berlucagnar2di VALERIA ROSSI – Non avendo mai fatto mistero di come la penso politicamente,  tutti i miei lettori potranno ben capire come, stamattina, io mi senta furiosa, ma soprattutto choccata.
Perché l’astensionismo l’avevo previsto, il botto di Grillo l’avevo ampiamente previsto, l’influsso deleterio sulle piccole compagini della ridicola propaganda sul “voto utile” (utile a cosa? Ad ammazzare la democrazia?)  l’avevo previsto… ma che Berlusconi riuscisse nel preciso intento di rendere ingovernabile il Paese (ovvero di avere ancora diversi mesi di “legittimi impedimenti” davanti a sé, perché quella è l’unica cosa che davvero gli interessa, come credevo avessero ormai capito anche i barboncini),   quello proprio no.
Davvero non riesco ancora a credere che così tanti italiani l’abbiano votato di nuovo, nonostante tutto: un “tutto” che è perfino superfluo scrivere, tanto arcinoto è.
Eppure non è bastato, non basta mai.
A questo punto credo davvero che se Berlusconi venisse beccato a stuprare una vecchietta dopo averle rubato la pensione (ipotesi per assurdo-assurdissimo, visto che a lui piacciono solo le sedicenni), qualcuno gli troverebbe delle giustificazioni.
La stessa cosa – identica, ma proprio identica – succede con i cagnari.
Pensateci un attimo: ormai sono vent’anni che si strilla ad altissima voce che sono dei delinquenti, che speculano sulla pelle dei cuccioli, che importano da Paesi poveri e disperati comprando a 5 e rivendendo a 1000, che i cani vittime di questo traffico sono maltrattati, vessati, trattati in modo indegno.
Eppure gli italiani ci cascano ancora.
Perché il cagnaro racconta che “gli allevatori ungheresi sono tra i più propensi ad attuare una selezione sulla qualità delle razze” (un milione di posti di lavoro!!!): e la gente ci crede.
Poi legge sui giornali, su Internet, o sente dal vet o al parchetto che il cane ungherese di Tizio è morto, che quello di Caio si è ammalato, che quello di Sempronio è stato pagato come Labrador  e invece somiglia a un bracchetto… ma ancora non si convince. Sono sicuramente le malelingue che ce l’hanno col povero commerciante/negoziante, ma soprattutto sono gli allevatori invidiosi (toghe rosse! Giustizia a orologeria!)
Il fatto è che i cuccioli dell’Est costano poco (meno tasse per tutti! Vi restituisco l’IMU!) e questo è lo specchietto per allodole che funziona sempre, sempre, sempre.

Cani dell'Est: ecco come vivono.
Cani dell’Est: ecco come vivono.

L’italiano medio, appena intravvede la possibilità di spendere meno, ci casca dentro con tutte le scarpe. Una, due, dieci volte: non ci sono limiti.
Nei giorni scorsi hanno girato a tutto spiano su Internet due notizie: la prima è la nota di una signora che accusa un noto cagnaro, massicciamente presente su Facebook e un po’ su tutto il web (e che si autodefinisce, tra le altre cose, “Esperto qualificato all’Ente Nazionale Cinofilia Italiana, nella selezione di razza, ed educatore comportamentale“: ora vedrò di scoprire se è vero), di averle venduto un cucciolo malato che le ha fatto spendere – come normalmente accade – trenta volte di più di quello che aveva pensato di risparmiare all’origine (lei dice “prendendolo senza pedigree”, come se la salute dipendesse da un documento e non dal modo indegno in cui vengono allevati i cuccioli dell’Est).
La signora fa, coraggiosamente, nome e cognome del cagnaro: eppure, sulla pagina di questo importatore dichiarato – perché non fa neppure mistero della fonte da cui si serve – continuano ad apparire richieste di questo tipo: “ciao, io voglio un chihuahua veramente toy tutto bianco o nocciola, femmina a pelo corto”, oppure quelle più classiche (in calce alle foto di cuccioli che pubblica lui): “Quanto costa?”.
Non:  “E’ sano? E’ stato fatto qualche test per le malattie genetiche?”, ma sempre e solo “quanto costa?”.
E siccome costa poco, a comprar cuccioli da questo qua c’è la coda.
Esattamente come a votare Berlusconi.

