto sfilare sotto al mio naso, senza aver vinto, si è chinata a fare una coccola al suo Carlino.
    Poi posso raccontare che al Campo che frequento, è arrivata una volta una signora che già la faccia era un programma, con un Labrador per fare dei concorsi di bellezza. Ha preso un molto buono, è ha dato via il cane!
    Purtroppo si, il fatto che ci siano in ballo dei soldi, ha fatto impazzire molta gente!
    Da noi si preparano cani per livelli sportivi agonistici, quindi mi capita più spesso di vedere figli di campioni di lavoro, ma trovo questa selezione assurda!
    Poi però, c’è anche da dire che la persona che vuole il cane per i cavoli suoi e non per fare gare, tra un border bellissimo, ed uno lavoro…si sceglie quello bello intanto che c’è!
    Al Campo, ci sono cani figli di campioni di bellezza con i proprietari appunto disperati perché il cane ringhia, si ribella, eccetera.
    Secondo me tornare indietro sarà difficile. Appunto, chi da una parte chi dall’altra, sono tutti molto fieri dei loro campioni, e poiché il profitto fa gola a quasi tutti, dubito fortemente che per la salute della razza si torni indietro!
    Il mio Dobermann è figlio di campioni di bellezza, ma è un bravo cucciolo e mi sembra molto tipico. L’ho portato a casa che aveva una paura pazzesca, ma fortunatamente ho avuto l’opportunità di mettermi subito sotto al lavoro con lui e di fare tanta socializzazione.
    Purtroppo quando una cosa diventa MODA, questa cosa si rovina. La cinofilia mi sembra molto così, purtroppo. Adesso ci sono furbastri in ogni settore, dall’istruttore, dall’educatore, dall’allevatore…e poi ovviamente ci rimettono i cani!
    Grazie per questo articolo, lo aspettavo da appena ho saputo che era in programma!
    Ahahaha, ne avrei anche uno da proporre, visto alcune cose sconcertanti che ho sentito in giro. Magari poi scrivo un PM così almeno sento anche il tuo parere 😀

        • Ma ma ma…mi consenta! Questo è razzismo! E io per solidarietà ho messo il più!
          Ahahah, ma grazie a Dio i cani non sono né di destra né di sinistra, e hanno meno problemi di noi! XD
          Che poi, una volta ci credevo pure, adesso la politica ormai mi ha deluso in ogni campo.
          Era per dire che destra o sinistra che sia, credo che proprio questa parte del mondo della cinofilia, ripeto, politica a parte, sia diventata abbastanza marcia da quando ci sono di mezzo soldi e premi da vincere! Io sono rimasta talmente schifata da certe scene da EXPO che ci parteciperò SOLO se un giorno volessi allevare cani e volessi il parere di un giudice esperto sui miei soggetti.
          E perlomeno adesso ho capito bene questa storia del cane da lavoro e da bellezza!

  14. Aggiungo una cosa ai commenti sopra: Anche a me il cane da Pastore Tedesco da lavoro piace molto, con la sua faccia e colore da lupetto, ma non dobbiamo fare anche noi l’errore di fermarci davanti all’aspetto fisico. Intendo dire, se c’è uno standard, teoricamente un motivo c’è, e una persona che vuole un PT, ha il diritto di avere un cane corrispondente allo standard, quindi, sia che sia “nero con focature rosso-brune” che “Nero e grigio unicolore, con sfumature grigie più scure” il carattere dovrebbe essere quello del PT.
    E grazie a Dio che lo standard del Dobermann non proibisce ancora le bellissime orecchie tagliate!
    Che poi ora mi viene da fare una domanda: ma avete visto che brutti che sono i Dobermann e i Rottweiler americani??? Perché? O_O

    • Anche i pastori tedeschi americani sono un po’ bruttarelli a dire il vero 🙁 Onestamente non conosco i criteri di allevamento americani, ma noto che hanno fatto un po’ di pasticci su parecchie razze.
      Per quanto riguarda il pt da lavoro, sono gusti: nonostante la maggior parte delle persone giudichi più belli i soggetti da morfologia, a me piacciono molto di più (esteticamente, oltre che caratterialmente) le linee da lavoro.
      I nero-focati “da bellezza”, pur essendo a loro volta bellissimi (io sono un felice possessore di un “pelone”), a mio avviso spesso sono provvisti di forme esasperate e di un carattere non sempre all’altezza delle intenzioni di Max von Stephanitz. E credo che questo sia oggettivamente un torto: il pt (ma questo vale per tutte le razze) dovrebbe avere il carattere stabilito da chi lo “inventato” (perdonami il termine orrendo), ovvero lo stesso von Stephanitz. Se a chi sta dalla parte della domanda quel carattere non piace, forse dovrebbe indirizzarsi verso altre razze (ne esistono a decine: la scelta è vastissima). Non è giusto selezionare “patatoni” perché il pubblico li chiede.

      • “Inventato” suona strano su un essere vivente ma ci sta, dai! ;D
        Se l’uomo non fosse mai intervenuto sui cani, sarebbero tutti molto simili e non avremmo oltre 300 magnifiche razze… Peccato che sembra che anziché migliorarle adesso le stiano distruggendo proprio per far posto ai “patatoni” che dici giustissimamente tu.
        Ma sembra quasi che gli americani per certe razze abbiano degli standard per conto loro! XD
        Infatti, sarebbe bello poter vedere dei bei PT grigi o neri-focati, con il loro bel carattere da standard.
        Certo però, che l’essere umano ha un potere spaventoso sulla vita degli animali! Va di moda il cane Rex? Bene, ecco che vengono sfornati uno più bello dell’altro a discapito del carattere… Viene voglia di fare attività sportive? Bene, ecco una sfilza di lupetti bravissimi!
        Per fortuna che non tutti vogliono il cane super cattivo!

    • le orecchie tagliate dei dobermann (ma di qualsiasi razza, così come la coda) saranno bellissime solo per te

      oggigiorno sono solo mutilazioni gratuite e funzionalmente inutili (e praticamente tutte vietate dalla legge)

      • No non solo per me, basta vedere il drastico calo di iscrizioni all’ENCI di Dobermann e di cani con orecchie tagliate! Pensate di salvare dei cani da quelle che VOI chiamate mutilazioni gratuite… La mutilazione gratuita sarà se tra un po’ dovrò fare tagliare la coda al mio Dobermann che continua a pelarsi e a sanguinare!

        • Ci sono video in questo sito dove si parla proprio di dobermann che si scorticano il posteriore e la coda e il rimedio non è stato certo tagliargliela.

        • Se sulla coda, per alcune razze, possono esserci alcune valutazioni di opportunità, sulle orecchie (e ancor di più per quelle tagliate alte, che portano a un mare di manipolazioni successive spesso dolorose, sicuramente fastidiose) non ce n’è nessuna. Sarebbe onesto ammetterlo, e iniziare a diffondere una cultura nuova. In tante razze è stato fatto.

          • Io ho sentito diverse opinioni in merito, sia di persone che hanno effettuato la conchectomia ai propri cani, che di veterinari, e sono giunto alla conclusione che se l’operazione viene effettuata in maniera corretta e soprattutto alla giusta età, non comporta particolari problemi.
            Io non la farei mai, perché in genere preferisco i cani con le orecchie intere(i pittbull tagliati ad esempio, mi sembrano molto più bruttini degli altri), però chi dovesse effettuare questa operazione nei giusti modi e tempi, non va eccessivamente demonizzato….certo forse non riuscire ad accettare un dobermann con le orecchie integre, significa dare un po’ troppa importanza all’estetica, ma se poi per tutto il resto il cane viene trattato benissimo, non me la sento di condannare chi preferisce il cane “tagliato”

          • Vedi perché poi viene spontaneo dire “chiediamo il parere del dobermann”? 😀
            Certo, veterinari e proprietari il problema non lo vedono: non sono mica loro a sentir male. Io non ho mai demonizzato chi taglia code e orecchie (le orecchie un po’ sì, a dire il vero… perché invece io so di parecchi veterinari che hanno lamentato cucciolo morti sotto anestesia – soprattutto boxer): resta il fatto che far soffrire un cane a puro scopo estetico, se non mi sembra demoniaco, mi sembra molto stupido.

        • Forse sarò noiosa, ma devo tirare in ballo di nuovo l’alano. Se ce una razza il quale ha questi tipi di problemi da sempre, allora è proprio lui, e guarda caso, non hanno mai tagliato la coda…

          • Ma a parte il fatto che non è questa la sede per discuterne, e sono disponibilissima a parlarne con chiunque da altre parti perché non mi sembra corretto per chi legge, ci sono problemi ben più grandi che amare o meno un cane tagliato, no?
            Il Dobermann è una razza selezionata dall’UOMO, in natura da solo non sarebbe mai nato il Dobermann, e selezioni su code o orecchie belle non ne hanno mai fatte perché tagliavano. Poi a voi avete bisogno dei vostri deliri di onnipotenza e vi sentite di aver cambiato il mondo perché non si possono più “mutilare” i cani! Prima che ci si ponesse il dubbio se tagliare o meno, se vedevate una qualsiasi razza tagliata non pensavate “poverino”, pensavate al cane! Il Dobermann è bellissimo anche per la sua linea e la sua estetica! In realtà non avete impedito un bel niente! I veterinari tagliano ancora e c’è pieno di Dobermann tagliati con certificato, e grazie a voi stanno selezionando Dobermann bellissimi tagliati all’estero (Altobello su tutti). Con i Dobermann non si campa più, tanto che persino Rosi (Stefusto e del Verdiano) sta iniziando ad allevare un’altra razza! Questi cani sono diminuiti paurosamente di numero, perché un brutto Weimaraner (chiamasi anche Dobermann intero) non lo vuole praticamente nessuno, le orecchie possono essere anche solo un fattore estetico, qua non ci piove, perché l’otite grazie a Dio oggi si cura. La coda invece no! E scusate se mi incazzo, ma io amo il mio Dobermann dalle orecchie tagliate e l’altro mio cane più di ogni altra cosa al mondo, ma grazie a questa legge, la coda lunga che ha, sanguina perché sbatte e non ha molto pelo per proteggersi. Al vostro Alano non succede? Ma sono contentissima per voi! Non succede al vostro Boxer? (anche sabato ho incontrato un allevatore che ha smesso di allevare Boxer) Ma faccio i salti dalla gioia…ma al MIO Inoki la coda sanguina, e se dovrà tagliarsela da adulto, li si che sarebbe un intervento chirurgico non simpatico, e si, avrei preferito che gliel’avessero tagliata al 2°/3° giorno di vita! Avrebbe detto CAIN! non lo metto in dubbio, ma ne dice di più quando sbatte la coda se sanguina! E adesso spolliciate pure rosso, tanto io e i miei cani stiamo benissimo lo stesso!
            (P.S. Scrivete quello che volete, ma se scrivete qua sotto NON rispondo per rispetto degli amici che si collegano a leggere l’articolo di Valeria (che so benissimo che non la pensa come me) e i commenti relativi all’articolo, e non discussioni su orecchie e coda. Voi tenetevi i vostri Dobermann interi e io i miei Dobermann esteri tagliati. L’importante è volere bene ai cani!)

