Riceviamo e pubblichiamo:

dionigidi MAURIZIO DIONIGI – Ho contribuito alla costruzione dell’APNEC. Sin dall’inizio mi sono impegnato direttamente: due anni come vice presidente, otto anni come presidente.
L’idea che era nella mente di Luigi Polverini e nella mia (a questo punto non posso essere certo di altro) era quella di creare una associazione che rappresentasse la categoria degli educatori cinofili, fornisse gli strumenti per creare una cultura cinofila d’eccellenza e operasse per ottenere, a livello legislativo, il riconoscimento della professionalità della figura dell’educatore cinofilo.
In dieci anni (certamente insieme ad altri) abbiamo ottenuto molto: il riconoscimento dell’Associazione da parte del Ministero, l’approvazione della legge relativa alle nuove professioni.
A questo punto però qualcosa si è fermato e nell’APNEC ha cominciato a prendere corpo un’idea, a mio avviso perniciosa, che abbandonava il perseguimento dell’eccellenza della cinofilia a favore di una qualunquistica “rappresentatività sindacale” in virtù della quale non importava più la qualità, ma solo la rappresentatività di una categoria che, in quanto tale, è fatta di eccellenze, mediocrità e anche inadeguatezze.
I segnali, per me, erano chiari e ho rinunciato ad ogni incarico associativo.
E’ passato un po’ di tempo e ciò che ho fatto non è ancora sufficiente. Credo profondamente che un’Associazione debba essere democratica, pluralista  e trasparente.

Democratica.
L’Assemblea Nazionale dei Soci è l’organo sovrano dell’Associazione: l’APNEC, però, la convoca una volta ogni tre anni lasciando poco più di  due ore per un dibattito che, gioco forza, ha al centro mozioni, ordini del giorno, esame delle liste (composte sulla base di non si sa quali meriti cinofili) e non permette certamente né di dibattere le problematiche associative né, tanto meno, di portare all’attenzione problematiche reali e sulle quali occorrerebbe un confronto autentico.
Per riuscire a convocare l’Assemblea ogni tre anni  è stato “ideato” il Consiglio Nazionale, organo senza potere reale, ma con l’importante funzione di approvare il bilancio ed evitare la convocazione annuale dell’Assemblea.

Pluralista.
La Direzione Nazionale  è costituita, per nove componenti su undici (81%), da Docenti o Assistenti operanti in una unica Scuola di proprietà di una S.r.L., società privata  che, da sola, gestisce più corsi di formazione delle altre cinque Scuole Accreditate presenti in Italia.
La stessa società privata ha presenze significative nei Probi Viri, nel Consiglio Nazionale e nei Consigli di diverse Regioni. Forse questo è  pluralismo, ma io lo chiamo conflitto di interessi e autoritarismo inaccettabile che determina, di fatto, inaccessibilità alle decisioni.

Trasparenza.
Non esistono criteri (noti o meno) per la composizione delle  liste per gli organi nazionali e, di fatto, nessuno può proporre liste alternative con tanti nominativi; tra i tanti nominativi è possibile inserire anche chi non avrebbe alcun diritto di essere eletto.
Le liste vengono poi presentate pochi momenti prima delle votazioni (che avvengono, naturalmente, con delega) rendendo nuovamente impossibile ogni alternativa.
Si opera sulla base di uno “statuto” carente e aperto a manipolazioni di ogni tipo.
Si attuano scelte che spetterebbero all’Assemblea dei Soci in aperta, ma non immediatamente evidente, contraddizione con lo stesso Statuto. In “compenso” i Verbali della Direzione sono, per trasparenza, pubblicati sul sito.
Con queste premesse non è possibile continuare a sostenere l’APNEC.
Tra qualche anno forse tutto cambierà; certo ora non si intravvede alcuna  possibilità di cambiamento, se non peggiorativa.
Si rischia di creare una pericolosa identità, anche “culturale”, tra APNEC e la visione della cinofilia rappresentata da una sola Scuola (è semplice l’equazione: tanti corsi, tanti allievi, tanti iscritti, tanti voti, tanta cinofilia di un’unica estrazione).
Spiacente, fermate il treno perché voglio scendere!

Maurizio Dionigi

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91 Commenti

  1. in risposta a Maurizio Dionigi… ovviamente censurata…ma visto che non mi è permesso di scrivere … ho vissuto accanto a queste persone molti anni ed ora dico basta…. Caro Maurizio, ti ho sempre voluto bene.. sei stato il mio maestro e per questo ti ringrazierò sempre. Oggi, mi spiace a malincuore , non posso vedere che nascondi le tue scelte dietro un muro di bugie. Hai “governato” l’APNEC per 8 anni e se volevi cambiare questi regolamenti che definisci ingiusti avresti potuto farlo. Con l’attuale sistema da te denigrato (ma da te creato) sei stato eletto per tre volte. Solo che allora ti andava bene perché avevi la maggioranza. Adesso dopo che ti hanno detto che non potrai fare i corsi se non apri la partita iva (e paghi le tasse) perché il sistema di mascherare l’attività formativa erogata a soci… ecc. ecc. Ma quali soci ci hai sempre trattato come clienti e allievi e sottoposti. Non sto e non voglio difendere l’Attuale Direttivo ma vorrei, dopo tutto quello che c’è stato, che per una volta dicessi la verità. Che è …. “Me ne vado perché non sono stato più eletto, me ne vado perché devo pagare le tasse se voglio fare formazione, me ne vado ed ho bisogno del grande proclama perché io ed il caro Claudio Minoli abbiamo già trovato altra associazione come l’APNEC pronta ad ospitarci ed ovviamente illudendo e mentendo possiamo portare nuovi soci”…. Infatti il caro amico Claudio (grande poeta) è giù responsabile regionale dell’associazione concorrente dell’APNEC… Vi siete creati l’associazione sportiva ed adesso fate quella professionale… per qualità ?? non per farvi i vs. interessi e cassa…..
    Con profonda tristezza per chi ha creduto in voi e vi ha sempre aiutato ma… io rimango e voi con le vostre bugie.. andate e costruitevi il vs. nuovo mondo di bugie… con affetto e sincerità .. Daniela…

  2. Cara Daniela,
    che dire, ti ritrovo anche qui. Magari riuscissimo a scoprire chi sei, visto che quest’oggi hai creato un profilo Facebook di dubbia veridicità con il palese intento di screditare persone e approfittare della concitazione del momento (situazione ottimale per te e per i tuoi burattinai).
    Come puoi notare, io mi firmo anche qui e non mi nascondo dietro falsi profili facebook o dietro false informazioni.
    Claudio Minoli

    • Il pollice verde (unico) in calce a questo commento è il mio.
      In compenso ce ne sono tre rossi, ovvero tre persone che “non concordano” con l’accusa a Daniela (che non so chi sia) di aver postato in forma anonima un commento in cui a sua volta faceva notare a Maurizio Dionigi di aver accettato a pieno titolo per molti anni le stesse regole che oggi contesta.
      A me non interessa un beatissimo tubo degli affari dell’APNEC, per il semplice motivo che è un’associazione a cui non sono iscritta: quando c’è una news importante per il mondo cinofilo (e il fatto che un ex presidente non riprenda neppure la tessera di una società a mio avviso “è” una news importante), la pubblico. Non l’ho minimamente commentata proprio perché non erano affari miei e perché c’entravano poco anche i cani (quando i cani vengono toccati in qualche modo…allora li ritengo SEMPRE affari miei! E commento, eccome), ma c’entrava solo la politica.
      Ora però devo dire che ho trovato sensata (a livello di motivazioni) la critica di Daniela, ma che trovo altrettanto sensata quella di Claudio Minoli che chiede a questa persona di palesare la propria identità. Perché i pollici rossi? Non me lo spiego (così come non me lo sarei spiegato se fossero stati dati a Daniela).
      Mi pare difficile “non concordare” con la richiesta di metterci la faccia, quando si critica qualcuno/qualcosa…a meno che il mondo non si sia proprio capottato sottosopra 🙁

      • A proposito di pollici verdi/rossi faccio notare che:
        E’ sufficiente ricaricare l’articolo per concordare/dissentire anche all’infinito, avendo tempo da perdere.
        I pollici rossi potrebbero anche essere tutti della stessa persona.

      • secondo me se vuole può benissimo scrivere quello che pensa senza identificarsi poichè non è niente di ufficiale ma solo un commento su un blog. capisco che non scriva il proprio nome poichè è un’ex allieva e quindi ci tiene a rimanere anonima motivi suoi amen

  3. Come già scritto sulla bacheca di Claudio …
    Caro Claudio Psyco Minoli.. noto che hai la memoria corta… viste le notti passate in chat … comunque è tipico di te… Parli di confronto… parli di mettere la faccia… IO A GIUGNO LA FACCIA L’HO MESSA… CONTRO TUTTI … E TU DOVE ERI ??? Tanto bravo a scrivere su FB in chat poesie ed altro ma poi… Come un CONIGLIO non ti sei presentato… Burattino a questo punto è solo chi ancora si fa manipolare da te… IO NO……..
    … E per completezza metto anche la risposta di Claudio… visto che non temo le sue risposte…
    Claudio Minoli scrive
    Cara Daniela, come vedi, possiamo andare avanti all’infinito con le calunnie (Ti ricordo che la calunnia è il reato previsto dall’articolo 368 del codice penale italiano). Sei un profilo falso, creato oggi come si può notare cliccando sul tuo nome. Sei o uno dei burattini, o molto più probabile uno dei burattinai. Avrò piacere di risponderti quando avrai il coraggio di presentarti e di firmarti con nome e cognome.
    ….. Concludo… non temo le sue minacce…Non calunnio… lui all’assemblea Nazionale Apnec non si è presentato… dopo proclami mediatici e non… se definirlo coniglio lo ritiene offensivo mi spiace… ma maggiormente mi ritengo offesa da chi aveva promesso appoggio ed invece mi ha lasciato sola … un burattino… forse si in passato ma proprio in mano loro… Chi sono lui lo sa benissimo come sa che vista la mia situazione personale non posso mettere il cognome … Non volendo trasformare questa penosa situazione in una Telenovela (anche se è ormai tardi) … Ringrazio ancora come donna e come cinofila Valeria per la disponibilità… Ultimo pensiero… Leggete le mie considerazioni sulla lettera di Maurizio… sono così sbagliati ??