berlucagnar3L’altra notizia, che mi è stata segnalata proprio ieri, sta sul sito di una delle millemila associazioni animaliste della Brambilla e fa riferimento a una storia apparsa sull'”Eco di Bergamo”: una signora si sarebbe indebitata per comprare un cucciolo di spitz nano da regalare alla figlioletta disabile, facendo un finanziamento a rate.
La bimba, che fino a quel giorno “non sembrava in grado di fare richieste”, improvvisamente “ha chiesto il cagnolino, indicando la razza e perfino il colore, bianco”: e la mamma, intenerita, si è precipitata ad accontentarla.
Il cucciolo sarebbe stato acquistato in un negozio in provincia di Pavia (a Bergamo non si trovavano cagnari disponibili? Strano), ma siccome “appariva in pessime  condizioni di salute” la sciura l’ha riportato indietro e scambiato con un altro (vien da pensare: “meno male che non si è comportata così anche con la figlia”).
Il nuovo cucciolo, dopo tre giorni, è crepato di parvovirosi, e adesso si vorrebbe commuovere l’opinione pubblica facendola pensare a questa povera bambina già provata dalla vita, che ha dovuto subire anche questo trauma.
C’è anche la consueta sponsorizzazione della Brambilla, che, come si legge in fondo all’articolo, “aveva chiesto al ministro della Salute Balduzzi di sospendere cautelativamente l’importazione di cuccioli di cane e di gatto dai Paesi dell’est europeo, anche aderenti all’Ue, e di avviare un’approfondita verifica sull’efficacia dei controlli sanitari“: ma stavolta la consueta campagna elettoral-animalista mi interessa relativamente.
Quello che mi lascia davvero allibita è la disarmante ingenuità di queste persone che sembrano vivere su un altro pianeta. Un pianeta lontano e misterioso in cui non arrivano i giornali, non c’è Internet, non arriva neppure la televisione (perché negli ultimi tempi, seppure con vent’anni buoni di ritardo, i servizi sui cuccioli dell’Est sono veramente fioccati).
Lo stesso pianeta, presumo, in cui Berlusconi ha fatto chissà quali battaglie per evitare l’IMU sulla prima casa (si vede che le battaglie lui le fa firmando senza fiatare), Mangano era un normalissimo stalliere, il papà di Berlusconi ha fatto una fulminante carriera in banca grazie alle sue capacità (e che la banca in oggetto, la Rasini, raccogliesse i conti correnti di notissimi mafiosi e narcotrafficanti siciliani è ovviamente un caso) e Dell’Utri è una persona “per benissimo” (cit.)

berlucagnar4Ma siamo davvero un popolo di totali, irrecuperabili, irreversibili idioti?
NO. Secondo me siamo solo un popolo di furbetti.
La “povera” signora che ha speso un patrimonio per comprare un cucciolo affetto da coccidi, giardia, problemi gastroenterici, rogna demodettica e syringomielia (tutta ‘sta compilation se l’è fatta, nel corso degli anni, il solo cagnolino acquistato dall’autrice della nota), così come l’altra signora in cerca di un cucciolo da pet therapy (come se “pet therapy” significasse prendere un cane e sbatterlo in mano alla bimba disabile: il fatto che nell’articolo si dica che la cosa è stata “consigliata dai medici” mi lascia allibita)… non posso assolutamente credere che non avessero mai sentito parlare di cani dell’Est.
Semplicemente, hanno pensato la prima a spender meno “risparmiando sul pedigree” e la seconda a trovare qualcuno che le vendesse il cane a rate.
Ma brave.  Avete risparmiato.
Contente?
E purtroppo io sono disposta a scommettere che se domani i rispettivi cagnari si presentassero davanti a queste due signore offrendo loro un nuovo cucciolo a prezzo stracciatissimo, magari facendolo passare per una sorta di “risarcimento”… entrambe lo prenderebbero al volo: anche sapendo che ha la stessa provenienza degli altri, che ha passato le stesse vicissitudini, che ha le stesse identiche probabilità di ammalarsi e di morire.
L’autrice della nota, a dire il vero, ha rifiutato lo scambio (“questo è malato? Portamelo indietro che te ne do un altro”): l’altra signora, invece, l’ha già accettato una volta.

