sabato , 18 novembre 2017
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Si fa presto a dire “pelo”…

American Staffordshire terrier: pelo raso
American Staffordshire terrier: pelo raso

di VALERIA ROSSI – Molti di noi, riferendosi ai propri beniamini di casa, li chiamano affettuosamente “i miei pelosi”, “i pelosoni di casa” e così via. Non è un caso.
Il pelo del nostro cane è il marchio di fabbrica della tenerezza, tanto che è stato scientificamente provato che affondare le mani in una pelliccia (viva, ovviamente!), ha un effetto calmante e antidepressivo.
D’altro canto, il pelo diventa la “disperazione dell’anima nostra” quando il nostro amico va in muta e di pelliccia comincia a ricoprirci tutta la casa; divani, poltrone, pavimenti e vestiti.
Chi di voi non si è mai seduto in poltrona con un paio di calzoni blu, per scoprire rialzandosi che erano diventati bianco arancio o nero focati?
Ai cani mette malissimo compiere delitti perfetti: per scovare i segni del loro passaggio non servono certo i RIS!
Per fortuna, però, i cani sono spiriti puri, buoni ed innocenti: a loro non interessa rubare, rapinare o uccidere.
Il massimo del “crimine”, per loro, è saltare abusivamente sul letto quando il padrone esce di casa, per poi accoglierci sdraiati placidamente sul tappetino “ufficiale”
Ciò non toglie che riescano a fare impagabili facce da “inspiegabilmente beccato” quando il padrone, esaminando il letto, trova le prove inconfutabili del misfatto. “Sei salito sul letto, eh?! Lo so!” redarguisce il “capo”.
E il cane, con lo sguardo, risponde: “Chi, i000?!”… mentre leggiamo chiaramente, sulla sua testa, un fumetto con scritto: “Ma come diavolo ha fatto a scoprirmi?”.
E fin qui, sicuramente, è storia conosciuta da tutti.
Quello che non tutti sanno, invece, è che la storia può cambiare a seconda della razza e della tipologia canina: perché esistono cani che potrebbero teoricamente compiere il famoso delitto perfetto, visto che il loro pelo non cade mai. Esistono cani che non vanno affatto in muta, esistono cani che non perdono mai un solo pelo; cosi come esistono cani che ne perdono il triplo degli altri, costringendoci a dormire abbracciati al bidone aspiratutto… ma c’è modo di correre ai ripari con qualche accorgimento limita-danni, che purtroppo non tutti conoscono.
Avendo allevato síberian husky (categoria “ne perdo tre volte più degli altri”) io so tutto sui peli vaganti per casa: ma non è di questo che intendo parlare, bensì di  “che cos’è” e di come è fatto il pelo del cane.

Pelo piumat...ah, no: quello è solo un amico in visita. Il Cane da orso della Carelia ha pelo semilungo
Pelo piumat…ah, no: quello è solo un amico in visita. Il Cane da orso della Carelia ha pelo semilungo

Il pelo è un sottile filamento corneo composto soprattutto da una proteina chiamata cheratina (si, proprio come i capelli umani).
Ogni pelo è composto da una parte libera (fusto), composta da cellule morte, e da una parte inserita nel derma (radice), che invece è composta di cellule vive che determinano la crescita del pelo stesso. Se ne osserviamo una sezione al microscopio vedremo che il pelo, sempre come i capelli umani, è composto da tre strati concentrici: il più interno è il midollo, mentre proseguendo verso l’esterno troveremo la corricele e la cuticola.

struttura_peloLa radice del pelo si trova all’interno di una cavità chiamata follicolo pilifero, che termina con una estremità tondeggiante detta bulbo.
Il pelo “sbuca” in superficie attraverso un orifizio della cute: dallo stesso orifizio possono uscire diversi peli, tutti “riforniti” di sebo dalla stessa ghiandola sebacea, appunto, situata in prossimità del follicolo.
Il sebo è una sostanza grassa protettiva e idratante, che quindi ha una funzione fondamentale per la salute del pelo, proteggendolo dagli agenti atmosferici e dalla disidratazione.
In alcune razze (ma non in tutte) i diversi peli che affiorano in superficie dallo stesso orifizio hanno andamento diverso sotto la superficie cutanea: c’è chi va più in profondità e chi si ferma vicino alla superficie.

