di VALERIA ROSSI – Me lo chiedono spessissimo, me l’hanno chiesto ancora stamattina: “Ma quand’è che posso portarlo a fare un po’ di addestramento?”
Messa così (e c’è da dire che la mettono praticamente tutti così, con buona pace di chi tanto si è sbattuto per creare guerre di religione tra “educatori” e “addestratori”), la risposta dovrebbe essere “a sei-sette mesi, almeno”.
Però io mi precipito sempre ad aggiungere: “…ma l’educazione di base si comincia a due mesi!”, perché intanto so che la stragrande maggioranza delle persone, per “addestramento”, intende proprio questo: l’educazione di base, le regolette e i pochi comandi che servono esclusivamente ad avere un cane sotto controllo, capace di vivere serenamente nel contesto di una famiglia civile e di non farci vergognare quando lo portiamo in giro.
Per la stragrande maggioranza della gente questo è anche tutto ciò che serve: non sentiranno mai l’esigenza di andare oltre e di arrivare al vero e proprio “addestramento”, che è invece l’insegnamento di una disciplina sportiva, o di un “lavoro” di utilità sociale, insomma di tutto ciò che va oltre le semplici dinamiche del vivere comune.
Personalmente, pur avendo addestrato cani per mezza vita, adesso ho bisogno solo di un cane educato: e infatti è quello che ho.
La Bisturi non sa fare assolutamente niente ed è un perfetto esempio di “cane inutile”… però non tira al guinzaglio, non sporca in casa, viene quando la chiamo, si siede se glielo chiedo (e se ha qualcosa di morbido sotto il sedere: altrimenti no), resta ferma se mi sposto e non voglio che mi segua.
Per la vita che conduciamo noi, ce n’è d’avanzo! Se aggiungiamo anche che non litiga con nessuno ed è amichevole con tutti (a meno che non le rompano le scatole, ovvio…), direi che il mio cane rappresenta proprio l’essenza di ciò che il proprietario medio desidera.
Ma questo NON è un cane “addestrato”!  Questo è proprio il minimo sindacale, sono le basi che si danno, appunto, ai cuccioli di due mesi… tant’è vero che non ho dovuto insegnare nulla di tutto questo alla mia cagna, che pure fino al momento di entrare a casa mia era vissuta in allevamento con compiti di fattrice. Insomma, doveva far cuccioli e stop: ma siccome viveva dentro casa, e qualche volta è uscita anche in esposizione, il minimo sindacale è stato insegnato pure a lei, da cucciola.

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Sì, perché è importante che lo si faccia con i cuccioli: e non perché “dopo non imparano più”, ma perché dopo, di solito, gli umani sono già riusciti  a complicare le cose e ad insegnare al cane (sì, letteralmente insegnare, anche se non l’hanno fatto certamente apposta) a comportarsi peggio che può!
Così capita che molti pensino: “Ad educare il cane ci penso io, che ci vuole? Poi, quando ha un annetto. lo porto al campo a fare (agility, UD, disc dog, obedience… quello che preferite)”.
La verità, però, è che quando arrivano al campo l’istruttore deve passare mesi: a) a rieducare il cane; b) a educare gli umani. E poi, semmai, si comincia a fare agility o UD o disc dog!
E allora: se non si è capaci, se non si sa nulla di cinofilia, se per “addestrare il cane” si intende “dargli le basi per saper stare correttamente nella società umana”… allora al campo bisogna andarci SUBITO, con il cucciolo piccolissimo.
Che avrà modo di socializzare e di interagire con altri cani sicuri e controllati intanto che i suoi umani imparano qualcosa di utile e che anche lui capisce il significato di semplici comandi come “vieni”, “terra”, “resta”.

Chi poi pensa che queste siano “vecchi e superati modi di approcciare il cane, che invece dev’essere lasciato libero di decidere da solo quello che vuole fare”… può anche starsene a casa, per carità. O frequentare un campo in cui di comandi non si parla proprio, perché i comandi sono brutte cosacce cattive. Addirittura “coercizioni”, da evitare come la peste.
Proprio un paio di giorni fa discutevo con un educatore sull’opportunità di “lasciare il cane libero di scegliere”: lui sosteneva che i comandi in quanto tali non devono esistere, ma che si deve cooperare. Io propongo una cosa al cane, lui può scegliere se fare quello che gli chiedo oppure proporre qualcosa di diverso, e così via.
Molto carino, sulla carta: ma – gli ho detto – se il cane si sta scapicollando in mezzo a una strada trafficata, devo lasciar decidere a lui se farsi ammazzare o meno? O preferiamo che obbedisca quando gli dico “vieni qui”?
La risposta mi ha lasciata così allibita che ho preferito non continuare la discussione, perché evidentemente si parlavano lingue diverse: infatti lui mi ha detto che il cane a rischio di farsi investire è “figlio di un proprietario irresponsabile che contravviene alle norme di legge (guinzaglio di max un metro e mezzo)” e che lui con i cani coopera dentro casa, mentre fuori li tiene al guinzaglio”.
Ma come?!? E la cooperazione, la libertà di scelta, le proposte alternative?!?  Valgono solo indoor?
Fuori di casa, se il cane proponesse di andarsi a fare una corsa nel prato anziché restarsene legato al guinzaglio, la risposta sarebbe “picche”?

Berlusconi parlerebbe di “cooperazione a orologeria”: io preferisco dire che ad essere liberali così son capaci tutti…ma che ha ragione Giovanni Giacobbe quando parla di “addestrare alla libertà”.
Perché solo il cane educato/addestrato a rispondere prontamente ai nostri comandi può essere veramente libero. Libero di stare, qualche volta, anche senza guinzaglio (magari non in mezzo al traffico… ma in condizioni di discreta sicurezza, sì); libero di giocare con altri cani; libero di scoprire, annusare, esplorare…almeno finché non rischia di mettersi nei guai, perché a quel punto gli si chiede di tornare da noi. E lui ci torna, senza discutere e senza mettersi a fare proposte alternative.
E’ sempre una cooperazione, sia ben chiaro: perché io non chiedo al cane di tornare se non ce n’è motivo. E’ quella cooperazione sana, etologica, in cui ognuno si dà da fare per il bene di tutti i membri del gruppo: quindi, se ti dico “vieni”, è perché è necessario che tu venga. Se ti dico “resta”, è necessario (per tutti) che tu non ti muova.
Che tu possa rispondermi “no, guarda, non mi va di restare fermo: ti propongo una cosa alternativa, vado a mangiarmi quel gatto là” è  una cosa che per me non può letteralmente esistere. Ma si vede che non può esistere per molti, non solo per me: perché alla fine, sui campi di addestramento, ci arrivano in fila indiana anche tutti coloro che sono andati a fare “dis-” educazione al campo cinofilosofico e che adesso hanno il cane che non è proprio che “proponga”. Si fa gli affaracci suoi quando gli pare e piace, punto e basta.

