giocopoco1di CHIARA TOMIAZZO – L’importanza del gioco per lo sviluppo corretto dei cuccioli, di qualsiasi specie animale, ormai è cosa risaputa. Nel gioco si verifica la possibilità di montare e rimontare sequenze di comportamento volte a conseguire destrezza nell’azione.
L’esercizio ludico permette l’esecuzione di modalità iterative destinate più tardi a combinarsi in modo tale da risultare utili alla risoluzione di problemi effettivi (Bruner, 1976). Di conseguenza avrebbe la funzione di incoraggiare la ripetizione di trame motorie e di sperimentare nuovi comportamenti, in modo da facilitare l’attuazione di trame di comportamento adattative sempre più adeguate al rapporto con l’ambiente e pertanto essenziali alla sopravvivenza delle specie (Bertacchini, 1985).
Ma nell’adulto, il gioco che significato ha? Cosa lo differenzia dal lavoro (naturalmente non quello coercitivo, la cui differenza è chiaramente visibile a tutti)?
Quando lanciamo la palla al nostro cane stiamo veramente “giocando” con lui, o stiamo facendo qualcos’altro?
Gli studiosi danno diverse definizioni e significati al gioco, ma nessuna riesce a spiegare in modo veramente completo questa “entità” così astratta ma allo stesso tempo cosi fondamentale per una vita equilibrata:

a) Gioco come sfogo di un surplus di energia, secondo cui il soggetto dispone di un’eccessiva carica energetica che ha bisogno di scaricare, facendo qualunque tipo di gioco. È stato però osservato che a volte il cucciolo (se l’interesse persiste) gioca anche dopo l’insorgere della stanchezza;
b) Gioco come residuo di funzioni ataviche, secondo cui il soggetto riproduce spontaneamente alcune attività degli antenati. Giocare molto da cuccioli (insieme ad altri cuccioli) significa avere più probabilità di socializzazione da adulti. Questa teoria può spiegare giochi come la lotta, la corsa, l’inseguimento, la caccia…
c) Gioco come funzione e conservazione dello sviluppo, secondo cui, da un lato, il gioco sviluppa e conserva le funzioni utili alla vita adulta e, dall’altro, agisce come una valvola di sicurezza per scaricare l’energia di alcune tendenze antisociali che l’individuo si porta con sé dalla nascita. Questa teoria però non spiega il gioco negli adulti;
d) Gioco come esercizio preparatorio, secondo cui l’attività ludica ha il compito di esercitare funzioni biologiche che saranno poi utilizzate nella vita adulta (ad es. il cucciolo salta sulla palla che gli rotola davanti e la addenta, come in seguito farà con una preda vera).

La maggior parte degli studiosi accetta  determinate caratteristiche descrittive del gioco che sono:

1- il gioco è piacevole e divertente. Anche quando non sia effettivamente accompagnato da segni di allegria è valutato in modo positivo da chi lo svolge;
2- il gioco non ha scopi estrinseci. Le sue motivazioni sono intrinseche e non perseguono obiettivi (le azioni imparate possono servire nella vita reale, ma non è il loro fine ultimo nel momento in cui vengono acquisite). E’ più un godimento di mezzi che uno sforzo rivolto a un particolare fine. In termini utilitaristici, è in sè improduttivo;
3- il gioco è spontaneo e volontario. Non è obbligatorio, ma liberamente scelto;
4- il gioco necessita di impegno attivo da parte del giocatore.

Alcuni studiosi hanno proposto un’utile definizione di gioco, inteso come tutto ciò che non è:

– comportamento consumatorio;
– comportamento strumentale che conduca esplicitamente ad uno scopo estrinseco;
– competizione in vista di uno standard di eccellenza;
– comportamento socialmente prescritto o imposto.

QUAND’E’ CHE IL GIOCO SI TRASFORMA IN LAVORO?