Sopra: Pastore del Caucaso, pelo semilungo. Sotto: bulldog, pelo raso
Sopra: Pastore del Caucaso, pelo semilungo. Sotto: bulldog, pelo raso

Il pelo che potremmo definire “principale” va molto in profondità, sviluppando un follicolo più corposo e formando il cosiddetto pelo di guardia; gli altri sviluppano follicoli più piccoli e superficiali e vanno a costituire il sottopelo, che ha vita molto più breve del pelo di guardia.
Il sottopelo morto cade completamente nelle tipologie canine soggette a muta, fenomeno che in teoria dovrebbe coincidere con le variazioni climatiche: quando fa molto caldo, il cane a pelo doppio “si leva la pelliccia” e resta con un “vestitino estivo” costituito dal solo pelo di guardia.
Intanto, però, a livello del derma, il bulbo comincia a produrre le nuove cellule che costituiranno il nuovo sottopelo “pronto per l’uso” nel giro di qualche mese, ovvero quando tornerà a fare freddo.
In realtà la muta non è sempre così strettamente legata al clima: in alcuni casi si possono avere mute estemporanee, per esempio sotto Natale… col padrone che non ci si raccapezza più (e che dà testate nei muri qualora abbia iscritto il cane all’Internazionale di Milano!).
A volte questo fenomeno non ha letteralmente alcuna spiegazione (o meglio… l’organismo del cane probabilmente lo sa benissimo, ma noi non arriviamo a capirlo); in altri casi le mute “anomale” sono dovute ad alternate condizioni di salute o a mutate condizioni ormonali, anche fisiologiche (per esempio gravidanza e parto).
Tutto questo vale solo per i cani con sottopelo e soggetti a mute periodiche: ma la Natura, che come sempre fa le cose per benino, ha previsto un andamento diverso per i cani che vivono dove freddo proprio ne fa.
A loro, naturalmente, non servirebbe a nulla tutta la pantomina del “metti il cappotto-togli il cappotto”: ed è per questo che alcune razze sviluppatesi in climi sostanzialmente caldi (come il levriero afghano, per esempio) non fanno alcuna muta.
Il loro pelo è a crescita continua, proprio come i capelli umani, e non esiste sottopelo.

Riesenschnauzer: pelo duro
Riesenschnauzer: pelo duro

In altri casi ancora la Natura ha pensato che fosse il cane a dover decidere se lasciarsi o togliersi il cappotto: è il caso dei peli duri o ruvidi, in cui il sottopelo muore, si, ma non cade spontaneamente.
Dovrebbe essere il cane a decidere quando levarselo di dosso, strofinandosi in mezzo a cespugli o rovi e ottenendo così di “alleggerirsi” o di restare più coperto a seconda delle esigenze.
Ovviamente, però, a madre Natura non frega assolutamente nulla se l’operazione risulta un po’ raffazzonata e se il cane si presenta con ciuffi disordinati che sbucano qua e là: a noi invece interessa, ed è per questo che sottoponiamo i peli ruvidi all’operazione di “stripping”, che consiste essenzialmente- nel “sostituirsi” a rovi e sterpaglie (anche perché i nostri cani cittadini non sempre avrebbero la possibilità di trovarne!) con un coltellino o con le dita, tirando via il pelo morto.
Attenzione, lo ribadiamo: morto!
E quindi assolutamente non doloroso, perché non viene ”strappato” dal bulbo, ma semplicemente “liberato” dal pelo di guardia che gli impedisce di cadere naturalmente.
Oltre alle condizioni climatiche esistono altri due fattori differenziali tra i vari tipi di pelo: il calibro e la sezione.
I peli sottili e a sezione ellittica si presentano lanosi, ondulati o ricci (dipende dallo sviluppo dell’ellissi), mentre quelli a sezione circolare sono sempre diritti.
Quelli circolari e di maggior calibro sono dritti e duri.
In altre specie l’esasperazione di questa struttura porta alla formazione degli aculei, come nel caso del riccio e dell’istrice: il cane, per nostra fortuna, si ferma a calibri decisamente minori! C’è però un caso in cui il pelo diventa veramente spesso e rigido, senza arrivare alla consistenza di un vero e proprio aculeo, ma andandoci vicino (come sa benissimo chiunque sia oggetto di incontri ravvicinati “naso-naso” o “cheek to cheek” con il proprio cane): è il caso delle vibrisse (i peli equivalenti ai cosiddetti “baffi” dei gatti), che contengono anche sensibilissimi recettori tattili.

Cheasapeake Bay retriever, pelo semiriccio
Cheasapeake Bay retriever, pelo semiriccio

Una volta compreso “che cos’è” un pelo, vediamo quanti tipi di mantello esistono… anzi, no: non vedremo tutte le possibili classificazioni, perché ce ne sono veramente troppe!
La più completa è probabilmente quella di Brunsch (1956), che però è anche di scarsa utilità pratica proprio per l’eccessiva minuziosità delle descrizioni e le eccessive distinzioni (per esempio, il pelo ondulato viene diviso in ondulato-setoloso, setoloso-ondulato – che sono due cose diverse! – ondulato largo, ondulato fine…); io preferisco proporvi una suddivisione più “pratica” basata sugli studi del Solaro, che pubblicò la propria classificazione nel 1957.
Quella che vedete nella tabella qui sotto è la suddivisione più in uso nel mondo cinofilo moderno (e nel mondo dei toelettatori in particolare): per ogni tipo di mantello trovate qualche razza a titolo di esempio, fermo restando che esistono anche ulteriori “vie di mezzo”,  riscontrabili in diversi meticci (ma non solo).
Quello del Cheasapeake Bay Retriever, per esempio, è un mantello “semiriccio”, avvolto meno strettamente di quello del “cugino” Curly Coated Retriever, che invece è un vero e proprio pelo riccio.