          • Brixal mi sfugge il senso di quello che vuoi dire, non ho compreso. Premesso che togliere la coda al cane significa togliergli un mezzo importante di comunicazione, oltre che un bilanciere, rimane il fatto che, come hai detto tu, alcune razze come l’Alano spesso se la fratturano o, comunque, se la lesionano. Questo era il senso della mia frase, quando ho detto che si può parlare di alcuni vantaggi della caudectomia, che è un intervento abbastanza rapido e indolore, se eseguito in modo corretto nel primo periodo di età. Come spesso succede, ci sono pro e contro, anche se preferisco il cane integro, che può esprimersi. Ma per quanto riguarda le orecchie, le motivazioni sono meramente estetiche, anche se qualcuno farà sempre voli pindarici per affermare che è un intervento che trova valide giustificazioni. Ed e un intervento ben più doloroso e che sottopone il cucciolo a manipolazioni che durano anche mesi. E parlo per esperienza personale, visto che li ho fatti i tempi precedenti, ma è un intervento che non farei mai più, se non per motivi terapeutici. Tra l’altro, si tratta solo di far abituare la gente ai nuovi canoni. È veramente questione di abitudine. Molte razze a mio avviso hanno acquistato, e comunque sono state progressivamente accettate.

          • Luisa intendevo soltanto portare un esempio sul semplice fatto, che i problemi di coda possono anche esistere(chi conosce l’alano sa bene di cosa parlo), e comunque non tagliare. Io conosco solo un paio di dobermann con la coda integre, ma non c’è paragone con quello dell’alano. Se ci fosse una razza al quale avrei capito la necessità di tagliare, sarebbe stato senza altro l’Apollo delle razze canine.Lui però senza altro avrebbe perso della sua nobiltà, mentre le altre razze direi che al contrario, hanno guadagnato 😉

  15. sig.ra Rossi, lei scrive che un suo parametro per la valutazione di un allevamento e’ la vita media dei cani. Ma come ci si informa su questo punto?

      • Difatti questo discorso, Valeria, lo trovo molto valido anch’io.
        Una veterinaria con la quale ho avuto il piacere di parlare, portando in visita il mio Dobermann, mi ha detto di aver comprato il suo da una cucciolata, di un allevatore ma non so chi fosse, e due cuccioli erano morti. L’allevatore ha fatto effettuare un’autopsia sui cuccioli ed è risultato che erano nati senza reni! Per questo motivo, questa dottoressa ha detto che mai e poi mai avrebbe prestato il suo cane per una monta, ma le clausole del contratto per la vendita dei cuccioli, non impedivano ai privati che avevano acquistato gli altri soggetti della cucciolata di avere una progenie. Mi ha detto che non sono molti i Dobermann che diventano veramente vecchi, proprio perché quando l’allevatore vede che un cane o una cagna sono ottimi riproduttori, questi vengono utilizzati presto in riproduzione, e se è vero che tipo la Displasia all’anca ormai non è più così facile da prendere, altre malattie che potrebbero svilupparsi più tardi, vengono magari scoperte quando sono già nati molti cuccioli.
        Questo è il discorso che mi è stato riportato e mi ha fatto riflettere non poco!

        • Un ottima regola per garantire un minimo di longevità e tanta salute, sarebbe quella di vietare qualsiasi ring ai minori di anni 5

          • i commenti negativi che ho sono sicuramente da parte di qualche allevatore che, ho ha la coda di paglia, o non capisce i benefici che ne derivebbero, magari dopo tre anni (tempo di arrivare a cinque)

  16. Non comprendo un concetto. Se allevare cani di razza sani ed equilibrati è costoso e poco redditizio, non converrebbe cambiare mestiere? Eticamente far sfornare cuccioli per venderli non mi sembra un’attività giusta.

      • Però se escludiamo le persone ricche o molto benestanti, che volendo potrebbero anche permettersi di tenersi tutti i cuccioli, per gli altri diventa anche un mestiere, o perlomeno una passione in cui le entrate compensano le uscite, altrimenti sarebbe economicamente insostenibile

        • Andrea C ha ragione,anche gli allevatori più onesti al giorno d’oggi ci inseriscono il puro guadagno nel prezzo del cucciolo come ricompensa delle loro fatiche e per poter quindi vivere di ciò che amano. Senza falsi idealismi,la realtà è questa,ma se l’allevatore è serio e non ci lucra sopra,mi sembra giusto.

          • Beh, si, comunque allevare cani a livello professionale, credo che richieda molto tempo, ma purtroppo la giornata dura solo 16 ore(escluse 8 di sonno), e quindi chi non vive di rendite, o lavora come un cinese per oltre 10 ore al giorno (tra lavoro coi cani, e lavoro per guadagno), oppure deve per forza guadagnare qualcosa nella vendita dei cuccioli!

        • Oggi come oggi più che mai,una persona che non ha una base economica solida , non dovrebbe neanche pensare di allevare. Quando uno fa davvero con passione e professionalità, ben contento di rientrare con le spese. Mantenersi con l’allevamento riescono solo i cagnari… almeno secondo me.

          • Diversi allevamenti serissimi invece so che inseriscono una parte puramente di guadagno nel prezzo del cucciolo..sinceramente non mi sembra una cosa così tanto blasfema se fai onestamente il tuo lavoro.. Dopotutto se sei un’allevatore serio questa attività ti riempie gran parte della giornata,e devi pur far quadrare le entrare con le uscite in qualche modo. Non sto parlando di guadagni per diventare ricco,ma per far quadrare le spese. Non possono essere completamente uguali entrate e uscite. Diventi cagnaro quando questo guadagno è sproporzionato a come allevti e alla tua fatica.

  17. Ma non si potrebbero accorpare insieme i risultati ottenuti in expo e prove di lavoro(ovviamente solo per quelle razze che la prevedono)? Cioè ad esempio per il pastore tedesco, si potrebbe sommare il punteggio ottenuto in expo, con quello ottenuto in IPO, e premiare solo i cani che hanno ottenuto la somma più alta.
    Insomma giudicare bellezza + lavoro, anziché bellezza e/o lavoro separatamente, altrimenti non c’è da stupirsi se la maggior parte degli allevatori si specializzano solo su una componente, e perdono d’occhio l’insieme delle qualità che un cane di razza dovrebbe avere.

    • Ricorda l’aneddoto:
      “Un giorno, un’ attrice dell’epoca, nota tanto per la sua bellezza quanto per la sua stupidità, entrando in uno scompartimento del treno sul quale era appena salita
      riconobbe tra gli altri viaggiatori Albert Einstein,avvicinandosi a lui con fare entusiasta disse “Pensi signor Einstein ,se io e lei ci dovessimo mettere insieme e dalla nostra relazione nascesse un figlio con la mia bellezza e la sua intelligenza sarebbe una cosa fantastica!”

      Certo signorina ” rispose lui “ma pensi invece alla disgrazia nel caso assomigliasse a me e avesse la sua intelligenza”

      • Scherzi a parte, questa si che sarebbe un’utopia 🙁
        Gli allevatori sono gelosissimi dei propri cani, e con la rivalità che c’è tra cani belli e cani bravi, dubito che ci sia molto entusiasmo!
        Poi anche se un cane è eccellente, non significa che sia in grado di trasmettere ai figli le stesse caratteristiche! E’ un discorso molto complesso e sono sicura che qualcuno saprà risponderti molto meglio di me.

        • Si, lo so che sarebbe utopia, ma valutare un cane a livello globale, senza scindere il giudizio morfologico, dall’abilità nel lavoro, sarebbe forse l’unico modo per incentivare economicamente l’allevatore medio(quello che non è ricco, e ha bisogno di venderli i cuccioli) a non estremizzare la ricerca di poche caratteristiche fisiche o caratteriali, ma a prediligere la “via di mezzo”

          • Andrea, le esposizioni sono nate per valutare il cane migliore, nel senso di più rispondente allo standard, che almeno per le razze da lavoro era stilato cercando di creare una struttura funzionale, possibilmente associata a un’armonia estetica. Basterebbe solo che i giudici nei ring premiassero il cane più tipico e non il più appariscente, o meglio toelettato, o che va a 300 all’ora perché addestrato al ring. Basterebbe questo, se si volesse…Inoltre, mettere troppi paletti significa impoverire geneticamente una razza (alla fine vanno tutti dal cane ipertitolato, e ovviamente la rosa si restringe). Questo è un danno molto grave per qualunque razza. Grandi cani sono nati da riproduttori medi, magari però molto sani, robusti, ecc. Un allevatore serio il cane già lo valuta a prescindere dai titoli (tralascio il fatto che non sempre è tutto oro quello che luccica), e molti aspetti non vengono certificati da nessuna parte. Quindi, molto è legato alla serietà e alla competenza dell’allevatore e molto a chi valuta il suo prodotto, ovvero i giudici di razza.

  18. Ma con una divisione così netta fra cani belli e cani bravi come fanno le persone normali, che però vogliono fare qualcosa con il loro cane, districarsi nella scelta del cane e dell’allevatore? Il mio pt, Black, anche se è da bellezza in UD si impegna e si diverte tanto (ci divertiamo entrambi), però devo contenerlo perchè ha dei problemi per cui, se lo sforzo troppo, gli faccio solo un torto per il futuro. Vorrei prendere tanto un altro cane, ed essendomi appassionata all’UD mi piacerebbe un grigio, non tanto perchè io punti a chissà che risultati ma perchè, dopo che ne ho conosciuti alcuni, mi sono davvero resa conto che il caratere del pt purtroppo adesso lo trovi quasi sempre solo in questi cani. E poi, vedendo il cucciolone che frequenta il mio campo, è uno spettacolo! A sei mesi mangia gli spaghetti in testa ad altri cani ben più cresciutelli ed esperti. Io però che sono ancora tanto sciuramaria come faccio a prendermi un grigio, se quando vedi quelli degli allevatori sono talmente spinti che pure loro devono stare attenti a come prenderli? E ti dicono, con finta apprensione ma in realtà tanto orgoglio, che se potessero i loro cani si mangerebbero pure loro? Mi piacciono i grigi, ma sono una persona normale, come faccio a trovare un normale cane da lavoro per fare UD a semplice livello amatoriale, ma con il quale poter andare anche a passeggiare in montagna o in campagna, coccolarlo e giocarci insieme?
    Fra l’latro, domanda forse sciocca ed oziosa, ma se faccio riprodurre un pt da bellezza con uno da lavoro (selezionando il carattere dei due soggetti), morfologicamente che tipo di cani ne uscirebbero?