    • Per chi era presente all’assemblea è facile ricostruire i fatti. Ci si ricorda dei presenti e degli assenti. Si ricordano soprattutto gli atteggiamenti pre-assemblea (anche in quell’occasionbe ci si è dati alla “penna”)e in assemblea. L’attuale maggioranza ha messo la sua faccia, le sue idee e i suoi programmi. Programmi e idee che hanno trovato consenso assembleare e che si stanno realizzando. Mi è piaciuta molto la lettera che ho ricevuto in risposta a quella dell’ex presidente. Tutto questo mi basta a non scendere dal treno e a trovare un posticino dove accomodarmi e attendere il seguito. Sono certa che non è in discussione la qualità e l’eccellenza dell’educatore di cui tutti parlano (da fuori) e pochi lo sono.

  4. Non conosco Daniela e poco mi interessa sapere il suo cognome, più che il nick sento verosimile quello che scrive. Ho letto le sue considerazioni e non faccio fatica a credere che non siano così errate.

  5. Anche io ho letto la risposta della DIREZIONE NAZIONALE APNEC alla mail di Dionigi e la trovo costruttiva e sufficiente

  6. Mi chiamo Gavino Marras, ho 42 anni e sono di Sassari (Sardegna),
    sono sempre stato appassionato di cinofilia e, tramite internet, ho saputo dell’offerta formativa dell’Associazione capeggiata da un importante rappresentante APNEC della mia regione perciò ho deciso di seguirne i corsi -base e avanzato- con alterne fortune.
    Con questa mia vorrei esprimere il mio parere su alcuni “cattivi funzionamenti” che io ed altri numerosi testimoni abbiamo potuto constatare, che non si limitano all’ipotesi o all’illazione e dei quali vi pregherei di chiedere conto allo stesso rappresentante APNEC, ai suoi collaboratori e/o ai miei colleghi di corso, se potessi nominarle il personaggio senza rischiare, per ovvi motivi, la querela o altre ritorsioni.
    Quanto segue è anche l’elenco di “magagne” che, dopo il corso, ho ripetutamente inviato per e-mail a tutti i recapiti APNEC presenti sul sito, senza però riceverne mai alcuna risposta.
    – Le indicazioni su dati importanti quali la composizione delle commissioni, lo svolgimento degli esami, il numero delle ore di tirocino ed i luoghi nei quali esso doveva svolgeri sono state varie volte repentinamente mutate in corso d’opera dal suddetto.
    Ad esempio, nel mio caso di “pendolare” (risiedo a circa 220 km. dal luogo del corso), mi era stato garantito inizialmente che avrei potuto fare tirocinio per l’80% a Sassari e per il restante 20% nel Cagliaritano, presso i campi dell’Associazione. Successivamente il dato è stato trasformato in fifty-fifty ed infine si è risolto in 9 ore a Sassari e 91 presso l’Associazione (con tutto ciò che questo comporta in tempi, costi, kilometraggio e spostamenti). Interpellato a riguardo, da me e da altri, il “capo” dell’associazione ha negato di aver mai promesso alcunché, ma lo ha fatto davanti a numerosi testimoni che reperireste facilmente dagli elenchi degli iscritti ai corsi che ho frequentato.
    – Le ore di tirocinio, che inizialmente dovevano essere 150 sono poi diventate 100. Tutto questo potrebbe essere stato appuntato da altri, oltre che dal sottoscritto.
    – A molte delle nostre domande dirette sugli argomenti trattati, il “capo” amava rispondere: “Dipende” dimenticandosi però puntualmente di enumerare le diverse possibilità.
    Forse a causa di queste vaghezze il primo corso da me seguito ha avuto un tasso di abbandoni (tra persone che pur avendo sborsato 500 euro hanno scelto di non andare all’esame per Conduttore Cinofilo e altre che non hanno proseguito col corso avanzato) superiore al 50% degli iscritti. Al corso base eravamo oltre trenta, a quello avanzato eravamo appena una quindicina. Anche di questo vi sarà facile avere conferma dalle carte sui corsi.
    – Alcune lezioni teoriche e pratiche, soprattutto quando il “capo” era impegnato col suo lavoro di assicuratore o con pranzi dei quarantenni del suo paese, sono state tenute da suoi allievi che nonostante sfoggiassero la polo azzurra coi distintivi APNEC, Libertas e la scritta “Educatore Cinofilo” hanno conseguito il titolo il 3 marzo 2012… con me!
    – Inoltre il “capo”, per gli incontri del percorso cane-proprietario (10 incontri, 300/350 euro) amava “passare” i clienti a me ed ai miei colleghi facendoci lavorare gratuitamente, in sua assenza e talvolta scalandoci le ore dal tirocinio. Se questo è un comportamento al quale l’APNEC fosse avvezza vi chiedo di perdonare la mia ignoranza a riguardo. Potreste facilmente verificare anche quest’informazione consultando i miei colleghi di corso dei quali il “capo” potrà, se lo vorrà, fornirvi i recapiti.
    – Tra l’ultimo Corso Avanzato per Educatore Cinofilo ed il relativo esame, l’Associazione di cui parlo può vantare un tasso di abbandoni elevatissimo senza contare i respinti dalla commissione, che sono stati 4 su 11… Dati simili, secondo fonti autorevoli costituiscono un insuccesso formativo piuttosto importante le cui colpe, per la legge dei grandi numeri, non possono ricadere solo sugli allievi, ma sono da attribuire anche e soprattutto ai formatori.
    – A me e ad alcuni miei colleghi, in preparazione dell’esame ufficiale, sono state fatte svolgere diverse prove d’esame, con modalità ogni volta differenti, a volte in assenza dello stesso “capo”. Tra le indicazioni certe circa lo svolgimento dell’esame, ci è stato assegnato diversi mesi prima un esercizio (estratto a sorte) da impostare con il nostro cane, che avremmo potuto eseguire in presenza della commissione o presentare in forma di videodocumento. Pochi giorni prima della data prefissata ci è stato comunicato che per la prova d’esame avremmo invece lavorato con i cani di un canile-rifugio attiguo al campo dell’Associazione.
    – La prova orale del suddetto esame si è tenuta rigorosamente a porte chiuse all’interno di un container-ufficio presente in campo e ciascun candidato è stato interrogato alla sola presenza dei tre commissari. A qualcuno dei respinti è stata contestata una generica quanto opinabile “insicurezza”, che non significa impreparazione, ma soprattutto che non avrà mai la possibilità di contestare perché non c’era nessuno ad assistere. Per le stesse ragioni nessuno potrà, senza rischiare querele, riferire -non so- di tensioni, fraintendimenti, contraddizioni tra i commissari sull’esattezza o meno di una risposta. Anche qui, qualora questa riservatezza fosse parte del normale svolgimento di un esame APNEC, mi scuso da ora per la mia ignoranza delle procedure dell’Associazione.
    In caso contrario, vorrei conoscere l’iter da seguire per inoltrare un regolare ricorso, annullare la sessione e far ripetere l’esame in condizioni ottimali (e legali) a tutti i candidati che fossero ancora interessati al titolo.
    – Credo inoltre di aver ravvisato nel “capo”, ed anche qui molti allievi miei colleghi che hanno assistito ai fatti lo potranno confermare, alcune violazioni del codice deontologico. Ad esempio, nella “giornata pre-esame” del 01/03/2012, in uno dei campi nei quali egli lavora, in presenza di numerosi allievi il “capo” ha sedato l’atteggiamento aggressivo di un cane libero nei confronti di un’altro al guinzaglio, assestandogli dapprima due calci sul fianco e poi, quando il cane ha -com’era prevedibile- reindirizzato su di lui lo stesso atteggiamento, altri due calci sul muso. Al termine di questo episodio il suddetto “capo” si rammaricava di non aver indossato le sue solite scarpe antinfortunistiche munite di punta in ferro. In cuor mio non ho potuto fare a meno di pensare che, evidentemente, il “metodo dolce” propugnato dal “capo” differisce in diversi punti dal mio. Se ciò può in qualunque maniera aderire al Codice Deontologico APNEC, probabilmente c’è qualcosa che mi sfugge e probabilmente non vorrò accreditarmi presso l’Associazione.
    – Il “capo” continua a tenere corsi per Conduttore e Educatore Cinofilo con risultati non dissimili da quelli dei corsi che ho seguito io.
    – A tutto questo aggiungo soltanto che l’Associazione non ha mai rilasciato fattura ai corsisti né ai clienti, che non esisteva copertura assicurativa per i corsisti, etc. etc. etc.
    Quello che ho imparato è sostanzialmente che al cliente vanno vendute “le 10 regole” (uguali per tutti) per 300€, che una polo con quattro distintivi fa di te un educatore cinofilo e che il “diploma” è un foglio stampato in casa dal “capo” (e con Photoshop me ne potevo fare quanti ne volevo) che costa 1000€. Tutto il resto si trova su internet.
    Che schifo, ragazzi!