Quindi, concludendo:

a) se volete un cane civile e ben socializzato, andate su un qualsiasi campo (non quello di un macellaio, ovviamente!) col cucciolo di due mesi … prima di riuscire a rovinarlo!
b) se volete anche un cane obbediente, non nel senso di cane-robot e sicuramente NON nel senso di “cane che obbedisce perché vi teme”, ma in quello di “cane che conosce il significato di alcuni semplici comandi e che obbedisce con gioia perché voi siete il suo faro e la sua guida”, andate su un campo in cui i comandi si insegnino davvero. Ovviamente senza coercizioni e violenze, ma facendo capire al cane che la parola del Boss è il Vangelo e non qualcosa che si può mettere in discussione ogni due per tre;
c) se volete un cane addestrato, cominciate sempre a due mesi con l’educazione di base e poi, quando il cucciolone ne avrà almeno sei-sette, avvicinatelo alla disciplina che avete scelto. Ma le basi devono già esserci, altrimenti si dovrà ricominciare sempre da quelle perdendo tempo prezioso… e in molti casi dovendo prima “demolire” tutti i vizi acquisiti.

In due parole: campo subito, ma soprattutto campo adatto alle nostre reali esigenze ed aspettative.

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61 Commenti

  1. Ma sono tutte persone che l’hanno preso da tizio, caio o al canile? Perché quanto mi riguarda ho ricevuto dall’allevatore un elenco di quello che il cane aveva già vissuto (bambini – specificando l’età- automobile, andare dal veterinario, ascensore, erba, sabbia, griglie, cemento, piscinetta, ombrello che si apre e chiude, sacchetto, tunnel di plastica, cibo molle, crocchette, cibo cotto, cibo crudo, essere tenuto al guinzaglio ecc ecc ecc)e l’elenco di quello che si raccomandava di fargli fare (treno, pullman, eventualmente aereo, portarlo gradualmente da chi te lo tiene quando vai in vacanza, portarlo con crocchetta e basta dal suo futuro vet, manipolare orecchie, denti, zampe per qualche secondo al giorno ecc ecc) con spiegazioni delle modalità, dei tempi e così via. Annesso l’elenco delle puppy class nella mia zona con raccomandazione di andarci appena possibile, anche perché il cane viene dato a quasi tre mesi.

  2. perché non potrebbero camminare di pari passo ,educazione e addestramento?nel senso di avvicinamento ad esempio ad uno sport cinofilo

  3. Valeria, visto che l’educatore di cui sopra sono io devo constatare che, come al solito, riporti sempre le parti di discorso che più ti fanno comodo, comportamento dal mio punto di vista che denota mancanza di rispetto nei miei confronti e, sinceramente, i tuoi sfottò nei confronti degli altri incominciano un po’ a stancarmi, oltre al fatto che è molto scorretto riportare parti di discorso messi lì apposta per suffragare le tue opinioni (e qui l’obiettività che tu dovresti sempre avere, in quanto giornalista, è andata interamente a farsi benedire).
    Tu scrivi: “…infatti lui mi ha detto che il cane a rischio di farsi investire è “figlio di un proprietario irresponsabile che contravviene alle norme di legge (guinzaglio di max un metro e mezzo)” e che lui con i cani coopera dentro casa, mentre fuori li tiene al guinzaglio…”.
    Invece, il discorso per intero, che da tutto un altro significato, è il seguente: “il cane portato senza guinzaglio è figlio di un proprietario irresponsabile che contravviene alle morne di legge e a norme di buona creanza (mi fido dei miei cani, non mi fido di chi gira per strada), onde per cui laddove i miei cani possono essere liberi (già di là dalla strada larga 5 o 6 metri che devo attraversare vengono rilasciati nell’immenso parco dietro al mausoleo di Teodorico dove il marciapiede è talmente ampio che i cani possono restare liberi).
    Molto scorretto che per 6 metri, qualche secondo, che corrisponde a molto meno dell’1% (ad essere corretti, corrisponde al 3 per mille) del tempo che io trascorro con i miei cani, 24 ore su 24, tu voglia far passare un messaggio di incoerenza da parte mia.
    Bella coerenza. Complimenti.

    • Errata corrige: Questo il testo corretto della mia risposta

      Valeria, visto che l’educatore di cui sopra sono io devo constatare che, come al solito, riporti sempre le parti di discorso che più ti fanno comodo, comportamento dal mio punto di vista che denota mancanza di rispetto nei miei confronti e, sinceramente, i tuoi sfottò nei confronti degli altri incominciano un po’ a stancarmi, oltre al fatto che è molto scorretto riportare parti di discorso messi lì apposta per suffragare le tue opinioni (e qui l’obiettività che tu dovresti sempre avere, in quanto giornalista, è andata interamente a farsi benedire).
      Tu scrivi: “…infatti lui mi ha detto che il cane a rischio di farsi investire è “figlio di un proprietario irresponsabile che contravviene alle norme di legge (guinzaglio di max un metro e mezzo)” e che lui con i cani coopera dentro casa, mentre fuori li tiene al guinzaglio…”.
      Invece, il discorso per intero, che da tutto un altro significato, è il seguente: “il cane portato senza guinzaglio è figlio di un proprietario irresponsabile che contravviene alle norne di legge e a norme di buona creanza (mi fido dei miei cani, non mi fido di chi gira per strada), onde per cui i miei cani possono essere liberi già di là dalla strada, larga 5 o 6 metri, che devo attraversare e perciò vengono rilasciati nell’immenso parco dietro al mausoleo di Teodorico dove il marciapiede è talmente ampio che i cani possono restare liberi.
      Molto scorretto che per 6 metri, qualche secondo, che corrisponde a molto meno dell’1% (ad essere corretti, corrisponde al 3 per mille) del tempo che io trascorro con i miei cani, 24 ore su 24, tu voglia far passare un messaggio di incoerenza da parte mia.

      • Giovanni, a parte il fatto che non avevo fatto il tuo nome proprio “perché” avevo preso solo una parte del tuo discorso, quella che mi interessava, e quindi non avevo alcuna intenzione di “far passare TE” per incoerente… visto che hai fatto outing, allora ti dico che SI, sei incoerente! E che il tuo discorso riportato per intero mi fa cadere le braccia esattamente come il piccolo brano che ne avevo riportato io.
        Perché se il cane deve decidere e proporre, allora la cosa deve valere SEMPRE, non solo quando stai in condizioni di assoluta sicurezza!
        Altrimenti non è solo incoerenza: è anche ipocrisia. E’ voler far passare il messaggio che il cane non ha bisogno di un leader perché sa benissimo cosa fare e come fare…solo che poi, quando c’è un pericolo, bisogna mettergli il guinzaglio.
        Per me puoi anche stare 23 ore al giorno in un immane parco: ma se per l’oretta che resta utilizzi il guinzaglio, tutto il tuo discorso sulla cooperazione “libera” va a farsi benedire.

