cane_avvelenato1di VALERIA ROSSI – Non è proprio un argomento “festivo”, questo: ma mi sembra assolutamente il caso di parlarne, visto che di casi simili se ne sentono in continuazione. La notizia, che mi è arrivata da FB, riguarda un signore di nome Gianpaolo Greco che si è imbattuto in un cane che stava morendo avvelenato, ha chiamato i vigili urbani e si è sentito rispondere che non potevano intervenire subito e che avrebbe potuto lasciare lì il cane: loro si sarebbero mossi il giorno dopo.
Questo sarebbe equivalso, ovviamente, a condannare a morte il cane, che stava soffrendo indicibilmente: quindi, fortunatamente, il signor Greco ha ignorato il suggerimento della polizia municipale e si è dato da fare personalmente per trovare un veterinario, rintracciando dapprima un volontario molto attivo nella zona, Achille Buonagrazia, che ha dapprima tentato – inutilmente – di chiamare il veterinario dell’ASL (irreperibile al telefono) e poi si è rivolto a un suo amico, il dottor Rametta, che alla fine è riuscito a salvare il cane per il rotto della cuffia.
Fin qui, storia di tutti i giorni o quasi: molte, troppe, troppisssime volte mi sono già stati riferiti casi simili, dove il buon cuore e la sensibilità di un privato cittadino riescono, in un modo o nell’altro, a sopperire alle lacune istituzionali.
La novità, però, sta nel fatto che stavolta il signor Greco non si è limitato a “metterci una pezza”, ma ha segnalato anche l’accaduto ai carabinieri, denunciando il vigile urbano che gli ha risposto al telefono e il veterinario che non si è fatto trovare.
La storia è accaduta ad Avola ed è riportata su Avola blog: tra i commenti compare anche la descrizione esatta del reato di omissione di atti d’ufficio, che riportiamo qui:

SCOPRI IL NOSTRO PET SHOP

Art. 328 del C.P.: Omissione o rifiuto di atti d’ufficio Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.
Il dottor Rametta cura il cane avvelenato
Il dottor Rametta cura il cane avvelenato

Nel caso di un cane che sta morendo avvelenato esistono sicuramente “ragioni di giustizia”, poiché sono reati sia la diffusione di veleni (L.N. 157/92 art. 21, legge sulla caccia che prevede un’ammenda fino a € 1549,37 e art. 146 T.U. Leggi Sanitarie, che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e un’ammenda da € 51,65 fino a € 516,46);, sia il maltrattamento e l’uccisione di animali (legge 189 del 2004): quindi non esiste motivo al mondo per cui qualcuno possa permettersi di pensare che si tratti “solo di un cane”, omettendo un intervento che dovrebbe essere compiuto senza ritardo.
Restando in attesa di sapere come la giustizia procederà contro il vigile urbano ed il veterinario che appaiono, al di là di ogni raginevole dubbio, colpevoli di omissione di atti d’ufficio, invitiamo comunque tutti a prendere esempio qualora si verifichi un caso simile a quello descritto: non basta lamentarsi e indignarsi, si può e si deve denunciare.

Ricordiamo, nel mentre, che è diventato recentemente reato anche l’omissione di soccorso in caso di incidenti stradali che coinvolgano un animale (articolo 189 del decreto legislativo n. 285 del 1992 – Codice della Strada): quindi sta finalmente per sparire dalle nostre leggi il concetto di “è solo un animale” (e quindi può essere lasciato tranquillamente lì a soffrire e morire, senza incorrere in alcuna penalizzazione). Grandi passi avanti che però, evidentemente,  hanno ancora bisogno di essere recepiti appieno proprio dai più diretti interessati, e cioè forze dell’Ordine, ASL e chiunque abbia il dovere di intervenire prontamente in caso di segnalazione.
Per questo occorre assolutamente denunciare chi si rifiuta di fare il proprio dovere, perché solo l’esempio avrà il potere di smuovere, se non le coscienze (che persone capaci di dire “ci pensiamo domani” di fronte a un animale agonizzante evidentemente non hanno), almeno  la preoccupazione personale di incorrere in un avviso di reato.