    • Mi auguro che queste stesse cose siano state denunciate all’APNEC nazionale. Al di là di tutto il resto (che mi sembra grave e che non sottovaluto di certo), l’episodio del cane preso a calcioni ritengo dovrebbe causare l’immediata espulsione di questo signore dall’associazione.
      L’avete denunciato?

      • Ho scritto ripetutamente a tutti gli indirizzi e-mail presenti sul sito dell’APNEC una lettera non dissimile da quanto hai appena letto (indicando però nome e cognome del tipaccio), ma non ho mai ottenuto nessuna risposta.
        In questa sede, per ovvie ragioni, non ho fatto il nome del personaggio. Diciamo che è un’alta carica dell’APNEC della mia regione, un uomo che AMA avere dei sottoposti ai quali delegare anche e soprattutto i lavori “sporchi” ripagandoli con dei contentini che vanno dal semplice riconoscimento verbale di gran professionalità all’ambitissima polo azzurra con la scritta “Educatore Cinofilo” costellata di stemmini e distintivi vari di associazioni alle quali il fortunato indossatore non è tenuto a far parte.
        Quest’uomo dispone dei suoi collaboratori come meglio crede, con susseguirsi di acquisti e defezioni, nel nome di un’associazione sportiva dilettantistica e di una nazionale gestendo i suoi affari in maniera discutibilissima, come forse si evince dal mio precedente intervento.
        Costui, tra l’altro, continua a “sfornare” Educatori Cinofili trenta alla volta (a 500-1000€ ciascuno, senza uno straccio di ricevuta che abbia il minimo valore fiscale) in corsi che rasentano il ridicolo per la superficialità con cui vengono trattati gli argomenti, tutti dai testi più comuni in commercio e/o da testi scaricati da internet!
        Per questi ed altri motivi non sono affatto sicuro di trovare appoggio o testimonianze tra i miei ex-colleghi di corso per quanto accaduto. Molti di questi giovani, o almeno quelli di loro che riescono ad arrivare a fine corso, sono talmente succubi del “capo” e dei suoi metodi da giustificarli ed imitarli.
        Ciò mi fa orrore.
        Questo è stato il mio primo ed ultimo confronto/contatto con l’Apnec nella persona di un suo rappresentante regionale… secondo te voglio far parte di un’associazione di gente così?

      • cosa intendete con ” il cane preso a calcioni” ??
        calci per fare male o piccoli tocchi come una sculacciata ( che ad un cane non fanno certo male almeno che non sia uno york) ?? perchè io non sono poi così contrario a dare un piccolo tocchetto (come lo daresti ad un amico per attirare la sua attenzione) solo che con il piede ti muovi di meno e lo cogli + di sorpresa che con la mano che invece dovresti abbassarti.

  7. Caro Gavino mi mete veramente tristezza leggere un commento del genere soprattutto perchè conosco e frequento la persona di cui tu parli e lo reputo un professionista serio e soprattutto un vero amante ei cani. Ho potuto vederlo in tante situazioni e apprezzare la sua sensibiità e la sua professionalità. Mi dispiace sempre sentire critiche gratuite e distruttive forse date dal fatto che chi fa e fa bene fa parlare di sè e non sempre in maniera positiva. Sono assolutamente certa che non sarà per niente difficile contestare punto per punto le tue parole ma non è questa la sede per farlo. IO qui scrivo solo per ribadire la mia stima assoluta verso la person che tu citi e credimi non sono una ragazzina ho 45 anni e sono una stimata professionista

  8. Mah… conosco il “capo” cui si riferisce Gavino, da ormai un anno e mezzo.
    Le opinioni le lascio a parte, de gustibus…
    Ma direi che molte delle cose di cui si parla non sono, a quanto mi risulta, corrette.
    Il “capo” in questione mette addosso le mani ai cani solo in un frangente: gioco. In NESSUN modo colpisce un cane con violenza, né per gioco né per motivi più seri.
    Tante volte fa, in modo giocoso, “la lotta” con cani di dimensioni medio-grandi, in completa sicurezza per entrambi.
    Da quanto ho verificato ha parecchia dimestichezza con gli animali, e sa abbastanza bene fin dove può spingersi anche nell’aumentare l’arousal degli animali.
    Per quanto riguarda il tirocinio, non so che dire. A me è stato detto (corso del settembre 2011) che le ore erano 100, e che SOLO LA STRUTTURA DEL CAGLIARITANO era diretta responsabilità del campo, quindi UNICA STRUTTURA che poteva essere utilizzata SEMPRE a fini di tirocinio.
    Si è parlato delle altre strutture, nel sassarese e nell’oristanese, facendo ben presente che NON ERANO sotto la responsabilità diretta della scuola, ma di amici e colleghi fidati, e di conseguenza la scuola invitava a contattarli per AVERE IL PERMESSO di frequentare. Il quale, ripeto, valeva solo per il campo nel cagliaritano.
    Per quanto riguarda gli altri educatori cinofili: il tirocinio si svolge in 3 parti, e solo nella prima era necessaria la presenza del “capo”, come specificato all’inizio del tirocinio.
    Ovviamente, questo vale per il 2011, non so come fosse prima.
    Aggiungo che il mese prossimo avrò il secondo esame come etologo, cioè esperto di comportamento animale a livello nazionale e internazionale, titolo postlaurea che riterrei alquanto importante.
    Nella mia formazione post universitaria frequento esperti educatori provenienti da tutta Italia e da tutta Europa, e non ritengo affatto che il corso base e l’avanzato della scuola suddetta sia tanto scadente.
    Non si parla di termini tecnici, né di neurofisiologia del cane, ma a parte queste sottigliezze le tecniche esposte sono a parer mio di altissimo livello. Ritengo i corsi della scuola molto buoni in rapporto qualità-prezzo e quindi non capisco l’accusa di corso fatto con libri scaricabili da internet.
    Se al sig. Gavino interessano libri complessi sull’argomento, potrei fornirgliene diversi, anche se non comprendo l’applicazione degli stessi nell’ambito dell’educazione cinofila propriamente detta.
    dr. Antonio Meridda

    • La ringrazio del parere, terrò presente il suo curriculum e le farò sapere.

      “questo vale per il 2011, non so come fosse prima.”

      Quando non lo sai… devi fidarti di chi ti dice di saperlo!

      • Invero.
        Del resto, pare assurdo che una persona si trasformi in pochi mesi da amante dei cani in loro aguzzino.

        • Beh, non so, magari però in taluni casi può verificarsi una redenzione.
          Non ti risulta che il “capo” affermi di aver -in passato, è vero- utilizzato anche il collare elettrico sul suo defunto pastore tedesco Jago? A me lo ha detto!
          Certo, oggi vede questo come un errore di gioventù e tutti noi siamo qui pronti a perdonarglielo.
          Quindi casomai il percorso è, data la consecutio, inverso: da stronzo a santo!
          E non posso che essere lieto di un tale miglioramento, se c’è stato!

  9. Anche io conosco il “capo” di cui si sta parlando, a anche io posso assolutamente confermare,come sottolineato da Antonio, che la persona in questione non ha mai usato metodi violenti o coercitivi sui cani. Non capisco un tale accanimento.
    Cordiali saluti

    • Non ha mai usato metodi coercitivi IN TUA PRESENZA o non ha mai usato metodi coercitivi IN VITA SUA?
      Ci sarebbe una certa differenza!

      • Signor Gavino,se non le ho risposto al precedente commento, non è perchè non ho visto la notifica, ma semplicemnte perchè Lei si sta commentando da solo. Mi pare di aver scritto in italiano corretto ma visto che sono necessarie delle spiegazioni gliele fornisco per dovere di cronaca.. Ho riportato la mia personale esperienza ( della durata di un anno e mezzo) durante la quale non ho mai visto la persona interessata usare dei metodi violenti.. Se Lei li ha visti mi chiedo come mai da amante dei cani quale si dichiara di essere non é intervenuto immediatamente per bloccare le violenze sul cane in questione??…questo prescinde dall’essere un educatore o meno.. ognuno di noi sarebbe dovuto intervenire, Lei compreso.. per cui mi chiedo come mai non lo abbia fatto.
        Se poi la persona in questione li ha usati in precedenza non sta a me dirlo, ma se lei conosce un minimo la storia della cinofilia italiana sa benissimo quali erano i metodi utilizzati dagli ” addestratori” sino a non troppi anni fa.. Ma per fortuna si cresce, ci si documenta, e si migliora.
        Ho riportato la mia esperienza( esattamente come ha fatto lei) non perchè Lei la leggesse ma affinchè chi non conosce la struttura possa avere dei termini di paragone e capire che la soggettività propria di ognuno di noi conta molto nella visione delle cose.
        Inoltre lei si è presentato con nome e cognome e tanti di noi erano presenti il giorno dell’esame, per cui sappiamo benissimo chi è passato e chi no.
        Con questo spero non si senta sbugiardato in quello che ha finora sostenuto dal momento che io ho riportato solo la mia esperienza senza nemmeno citarla.
        Con questo la saluto sperando possa trovare una scuola cinofila che faccia al caso suo.

        • Perché fermarsi ad UNA scuola soltanto, se se ne possono seguire tante, diverse, e prendere da ognuna solo ciò che ti serve?
          Sconsiglio di fossilizzarsi, si rischia di finire per diventare portavoce di qualche signor so-tutto-io e magari riconoscerlo in un racconto di esperienze negative e sentirsi addirittura in dovere di difenderlo!