    • Alice, finché non ti senti all’altezza di un grigione da lavoro, se dai retta a zia, NON ti prendi il grigione da lavoro! Sono cani iper-tosti: non mi risulta che abbiano tutta ‘sta voglia di mangiarsi anche i proprietari (o meglio: possono anche averla, ma solo quando i proprietari utilizzano mezzi e metodi per i quali li morderei pure io…), però non sono cani per tutti.
      Se ti senti ancora “tanto Sciuramaria”…aspetta di non esserlo più: non è che devi arrivare per forza al top in cinque minuti. In cinofilia ci vuole pazienza non solo con i cani, ma anche con se stessi: fare il passo più lungo della gamba è sempre poco produttivo e pure pericoloso.
      P.S.: dall’unione bellezzaro + cane da lavoro, di solito, vien fuori un casino: esperimento già pluriprovato e mai riuscito.
      Non è controllabile cosa prendano dall’uno e cosa dall’altro, quindi si rischia il “cesso imbecille”. Se poi possa uscire anche il bellissimobravissimo, non lo so: io non ne ho mai visto uno! 🙂

      • Ma Valeria non avevi scritto una volta che una razza più “tosta” non deve escludere i meno esperti,perchè un padrone inesperto può farsi aiutare,basta che non sia un cretino? ;P.. Credo che se uno pensa che senta che quelle attitudini facciano al caso proprio debba prenderselo,ovviamente considerando la propria inesperienza e quindi facendosi aiutare il più possibile..Altrimenti uno come può diventare esperto su quella razza se non potrà prendersela mai ?? Io cmq conosco due persone che si sono prese un grigio come loro primo cane(cioè una come secondo cane,ma non aveva cmq l’esperienza di uno che fa ud,per dire) e nonostante questo non hanno grossi problemi. Ovviamente(!) devi essere disposto a dover soddisfare le loro esigenze,e a conoscere bene la razza e ciò che cerchi,ma altrimenti neanche te lo prendi,no ?

        • Silvia, una razza “tosta” è un conto: una selezione spinta all’estremo è cosa ben diversa. Anche un inesperto può gestire un rottweiler (razza tosta) purché sia affiancato da una persona più esperta: certi pastori tedeschi (e anche certi malinois) da lavoro io in mano non glieli metterei. Poi, per carità: ci sono anche grigioni gestibilissimi. Non è che basti essere grigi per essere “superdog”. Però se uno vuole fare carriera sportiva, oggi come oggi, serve il cane spinto: il grigione tranquillone vale quanto un bellezzaro.

          • Capito..però non penso che tutti i grigi siano spinti all’estremo..Nella cucciolata ci sono quelli più spinti e quelli meno…E uno sceglie quello più adatto alle proprie esigenze.. Il grigio tranquillo secondo me è un grigio normale,tutti i cani devono essere “tranquilli” nel senso di “non schizzati”,sennò si fotte l’autocontrollo ecc

          • Silvia, l’ho detto io per prima che non tutti i grigi sono spinti: ma se ne prendi uno “non spinto”, sportivamente fai gli stessi risultati che fai col bellezzaro! Forse qualcosina di meglio, se il bellezzaro è proprio selezionato ZERO dal punto di vista caratteriale…ma non ci troverai questa folle differenza.

    • Alice se ti diverti così, va bene così. Cani perfetti non esistono, non lo sono neppure i grigi. L’UD piace molto anche me, ma mi piace ancora di più poter vivere e condividere tranquillamente la quotidianità con il mio cane. Per questo non scelgo il cane da “sforzare troppo”, ma con chi divertire insieme, e senza nessuna fretta arrivare eventualmente ad avere un buon risultato.
      Su quanto riguarda di sforzare un cane, o avere un risultato quanto prima, potrebbe raccontarti qualcosa una mia amica. Lei si sta preparando per l’IPO 3 con il suo Dogo Argentino!!! Credimi non è stata un percorso facile, ma la soddisfazione di arrivare ad un risultato simile con una razza, che tutto altro che adatto per questo sport, difficilmente trova paragoni. Lei prima lavorava con un PT (linea lavoro ovviamente) e poi con un Rottweiler, per qui se ne rendeva benissimo conto della difficoltà. Certo non prenderà un altro dogo per lavorare, fino a questo punto non è masochista neanche lei, hahahahaha ! La cosa importante però, che si stanno divertendo tutti è due, e anche se con molto calma, i risultati stanno arrivando 😉

  19. Rispondo ad Haruhi qui. Hai ragione, non è questa la sede. Ma il discorso è stato tirato fuori proprio da te ed è difficile ignorarlo. Due osservazioni: le orecchie spesso le tagliano gli stessi allevatori, e non dirmi di non saperlo. Secondo: evolve anche la sensibilità verso gli animali. Hai ragione, prima si davano per scontate molte barbarie. Adesso, fortunatamente, meno. E il taglio delle orecchie lo è. Il fatto che il Dobermann sia una razza creata dall’uomo, come tutte le altre, deve farlo sottoporre a questa inutile tortura? Per compiacere la sensibilità estetica di chi dice di amarlo? Chiedi al Dobermann che ne pensa…Perché in tante altre razze questa pratica è stata realmente abolita e nel Dobermann no (andando contro legge, tanto che si assiste alla sceneggiata del certificato). Per cronaca, sono veterinaria, ho allevato a suo tempo Boxer (imparai a tagliare le orecchie ai Boxer dall’allevatrice, quando non ero ancora laureata e del tutto inesperta del mondo cinofilo), ora ho Rottweiler. Né io, né tanti miei colleghi effettuiamo piu questa pratica (c’è sempre qualcuno che lo fa, ma vale per tutti gli ambiti). Penso di parlare con cognizione di causa.

    • Vi seguo in tutti questi discorsi, sono interessanti. Però, sinceramente, quando leggo “chiedi al dobermann che ne pensa” mi cadono le braccia…

          • Nico, è un modo per dire che sul discorso conchectomia c’è molta ipocrisia, specie se ci riferiamo a quelle razze in cui veniva richiesto il taglio alto. Non è l’intervento in sé, che se fatto con un’adeguata anestesia risulta indolore, ma è tutto il prosieguo che in molti casi sottopone il cane a manipolazioni varie, che spesso sono dolorose (e te lo dico proprio in modo consapevole, ma posso solo far tesoro delle mie colpe, visto che appunto prima era scontato ricorrere a questa pratica). L’asportazione della coda è un intervento molto meno critico, se fatto nel cucciolo di pochi giorni, da adulto è decisamente più brutto, ma rimane il fatto che si priva l’animale di uno strumento importantissimo. Poi, ripeto, tutti i Club si sono adeguati e gli allevatori hanno corretto il tiro per quanto riguarda la selezione delle orecchie e della coda, perché non può essere fatta anche nel Dobermann? Se non si inizia, non si farà mai…

          • Si lo so. Molti allevatori se glielo chiedi te lo tagliano ancora. C’è chi si mette d’accordo con il veterinario, il cane si è fatto male, è stato aggredito, lo ha morso la mamma… C’è chi ti fa firmare che il cane ti è stato consegnato intero, chi ti fa firmare che è stato tagliato da un’altra parte… Nel mondo dei Dobermann ci bazzico da un po’e si, sono d’accordo, le persone disoneste esistono in tutti gli ambiti. Sono d’accordo che il taglio delle orecchie è praticamente un fattore estetico, perché se è vero che è più soggetto ad otiti, allora dovremmo effettuare la conchectomia anche sulle millemila razze che non hanno le orecchie dritte, ma la coda, nel Dobermann (il mio ce l’ha molto bella e la porta molto bene, e non sono mica un mostro. Mi hanno proposto di tagliarla più volte, e anche adesso se volessi potrei tagliarla, ma non è mia abitudine andare contro la legge e inoltre sarebbe una crudeltà gratuita per “appagare l’occhio” e il mio Dobermann me lo tengo così com’è) ho visto che si ferisce spesso! Vuoi il modo di portarla, vuoi il pelo raso, vuoi che si fanno tantissime corse in campagna e molti giochi con il “fratellone” e capita che si faccia un po’ male più di un cane da divano…ma dal punto di vista della sua SALUTE sarei più contenta se gliela avessero tagliata. Io veterinaria NON SONO, ma la veterinaria dove mi sono rivolta in quanto mi hanno detto esperta di Dobermann e che possiede tranquillamente un esemplare intero e che non le interessa darmi ragione o meno, mi ha detto che c’è purtroppo il rischio che ci sia da tagliare in futuro! Ecco, se penso che vista la legge, rischio un intervento futuro, mi dispiace! Poi se gli tagli la coda appena nato non ha problemi di equilibrio, se gliela tagli da adulto si, che deve trovare un nuovo equilibrio. Inoltre chiunque, coda o meno, può capire cosa prova un Dobermann, sono molto espressivi. Io amo questa razza, ma la amo anche dal punto di vista estetico. Il Dobermann intero è un cane BELLISSIMO, ma io sono innamorata del suo aspetto così come l’ho sempre conosciuto, con tutta l’eleganza e il fascino che trasmette. La conchectomia eseguita in anestesia è indolore, al risveglio ok, è un po’ confuso, ma il mio dopo un’ora e mezza ha iniziato a giocare…e onestamente l’ho sempre visto serenissimo, scodinzolante, folle e mordicchiante durante la fase cornetti. Era poi perdere 5 minuti per toglierli e rimetterli. Noioso per gli umani si, ma DOLOROSO per il cane, per ME e nel mio caso assolutamente no! Nello standard del Dobermann si parla ancora anche di orecchie dritte e coda tagliata. Per me le crudeltà verso gli animali sono altre, anche intere sedute di toelettatura nelle quali ho visto molti cani “tristi” …e poi non ci danno la possibilità di scegliere! Credo che questa legge ci distragga dai ben più importanti problemi dei cani…