* Animali/ Da oggi in vigore nuove pene per chi li maltrattaOra, io dovrei provare compassione per queste due persone?
Dovrebbe venirmi la lacrimuccia pensando alla poverina che “deve comunque onorare il suo debito” e sottrarre così risorse finanziarie alle cure di cui necessita la figlia?
No, mi dispiace. L’ho detto e lo STRA-ripeto: non mi fanno pena i clienti di Wanna Marchi  e non mi fanno pena quelli che comprano cani dell’Est, perché l’ignoranza in questo campo non è più ammissibile. Foto e filmati di sequestri, ormai, se ne trovano ad ogni pie’ sospinto. Di testimonianze raccapriccianti è PIENO COSI’, dappertutto.
Non è possibile “non sapere”: così come non  è possibile credere ancora alle promesse di chi, in politica, ne fa da vent’anni e non ne ha MAI mantenuta una (anzi, una sì: ha abolito l’ICI – per poi rendersi conto che aveva gettato i Comuni sull’orlo di un baratro senza fine e votare quindi prontamente l’IMU, che adesso ri-promette di abolire).
Ovvero: hai preso un cucciolo-bidone? Vieni qua che te lo scambio con uno nuovo”.
E gli italiani, prontissimi: sì, sì!  Com’è buono lei! , alla Fantozzi.
C’è una sola differenza, tra Berlusconi e i cagnari: che con i cagnari la prende in quel posto solo il furbetto che ha cercato il cane nei saldi, e sono cavoli suoi. Con Berlusconi, invece, sono cavoli di tutti: anche di chi non si è mai sognato di credergli e tanto meno di votarlo.
E adesso risparmiatemi, vi prego, i commenti scandalizzati sul fatto che io “abbia parlato di politica” in questo sito che dovrebbe invece occuparsi di cultura cinofila: perché in realtà NON ho parlato di politica.
Io ho parlato di deficienti che si lasciano abbagliare – sempre e comunque – dal mito della Ferrari che costa come una Cinquecento, e poi piangono se il motore gli si fonde dopo tre chilometri.
Non ho neppure “rosicato” , come qualcun altro dirà (per la serie: “Gli allevatori sono invidiosi!”) per l’inaspettato successo della destra: c’è poco da rosicare, visto che il Paese è palesemente ingovernabile e che quindi, dopo qualche ridicolo tentativo di tenere in piedi la baracca, si tornerà a votare in tempi brevissimi.
Qualsiasi vittoria si sia avuta ieri è stata una vittoria di Pirro: mentre i cagnari non hanno neppure questo problema, perché nessuna Costituzione può impedir loro di continuare a far danni.
Perché le leggi sulle importazioni ci sono, ma sono assolutamente ridicole.
Il cagnaro oggetto della nota, per esempio, è assolutamente in regola con le leggi ridicole e quindi, contro gente come lui, non c’è difesa.
Contro certa politica, invece, la difesa ci sarebbe: basterebbe evitare di votarla.
Ma se bastano quattro cazzate (per quanto sparate da duemila televisioni, in palese spregio di qualsiasi regola) a convincerci che chi ci ha bidonato per vent’anni possa improvvisamente cambiare e fare il bene del Paese, allora non mi stupisco neppure leggendo che un cagnaro dichiarato si dice “indegnato” (sì, proprio con la “e”) dalla scarsa considerazione riservata agli importatori di cuccioli dall’Est e si permette di scrivere sul suo sito che “operando con metodologia e professionalità che ci rende orgogliosi del nostro lavoro, con due quarantene autorizzate, riusciamo a fornire ai negozi e privati di cuccioli quello che di meglio il panorama cinofilo offre“.
Ovvero, Ruby è la nipote di Mubarak.
A me, adesso, piacerebbe capire solo una cosa: così come è palese che moltissimi italiani ammirano Berlusconi per la sua abilità di mentire, smentire, fare battutacce sessiste, trombarsi le minorenni, fare promesse insensate e farle risultare credibili, offrire impunemente voti di scambio e così via… non è che per caso ci saranno anche allevatori seri che, facendosi da anni un mazzo tanto per mettere al mondo cuccioli tipici, sani ed equilibrati e non vedendo riconosciuto in alcun modo il proprio lavoro, cominceranno ad ammirare – e magari anche ad imitare – i cagnari?
Il dubbio è forte e serio. E vorrei tanto sbagliarmi… ma a mio avviso qualche seguace l’hanno già trovato.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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