strangolo1di VALERIA ROSSI – Domenica 28 aprile, convegno del Gruppo Cinofilo Verona Onlus: il resoconto lo trovate in questo comunicato… mentre qui vorrei approfondire uno spunto certamente non nuovo né originale, ma sempre di grande interesse (purtroppo), che nasce proprio dalla domanda di una partecipante.
La quale, come avrete già capito dal titolo, ha chiesto per quale motivo, secondo noi relatori, era in atto tale e tanta campagna demonizzatrice del collare a strangolo, quando nei video che si sono visti ieri al convegno si deduceva che noi ne facessimo uso, o comunque non lo disapprovassimo.
Prima cosa da rimarcare: quando è arrivata la domanda, abbiamo pensato tutti la stessa cosa, e cioè: “Ohhh finalmente! Mi stavo quasi preoccupando!”.
Perché ormai, di qualsiasi cosa si parli in cinofilia, dopo un po’ si finisce sempre lì: alla “guerra di religione” sugli strumenti. Se nessuno la tira in ballo, si resta spiazzati!
Io ricordo (a stento, visti gli anni che son passati…) la prima volta che tenni una conferenza in pubblico: parlai per un’oretta del rapporto col cane, dell’importanza di stabilire una cooperazione (eh, lo so, sono monotona: quarant’anni fa parlavo già delle stesse cose di cui parlo oggi), dell’inutilità dei metodi violenti e così via.
Dopodiché il moderatore chiese: “Ci sono domande?”… e dal pubblico si alzò una voce irata: “Sì! Io voglio sapere perché voi amanti dei cani non ripulite le strade! Dovunque io passi mi riempio le scarpe di merda!” (testuale, sorry).
Dopodiché tutto il dibattito seguente (o quasi) si sviluppò esclusivamente sulle cacche di cane, con buona pace degli argomenti della conferenza e con clamorosa caduta delle metaforiche palle della sottoscritta.

strang_cuoioOggi le cose sono un po’ cambiate, la cinofilia è diventata un po’ meno antropocentrica, il cane non è più visto esclusivamente come un produttore di cacca… ma in compenso è visto prevalentemente come portatore/non portatore di collare fisso, di collare a strangolo o di pettorina.
Tutto il resto (il rapporto, la fiducia, il contatto, la collaborazione…) passa sempre in secondo piano, oggi come allora.
A differenza della guerra delle cacche, però (che vedeva schierati cinofili vs cinofobi), la guerra dei collari  è riuscita a spaccare in due la cinofilia stessa: e ormai si fa a chi le spara più grosse.
Cito a caso: “A cosa serve un collare a strangolo? A rovinare il rapporto tra voi e il vostro cane. A causare forti stati di ansia e di stress nel cane, e avere comportamenti di fuga (da voi!!!). A innescare e aumentare reazioni aggressive verso cani e persone estranee. A rendere una passeggiata insieme un piccolo inferno quotidiano” (fonte: waggingweb)
Io mi rifiuto di lavorare con persone che mi portano il cane con il collare a strangolo” (fonte: “Il cane educato”).
(Geniale: così almeno il cliente se ne andrà e quel cane porterà lo strangolo a vita, magari usato pure male).
“Il collare a strozzo è, a tutti gli effetti, uno strumento di tortura” (fonte: Training2dog”).
E qui siamo palesemente al delirio.

collarestra14Qualche giorno fa Luca Meneghetti, istruttore cinofilo di grande esperienza e capacità tecniche, ha scritto sulla sua bacheca questa frase: “Non conoscere le tecniche di recupero comportamentale, affermare che le gerarchie ormai sono “teorie” superate, denigrare l’uso di collari a scorrimento a priori… significa: non era meglio darsi all’ippica?“… ed è scoppiato il consueto finimondo, basato – come sempre – su posizioni preconcette e su nessunissima motivazione reale né realistica.
Addirittura una delle più fiere avversatrici del collare sosteneva di aver visto “cani spettacolari in Repubblica ceca fare la vostra disciplina (UD) senza avere mai visto uno strangolo!”
Peccato che io i cani cechi li abbia visti praticamente tutti col collare elettrico. Ovvio che non lo faranno vedere al primo che passa… però è quello che usano.
Vabbe’: inutile continuare a riportare frasi, scanni & scazzi di cui tutti ne hanno ormai fin sopra i capelli.
Invece, siccome c’è ancora tantissima confusione su questo argomento, per l’ennesima volta proverò a spiegare la realtà delle cose (e non le fantasie, talebane o meno).
Stavolta ci provo col metodo delle “dieci domande”, che forse è quello più immediato e di facile comprensione.
Dopodiché, ve lo chiedo per favore… se avete critiche e opinioni contrarie, siete liberissimi di inserirle nei commenti: però motivatele, grazie.  Che di frasi fatte tipo:  “Io sono più avanti, voi siete rimasti indietro”,  “Usate metodi medioevali” e tutto il resto del repertorio standard ne ho, francamente, fin qui.

collarestra11) Il collare a strangolo causa davvero i danni di cui ha parlato l’ASETRA (dopodiché la loro opinione è rimbalzata su millemila siti e pagine di FB)?
Certo che sì,  se lo metti al cane e poi lo impicchi.
Quelli descritti, infatti (per la precisione: lesioni ai vasi sanguigni dell’occhio, danni a trachea ed esofago, gravi traumatismi della colonna cervicale, svenimenti, paralisi temporanea delle zampe anteriori, paralisi del nervo laringeo, atassia degli arti posteriori, dislocazione vertebrale, danni permanenti ai nervi, sindrome di Horner) sono i danni causati dall’impiccagione.
Ma da dove è saltata fuori l’idea che utilizzare il collare a strangolo in modo normale porterebbe a questo sfacelo?
Tempo fa l’ho chiesto direttamente all’ASETRA, con una email a cui non ho mai avuto risposta: va bene, pazienza, capisco che non vogliano avere a che fare con me (essendo loro fautori ed io fervente avversaria degli psicofarmaci). Però, cercando in lungo e in largo per tutto il sito, le fonti alla fine saltano fuori. E sono queste tre:

1. Hallgreen A., 1992 “Spinal anomalies in dogs” ABCN 9 (3), 3-4

2. Miles,S. 1991 “Trainers and chokers. How dog trainers affect behaviour problems in dogs” Veterinary Clinics of North America: Small Animal Practice – Vol.21 n.2 March

3. “Studio retrospettivo sui danni causati dagli strattoni al guinzaglio e dal tirare con il collare a strangolo” dal libro “Clinica Comportamentale del Cane e del Gatto” di Karen L. Overall”

Peccato che:
a) lo studio di Hallgreen si riferisca all’esame di 400 cani, il 60% dei quali aveva problemi alla schiena. Il 26.87% di questi aveva problemi specifici alle vertebre cervicali. Veramente impressionante, come dato… tanto che viene subito da chiedersi: “E’ stata colpa del collare a strangolo?”
Risposta di Hallgreen: no.
Testualmente: “There was no correlation between choke chain collars and back problems” (non c’era correlazione tra il collare a strangolo e i problemi alla schiena”.
Fuori uno.
b) Lo studio della Overall mette sullo stesso identico piano i danni causati dal collare a strangolo e quelli causati dal collare fisso, se il cane strattona.
Fuori due.
c) il terzo studio purtroppo non ho avuto modo di leggerlo, ma il titolo stesso fa pensare che si parli del metodo di addestramento più che degli strumenti in se stessi: o meglio, di come uno strumento usato male possa causare danni al cane. E fin qui credo che siamo d’accordo tutti… ma non è quello che i detrattori  del collare a strangolo vogliono farci credere. Secondo loro, basta farlo indossare al cane per avere un cataclisma sanitario.

collarestra2Dunque, cosa possiamo dedurre dalla pubblicazione dell’ASETRA?
a) che qualsiasi collare, dato in mano a un incompetente o lasciato usare al cane a suo piacimento (vedi cani legati alla catena che si strattonano da soli tutto il giorno), può causare danni.
b) che se impicchi un cane, gli causi danni da impiccagione.
Viene da commentare, semplicemente: “MA VA’?!?”

In ogni caso, giusto per farmi un’idea più realistica, ho chiesto a tre o quattro amici veterinari quanti casi di danni anche solo “correlabili” all’uso del collare a strangolo avessero incontrato nella loro carriera (e non parlavo di uso da parte di persone competenti, ma anche da parte di Sciuremarie e Sciurmari). La risposta è stata univoca: neanche uno. Zero.
Ovviamente il campione è del tutto inattendibile a causa del numero troppo esiguo, ma mi riservo di ampliarlo e di pubblicare presto risultati che abbiano un minimo di valore statistico.

collarestra152) Il collare a strangolo si usa per strangolare il cane?
Ovviamente NO.
Se così fosse, ci sarebbero state almeno quattro-cinque generazioni di infami maltrattatori che ritenevano normalissimo fare costantemente del male al proprio cane.
Vi sembra credibile?
Il collare a strangolo è un collare di sicurezza: è l’unico che non può essere sfilato neppure in caso di “retromarcia” improvvisa.
Ma è anche l’unico che ti consente di salvarti le piume nel caso in cui il cane che porti al guinzaglio (e che ovviamente non sarà il tuo – altrimenti avresti ben altri problemi che quello del collare – ma magari quello di un cliente che si è rivolto a te per risolvere un problema di aggressività) ti si rivolti contro.
A chi si occupa di rieducazioni e di riabilitazione, ahimé, succede. E anche abbastanza spesso.
In questi casi, sì, è lecito “strangolare” il cane, in senso quasi letterale:  peraltro la pratica è caldamente consigliata anche da Autori “al di sopra di ogni sospetto” (cito per esempio Dehasse, punto di riferimento per comportamentalisti e gentilisti vari, che sostiene che si può tranquillamente far svenire il cane per ipossia in caso di attacco al conduttore… così come ritiene lecito estirpare i denti ai cani pericolosi e castrare tutto il castrabile. No comment).
Personalmente ho lavorato per dieci anni con cani aggressivi e non ho mai avuto bisogno di far svenire nessuno… però non nego che, prima di lasciarci le penne io, potrei anche arrivare a farlo, se mai mi capitasse un caso di aggressione seria e grave.
Resta il fatto che SOLO in casi estremi come questi posso concepire l’idea di usare un collare a strangolo per stringere effettivamente la gola di un cane.