          • Eh no, Haruhi: lo standard del Dobermann parla di orecchie e coda integre.
            Chiariamo bene questo punto, please: la patria della razza, che è la Germania – e che è l’unica a poter metter becco nello Standard, perché nessun altro può farlo – ha cambiato lo Standard del Doby così come ha cambiato quello di Boxer, Schnauzer, Alano e di tutti i cani tedeschi che venivano amputati (Rottweiler compreso, solo per quanto riguarda la coda). Tutti i Club, a questo punto, si sono adeguati e hanno cominciato ad allevare soggetti integri: escluso l’AIAD, che ha deciso che “per lui lo Standard restava quello di prima”. Ma è una decisione arbitraria, addirittura “fuorilegge” dal punto di vista cinofilo, dettata solo dal terrore di non vendere più cuccioli: stesso terrore che avevano gli allevatori di boxer, peraltro…non tanto perché temevano che la gente non si abituasse ai cani integri (la gente si adatta a TUTTO, basta farci l’occhio), quando perché temevano di dover lavorare per selezionare “belle” code ed orecchie, visto che fino ad allora non ci avevano proprio badato, tanto si tagliava via tutto. Infatti i primi boxer integri avevano orecchie allucinanti e code peggio; e i primi rottweiler integri avevano code inguardabili…ma nel giro di pochissime generazioni i problemi sono stati risolti e oggi orecchie e code sono assolutamente belle in tutte le razze. E il temuto calo di vendite non c’è stato…o meglio, c’è stato, ma per motivi ben diversi: per gli attacchi mediatici ai cani da difesa, per le pappardelle di quei cinofilosofi che si sono venduti agli animalisti e quindi predicano contro il cane di razza (ce ne sono diversi…), per la crisi economica… ma NON certo per orecchie e code. Anzi, semmai i cani integri, proprio perché hanno la faccia più “buona”, vengono più incontro alla moda cinofila attuale che vuole cani paciocconi e amichevoli.
            Sicuramente sarebbe lo stesso per il dobermann, se gli allevatori non se la facessero sotto: ma si vede che a loro interessa di più vendere a cani e porci, anche a quelli che il dobermann lo vogliono proprio come “kanekattivo” (e che se fossero clienti miei caccerei dall’allevamento a calci in culo), anziché rendersi conto che il doby integro è sicuramente meno “scenografico”, ma almeno richiama solo i”veri” appassionati della razza. Quelli che amano il cane per come è dentro, per il suo carattere, per le sue grandissime doti, e non certo perché ha le antenne che prendono SKy.

          • Ah ecco, allora io mi rifacevo allo Standard dell’AIAD!
            Perché a me l’allevatore dove ho preso il mio Inoki, mi ha detto che c’era la scappatoia per far partecipare ugualmente questi cani alle EXPO perché era stato detto che se muniti di certificato potevano partecipare, in quanto lo standard poteva ancora offrire questa scappatoia.
            Avevo anche sentito il discorso del fatto che era molto semplice avere cani belli se si tagliavano coda e orecchie. Io credo che si, se tagli via, togli anche un problema, ma non dimentichiamoci che una bella testa e un bel petto sono frutto di lavoro e non di operazioni.
            La gente si abitua a tutto…ma allora perché questi cani sono calati drasticamente in seguito alla legge? Io sono sicura di amare il Dobermann…ma per me perde il suo bello estetico con le orecchie! Cioè, come dire, è come un bellissimo maltese a pelo corto o un bellissimo dalmata senza macchie! Poi ovvio, se è mio, gli voglio bene anche se è a pois! Però posso immaginare la paura dell’allevatore di non vendere più, e purtroppo parlando con ALCUNI di loro, questo discorso è saltato fuori! Io delle gran belle orecchie e code, le ho viste solo da Stefusto e da Campovalano, di recente…invece i cani Del Fiorsilva, del quale adoro il carattere, ho visto una cucciolata con code alquanto diverse… Io non compro i miei cani con lo scopo di portarli in EXPO, mi girerei tutta l’Italia e parte dell’Estero solo se volessi fare una cucciolata, ma posso immaginare che oltretutto, anche una coda non perfetta possa essere un problema.
            Io ad esempio non ne posso più di sentirmi dire per strada “eh ma che brutto, ha la coda!” “Ma perché non gliela fai tagliare? Digli che si è incastrata in mezzo alla porta!” “Vuoi che chieda al mio veterinario se taglia?” e queste sono le persone che mi fanno arrabbiare più di tutte…ma i fattacci vostri no? Non è un neonato, NON GLI TAGLIO UN BEL NIENTE! E spero di non doverlo mai fare! Magari la posto una bella foto del mio, se mi viene quando tiene la coda ad arco! A me vederlo scodinzolare piace un sacco! Le orecchie invece farei un po’ fatica ad abituare l’occhio se le avesse avute integre. La legge non mi piace, non la vedo una sofferenza per il cane, questo è il mi punto di vista e se la legge adesso vieta taglio coda e orecchie mi sta bene per forza! Una multa della madonna non mi va di pagarla per un paio di orecchie o una coda (che magari mi troverei a pagarla io, e non quelli che buttano il cane fuori dal finestrino perché in Italia viene ripresa la vecchietta che ruba una tavoletta di cioccolato perché non arriva a fine mese, e chi drogato o ubriaco, senza patente, investe e uccide un civile innocente, si becca una miseria se se la becca!) non la prendo! Che poi, non è che ce l’ho con chi è favorevole alla legge per carità…mi fanno girare le scatole le tante persone che incontro, come ieri, che mi dicono che se tagli le orecchie al Dobermann DIVENTA PIU’ CATTIVO!! O_______O Quindi se un assassino ha i capelli lunghi non farà del male a nessuno? Che gli tagli la coda al secondo giorno di vita, diventano cattivi PERCHE’ E’ COME SE GLI MANCASSE UN BRACCIO? Infatti tutti i Doby tagliati si connettono ad Internet, guardano foto e si incavolano perché non gli piace l’acconciatura? O addirittura che il Doby con la coda lunga, cerca di strapparsela a morsi PERCHE’ NON E’ ABITUATA AD AVERLA? Sono discorsi come questi, tanti purtroppo, che mi fanno cadere le braccia, non quelli delle persone colte e intelligenti che mi dicono che per loro è una mutilazione! Io rispetto chi la pensa diversamente da me, è con gli ignoranti che faccio fatica ad andare d’accordo! U_U
            Però allora, da ignorantissima, concludo con due domande!
            01) “Se la patria della razza, che è la Germania – e che è l’unica a poter metter becco nello Standard, perché nessun altro può farlo – ha cambiato lo Standard del Doby così come ha cambiato quello di Boxer, Schnauzer, Alano e di tutti i cani tedeschi che venivano amputati” come mai dai Paesi dell’Est (e ricito Altobello perché ha attualmente Dobermann di qualità) possono ancora arrivare Doby tagliati?
            02) E perchè gli americani continuano a fare quello che vogliono? XD
            Intendo dire, coda e orecchie a parte, non ditemi che questo è un BEL Dobermann, se paragonato a quelli che dovrebbero essere supercani secondo lo standard tedesco:
            http://www.dobermannclub.it/forum/uploaded/sara.sally/100036-Doberman-Pinscher-image1.jpg

  20. Ciao,io ho una PT di linee da expo,ma nonostante ciò preferisco la morfologia dei pt da lavoro. Oggi solitamente gli allevatori seri di pt da lavoro fanno nascere soggetti che sono tipici anche sotto il punto di vista strettamente estetico,questo perchè la loro bellezza è funzionale,e una bellezza dettata dalla funzionalità sarà sempre in standard. Anche se sicuramente purtroppo ce ne sono altri che fanno dei “pt incrocio malinois”.
    Ecco alcuni esempi(ne sono pochi a dire il vero,ma non posso riempire la pagina):
    -https://fbcdn-sphotos-e-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/23965_305995662837972_997912603_n.jpg
    -https://fbcdn-sphotos-b-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/556026_3198109543926_1318472131_n.jpg
    -https://fbcdn-sphotos-d-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/558030_3198163985287_450204261_n.jpg
    -https://fbcdn-sphotos-d-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash4/376719_516134178402035_2110044891_n.jpg (questa femmina di grigio è diventata CAMPIONESSA SAMMARINESE DI BELLEZZA)
    -https://fbcdn-sphotos-a-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc6/247497_2112075209864_2922711_n.jpg
    ecc.
    C’è anche da dire che ultimamente alcuni allevatori di pt da expo si stanno incentrando anche sul carattere,dove cominciano a ottenere buoni risultati! (e cmq ci sono pt da expo con una morfologia simile a quelli da lavoro,ma sono pochissimi)
    Non penso che nel caso del PT ci sarà mai un’allevatore che non si schieri da “una parte”,nel senso che ormai la razza è divisa e a seconda delle tue esigenze devi rivolgerti o a una linea o all’altra…Sono pochissimi quelli che osano accoppiare due cani delle due diverse linee,anche perchè è un lavoro difficile che va fatto con competenza.
    Cmq mi piaceva dare un po’ di “lustro” ai pt da lavoro,perchè non sono brutti come la notte ma anzi cominciano a far invidia penso anche ai bellezzari…

  21. “in medio stat virtus” e “il bello e funzionale” dovrebbero essere a mio avviso i due punti essenziali per arrivare ad avere dei soggetti che non oltrepassino il limite ne da una parte EXPO ne dall’altra LAVORO …..detta questa banalità ne dico ancora una per risolvere il problema tra bellezza e lavoro basterebbe fondere i due campionati in maniera tale da avere una situazione in cui un cane bellissimo non possa concludere il suo campionato di bellezza senza un paio di vere prove di lavoro e un cane da lavoro non possa concludere il suo campionato senza dei “veri” risultati in expo, poi ci sarebbe da discutere anche su quali prove si possano considerare “lavoro” per il cane, esempio stupido il lavoro per un Border non è l’agility ma sono le pecore, per un siberian non sono le gare di sprint ma gare su media e lunga distanza , poi alla fine siamo noi che facciamo il mercato siamo noi che a seconda di quel che facciamo andiamo a prendere il soggetto che meglio si avvicina alle attività che svolgiamo perchè di fondo tutti in quello che fanno vogliono vincere…

    • Intanto farei fare prove e esami standard che dovrebbe passare qualunque tipo di cane se sano, intelligente ed equilibrato. Punteggio negativi se il soggetto ha paura o è schizzato o respira male, per dire. Oggi come oggi si guarda il pelo nell’uovo ma solo in poche determinate caratteristiche e non si guarda l’insieme. Il tempo per valutare un cane deve aumentare, non dico che deve equipararsi a quello per selezionare una velina perché non voglio esagerare