  4. “E lui ci torna, senza discutere e senza mettersi a fare proposte alternative.”
    … adesso mi metto a piangere 🙁

    Oscar torna se non ha niente di meglio da fare… e proposte alternative ne ha decine (da rincorrere il gatto o il bambino in monopattino ad attaccare briga con primo cane grosso che passa).
    Sono riuscita ad andare a un campo in cui si insegnavano i comandi e ottenere un cane come se ne avessi frequentato uno in cui si “lascia il cane libero di scegliere”…. e mi viene l’idea che questa scuola di pensiero serva solo a giustificare i propri insuccessi educativi (così la sciuramaria si sente felice e realizzata invece che un’incapace come mi sento io)

  5. Ciao Giovanni,
    non entro nel merito del discorso tra te e Valeria.
    Tu però hai risposto in parte,se non è corretto ciò che Valeria dice puoi per favore spiegare cosa intendi tu con io concetto “lasciare il cane libero di scegliere”?

  6. ma questa risponde oppure no??
    Io vorrei chiederle, ma cosa intende cane utile alla società??? che fa agility, disc dog, o cosa?? se il mio cane fa disc dog è utile alla società? a me non risulta. Ci sono cani che fanno queste attività poi escono dal campo e sono delle iene per strada e nei parchi. Io credo che il sig. Giovanni (e non conosco il sig. Giovanni) non ha tutti i torti sulla sua imparzialità ed essere obiettiva.
    Io vedo come cani “utili” alla società i cani della protezione civile, ricerca di persone disperse, no chi fa disc dog, e lei signora non le ha neanche nominate. Ma come molti giornalisti (non tutti per fortuna) si tira l’acqua al proprio mulino. Per una persona è sufficiente,come dice lei, avere la minima sindacale e dove sta il problema? deve per forza fare attività che elenca lei per avere un cane utile alla società? Non pensa che basterebbe a una famiglia normale che ha un cane e gli sta sempre fedele e ha un buon controllo?! Quel cane non sarà utile alla società come dice lei perché non farà attività cinofile, ma sarà utile a una famiglia che se lo tiene per compagnia e giochi in casa e fuori.

    • “Questa” sarei io?
      Educazione a parte… rispondo quando mi si fanno domande dirette (sempre che veda il commento, perché non è che possa stare 24 h su 24 appiccicata al monitor); rispondo quando e se posso, quando e se mi va di farlo, visto che questo è uno spazio riservato ai commenti agli articoli e non la rubrica “ditelo a Valeria che è obbligata a rispondervi per forza”!
      Detto questo… io ho scritto che “c’è chi pensa” “quando ha un anno lo porto a fare… (agility, UD, disc dog, obedience… quello che preferite). “Quello che preferite” andava ovviamente letto come “una qualsiasi attività sportiva e/o sociale”, visto che ad elencarle tutte ci vorrebbe un articolo a parte.
      Perché se la mettiamo su questo piano…allora lei non ha neanche nominato il soccorso alpino, o il soccorso nautico: secondo lei non sono discipline utili? E i cani guida? E i cani ausiliari per i disabili?
      Come vede, si è dato un po’ la zappa sui piedi dimenticando tutte queste attività “utili”!
      Infine: ma è sicuro di aver letto davvero quello che ho scritto? Perché SI, certo che a una famiglia normale basta un cane fedele (vabbe’… un cane,insomma!)e che abbia un buon controllo. Ma è appunto sul concetto di “controllo” che mi trovo in disaccordo con Giovanni!

    • Veramente l’articolo dice l’esatto contrario di quello che hai capito tu, cioè che per la stragrande maggioranza dei proprietari di cani, è più che sufficiente l’educazione di base; insegnare al cane giusto i comandi necessari per affrontare i problemi della vita quotidiana. L’addestramento invece è necessario solo per i cani sportivi o da utilità.
      Non sta scritto da nessuna parte che tutti i cani devono essere per forza addestrati!

  7. luca missà lo devi rileggere tu, lei intende come addestramento “vero” attivita cinofile..e gli chiedo dev’essere x forza quelle attivita da farli fare al cane x essere utile alla società?? MIssa di pubblicità

    • Mario lei per cominciare fa distinzione fra educazione e addestramento che come tu saprai sono due cose distinte.
      Non dice che devi fare una attivià cinofila x avere un cane utile alla società, al massimo le fai per avere un cane addestrato. ( io la faccio x puro divertimento)
      La polemica con Giovanni è su tutt’altra cosa.
      Ah dimenticavo lei non tiene corsi di agility o qaunt altro quindi pubblicità c’è nè poca…..
      Ciao

    • Sìsìsìsì… è un articolo pubblicitario! Anzi, è campagna elettorale! Votavaleria, votavaleria! Non ha mai fatto disc dog, ha smesso di addestrare da vent’anni, ma votala lo stesso!
      (Dài, che magari qualcuno ci crede, così invece del Bunga Bunga ci troviamo il Bau Bau…che sarebbe senz’altro meglio).
      Mario… mi sa che hai letto veramente malissimo. Ti consiglio di ritentare.
      Se poi stai qua a puro scopo trollesco, allora dillo che facciamo prima.

  8. Non ci siamo capiti, non penso di essermi dato la zappa sui piedi perchè con protezione civili entendevo tutti quelle attività utile per l’uomo che ha elencato ora nel commento. Ma comunque Non ha risposto al mio quesito. Lei è sicura che bisogna farli fare agility disc dog utilità e difesa, ..( queste sono le discipline che ha nominato lei ora perchè sono di moda) per avere un cane utile alla società?? e non basta una educazione di base per essere utili???…NOn è difficile come domanda..

    Su Giovanni non sono d’accordo di certo sulla sua teoria, ma sul fatto che lei dev’essere imparziale e obiettiva.

    • Provo a rispiegartelo io.
      L’educazione di base va benissimo se vuoi essere utile alla società, intesa come famiglia…
      Se invece devi fare un lavoro specifico (dalla pet therapy al soccorso in acqua) devi essere addestrato.

      L’articolo vuole significare che se non devi fare una specifica attività non occorre addestramento

    • “e non basta una educazione di base per essere utili??”

      Se per essere utili intendi semplicemente, fare compagnia e giocare, senza mettersi nei guai, o creare problemi con gli altri, certo che basta l’educazione di base!
      Infatti nell’articolo si dice proprio che la stragrande maggioranza dei cani, non avranno mai alcun bisogno di un addestramento specifico.