Quando si raggiungono le seguenti condizioni:

a) capacità di controllare o modificare gli impulsi;
b) capacità di portare avanti piani prestabiliti, trascurando il piacere immediato, le frustrazioni momentanee, e pensando invece al risultato finale;
c) capacità di passare dal principio del puro piacere (fonte di egocentrismo) al principio di realtà, che permette di vivere il piacere nel rispetto delle regole sociali.

giocopoco2E’ importante ricordare per chi lavora con il cane che il gioco alla fine della sessione di lavoro non può essere considerato come libertà o come rilassamento mentale, in quanto anche nel gioco il cane dovrà sempre rimanere concentrato.
Per questo si rischia di aggiungere stress a stress (non occorre che sia per forza negativo per causare danni) e di non permettere al cane quel recupero fisico/mentale di cui avrebbe bisogno.
Nelle specie filogenicamente più evolute esiste una demarcazione netta tra attività ludica e reale e gli individui di queste specie fanno precedere le attività di gioco da un segnale che indica lo stacco o il salto di piano tra i due tipi di condotta.
Il segnale indica, al destinatario del messaggio, che le attività compiute da quel momento in poi devono essere intese come gioco e finzione della condotta che sta per essere manifestata, anche se si utilizzano comportamenti singoli o settori comportamentali che di solito vengono funzionalmente utilizzati “sul serio” (Bertacchini, 1985).
Spesso, nel gioco, i ruoli vengono invertiti: soggetti più deboli possono “giocare” a fare i capi e soggetti più forti possono buttarsi a terra facendo finta di essere prede; ma nonostante la finzione, la libertà relativa e i “permessi momentanei”, i soggetti rimangono sempre ben coscienti che si parla di gioco… e che la realtà è un’altra cosa.
Il gioco può servire a studiarsi e a conoscersi in modo approfondito, per capire meglio i punti deboli dell’avversario o per capire i propri limiti, per conoscere meglio la realtà: ma è sempre un momento di vita “parallela” dove possono vigere altre regole e i confini essere stravolti.
Comunque non è mai questo il fine ultimo della sessione di gioco in se stessa (almeno non a livello cosciente).
I giochi eseguiti dai nostri amici a quattro zampe si possono in genere dividere in:

a – giochi locomotori (salti, corse improvvise, rotolarsi ecc);
b – giochi con oggetti;
c – giochi sociali (agguati, inseguimenti, lotte, piccoli morsi, cura del corpo e abbozzi di monta).

Lasciando da parte i giochi tra simili, vediamo ora i giochi che più spesso avvengono tra cane e conduttore e cerchiamo di analizzarli in modo più approfondito, per capire se sono veramente giochi o se si rischia di passare da un “mondo parallelo” a quello reale senza accorgersene.

Questi giochi sono:
a –Tira e molla
b -Lotta
c – Rincorsa di oggetti
d – Rincorsa di persone
e -Ricerca

Il cucciolo non conosce appieno il significato delle sue azioni e fino ad un’età di circa cinque mesi tutto gli è permesso, anche nei confronti degli adulti.
Poi, man mano che cresce, inizia a subire una serie di “punizioni” o di “risposte” in genere: in base a queste impara che determinate azioni hanno diversi significati sociali.
Quindi, mentre alcuni giochi fatti dai cuccioli non sono niente più che attività ludiche fini a se stesse, che imitano azioni di cui il cucciolo non conosce il vero significato, gli stessi giochi fatti con il cane adulto possono assumere significati molto importanti a livello sociale.
Questo non significa che il cane adulto non debba più giocare (anzi, sarebbe sbagliatissimo!): ma significa che può diventare più facile il passaggio dalla modalità ludica alla modalità reale (e sociale), senza rendersi conto che il cane non sta più giocando ma sta interagendo in modo più serio e – appunto – “adulto”.
Questo passaggio può avere diversi significati e quindi problematiche a seconda del gioco che si sta eseguendo: in genere avviene quando questo genere di attività viene protratto per tempi troppo lunghi e il livello di stimolo del cane diventa troppo alto da gestire.

