377690_553221574702062_1131821046_ndi ROBERTO BAYRE – Che la Sardegna avesse ospitato il cane già da tempi antichissimi è ormai dato certo, come testimoniato da numerosi bronzetti nuragici che raffigurano esemplari di cani stilizzati.
Uno di questi, il “mastino Fonnese” fu addirittura impiegato in guerra, più precisamente nello scontro fra l’Esercito Regio e i Turchi in Libia, come ci documenta la foto del 1912 (a sinistra) che ritrae il Tenente Piras con “su cani pertiatzu”.
In questi ultimi anni sono stati numerosi gli studi sulle razze autoctone Sarde: e dopo tanto aspettare e migliaia di documenti storici presentati per certificarne la genuinità e la storia, il “Cane Fonnese” da oggi entra ufficialmente nell’elenco delle razze riconosciute, verosimilmente (non abbiano ancora tutti i dettagli)  nel gruppo 1 (cani da pastore e bovari).

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538071_553215051369381_386687445_nInfatti già in data 30.11.11, con procedura d’urgenza, il Comitato tecnico dell’ENCI aveva aperto il “libro sul cane fonnese”, prima fase per il riconoscimento della razza. Dopo più di un anno arriva l’annuncio ufficiale, riportato il 16/02/13 dal TGR Sardegna.
Il cane che da millenni ha accompagnato i pastori difendendone le greggi oggi è razza a sé: è stata presentata  durante una mostra internazionale canina a Sassari con più di 100 esemplari presenti.
68920_553215061369380_148722715_nPresente alla manifestazione il presidente dell’ENCI Francesco Balducci che dice: “Riconoscere una razza non è semplice… richiede un lavoro abbastanza lungo e accurato. E’ molto importante il riconoscimento di una razza in quanto fa parte della storia dell’uomo, il cane è sempre stato legato alla vita dell’uomo, in questo caso alla pastorizia… “
La ricercatrice Raffaella Cocco, che ha condotto le indagini su questa razza, dice: “Gli allevatori sono tantissimi anni che lavorano, e lo fanno molto bene, la difficoltà era riordinare tutto il materiale che c’era a disposizione, raccoglierlo in maniera più scientifica inserendo la valutazione morfologica e genetica del cane.
599972_553215361369350_1614524805_nPer il battesimo dei capostipiti era presente anche il giudice internazionale Giuseppe Alessandra che descrive così lo standard del Fonnese: “E’ una razza da guardia alla proprietà e al gregge, un custode fedele e soprattutto sicuro che nei secoli è rimasto immutato come è possibile vedere attraverso la molta documentazione storica che questa razza presenta”.
In attesa che l’ENCI pubblichi lo standard completo della razza si attende con ansia anche il riconoscimento di altre razze autoctone della Sardegna, quali il Dogo Sardesco e  il Levriero Sardo.

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23 Commenti

  1. Ho saputo di questa razza l’anno scorso e sono rimasta un po’ affascinata. Ho anche letto che nonostante la faccia simpatica i fonnesi sono stati selezionati per l’aggressività (confermato da diversi amici sardi) e particolarmente durante la guerra, addestrati con grande crudeltà ad attaccare l’uomo.
    Qual’è la verità sul temperamento di questa razza? E oggi come razza riconosciuta, qual’è il temperamento ricercato?

    • spero che si ricerchi un temperamento particolarmente deciso!

      non servirebbe a nulla se fra qualche anno avessimo l’ennesima variante (come aspetto) della stessa razza che purtroppo ultimamente va di moda: il Cane da Divano!
      🙁

    • Son belli tosti, questo è certo. Quelli (pochissimi) che ho potuto vedere si fanno prevalentemente gli affari propri, ma non gradiscono il contatto con gli estranei e sono piuttosto litigiosi con gli altri cani. Non ho ancora visto il progetto di standard e quindi non so quale sia il temperamento ricercato, ma trattandosi di cani che hanno attitudine anche alla guardiania e alla difesa del gregge SPERO vivamente che non intendano trasformarli in “simpatici peluchoni”!

  2. Non voglio mica un Fonnese io, sono “segugista”! Ma in mio paese è l’AKC e suoi standards che ha rovinato tante razze, al punto che per molti esiste una varietà da divano,spesso grottescha e malata, e uno (più sano) per lavoro. Indovina quale si vende per tanti tanti soldi!
    Non so se essere ufficialmente riconosciuto come razza fa un gran favore al Fonnese.

  3. Espada, grazie per il link. Forse tutte le razze di lavoro vanno verso 2 tipi: divano e lavoro. Infatti purtroppo oggi gli antichi mestieri spariscono, la maggiore parte di noi passiamo il tempo fra computer e divano, pochi vanno a caccia per mangiare o allevano bestiame. Meglio modificare una razza per vivere nella “civiltà” del giardino, agility, obedience, ecc., o lasciarlo andare?
    Se una razza va lasciato andare verso l’estinzione o no è un buon soggetto filosofico per una lunga, acrimoniosa serie di post — forse Valeria potrebbe scrivere un altro articolo…

  4. Il dilemma di come dirigere gli sforzi selettivi per riprodurre i cani di razza è sempre presente.

    Per alcune razze non manca la possibilità di lavorare. I cani da caccia sono ancora utilizzati e quindi selezionati per le loro capacità, oltre che per il loro aspetto. Nonostante ciò abbiamo visto razze particolarmente di moda prendere derive pesantemente penalizzanti per le loro capacità fisiche.