collarestra33) Ma allora perchè si chiama “a strangolo”?
Perché, quando è stato inventato, nessuno si faceva paranoie gentiliste e quindi gli hanno dato un nome che facesse capire che si trattava, in pratica, di un nodo scorsoio: questo senza che a nessuno sia mai venuto in mente che fosse uno strumento per giustiziare i cani.
Se è per questo, anche le chiusure verticali di certi kennel si chiamano “a ghigliottina”, ma a nessuno verrebbe mai in mente di calarle sul collo del cane mentre ci sta entrando per tagliargli la testa.
Adesso alcuni addestratori, stufi marci di sentirsi accusare di essere degli impiccatori coatti, hanno cominciato a chiamarlo “collare a scorrimento”: personalmente preferisco chiamarlo col nome che ha sempre avuto, perché trovo ridicolo basare il giudizio su un nome.
Se chiamassimo il collare elettrico  “collare dell’allegria”, tutti correrebbero forse a comprarsene uno?
Io credo che sia l’ora di smetterla con le operazioni di marketing e che sia meglio invogliare le persone a usare il cervello e il buon senso: poi ognuno è libero di scegliere la strada che preferisce, per carità.

collarestra54) Il collare a strangolo serve per insegnare al cane a non tirare?
NO!
Non lo si usa più da decenni per questo scopo, anche se lo si è fatto in passato.
Un tempo si usava infatti dare colpetti ritmici al collare per attirare l’attenzione del cane (anche in questo caso il nome, che era “strappo correttivo”, faceva pensare a chissà quali strattoni violenti. Ma si trattava di tutt’altro).
Nel 1991, quando scrissi il mio primo manuale di addestramento, io consigliavo (e consiglio tuttora!) di non usare il collare a strangolo finché il cane non era arrivato all’età adulta: quindi spiegavo come insegnare al cucciolone a restare al piede usando esclusivamente i blocchi corporei e l’invito al gioco… e una volta che il cane era arrivato all’età adulta dicevo di mettere lo strangolo e di utilizzare il famigerato “strappo correttivo”, che veniva così descritto: “lo strappo va dato lateralmente, nella direzione della vostra gamba destra, verso la parte esterna: usate il polso e l’avambraccio, dando un colpetto e lasciando subito dopo, con effetto-molla.
Se la spiegazione può sembrare complicata, il movimento è semplicissimo: ma non provatelo subito sul cane, fatelo dopo aver applicato il guinzaglio a una sedia o a una ringhiera. Lo strappo non deve durare più di un secondo: lo scopo non è quello di strangolare il cane, ma di richiamarlo all’ordine
“.

collarestra16Già quattro-cinque anni dopo avevo abbandonato questa tecnica, non perché fosse “crudele” o pericolosa per il cane, bensì perché si stava affacciando al panorama italiano il “gentle training” e volevo sperimentarlo (io sperimento sempre tutto!).
Non trovai nulla di particolarmente interessante in questo metodo (le uniche “novità” – tipo quella di limitarsi ad ignorare i comportamenti sbagliati – non mi convincevano affatto… e per il resto non c’era proprio niente di “nuovo” rispetto a quanto stavo già facendo), ma siccome sono umana anch’io mi appassionai molto ai termini inglesi che facevano più figo, cominciai a parlare di “luring” e di “shaping”… e col luring ci presi pure la mano (anche se me ne ero fatta una versione “personalizzata”: anche questa è una cosa che faccio spesso…) ottenendo, in condotta, risultati superiori a quelli ottenuti con il collare a strangolo.
Altri anni dopo avrei mollato anche il luring a favore di altre tecniche… ma non è che qui intenda raccontarvi la storia delle mie scelte addestrative: l’unica cosa che mi interessa dire è che, anche quando usavo il cosiddetto “strappo correttivo”, non strappavo  nessuna testa dal collo  e tantomeno impiccavo alcun cane.
Posso anche aggiungere che oggi, se mi capitasse un cane non interessato al cibo né al gioco (e ce ne sono!), potrei riutilizzare quella stessa tecnica senza farmi il minimo scrupolo, perché NON è assolutamente  brutale o violenta.
Ovviamente bisogna saper usare lo strumento…ma lo scopo primario di un educatore o addestratore dovrebbe essere proprio quello di trasferire competenze ai propri allievi: non certo quello di fare guerre di religione (o forse solo di marketing).

collarestra65) Ma allora nessuno usa il collare a strangolo in modo coercitivo/violento?
Seee… MAGARI!
Non avete idea di quanto mi piacerebbe dire che è proprio così, che tutti gli addestratori (ma anche gli educatori) sono rispettosi del cane e stanno attentissimi a non fargli mai del male.
Purtroppo sarebbe una balla grossa come una casa.
Premesso che “coercitivo” è anche un guinzaglio attaccato alla pettorina, visto che impone al cane di andare dove vogliamo noi e non dove vorrebbe lui… se proprio vogliamo intendere questo termine come sinonimo di “brutale, violento” devo purtroppo riconoscere che c’è PIENO ZEPPO di persone che lo usano così.
Perché  i “macellai”  esistono, sono sempre esistiti e probabilmente sempre esisteranno.
Ci sono – e sono ancora numerosi  – addestratori (ma anche educatori: non illudetevi) che lavorano senza il minimo rispetto e purtroppo anche senza la minima cognizione di causa.
C’è ancora gente che ti spiega che il lavoro col cane funziona così: “Il cane deve sentire dolore, dolore e ancora dolore finché non fa quello che dici tu“.
Gente che, fosse per me, dovrebbe stare in un solo posto: in galera.
Ma non è certo questione di strumenti.
C’è chi usa in modo barbaro i collari a strangolo, ma c’è chi non li usa e fa violenze psicologiche fortissime sui cani (di cui solitamente non si accorge nessuno: a volte neanche lo stesso educatore/addestratore).
C’è chi fa le crociate contro i collari a strangolo ma poi prende il cane a calci nel culo (visto con i miei occhi), o gli spacca una sedia in testa per fargli lasciare la manica (questa non l’ho vista personalmente, ma me l’hanno raccontata e non ho motivo di non crederci).
C’è chi urla “BASTARDO, TI AMMAZZOOOO!” in mezzo al suo campo, strattonando e colpendo il cane, e un mese dopo si iscrive alla sigla gentilista e diventa improvvisamente contrario ad ogni minima coercizione: in compenso, però, su FB cerca di far passare per maltrattatore il collega e di portargli via il cliente (tutto salvato nel mio archivietto personale).
E potrei andare avanti per ore, ma credo che il concetto si sia capito: non è l’uso di questo o quello strumento a rendere il signor X “buono” e il signor Y “cattivo”, così come non è la definizione di “educatore”, “addestratore”, “istruttore” e chi più ne ha più ne metta.
I bastardi sono come la merda (“shit happens”): succedono.
Però non c’è nessunissima logica nell’allargare la definizione di “bastardo” a tutta una categoria.
Ci sono anche medici (umani e veterinari), avvocati, architetti, idraulici bastardissimi: ma qualcuno si sogna forse di dire che tutta la categoria è da buttare nel cesso? Ovviamente no.
Invece con gli addestratori si è tentato di fare proprio questo (e NON per salvar cani, ma per fregare clienti: questo sia ben chiaro. Per salvar cani si sarebbero dovuti denunciare i singoli bastardi, anziché generalizzare ad capocchiam).
E siccome era abbastanza difficile criminalizzare un’intera categoria così a casaccio in modo credibile, si è scelto di attaccare gli strumenti. Anche quelli che gli addestratori spesso devono usare al puro e semplice scopo di salvarsi la pellaccia… perché da loro non arrivano solo teneri cuccioli scodinzolanti, ma (anche) soggetti adulti e a volte molto aggressivi.

collarestra86) E’ vero che un bravo “gentilista” può recuperare un cane aggressivo e pericoloso anche senza l’uso del collare a strangolo?
Se è davvero bravo (sicuramente più bravo di me, perché io non ne sono capace) e molto coraggioso (visto che il collare a strangolo è l’unico strumento che ti consente di controllare un’aggressione seria) può darsi benissimo che ci riesca: io non nego mai nulla a priori.
Però dovrebbe essere così gentile da farmi vedere come fa… e invece, fino ad oggi, tutti gli inviti lanciati (da più parti) in tal senso non hanno ottenuto alcuna risposta.
O meglio, di risposte su FB ne arrivano a bizzeffe: “Ahhh io ce l’avrei fatta benissimo!” “Ahhhh io quel caso lì lo sistemavo in due giorni!”, “Ahhhh io sono più avanti, non uso quei mezzacci e ottengo gli stessi risultati!”
Ma quando chiedi, gentilmente, di vedere un semplice video… puff, spariscono tutti nel nulla.
Poi, sia chiaro anche questo: non tutti i cani aggressivi hanno bisogno dello strangolo.
Con un cane di dieci chili, se posso, anch’io  lavoro senza.
Se però di chili ne pesa sessanta… allora preferisco mettermi un’assicurazioncella sulla vita.
In ogni caso, l’invito lo rilancio anche stavolta: se qualcuno mi fa vedere UN singolo video di un recupero comportamentale di aggressività grave eseguito con la pettorina e il guinzaglio da tre metri, sarò davvero felicissima di prenderne atto (e non copio, giuro: non addestro più cani da anni e non ho neppure più un campo, quindi di clienti non ne rubo a nessuno).

collarestra97) Ma coloro che affermano che nei recuperi comportamentali non si può usare lo strangolo, visto che non ci sono prove certe che qualcuno riesca a recuperare cani fortemente problematici con strumenti diversi… dei soggetti mordaci e pericolosi, cosa pensano di farne?
La soluzione più comune è quella di spedirli dal veterinario comportamentalista.
E anche in questo caso non vorrei proprio fare di tutta l’erba un fascio, perché ricadrei nello stesso errore che ho attribuito ad altri… ma purtroppo, per quella che è la mia esperienza (fatta di casi visti, di racconti scritti dai proprietari di cani e delle testimonianze di svariati colleghi addestratori), devo dire che una percentuale veramente allarmante di questi professionisti utilizza questo metodo: visita in studio (al cliente umano e non al cane, che viene tenuto a distanza) – nessun contatto con il cane – prescrizione di psicofarmaci talora unita (e talora anche no) ad indicazioni molto generiche sulla possibile terapia comportamentale.
Ripeto, sottolineo e metto anche in grassetto: non tutti i veterinari comportamentalisti fanno così.
Mi hanno parlato, per esempio, di una veterinaria che il cane lo visita (anche) a domicilio, lo osserva nel suo ambiente, ci interagisce… e, guarda caso, prescrive psicofarmaci solo in casi rarissimi, perché di solito imposta una terapia esclusivamente comportamentale.
Purtroppo, sempre per quella che è la mia esperienza, si tratta di una perla non solo rara, ma rarissima.