      Se invece per essere utili intendi fare difesa, lavorare nella protezione civile o nella polizia, oppure fare sport a livello agonistico, ovviamente l’educazione di base non basta!

    • Mario aspetta!
      Ti sta sfuggendo questo concetto: Valeria, persona che può vantare TANTISSIMI anni di vita con i cani (riassumendo così tutto), in questa rubrica virtuale ci offre il suo punto di vista, ovviamente, per guidare persone a conoscere meglio, fare le scelte migliori ecc. secondo, e ripeto ovviamente, quello che lei ha imparato, non leggendo un libro o insegnando al suo cane di quand’era bambina a fare il morto, ma in base a qualcosa che vale davvero molto di più: l’esperienza di tanti anni, che ti fai facendoti le ossa, e non leggendo e basta sui libri.
      Sei libero anche tu di crearti una pagina virtuale e dire quello che pensi, e magari trovi chi ti da torto o ragione, ma se il tuo intento è quello di dare un parere diverso, scusa ma stai proprio passando da troll, e accusando gratuitamente una persona per cose assurde (tipo che non sta 24 ore su 24 a rispondere a tutti i commenti!)
      Cogli l’ironia e afferra questo concetto.
      L’educazione, secondo quanto dice Valeria in questo articolo (e sono d’accordo anch’io ma chissenefrega!) deve cominciare a due mesi (età in cui porti a casa il cane) perché è giusto e corretto per una buona convivenza e per non avere un cane allo sbaraglio, insegnargli i comandi base, non tirare il guinzaglio, non sporcare in casa…e IRONICAMENTE questi sono cani INUTILI nel senso che…fanno i cani e BASTA! Danno amore e felicità e non chiedono di meglio dalla vita!
      Sempre IRONICAMENTE, Valeria consiglia a coloro che vogliono fare addestramento, ovvero “l’insegnamento di una disciplina sportiva, o di un “lavoro” di utilità sociale, insomma di tutto ciò che va oltre le semplici dinamiche del vivere comune.” di iniziare a lavorarci su dai 6/7 mesi, con un cane EDUCATO (non addestrato), equilibrato e stabile. Disciplina sportiva O lavoro di utilità sociale. Perché io con un cane posso fare TANTE cose! Era ironia! E’ ovvio che per tutti noi cinofili, il cane di casa è il cane UTILE, perché è quello che ci rende felici! Se invece voglio fare…agility…è ovvio che un Mastino Napoletano mi sarebbe inutile…ma è un altro discorso no?
      Valeria NON si arricchisce con questi articoli, non invita nessuno ad andare a casa sua a 50 euro all’ora per tenere corsi per diventare utili o quant’altro!
      Sono accuse brutte e che non reggono! Concedimi una battuta squallida, ma è come se io mi incavolassi perché in questo articolo si sfotte il Berlusca! Ma dai! Io lo voto ma ci ho riso sopra anch’io! Se poi magari un giorno io e Valeria ci trovassimo per strada, al bar, io con il Berlusca tatuato su una chiappa e lei con la maglia di Che Guevara…magari potremmo discutere di politica…ma qua si parla di cani e io credo che le cattiverie e le accuse che continui a tirare in ballo, non ci siano!

        • Ahahahah!
          Passo parola va!
          E’ che mi sembra totalmente assurdo prendersela con cose inventate come la pubblicità che dovresti farti, perché non rispondi a tutti i commenti seduta stante…cioè uno non può praticamente neanche andare in bagno? XD Quando invece una critica costruttiva ha senso se fatta sull’articolo!
          Però io ho risposto a Giovanni, perché sono davvero curiosa di capire cosa intenda esattamente, ma quando ho letto questo bellissimo articolo mi sono ritrovata a pensare a due categorie di persone:
          01) “Educare il cane? No no, non mi serve un cane che sia addestrato, che faccia la guardia che poi diventa cattivo o che corra in un tubo…è caro e poi so io come si tirano su i cani! Una giornalata se sbaglia e via!” (confondere le parole educazione/addestramento era voluto)
          02) Cani che sono al Campo (tantissimi) che sono cani-robot…ma che sono schiacciati dal padrone! Per me è una scena assurda! Ti faccio un esempio Valeria, che per me dice tutto. Al Campo, la “legge” scritta dice che il bello è divertirsi…ok! C’è al Campo un meticcio che mi fa impazzire! Si chiama Lucio (dedicato a Dalla) ed è una bomba di energia allo stato puro! E’ un cane che credo che se arriva ad un chilo è tanto, è quasi adulto quindi si capisce che non crescerà più (un meticcio teacup XD) e ad esempio il “komm” (P.S. Al Komm il cane viene a sedersi di fronte a te) l’ha capito benissimo, solo che tante volte lo fa “saltando come una molla”. Lui arriva si dalla padrona, una ragazza davvero carinissima e dolce, ma a volte lo fa saltellando di gioia. Un istruttore del campo, pretende di dargli un PUGNO IN TESTA ogni volta che Lucio salta, perché luiu deve camminare… ma ma ma ma ma…ma oh! Questo meticcio è il classico cane “inutile” (è ironia eh?) che ha il solo scopo di completare la famiglia della sua padrona e veramente si amano tantissimo…chissenefrega se il komm lo fa a volte saltando? Non deve essere giudicato da nessuno per questo, non farai mai gare o prove o affini! Come dice la sua padrona, è contentissima di averlo educato perché adesso ha imparato ad avere un rapporto con i cani che prima non immaginava neanche si potesse avere! Come ripeto, ci sono cani che faranno gare e prove, quindi alcune cose andrebbero corrette…ma altre dai!
          E’ che poi mi viene da chiedermi quale sia lo stile di vita dei tanti cani che proprio non hanno alcuna base e poi ci si lamenta se tipo tira il guinzaglio e perché purtroppo vedo che tanta gente preferisce “schiacciare” il cane anziché metterci magari un po’ di più, ma avere un cane felice!

    • Ovviamente NO, non sono d’accordo che si debba fare sport per avere cani socialmente utili!
      Ma siccome NON ho mai scritto niente del genere, e non capisco dove e come lei l’abbia letto (o capito, o intuito…anche perché io posso anche essermi spiegata male, ma a quanto pare lei è il solo ad aver inteso così, e quindi forse – FORSE, eh! – ha capito male lei)… la domanda mi sembrava superflua e la risposta pure. In ogni caso, adesso gliel’ho ridata in modo (spero) più chiaro!