  10. Buonasera a tutti sono luciano e scrivo da budoni. sono da settembre 2011 anche io corsista presso l associazione citata dal Sig Gavino. Vorrei premettere che sono un appassionato di animali in genere e che mai permetterei un atteggiamento scorretto nei confronti degli stessi in mia presenza. inoltre mi reputo una persona tutto fuorche condizionabile o plagiabile per non so quale tipo di interesse. ho avuto modo di conoscere il capo e mai mi e capitato di vedere alcun atteggiamento descritto dal Sig Gavino, anzi stimo tantissimo questa persona per la professionalita e la passione palpabile nel rapporto con i cani che ho avuto modo di vedere. Inoltre vorrei far presente al Sig Gavino che anche io come lui viaggio da budoni (245 km andare e 245 tornare) e mai mi sono state date false indicazioni sulle ore e o sulle modalita di tirocinio. Non e possibile che il Sig Gavino abbia mal compreso le indicaziono del capo?? Anche cio mi appare alquanto strano in quanto a noi tutte le varie indicazioni sono sempre state tramesse diversi giorni prima a mezzo scritto. Per concludere ci tengo anche a sottolineare la mia completa stima e fiducia nei confronti dei collaboratori del capo i quali hanno una preparazione tecnica fondata che nn e certo data dal colore (discutibile) della maglietta e degli stemmi applicati alla stessa.

  11. In merito al commento del Sig. Marras vorrei precisare alcune cose, visto che il cane di cui si parla è il mio.
    Premetto che ho cominciato a frequentare la scuola in questione nel maggio 2009 con un percorso di rieducazione del mio cane, in quanto era diventato ingestibile e aggressivo con tutti, cani e persone, raggiungendo risultati per me impensabili. Alla luce di questi risultati ho deciso di frequentare il corso per educatore cinofilo nell’aprile 2010 conseguendo la qualifica di tecnico libertas nel novembre 2010. Una volta conseguita questa qualifica ho cominciato a collaborare con la scuola che mi ha dato la possibilità di farmi le ossa. In merito all’episodio del presunto maltrattamento posso dire che il “capo” non ha preso a calci il cane (non lo permetterei mai a NESSUNO)ma è intervenuto per separare il mio da un altro cane interponendosi tra i due e difendendosi dall’aggressività reindirizzata del mio SPOSTANDOLO e sottolineo SPOSTANDOLO, con la gamba per evitare di essere morso. L’episodio si è concluso lì senza conseguenze di nessun tipo per i cani. Conosco il “CAPO” da circa 4 anni e posso dire di non averlo mai visto maltrattare nè picchiare alcun cane. Inoltre ho già provveduto a suo tempo, insieme ad altri testimoni, a rilasciare una dichiarazione scritta sull’episodio, alla direzione nazionale dell’APNEC. Vorrei ricordare al sig.Marras che prima del 3 marzo 2012, io e l’altra mia collega della Libertas, non avevamo nessun bollino apnec sulla tanto citata maglietta azzurra, e chi mi conosce sa benissimo che non mi piace sfoggiare titoli che non ho conseguito.

    • Ma scusa, mi spieghi in breve perché avresti “provveduto a suo tempo, insieme ad altri testimoni, a rilasciare una dichiarazione scritta sull’episodio, alla direzione nazionale dell’APNEC” spiegando loro che non erano a conoscenza del fatto che quel giorno tra il “capo” e il cane della cuoca non è successo niente? Immagino che tu faccia quotidianamente rapporto alla direzione nazionale dell’APNEC anche solo per dire: “Niente di nuovo sul fronte occidentale”, è così?
      Se è così, mi arrendo!
      Salutami la direzione nazionale dell’APNEC! A proposito, ma a te rispondono?

  12. Salve a tutti, sono una degli attuali frequentatori del corso del “capo”. Ovviamente non ho ancora le competenze necessarie per poter giudicare alcuni atteggiamenti di cui il Signor Marras si lamenta, atteggiamenti che tra l’altro, in un anno di assidua frequentazione al campo non ho mai potuto vedere. Anche nel mio caso tutte le informazioni e i costi del corso ci sono stati dati anticipatamente e per iscritto, comprese le informazioni riguardanti il tirocinio. Condizioni che IO HO ACCETTATO e di cui non posso lamentarmi in futuro. Anche a noi è stato dato un esercizio da portare a termine col nostro cane, ma mi pare assurdo credere che sarebbe stato quello l’oggetto dell’esame pratico, se permetti è molto più serio svolgere la prova con cani sconosciuti, e data la provenienza, con probabili difficoltà nei rapporti con l’uomo. Detto ciò sono sicura che la mia opinione in merito non cambierà nemmeno se non dovessi superare l’esame da educatore.

    • Benissimo.
      A TE è andata così, ma a me -in precedenza- è andata diversamente.
      Sono lieto che le cose siano cambiate da allora, ma ciò non significa che mi sia immaginato tutto… dico bene?

    • Perfetto.
      Io ho incontrato quel cane mai visto e, con un paio di trucchi e qualche crocchetta, l’ho fatto diventare (seppure per il tempo limitato della prova pratica) il mio cane. Chissà se almeno di questo si ricordano le mie smemorate colleghe! E quando i cordiali commissari mi hanno chiesto di fare alcune cosette col cane, spiegando loro come farle, con il “capo” che in segno di incoraggiamento si massaggiava la faccia nonostante la mia modestamente perfetta riuscita. Sono stato rimproverato dalla signora robusta perché SECONDO LEI non stavo prestando abbastanza attenzione al cane (in quanto lei una volta venne morsa da un cane, essendosi distratta)! Il cane, mentre parlavo, era seduto accanto a me nel mio cono visivo.
      Ma evidentemente c’era altra gente da promuovere!
      Lo sconosciuto cane col quale ho avuto l’onore di lavorare ha risposto benissimo a tutto ciò che mi è stato chiesto di proporgli. Fortuna?

  13. Buonasera, io frequento il campo del signore qui citato nei commenti ormai da un anno e mezzo, dopo aver frequentato il corso base e quello avanzato ho aiutato sempre il qui citato signore nell’organizzazione della “scuola”, nessuno di noi che ha dato una mano, e non era educatore, si è mai spacciato per tale, nonostante la maglietta azzurra di cui il sig. Marras parla, che è stata, per quanto ho potuto constatare solo un simbolo per dare la possibilità ai nuovi arrivati di capire a chi rivolgersi in caso di necessità… E le necessità di cui parlo sono puramente organizzative. Per quanto mi riguarda ho entrambe le ricevute dei corsi, sapevo perfettamente quante ore di tirocinio mi aspettavano e dove e quando svolgerle, toccava a me dare conferma della mia presenza. Ho sempre riscontrato disponibilità a confrontarsi e volontà di divulgare la conoscenza che questo signore possiede, i suoi dipende sono, a mio parere, uno spunto ad informarsi e pensare anche con la propria testa. Io sosterrò la prossima prova di esame APNEC questa primavera, credo in questa struttura e spero di passare l’esame, qualora non ci riuscissi sono convinta che sarà per mio demerito e non per responsabilità altrui.

    • Ragazzi, ma dove avete letto che io non ho passato l’esame? Non l’ho scritto da nessuna parte, mi pare! Non vorrei che qualcuno di voi sia stato “esortato” a intervenire qui… nevvèro?
      Salutoni al “capo”!

  14. Io mi attacco in fondo a questa serie di testimonianze per chiedere a Gavino: non ti sembrano un po’ troppe?
    Per me è decisamente difficile giudicare dal di fuori (né avrei nessuna intenzione di ergermi a giudice di qualcosa che non mi interessa neppure: l’unica cosa che mi interessa davvero è sapere se viene maltrattato un cane), ma se nel video in cui ho parlato di “addestratori della domenica” ho visto una persona che lavorava oggettivamente MALE ma senza rendersene probabilmente conto (e quindi ne ho parlato pubblicamente perché fare gli attacchi in questo modo può danneggiare il cane), quando si parla di maltrattamenti volontari la cosa è MOLTO più seria.
    Però, Gavino, tu hai sostenuto che calci e frasi discutibili (tipo quella sugli scarponi antinfortunistici) sono stati visti e sentiti da tutti i tuoi compagni di corso: eppure, fino ad ora, tutti quelli che sono intervenuti nella discussione sembrano smentirti.
    Ho detto (e lo confermo) che sono pronta a chiedere spiegazioni alla dirigenza dell’APNEC… però, a questo punto, mi piacerebbe sapere di cosa stiamo effettivamente parlando. Perché questa discussione mi sembra il classico “uno contro tutti”: tu sostieni una cosa, ma tutti gli altri dicono l’opposto.
    Se posso… questo suona un po’ strano.
    Per carità, non è difficile per una persona mandarne altre dieci a scrivere in sua difesa su “Ti presento il cane”: però, se il “capo” avesse fatto davvero questo, anche tu dovresti essere in grado di trovare qualcuno che sostiene la tua tesi.
    Me ne trovi almeno uno? Perché altrimenti devo per forza sospettare non che tu sia in malafede, per carità…ma forse che, per tuoi problemi personali verso questo signore (che peraltro non conosco), abbia un pochino esagerato i problemi che dichiari di aver incontrato, e/o forse frainteso qualche suo atteggiamento nei confronti del cane che hai descritto come “preso a calci”… mentre a smentirti è addirittura la sua proprietaria.