tira_mollaL’esempio classico é dato dal gioco del tira e molla, amatissimo in genere da tutti i cani, cuccioli e adulti.
Questo gioco si basa su una prova di forza, su una situazione di sfida e di confronto.
Nel cucciolo può servire a infondergli fiducia in se stesso (quando lo si lascia vincere) oppure a ridimensionarlo (quando lo si fa perdere), ma da parte del cucciolo non ci sarà mai aggressività: per lui è un gioco e basta.
Nel cane adulto (ma può avvenire già nel cucciolone dai cinque mesi in su) nasce sempre come gioco, ma può facilmente sfociare (soprattutto se vi sono anche altre problematiche di “branco”) in una prova di forza, in cui il cane non vuole perdere perché deve dimostrare la sua superiorità nei confronti del padrone.
Qui non si parla più di gioco!
Si è passati ad un livello diverso, ad un livello di aggressività in cui il  cane smette di tirare solo per il gusto di giocare ma prende la questione come una cosa più seria, ovvero come un’affermazione sociale.
Questo avviene soprattutto con cani molto forti caratterialmente, o quando il gioco viene protratto per così tanto tempo che il cane pensa che non si tratti più di divertirsi, ma di vedere chi vince!
Un altro gioco che può avere diversi significati è il gioco della lotta.
Il contatto fisico continuo con il padrone inizialmente per il cane è molto piacevole e va a stimolare quei ricordi relativi alle cure della madre.
Se il gioco viene protratto per troppo tempo, però, può prendere due vie: se è molto fisico e prepotente, può diventare (come per il tira e molla) una prova di forza e quindi può sfociare in aggressività; se invece il contatto rimane leggero e piuttosto languido (lo stesso vale per coccole eccessive soprattutto nell’area dello sterno o inguinale) si può arrivare ad una stimolazione sessuale.
Nel maschio si potranno quindi notare l’esposizione del pene e l’ingrossamento del bulbo del pene.
Ci potranno essere tentativi di monta (da non confondere con la monta da dominanza) che, se non corrisposti (come è normale che sia!), potranno portare a manifestazioni aggressive.
Anche in questo caso, quindi, vale il detto: il gioco è bello finché dura poco!

giocopoco4Veniamo ai giochi di rincorsa (di oggetti, di persone o di altri animali).
In ogni caso si tratta sempre di una simulazione della fase conclusiva della caccia, con relativa escrezione ormonale surrenale che in natura permetterebbe al cane lo scatto finale per la cattura della preda. Nel caso della rincorsa degli oggetti è difficile che il cane passi dalla modalità ludica alla modalità predatoria vera e propria: anche se lo facesse non creerebbe grossi problemi, perché l'”uccisione” di una pallina o di un frisbee non ha mai scosso nessuno!
Il problema di questa attività, se protratta per tempi troppo lunghi, è che fa salire enormemente il livello di stress del cane, rendendolo ipereccitato, più suscettibile ad altri stimoli e molto più sensibile alla stimolazione del predatorio da parte di oggetti in movimento quali potrebbero essere macchine, biciclette… o bambini.
Da notare che questo genere di gioco viene spesso utilizzato per “scaricare”  il cane, per stancarlo e renderlo più calmo: invece, se lo si protrae troppo nel tempo (nel tentativo di sfinire il nostro amico peloso) avremo l’effetto esattamente opposto!

giocopoco3La situazione è ancora diversa nel caso della rincorsa di persone o di altri animali.
A differenza dei giochi sopra descritti, in cui l’aggressività nasce da un messaggio sociale che il cane vuole lanciare, qui il problema nasce per l’accensione di un meccanismo istintivo, chiamato motor pattern (trad.: catena motoria).
I motor pattern sono delle catene di azioni che la natura ha sviluppato in modo tale da permettere agli animali di eseguire determinate attività con il massimo risparmio energetico possibile.
Un risparmio così estremizzato che in un certo senso anche il cervello viene escluso dall’azione stessa.
Un esempio è dato dal riflesso di riposizionamento dell’uovo per le oche.
Se un uovo rotola fuori, l’oca andrà a recuperarlo e continuerà a spingerlo fino a che non sarà ritornato al nido.
Se noi, nel mezzo di questa azione, le toglieremo l’uovo, l’oca continuerà ad eseguire l’azione come se l’uovo fosse ancora presente. Non riuscirà ad interrompersi se non in seguito ad un eventuale stimolo di intensità molto molto forte.
Nei canidi esiste un meccanismo del genere per quanto riguarda la caccia.
La catena motoria completa sarebbe data da: ricerca-punta-inseguimento-fermata della preda-morso per afferrare-morso per uccidere.
La selezione delle varie razze ha fatto in modo che alcuni di questi passaggi siano stati più o meno sviluppati (se non eliminati) a seconda dei soggetti.
Il problema è che quando il cane gioca a rincorrere per tempi più o meno lunghi (la sensibilità varia molto da soggetto a soggetto) persone, ma in particolar modo bambini o piccoli animali, è facile che entri in questo “stato mentale” e che inconsciamente inizi una vera battuta di caccia (è assai più difficile che questo avvenga nella simulazione della ricerca). Il risultato finale dipenderà moltissimo  dalla razza, dalle esperienze vissute dal cane e dalla socializzazione ricevuta.
Un border collie probabilmente si fermerà alla sola sequenza di punta-inseguimento-fermata della preda; un dobermann potrebbe continuare fino al morso per uccidere.
Attenzione: non sarà mai una questione di cattiveria!
Il cane non afferrerà il bambino o il gatto perché è “cattivo” o “feroce”, ma perché è entrato in una modalità istintiva che non gli permette di fare altro.
In questi casi solo uno stimolo molto forte potrebbe interrompere l’azione, ed è stato rilevato che è più facile interrompere la catena nei momenti di passaggio da un’azione e l’altra, quindi tra la fase di punta e l’inizio dell’inseguimento, tra l’inseguimento e la fermata della preda ecc.