strangolo_maglielarghe8) Ma se davvero è tutto falso ciò che si dice sul collare a strangolo, allora perché ci sono così tante persone che ne caldeggiano l’abbandono? E perché alcuni Comuni italiani l’hanno vietato?
La risposta politica è, purtroppo, molto semplice: nessuno si preoccupa mai di sentire persone davvero competenti (in qualsiasi campo) prima di avviare una qualsiasi azione. L’andazzo più comune è quello di dar retta a chi porta più voti (e gli animalisti sono una notevole fucina di voti: peccato che in media non capiscano assolutamente nulla di cinofilia, né di etologia, né di nient’altro che esuli dall’ammmmore).
Purtroppo gli ignoranti (nel senso che ignorano!) sono anche facilmente manipolabili: tanto più quando, oltre ad essere ignoranti, sono anche presi da qualche “sacro fuoco”. E questo vale per gli animalisti (che hanno peso politico), ma anche per le maree di neo-educatori a cui viene fatto il lavaggio del cervello dalle varie sigle di appartenenza… (e che poi mi scrivono in privato: “Ma se io comincio a lavorare e mi arriva un cane che non mi hanno indicato come aggressivo – perché in quel caso so di doverlo mandare a chi ne sa più di me – ma che decide lo stesso di mangiarmi… cosa posso fare? Nessuno mi ha spiegato come difendermi!”).
Purtroppo non posso rispondere a queste persone (alcune delle quali hanno già vissuto qualche sgradevole esperienza), perché non si possono spiegare certi meccanismi su FB o via email: mi resta solo la speranza che nessuno si faccia male sul serio.
Il fatto è che qui non solo si è perso di vista l’interesse dei cani: si mette a repentaglio anche l’ incolumità delle persone: e tutto per la bella faccia di chi ha creato il circolo vizioso “educatore gentile-venditore di pettorine (spesso sono la stessa persona…)-comportamentalista spacciapillole… e ritorno”.

collarestra12E’ un gran bel circolo, eh! Ci guadagnano tutti (esclusi i cani, ovviamente).
Per questo danno tanto fastidio le persone che, come la sottoscritta e qualcun altro, cercano di aprire gli occhi alla gente.
Purtroppo non è che lo si faccia per il gusto di rompere le uova nel paniere ai colleghi (o sedicenti tali): lo si fa perché, con le guerre di religione e le lotte agli strumenti (anziché con la cultura), i cani non migliorano mai.
Allora si passa da un campo all’altro, da un medico all’altro, da un educatore all’altro: qualcuno prosegue questa trafila per anni, fino a trovarsi col portafogli completamente ripulito. E a volte si arriva addirittura al punto in cui, vedendo che non c’è più trippa per gatti (ovvero: il cliente ha finito i soldi), si consiglia la soppressione del cane (anche qui ho ricevuto diverse testimonianze, una più agghiacciante dell’altra).
Qualcun altro si scoccia prima e si tiene il cane così com’è.
Qualcuno finisce invece – solitamente per puro caso – tra le mani di persone realmente competenti, che finalmente gli risolvono il problema: e parlando solo di storie riferitomi (con tutte le relative documentazioni) da colleghi che conosco personalmente, direi che siamo intorno al centinaio di casi immancabilmente risolti eliminando gli psicofarmaci ed approcciando il cane in modo corretto.
Aggiungerei anche che in molti di questi casi l’utilizzo del collare a strangolo e di metodi contenitivi non proprio gentili si è reso necessario solo perché il cane era già stato rovinato dai precedenti interventi. E quasi sempre si trattava di soggetti che non avevano nessunissimo problema… esclusi i  loro umani.

collarestra79) Ma non è forse vero che, a parità di cliente incapace, è meglio dargli in mano una pettorina piuttosto che un collare a strangolo, visto che con quella non può fare danni?
A questa domanda ho due diverse risposte: la prima è che la pettorina, usata male, può fare a sua volta danni enormi. Cito a caso: un bassotto sollevato per la pettorina (ma anche solo un bassotto che tira con la pettorina addosso) può avere gravi problemi vertebrali; le pettorine “classiche”, quelle che passano subito dietro alle ascelle, causano danni da sfregamento ai linfonodi e a volte veri e propri eritemi da contatto, fastidiosissimi: ho avuto modo di vedere un cane letteralmente ustionato dalle cinghie della pettorina. Poi ci sono i danni all’articolazione della scapola…e infine, l’utilizzo che tanto spesso se ne fa con i cani di piccola taglia (ovvero quello di tirarli su di peso) può causare danni alla schiena, sicuramente più seri di quelli di un qualsiasi collare.
Sono abbastanza certa che, se mi mettessi a intervistare veterinari, troverei ulteriori testimonianze di “danni da pettorina” (specialmente riferibili a quelle cosiddette “a X”, ovvero quelle che vi vendono in qualsiasi pet shop se non specificate il modello preciso che desiderate; ma non solo): ma siccome le guerre agli strumenti le trovo idiote, non mi metto a farle e le lascio ad altri.
Quello che voglio fare, da sempre, è convincere le persone che nessuno strumento è “cattivo” di per sè, ma che è solo l’uso scorretto a causare i problemi.
E questo mi porta alla seconda risposta, che è poi quella che ho già dato sopra. Il compito di un educatore, addestratore, istruttore o qualsiasi altro “ore” è quello di trasmettere competenze e non di fare il talebano. Quindi, a mio avviso, un bravo educaddestristruttore dovrebbe prima di tutto spiegare al cliente l’uso corretto di tutti gli strumenti disponibili, e poi cercare quello/i più adatto/i allo specifico cane di cui ci si sta occupando.
Perché spiegare tutti gli strumenti, se al cane X ne serve uno solo?
Be’, perché quella stessa persona, domani, potrebbe prendere un secondo cane che ha bisogno di strumenti diversi: e mi sembra più etico fargli sapere a priori tutto quello che c’è a disposizione e come lo si può usare in modo corretto, piuttosto che aspettare che anche il secondo cane abbia un problema e quindi debba fare un secondo corso di educazione.
Ovvio che col secondo corso si guadagna due volte… però a me sembra anche un furto bello e buono.
Sono perfettamente d’accordo sul fatto che a non tutti i cani serva lo strangolo: però ai miei clienti ho sempre spiegato come si metteva (ha un “dritto” e un “rovescio”, e se lo si mette a rovescio si rischia davvero di strangolare il cane: quindi mi sembrava fondamentale diffondere una cultura corretta dello strumento, che eventualmente il mio cliente potesse anche trasmettere ad altre persone che non venivano al mio campo) e come si usava (tanto per cominciare, sempre e solo con una trazione laterale e verso il basso: perché il collare deve agire sui – robustissimi – muscoli del collo e non certo sulla trachea. E poi con le modalità descritte nel mio vecchio libro, e non impegnandosi in stupidi e inutili “tiri alla fune”).

collarestra11Se il loro cane non ne aveva bisogno, si utilizzava altro: collare fisso, pettorina, quel che era più adatto a lui.
Anche strumenti diversi in occasioni diverse: per esempio, poiché io facevo UD, utilizzavo sempre e solo la pettorina – anzi, due pettorine diverse – sia in pista che negli attacchi, e sempre e solo il collare, fisso o a strangolo, in obbedienza.
In questo modo il cane collega anche il “vestito” che indossa al gioco che ci si accinge a fare con lui… e regola di conseguenza le sue reazioni: si eccita se sa che si va a mordere, si autocontrolla se sa che si fa obbedienza, si concentra se sa che si va in pista. Il tutto prima ancora di entrare in campo!
Sinceramente non riesco – ma proprio non riesco “fisicamente” –  a capire l’atteggiamento di chi scopa sotto il tappeto ciò che non gli aggrada.
Non far neppure vedere un collare a strangolo, addirittura “cacciare dal campo” chi lo utilizza… che scopo avrebbe?
Quale forma di benessere potrebbe portare al cane?
Io posso anche capire che si preferisca non usare questo o quello strumento: come ho già detto più volte, io non ho mai posseduto un collare elettrico perché sono contrarissima al suo uso. Però ho voluto vedere, eccome, come si usava: l’ho anche voluto provare su di me, tanto per farmi un’idea (anche se so benissimo di non essere un cane e di essere fatta in modo diverso).
La mia idea è stata che faccia un male… “cane” anche a basse intensità, quindi ho deciso di non utilizzarlo mai, punto. Ma è una questione di mia sensibilità personale, di mia etica personale.
Non è che pensi che “vedere” un collare elettrico poggiato su un tavolo possa creare turbe psichiche a qualcuno, né danneggiare alcun animale.
Per poter scegliere bisogna prima conoscere. Provare. Sperimentare (sulla pellaccia nostra, se abbiamo il dubbio che qualcosa possa causare dolore al cane).
POI si può decidere “questo sì, questo no”. Criminalizzare a priori significa o essere davvero talebani (e qui concedo a qualcuno l’attenuante della buona fede… mentre ad altri proprio NO), o essere convinti di avere sempre e solo a che fare con dei perfetti deficienti.
Grazie al cielo – pur avendo avuto a che fare anche con qualche esemplare di questa specie, come chiunque abbia un campo cinofilo – io posso dire che il 90% dei miei clienti è stato composto da persone in grado di intendere e di volere, che quindi non si sono mai messe a urlare scandalizzate di fronte a uno strumento solo perchè si chiamava in un certo modo.

collarestra1010) Non è forse vero che il collare a strangolo impedisce al cane di comunicare?
Se è tenuto “in tiro”, sicuramente sì: blocca i movimenti del collo e quindi inibisce uno dei mezzi di comunicazione di cui il cane dispone quando si approccia ad un suo simile.
Però:
a) il collare a strangolo NON si deve mai tenere “in tiro”, proprio perché non intendiamo affatto strangolare il cane… quindi, se il cane è educato a non tirare (e DEVE essere educato, e NON lo si educa con lo strangolo),  il problema non si pone;
b) con chi ci interessa di più che comunichi, il nostro cane? Con gli altri cani o con noi?
Personalmente sono dell’idea che i cani, tra loro, debbano comunicare senza alcun “vestito” addosso: anche perché in un incontro per strada avranno ben poco da dirsi (e quindi poco importa quello che indossano), mentre le vere “conversazioni” io le concepisco solo tra cani liberi.
Quando il cane è al guinzaglio (sempre a mio avviso, eh!)… è con noi che deve “parlare”.
Deve capire al volo quando gli diciamo di andare da una parte piuttosto che dall’altra, di fermarsi perché c’è il semaforo rosso, di rallentare o di correre.