Articolo precedenteIl combattente dal cuore puro – una favola di Natale
Articolo successivoIl VERO Standard del… Maltese

Potrebbero interessarti anche...

Vuoi aggiungere qualcosa? Dì la tua!

11 Commenti

  1. Avola è sempre più spesso l’avanposto della miseria umana! Tra l’altro ci sono persone che parlano e si fanno vedere e basta…molte! Per fortuna ci sono pure molti volontari che oltre che comparire su blog – facebook etc. lavorano veramente sul territorio, al canile ed organizzano affidi!
    Sul denunciare bisogna farlo sempre, come sul fatto che andrebbe sensibilizzare sempre di più le persone a favore della sterilizzazione e contro l’abbandono!

  2. avrei una domanda: fin dove arriva la responsabilità di soccorrere un animale ferito? Mi spiego meglio: se qualcuno butta sotto un cane in presenza del proprietario, basta fermarsi e vedere che vada tutto bene, eventualmente chiamare un veterinario e basta, o è sua responsabilità anche accollarsi tutte le spese veterinarie successive all’incidente?
    Grazie, Silvia

    • già dalla domanda che fai prendo paura….dici “butta sotto”, non investe, e anche “in presenza del proprietario”, e mi fa pensare che se il proprietario non c’è….”basta fermarsi….eventualmente chiamare un veterinario”…
      E’ evidente che hai solo paura di essere multata se questo succedesse, ma se non ci sono testimoni…secondo me non ti fermi neanche se ti scoppiano le 4 gomme contemporaneamente…sei solo preoccupata dei soldi. Che insensibilità, pazzesco.

    • Penso che dipenda dalla dinamica dell’incidente: se il cane ti si butta sotto le ruote per omessa custodia del proprietario, ovviamente la responsabilità non è dell’automobilista, ma deve pagare il padrone del cane.
      Se invece il cane sta attraversando la strada sulle strisce insieme al padrone, al guinzaglio, e l’automobilista non si ferma, e lo colpisce di striscio, allora la colpa dovrebbe ricadere tutta su quest’ultimo!

    • x quanto ne so se una persona trova un animale domestico ferito (o anche incustodito che vaga) DEVE chiamare il servizio veterinario che arriva con un ambulanza x animali (ma in certi posti ci mette anche varie ore quindi se è grave meglio portare da se l’animale dal vet dicendo che lo si sta facendo al servoi veterinario; si può chioamare anche il 118 che ti da il numero o ti passa direttamente il servizio veterinario che deve portare l’animale al + vicino hospital x animali 24 ore (a genova il servizio funziona ma l’ambulanza i mette anche + di un ora x arrivare, x questo dico che se possibile x casi gravi meglio farsi dare indicazioni e portare il cane/animale in proprio).
      Se trovi un animale domestico ferito e lo fai portare/lo porti al servizio vet 24 ore + vicino le cure sono a carico del comune mi pare…se lo investi ci può essere una responsabilità penale o civile da accertare ma credo non si debbano pagare subito le cure: la cosa verrà accertata dopo.

      Se si trovano uccelli feriti o nidiacei caduti dal nido il servizio vet indica (o viene a prendere l’animale) il vet 24 ore abilitato a salvare uccelli selvatici + vicino (a me è capitato di trovare dei nidiacei caduti dal nido e di dover portare un piccione malato ferito dal mio cane ma non ho mai pagato nulla, però ho dato una donazione di 120 euro nel caso del piccione che se pur malato era stato ferito dal cane).