  9. Io non credo che i campi in cui si “lascia il cane libero di scegliere” serva solo a giustificare i propri insuccessi educativi, più che altro mi sembra una corrente di pensiero, che non comprendo, e che si unisce al vastissimo universo di nuove idee che mi convincono sempre di più che e “vecchie maniere”, non le vecchissime, siano le migliori.
    Giovanni, mi piacerebbe avere una tua risposta premettendoti che anch’io detesto sfottò e cose varie e che, pur capendo di non approvare il tuo metodo, vorrei sinceramente e serenamente un tuo parere.
    Io al mattino porto i miei cani a fare una passeggiata. Faccio senza chiedere loro se vogliono o non vogliono venire perché appena mi vedono mettermi la giacca e prendere i guinzagli si fiondano contro la porta.
    Poiché rispetto le altre persone, poiché devo attraversare una strada trafficata per raggiungere l’argine che mi interessa e poiché i miei cani non piacciono a tutti (un gigante di 40 kg e un Dobermann cattivissimo di 4 mesi) metto loro il guinzaglio e attraversiamo insieme questo pezzo di strada. I miei cani DEVONO camminare al mio fianco, senza scegliere…perché altrimenti finirebbero in mezzo alla strada, ci potremmo far male tutti e perché se si facesse come vogliono loro, anziché una condotta al guinzaglio, loro correrebbero sul verde e io volerei via! Quando arriviamo i cani sono eccitatissimi. Sono contenta per loro, ma prima di iniziare ci vuole un po’ di ordine. Li faccio sedere, “sitz”, tolgo loro i guinzagli e gli do un bocconcino, poi dico “andiamo” e loro sono liberissimi di correre, saltare, fare i cretini…fare i cani! Ma perché l’ambiente è tranquillo e posso permettermelo! Cosa può succedere? C’è una mer*a enorme sul sentiero o una carogna. Ora, per i cani questo è tutto molto bello…ma per me no! Anche perché poi mi danno i bacini e mi fa un po’ schifo, una volta uno di loro si è rotolato su una carogna e non ti dico l’odore (voleva venire a dormire con me, come fa tutte le sere, ma per forze superiori non ha potuto scegliere!)…quindi un bel NO è necessario. All’inizio la situazione era molto tipo “lasciamola urlare, tanto ora che arrivi l’abbiamo già mangiata!” Non nascondo che qualche calcio nel sedere quando la stavano mangiando e se ero lontana il guinzaglio sfoderato a mo’ di lazo alla texana così capivano che il colpo arrivava e la lontananza non era un problema, e adesso se dico NO, alzano il muso e vanno via. Magari ci provano con un’altra schifezza, però almeno si vive in pace. Problema due, la strada, sebbene passi pochissima gente, non è mia! Ogni tanto passano pedoni, biciclette…e anche persone che hanno paura dei cani! Allora DEVO richiamarli, perché il rispetto per me è essenziale e ovviamente perché non voglio grane! Ma io ho sempre abituato i miei cani a venire, chiamandoli in vari momenti e premiandoli con coccole e un bocconcino e poi lasciandoli subito andare. Sanno che è solo una piccola pausa! Difatti passato il pedone o la bici, si riparte allegramente! Poi c’è un punto dove devo attraversare la strada e non voglio che i miei cani si facciano male. Allora via, li chiamo, loro sanno già che devono sedersi di fronte a me e così fanno, guinzaglio, si attraversa e ancora libertà.
    Ma è perché come dice Valeria, sotto la frase dedicata al tartassatisimo Berlsuca, che io e i miei cani “cooperiamo” e sono liberi di godersi questa passeggiata…perché se li portassi fuori e ognuno andasse dove cavolo gli piace, mangiando merde, saltando addosso alle bici, andando lontano o addirittura in mezzo alla strada…i miei cani liberi ci andrebbero col cavolo! Io non vedo nulla di male in tutto ciò. Io nemmeno mi fido delle persone ma dei miei cani si quando sono in giro, proprio come dici tu…ma io non capisco come tu faccia a vivere serenamente la tua vita cinofila senza tutto ciò. Come fai a “fidarti” se non dai loro ordini da rispettare per il quieto vivere? Non riesco proprio ad “immaginare” come lavori.
    Potresti chiarirmi questo concetto?

  10. luca mi riferisco al concetto di utilità..cioè anke io faccio agility disc dog, ma nn ritengo che il mio cane è utile alla società..capisci???lo fai per divertimento al cane e a me..ma nn x essere utile alla società. se volevo essere utile facevo ricerca delle persone scomparse o soccorso nautico.

    • “al vero e proprio “addestramento”, che è invece l’insegnamento di una DISCIPLINA SPORTIVA, o di un “lavoro” di utilità sociale, insomma di tutto ciò che va oltre le semplici dinamiche del vivere comune.”

      Come vedi nell’articolo si parla di DISCIPLINE SPORTIVE, O UTILITA’. Non si dice da nessuna parte che tutti i cani che fanno sport, sarebbero socialmente utili!

  11. Che dire, come al solito posso essere solo d’accordo su ogni cosa. Anch’io avevo sentito questo tipo di ragionamento del “cane libero che può decidere da solo”, molti anni fa dai semplici proprietari, il che non mi è mai scandalizzato più di tanto, semplicemente mi dispiaceva per i loro cani, visto che non hanno mai potuto godere la libertà in nessun modo e in nessun contesto, senza il pericolo di farsi male a se stessi o agli altri. Mentre sono rimasta letteralmente esterrefatta sentendo la stessa cosa in questo periodo, da persone chi si reputano di essere dei veri cinofili , ma i quali inorridiscono solo sentendo la parola “ordine” , perchè secondo loro si può e si deve soltanto chiedere ma mai pretendere che il cane obbedisca…
    Forse, anzi sicuramente da parecchio tempo sono assente dal mondo dell’addestramento, ovviamente il tempo non sia fermato, i metodi di addestramento si sono cambiati, evoluti, ma mi pare che in alcune cose sono anche regrediti purtroppo. Per me una persona chi ritiene di essere un vero amante del cane indipendentemente che sia un privato, un educatore o un addestratore, deve rendersene conto che l’unico modo responsabile di avere un cane al fianco nella società di oggi ( come anche in quello di ieri tra l’altro), è quello di avere un cane affidabile. Solo un cane così sarà libero e a conseguenza felice.

  12. Io faccio parte della categoria “Ad educare il cane ci penso io, che ci vuole? Poi, quando ha un annetto. lo porto al campo a fare (agility, UD, disc dog, obedience… quello che preferite)”.(escludendo il “che ci vuole”, non prendo affatto alla leggera la sua educazione). Ma se vedo che il cucciolo “risponde” bene è necessario comunque portarlo al campo? Ci si può fidare dei suoi progressi oggettivi e anche se non si è esperti (ma informati, ovviamente)?