  22. Poiché non posso rispondere di seguito (ma non si potrebbe renderlo fattibile?), scrivo qui. Valeria, mi hai preceduta. Aggiungo solo che il discorso dell’educazione del gusto è talmente vero, che io per prima all’inizio trovavo inguardabili i Rott con la coda (a parte che erano orrende e sembravano quelle degli Alaskan, solo con un impatto estetico ben diverso), ma oggi trovo molto più belli i Rott con la coda e mi rendo conto di come fossero meno comunicativi prima. Da veterinaria, invece, voglio dire a Haruhi che il fatto che tu non abbia percepito segni di sofferenza evidenti nei suoi cani dopo l’intervento non vuol dire che non ci fossero, i cani sono molto dissimulatori e condizionabili. Inoltre, ammettendo che nel tuo caso tutto sia andato in modo tranquillo, ti posso assicurare che in tanti altri no. E ti garantisco che le manovre correttive spesso sono dolorose, e non poco. Tralascio il fatto che spesso si costringeva a far portare a questi ciccioli fasciature e impalcature di varia forma e natura, per mesi. Tralascio le morti per complicanze in fase di anestesia (fortunatamente non le ho vissute idiretamente, ma per lla legge dei grandi numeri sicuramente saranno avvenute). Come si può giustificare ciò? Inoltre, anche il discorso otiti è ben poco incidente. Non sono queste conformazioni di orecchie a dare problemi, ma altre. Sul discorso coda, le obiezioni sono più concrete, ma continuo a pensare che, salvo casi specifici, non si dovrebbero più concepire mutilazioni con finalità estetiche. È solo una questione culturale.

    • Luisa, tu che sei una veterinaria, io ritengo “felice” un cane che dopo essersi risvegliato dall’anestesia, pur barcollando ha continuato a cercare di alzarsi. L’ho portato fuori e ha fatto cacca e pipì, feci solide non diarrea, l’ho portato in casa e ha iniziato a giocare “scodinzolando” con l’altro cane e con me, mentre quando si fa male uggiola e se lo sgrido lo vedo quando ha la faccia da colpevole. Non l’ho visto abbattuto per l’operazione. Mi sono presa cura estrema delle orecchie e ogni settimana mi recavo dal veterinario a 40 kn da casa mia, perché pur di non sbagliare, mi facevo seguire da lui o dalla collega. Io credo che comunque, se una persona si trova a dover effettuare una conchectomia, debba rivolgersi ad una persona esperta, proprio per EVITARE spiacevoli sorprese di questo tipo. Quando era legale, dal veterinario dove mi sono recata, venivano persone anche dall’estero per far tagliare da lui i propri Dobermann. Non era uno sprovveduto ed è andato tutto bene. Infatti se toccasse a me non direi MAI tagliate i Doby così non prendono l’otite! (che tra l’altro se l’è presa una settimana fa il mio meticcio con orecchie da Golden ed è stato curato con la massima tranquillità e serenità).

      • Guarda, ti ho già risposto nel precedente commento, basta che lo rilegga. Poi, per quanto riguarda i cani americani, gli USA sono gestiti da un’altra Federazione Cinofila del tutto indipendente, per cui hanno standard loro. L’Europa è regolamentata dalla FCI e tutti gli enti cinofili affiliati devono seguire le direttive. Il problema otite non è dato dalle orecchie non tagliate, ma da altri fattori. Quando si parla di predisposizione da orecchie pendenti si fa riferimento ad altre razze, come Cocker o Bassethound. Per il resto delle tue ossevazioni, ti ha già risposto Valeria, in modo a mio parere molto esaustivo.

        • Ah ecco, adesso mi è chiaro tutto!
          Si si è tutto chiaro, solo che NON ho detto infatti che i Doby andrebbero con le orecchie dritte per via dell’otite. Per me il Dobermann con le orecchie a punta è una meraviglia dal punto di vista estetico. Ad ogni modo, è stato un piacere parlarne insieme, senza litigare.

          • Scusami, ti rispondo per un’ultima volta. La correlazione delle orecchie pendenti con l’otite l’hai fatta tu in almeno un paio di interventi, te ne riporto uno col copia-icolla : …’Sono d’accordo che il taglio delle orecchie è praticamente un fattore estetico, perché se è vero che è più soggetto ad otiti, allora dovremmo effettuare la conchectomia anche sulle millemila razze che non hanno le orecchie dritte’…e le e mie puntualuzzazioni sono state conseguenziali alle tue affermazioni. Secondo, La coda è un bilanciere che il cane (come tante altre specie) usa nel movimento. Non è che se la tagli prima, l’effetto da privazione cambia. È solo l’intervento c’è diventa più complesso e doloroso. La verità è che la conchectomia è (dovrebbe essere) un atto medico-chirurgico e come tale andrebbe valutato. Poi, come ho già detto, spesso ognuno vede quello che vuol vedere e si trova le giustificazioni che preferisce. Non ho nessun motivo di litigare, io sto solo parlando da tecnico e se intervengo è solo ed esclusivamente perché amo il cane e per null’altro.

          • oppure che ne dici di questo?
            http://www.dobermann-review.com/show/2010/08-01_BDCB_Clubshow_Uitbergen_Belgium_2010/index.php

            e di quest’altro?
            http://www.delleduedonne.com/isaak/

            Secondo me, sono entrambi molto più belli della maggior parte dei dobermann “tagliati”!
            Poi certo, esistono anche Dobermann con code e orecchie decisamente bruttine e sproporzionate, ma visto che vuoi prenderlo all’estero, e che da quello che ho capito non badi a spese, se cerchi bene puoi anche trovare linee genetiche con code piccole, e orecchie proporzionate!

          • No, non ci siamo capite e io non sto litigando, figurati!
            Magari mi sono spiegata male io, intendevo dire che la conchectomia sul Dobermann SALVO malattie, è anche per ME puramente ESTETICO, perché SE è vero che con le orecchie dritte contrarre l’otite è DIFFICILISSIMO, allora dovremmo tagliare le orecchie a tutti i cani che hanno le orecchie pendenti, ma questo era sarcasmo. I Dobermann con la coda tagliata deambulano perfettemente.

            @Andrea: ma certo che mi piace! Per il MIO punto di vista estetico, il Doby intero è un bel cane, e trovando il Weimaraner molto bello, non può che piacermi…ma è contemporaneamente un bel cane, ma NON è un Dobermann (esteticamente parlando). Per me i Dobermann sono questi:
            http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3934592320090&set=a.2140747395088.2102276.1138277242&type=1&relevant_count=1

            http://www.facebook.com/photo.php?fbid=453962507973942&set=a.453959457974247.90755.100000805893842&type=1&relevant_count=1

            http://www.facebook.com/photo.php?fbid=239293982758007&set=a.149960818357991.27237.100000322228026&type=1&relevant_count=1

            Ti ho messo più perché sono d’accordo con te. E’ vero, ci sono dei tagliati che fan schifo, dei tagliati bellissimi, degli interi sproporzionati e degli interi che trasmettono una dolcezza incredibile. Io amo tantissimo il Dobermann, ma se potessi tranquillamente scegliere tra un bellissimo Dobermann intero e un bellissimo Dobermann tagliato, prendo quello tagliato, perché è quello che più si avvicina al mio concetto di Dobermann! Fino a qualche anno fa infatti non ci si poneva neanche il problema! Chi lo voleva tagliato si rivolgeva ad un bravo veterinario e aveva il suo bel cane, e chi lo voleva intero lo sceglieva intero. Sarà che spaccandomi la schiena per i miei cani, non riesco a vedere una barbarie il taglio ma credo che l’importante sia dare a questa splendida razza tutto quello che merita. Mi fa più pena un Dobermann intero smollato da solo in un giardino o dato via perché non riescono a gestirlo (ma contattate le Dobermann’s Angel! Vedrete quante storie atroci hanno da raccontarvi!) piuttosto che una bravissima persona, e ce ne sono ancora tante, che hanno un Doby tagliato, ma felice. 🙂

    • Mutilare la coda o le orecchie a un cane è come recidere 20 muscoli facciali a un umano, è più difficile capire se ride, se mente, se é incazzato. E se oggi è una conquista per dobermann e altri, le razze con la coda attivista per la coda, è quelle con le orecchie pendenti (un po meno) rimarranno sempre andicappate

  23. Penso che se esistesse un traduttore caneuomo e se nei ring fosse permesso di far dire una frase ai cani, credo che tutti i cani parlerebbero della pace nel mondo tranne quelli che non si capirebbero, i codatagliata e i codaricciata

  24. X Haruhi:

    Concordo con te che il taglio delle orecchie, pur essendo un intervento chirurgico(che in quanto tale comporta dei rischi) puramente estetico, non è neanche lontanamente paragonabile ad altre forme di maltrattamento, e che meglio “tagliare” ma trattare comunque il cane nel migliore dei modi, piuttosto che lasciare le orecchie intere, ma poi non rispettare le attitudini caratteriali del dobermann.
    Volevo solo dire che forse è solo questione di abitudine, di farci l’occhio, e che un bel dobermann intero(come ISAAK DELLE DUE DONNE) non si confonde affatto con un Weimaraner, e anche esteticamente conserva tutta l’eleganza, la potenza, e la “cattiveria” del dobermann con le orecchie a punta!

    • Si è vero, probabilmente è solo questione di farci l’occhio, ma non mi va di adeguarmi a quello che per me, esteticamente, non è più la razza che amo. La cinofilia italiana si trova di fronte a ben altri problemi rispetto ad una conchectomia! Mi sembra proprio una legge per dare il contentino a chi urla in piazza il suo amore per gli animali, così intanto hanno quello a cui pensare (dare la caccia ai tagliati) e intanto i soliti vecchi problemi rimangono li! Mi dispiace anche che mi abbiano tolto la possibilità, restando in Italia, di scegliere! Prima chi voleva un Doby intero…non lo tagliava! Allora perché uno non può continuare a farsi i cavoli propri? Io sarei pronta ad aggredire uno che tiene un Doby in giardino da solo anziché in famiglia (e ne ho visti tanti) anziché una persona che magari lo ha tagliato e lo ama! Poi, per finire, immagino che anche tu abbia una razza che ami particolarmente, che ti appaga sia dal punto di vista estetico che caratteriale…non saresti turbato se all’improvviso nel suo aspetto dovesse per forza cambiare qualcosa?
      Ci sono degli interi molto belli, non sembrano cattivi ma sembrano cani da caccia. Io cmq non voglio il Dobermann per spaventare la gente per strada! Mi piace però ANCHE la sua bella faccia da sfinge, la trovo molto carismatica ed elegante…nelle orecchie lunghe, purtroppo, questo sguardo che mi ha fatto innamorare non esiste più e per me è ingiusto!