    • (Quasi) tutte le “testimonianze” qui sopra e qui sotto [e sono curiosamente numerose per un intervento senza nomi nè indirizzi dell’altra parte in causa, tutti vecchi fans di TiPresentoIlCane, passaparola tra fans del “capo”, gente che mi cerca abitualmente su Google o ordini dall’alto?] parlano di esperienze diverse e più recenti della mia.
      Sono contento per tutti loro che A LORO le cose siano andate diversamente che a me, non posso che essere felice che i “cattivi funzionamenti” che si sono verificati nei MIEI weekends di corso, si siano poi risolti per il meglio col procedere dei numerosissimi e più fortunati corsi successivi.
      Certo, mi incuriosisce cotanta partecipazione per difendere una persona di cui non faccio neppure il nome, verso la quale non proferisco aggettivo men che garbato, della quale racconto sotanto come si è comportata con me… e non racconto nemmeno tutto! Non voglio pensare che tra voi (che sovente non vi qualificate) vi siano quelli che qui su internet si chiamano “Trolls”, o che questa sia la sede per fare certi “giochetti” o -peggio ancora- che dietro tutta questa schiera di devoti esista una “regia” neppure tanto occulta, considerata l’adesione ai limiti del modulare di molte vostre risposte.
      Quella che io racconto è la mia esperienza, la storia di come me la son presa in saccoccia, e la vostra storia di come invece vi trovate benissimo nella condizione in cui versa OGGI l’associazione, non solo non vale a cancellare la MIA esperienza in buona parte negativa (tanto che la racconto in prima persona, senza neppure essermi premurato di cercare testimoni a mio sostegno), ma non significa niente, se non che voi ed io -evidentemente- abbiamo visto due fasi diverse della vita professionale, e non solo, di una persona. Questo non significa certo che uno di noi ha ragione e gli altri torto.
      Di sicuro c’è una certa concertazione tra voi, perché -ad esempio- non ho mai detto di non aver passato l’esame APNEC, eppure lo sapevate in molti. O avete fatto ricerche sul sottoscritto? Tempo ben speso! Nel caso mi auguro che scarichiate anche i brani del gruppo in cui suono! 🙂
      Una volta molti anni orsono ho visitato il Messico.
      Mi aspetto, qui ed ora, che tutti quelli di voi che non hanno mai visto il Messico ne neghino l’esistenza!
      Ora (TOH!) qualcuno tira a indovinare il nome del “capo”… già che c’erano così tanti feedback positivi, perché non approfittarne per un pò di pubblicità? Sempre che sia lui, mica è l’unico sedicente educatore a far corsi a pagamento nella zona di Cagliari!
      Ma soprattutto, se io avessi voluto fare della cattiva pubblicità a qualcuno, pensate che avrei esitato tanto a farne il nome? Evidentemente di fare i nomi ha più bisogno qualcun’altro di me! Qualcuno che perde corsisti e clienti con troppa facilità… ma lasciamo stare. Io ho parlato PRIMA DI TUTTO dell’esperienza, mettendo in second’ordine la persona con la quale l’ho vissuta, se non nella sua qualità di esponente dell’APNEC, un’associazione nazionale del cui inesorabile declino si disserta nell’articolo in topic e successivi interventi. Ed ecco un’altra manifestazione di tale declino: tanta gente (vera, finta, pilotata… fate voi!) che insorge in difesa di una persona.
      Io, che com’è noto non sono nessuno e non ambisco ad insegnarvi niente, quando difendo qualcuno è perché ritengo che quel qualcuno non sia in grado di difendersi da solo. Non necessariamente questo significa “stima”, giusto? E per gli ideali probabilmente vale la stessa regola.
      Questa, che assomigli alla vostra oppure no, è la mia storia. Le tessere sono soltanto pezzi di cartone dal costo troppo elevato. I vostri diplomi sono/saranno stampati in casa dal capo o da un suo sottoposto. Stampo diplomi a metà prezzo.
      Goodbye, Educatori Cinofili!

  15. Salve!Sono educatore Apnec dal Marzo dell’anno scorso. Ho sostenuto l’esame proprio con Gavino Marras visto che abbiamo frequentato lo stesso corso. Non posso commentare tutti i suoi punti in quanto non ero presente (come nel caso dei presunti calcioni) anche se conoscendo il “capo” dubito fortemente della veridicità di ciò che è stato detto, sembra tutto così esagerato e tra l’altro abbiamo la testimonianza della proprietaria del cane in questione. Per quanto riguarda l’esame non capisco quale sia stato il reale problema. Abbiamo iniziato con una prova scritta e siamo passati alla prova orale e se il problema è che è stato fatto a porte chiuse, se ne sarebbe potuto discutere subito in loco e non a posteriori. Infine è arrivata la prova pratica che si è deciso di svolgere con i cani di un canile e anche qui non capisco dove sia il problema visto che un buon educatore o “futuro” educatore dovrebbe riuscire ad interagire con qualunque cane o perlomeno provarci visto che si trattava di cani particolari in quanto ospiti di un canile. Inoltre se parte dei frequentatori del corso non hanno proseguito non è certo colpa del “capo” o del sistema a mio parere, penso semplicemente che ognuno abbia i suoi personalissimi motivi (si sa che tanti dicono di voler frequentare il corso perchè amano i cani, ma poi si accontentano solo del corso base)..per coloro che non hanno passato l’esame..Di sicuro sono dispiaciuta del fatto che alcuni miei colleghi non abbiano potuto gioire per la promozione, ma che centra la bocciatura col “capo”? Riguardo ad alcuni collaboratori che avevano la maglia blu e che hanno sostenuto l’esame con noi, voglio ricordare che oltre ad avere più anni di esperienza alle spalle, avevano inoltre la qualifica di educatore Libertas anche se non ancora quella Apnec. In ultimo dico che non sempre ciò che si impara è quello che ci viene insegnato..ognuno di noi segue, legge, studia , elabora ed estrapola in modo differente. E poi, non capisco perchè i problemi vengono sempre fuori alla fine e mai in corso d’opera. Ultima cosa, durante il tirocinio io personalmente non sono mai rimasta sola a fare lezione con dei clienti del “capo”, ma sempre con i collaboratori già educatori o con il “capo” stesso

    • Saretta! Quella che all’esame orale è entrata nel container in lacrime, ma poi è stata promossa lo stesso, giusto? La ragazza di Matteo, che era già nell’associazione, no? Che piacere! Come vanno le cose laggiù al campo? A te è andata bene fare l’orale a porte chiuse, eh? Mannaggia! E guardacaso nessuno ha detto che eri insicura, nonostante abbia iniziato e finito l’esame piangendo come una fontana. Ma si, dai, che siamo tutti amici! Non ti ricordi la storia di Zagor contro il border collie? Beh, forse non eri presente, o magari eri distratta! Sai, io non sono mai stato a Mantova, ma non per questo affermo che Mantova non esiste!
      Saluti a tutti.

      • Che tristezzaSig. Marras.Mi presento,mi chiamo filippo e sono un educatore APNEC,lavoro con i cani dal 1994 ed ho incominciato in protezione civile (volontari)da allora.Purtroppo allora anche io usavo metodi coercittgivi(non facevo parte dell,APNEC)perchè ovunque mi girassi allora c’era solo quello,conosco il signore in questione e posso dire che lei ha frainteso alcune sue parolead esempio:ha sicuramente detto che è nato nel mondo coercittivo ma che come ho fatto io ha studiato e abbandonato per promulgare il nuovo pensiero.Vede,io nelle sue parole leggo solo un astio personale dettato sicuramente da cose e delusioni personali che deve però ricercare nel suo operato.Poi mi chiedo,ma se lei ha percepito queta scarsa qualità(cosa che non condivido assolutamente perchè quel corso non è per farvi uscire proffesionisti ma vi da le conoscenze e la possibilità di iniziare la vostra carriera che si arricchirà negli anni. P.S. molti come lei in questo senso nutrono false speranze e,me lo lasci dire sono proprio presuntuose)perchè ha frequentato?

        • Non mi è chiara la differenza tra metodi “coercittgivi” e metodo “coercittivo”, ma in fin dei conti non è che possiamo essere tutti “proffesionisti”.
          Perché ho seguito i corsi fino alla fine? Beh, innanzitutto perché prima di dire che uno dice ovvietà/castronerie/stupidaggini lo lascio come minimo finire di parlare. POI posso dirlo!
          Ma ti dirò un altro segreto… li ho portati (bene o male) a termine perché si pagava in anticipo! Pensa che una volta il “capo”, mentre gli manifestavo il mio dissenso per il continuo mutare dell’organizzazione del tirocinio nei miei confronti, mi ha offerto di rendermi i soldi. Ma quando gli ho detto di si, ha cambiato argomento.
          Dei denari spesi ho delle ricevutine di carta copiativa, tipo quelle della lavanderia. Chissà se… ma no, dai, perché essere malvagi!