      Comunque in linea di massima se si chiama il servizio veterinario (se non si sa il numero nella propria città basta chiamare il 118 e chiedere dicendo che si tratta di un animale) l’animale ferito qualsiasi cosa sia successa dovrebbe essere portato da un servizio veterinario 24 ore e curato a spese del comune IMMEDIATAMENTE (il problema può essere la disponibilità del trasporto veterinario che se è unico può tardare anche in casi gravi)..
      So che da poco si DEVE segnalare al medesimo servizio anche se si vedono (o si è ferito-investito) un animale selvatico al medesimo servizio veterinario…come andrebbero segnalati anche piccioni moribondi o morti, nidiacei caduti, gattini abbandonati ecc..

  3. Il signor Greco ha fatto benissimo a denunciare, il problema è che le probabilità di ottenere giustizia(cioè che i responsabili dell’omissione di atti d’ufficio vengano realmente puniti) in Italia sono molto basse. C’è una forte connivenza tra forze dell’ordine e magistratura, e purtroppo è raro che un poliziotto venga adeguatamente punito in caso di reato o inadempienza: succede solo in casi particolarmente gravi, o quando si sollevano grandi polemiche mediatiche(vedi l’omicidio di Federico Aldrovandi) e anche i quei casi le pene sono quasi sempre troppo piccole in proporzione al crimine commesso (condannare a 3 anni e 6 mesi per omicidio colposo dei poliziotti che hanno effettuato un pestaggio a sangue contro un ragazzo disarmato, mi sembra ridicolo, un insulto alla giustizia!)
    Se rischiano poco anche quando ci vanno di mezzo le persone, figuriamoci per un cane!

  4. @ Cristina: non ho spiegato la dinamica perchè volevo solo capire, ma dato che credi che sia solo preoccupata della multa e dei soldi mi spiego meglio: il cane buttato sotto è il mio, e camminava legato al guinzaglio sul ciglio della strada dietro di me. La persona che ci ha investiti (non ha preso me e gli altri miei due cani semplicemente perchè siamo state più veloci a buttarci nel fossetto) si è fermata preoccupandosi che IO chiamassi il veterinario, si è pure offerta di portarmelo in braccio a casa. Il giorno dopo mi ha fermata per la strada chiedendomi come stesse il mio cane, ma quando qualche giorno dopo mio marito le ha chiesto di pagare le spese veterinarie che stavo sostenendo dall’incidente, ha tirato fuori un sacco di scuse (del tipo che ero in mezzo alla strada e che dal lato opposto stava arrivando un’altra macchina, cose assolutamente NON VERE). Io probabilmente ho sbagliato a non avvisare subito le forze dell’ordine, e con questo articolo ho colto l’occasione per chiedere se la responsabilità finisce con le prime e immediate cure o si estende a tutto l’iter “curativo” (scusate non mi viene il termine adatto) fino a completa guarigione del cane.

    • Penso che valgano le stesse regole dell’investimento di un pedone: cioè se è colpa dell’automobilista puoi richiedere il risarcimento alla sua assicurazione, mentre se invece sei tu ad essere in torto, allora non puoi pretendere nulla.
      Nel tuo caso credo che potresti richiedere un risarcimento solo nel caso in cui il cane camminava fuori dalla carreggiata. Ma se invadeva la carreggiata, temo che non ci sia nulla da fare!

    • ti chiedo umilmente scusa. avevo capito che tu temessi ti succedesse un giorno di essere l’investitore…effettivamente il uo post era un po’ scarno e non facilmente comprensibile, ma io dovrei imparare a chiedere prima di attaccare. da ciò che scrivo capirai quanto io tenga agli animali in generale, in particolare ai cani,quindi vorrei sapere come sta il tuo cane. Grazie e scusami ancora

      • di niente, effettivamente sapevo di essere un po’ “fuori tema”, per questo ero stata vaga… 😛 Comunque il mio cane piano piano migliora, adesso riusciamo a farlo camminare un pochino sostenendogli il posteriore, ma sono fiduciosa, grazie per l’interessamento!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.