    • Per educare in teoria dovrebbe bastare il buon senso, per qui se vedi che il cane risponde bene sei a posto. Però se più avanti volessi fare dello sport, e non hai nessuna esperienza in merito, sarebbe meglio rivolgersi da subito ad un esperto chi ti insegna le basi correttamente ( almeno secondo me), perchè nelle gare gli esercizi devono essere eseguiti in un determinato modo.
      Io sto andando proprio adesso con il mio cucciolone, e non perchè non potrei addestrare da sola, ma semplicemente per il fatto che io sono ancora della “vecchia scuola”, e da allora molte cose sono cambiate. Per poter preparare il cane adeguatamente prima di tutto devo capire e imparare io le differenze tra il vecchio metodo e quello odierno. E ci vado proprio perchè so quanto tempo ci vuole reimpostare gli esercizi fatti in modo sbagliato. In teoria “so tutto” , in pratica però le vecchie abitudini sono molto difficili da cambiare, sia per noi che per i cani.

      • in futuro mi piacerebbe fare UD con il mio cane (è un boxer), quindi l’addestramento da professionisti sarà indispensabile. La mia preoccupazione nasce dal fatto che non essendo esperta, non posso sapere quanto e cosa ci si può aspettare da un cucciolo di quattro mesi… A volte ho paura di chiedere troppo, a volte troppo poco.

  13. Ciao a tutti!
    potete darmi un consiglio?
    Anche io ho portato il mio cane (che adesso ha poco più di 2 anni)a fare le lezioni di educazione di base da cucciolo (2-3 mesi circa) e già allora non avevo avuto un gran successo, nel senso che ad alcuni comandi, come il vieni o il resta, obbediva tipo l’80% delle volte (perfino l’educatore a volte si infuriava da quanto era testone!!). Poi quando aveva un anno ho dovuto lasciarlo a casa con mia mamma per qualche mese….quando sono ritornata ho visto tutti gli sforzi dell’educazione essere andati in fumo!! se lo richiamo è difficile che nemmeno mi consideri e al guinzaglio tira abbastanza.
    A sto punto la mia domanda è questa: è recuperabile? posso farcela da sola o dovrei ricorrere nuovamente all’educatore??
    Grazie

    • Elena, secondo me da sola faresti più fatica adesso che non quando era cucciolo. Però fossi in te cercherei un educatore più paziente 😉

    • Puoi farcela anche da sola, se sai quello che devi fare: ma se hai già avuto problemi in passato, forse ti conviene rivolgerti nuovamente a una persona più esperta…ma non a uno che “si infuria”: chiunque egli sia, uno che “si infuria perché il cane è testone” è meglio che faccia un altro lavoro.

      • Chi si sta per infuriare al Campo adesso sono io!
        Dalle mie parti adesso va di moda bestemmiare dietro e cosa che mi fa incavolare più di tutte, che mi prendano il cane per dargli dei colpacci col lo strozzo perché devo imparare come non fare tirare il cane.
        Ma porca miseria, preferisco metterci un po’ di più e fare le cose con calma, che vedere il mio cane che è praticamente innamorato delle persone con la coda in mezzo alle gambe quando vede questo tizio che si atteggia a guru solo perché gli hanno chiesto di dare una mano al Campo perché “secondo loro era bravo”!
        Scusate lo sfogo, ma resto sempre profondamente convinta della povertà mentale di tutti coloro che se la prendono con animali, anziani e bambini!

        • Haruhi via subito di lì, ti sta rovinando il cane, che aspetti!!
          Un colpaccio con la catena dello strozzo avrei io un’idea a chi darlo…

          • Ma infatti! Questa volta ho lasciato correre SOLO perché non è il mio istruttore, ma un altro, e ti assicuro che lui ai miei cani non si avvicina più! Ogni tanto so che “puniva” qualche cane, e magari visto che si occupa di quelli che lui definisce “casi gravi” ci può anche stare…ma adesso che OGNI cosa che faccia il cane lo risolva a strattoni e a sberle no! Ma che scherziamo? Ma che si faccia una vita! Sembra davvero che la sua felicità consista nel vedere cani grandi che quando lui prende in mano il guinzaglio abbiano la coda bella bassa e ben stretta in mezzo alle gambe! Scusa lo sfogo, ma se solo ripenso al mio cane mentre ‘sto panzone usava lo strangolo a mo’ di frusta, mi viene una rabbia disumana!

        • Haruhi se davvero ti dava così fastidio il comportamento del addestratore, perchè non te la sei ripreso il guinzaglio subito? Cosa vuol dire ” Questa volta ho lasciato correre SOLO perché non è il mio istruttore…” ? A me non piace già quando prende il guinzaglio una persona chi ha la mia completa fiducia, figuriamoci uno che si comporta in modo che ritengo sbagliato. Scusami per la schiettezza,ma a mio parere avresti dovuto dire per primo con lui quello che pensavi, subito senza giri di parole. Scrivere qui che ” … e ti assicuro che lui ai miei cani non si avvicina più! “, direi che non la soluzione più corretta…magari più comoda quello sì.
          Il tuo cane che razza è? Solo per curiosità.

          • Ho un Dobermann e un incrocio di Pastore Tedesco e Golden Retriever.
            Non sono intervenuta subito perché vado la per imparare, e nei mesi seguenti questa persona aveva dimostrato di essere un bravo istruttore, e non ho mai avuto problemi se mi prendeva il/i cane/cani per correggere un mio errore, per insegnarmi meglio una cosa, per avvicinare un cane timoroso o aggressivo ecc. per questo non ho detto niente se mi ha preso il cane. Quando poi ho visto che la situazione per me era precipitata mi sono incavolata come una bestia, mi sono ripresa i cani e li ho portati via. Se la situazione dovesse ripetersi ovviamente gli dirò qualcosa. Io sono seguita da un altro istruttore, questo lo vedo tante volte, ma ci lavoro poco. Per questa volta passi, una seconda volta no.

        • Immaginavo che vai lì per imparare, ma non per questo sei obbligata a sorvolare su certi comportamenti che non ti piacciono. Con più ragione quando lavori con una persona la prima volta, e in modo diverso dal solito. Comunque non avevo detto che non devi lasciare nelle mani del istruttore il cane,ho detto solo che a me non piace. Da una parte nei miei tempi non era un abitudine ( gli istruttori di allora da noi, ogni passo facevano vedere con i propri cani), dall’altra non sono abituata che i miei cani obbediscano agli altri, a parte i famigliari ovviamente. Che ti devo dire sono gelosa, hahahahaha!