giocopoco5Il gioco di ricerca è probabilmente quello con meno controindicazioni in assoluto. Sia che si tratti di ricerca di persone, che di oggetti o di cibo, non sfocerà mai nell’aggressività.
Ma anche in questo caso bisognerà tenere presenti alcune piccole regole, se si penserà sempre al benessere del cane e si vorrà che per lui sia veramente un gioco, non un lavoro o un momento di frustrazione.
Per esempio: non giocate mai a nascondino con un cane che soffre di ansia da separazione o che soffre molto nel vedere il suo padrone allontanarsi.
Un gioco divertente, in questo caso, diventa un gioco sadico. Le feste che vi farà al vostro ritrovamento saranno molte… ma il cane non si sarà divertito affatto; avrà solo accumulato stress e la sua sarà stata una ricerca disperata, non un gioco divertente!
Se giocate a nascondere cibo o giochi, andate sempre per gradi e in base alle vostre capacità del vostro cane.
Ci vuol poco a passare da un passatempo divertente a un passatempo frustrante in cui il cane non riesce a concludere e quindi si demotiva.
Ricordate inoltre che questi sono giochi molto faticosi, sia mentalmente che psicologicamente; quindi è bene non protrarli mai troppo a lungo nel tempo.

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5 Commenti

  1. articolo molto interessante, ma questa catena motoria (che non conoscevo) descritta così lascia quasi intendere che non ci dovrebbe esser modo di controllare l’aggressività predatoria del cane (cosa che non mi pare assolutamente vera).

    • @MARCo:

      …dipende da cosa intendi x “Controllare”…

      ad es se un cane ben educato al rischiamo ma con forte istinto predatorio è già “PArtito” all’inseguimento della preda, sarà molto molto difficile che risponda al richiamo fermando la corsa verso la preda e facendo dietro front x tornare a comando nel bel mezzo dell’inseguimento, a meno che non lo si faccia uscire dalla “TRAnce predatoria” con una scossa di collare elettrico o con una secchiata d’acqua sul muso o un forte rumore improvviso e insolito o tirandogli addosso dei sassolini o simili, insomma uno stimolo non per forza doloroso ma abbastanza forte da interrompere la “sequenza predatoria (O A meno che la preda non lo semini, in quel caso il cane “TORna in se” E finalmente si accorge del richiamo tornando prontamente..).