Ecco: proprio perché il collo è un mezzo di comunicazione, con collare e guinzaglio noi possiamo dare indicazioni precise al cane: possiamo “dirgli” varie cose usando il guinzaglio come se fosse un prolungamento del nostro braccio (proprio come insegnavano i maestri cinofili di una volta).
Con la pettorina… boh, io non comunico.
Non nego che qualcun altro ci riesca, ma io non riesco a comunicare proprio nulla ad una schiena.
Infine: cambia qualcosa tra strangolo, semistrangolo e collare fisso?
In termini di comunicazione, no: o meglio, a me non cambia nulla tra fisso e strangolo, mentre il semistrangolo (che tra l’altro uso con la Bisturi) mi mette più in difficoltà perché tende ad andare ad agire sulla gola e non sul collo (specie se il cane è tappo, come il mio. Ma siccome la Bisturi non tira, con lei lo posso usare senza problemi).
Cambia, invece, moltissimo in termini di sicurezza: lo strangolo e il semistrangolo sono collari non sfilabili, quello fisso sì (se il cane tira all’indietro).  Le pettorine sono, in genere, sfilabilissime.
Il motivo principale per usare lo strangolo, dunque, è proprio la sicurezza (anche quella del cane, non solo quella del conduttore che si occupa di recuperi e riabilitazioni di cani problematici).
E… , ammetto senza problemi che se il cane si spaventa e fa un salto indietro, in quel momento si può prendere (anzi, si dà da solo) un “tirone”.
Ma tra una (singola e momentanea)  strattonata e un cane che finisce sotto una macchina, scusatemi, io preferisco di gran lunga la prima.
Non so voi.

CONCLUDENDO:
a) il collare a strangolo bisogna saperlo usare. Se non lo si conosce, è meglio evitare proprio di comprarlo;
b) lo scopo di educatori, addestratori, istruttori e affini dovrebbe essere quello di insegnare ad usare (e a spiegare, eventualmente, quando e perché non usare) tutti gli strumenti disponibili, e non quello di demonizzarli a priori né di ergersi a giudici del bene e del male.
In teoria, un bravo istruttore dovrebbe mettere in condizione qualsiasi cliente di usare correttamente qualsiasi strumento (e poi di scegliere quello che meglio si adatta al singolo cane, oltre che alla sensibilità e all’etica di ciascun umano), impedendo così che si facciano danni per pura e semplice ignoranza;
c) il collare a strangolo è – fino a prova contraria – uno strumento indispensabile (a volte addirittura “salvavita”) per chi si occupa del recupero di cani gravemente problematici. Vietarne l’uso, dunque, condannerebbe molti di questi cani al canile a vita, oppure alla soppressione. Poiché questa è un’ipotesi che mi manda letteralmente in bestia, ritengo che urga una maggiore informazione (anche nei confronti dei legislatori) affinché tutti abbiano ben chiara la falsità di gran parte delle motivazioni addotte contro questo strumento e l’assoluta necessità di poterlo usare in diversi casi di recupero/riabilitazione;
d) bastardo, violento, coercitivo, carogna non è mai lo strumento, ma solo chi lo usa con l’intento di nuocere: ed è una pia illusione quella di redimere i bastardi vietando l’uso di uno strumento, perché intanto ne useranno altri. Anzi… già lo fanno.

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97 Commenti

  1. Articolo interessantissimo e con alcuni spunti di riflessione. Purtroppo di animalisti talebani pronti ad additarti in negativo c’è ne sono sempre tanti. Io uso collare fisso e la pettorina prese da un sito specializzato per chi fa sleddog e c’è sempre qualcuno che ti,chiede il motivo di una scelta o dell’altra…dicendo che sbagli. Salutoni

    • qui non e’ questione di animalismo estremista o meno, ma di scarsa cultura animalista e cinofila in particolare, semmai. L’ignoranza che spinge a comprare un collare a strangolo “perche’ cosi’ il cane smette di tirare” e’ accomunabile a tutte le categorie di possessori di cani, animalisti talebani inclusi. Da qui nascono poi tutti gli estremismi contro lo strumento che, appunto, e’ solo uno strumento.

      • Sono d’accordissimo. Ma con tutte le migliaia di educatori cinofili che ci sono, ormai dovrebbero saperlo anche le Sciuremarie che a “non tirare” si insegna educando il cane e non strattonandolo. Purtroppo c’è da dire che grande parte delle migliaia di educatori cinofili sanno dirti soltanto di piazzare la pettorina al cane e di mettergli un guinzaglio da tre metri: e nessuno ti insegna come fare una condotta decente.
        Dopodiché, finito il corso, la Sciuramaria che fa sci da asfalto si rompe le palle, va a comprarsi il collare a strangolo illudendosi di risolvere il problema…e non lo sa usare perché nessuno gliel’ha insegnato 🙁

        • in parte e’ cosi’, in parte ancora oggi le spese di educazione sono considerate qualcosa meno che spese opzionali. A chi mi chiede come faccio ad avere un cane cosi’ “tranquillo” (e’ questa la parola che usano), rispondo sempre indicando la mia educatrice di riferimento, con tanto di numero di telefono. Se tutte le persone a cui ho dato il suo numero l’avessero contattata per un percorso educativo, sarebbe ricca sfondata.

          • I have a dream… ritengo che una parte di tutti i soldi che si mangiano i politici dovrebbe essere impiegata nell’istituzione: a) del famoso “patentino” cinofilo, obbligatorio e gratuito; b) di mini-corsi di educazione di base (basterebbero 3-4 lezioni, tempo di imparare proprio l’ABC) altrettanto gratuiti, con gli istruttori pagati da Comuni o Regioni o quel che si vuole.
            Poi mi sveglio, eh…però non sarebbe certo impossibile, se solo ci fosse la volontà di farlo.
            E i soldi spesi penso che sarebbero un centesimo del costo sociale di UN solo umano morsicato.

    • Mi sono fermata vedendo citato Hallgreen e vedendo omessa questa parte: “There was no correlation between choke chain collars and back problems”.
      Decontestualizzare le parti di uno studio che fanno comodo alla propria tesi è, quantomeno, poco corretto…
      Per il resto, comunque, dando un’occhiata veloce mi pare che si parli sempre e solo di cani impiccati: ma l’ho già detto anch’io, che se li impicchi gli fai male!

          • @Francesco scusa, cosa vorresti dimostrare con questi tuoi ultimi due link ? Nel link di “banshockcollars” che riporti, che è lo studio di Hallgren, a pagina 2 è indicato chiaramente “There was no correlation between chocke chain collars and back problems No collerations were found in any of the three parts of the back (lumbar, thoracic, cervical)”, mentre dove riporta i danni da “jerk and pull” è indicato chiaramente nella premessa che “there seems to be a connection between HOW THE COLLAR IS HANDLED and back problems”, ovvero che dipende da come il collare è utilizzato, non mi pare quindi che l’articolo citi scorrettamente quanto riportato nello studio di Hallgreen (a differenza di quanto invece avviene nel tuo primo link, dove sono riportate solo le parti che facevan comodo :D), quindi perchè Valeria avrebbe dovuto fare autocritica, dato che quanto citato da lei si trova effettivamente nello studio di Hallgreen ? Forse sono i tipi del primo link che hai riportato, che dovrebbero fare autocritica 😀

  2. ” questo modo il cane collega anche il “vestito” che indossa al gioco che ci si accinge a fare con lui…” concordo in pieno anche le mie lo fanno… anche se c’è da dire che una delle due pigrone adesso scappa quando vede la pettorina perchè non ha più voglia di andare in bicicletta XD

    “Non far neppure vedere un collare a strangolo, addirittura “cacciare dal campo” chi lo utilizza… che scopo avrebbe?” purtroppo è capitato anche a me, in un centro cinofilo qui in valtellina -.-

    ” Le pettorine sono, in genere, sfilabilissime.
    Il motivo principale per usare lo strangolo, dunque, è proprio la sicurezza (anche quella del cane, non solo quella del conduttore che si occupa di recuperi e riabilitazioni di cani problematici).
    E… sì, ammetto senza problemi che se il cane si spaventa e fa un salto indietro, in quel momento si può prendere (anzi, si dà da solo) un “tirone”.
    Ma tra una (singola e momentanea) strattonata e un cane che finisce sotto una macchina, scusatemi, io preferisco di gran lunga la prima.
    Non so voi.” è quello che dico anche io! e che ho detto anche alla classica “animalista estremista caga****i” che mi diede dell’essere crudele con la mia Momy… messo la sua famigerata pettorina (chiedetevi come mai ne abbiano sempre 5 o 6 in borsa) e dato a lei il cane, allontanandomi. Cane che in 3 nanosecondi sfila la pettorina zompa via la cancellata di 2 metri e viene al mio fianco, si fa rimettere lo strangolo e tornare in area cani -.-

  3. Io ho tre cani, taglia grande, un anziano e due cuccioli di un anno.
    Li ho educati per lo più senza niente addosso, in casa, nel giardino di casa e nei campi dietro casa, giocando.
    Non ho dei robot che eseguono tutto a comando, ma se la prima volta che chiedo loro qualcosa non mi filano di striscio, è sufficiente che ripeta tenendo il tono più alto e meno dolce e normalmente ottengo ciò che sto chiedendo. Mi sento soddisfatta, in fin dei conti farei lo stesso se avessi un figlio.
    Ho frequentato una scuola con il mio primo cane, tanti anni fa, quando nelle scuole il collare a strozzo era strumento ordinario, e lo so usare. Ho letto parecchi testi sull’educazione gentile e mi sono confrontata con educatrici gentiliste, due di loro sono mie carissime amiche, quindi ho un’idea e una pratica anche di questo approccio.
    Ho usato pettorine quando ero fuori casa con i miei cani per sei mesi. Risultato: il più anziano aveva escoriazioni sotto le ascelle (camminando per lo più, è anziano!) quindi così bene non ci doveva stare. I due cuccioli hanno imparato a sfilarsela . Ora hanno tutti e tre un collare a semistrozzo, che si chiude perfettamente alla misura del loro collo in maniera che non causi strozzature ma che non sia sfilabile.
    Mi trasferirò in una casa in alta collina, ci sono le vipere. Sono praticamente certa che l’anziano ne starà al largo ma i piccoli vorranno metterci il naso, se ne vedranno una.
    So già che la mia prima missione, quando sarò là, sarà insegnare loro a starci categoricamente distanti, ho pensato di lavorare con una vipera morta, anche se devo ancora pianificare bene la cosa e lo farò dopo aver raccolto ancora tanti pareri. Ma certamente se non saranno sufficienti le parole userò lo strozzo, e sarà usato in modo che il pizzicotto si senta bene. Perchè preferisco far su di loro una “coercizione” (che in questo caso, se servirà, lo vorrà proprio essere), che tornare a casa e trovarne uno morto.
    Ed è questa la grave lacuna del gentilismo. Ci sono casi in cui il cane DEVE nella maniera più assoluta e categorica fare o non fare qualcosa, praticamente da subito, non può esistere l’ignorare un comportamento scorretto che per lui può rivelarsi fatale: e in questi casi l’educatore gentilista medio, a mio parere da semisciuramaria, è inadeguato.
    Quando avrò ignorato una sola volta il mio cane col muso sulla vipera, o se lui in quel momento se ne sarà fregato del il mio diniego vocale e messo il muso sempre sulla vipera, e imparerà a starci distante solo a forza di rinforzi positivi, probabilmente avrà già associato un odore ed una forma ad una situazione proibita ma tutto sommato senza pericolo, e prima o dopo, magari quando non sarò lì al suo fianco, gli capiterà di vederne un’altra, che però SI MUOVERA’. Resisterà? Si ricorderà dei miei rinforzi positivi o si ricorderà anche che tutto sommato il nasone sulla vipera non gli aveva causato disagio? Secondo me le due correnti di educazione sono entrambe valide, ma a seconda delle occasioni. Ed è per questo che a me dispiace vedere che all’orizzonte non c’è lo spazio per le interazioni, ma solo muri che, come dice Valeria, ai cani non fanno bene.