          • Eheheheh, no io invece lavoro da sempre con un bravo istruttore che di anni ne ha 70 esatti, e lavora con i cani da 50 anni. E’ bravissimo, cioè come dire, sembra sempre che riesca a prevedere cosa combinerà il cane e gli errori dei vari padroni. A volte lui prende i nostro cane e con la sua voce e la sua postura riesce SEMPRE a farsi obbedire. Da lui imparo tantissimo…è questo tizio che è qua da poco, che non si deve permettere nemmeno di guardarli i miei cani!
            A me davvero non da fastidio se qualcuno li prende, anche perché una cosa che mi piace di questo campo è che solitamente si va la per imparare divertendosi (dico solitamente perché anche li ci sono i vari cliché: c’è il fissato delle gare e delle competizioni, chi viene solo a sgambare, chi viene li perché ama i cani, chi se vede il proprio cane starnutire corre a portarlo preoccupatissimo dal veterinario…ce n’è di ogni!) e a volte capita che uno voglia provare a stare un po’ con il cane di un amico…sono solo questi comportamenti di ignoranza paurosa che mi hanno lasciata senza parole una volta, ma che se dovessero succedere ancora, non ci andrei giù leggera! Ma davvero, ma come si permette? Vorrei darli a lui dei tironi della madonna con lo strangolo a vedere se si diverte…brutto maiale!

  14. Io penso che chi dice che al cane non si danno comandi ma si propone qualcosa, e poi si vede se lui accetta o propone qualcos’altro, semplicemente cada nell’antopomorfizzazione. Perché è vero che TRA LA PERSONE non è accettabile che io dia comandi al mio amico, o lui a me: eventualmente io posso proporre “dai, andiamo al cinema!” e l’amico può dirmi “si, fantastico!” oppure “no, meglio il teatro”, ma non gli diro mai “Luca, vieni al cinema!” pretendendo che obbedisca qualunque cosa stia facendo.
    Invece con un cane è diverso, perché nella stessa società canina c’è chi dice “andiamo a esplorare quel terreno laggiù” oppure “inseguiamo quel coniglio”: tra i miei cani, se Bella che è dominane rispetto a Easy decide che Easy deve spostarsi da dov’è, oppure smettere di disturbarla, oppure allontanarsi dal suo osso, ecc. ecc. usando il linguaggio del corpo ( a vole vocalizzazioni ) gli fa capire quello che vuole. Non succede che Bella intimi a Easy, per es., di allontanarsi dalla coperta in salotto e Easy invece decida di restare dov’è, però “proponga” di spostarsi un po’ più in là così sulla coperta ci sta anche Bella: si alza e se ne va. E questo senza grossi traumi, perché così funziona nel mondo canino: il dominante comanda, il sottomesso obbedisce. Ma non si può confondere tutto ciò con una sorta di “dittatura”, perché i dominanti troppo aggressivi o ingiusti vengono di solito spodestati, e si tratta cmq di una cooperazione: i sottomessi sono tenuti a obbedire al capo, ma il capo È tenuto a prendersi cura del branco, occupandosi della difesa del territorio, della ricerca del cibo e così via.

    • Tra le persone le cose infatti in genere non funzionano così, ma alcune volte sì invece. Una madre non propone al suo figlio delle alternative quando lui deve andare a scuola. Deve andare e basta. La stessa cosa vale nel momento in qui si deve andare per esempio per fare un controllo medico. Oppure quando il bambino non vorrebbe mangiare altro se non dei dolcetti. Al massimo dopo viene ricompensato. Come accade spesso nel posto di lavoro. Un capo non ti propone di eseguire i tuoi compiti quando e come pare a te, ma pretende che siano fatto in modo giusto e al momento giusto. In certi ambienti poi la cosa diventa molto più marcata, come per esempio nelle forze armate. La gerarchia esiste anche tra noi essere umani. Certo ce modo e modo per ordinare, ma il succo rimane sempre quello 😉

  15. Io opto per la via di mezzo che il mio cane ha capito benissimo (e non sbaglia mai): Se a riposo/in casa/senza pericoli lo chiamo decide lui se venire o meno, mi permetto anche di richiamarlo per una seconda volta per fargli capire che ci tengo un pelino di più al fatto che venga… ma decide lui, VOGLIO questo, non voglio un cane che non si sappia cosa vuole lui. Ma, esattamente dove occorre, dove non può e non deve sgarrare, quando lo chiamo viene da me. Il mio tono di voce non sempre cambia, lo cambio solo se c’è molto pericolo o è un emergenza (o sono incazzato), ma per il resto mi pare lo stesso tono. Magia? no, è che gli ho insegnato a capire bene dove serve il richiamo e dove invece è un optional, e per dove serve intendo che lui può anche non capire il perchè, ma deve venire… e viene. O si ferma. O “sta attento”… etc.

    • Per me la stessa cosa anche a casa, visto che io chiamo i cani solo quando ce un motivo valido, e allora devono venire subito. Il richiamo non è mai stato un optional per me in nessun ambiente, e tanto vale anche per il “No”. Il terzo comando che prendo molto seriamente è il “resta”. Non parlo principalmente dei cani addestrati ma solo educati. Convivere con un gruppo più meno numeroso di cani altrimenti potrebbe diventare al quanto complicato.

        • Futile in che senso? Io i cani chiamo quando ce un motivo, perchè mai dovrei chiamarli altrimenti? Non parlando dal fatto che loro in genere mi seguono ovunque, più delle volte li devo allontanarli io mandandoli a cuccia , per poter lavorare tranquillamente.

          • Ecco abbiamo cani diversi, il mio dopo circa 6 mesi di età ha smesso di seguirmi per casa, è indipendente testardo e se la prende molto. Ho pensato al richiamo “futile”, intanto non è vero come ho scritto che uso toni uguali sia quando DEVE venire che quando gli lascio scelta, ho fatto caso che non è così, quando deve sono più autoritario perentorio e sicuro, se gli lascio scelta invece è più una domanda, e comunque lui lo vede nel contesto se deve venire “per forza”.
            Il futile per me è stato ad esempio ieri, eravamo tornati in casa da un po e mi sono accorto che aveva ancora il collare e non glielo voglio lasciare, lui era lontano da me stravaccato, io pure. Ai suoi occhi non c’era un motivo urgente per venire e aveva ragione, è venuto alla terza volta che l’ho chiamato. Tu in questi casi che fai? forse li hai attorno quindi prendi e gli sleghi il collare, o forse aspetti che ti capiti a tiro, o vai da lui a slegarglielo? Voglio capire, perchè chiamarli per una coccola o vedere se è tornato a camminare bene dopo che zoppicava, o altre cose del genere, per me non sono richiami necessari, imprescindibili, in questi casi o non lo chiami, o la ritieni una richiesta da eseguire necessariamente, o vai da lui.