  16. Signor Marras, leggo il suo commento, e mi pare di capire che si riferisce al centro in cui io mi sto formando; faccio una premessa, ho iniziato questo percorso lo scorso anno, ho concluso il corso base e poi l’avanzato e ho intrapreso il tirocinio che sto andando a concludere; non commento la usa esperienza in quanto appunto sua, ma porto a testimonianza la mia che differisce molto dalla sua. I corsi da me svolti prevedevano dei programmi che sicuramente possono reperirsi anche su testi ma questo non significa che non siano altrettanto validi, oggi quale che sia la materia di un corso la si può rinvenire spesso anche su internet, io che studio ad esempio le posso garantire che lo stesso argomento che trovo nei testi da me adottati lo potrei reperire, con magari diverse sfumature , in altri testi e in internet, senza troppe difficoltà. Premesso ciò, per quanto concerne lo svolgimento del mio tirocinio, questo prevedeva ab origine suddivisione ore tra osservazione e affiancamento, ore nelle quali ovviamente si entra in contatto anche con i clienti e i loro cani (che tirocinio sarebbe altrimenti?!?), e le cui giornate e orari son comunicate con settimane di anticipo attraverso una mailing list. Ripercorrendo poi con la memoria tutte le ore che ho trascorso al campo addestramento, che non son poche considerando corsi e tirocinio, mai una volta ho assistito a episodi di violenza sui cani, anche perché, come amante sfegatato dei cani, se mai avessi anche solo sospettato che i cani venissero trattati male di sicuro non proseguirei il percorso da me iniziato, e che spero di concludere con il superamento di un esame che mi metterà alla prova. Lei parla poi di allievi succubi, e la cosa mi fa un po’ sorridere, e ancora una volta le porta la mia testimonianza, la mia classe era formata da adulti, lavoratori, professionisti, studenti, e le assicuro che nessuno era o è succube di nessuno, se abbiamo proseguito questo percorso al contrario è anche proprio per lo spirito di serenità e per l ambiente che caratterizza questa scuola. Cordiali saluti Mauro.

    • Senz’altro curiosa una così massiccia mobilitazione di persone che hanno perlopiù affrontato l’esperienza successivamente a me e -a garanzia di un miglioramento, oltre che per sbugiardare il sottoscritto- raccontano della loro idilliaca recente esperienza. Non vorrei mai pensare che questo confermi qualche mia teoria!

  17. Da un anno,conosco frequento e amo questa scuola, luogo in cui si impara, ci si mette in gioco ma soprattutto si condivide una passione, l’amore per i cani. Questo, si basa su un profondo rispetto per essi e considerando che il metodo in cui credo e che mi è stato insegnato, è il cosiddetto “Metodo gentile” non avrei mai accettato di vedere un cane maltrattato e ancor meno avrei “imitato” un comportamento del genere. Non ho mai assistito ad un episodio come quello descritto sopra dal Signor Gavino, ci tengo inoltre a sottolineare che “il capo” ha rispetto non solo per i cani ma anche per tutti i suoi collaboratori e allievi.

    Un’allieva,non succube, che è riuscita ad arrivare a fine corso

    • Una volta si moriva per un raffreddore, ora non più.
      Quello che racconto io è successo ai miei tempi, quello che racconti tu ai tuoi.
      Ciò non significa che una cosa elide l’altra, non credi?
      Perciò il “capo” sarà ben lieto che tutti voi abbiate dato cotanto feedback, ma francamente io me ne infischio.

  18. Caro Gavino, ho iniziato a frequentare il centro cinofilo dove tu ti sei formato circa un anno e mezzo fa, iniziando con il percorso cane-proprietario che tu citi come poco credibile. Ho pagato il percorso euro per euro e ciò che mi colpì non fu la somma chiesta in anticipo per avere le regole, nè il colore della maglietta dei collaboratori. Il “capo” disse a me e mio marito: ” il percorso si articola in dieci incontri e se vediamo il vostro impegno e la vostra passione potrebbero diventare ventri, trenta…c’è gente che viene da anni e non ha mai aggiunto un solo euro”. Questo per dare una piccola infarinata a chi legge del clima di accoglienza e totale disponibilità che si respira al campo. In seguito anche io, come te, ho intrapreso la formazione e fatto il tirocinio. Conosco molto bene colui che definisci “capo” e mi ferisce sentirti parlare così. Picchiare i cani? Suvvia, non scriviamo sciocchezze! Nell’ultimo anno ho preso parte all’80% delle lezioni nelle quali si lavorava coi cani. Mai una volta ho visto una scena simile a quella che tu hai raccontato. Il resto mi pare un guazzabuglio di episodi pieni di astio. Solo per una qualifica non conseguita? Che l’esame si svolgesse in un container o in un palazzo finemente decorato avrebbe mutato l’esito dell’esame? Io credo di no.

    • Dimenticavo! La battuta degli scarponi antinfortunistici la fece anche per la mia cagnetta e ridemmo di gusto perchè anche un bimbo capirebbe che era una battuta!

    • Beh, però ammetterai che ciò che ci diciamo in assenza di testimoni conta poco per la legge, o no?
      Chi può dire che il tuo esame si è svolto correttamente? Chi può dire se ostentavi sicumera o tremavi? Chi può dire che hai dato le risposte giuste o che i commissari stessi non si siano impappinati -faccio per dire- tra “punizione positiva” e “rinforzo negativo”?
      NESSUNO, perché non c’era nessuno!
      E se fosse -la butto lì- un modo per promuovere chi gli pare?

      • Temo tu abbia( ancora?) travisato. Io non ho detto di aver dato l’esame e tu, se fossi stato sincero, avresti dovuto dirlo che non l’avevi superato. Trovo che sia un dettaglio non da poco! Cerca di rasserenarti e, semmai, preparati per ripeterlo.
        Elena

        • Per entrare a far parte della stessa associazione del “capo”?
          Piuttosto mi faccio un perizoma di carne cruda e vado a nuotare in mezzo agli squali!
          🙂

    • Vivo in Sardegna da quando son nato e non sono mai stato rapito, perciò i sequestri di persona in Sardegna non sono mai esistiti!

  19. Salve a tutti,anche io sono una corsista del campo citato da sig.Marras,e anche io sono una pendolare,vengo da Budoni e posso affermare che tutte le informazioni inerenti alle modalità del corso e al tirocinio(ore e luogo in cui dovevano essere svolti)mi sono state date in modo chiaro e preciso e rigorosamente rispettate durante tutto il mio percorso.
    Posso altresi’ testimoniare la grande professionalità del “capo”e l’amore e il rispetto che nutre verso i cani,e che mai e sottolineo mai ha usato alcuna forma di violenza verso gli stessi.
    I collaboratori del capo e il capo stesso hanno sempre dimostrato una competenza ineccepibile,oltre che una grande disponibilità e sensibilità nell’aiutarci a diventare futuri educatori cinofili,,senza sfruttamento di alcun tipo ma coadiuvati,supportati e supervisionati;motivi per i quali continuo a frequentare il campo ancora con passione e a nutrire una profonda stima verso tutti loro.

    • Così, dopo aver saputo quello che è accaduto a me, apprendiamo quello che è accaduto a te.
      La domanda non è: “Era proprio necessario?”, la vera domanda è: “Cosa abbiamo fatto per evitarlo?”
      Grazie, Ileana, per lo spunto di riflessione che ci offri!

  20. Noto che, non sapendo dove arrampicarsi il sig. Marras utilizza le mie parole in maniera impropria allora spiego. “chi fa e fa bene fa parlare di se e non sempre in maniera positiva”, significa per me che chi sa lavorare e ottiene un certo successo suscita spesso tanta gelosia e infastidisce soprattutto da chi non è in grado di capire i suoi limiti e cerca le responsabilità all’esterno discreditando. La invito a non usare più le mie parole interpretandole a suo piacimento.
    Grazie Carla

    • Grazie per la versione in prosa.
      A conferma di questa tesi potresti citare -ad esempio- i numerosissimi detrattori di San Francesco d’Assisi!

  21. Beh credo non sia più necessario lasciare commenti sul caso. il sig. Marras si stà ampiamente qualificando da solo.
    Buona giornata

  22. Salve,
    mi chiamo Giulia e ho appena terminato il tirocinio di 150 ore presso il centro cinofilo APNEC diretto dal Sig. Milko Congia, quello che tutti chiamano in modo ironico “IL CAPO” ha un nome ed un cognome ed è persona rispettabilissima. Non sono qui per spezzare lance in suo favore visto che è perfettamente in grado di tutelare la sua persona e la sua credibilità da solo ma non posso che manifestare tutto il mio accordo con quello che è stato scritto dagli amici, educatori e non, che frequentano il campo. Non conosco personalmente il Sig. Marras e quindi potrei sbagliarmi ma la triste impressione che da, come tutte le persone insicure ma che peccano di presunzione, è quella di ricercare in altri la responsabilità dei propri insuccessi.
    Saluti,
    Giulia.