    La vera grana da risolvere ci si presenta quando si trattano razze che vennero selezionate per attività ormai morte o , peggio, attualmente proibite dalla legge, un esempio su tutti le razze “ex combattenti”.

    Per quanto riguarda il Fonnese, e in generale tutte le razze da utilità impegnate in servizi di guardia e difesa, a mio parere non si deve fare altro che cercare di trovare l’equilibrio caratteriale. Non un atipico addolcimento di una razza tradizionalmente dotata della giusta aggressività e decisione necessarie a svolgere il compito assegnatole, solo un’azione selettiva tesa ad escludere i soggetti più instabili e più timidi dalla riproduzione.
    La selezione “civilizzatrice” di cani da sempre selezionati per la loro durezza e per l’indiscussa capacità di difendere proprietà e bestiame, deve essere assolutamente rispettosa dell’antica e tipica base caratteriale, agendo solo eliminando l’instabilità e l’eccessiva paura che spesso sono causa di incidenti e ingiustificate aggressioni.

    Credo che le persone che si sono impegnate per la “rinascita” di questa antica razza, anche alla luce degli errori commessi con altre razze nel recente passato, abbiano tutti gli elementi per poter pianificare uno sviluppo serio e coerente di questo antico guardiano, questo è ciò che auguro loro.

    • Purtroppo NON è illegale. In Italia ci siamo rimangiati la legge che proibiva tout court le amputazioni estetiche, che restano vietate solo per le razze in cui sono stati i Paesi d’origine a cambiare lo standard…mentre per l’Europa sarebbe vietato, sì: ma basta un veterinario compiacente che ti dica che l’amputazione aveva scopi sanitari, e sei bello che a posto.
      Deve cambiare la cultura, prima ancora delle leggi…e temo che ci siamo moooolto lontani 🙁

      • Ma alora questo (http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_normativa_1915_allegato.pdf)non significa nulla?
        All’art.2 leggo:
        “1. Sono vietati:
        a) (…);
        b) (…);
        c) (…);
        d) gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi, con particolare riferimento a:
        1) recisione delle corde vocali;
        2) taglio delle orecchie;
        3) taglio della coda, fatta eccezione per i cani appartenenti
        alle razze canine riconosciute alla F.C.I. con caudotomia prevista dallo standard, sino all’emanazione di una legge di divieto generale specifica in materia. Il taglio della coda, ove consentito, deve essere eseguito e certificato da un medico veterinario, entro la prima settimana di vita dell’animale;
        e) la vendita e la commercializzazione di cani sottoposti agli
        interventi chirurgici di cui alla lettera d).
        2. Gli interventi chirurgici su corde vocali, orecchie e coda sono
        consentiti esclusivamente con finalita’ curative e con modalita’
        conservative certificate da un medico veterinario. Il certificato veterinario segue l’animale e deve essere presentato ogni qualvolta richiesto dalle autorita’ competenti.
        3. Gli interventi chirurgici effettuati in violazione al presente articolo sono da considerarsi maltrattamento animale ai sensi dell’articolo 544-ter del codice penale.”
        Qualcosa è cambiato? Dove trovo la legge aggiornata e definitiva?

        • La sentenza che ha ribaltato tutto è la sentenza del TAR Lazio, Sezione Terza Quater, Presidente dott. Italo Riggio.
          Dove si possa trovare al momento non lo so, ma se cerchi su google forse qualcosa salta fuori.

  5. affidare all’enci la tutela della razza è una sciagura. il pessimo standard del cane fonnese l’ha scritto un giudice enci veneto. non che che sia una colpa essere veneto e non sardo, ma purtroppo per la razza fonnese non è stato neanche in grado di distinguere un fonnese da un semplice trovatello peloso preso in un canile. e questo è capitato davanti a tutti alla mostra del riconoscimento enci, dove hanno deciso quali cani ammettere alla razza, tra cui appunto meticci evidenti come questo. ed erano addirittura 3 giudici. sicuramente qualcuno avrà da guadagnarci qualcosa, ma non il cane fonnese.
    e spero vivamente che l’enci venga tenuta alla larga dal dogo sardo e dal levriero sardo.