      • Che dirti, ognuno ha i suoi punti di vista, secondo me il dobermann intero, anche se perde un po’ l’aspetto “da sfinge” non sembra affatto un cane da caccia(la testa, la bocca e la struttura anatomica “muscolosa”, lo rende molto diverso da un bracco!), ma continua a mantenere la sua tipicità, anche estetica.

        Il divieto, credo che almeno negli intenti, sia motivato dal fatto che il taglio delle orecchie, come tutti gli interventi chirurgici, comporta dei rischi, e in alcuni casi può causare sofferenze

  25. Haruhi, non è questione di opinioni. La coda è un bilanciere, forse fraintendi il senso. Ci mancherebbe che non deambulassero, il Dobermann come tutti gli altri. Vedi ti un filmato al rallentatore di un qualunque cane in fase di attacco e guarda la coda, forse comprendi meglio. In alternativa, guarda qualunque predatore in movimento rapido, sempre al rallentatore…Ti suggerisco, visto che sei appassionata, di iniziare a studiare la meccanica del movimento nei canidi, forse rivedrai molti concetti; ci sono ottimi testi in tal senso. Per il resto, come spesso succede, si parla sulla base del sentito dire, poco su competenze reali. Lo sai ad esempio che il Pastore Tedesco spesso è vittima di otite? Giusto per dire che le cause sono tante, e l’orecchio pendente di dimensioni contenute non predispone proprio a nulla. Nei miei Rott non ho mai curata un’otite in tutti questi anni, e neanche in quelli dei miei amici. Potrei parlanti di tante altre razze, che vedo con una certa frequenza, e che hanno orecchie con questa conformazione, e l’otite non è certo un loro problema…Poi, alcuni Dobermann che ha condiviso Andrea li trovo splendidi nella loro integrità, spero veramente che anche in Italia ci si adegui…

    • No, purtroppo non sapevo di questa predisposizione dei Pastori Tedeschi all’otite!
      Di veterinaria so qualcosa solo perché partecipo sempre volentieri ai seminari della mia provincia e le patologie che ho conosciuto con i cani e gatti che ho allevato. La settimana scorsa ho curato l’otite ad Attila, figlio di un Pastore Tedesco e di un Golden, ma con le orecchie pendenti del Golden.
      Le mie conoscenze veterinarie purtroppo sono limitate, e dico purtroppo perché è un mestiere che avrei voluto imparare volentieri. Posso solo riportare, in questo caso, quello che mi è stato raccontato da dottori come te. Due di loro (due non sono tutti, per carità) mi hanno detto che, se la coda viene tagliata quando sono piccoli, i Dobermann non hanno problemi nel fare quello che fanno gli altri Doby con la coda. Mi hanno detto invece, che se avessi tagliato la coda al cane in futuro, questi sarebbe andato incontro a dolore, collare elisabettiano per evitare che si ferisca, difficoltà a sedersi nei primi tempi e la necessità di trovare un nuovo equilibrio. Questo è quello che so e non conosco esattamente la posizione di questi veterinari.

      • Scusami, non so cosa intendi col tuo ‘di veterinaria ne so qualcosa’ . Tralascio il fatto che veterinaria non è una materia (è come se dicessi di umana ne so qualcosa), ma penso che per capire di ‘veterinaria’ ci voglia ben altro, anche se purtroppo questa è una mentalità diffusa, che pagano purtroppo i cani e gli altri animali gestiti da gente che si autoreferenzia. Ti ho solo informata di quelle che sono le reali problematiche legate a un intervento inutile, il resto rimane una tua opinione non basata sui fatti, ma sulle sensazioni. Certo è che io trovo avvilente che non ti sfiori il dubbio che comporti sofferenze al cane e continui a dire che i problemi sono altri. Per quanto riguarda la coda, il senso del discorso delle colleghe immagino fosse quello di dire che il cane si abitua a non avere la coda. Se uno perde un arto da piccolissimo, si adatta a non averlo e il corpo, come la mente, agiscono di conseguenza. Ma rimane il fatto che avrà sempre un deficit rispetto a chi ne ha due. La coda aiuta nel movimento, soprattutto quello rapido, e in cani da lavoro lasciargliela gli permette un miglior bilanciamento, quindi un vantaggio rispetto a chi non ce l’ha, anche se poi lavora lo stesso.

        • Scusa, ma a questo punto trovo inutile continuare la discussione, visto che leggi quello che vuoi tu, ed è già la seconda volta che succede!
          Non ho detto che di veterinaria ne so qualcosa! Ho detto, copio e incollo “Di veterinaria so qualcosa solo perché partecipo sempre volentieri ai seminari della mia provincia e le patologie che ho conosciuto con i cani e gatti che ho allevato.”
          In pratica sto dicendo che io di veterinaria non ne so niente!
          Conosco le patologie che hanno avuto i miei animali, esattamente come le mamme imparano a conoscere le influenze, i raffreddori e le malattie dei loro figli, e che se conosco qualche nome o malattia in più, è solo perché, amando gli animali, il mio veterinario nonché amico di famiglia, mi invita a partecipare a seminari che altrimenti non saprei nemmeno che esistono!
          Non mi sembra adesso di parlare poi così ostrogoto! Ci mancherebbe altro che io mi permetta di dare consigli in questo ambito! Poi si, ognuno è libero di pensarla come vuole! Cosa ti devo dire? Ai miei cani non manca neanche il latte di gallina, come dice sempre mia nonna, e la conchectomia, da persona che l’ha vissuta di persona con il proprio cane, per me è un’operazione assolutamente gestibile e indolore. Si è tagliato per anni, si continuerà a farlo e basta. La legge è passata? Bene! I Dobermann italiani (tantissimi dei quali tagliati e la legge è già entrata in vigore, quindi a quanto pare non sono l’unica a cui manca la testa da sfinge) saranno tutti interi, e speriamo che gli allevatori di Doby rimasti facciano una buona selezione. Io e tanti altri contribuiremo ad arricchire Altobello e altri allevamenti esteri e saremo felici possessori di Dobermann tagliati, esattamente come ci saranno felici possessori di Dobermann interi. E nessuno si fa male!
          …ma adesso mettermi in bocca anche parole che “non ho scritto” e dire anche che mi autoreferenzio ne ha del ridicolo!
          (Per i miei fans che non leggono nemmeno il commento è spolliciano rosso, vi aspetto numerosi!)

          • Evidentemente comprendo male io, ma quando dici …di veterinaria ne so qualcosa…, o le affermazioni sulle otiti, o la valutazione del dolore nel cane, o dire che l’intervento non determina problemi, per me sono tutte affermazioni che denotano un po’ di presunzione, non me ne volere. Non hai alcuna casistica, nessuna competenza clinica, ma, ripeto, continui a ignorare sistematicamente gli aspetti che non supportano la tua convinzione, anche se forse basati su qualche dato in più. Penso però che sia giovane (correggimi se sbaglio) e diciamo che probabilmente non te ne rendi conto, e lo dico veramente con serenità. Per il resto, mi auguro vivamente che anche per il Dobermann vi sia l’allineamento sulle normative vigenti, attuate da tutti gli altri Club, e se c’è che confonde il Dobermann con il Weimaraner, problema suo…evidentemente non conosce le razze adeguatamente. A conclusione di questa chiacchierata, ti dico solo che se un giorno dovessi optare per un Dobermann, razza che mi affascina non poco, di sicuro mi rivolgerò a quegli allevatori che con serietà e coraggio hanno optato per il cane integro, chapeau…

          • Io sono sempre più basita!
            Ma anche le persone come me, che non sono veterinari, possono avere QUALCHE NOZIONE!
            Io ho detto che le orecchie PER ME si tagliano per motivi ESTETICI e NON per prevenire le otiti!
            Io si, sono giovane, ho 25 anni e sono un perito agrario specializzato in zootecnica, quindi le mie competenze si limitano a vacche e in piccola parte ai suini, non centrano con i cani. Non ho a disposizione dati, casistiche, non ho competenze cliniche, non ho esperienze sul campo…non sono un veterinario! Sono solo una ragazza curiosa, che ha avuto cani, gatti, pesci, tartarughe, conigli, chiocciole, anatre…e che ho la fortuna di annoverare tra le mie amicizie dei veterinari, che mi spiegano certe cose, e di lavorare con una persona che è nella cinofilia agonistica e che ci lavora da 50 anni (si, ha passato i 70!). Senza NESSUNISSIMA presunzione, ho detto che il MIO Dobermann non ha dato segni di sofferenza, e il mio cane, che ha la sua storia, spaventatissimo l’ho visto in più occasioni, ormai “lo conosco”. Se qualcuno mi chiedesse cosa ne penso della conchectomia, gli direi che è pallosa, che devi stare attento quando piove, quando gioca con gli altri cani ma che non ho percepito dolore nel mio cane. Non mi permetterei MAI di giocare a fare la veterinaria! Io anche mi auguro di trovare allevatori seri. Io prima di prendere il mio Doby ne ho girati un po’, e ci sono nomi famosi in mezzo, ma credimi, non lo dico ne con orgoglio ne in tono beffardo, se in Italia VUOI un Dobermann tagliato, lo puoi ancora avere tranquillamente! …e di tagliati ne ho visti anche in EXPO qua a Verona. No, il Dobermann intero l’ho visto scambiato per un semplice Bracco (come se il Weimaraner fosse un levriero XD Ma di solito chi non riconosce il DObermann intero, difficilmente conosce una razza “rara” come il Weim) sono io che amando il Weimaraner, dico che il Dob interno mi sembra un brutto Weimaraner.

    • Probabilmente le orecchie pendenti in determinate circostanze evitano le otiti, ad esempio la testa fuori dal finestrino, se l’orecchio col vento preme il canale

  26. Se una persona ha poche disponibilità economiche e una VERA passione per i cani e una razza in particolare NON si mette a fare l’allevatore. Passione vera e necessità di guadagno NON SI POSSONO CONCILIARE!!!
    …..chi sostiene che ciò è possibile o è in malafede… o non ha capito ancora nulla della società in cui vive!

