mantra4A Pisa dal 21 al 23 giugno 2013,  l’Associazione Nazionale Polizia di Stato Gruppo Protezione Civile di Pisa, in collaborazione con European Search and Rescue Technologies e  A.N.P.A.N.A. Pisa organizzano un importante seminario di mantrailing targato International Bloodhound Training Institute.
E’ il terzo seminario che l’International Bloodhound Training Institute tiene in Italia: già oltre 150 persone hanno avuto l’occasione di apprendere le basi del mantrailing e, per i partecipanti già avanzati, perfezionare il loro metodo di lavoro.
Durante i tre giorni di lavoro a Pisa, si lavorerà all’interno di aree urbane fortemente contaminate quali ad esempio, edifici, scuole, centri commerciali, stazioni ferroviarie..
I gruppi di partecipanti verranno suddivisi in base alla capacità dei conduttori, da chi è senza esperienza a chi sosterrà le prove per ottenere il brevetto operativo secondo i severi standard INBTI (l’INBTI è unico ente certificatore riconosciuto per i cani dello Stato del Sud Dakota, i suoi esami durano 3 giorni e comprendono diverse aree di valutazione, quali ad esempio la capacità del cane di stabilire il punto preciso in cui una persona è salita in auto o l’assenza di un odore in una particolare area).

mantra3CHE COSA E’ IL MANTRAILING?
Il mantrailing è una disciplina cinofila che trova applicazione nella ricerca di persone scomparse e soprattutto nel campo della cinofilia forense (stupro, rapina, omicidio, rapimenti, ecc).  I cani da mantrailing, opportunamente formati, sono potenzialmente in grado di seguire l’odore individuale di una persona specifica e di discriminarlo tra i tanti odori presenti in un ambiente.
I cani da mantrailing sono in grado di seguire l’odore target per diversi km anche all’interno di aree fortemente contaminate.  Kevin Kocher, quando ha iniziato la formazione con il suo primo cane mentre provava a capire quali erano le cose importanti da leggere nel suo K9,  ha scoperto che il suo cane gli dava importanti informazioni tramite quelle che lui ha definito “indicazioni negative.
I cani non seguono soltanto un trail. Essi sono in grado di eliminare le direzioni di marcia per seguire quella corretta. Questo significa che un cane segue un trail, in parte escludendo i luoghi in cui questo trail non si trova.
Il metodo Kocher per comprendere un cane da mantrailing è semplice: i conduttori che comprendono le indicazioni negative sono in grado di leggere i loro cani.
Il lavoro di un’unità cinofila da mantrailing è più di una semplice ricerca di un essere umano. E’ anche e soprattutto la ricerca di informazioni. L’unità cinofila specializzata in mantrailing spesso non concluderà il lavoro mettendo le “zampe sul petto” alla persona scomparsa, ma fornirà fondamentali informazioni su di essa. Per esempio, un team specializzato in mantrailing sarà in grado di indicare in maniera precisa il luogo in cui una persona è salita su un veicolo, oppure sarà in grado di indicare la corretta direzione di marcia della persona scomparsa, o ancora sarà in grado di affermare che la persona da ricerca non è mai stata in un luogo preciso.

mantra2COSA E’ L’INTERNATIONAL BLOODHOUND TRAINING INSTITUTE?
L’International Bloodhound Training Institute è un prestigioso ente di formazione americano fondato da Kevin e Robin Kocher, poliziotti e conduttori di bloodhound di decennale esperienza.
Oggi l’International Bloodhound Training Institute conta oltre 40 istruttori in tutto il mondo, di cui 2 in Italia e offre formazione di altissima qualità accessibile a tutti.
Secondo la filosofia dell’Istituto nessun istruttore chiede compensi per la formazione offerta: salvare vite umane è una missione.
Grazie al lavoro di Kevin Kocher è stato possibile salvare molte vite umane e risolvere con successo diversi casi: non soltanto per i casi che ha risolto lavorando con i suoi cani ma anche, e soprattutto per i cani che ha formato in tutto il mondo.
E’ disponibile anche un manuale di formazione tradotto in italiano: “La formazione del mantrailer: il Metodo Kocher”.

mantra7QUALI CANI POSSONO DIVENTARE MANTRAILER?
Tutti.
Per anni in America soltanto i bloodhound sono stati riconosciuti in tribunale come prova. Ora le cose stanno cambiando: molti poliziotti stanno scegliendo i malinois e i pastori tedeschi, cani più versatili che comunque danno ottimi risultati in termini di qualità e affidabilità.
Qualsiasi cane può diventare un buon mantrailer: se un conduttore trova la giusta ricompensa e sa motivare il cane, anche un barboncino può diventare un “cacciatore di persone”.

mantra5LA FORMAZIONE
Il mantrailing sta diventando una moda. Nonostante ciò in Italia ci sono molti professionisti seri che hanno in squadra cani da mantrailing (ad esempio Soccorso Alpino, Carabinieri, Associazione Nazionale Carabinieri) e anche alcune Associazioni (tra cui European Search and Rescue Technologies di cui sono Presidente, è membro italiano di INBTI).
Purtroppo vi sono anche altre realtà che improvvisano e mettono in circolazione cani non sufficientemente preparati.
I nostri cani non sono migliori di altri.
La chiave del successo sta nella costanza dei conduttori e nella voglia costante di crescere e migliorare partendo dalle basi. Diffidate da chi fa a gara per allenarsi sulla traccia più lunga e più vecchia: la chiave del successo sta nel creare cani con solide fondamenta, che vogliono a tutti i costi raggiungere la fine del trail e che pensano che “cacciare persone” sia il gioco più divertente del mondo.

mantra7IL MANTRAILER E’ IL CANE DA SOCCORSO DEL FUTURO?
Assolutamente no.
Il cane da mantrailing è solo un valido supporto in più in un team da ricerca. Non può e non deve sostituire i cani da superficie o da pista. Il lavoro del cane da mantrailing si può integrare perfettamente in una ricerca congiunta con cani da scovo/superficie.
Con un mantrailer è possibile ad esempio stabilire la direzione di marcia  o l’eventuale presenza dello scomparso in una zona, restringendo perciò la zona in cui effettuare le ricerche con i cani da superficie.

QUALI SONO LE ASPETTATIVE PER IL MANTRAILING IN ITALIA?
I seminari che organizziamo e il nostro lavoro potranno definirsi di successo non solo se riusciremo a coinvolgere un gran numero di persone, ma anche e soprattutto se riusciremo a far superare le lotte intestine al mondo del soccorso e la diffidenza nei confronti di una disciplina che, se spogliata della lente distorta delle interpretazioni giornalistiche, può veramente contribuire a salvare vite umane.

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