  23. (Quasi) tutte le “testimonianze” qui sopra e qui sotto [e sono curiosamente numerose per un intervento senza nomi nè indirizzi dell’altra parte in causa, tutti vecchi fans di TiPresentoIlCane, passaparola tra fans del “capo”, gente che mi cerca abitualmente su Google o ordini dall’alto?] parlano di esperienze diverse e più recenti della mia.
    Sono contento per tutti loro che A LORO le cose siano andate diversamente che a me, non posso che essere felice che i “cattivi funzionamenti” che si sono verificati nei MIEI weekends di corso, si siano poi risolti per il meglio col procedere dei numerosissimi e più fortunati corsi successivi.
    Certo, mi incuriosisce cotanta partecipazione per difendere una persona di cui non faccio neppure il nome, verso la quale non proferisco aggettivo men che garbato, della quale racconto sotanto come si è comportata con me… e non racconto nemmeno tutto! Non voglio pensare che tra voi (che sovente non vi qualificate) vi siano quelli che qui su internet si chiamano “Trolls”, o che questa sia la sede per fare certi “giochetti” o -peggio ancora- che dietro tutta questa schiera di devoti esista una “regia” neppure tanto occulta, considerata l’adesione ai limiti del modulare di molte vostre risposte.
    Quella che io racconto è la mia esperienza, la storia di come me la son presa in saccoccia, e la vostra storia di come invece vi trovate benissimo nella condizione in cui versa OGGI l’associazione, non solo non vale a cancellare la MIA esperienza in buona parte negativa (tanto che la racconto in prima persona, senza neppure essermi premurato di cercare testimoni a mio sostegno), ma non significa niente, se non che voi ed io -evidentemente- abbiamo visto due fasi diverse della vita professionale, e non solo, di una persona. Questo non significa certo che uno di noi ha ragione e gli altri torto.
    Di sicuro c’è una certa concertazione tra voi, perché -ad esempio- non ho mai detto di non aver passato l’esame APNEC, eppure lo sapevate in molti. O avete fatto ricerche sul sottoscritto? Tempo ben speso! Nel caso mi auguro che scarichiate anche i brani del gruppo in cui suono! 🙂
    Una volta molti anni orsono ho visitato il Messico.
    Mi aspetto, qui ed ora, che tutti quelli di voi che non hanno mai visto il Messico ne neghino l’esistenza!
    Ora (TOH!) qualcuno tira a indovinare il nome del “capo”… già che c’erano così tanti feedback positivi, perché non approfittarne per un pò di pubblicità? Sempre che sia lui, mica è l’unico sedicente educatore a far corsi a pagamento nella zona di Cagliari!
    Ma soprattutto, se io avessi voluto fare della cattiva pubblicità a qualcuno, pensate che avrei esitato tanto a farne il nome? Evidentemente di fare i nomi ha più bisogno qualcun’altro di me! Qualcuno che perde corsisti e clienti con troppa facilità… ma lasciamo stare. Io ho parlato PRIMA DI TUTTO dell’esperienza, mettendo in second’ordine la persona con la quale l’ho vissuta, se non nella sua qualità di esponente dell’APNEC, un’associazione nazionale del cui inesorabile declino si disserta nell’articolo in topic e successivi interventi. Ed ecco un’altra manifestazione di tale declino: tanta gente (vera, finta, pilotata… fate voi!) che insorge in difesa di una persona.
    Io, che com’è noto non sono nessuno e non ambisco ad insegnarvi niente, quando difendo qualcuno è perché ritengo che quel qualcuno non sia in grado di difendersi da solo. Non necessariamente questo significa “stima”, giusto? E per gli ideali probabilmente vale la stessa regola.
    Questa, che assomigli alla vostra oppure no, è la mia storia. Le tessere sono soltanto pezzi di cartone dal costo troppo elevato. I vostri diplomi sono/saranno stampati in casa dal capo o da un suo sottoposto. Stampo diplomi a metà prezzo.
    Goodbye, Educatori Cinofili!

  24. Carissimo Gavino, bisogna stare attenti a ciò che si dice..l’unico momento in cui ho pianto è quando mi hanno riferito di essere stata promossa perchè ero felice..è questa una colpa per caso? Quello distratto sei proprio tu mi sa. Sono fiera di poter affermare che il mio esame orale, scritto e pratico è andato benissimo perchè ho studiato e mi sono applicata e le tue allusioni sono pericolose per te stesso..penso che le lacrime non fossero le mie, ti confondi. Sono stata tranquilla e rilassata per tutto l’esame, certo che l’ansia come me ce l’aveva chiunque altro..era pur sempre un esame!!e nel momento in cui sono entrata nel container e mi hanno comunicato di essere diventata un educatore apnec allora si che ho pianto e non mi vergogno di affermarlo..che centra questo?il mio esame è iniziato e terminato senza lacrime e insicurezze e stai attento a dire il falso perchè dentro il container c’erano gli esaminandi e non tu e quando ho passato il mio turno alla collega sono uscita a parlare con tutti del mio esame con estrema tranquillità. Esattamente ho iniziato a lacrimare quando ci hanno fatto entrare per darci gli esiti. Il riferimento a Matteo devo commentarlo? Lo ringrazio per avermi aiutato a studiare, come mi hanno aiutato il “capo”, i suoi collaboratori e i miei colleghi, niente di più e niente di meno. Poi giusto per essere precisa io lavoro per conto mio, non frequento il campo dal giorno dopo l’esame se non per corsi o seminari, mi dispiace ma hai sbagliato anche questo e la terza cosa errata è la mia presunta “distrazione”..non ero presente al campo il giorno di zagor, il 1/03 perchè lavoravo, in canile..vuoi anche le prove di questo magari?? Comunque visto che mi ritengo, seppur modestamente, una persona adulta e professionale penso che questi non siano affari di chiunque..per qualsiasi cosa puoi benissimo contattarmi in privato..nel mio commento precedente ho solo voluto dire la mia verità a prescindere da chi fosse “l’imputato” e dal suo accusatore, non era un’accusa personale a differenza della tua..tra l’altro completamente errata dall’inizio alla fine.

    • Qualcuno potrebbe iniziare una frase con “Carissimo Gavino” e poi non proseguire con buffonate?
      Grazie.
      Sei entrata nel container gemente e piangente, ti hanno vista tutti, ti hanno consolata e coccolata prima dell’esame più che dopo, quando sei saltata festante in collo al tuo boy, ma questo ha poca importanza. Quello che conta è che nessuno sa quanto e come hai pianto e/o esposto i tuoi argomenti dentro il suddetto container, alla sola presenza dei tre commissari APNEC, peraltro amici e colleghi di una o più persone che, come dici tu, ti hanno aiutata a studiare (“Lo ringrazio per avermi aiutato a studiare, come mi hanno aiutato il “capo”, i suoi collaboratori e i miei colleghi, niente di più e niente di meno.” Cit.). Perché a me nessuno ha offerto aiuto per studiare? Perché il fatto che tu non eri presente (come tutti gli altri scriventi) invaliderebbe il mio discorso sul cane calciato?
      Tu sei stata bene al corso e al campo, hai incontrato meno difficoltà del sottoscritto ed hai addirittura trovato l’amore. Sono felice per te. Questo non cambia minimamente ciò che ho vissuto io, che è e rimane quello che ho scritto.

      • Gavino, ti ripeto che la gemente e piangente non ero io..te lo assicuro, ma si tratta di un’altra nostra collega di cui non farò il nome per correttezza..ripensa, ripensa e ripensa ancora..ho pianto nel momento in cui sono entrata e mi hanno detto che sono stata promossa e lo rifarei perchè chiunque mi conosca bene sa che il mio sfogo sono le lacrime in tristezza e in felicità..chi ha pianto tutto il tempo era un’altra, chi è stata consolata era un’altra e sai benissimo di chi sto parlando, era lei ad essere insicura purtroppo per motivi suoi personali, era lei a piangere non io e le mie cose personali non le mettere in ballo perchè non hanno nulla a che fare con il corso, l’esame e la mia integrità. Non dico che tu sia un emerito bugiardo, dico solo che se hai avuto dei problemi potevi benissimo esternarli al momento opportuno e non dopo essere stato bocciato..ho dato la mia opinione perchè hai detto che i tuoi colleghi potevano confermare e io non ho confermato perchè non mi sono ritrovata nelle tue parole, ma contro di te come persona non ho nulla, mentre tu invece a quanto pare non so perchè ce l’hai tanto con le mie vicende personali e ti ricordo infine di pensare che la nostra collega che piangeva non ero io e a differenza di altri era molto preparata, si è solo fatta vincere dall’emozione e dall’ansia..se avessi espresso il desiderio di partecipare al mio esame orale ti avrei accolto volentieri e adesso staresti benissimo confermando le mie parole, cioè che non ho pianto, sono stata professionale, ho risposto tranquillamente ed ero preparata..è davvero un peccato che tu dica tutto ciò solo ora.comunque ti invito a vedere come lavoro coi cani

        • e quando dico che mi hanno aiutata a studiare parlavo del corso e del tirocinio..in effetti tu sei stato meno presente di me, ogni collaboratore ha dato il suo contributo chi sulle razze, chi a livello pratico e chi con materiale cartaceo. funziona così quando si frequenta un corso e ci si deve preparare ad un esame. perciò se tu hai deciso di escluderti non è un problema io

          • Geografia.
            Non io, ma 220 km. di strade sarde gelate e/o assolate mi dividevano da una più assidua (e proficua) frequentazione del campo. Benzina, cibo, letto… tutto costa!

  25. salve..io ho frequentato i due corsi di cui si parla..poi ho deciso di non dare l esame finale e sto proseguendo la mia formazione altrove, perche’alcune cose non mi andavano piu’ bene..ci son stati dei comportamenti che non mi sono piaciuti(ovviamente sono considerazioni personali,non discuto sul fatto che al resto del mondo possa andar bene quello che invece a me non va giu’)..posso solo dire che in realta’ Gavino Marras NON E’ un pazzo visionario…

  26. Lo apprezzo molto!
    Tu e il mio psichiatra la pensate sostanzialmente allo stesso modo!
    🙂

  27. Caro Sig. Gavino,
    la teoria del complotto e delle masse telecomandate che si accaniscono contro di lei è a dir poco patetica. Se siamo insorti è solo perchè siamo stati tirati in ballo personalmente e pesantemente in quanto iscritti all’associazione. Il fatto che lei non abbia fatto nomi non significa che la persona a cui si riferisce e il campo che gestisce non siano facilmente riconoscibili e questo particolare lo terrei ben a mente per le ripercussioni che potrebbe avere. Le auguro un brillante futuro in cinofilia anche se magari non scarterei l’idea di dedicarmi solo alla musica.
    Saluti,
    Giulia.

    • Scrivi molto bene, sei una delle poche che non fa errori di ortografia e sfoggia una sintassi più che passabile, peccato per i contenuti.
      Le cause perse sono solo una passione o c’è qualcosa di più?

      • Cito: “le ripercussioni che potrebbe avere”…
        Suona quasi come una minaccia, potrebbe essere più esplicito? Così, per fugare ogni dubbio!