      IO ad es ho una pitbulla di carattere non facilissimo ma molto dolce e desiderosa di ubbidire e compiacermi anche trattenendo i suoi impulsi, e molte volte sui vede chiaramente che deve far forza su se stessa x trattenersi e ubbidire tanto che “vibra dalla tensione” ed è carica come una molla; è un cane molto ubbidiente nel 99% DEI CAsi, ma purtroppo il suo marcato istinto predatorio (e il fatto che la sua sequenza di caccia sia completa o quasi: si ferma al morso x afferrare o almeno io l’ho sempre bloccata prima che uccidesse la preda o la ferisse i modo grave, mentre i giocattoli li “uccide” e fa a pezzi regolarmente, quindi forse la sua sequenza di caccia è completa sino alla “consumazione” MA IO L’ho sempre fermata prima se si tratta di qualcosa di diverso da un giocattolo inanimato, cosa capitata solo pochissime volte visto che ci sto molto attenta conoscendo il cane e le sue capacità fisiche: se insegue una preda ha buone probabilità di raggiungerla realmente vista la sua velocità forza e agilità, e una volta ha perfino catturato e trattenuto x terra x il collo una grossa capra da 100-200 kg nonostante sia un cane di circa 25kg, anzi stava perfino strascinando la preda viva verso casa quando lì’ho raggiunta imponendole di lasciare la presa, cosa che il cane ha fatto immediatamente, lasciando la capra con poche ferite non gravi ma molto spaventata e stremata) mi impedisce in molto casi di poterla liberare “x precauzione”, in quanto so che se fa capolino una “preda” (gatto, capra, coniglio, piccione, cavallo, mucca o magari un cagnolino che corre visto da lontano e scambiato x un gatto o un bambino nonostante con i bambini si sia sempre arrestata smettendo l’inseguimento a qualche metro da loro, idem con cani e persone che corrono, ma un umano che corre se spaventato può cadere e farsi male anche da solo quindi non posso rischiare anche visto che la stessa azione fatta da un labrador e da un pitbull viene valutata MOLTO DIVERSAMENTE DALLA GENTE e io ho un pitbull: MI é CAPITATO CHE PERSONe, in particolare una coppia con un cagnetto, semplicemente spaventate dal mio cane che non aggressivo gli saltellava intorno senza sfiorarli e senza sfiorare il loro cane, mi abbiano minacciato di denuncia e pestaggio….), o riesco a richiamare il cane PRIMA che parta all’inseguimento, oppure se è già partita l’unica è inseguirla (cosa ardua vista la sua velocità, soprattutto in terreni dissestati o i salita) x essere il + vicino possibile a lei sia che la preda la semini o che l’inseguimento si dermi x “Preda on consona” COME UMANI O CANI (facendola tornare in se e quindi rispondere al richiamo), sia che disgraziatamente raggiunga e butti a terra la preda bloccandola (IN QUEL CASO A DIstanza non sente ancora i comandi, ma se mi avvicino e la tocco su una spalla mentre dico “LASCIA” mollerà immediatamente la preda e si farà portare via lamentandosi poichè non capisce il senso delle mie azioni e il perchè io voglia che molli un bottino conquistato con tanta fatica, ma mi ubbidisce anche perchè a forza non sarei mai in grado di costringerla a mollare la presa ed andarsene seguendomi: NON é UN CANE GROSSO MA HA UNA FORZA SPAVENTOSA)…

      Dalle sue azioni si capisce che il cane quando non ubbidisce non lo fa “CON DOLO” (non è nel suo carattere ribellarsi a me, e ho cercato di insegnarle al meglio i comandi + utili x la sua sicurezza, come il VIENI e il LASCIA; INFATTI SOLITAMENTE LI ESEGUE MOLTO BENE E PRONTAmente), ma semplicemente non mi sente perchè il suo cervello è tutto concentrato nella caccia mentre le parti del cervello deputate a capire e rispondere ai comandi sono momentaneamente “in stand by”…infatti appena ha un attimo di lucidità e SENTE FINALMENTE I MIEI COMANDI, RISPONDE IMMEDIATAMENTE.

      Anche se io passassi mesi a farla esercitare ancora sul VIENI DUBITO FORTEMENTE CHE riuscirebbe a migliorare il suo richiamo quando è in “MODALITA’ INSEGUIMENTO PREDA” (O COME LA CHIAMO IO “modalità Terminetor”)….
      Potrebbe forse migliorarlo solo con un condizionamento avversivo che utilizza “punizioni positive” se il cane non ubbidisce al VIENI anche durante un inseguimento (e dovrebbero essere punizioni o stimoli abbastanza forti da “RISVEGLIARLA” dalla “trance predatoria”…ma questo probabilmente le farebbe perdere la gioia di ubbidire e ne varrebbe la pena solo se fosse in pericolo la sua vita o altri gravi motivi, ad es se abitassi in campagna e rischiassi che il vicino di casa le spari se acchiappa una gallina o simili…)…posso però migliorare la mia capacità di chiamarla PRIMA CHE PARTA ALL’INSEGUIMENTO E AD ES IL CONTROLLO CHE HO SUL CANE AL GUINZAGLIO: ad es sino a qualche ano fa al guinzaglio si strozzava x inseguire i piccioni ma adesso ha imparato a ignorarli quando è al guinzaglio..

      Quindi x quanto ho visto e letto l’istinto predatorio è controllabile ma fino ad un certo punto, soprattutto in cani che hanno una forte “indole predatoria” e la prestanza fisica x portare a temine con successo buona parte degli attacchi (SE UN CANE AMA INSEGUIRE ANIMALI MA é LENTO E GOFFO COME ERA LO SCOTTISH Terrier DI QUANDO ERO BAMBINA I PROBLEMI SONO POCHI: al massimo inseguirà x un po’ delle galline poi si stancherà e tornerà senza averne toccato nessuna…altra cosa è se il cane le galline può beccarle facilmente e idem animali + grossi e veloci o gatti che possono anche accecare il cane)….