    • Però nel mondo esistono centinaia di allevatori professionali, e che siano solo ricchi che vivono di rendita sembra un po’ improbabile!
      E allora, o sono tutti ricchi, o sono quai tutti cagnari, oppure più realisticamente qualcuno riesce anche a coniugare passione e guadagno lecito(cioè non sulla pelle degli animali), ma tramite le proprie competenze, esperienze e talento, trovando clienti capaci di capire e apprezzare il lavoro di selezione, “imprinting”(vedi senso puppy, e tecniche simili), socializzazione, ecc…

      Ovviamente non dico che sia facile trasformare la passione in lavoro, nel pieno rispetto degli animali, ma siccome mi sembra un po’ improbabile che i grandi allevatori professionali siano tutti ricchi che vivono di rendita, e mi sembra anche ingiusto pensare che siano tutti cagnari, evidentemente qualcuno riesce anche a vivere dignitosamente allevando e lavorando con i cani

      • Ma quale rendita lavorano tutti, o almeno qualcuno della famiglia lavora di sicuro. Non è possibile fare in modo coscienzioso altrimenti. Dire il vero anche tra i cagnari conosco pochi che non hanno altre entrate 😉

        • Beh, se lavorano tutti, forse fanno lavori “particolari”, che permettono un buon guadagno con poche ore al giorno….uno che lavora 8 ore al giorno, come fa ad allevare? la vedo un po’ difficile!

          Comunque anche se vivere di allevamento onesto e rispettoso degli animali, è impossibile, credo che alcuni allevatori nel prezzo del cucciolo non mettono solo un rimborso spese, ma anche un piccolo guadagno

          • Dipende cosa intendi “particolari”. Ogni uno ne ha la sua. Una mia amica gestisce un pensione per cani e gatti oltre che alleva, mentre il marito fa il suo lavoro di sempre. Un altra mia amcia la toelettatura , ma il marito ha tutto un altro mestiere. Un’altra fa la segretaria, per dirti che non tutti lavorano nell’ambiente cinofilo nonostante che allevano. Come un’altra mia amica ancora che vive con sua mamma, e mentre lei al lavoro, sua mamma bada ai cani. Oppure quei veterinari che allevano anche. Nessuno di loro ha mollato tutto per dedicarsi esclusivamente all’allevamento, e non perchè non vorrebbero fare, ma semplicemente non possono…tutto qui.

          • Per “lavori particolari” intendevo semplicemente lavori che lasciano molto tempo libero, da poter dedicare all’allevamento.
            Infatti a quanto pare gli allevatori che conosci tu, fanno tutti lavori connessi alla cinofilia, e che lasciano il tempo libero necessario, oppure sono aiutati gratuitamente da familiari.
            Per un single senza aiuti familiari, e con un lavoro da 8 ore al giorno, credo che sia praticamente impossibile allevare!

          • “Per “lavori particolari” intendevo semplicemente lavori che lasciano molto tempo libero, da poter dedicare all’allevamento.
            Infatti a quanto pare gli allevatori che conosci tu, fanno tutti lavori connessi alla cinofilia, e che lasciano il tempo libero necessario, oppure sono aiutati gratuitamente da familiari.
            Per un single senza aiuti familiari, e con un lavoro da 8 ore al giorno, credo che sia praticamente impossibile allevare!”

            Uno che fa il veterinario, oppure la toelettatura credimi lavora molto di più di 8 ore. Con “solo” 8 ore di lavoro fuori casa si può tranquillamente allevare. Non conosco nessuno però che vivesse da solo, o almeno non avesse qualche aiuto esterno. Ovvio che un single chi lavora fuori casa gran parte della giornata non può allevare. Ma non dovrebbe neanche tenere un cane…

          • “Ovvio che un single chi lavora fuori casa gran parte della giornata non può allevare. Ma non dovrebbe neanche tenere un cane…”

            Bé, prendersi cura di un solo cane è un conto, occuparsi di 20-30 cani è tutt’altra cosa!
            Magari molte persone hanno i familiari disponibilissimi a portare a spasso un cane, ma molto meno disponibili a gestire un canile-allevamento

          • ” “Ovvio che un single chi lavora fuori casa gran parte della giornata non può allevare. Ma non dovrebbe neanche tenere un cane…”

            Bé, prendersi cura di un solo cane è un conto, occuparsi di 20-30 cani è tutt’altra cosa!
            Magari molte persone hanno i familiari disponibilissimi a portare a spasso un cane, ma molto meno disponibili a gestire un canile-allevamento ”

            Andrea io quando parlo di un single, intendo una persona chi vive da sola. Per i cani non ha importanza che uno sia sposato o no, ma che non debba rimanere da solo tutto il giorno.
            Comunque ce ne sono pochi allevamenti ( aggiungerei per fortuna), dove ci sono 20-30 soggetti adulti. E là dove ci sono, non è mai una sola persona si occupa dei cani. 😉

      • Infatti, Andrea: io sono la prima a dire che “vivere di allevamento” è praticamente impossibile, se lo fai in modo corretto e selezionando veramente con tutti i crismi. Però non è impossibile “vivere di cani”: basta abbinare all’allevamento altre attività cinofile (pensione, addestramento, asilo per cani, toelettatura…) e puoi farcela benissimo.
        Se non cagnareggi difficilmente ti arricchisci, perché i cani costano un patrimonio: però uno stipendio decoroso lo tiri sicuramente su.
        E comunque, certo che un piccolo ricavo ci deve essere dall’allevamento! Gli allevatori – anche quelli che allevano per passione – non è che siano tutti santi & martiri. Però ricavare un guadagno (onesto) da un’onesta attività mi sembra del tutto lecito, e non è in alcun modo paragonabile allo speculare sulla pelle dei cani (cosa che fanno invece i cagnari).

  27. vero!!!!! ecco perchè la miâ boxerina, che da manuale rientra a pieno nei canoni della sua razza… vista fra gli altri boxer sembra un boxer mignon… ormai vedi solo super boxer con super teste e super colli, tutti super massicci(ebbene si, ammetto, anche io li trovo esteticamente più belli…)
    poi porti fuori la tua, 26, 27 kg di bestia, e tutti tu chiedono se è cucciola!!!!!!

  28. Ciao, concordo pienamente con questo articolo.
    Da poco allevo (amatoriale) Border Collie ma sto male nel vedere la razza così divisa. Per questo non mi metto ne da una parte ne dall’altra. Per me il border è uno solo e non è ne un cane anoressico e schizzato ne un un orso tutto pelo e senza istinto. Proprio vedendo questa differenza ho deciso di prendermi quello che io ritengo il vero border collie: sano, equilibrato, con istinto sul gregge, bello, attivo, con la giusta struttura e pelo, che eccelle in qualsiasi cosa, ecc….
    I miei border hanno nel pedigree grandi lavoratori che hanno avuto soddisfazioni anche in ring e cani anche da bellezza ma con un grande istinto sul gregge tutti pienamente nello standard secondo me.
    Spero di differenziarmi dagli altri ma non per essere il miglior allevatore ma perché lo faccio per la mia grande passione per la razza e amo i border e non quelli che chiamano border da bellezza e border da lavoro. Con i miei cani che hanno entrambe le linee nel sangue (e si può vedere nel pedigree) faccio obedience e sheepdog e anche expo proprio per questa mia idea che il border è uno solo. Non ho lacrime da coccodrillo se ad una gara o ad una expo non vincono, ma un grande sorriso quando mi danno soddisfazioni. Spero che le cose cambino e torni ad essere un’unica razza…spero anche x le altre razze.
    Valeria complimenti ottimo articolo!! =D

  29. d’accordo in pieno con l’articolo. Però io un dubbio ce l’ho: in questo triste gioco allo sfascio i test sulla salute che ruolo hanno? perché io capisco che siano un aiuto importante per chi alleva con coscienza, ma rischiano di diventare anche un parafulmini per comportamenti che con l’allevamento di qualità non dovrebbero avere nulla a che fare. E questo perché “cane testato” agli occhi dei sciuri Mario (e non solo) è sinonimo di “cane sano”, addirittura “che si può riprodurre senza problemi”. Purtroppo non è così, prima di tutto perché i test per la salute sono disponibili per una percentuale minima di patologie rispetto a quelle esistenti, e poi perché l’allevatore che fa le cose per bene mica li fa TUTTI, questi test… fa quelli consigliati per la sua razza, cioè che a livello statistico si riferiscono a patologie più presenti in quella razza. Così si trovano cani vincitori belli e testati che a tre anni hanno già sfornato un numero a due cifre di cucciolate… e che magari a quattro o cinque anni hanno serissimi problemi per qualche patologia di cui non ci sono test disponibili o che nella sua razza non è comune. E credo sia sempre per questo che a volte si sente dire in giro di un cane (anche lui bello vincitore e testato, eh) che nove su dieci dei suoi figli sono displasici o hanno problemi cardiaci o renali etc… capisco che a volte ci sia malafede, ma temo che spesso si tratti proprio di ignoranza: quando il premiato e serio allevatore si rende conto del problema è tardi, anche se è onesto e ritira il cane dalla riproduzione ormai il danno è fatto. Io credo che aiuterebbe un po’ di modestia: va bene affidarsi alla medicina, va bene tenere conto dei test, ma andrebbe anche meglio far riprodurre i cani con criterio, senza ingolfare i pedigree dei super vincitori, sopratutto senza dare millemila monte di un cane ancora giovane per tipico e testato che possa essere. Io allevo e lo so che l’orologio genetico è tiranno, soprattutto per le femmine, ma in fondo una femmina di alta qualità è difficile che abbia un numero esorbitante di cucciolate. Invece un maschio… 🙁

    • Per quanto sia purtroppo alcune malattie difficile, se non impossibile sradicare completamente. Come per esempio la displasia. Del perchè se ne parlato anche qui su “Ti presento il cane” in diversi articoli. Un altro esempio è la miocardiopatia dilatativa. Anche facendo tutti i test possibili, una certa percentuale di incidenza di queste malattie si riscontreranno sempre in alcune razze. Penso che sia indispensabile fare la distinzione tra le malattie ereditarie, quelle acquisite come la miocardiopatia dilatativa, o ancora tra quelli multifattoriali come appunto la displasia.
      Per quanto invece testare per ogni malattia esistente tutti i riproduttori, penso che te ne renderai conto quanto sarebbe difficile se non impossibile, non è fattibile neanche per noi essere umani. Più che normale che si facciano invece tutti gli accertamenti di quelle malattie che sono ereditarie e più frequenti in una razza specifica,e prestino la dovuta attenzione per evitare le linee di sangue dove ce una predisposizione più marcata ad un certo tipo di patologia. Anche se quest’ultimo non è sempre così semplice come potrebbe sembrare.
      In breve selezionare con criterio non ce altra possibilità, che di fare dei controlli specifici per la razza in questione, e studiare la linea di sangue che si decide di utilizzare.
      Purtroppo alcuni non fanno ne uno ne altro, ma anche coloro che si sforzano al massimo, una garanzia totale non potranno mai dare per i loro prodotti, ma se senza altro una buona sicurezza sì. Comunque dal momento che un privato non ha altra possibilità che valutare sulla base dei controlli eseguiti e documentati, quello che può e dovrebbe fare, è di informarsi prima su quanto riguarda la razza prescelta, e poi controllare che questi siano stati eseguiti.
      Per la mia esperienza personale, la grande maggioranza delle persone però non chiede altro solo quello che riguarda la displasia, anche nelle razze dove questa patologia riveste un aspetto marginale.

