scuolacarlo2di CARLO MONTARULI – Parlare di cinofilia è una delle cose che mi piacciono di più: amici, parenti, clienti, persone incontrate su Internet o in un parco sono quasi sempre le mie “vittime” preferite… ma avere avuto la possibilità di farlo con dei bambini è stato realmente meraviglioso!
Quando mi sono stati proposti i progetti “Vivere il Verde” e “Animaliamone a Scuola” non ci ho pensato nemmeno un attimo ed ho accettato con entusiasmo.
A mente fredda, però, una vocina nel mio cervello si è fatta sentire: “Cosa racconti a delle piccole pesti di 8\10 anni di quarta e quinta elementare? Come provi a spiegare loro cosa significa avere rispetto di un cane (quando spesso nemmeno un adulto ne ha)? Devi trovare parole semplici e giuste per farti seguire e rendere il tutto interessante… Ti pare una cosa così semplice?!”.
Come potevo dare torto a quella vocina?
Io non ho figli (ancora), al massimo ne ho parlato ai bimbi di amici, nelle case in cui vado a fare lezione oppure ancora in qualche incontro per strada con i bambini che avrebbero voluto fermarsi ad accarezzare le mie “ragazze” e… EUREKA, ci sono loro (le mie due femmine “meticcione\tedesche” di notevoli dimensioni)!
Così le domande della vocina si sono sciolte come neve al sole.
Melinda, la più anzianotta, adora il 99,9% della popolazione bipede e per una carezza, una coccola o un biscottino è sicuramente disposta a farsi fare di tutto!
Lei si avvicina in modo naturale sia a chi si dimostra subito amichevole sia a chi è più timoroso cercando anzi, lei per prima, di tranquillizzare la persona in difficoltà con tutta una serie di segnali comunicativi; è affettuosissima e delicata nei movimenti, nonostante la sua mole cospicua (intendiamoci … ha le ossa grandi, non mi venite a dire che è grossa!) e così la scelta è caduta su di lei essendo invece Giggia, il PT, molto più sciolta con i suoi simili ma diffidente verso alcune persone.
Ho preparato, avendo una bella sala per le proiezioni, una serie di diapositive per i bimbi della scuola e delle fotocopie per quelli con cui abbiamo svolto l’attività al parco.

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scuolacarlo1I temi trattati per tutti sono stati:
– Il corretto avvicinamento ad un cane che non conosciamo (chiedere al proprietario, non si urla, non si corre, non si fanno mosse veloci e le mani si tengono basse per farci odorare, non si toccano orecchie, naso e coda)
– I momenti in cui i cani non vanno disturbati (durante i pasti,  se sta giocando con altri cani o se non annusa la nostra mano se abbiamo provato ad avvicinarci correttamente, quando una femmina è con i suoi cuccioli…)
– cosa fare se due cani litigano (avvisare un adulto e non intromettersi in nessun caso!)
– comprendere alcune facili posture ed “espressioni” del cane (invito al gioco, felicità, paura, ringhio, sereno)
– casa fare se un cane che non conosciamo ci corre incontro (albero o sasso)

Entusiasti dal primo all’ultimo, attenti, seduti in classe ed in file ordinatissime al parco grazie alle loro maestre; partecipi con le loro manine alzate per fare mille domande: “Il mio cane fa così! … Il mio fa questo! … il cane di mia zia fa sempre la pipì sul tappeto … quello del vicino abbaia sempre! … ma se fanno così cosa vuol dire? … e perché questo? … e perché quello?” ma la migliore rimane sicuramente questa: “Maestro, ma se incontro un PESCECANE al mare devo rimanere fermo e non strillare?!”.

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scuolacarlo3I bambini sono stati sempre tutti delicatissimi e molto dolci mentre accarezzavano Melinda, e lei sembrava che nella vita avesse fatto solo lezioni nelle scuole. Si correggevano gli uni con gli altri: “abbassa la tua mano è troppo alta, non correre, non strillare, guarda come faccio io … non accarezzarla contro pelo!”.
L’emozione più forte è stata quando però, nonostante pochi fossero più intimoriti di altri, una bimba è riuscita a vincere la sua iniziale paura dopo una passeggiata con Meli al guinzaglio e addirittura ad accarezzarla! Personalmente credo che attività come queste non possano che fare bene ai bambini, sia a livello di sensibilizzazione e rispetto verso gli animali e la natura, sia per educarli a comportarsi in situazioni che potrebbero capitare nella vita di tutti i giorni.
Una corretta capacità di relazione potrebbe evitare in loro delle paure che, col tempo, si potrebbero tramutare in vere e proprie fobie, che poi da adulti sarebbero ancora più difficili da eliminare.
In questi incontri ai quali hanno partecipato sia professionisti del settore che l’AVCPP, associazione di volontariato che presta servizio nei canili comunali di Roma, si è parlato anche di adozioni, prevenzione all’abbandono, salute e benessere del cane e delle varie discipline sportive.
Indispensabile, a mio avviso, è che i bambini imparino a delegare all’adulto che li accompagna, il chiedere al padrone del cane se possono accarezzarlo o meno.
Devono sapere che non tutti i cani provano piacere nell’essere accarezzati e riconoscere il loro disagio prima di avvicinarci può prevenire un morso!
“Diventare albero” (fermi in piedi, braccia lungo il corpo e sguardo a terra) o “diventare sasso” (accovacciati, testa vicino le gambe e mani a protezione del collo) sono posizioni che se assunte da un bambino (ma non solo) possono evitare che un cane gli faccia del male nel caso venga rincorso o magari durante un gioco troppo movimentato.
Il mio ringraziamento più sentito, per avermi dato la possibilità di farne parte, va alle maestre Barbara e Daniela della scuola primaria Plesso di Focene con il programma “Animaliamone a Scuola” ed all’associazione A.N.S.E.A. che ha organizzato invece “Vivere il Verde”, portando più di 300 bimbi in due giorni al parco!

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