      Poi se tu o altro avete suggerimenti x controllare il suo istinto predatorio sono sempre ben accetti visto che questa situazione purtroppo limita la libertà del cane, e fa ancor + rabbia non poter lasciare quasi mai libero un cane ubbidiente perchè magari c’è una possibilità su 100 che spunti un gatto o che in campagna si incontrino pecore o capre…ma non posso certo mollarla “sperando in bene” e contado sul fatto che molla la presa a comando…

      PS: SCUSATE X IL MISTO DI MAIUSCOLO E MINUSCOLO MA LA MIA TASTIERA STA morendo, quindi va già ben se riesco a scrivere così e a fare le N E le z e a no incastrare il tasto x il maiuscolo ad oltranza….

      • è passato un po’ da quando avevo postato il commento, e ora non ho il tempo di rileggere tutto l’articolo per capire bene cosa intendevo dire :D.
        Comunque credo di aver capito bene cosa intendi tu, anche perchè il mio cagnetto ormai 12enne è un miscuglio da caccia con un istinto predatorio ovviamente marcato, e in effetti se parte all’inseguimento di una traccia c’è forse ancora speranza di fermarlo, ma se parte all’inseguimento di una cosa che zompetta è praticamente inutile tentare.
        Quello che però sono sicuro (o quasi) si possa fare è di ottenere che il cane, prima di lanciarsi di propria iniziativa e staccare l’audio ai nostri comandi, si giri verso di noi cercando un consenso.
        E probabilmente intendevo dire questo (è imbarazzante cercare di interpretare me stesso 😀 ).

        p.s.: lasciami dire due parole OT sul lasciare liberi i cani: non vorrei sembrarti antipatico, ma pure io ho insultato e minacciato di mettere le mani addosso a persone con un tranquillissimo simil pastore tedesco lasciato libero in una zona aperta a tutti. Io passeggiavo con il mio al guinzaglio (che so bene non essere stato assolutamente socializzato, quindi sempre molto nervoso nelle reazioni) e questo bel pastorone ci si fionda addosso a coda dritta, poi si ferma davanti a noi e i loro padroni erano a 300 metri. E quando si sono accorti che il cane era li si sono messi a gridare “tranquillo, è buono”.
        Li mi son girate le balle, il pastorone intanto se ne è andato e ho preso a inseguire la coppia di idioti insultandoli e minacciandoli fino a quando non hanno legato il cagnone.
        Perchè non lasciare libero il cane se è buono:
        – in giro ci son persone che han una paura foxxuta dei cani, e già questo basterebbe
        – un cane per quanto lo si conosca non si può mai mettere la mano sul fuoco su quel che pensa (vedi quella brutta storia del cane, se non erro, da soccorso che s’è lanciato dalla scogliera)
        – magari siete pronti a mettere la mano sul fuoco voi sul vostro cane (cosa che non dovreste fare) ma chi incrociate per strada le mani le vorrebbe ben al riparo dal vostro cane.
        – se il vostro cane tanto bravo con tutti i cani trova quello che al guinzaglio gli fa girar le balle fortissimamente e magari è un toporagno da borsetta come la mettiamo?

        sono il primo a trovare una cosa splendida la condotta senza guinzaglio, ma rendiamoci conto che al mondo non siam da soli, quindi tenete le vostre bestiacce legate! 😀
        Fine ot e chiedo scusa, ma volevo cogliere la palla al balzo di alice 🙂

  2. Articolo interessante, ma nella prima parte non si capisce quasi nulla. Per piacere, chi scrive può tener presente che non sempre chi legge gli articoli è un esperto del settore? Anche perchè in realtà ciò che si dice è più importante rivolgerlo a ‘gnurant come me, dato che suppongo che chi è del settore già lo sappia, che un bel gioco dura poco, e perchè. Ad ogni modo, il titolo è azzeccatissimo! 😉

  3. Articolo interessantissimo, la cui lettura non mi pare necessiti di particolari conoscenze specifiche. Purtroppo in un articolo di queste dimensioni, l’autore può fare solo una panoramica…spesso leggendo trovo spunti interessanti ma poi non riesco a recuperare il materiale per approfondire, tante domande che difficilmente troveranno risposta…forse il citare le fonti delle proprie analisi, i testi ispiratori, aiuterebbe…

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