PELO CORTO-RASO
Dobermann, Alano, American staffordshire, Dalmata, Pastore belga malinois, Fox terrier a pelo raso.
PELO SEMILUNGO
Siberian husky, Rough Collie, Border Collie, Pechinese, Pastore tedesco, Pastori belgi groenendael e tervueren
PELO LUNGO
Yorkshire terrier, Maltese, Lhasa Apso, Bearded collie, Shih tzu
PELO CORTO FRANGIATO
Golden Retriever, Cocker spaniel, Springer spaniel, Flat coated retriever
PELO RICCIO
Barbone, Curly Coated Retriever, Bolognese, Kerry blue terrier
PELO DURO (O RUVIDO)
Schnauzer, Spinone, Irish Wolfhound, Fox terrier a pelo ruvido
PELO CORDATO
Pastore bergamasco, Puli, Komondor, Barbone cordato
Maltese: pelo lungo
Maltese: pelo lungo

Anche tra i peli corti teoricamente ci sarebbe una distinzione tra il semplicemente “corto” e il vero e proprio “raso”: quello raso è anche piatto, non si solleva dalla cute.
Inoltre, secondo alcuni Autori, il pelo corto può avere sottopelo e il pelo raso no. All’atto pratico, però, queste sono sottigliezze che interessano solo i cinognostici: per i comuni mortali basta e avanza la divisione che vi abbiamo proposto.
A questo punto, invece, è importante sapere che ogni tipo di pelo va trattato in modo diverso per poter restare in splendida forma: ma non solo per le esposizioni!
Un mantello sano, folto e lucido è lo specchio di un cane sano e forte: l’igiene, proprio come per le persone, è più importante della bellezza, perché cammina a braccetto con la salute.
Per questo anche i proprietari di barboni da compagnia, per esempio, dovrebbero portare periodicamente il cane a toelettare: non sarà certo necessaria una foggia da ring, col ciuffo cotonato e laccato, ma la regolazione periodica del pelo lo manterrà più sano, oltre che più bello.
Inoltre vi sono diversi accorgimenti che aiutano a gestire meglio il cane da famiglia e a limitare al massimo i danni per la casa: come la pulizia degli spazi interdigitali, che non solo permette al cane di camminare più comodamente, ma gli impedisce di “raccogliere” tutta la sporcizia – cittadina o compagnola che sia – e di depositarla allegramente sul vostro pavimento al rientro dalla passeggiata.
Ma quali sono le tecniche di toelettatura più indicate ai vari tipi di pelo? Vediamole brevemente:

PELO RASO: non ha bisogno di pettine e spazzola, ma può essere mantenuto in forma con il guanto di gomma e una pelle di daino. Una bella strofinata al giorno, nel senso del pelo, farà si che i peli morti, staccati con l’azione del guanto, vengano “catturati” dalla pelle di daino e non siano più liberi di invadervi la casa.

PELI SEMILUNGHI: vanno trattati almeno una volta la settimana con cardatore e pettine usati nel senso del pelo. Nel periodo della muta la cosa migliore è sottoporre il cane a un bel bagno, che aiuterà la successiva “slanatura” facendo staccare la maggior parte del pelo morto. In seguito, fino al termine della muta, si dovrà spazzolare ogni giorno.

PELI CORTI FRANGIATI: si lavorano col pettine e il cardatore, nel senso del pelo: il pelo delle frange va passato ogni giorno con una spazzola per capelli umani (la cosiddetta “pin brush”, quella con tanti “aghi”) e poi pettinato.

PELI RUVIDI: vanno sottoposti periodicamente a stripping, dopodiché si mantengono a posto con la manopola di gomma e il pettine.

PELI LUNGHI: vanno pettinati ogni giorno con la pin-brush e poi trattati a seconda della razza.

PELI RICCI: vanno regolati periodicamente a forbice: la toelettatura di mantenimento può essere eseguita una volta la settimana, con spazzola e pettine.

PELI CORDATI: non vanno assolutamente toccati: però vanno lavati regolarmente. Se si formano bioccoli o cordelle di proporzioni esagerate è possibile aprirli con le dita e dividerli in ciocche di misura inferiore.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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