        • I miei tornano anche in questi casi Giampi, perchè per loro il richiamo è sempre e comunque un richiamo. Successo anche a me di mandare fuori le femmine in calore con le mutandine ( in casa ce l’hanno sempre durante il calore), e poi richiamarli velocemente prima che facciano i bisogni. Per me questo non è un richiamo “futile”. Anche se dovessi togliere il collare sarebbe lo stesso. Oppure quando succede di aprire il box “sbagliato”, e fare uscire uno dei cani che non va d’accordo con quello che gironzola liberamente. L’unico modo in questi casi per evitare che possa succedere qualcosa di sgradito o anche peggio, un richiamo eseguito senza “discussioni”.
          Non credere che io non abbia avuto cani testardi, anche se pochi per dire il vero e mai per mia scelta. Però con chi il richiamo non era sicuro lo era il resta, per qui ho potuto fermare in tempo e “recuperare” quando era necessario. Ma come dicevo già in un altro commento, io sempre preferivo le razze ( o sarebbe meglio dire i soggetti), facilmente gestibili.Per il mio carattere difficilmente vado d’accordo con cani testardi e/ indipendenti, per qui non me li scelgo a priori. 😉

          • Non me lo sono scelto e come ho detto non ho nessun problema a richiamarlo quando serve, lo richiamo anche quando insegue i gatti e mi ascolta, non vale dire che lo richiamo quando si monta femmine in calore perchè lo fa ma è facile: è castrato.. con alcune monta lo stesso, ma di sicuro non ha il richiamo che avrebbe non castrato.
            Quando serve lo sposto di centimetri, quando non è necessario mi sta lontano di 50 metri e sa lui lì come comportarsi, altrimenti lo richiamo e viene, o perlomeno interrompe e si avvicina di un bel pò.
            Se nasa a 30 metri da me girato di culo e io vado, posto nuovo, e giro a zigzag 4 angoli, non guardo e non gli dico niente, tanto all’ultimo angolo girato me lo vedo a fianco, anche se 5 secondi prima nasava interessato lontano da me, se mentre mi sta seguendo ho bisogno che mi stia vicino cpome se avesse il guinzaglio mi sta vicino in tal modo, se ho bisogno che mi stia a 2 Cm lo chiamo e mi sta vicino così, se non gli dico niente evita cani rompiballe, se gli dico di stare vicino a me evita tuttissimi i cani, se trova mangiare di gatti gli dico “umhh” e si molla… ma a casa, in tranquillità, se non lo cago da un ora e sono spaparanzato da un ora e lo chiamo… decide lui… e mi va benissimo così

    • Io non sono d’accordo!
      Se il cane ha imparato un esercizio, in questo caso il richiamo, non si deve sgarrare!
      Io non chiedo niente ai miei cani senza un motivo preciso, esattamente come chi ha commentato qua sotto.
      Ok, magari qualche volta li ho chiamati perché volevo far loro un po’ di coccole, ma se dico loro di venire…loro vengono! Capisco anch’io quando non vedono l’ora di venire e quando invece proprio lo fanno controvoglia, ma se non facessi rispettare loro la mia autorità (come direbbe Cartman XD) poi si che i miei cani vengono quando ne hanno voglia! Solo in questo modo ho la certezza che se li chiamo vengono, e solo in base a questo, posso lasciarli liberi nei parchi, nelle zone verdi, se entro in un negozio…e so che loro sono li e che se li chiamo vengo…non che vengono se fa loro comodo! Inoltre scusa, ma tu sei il capobranco e se tu dai un ordine, dev’essere rispettato altrimenti così non funziona!

      • Forse la differenza è che io come ho scritto, mi sento tranquillo, perchè quando serve viene o si ferma o aspetta, anche nelle zone grigie, sono sei anni che facciamo così, sarebbe già morto a quest’ora, se le mie sicurezze fossero infondate. Però mi sentirei un despota a esigere che venga quando sa che gli infilo in bocca una medicina.
        Probabilmente dal mio tono e dal contesto capisce se è un ordine e se è una cosa necessaria. A parte che lo chiamo veramente poche volte anche fuori, libero, semplicemente perchè non ce ne è bisogno

    • Di educare sì, ma di iniziare un vero e proprio addestramento se non che si tratti di un cucciolo destinato ad un attività agonistica, non vedo il motivo.

  16. Scusatemi una domanda, ma ho letto più volte che l’età mentale di un cane equivale, per molti versi, a quella di un bambino (tra i 5 ed i 12 anni), sia a causa della differenza tra la specie umana e quella canina, sia per tutta la “pappardella” degli stadi neotenici che di certo non sarei in grado di spiegare, ma suppongo già conosciate.

    Voi lascereste mai un bambino di 7 anni libero di scegliere cosa mangiare, cosa fare, dove andare?

    Spero di no, e spero che non reputiate le madri che obbligano i bambini ad andare a scuola o mangiare le verdure o lavarsi i denti colpevoli di coercizione.
    Il cane deve avere una “guida” proprio per poter usufruire della massima libertà.
    Un cane che tira al guinzaglio di certo non può seguire il padrone per una lunga passeggiata senza creare fastidi, un cane che lasciato libero se ne va dove vuole senza tornare al richiamo rischia di non poter più essere liberato, il cane che salta addosso alle persone finisce per essere costretto a uscire solo quando di persone non ce ne sono in giro.
    Alla lunga il cane che prende troppe iniziative per suo conto diventa un peso e un fastidio per chi lo incontra (senza contare il pericolo che può causare) e un vincolo per chi lo detiene.
    Insomma, certo, è liberissimo di fare l’accidenti che vuole, ma entro limiti sempre più stretti perchè un cane INCIVILE non può vivere nella nostra società.
    Magari, in extremis, in campagna, ma di certo non in una città anche medio piccola.
    Il cane è un animale sociale, l’educazione è il prezzo da pagare per poter vivere in un contesto sociale pluri-specie.

    • Ez, la tua valutazione mi pare approssimata per (molto) eccesso: a quanto mi risulta, tutti gli studi esistenti sostengono che i processi mentali del cane siano paragonabili (all’incirca, visto che si tratta di specie diverse) a quelli di un bambino dai 3 ai 4 anni.
      Quindi direi che è doppiamente valido tutto ciò che segue nel tuo post 🙂

  17. Grazie mille per le delucidazioni. Non ho ancora un cane mio, spero di prenderlo l’anno prossimo… e intanto mi informo!

  18. Molto utile. Il mio cane, invece, è un cucciolo di sette mesi, molto difficile da “addestrare” ma non da “educare”. Insomma. Abbiamo sempre avuto pochissimi problemi, non rovina la casa ed è vivace ma poco rumoroso, per essere un piccolo spitz. L’unico problema è che tira al guinzaglio e che è un po’ schizzinoso con il cibo. Ma, per il resto, è ok. Invece è molto intelligente, ma testardo. Sa fare “seduto” e “zampa”, punto. Prometto che gli dedicherò più tempo, ma non è che sia una passeggiata di salute. Ma secondo me, è molto più educato che altri cani, non per giudicare, ovvio.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.