    • In America, dove ci sono MOLTI serpenti velenosi, i cani di caccia ma anche tanti cani di famiglia sono “snake-proofed” velocemente usando il collare elettrico. (Anche quello uno strumento utile e certamente non crudele nelle mani giusti.)
      I gentilisti che non escono mai da loro campo di Agility preferiscono vedere un cane morire atrocemente.

  4. Grazie dell’articolo come sempre illuminante!
    Avrei una domanda: ho una maltesina alta (si fa per dire) una 20ina di cm che NON tira.
    Con lei uso il guinzaglio da esposizione che funziona proprio come lo strangolo perchè ha il collo talmente piccino che ho paura che si possa sfilare un normale collare e non amo le pettorine.
    Quando raramente devo correggerla attuo la brevissima-strattonata-laterale-a-molla descritta benissimo da te ma mi viene il dubbio che data la sua “nanezza” si vada ad agire sul collo anzichè sui muscoli pettorali.
    Ok darla lateralmente, ma verso il basso significherebbe avere le braccia tipo scimpanzè….consigli?

    • Consiglio di piegare le gambe, se si tratta di un evento raro come descrivi. Se invece tanto raro non è…allora si può usare un target stick con una biforcazione (tipo bastone da rabdomante, per capirci) da far agire sul guinzaglio senza doversi piegare. (Metodo rubato a Claudio Mangini: io ho sempre camminato stile gobbo di Londra, ma direi che il suo è decisamente più pratico!)

  5. Grazie,grazie, grazie, Valeria! Concordo con te 1000%, e che sollievo trovare un articolo razionale in italiano su questo soggetto.
    Sono tornato l’anno scorso ad interessarmi di metodi di educazione/riabilitazione di cani — e sono rimasta con la bocca aperta a vedere le migliaie di gentilisti/animaliste disneyane che grazie a loro jihad contro il buon senso, condannano molti cani alla morte, prigionia o una coma drogata.
    Temo che tu abbia ragione riguarda l’interesse dei venditori di pettorine — una cosa che giudicando dai poveri cani maleducati che vedo tutti giorni, solo insegna a tirare — perchè infliggere quel coso innaturale e scomoda al cane invece di insegnarlo a camminare bene?? (Solo opinione mia, sono datata….)
    Nei anni ’60 il collare a strangolo era la NORMA da noi e il mondo era pieno di cani felici, educati, gioiosi, giocherelloni che — guarda, guarda!! — portarono il collare a strangolo. Ovviamente non è lo strumento, è l’idiota attaccato all’altro estremo che può fare male.

  6. io uso il collare a strozzo/ scorrimento…
    Mi è stato insegnato come usarlo…
    Il mio aki se lo lascia mettere contento perchè sa che si va a fare qualcosa insieme!
    Se mi é stato utile in casi di “emergenza”? (altri cani, macchine, gatti, ecc) SENZA DUBBIO!
    🙂 come sempre Valeria sa come spiegare tutte le sfaccettature di una questione spinosa.
    Ciao a tutti!

  7. io non sono un educatore, ne un addestratore, ne un esperto, e infatti il collare a strangolo l’ho comprato sbagliato, ovvero larghissimo per il mio cane che non sapeva stare al guinzaglio in passeggiata.
    Qualcuno fortunatamente mi ha spiegato come usarlo senza far male al cane, e il risultato è stato che il cane mo il collare a strozzo in passeggiata lo porta come una sciuramaria porta una collanona da rapper. Ce l’ha sempre larghissimo e mi sembra pure più rilassato con questo che non con quello classico perchè oramai non è più abituato a portare nulla al collo.
    Mi vien da dire che in questo caso è il più gentile strumento che potevo fargli indossare.

  8. D’accordo come sempre su tutto…giusto un paio di mesi fa la mia Corso si è spaventata improvvisamente, si è sfilata il collare fisso (che usavo perchè convinto che ormai fosse pronta a tutto, prima usavo il semi-strozzo!)ed è finita in mezzo ad un incrocio !!!
    Per fortuna non è andata a finire sotto un’auto, ma da allora solo strozzo o semistrozzo !!!
    Comunque per farvi capire il livello di cinofilia generale, in una discussione all’area cani sul fatto che a Torino “sarebbe” illegale il collare a strozzo (ancora non ho capito se lo è oppure no!), l’espertone di turno mi fa: “Ma tanto la tua non tira, che lo usi a fare il collare a strozzo?”
    Così siamo messi signori miei !!! 🙁

    • in realtà alcuni regolamenti comunali lo vietano (mi dicevano ad esempio che a Roma è vietato). Il punto però è proprio quello che hai citato tu: se il mio cane si spaventa e causa un incidente (a parte l’incazzatura e il dispiacere per il mio cane che ci lascia la coda), sai che grane!? può rimetterci la vita anche u bel po’ di gente in quell’incidente! quindi sinceramente meglio il collare a strozzo che un incidente!!!

  9. mi domando da un po’, quand’è che i cani hanno smesso di fare i cani, boh mi sono persa qualcosa. In un cassetto mia suocera tiene ancora il collare del loro cagnolone Black, morto ormai da 12 anni, non riesce a buttarlo via e tutti ci ricordiamo come bastasse farlo tintinnare perché corresse ad infilarci il crapone dentro, felice di uscire.
    Mi pare ridicolo affermare che limita i movimenti del collo e impedisce i segnali che il cane manda ad un conspecifico. Ieri ho assistito ad una scena che avrebbe potuto essere esilarante, ma non lo era: io con i miei due meticcetti tranquilli ad esaminare un cespuglio, dall’altro lato, pirla microcane munito di pettorina che stava espletando le sue funzioni fisiologiche (faceva la cacca). Come vede sbucare il muso dei miei solleva da terra il botolo con lo stronzettino ancora attaccato, penzolante.
    Dalle espressioni basite dei tre cani e mia si capiva benissimo il pensiero che aleggiava sopra di noi in stile nuvoletta fumettistica: “ma sei scemo?”

    Da ragazzina portavo spesso in passeggiata i cani dei vicini che lavoravano; non mi sono mai posta il problema di come portare il cane, d’obbligo c’era il guinzaglio perché abitavo in strada trafficata, ma poi cane piccolo, collare in pelle, cane grosso collare a catena. Il primo da controllare che non fosse usurato, il secondo eterno.
    Stop.

    Magari sbagliavo io e tutto il quartiere. 🙂

    • i cani mi sa che han smesso di fare i cani proprio quando da lupi son diventati cani…
      a mio parere sono sempre stati trattati praticamente come figli o come cose, mai come cani.
      Notare che i figli un tempo venivano presi letteralmente a calci in c..o e menati con la cinghia, mentre adesso sono diventati ciccioni viziati, mentre è che ancora in uso lo sbraitare e minacciare… cosa che però con i figli magari ha senso, con un cane assolutamente no.
      E se non venivano/vengono trattati come figli, son trattati come oggetti e qui non fo manco esempi perchè son convinto che non ci sia bisogno.

  10. Sento sempre dire che e’ impossibile per un cane togliersi il collare a strangolo, eppure Balrog ci e’ gia riuscito un paio di volte. Entrambe le volte dentro ad un parco, una volta metre eravamo sdraiati sotto ad un albero e un altra mentre eravamo in piedi e io parlavo con un amico. E entrambe le volte e’ rimasto accanto a me nonostante non avesse piu il collare
    Invece ha imparato a metterserlo da solo in cambio di un biscotto-premio (di quelli appositi per cani); cosa utilissima in quelle due occasioni perche dandogli il biscotto premio si e’ rimesso il collare. Praticamente io sostengo in mano il collare a strangolo, lui e’ libero e si avvicina, mette la testa dentro (devo aspettare che sia lui a decidersi a mettere la testa dentro al collare a strangolo perche non vuole che sia io a muovere il collare verso di lui) e poi io lascio il collare e gli do un biscotto. E una volta che ha mangiato il biscotto prendo in mano l’ altra estreita del collare dove attacco il guinzaglio. E funziona sempre, se lo e’ sempre messo. Prima o poi dovro’ provarci senza premio.

    • Eros, si chiama “collare di misura sbagliata” :-).
      Se il collare è troppo largo, quando non è attaccato al guinzaglio, o quando il guinzaglio è troppo molle, se il cane abbassa la testa se lo leva. Pigliane uno un po’ più piccolo (la misura giusta prevede che tra collo e collare passi un dito…ma non in verticale! 🙂 ), e vedrai che non gli cade più (perché non è che se lo sfilino: lo perdono proprio).

      • Mi vergogno un po ad ammetterlo, pero’ e’ vero… io ho comprato un collara piu grande pensando di poterlo usare anche quando sara’ adulto. Pure perche nessuno mi avveva mai spiegato bene come si calcola la misura. E non immaginavo che potesse creare problemi. Provvedero’, grazie.