    • Aver riconosciuto il Fonnese come razza ENCI, sarà probabilmente una sciagura. Guardate la fine pietosa delle altre razze italiane e non, cane corso, mastino napoletano, pastore maremmano ed abruzzese, perro de presa canario (ora dogo canario, che alle Canarie non è mai esistito!). Solo una cattiva copia del tipo originario…molto belli e molto inutili, caratterialmente e geneticamente parlando.
      Si sa che gli italiani, amano i cani belli, ma quanto al carattere ed alle patologie, un enorme velo oscurante.
      Saluti a tutti.
      Corrado/Venezia (ex molossofilo)

  6. Speriamo che ora che è “razza riconosciuta”, non faccia la fine delle altre (vedi corso, mastino napoletano, presa canario, abruzzese ecc. ecc.)
    Saluti da uno che ama ancora il “vecchio cane da masseria-di qualsiasi nazionalità”

    Corrado

  7. non so come abbia fatto a sfuggirmi questo articolo! era tanto che aspettavano il riconoscimento. io ho un Trighinu di Gavoi, razza endemica che a quanto pare oltre ad avere 2000 anni fu usata niente-pòpò-di-meno-che da Ramsete II per le “guerre”, e mi vien da piangere al pensiero che vadano realizzandosi tutti i dubbi espressi nei commenti precedenti. Il fatto è che vedo che i Trighinu-che non sono ancora riconosciuti- già ora subiscono l’invadenza della mano umana. ho parecchie foto di trighinu in libertà (parenti che li “allevano”) e quando invece vado a leggere nelle pagine facebook piuttosto che nei forum trovo dei molossi che di trighinu hanno solo il manto. alcuni sembrano pitbull altri cani corso, insomma tutto tranne che trighinu…per non parlare poi del fatto che non si capisce se trighinu e dogo sardo/sardesco siano la stessa cosa o meno, a volte viene chiamato anche così altre volte no…anche io stessa che ne ho una in casa non riesco a capirci nulla!! e quello che vedo non mi piace, è vero come cane non è proprio un apollo, anzi, ma è sempre stato un cane dalle mille utilità. usato per la guardia, per la difesa, per la pastorizia, per la caccia…insomma usato per tutto, quindi l’unica cosa che non serviva era la bellezza, e non capisco perchè ad oggi debba per forza assomigliare a qualcosa che non è! quindi mi chiedo, se questo succede a una razza che non è stata riconosciuta, chissà cosa accadrà al temibile fonnese?! poveri noi, e poveri loro…

  8. A proposito del riconoscimento del Fonnese come razza ENCI e F.C.I….sarà senz’altro l’inizio della fine (del Fonnese intendo).
    Basta notare la fine dei cani ex utili e soprattutto ex tosti!!!
    Guardate il Perro de Presa Canario, ora riconosciuto come “Dogo Canario” (mai esistito un Dogo Canario alle Canarie!!!!!)…
    L’unica soluzione a mio modesto avviso opinabile o no, sarebbe creare un registro “parallelo” alla F.C.I. ove conti soprattutto il carattere e la predisposizione naturale, senza manipolazione umana, al lavoro inteso come guardiania, difesa del territorio e dei beni, tutela dell’indennità fisica dei famigliari umani, pastorizia ecc. ecc.
    Conoscendo l’Italia, le mode ed i vari “MUST” ho enorme perplessità verso il futuro dei cani.
    Saluti a tutti.

    Corrado/Venezia

  9. Il Cane da Pastore Fonnese è entrato a far parte dell’E.N.C.I. poco tempo fa, ok, ma non c’è da andarne fieri, anzi, tutt’altro, dato che questo potrebbe rappresentare uno svantaggio.
    Vi faccio presente (soprattutto all’autore di questo articolo) che l’E.N.C.I. e la F.C.I. hanno contribuito a rovinare tante razze canine, sia caratterialmente (soprattutto caratterialmente) che morfologicamente.
    Mi auguro che il Pastore Fonnese rimanga il cane molto rustico che è sempre stato e non faccia la fine, ad esempio, del povero Pastore Tedesco.
    Il Pastore Fonnese non sarebbe mai dovuto entrare a far parte dell’E.N.C.I. a mio parere, ma rimanere in mano ad allevatori privati che sanno il fatto loro riguardo la razza canina in questione.
    Inoltre, mi immagino i commenti insensati dei fissati col pedigree: “prima non era una vera razza, bensì un meticcio, ma ora che è riconosciuta “ufficialmente” (questo termine è tutto un programma, in tal caso), ovvero, dall’E.N.C.I., lo è”.
    Per carità, va sempre peggio… tanto vale allevare i cani da sé e fare gli accoppiamenti e selezioni che più si preferiscono, dato le schifezze sempre più crescenti che fa chi è ingordo di denaro.
    Il mio consiglio è di lasciar perdere le mode quasi imposte dalla società e pensare a ciò che realmente è “Il Cane”, consiglio di acquistare presso allevamenti rustici, da persone di fiducia (conoscenti, parenti…che però non siano serpenti, etc…) e stare lontani dalle stronzate dettate da queste associazioni mangia soldi e rovina razze, come si faceva spesso un tempo.
    In genere, in barbagia (soprattutto in passato), la parola data è più sicura di 1000 pedigree.

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