      • Sono in completo accordo con te! Forse per quello che andró a scrivere saró tacciata, peró, a mio avviso, la scelta dell’allevamento e pertanto dell’allevatore, funge un ruolo importante quando si decide di acquistare un cane. Sono proprietaria di due pastori tedeschi (maschio e femmina) e di uno zwergpinscher. Tutti e tre i miei cani sono di alta genealogia: sono esemplari molto belli, equilibrati, ma soprattutto sani! La scelta di acquistare cani di alta genealogia ( che comporta anche un certo sforzo economico) non è stata fatta per avere il cane “Figo” o per sentirsi dire “ma quanto è bello”, o per andare alle esposizioni (cosa che non faccio e non faró mai) ma è stata una scelta dettata al solo fine di avere un cane sano, con bassa indicità di quelli che sono considerati difetti genetici di queste due razze (non solo displasia dell’anca per il pastore tedesco o displasia del ginocchio per lo zwergpinscher)..
        A mio parere al giorno d’oggi in troppi si professano allevatori. I miei due pastori tedeschi non li ho mai fatti accoppiare, tenendoli separati nel periodo del calore; non ho mai fatto accoppiare nemmeno lo zwergpinscher: in tanti mi hanno chiesto l’accoppiamento (parlo di privati che incontro in area sgambamento o dal veterinario), promettendomi metà del ricavato della cucciolata, peró io ritengo che fare figliare sia un mestiere e che pertanto debba essere fatto da chi veramente sa fare! Chiedo scusa se sono stata prolissa e se sono uscita dall’argomento, ma sinceramente non ne posso più di vedere cani con patologie evidenti, spesso sofferenti, solo perchè acquistati a basso prezzo da sedicenti allevatori!!! Un buon esemplare (e non intendo bello), non lo è solo perchè ha il pedigree!!!!!

        • cara Missi, hai scritto molto bene e ti approvo pienamente. Per allevare bene bisogna avere particolari doti: volonta’,entusiasmo, conoscenza e… un po’ di assistenza divina. Ti ammiro.

  30. il cane da esposizione e’ diverso dal cane che lavora. C’e’ un giudice enci (classe 1928), che da lunga data giudica ogni domenica e tiene corsi per novelli giudici, che lo conferma pubblicamente. Esempio: sostiene che il greyhound abbia due standard ufficiali, quello destinato al cane in ring e quello per il cane in pista. La stessa illuminata teoria puo’ applicarsi ad altre razze. V.R. ha saputo, come sempre, chiarire la situazione con fotografie e considerazioni appropriate.

  31. Articolo molto molto bello e interessante. Non sempre accade che sia d’accordo al 100% con quella che la signora Rossi scrive, ma per quanto riguarda questo articolo mi trova completamente d’accordo!

  32. Io sono favorevole al dual purpose. E pazienza se non è superdog. Alla maggior parte della gente non serve il superdog. Fa solo “figo”. La maggior parte della gente si accontenterebbe di un cane abbastanza bello, di quella razza, con le attitudini della razza, senza esagerazione. Lo dimostra il fatto che la gente vada, purtroppo, dai cagnari: proprio perché non ha esigenze particolari, anzi, a dirla tutta si accontenta che un cane somigli a quella razza. Però, se ha un minimo di coscienza cinofila e va in allevamento, paga molto e allora… ecco che vuole il campione, figlio di campioni ecc ecc…. Fa figo il supercampione di lavoro o supercampione di bellezza (o di tutt’è due, ma quelli mi sa tanto che lo siano per… corruzione, spiacente essere così franca). Si rimedierebbe con giudizi più orientati alla completezza del cane, meno propensi a trovare il pelo nell’uovo, magari valutando contemporaneamente le attitudini di razza e l’estetica (come, non lo so: sogno)
    Ho preso un pointer da show, e non andando a caccia mi sembrava naturale scegliere una linea da show: se non ci devi lavorare tanto vale prenderlo più bello e io all’estetica ci tengo. Tanto più che i pointer non hanno problemi di salute legati all’ipertipicità (e comunque il soggetto che ho preso io ipertipico non è). Però resto dell’idea che spaccare le razze a metà sia un danno per la cinofilia. E succede pure in razze poco diffuse come, appunto, il pointer. La maggior parte degli allevatori fanno cani da lavoro, il pointer è un cane da ferma(e in realtà più da prove “spinte” che da caccia pratica). Ma, tempo qualche generazione, e gli allevatori solo da lavoro si ritrovano con dei pointer piccoli come beagle o arcuati come levrieri (chissà come mai) e allora…. si rendono conto che se vogliono avere almeno il molto buono in bellezza devono immettere almeno un po’ di sangue di cani da show. Poi c’è un piccolo mercato di appassionati del pointer da show (non so come venda ma c’è). Però mai mi convincerò dell’utilità di separare troppo le varie linee. Un cane bello ed equilibrato che sa fare il suo lavoro senza magari sfondare il muro del suono starebbe bene, credo, a molti. A me di sicuro, ma pure ad un cacciatore, credo. A patto che non pretenda di vincere il campionato di grande cerca.

  33. aggiungerei che le stesse prove di lavoro selezionano i cani, dividendoli in cani da lavoro “da circo” e cani da lavoro. Alcune prove per retrievers la dicono lunga: per come sono concepite, si vedono cani da caccia che non usano il naso ma sono alla costante ricerca del contatto visivo con il conduttore, per andare a recuperare un fagiano che è a terra a poca distanza da un altro che invece il giudice chiede di non recuperare (semplificando molto). Il tutto ad una distanza di 100 o 200 metri. Per cui abbiamo retrievers che vengono condotti a distanza come farebbe un pastore con un border. Basterebbe concepire le prove di lavoro in maniera diversa per avere, quanto meno, caratteristiche attitudinali non falsate. Quindi, prima di parlare di dicotomia fra attitudine e morfologia, bisognerebbe risolvere il problema delle prove di lavoro estremizzate e della struttura fisica non funzionale. Insomma, siamo arrivati ad un punto tale che prima occorre risolvere i problemi da una parte e dall’altra, e poi cercare di avere cani dual-purpose.

  34. buon giorno, quello che vorrei, o meglio che sento di dire leggendo il bellissimo articolo pubblicato dalla Sig. ra V.Rossi, che la colpa non e solo da addebitare all’ignoranza degli allevatori qualsiasi siano, che invece di salvaguardare la razza come sostengono hanno un fine diverso “denaro” ma del vero responsabile che invece che fermare alimenta questa continua corsa inarrestabile nella modifica al più bello ,tralasciando invece la salute sulla pelle dello stesso animale.
    Chi sarebbe il vero responsabile di tutto ciò? Enci!! il quale non solo non interviene fermando la trasformazione vera dello standard ma addirittura premia costui, basta vedere chi c’è sempre tra i primi tre sul podio di premiazione.
    Fin quando L’Enci darà la possibilità a questi blasonati allevatori di aggiudicarsi vittorie non meritate, continueranno a modificare a elaborare e fare i loro porci comodi e non come sostengono ” salvaguardiamo la Razza”
    Se poi capita che per esempio per dirne una se il presidente di un’ associazione di razza e anche allevatore Alè!!! vincere facile!!
    desidero ricevere gentilmente l’indirizzo mail della Sig. Valeria Rossi
    cordialmente saluto.

  35. Poi non ho ragione a disprezzare l’E.N.C.I. Ok, non è tutta colpa dei giudici, ma gran parte della colpa è anche loro.

    Comunque, riguardo le selezioni del Rottweiler, che ne pensi? Sono esasperate o moderate?

  36. Il dobermann con le orecchie integre sta male perché assomiglia a un bracco! Questo perché sino a pochissimi decenni fa si è evoluto tutto tranne il muso, che restava (e talvolta resta, america in primis) il punto debole di molti soggetti…Troppo piccolo, sproporzionato alle dimensioni del cane…Il muso del Pinscher appunto…E questo sino ad oggi fa desistere parecchi potenziali appassionati dal volerne uno…Estetica, estetica, estetica….Poi arrivarono i Pathos, gli Urbano, e più recentemente Fedor o Maxim….Spero che se proprio le orecchie debbano essere integre che si continui a spingere su “musi” (e teste) sempre più importanti, perché un alano integro sta benissimo, un Dobermann spesso e volentieri no…

    • Ehm… domanda: che male ci sarebbe (ammesso e non concesso che sia vero) ad assomigliare a un bracco? I bracchi hanno teste splendidamente costruite. Certo, il dobermann dovrebbe avere una morfologia leggermente diversa… ma a cosa potrebbe somigliare? Non è un lupoide, non è un molossoide e tanto meno un graioide… è un “cane di tipo pinscher”, che secondo la classificazione più classica si avvicina decisamente più al braccoide!

      • Beh, se voglio un bracco “stazzuto” mi prendo un weimaraner! Cane al quale il dobermann assomiglia parecchio.. Comunque l’importante è continuare la selezione che favorisca musi importanti, solidi.. Una muso che tenda e dico tenda a quello di un pastore tedesco ad esempio o a uno dei suoi progenitori : il pastore della bauce… Questo intendo.. A me il dobie americano ad esempio non mi garba… Il dobermann NON è e non deve essere un pinscher… Arriva da lui così come arriva da altre 5 o 6 razze di cani, ma è appunto.. Un dobermann!

        • Ovviamente non posso che concordare sulla ricerca di musi più importanti possibile (purché non mi diventino molossoidi… che già ci stiamo arrivando con i pastori tedeschi!): la mia era solo una difesa d’ufficio della “faccia da bracco” 😀

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.