  11. Io con i miei cani ho avuto alterne fortune. Il simil setter preso in canile a 9 anni e mai abituato al guinzaglio ha continuato a tirare a vita indipendentemente da strumenti o tecniche (collare normale o semistrangolo, cambiare direzione, attirare la sua attenzione, fermarsi e ripartire quando si era calmato) sembrava che “avanti tutta” fosse l’unico modo di muoversi che conosceva. Ho cominciato a correre io.
    Invece l’ultimo meticcetto ha imparato subito e potevi reggere il guinzaglio con un dito.
    Ho cambiato 4 pettorine finchè ho trovato quella giusta per lui ( che non gli dia fastidio e che non si sfili) e per le passeggiate usavo il flexi così era libero di annusare in giro.
    E in un occasione per fortuna che aveva la pettorina: al fiume vede un golden che si tuffa in acqua e pensa “e perchè io no?”; si lancia e sparisce nella corrente, il flexi si srotola come un mulinello da pesca e con il tempo che ci ho messo a recuperarlo pensavo che fosse annegato. Invece esce tossendo e scodinzolando e fa per buttarsi di nuovo. E’ pur sempre un incosciente incrocio di bassotto.
    Cmq sarebbero da vietare certe pettorine che, oltre che intralciare e irritare il cane hanno pure la maniglia!
    Ma è un cane mica una valigia! Strumenti del genere fanno danni, anche di educazione, indipendentemente da come vengono usati, a differenza del collare a strangolo che se usato correttamente non crea problemi

      • prova su google immagini a cercare “modelli di pettorine per cani”.
        in certe non saprei nemmeno da che parte infilarcelo il cane.
        puoi anche specificare “con maniglia”.
        dopo l’episodio del fiume avevo preso in considerazione l’idea di un “salvagente” (quelli si che hanno la maniglia e per ovvi motivi) dato che mi stavo per trasferire in un nuovo appartamento vicino ad un lago. Poi il cane è rimasto con mia sorella e non se ne è fatto più niente ma già allora avevo trovato ‘ste imbragature con maniglie. Per farci cosa di preciso se non tirare su di peso il cane mignon? Un cane grosso non lo trattieni certo con una ridicola maniglia

    • La maniglia di certe pettorine si usa per lo sport.. Non certo per le passeggiate.
      E’ utile per trattenere e caricare il cane in partenza sul disperso prima di lasciarlo andare (per esempio) ..
      Ogni strumento ha un “luogo” in cui è opportuno usarlo :P. Personalmente la usavo anche per gli attacchi in stimolo quando si insegnava il lanciato ^^
      Se si usa la pettorina con la maniglia per portare il cane come una borsetta si fa lo stesso errore di chi impicca il cane con lo strangolo.. Non sono nè la pettorina con la maniglia nè il collare a strangolo il problema..

      • Sono d’accordissimo. Ma se da un lato il collare a strangolo è evitato dal proprietario medio (per fortuna) perchè è considerato un “attrezzo crudele”, dall’altro si stà espandendo a sproposito la moda delle pettorine. Ho visto recentemente una signora con un cucciolo di labrador con suddetta pettorina che afferrava il cane per la maniglia per caricarlo nel bagagliaio dell’auto. E un’altra con cane piccolo che lo teneva tipo borsetta per attraversare la strada! Io con il mio ho cominciato con collare e guinzaglio normali, solo dopo, quando aveva imparato a stare al passo, ad attraversare a comando e a rispondere ai comandi verbali sono passata alla pettorina e al flexi (purtroppo raramente potevo fidarmi a liberarlo perchè partiva naso a terra e se trovava una pista addio richiamo)

        • Io ho una pettorina con maniglia.
          A cosa serve? principalmente a trattenere la boule quando non è al guinzaglio, ovvero sta giocando a rincorrersi con altro cagnolino ed è ora di smettere (riassunto per chi non ha un boule: quando giocano non smettono neanche se stanno a un nanosecondo dal tirare le cuoia, BISOGNA fermarli, da soli non si fermano), oppure siamo uscite senza il guinzaglio ritenendo il luogo non pericoloso, ma poi è comparso dal nulla l’Amico Gatto, l’Allegro Scoiattolo, l’Irresistibile Palla, ecc 🙂 oppure siamo appena arrivate al parco con tutti gli amichetti già lì a giocare, e lei si fionderebbe a razzo ma prima bisogna spogliarla e sguinzagliarla, altrimenti striscioni di sacchetti portapupù che si srotolano per tutto il campo 🙂
          Assicuro che trattenerla non è roba da poco, è vero che non è mai stata educata/addestrata/istruita da professionisti, ma non è affatto un cane problematico, e il 99% delle volte è pure obbediente, nell’1% (quando deve andare a giocare, a rincorrere i gatti o a uccidere le palle altrui) esce il lato bull e dimostra una cocciutaggine degna di un mastino di 70 chili.
          A volte l’ho usata anche come “porta cane”, per esempio ieri, sempre senza guinzaglio in strada di campagna, arriva un camioncino e la bestia non vuole saperne di avvicinarsi al ciglio della strada e lasciarlo passare. Ferma al centro, e io con tutta la pantomima per convincerla a smuoversi “com’è interessante questo cespuglio, cosa ci sarà dietro? forse un gatto?” e l’autista del camioncino che intanto si faceva grasse risate, alla fine ho dovuto ricorrere alla violenza e tirarla su di peso per spostarla.
          Danni spero di non averne fatti, in compenso data la particolare forma del torace e la misura ridotta del cane, questa pettorina è nettamente preferibile a qualunque altro tipo “a nastro” perchè la indossa correttamente, non struscia da nessuna parte, non può sfilarsela perchè la fascia addominale è larga e il cane non è snodato tipo Houdini, non è necessario prendere una misura troppo grande sul collo solo perchè non la stritoli alle ascelle (leggi se la sfila in due secondi netti). Un’altra volta l’ho usato per portarla su per le scale, poichè aveva male ad una zampina e doveva fare meno sforzi possibili, quattro piani di scale per uscire a fare pipì/popò mi parevano uno sforzo eccessivo; dopo un tentativo mi sono resa conto io stessa che la cosa le era scomoda (e forse dolorosa per la schiena, ma un bull non lo ammetterebbe mai) e ho preferito ricorrere al “ti porto in braccio, anche se ti fa schifo!”. In definitiva credo che ognuno dovrebbe usare il buon senso con gli strumenti, e conoscere il proprio cane, ce ne sono alcuni che non sopportano le pettorine, altri il collare fisso se possono se lo mangiano, io li ho provato più o meno tutti (il collare a strangolo ancora no, ma con un cane che tira appena individua un obiettivo preferisco tralasciare), e vedo che questa, dopo mesi di utilizzo non ha dato i soliti effetti collaterali delle pettorine, nè i fastidi dei collari fissi (o se li sfila, o si gratta perchè troppo stretti). La maniglia poi è un gadget di supporto in casi particolari, non certo uno strumento di tortura 🙂

          • Non volevo demonizzare le pettorine 🙂 Le uso anche io.
            Ma tra usarla su un cane già educato o comunque sceglierla in base ad effettive necessità e un conto, sceglierla a prescindere perchè si pensa che solo che sia comoda è un altra.
            Ho trovato un sito dove si vendono suddette pettorine consigliandole a grandi molossi o cani da presa e sono decorate con borchie e altre cose del genere. Viene naturale immaginare il tamarro che fa il figo con il cane di moda.
            Che poi se il cane non è educato queste pettorine permettono di tirare con tutta la forza di cui dispone e allora la maniglia più che per trattenere il cane serve al padrone per aggrapparsi quando viene trascinato!
            Anche un cane di taglia media se è maleducato è difficile da trattenere se decide di fare di testa sua

  12. Posso fare una domanda? Visto che si è in tema di collari a strangolo…
    Voi cosa ne pensate dei collari a SEMI-strangolo?
    Io sono seriamente tentata dal comperarne uno. Però non so cosa fare.

    Premetto che il mio cane, a guinzaglio non tira. -A parte in rari casi…Quando per esempio vede qualche cane “amico” con cui vuole giocare, oppure quando sente qualche odore particolare.-
    Quindi, diciamo che questo scongiurerebbe ogni tentativo involontario da parte mia e sua di impiccagione e strattoni vari.

    Ora, io ho:
    Un collare normale -diciamo che lo AVEVO, perchè ora è andato distrutto, dopo che il cane ha deciso che era bello da rubare & masticare-

    Ed una pettorina. Classica. A X. -Credo. Da assoluti inesperti, ci siamo fidati della tipa del negozio che ci ha detto “Questo è un modello che usano in addestramento.” Mah. Vabbè..-
    Comunque era l’unica che abbiamo trovato della sua taglia.
    La detesto. Sarà che sono abituata al collare, ma mi sembra di non riuscire a “controllarlo” più come prima.

    (Ho sempre usato il collare normale, fin quando, qualche tempo fa, il mio cane non si è preso la..Faringite o tracheite..Non ricordo..Vabbè, comunque allora, la veterinaria ci aveva consigliato la pettorina, in quanto con il collare attorno al collo, la malattia poteva peggiorare.)

    Ma il problema è:

    Con entrambi, pettorina e collare, è già capitato che il cane se li sfilasse. -Con il collare usavo il metodo di: Se tra il collare ed il collo ci passa un mio dito, allora va bene.-
    Magari perchè si spaventava per cose, o perchè semplicemente si impuntava randomicamente durante le passeggiate..Fattostà che un paio di volte ci siamo trovati ad acchiappare il cane, senza pettorina/guinzaglio in mezzo alla strada. Non è bello.

    Di sicuro non voglio usare lo strozzo. Non che sia contraria o nulla..Ma essendo io inesperta, non vorrei fargli male, visto che davvero NON SO USARLO.
    (In più essendo il mio, un cane pelosissimo, credo che gli strapperei metà della criniera che ha sul collo. Poi non so..-Ripeto, non so usarlo- Magari è una cazzata, ma tant’è. XD)
    Per cui, ho pensato che un semi-strozzo fosse una soluzione ideale.
    Non chiude completamente, ma nemmeno fa sì che il cane se lo sfili con facilità in caso di strattoni/spaventi/impennate assortite…
    In più, il modello che avevo visto io -Hurtta mi pare fosse..- era come imbottito in parte. Quindi nessuna catena con anelli strappapelo.
    Come un collare normale, solo con “una sicurezza” in più.

    Tutta ‘sta manfrina di spiegone per chiedere…Voi che ne pensate?
    Esperienze? Consigli?
    Dite che farei una cagata a comprarne uno?

    • Fai benissimo a non prendere lo strangolo se non lo sai usare! Il semistrangolo di tessuto o nylon, imbottito o no, è una soluzione che unisce una buona sicurezza alla facilità di gestione (non rischi di strangolare nessuno). Scegli solo la misura giusta (non più di un dito tra collare e collo), altrimenti rischi che ti succeda quello che è successo a Eros: quando il guinzaglio è morbido, se il cane abbassa la testa si perde il collare.