    • Qui nessuno minaccia nessuno, non mi faccia lo suscettibile. Credo solo che prima di screditare un’intera associazione come l’APNEC bisognerebbe essere consapevoli delle ripercussioni legali che potrebbero derivarne. Ma sicuramente aveva già considerato questo rischio, io perlomeno lo avrei fatto.
      Credo che si sia straparlato oltre ogni misura, quindi ritorno pacificamente alle mie occupazioni.
      Buona giornata a tutti.

  28. A questo punto sig. Marras mi chiedo se lei abbia provato a ripetere l’esame in qualche altra regione con differente risultato.

    • Non so se hai visto, ma lassù c’è un articolo nel quale un signore che è stato n.1 dell’APNEC per dieci anni spiega perché molla.
      E io, che non so neanche la metà delle magagne che saprà lui, dovrei fare ulteriori sforzi per entrare a far parte di un’associazione che -tra l’altro- ha tra i suoi soci gente come voi?
      😀

  29. Salve Gavino non so se ha letto il mio commento, come lei anche io ho semplicemente esposto la mia testimonianza e esperienza, mi creda, nessuno mi pilota, conosco questa pagina da tempo, se vuole saperlo la sezione che adoro è quella sui veri standard di razza ( speriamo prosegua nell’aggiunger razze), infine, se vuole appurare chi scrive mi trova su fb Mauro Carta.

    • La tua esperienza è stata positiva.
      La mia esperienza è stata negativa.
      Dobbiamo per forza stabilire chi ha ragione?

  30. Salve,mi chiamo Miriam ed anche io frequento la tanto citata scuola!Ho iniziato questa bellissima strada nel settembre 2011 e nn ho mai assistito a violenze contro i cani…nn l’avrei mai e poi mai permesso.Con noi è sempre stato molto chiaro x quanto riguarda tirocinio.Anch’io nn abito vicino,sono di Oristano e farmi ogni volta parecchi km nn è il massimo…soprattutto xchè studio veterinaria a Ss…quindi spesso scendo direttamente da lì.ma cmq lui era stato parecchio chiaro,la maggior parte del tirocinio era da fare al campo.E poi,capisco benissimo chi ama gli animali e chi no…ed il capo in questione nn li ama solo,li RISPETTA!
    A me sembra più un accanimento questo….mi sbaglierò????
    Cordiali saluti MIriam

  31. Ciao Gavino! Che astio, che tristezza, che vergogna! Io frequento tutt’ora l’ambiente in questione. Non so se ben hai capito ma la cinofilia come la vita è una brutta bestia. Ci sono persone che fanno di tutto per trovare rogne e scusanti quando non trovano le soddisfazioni, come i miei vecchi compagni del liceo che andavano male alle interrogazioni e poi davano la colpa al professore che li aveva presi in antipatia e che magari aveva preso in simpatia un altra compagna perchè ritenuta più carina e perchè simpatica. Queste cosidette persone sono quelle che tutt’ora si lamentano perchè non trovano lavoro e hanno da ridire sull’operato degli altri.

    Io non conosco benissimo il tuo percorso però so quanto è duro quello che sto affrontando io! Sono un ragazzo di 23 anni e fin da quando ero bambino i miei genitori mi hanno insegnato che per raggiungere un obiettivo BISOGNA FARE DEI SACRIFICI!!!

    Caro Gavino cerca di fare la persona un po’ matura e non polemizzare in internet perchè mostri solamente di essere una persona che ha ben poco da fare.

    Scusatemi se non continuo questa polemica ma io devo lavorare e non HO TEMPO DA PERDERE (il tempo è denaro).

  32. Mia giovane amica,
    non rientra forse nella tua idea di ACCANIMENTO l’aver aggiunto il cinquantesimo commento di dissenso nei confronti di un poverocristo che -a suo dire- l’aveva già presa abbondantemente in quel posto, per raccontare la tua esperienza idilliaca sebbene non priva di sacrifici?
    Se non è accanimento, dev’essere senz’altro sadismo!

  33. salve a tutti,ho frequentato il corso insieme a gavino,io ho scelto di non sostenere l’esame finale per diventare educatore,perchè delusa e rammaricata dal corso in questione,posso confermare tutto ciò che gavino ha detto per quanto riguarda il tirocinio(inizialmente ci è stato garantito di poter fare l’80% delle ore a sassari o oristano,parola che è stata poi rimangiata).
    posso confermare che non sempre durante le lezioni abbiamo avuto brillanti esempi di applicazione del “metodo gentile”(non posso confermare i calci perchè assente quel giorno)ma posso dare testimonianza di:lanci di pietre verso i paddock o gavettoni per far star zitti i cani,urla e sottomisioni(con tanto di ribaltamento a pancia in su dei cani)tutte pratiche ben lontane dal metodo gentile.
    posso sostenere il fatto che gavino non sia un pazzo visionario,è vero che alla fine del corso base il 50% abbia preferito allontanarsi e io stessa mi sono allontanata prima di dare l’esame del corso avanzato,ritenendo il corso insoddisfacente e incoerente.
    cordiali saluti.

  34. Che tristezzaSig. Marras.Mi presento,mi chiamo filippo e sono un educatore APNEC,lavoro con i cani dal 1994 ed ho incominciato in protezione civile (volontari)da allora.Purtroppo allora anche io usavo metodi coercittgivi(non facevo parte dell,APNEC)perchè ovunque mi girassi allora c’era solo quello,conosco il signore in questione e posso dire che lei ha frainteso alcune sue parolead esempio:ha sicuramente detto che è nato nel mondo coercittivo ma che come ho fatto io ha studiato e abbandonato per promulgare il nuovo pensiero.Vede,io nelle sue parole leggo solo un astio personale dettato sicuramente da cose e delusioni personali che deve però ricercare nel suo operato.Poi mi chiedo,ma se lei ha percepito queta scarsa qualità(cosa che non condivido assolutamente perchè quel corso non è per farvi uscire proffesionisti ma vi da le conoscenze e la possibilità di iniziare la vostra carriera che si arricchirà negli anni. P.S. molti come lei in questo senso nutrono false speranze e,me lo lasci dire sono proprio presuntuose)perchè ha frequentato?

  35. risalve a tutti,sono sempre filippo per esatezza Filippo Bellina,vorrei rispondere anche all’ultimo commento di una certa sara.Mi spieghi cosa intendi tu per coercizzione,maltrattamento o altro che dici di aver visto?Per prima cosa penso che,come ha fatto il signor Marras,dovresti mettere anche il cognome poi possiamo privatamente discutere tra persone ESPERTE nel campo,del tuo modo di vedere le cose.Penso che siate persone un pò limitate,vi volete accanire su una persona per niente pericolosa e non avete il coraggio di imbattervi contro nomi di persone che sapete benissimo,che usano metodi COERCITTIVI davvero,che addestrano ancora con i vecchi metodi ma che non ve ne frega un cavolo visto che non vi siete imbattuti in loro.Mi sa che il vostro comportamento e solo quello di chi gli rode,di chi ha ancora Ca..i in C..o.,bè sono verqamente dispiaciuto per voi,per la vostra ressegnazione e per la vigliaccheria che dimostrate.Cordiali saluti, FILIPPO BELLINA

  36. Scusate, eh…a me potrebbe anche far piacere che continuiate a scannarvi, perché son tutte visite in più con le quali potermi spacciare: però mi sembra che ormai si sia detto abbondantemente tutto ciò che poteva avere qualche interesse cinofilo, e che si stia passando a discussioni personali che non credo possano interessare nessuno dei miei lettori (tranne i diretti interessati, che però forse dovrebbero vedersi davanti a una bella pizza e risolvere lì le loro diatribe).
    Ribadisco per l’ultima volta la mia posizione personale: non potendomene letteralmente “frega’ de meno” dell’APNEC, dei corsi, degli esami e compagnia cantando, semplicemente perché non faccio parte di questa associazione (nè di altre) e quindi non sono affaracci miei… l’unica cosa che mi aveva messo la pulce nell’orecchio era stato il discorso su calci e maltrattamenti. Quelli, infatti, li ritengo SEMPRE affaracci miei, perché chiunque faccia del male a un cane fa un torto personale a me.
    Da quanto ho letto nelle varie testimonianze, tra cui c’è stata addirittura quella della proprietaria del cane, mi è sembrato abbastanza chiaro che il signor Gavino avesse un pochino romanzato la descrizione dell’intervento del “capo”: siccome non ero ancora completamente serena, però, ho sentito telefonicamente un amico che ha frequentato proprio quel campo e che, oltretutto, ha avuto a sua volta qualche screzio con il “capo” in questione, quindi non avrebbe avuto sicuramente motivo di difenderlo “per onor di bandiera”. Questo amico, che si chiama Roberto Bayre e che mi ha autorizzato a fare il suo nome e cognome, per colmo di fortuna (mia) era proprio presente all’avvenimento in oggetto… e conferma a sua volta che il “capo” è intervenuto in modo assolutamente corretto sul cane utilizzando la gamba (e non i calci nel muso) per evitare una rediretta. Mi conferma inoltre di non aver mai assistito ad alcuna forma di maltrattamento su quel campo.
    Ottenuta questa testimonianza sicuramente non “indotta” dal “capo” in questione, e che per questo ritengo attendibile, penso sia venuta l’ora di darci un taglio, rinunciando magari a ulteriori visite…perché ormai si sentirebbero soltanto ripetere cose già dette e ridette che non hanno più alcun interesse cinofilo, ma solo personale.
    E siccome questo è uno spazio per commenti cinofili, e non un forum o una chat, da questo momento i commenti sono chiusi. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato alla discussione.

    Valeria Rossi

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