      • No no..Lo strozzo preferisco evitarlo.
        Davvero, temo di fargli male.
        Vorrei prendere il semistrangolo solo per “ragioni di sicurezza”.
        Potrei controllare meglio il cane ed allo stesso tempo posso evitarmi di inseguirlo di nuovo per la strada con le macchine che arrivano, in caso di spaventi ecc..
        Poi naturalmente contavo di portarmi dietro il cane in negozio -che è anche dove vado a farlo toelettare..Quindi per forza ci sarà..XD-, in caso decidessi di prenderlo.
        Con la pettorina abbiamo dovuto fare lo stesso. Non ce n’era una cha andasse bene.
        Quindi meglio essere sicuri e portarsi dietro l’interessato. XD

        Grazie per l’informazione.
        La prossima volta che passo dal negozio vedo se li hanno ancora.

    • ci sono anche gli strozzi imbottiti, non esistono solo quelli a catena 🙂

      per alcuni dei bovari abbiamo preso il semi da perro’s life… di quelli morbidi morbidi dentro che non rovinano il pelo :))

      • Davvero?
        Oh, io quelli imbottiti -almeno fin’ora- non li ho mai visti in giro..Sempre e solo quelli “a catena”.
        Poi, comunque ripeto..Non saprei davvero usarlo.
        Fosse anche imbottito, temo di fargli male lo stesso in caso di strattoni.
        Continuo a pensare che nel mio caso, la soluzione migliore, resti il semistrangolo.
        Chiude quanto deve senza eccedere. Mi piace. XD
        Grazie per l’informazione, comunque.

  13. Io ho un collare a strangolo, l’ho messo una volta alla cagna durante uno stage (a pagamento) sull’uso del collare a strangolo e non l’ho piu’ usato, sta nel cassetto delle cose che non uso assieme al fischietto da conduzione delle pecore (mai piu’ usato perche’ ho una volpina), antiparassitari velenosissimi e tessere di associazioni cinofile.
    Io ho imparato a usare il collare a strangolo ma onestamente alla mia cagna non serve, non tira il guinzaglio e non devo salvarla dalle auto che passano perche’ e’ un cane urbano, sa cosa deve fare se arriva una macchina.
    Io non ho pregiudizi sul collare a strangolo, il modello piccolo costa solo 5 euro, basta tenerlo sull’anello che non scorre e non rovina il pelo del cane.
    Quando vado a dire che sono stato a uno stage sull’uso del collare a strangolo la domanda che mi fanno e’ sempre la stessa “esiste un uso corretto del collare a strangolo?”. Oppure mi dicono “il cane non si abitua mai alla paura”. Perche’ e’ questo il principio di funzionamento del collare a strangolo, non tanto il dolore fisico ma la paura.
    Per quanto riguarda Dehasse e’ vero che c’e’ una pagina che parla in dettaglio del collare a strangolo, ma Dehasse e’ un veterinario, e la pagina se ben ricordo spiega come comportarsi se un cane vuole mordere o come separare due cani che si sono “presi”. E’ un veterinario e ha come suo scopo principale la salvaguardia della salute umana e del cane, non e’ un addestratore e non ha mai scritto di usare il collare a strangolo in addestramento.
    E’ vero che ha proposto di limare i canini (non di estrarli come c’e’ scritto nell’articolo) ad una signora che aveva paura del proprio cane, ma l’alternativa era di portare il cane al canile.
    Non mi risulta per niente che Dehasse sia l’idolo dei gentilisti, anzi il contrario.

    Per quanto riguarda il trattamento dei cani aggressivi con il metodo gentile esistono delle metodologie specifiche che portano a buoni risultati, senza uso di psicofarmaci, ho visto diversi filmati. Alcuni usavano dei cani “tutor” che si mettevano in mezzo fra il cane aggressivo e l’obiettivo che voleva mordere. E il cane tutor mordeva il cane aggressivo eccome se mordeva finche’ non smetteva. Altri semplicemente si basavano sull’empatia fra uomo e cane nel caso di cani che mordevano perche’ erano stati maltrattati e avevano perso la fiducia verso l’uomo (non ci vuole uno scienziato per arrivarci). Altri semplicemente lo facevano abbaiare per 2 o 3 ore finche’ il cane non si stufava e cercava una nuova strategia.
    Una cosa da dire, con il metodo gentile non e’ come dare 4 tirate di strangolo per correggere un cane e poi vantarsi di avere “sistemato” il cane, ci vuole molto piu’ tempo e molta piu’ pazienza e in qualche raro caso il cane va accettato nel suo modo di essere, senza inibirlo. Se ho un cane che morde gli insegno l’uso della museruola e me lo porto a spasso lo stesso, non lo tengo confinato in un giardino. E’ coercitiva la museruola? certamente ma almeno e’ prescritta dai regolamenti comunali.
    L’inibizione provoca sempre aggressivita’ repressa che potrebbe venire fuori all’improvviso. Poi ci stupiamo se leggiamo sul giornale che un cane ha morso il suo padrone.

    Per vedere se un proprietario da gli strattoni al suo cane basta toccare il cane sul collo, se ha dei muscoli duri vuol dire che ormai e’ abituato alle tirate, non gli fanno ne’ caldo ne freddo.

    Per la cronaca: io odio la pettorina, la mia cagna si va a nascondere quando la vede, alcune pettorine distruggono le cartilagini delle zampe anteriori e bloccano la trachea provocando soffocamento in un cane che tira, se potessi andrei in giro senza guinzaglio ma non si puo’.

    • Paura?!? Muscoli induriti? Ma a che caspita di stage sei stato, di grazia?!? Chi lo teneva? sarei proprio curiosa di saperlo…
      Altra cosa: non nominare i cani tutor invano…altrimenti arriva Mangini e fa un macello (e con ragione).
      “Cani tutor” è un marchio registrato da lui che si riferisce ad un protocollo specifico in cui nessun cane viene mollato a far rissa con altri cani: chi utilizza questo termine per fare cazzate come quella di far mordere un cane da un altro compie una violazione del copyright e rischia pure un denuncia, perché i cani tutor non fanno NIENTE di simile: si lavora sempre in assoluta sicurezza e non esiste proprio che si mandi un cane a cazziarne un altro.

      • Mi correggo, non dovevo scrivere cane “tutor” , perche’ mi sono accorto solo adesso che e’ un termine protetto da copyright, volevo scrivere di un cane che per motivi suoi va verso il cane asociale e lo “pinza” ripetutamente sul collo senza sangue, questo ho visto nel filmato.
        Quello dei muscoli induriti del collo da parte di cani che ricevono strattoni e’ una cosa che ho notato io, non me lo hanno detto allo stage e neanche mio cuggino. Ebbene si anche io ho una testa con due occhi e sporadicamente la uso e non mi identifico ne’ gentilista ne’ tradizionalista, cerco di farmi una mia idea.
        Ovviamente lo stage sui cani aggressivi trattati con il metodo gentile era uno stage diverso da quello del collare a strangolo tenuto da un addestratore ENCI (molto capace) che recupera cani aggressivi dal canile in collaborazione con l’ASL e poi li da in adozione. Metodi diversi che portano a risultati diversi ma in tutti e due i casi il cane viene recuperato da un punto di vista sociale umano.
        L’unica differenza e’ che il cane trattato con il collare a strangolo in certe occasioni abbassa le orecchie per paura per una frazione di secondo, un particolare insignificante per noi umani ma importante per il cane.
        Il cane trattato con il metodo gentile a volte in situazioni particolari molto stressanti potrebbe mordere ancora perche’ ha migliorato le sue competenze ma il comportamento non e’ inibito.
        La bacchetta magica non ce l’ha nessuno.

        Comunque nell’articolo io avrei spiegato meglio che c’e’ una grande differenza fra un levriere che va abitualmente in giro con la coda fra le zampe e un cane pastore tedesco grigio da lavoro, nel primo caso il levriere “ci resta molto male” per dire un eufemismo se si usa il collare a strangolo, nel secondo caso forse non se ne accorge neanche.
        Per questo le polemiche sul collare a strangolo a me sembrano fuori luogo.

        • Nello stage del collare a strangolo la paura non e’ stata mai nominata, la parola “risultato” invece e’ stato nominato diverse volte.
          La paura della punizione e’ un argomento che invece viene nominato da chi usa il metodo gentile.
          (il confronto fra chi usa metodi diversi e’ sempre un dialogo fra sordi, si parlano ma non si ascoltano)

          • Dimenticavo, prima di usare il collare a strangolo secondo me sarebbe meglio indagare sul motivo di determinati comportamenti, come dice Dehasse il comportamento e’ conseguenza di una emozione. In molti casi si puo’ agire sulle cause che determinano un comportamento senza bisogno di togliere un comportamento indesiderato. A me francamente usare il collare a strangolo senza cercare le cause mi sembrerebbe di comportarmi come Cesar Millan che risolve tutti i problemi con la forza e con la prevaricazione e con il “capobranco”.

            Un esempio, se io accarezzo sulla testa un cane 200 volte al giorno e gli tiro la coda 300 volte al giorno e’ normale che mi morda in faccia, in questo caso potrei astenermi da fare certe cose altrimenti poi si legge sul giornale “oddio il cane ha morso il bambino”.

  14. Signora Rossi,
    la leggo con molto interesse e curiosità, affascinante questo suo “dare del tu” agli argomenti, questo aspetto rende accessibile ogni argomentazione anche a chi, come me, si è affacciato al mondo cinofilo da solo qualche mese, pur avendone covato una passione per molti anni. L’ho conosciuta tramite uno dei suoi (evidentemente) numerosi fan che frequenta il forum dobermannclub.it, del quale faccio parte e da allora seguo i suoi articoli molto istruttivi. Questo come tutti gli altri è interessantissimo. Volevo porle una domanda di tipo tecnico (^__*), quale SUO libro sull’educazione/addestramento di un cane mi consiglierebbe?

    …ed ancora …

    mi piacerebbe leggere il suo parere (magari un articolo) sui metodi “Cesar Millan”.

    La ringrazio ancora e le rinnovo la mia ammirazione.

    Alessandro

    • Prima risposta: nessuno. Quelli ancora sul mercato sono troppo datati e tecnicamente arretrati. Ne sto preparando uno nuovo, ma ancora non è pronto.
      Seconda risposta: ARGH! Ancora Cesar Millan? Il mio parere in due parole è questo: è uno dei tanti (troppi) che lavorano schiacciando i cani, non è molto competente anche se ha qualche pregio qua e là (non ha paura dei cani e a modo suo li ama…ma anche molti mariti che menano le mogli sono convinti di amarle: a modo loro, appunto. Che è un modo da galera). E’ un improvvisatore senza basi etologiche né tecniche. Insomma, è uno dei tanti pirla che si improvvisano “domatori di cani” (“addestratori” sarebbe un termine errato, perché non è ciò che fa: “recuperatore” o “psicologo canino” sono termini ridicoli, se riferiti a siffatto personaggio)… solo che, purtroppo, le sue pirlate vanno in TV :-(.
      L’ultimo articolo che ho scritto sul pirla lo trova qua: http://www.tipresentoilcane.com/2012/09/18/cesar-millan-daccordo-parliamone-ancora-specie-adesso-che-si-e-fatto-mordere-da-un-labrador/.

  15. io non capisco perché se si parla o di pettorina o collare che sia ,si considera strumenti di comunicazione.
    cito quello che ha detto Valeria:
    proprio perché il collo è un mezzo di comunicazione, con collare e guinzaglio noi possiamo dare indicazioni precise al cane: possiamo “dirgli” varie cose usando il guinzaglio come se fosse un prolungamento del nostro braccio (proprio come insegnavano i maestri cinofili di una volta).

    questi strumenti sono solo ed esclusivamente cinture di sicurezza o possono essere paragonati alle redini dei cavalli?

    • Jack, vedi un po’ tu… le redini dei cavalli sono attaccate al morso, che sta in bocca al cavallo. Se ti pare che ci possa essere un paragone… 🙂
      Però non sono neanche cinture di sicurezza. L’unico paragone che mi sento di fare è…con un braccio posato sulle spalle di un amico: con una leggerissima pressione puoi invitarlo a girarsi verso di te, o a prendere una certa direzione, oppure a fermarsi.
      Ecco, collare e guinzaglio andrebbero usati più o meno così: come “indicatori”. Poi c’è il discorso “sicurezza”, ma quello è in più.

      • e per quale motivo io dovrei utilizzare il collare per dare un indicazione(come braccio) e non utilizzare la vera comunicazione che si può creare tra uomo e cane?postura,gestuale,voce etc

        • Perché in quel momento ce l’hai al guinzaglio. E perché la gestualità non la puoi sempre esprimere in mezzo alla strada.
          Quanto alla voce, per il cane è molto meno importante del resto.

          • quando la gestualità non la puoi esprimere ed quindi preferibile il collare alla pettorina?

          • Jack, dipende dal cane… non si può generalizzare. Comunque io con la pettorina ci comunico malissimo… ma se il cane ha sempre portato quella, e se mi accorgo che il collare lo innervosisce o gli impedisce di portarmi attenzione, preferisco lavorare con quella, almeno inizialmente. Poi si vedrà…

          • perché dici ?—>:Comunque io con la pettorina ci comunico malissimo

            domanda:se da educatrice dovresti dare un consiglio sulla scelta dello strumento adatto per il proprietario ,tu gli rispondi che è meglio il collare perché con quello riesce a comunicare meglio?

            in che senso comunicare?

          • Lo dico perché è così… sono abituata al collare e con la pettorina mi trovo decisamente peggio. Io non sono un’educatrice, sono un’addestratrice…o meglio ero, visto che non lavoro più da decenni.
            Ma in quanto addestratrice (ti parlo come se lo fossi ancora) io gli strumenti li vedo in funzione di ciò che si intende fare col cane: quindi (cuccioli esclusi, per i quali concepisco solo un collarino fisso e morbido) userò collari, pettorine, guinzagli vari a seconda del tipo di lavoro che si dovrà fare (e a seconda della sensibilità del cane: anzi, prima di tutto basandomi su quella).

          • hai un cane ,hai tanti anni di esperienza coi cani ,perché dici che ti trovi malissimo con la pettorina?
            mi viene da pensare che non riesci a comunicare con il tuo cane e che come una marionetta ha bisogni di fili per potersi muovere
            Io penso che la maggior parte dei lettori di “tipresentoilcane” sono comuni proprietari,che non devono fare nessun lavoro con il loro cane o meglio che non necessitano di nessun strumento per ottenere ciò.
            Per quanto mi riguarda ,le persone competenti nel settore della cinofilia dovrebbero diffondere delle informazione semplici e chiare per come comunicare correttamente con il proprio cane e non indirizzare questi a poter commettere errori ,utilizzando tali strumenti.

          • Jack, il punto è che le persone competenti dovrebbero essere in grado di insegnare l’uso corretto di qualsiasi strumento: se non lo sanno fare, non sono competenti.
            Come comunico con i cani non devi venire a insegnarmelo tu su questo sito: se vuoi venirmelo a insegnare “dal vivo”; ben volentieri.
            Le marionette, per me, sono quelle che ballano agli ordini dei guru di turno: non certo i cani con cui lavoro io.
            Vuoi sapere perché mi trovo male con la pettorina? Proprio perché è uno strumento che ti consente, al massimo, di andare a spasso col cane che fa quello che gli pare (a meno che non sia usata nei dovuti modi e per i dovuti esercizi): ed è proprio questo che poi crea i cani schizzati, mordaci, assassini che poi ci ritroviamo a dover gestire noi “cattivoni”. I comuni proprietari “che non devono fare nessun lavoro con il loro cane” per me sono persone che farebbero meglio a prendersi un pesce rosso. Il cane, per essere realizzato e felice, DEVE lavorare (inteso come divertirsi, fare sport, fare comunque qualcosa con il suo umano): altrimenti è un povero disgraziato.

      • Ringrazio innanzitutto per il piacevole articolo che finalmente smitizza lo strumento demoniaco per molti e lo ricolloca nella sua funzione corretta di strumento tutt’altro che coercitivo. Mi ha colpito però una sua risposta in merito ai cavalli e mi permetto di rispondere proprio perché è lo stesso ragionamento che regge il suo articolo. “le redini dei cavalli sono attaccate al morso, che sta in bocca al cavallo”. Premetto che quanto scrivo sia ovviamente correlato ad una conoscenza sia di tecnica che di morfologia del cavallo stesso, quindi escludo dall’esempio sia principianti che istruttori ignoranti. Le redini e loro relativa imboccatura (morso o filetto che sia) hanno lo stesso uso del collare a strozzo descritto da lei, così come i tanto criticati speroni. I comandi sono innanzitutto prettamente impartiti con il solo peso e uso corretto delle gambe. I movimenti della mano sono da intendersi minimi e ridottissimi (leggere pressioni) nello spazio, nonchè successivi all’uso di peso e pressione delle gambe, così come lo sperone ha teoricamente senso come prolungamento del tallone nell’appoggio localizzando una zona precisa di intervento. Pensare e purtroppo è cosa diffusa, di “controllare” un cavallo mediamente di 500/700 kg con l’uso di una imboccatura è azzardato oltre che stupido. Poi ovviamente c’è chi usa lo strozzo per ribaltare il cane che tira e chi monta sfasciando bocca e costato al cavallo. Ma questa è un altra storia e non l’uso corretto di un aiuto.

    • Qualche sadico/idiota/Millanista ha strangolato un cane impiccandolo (ha SOSPESO il cane per il collare a strangolo) causando danni cerebrali al punto che dovevano fare l’eutanasia. Allora? Tuo punto?

      • Non ne ha, di punti. Si diverte a postare link inutili. Che impiccando un cane gli si causino danni non c’è bisogno di scoprirlo grazie al Journalvet: lo sappiamo anche da soli. Quello che Francesco forse non riesce a digerire è che il collare a strangolo non venga usato dalle persone normali in questo modo. Ma se non ci arriva, non so davvero che farci.
        P.S.: tra l’altro si dà delle tremende zappate sui piedi, visto che in fondo all’abstract linkato c’è scritto che quello di ‘sto pastore tedesco è stato il primo ed unico caso di danni cerebrali dovuti all’uso del collare a strozzo. Così magari qualcuno può anche pensare “oh, be’, allora posso impiccarlo a mio piacimento, visto che di solito non succede niente” 🙁

        • un appunto a francesco… magari al posto di postare solo dei link in lingua straniera, cerca di COMMENTARE e spiegare 1) di cosa parla il link e 2) perchè l’hai postato. grazie -.-

  16. Perdonatemi, sò che non è carino, ma se fosse possibile per gli Amministratori, potrei essere escluso dalla notifica di ogni nuovo commento?

    Devo aver dimenticato di de-flaggare l’opzione!

    Grazie

  17. Volevo solo permettermi di scrivere una cosa, a me sembra che un grande problema sia che il collare a strangolo viene spesso venduto a chiunque senza preoccuparsi che l’acquirente sappia come usarlo; racconto un fatto che mi è accaduto qualche giorno fa, scusate se rischio di dilungarmi ma la cosa mi ha colpita parecchio:
    dunque, qualche giorno fa vado in un negozio specializzato in animali (cani, gatti, cavalli, roditori ecc) volevo acquistare un semplice guinzaglio perchè quello “vecchio” inizia a rompersi, nulla di difficile ne di bizzarro, un semplice semplicissimo guinzaglio, inizio a studiare quello che può andarmi più a genio quando dal nulla appare una commessa con uno sorriso da un orecchio all’altro che mi chiede “se ho bisogno di qualcosa-se ho bisogno di aiuto-se voglio un guinzaglio-collare-pettorina-museruola”, “no vorrei giusto un guinzaglio, questo qui come vede si sta rompendo e ne vorrei uno nuovo” nel parlare però ho fatto un grave errore e cioé quello di indicare Nibiru alla commessa dicendole “ecco magari un guinzaglio robusto perchè il cane è già di taglia grande e non ha ancora finito di crescere” (l’ho detto solo perchè è già successo che vedendo passare un gatto Nibi abbia strattonato forte..risulato, mi son ritrovata in mano mezzo guinzaglio), non l’avessi mai fatto le si è illuminato lo sguardo e si è subito gettata su un altro scaffale “ma allora signorina lei ha bisogno di QUESTO!!!” e mi mostra un collare a strangolo con tanto di punte…ora…io mi reputo animalista nel senso che amo profondamente gli animali, sono vegetariana, ma rispetto chi mangia la carne (scelta di vita personale), non ho nulla contro gli allevatori, insomma vivi e lascia vivere, però, il collare a punte sul mio cane proprio non ce lo vedo senza contare che non ho la più pallida idea di come dovrei usarlo nel modo corretto; ho cercato di sviare la sua attenzione sul fatto che io volevo un guinzaglio, “no signorina, il suo è un cane grosso, DEVE poterlo controllare quando lo porta in giro, QUESTO è uno strumento perfetto!! ogni volta che il cane tira lei gli da un bello strattone e lui si ferma immediatamente! Non si preoccupi per le punte, vede, hanno il cappuccio di plastica quindi non forano la carne, sono giusto un input in più per far capire al cane che non deve tirare! Guardi che lo dico per lei, sti cani qui quando passeggiano per strada tirano come matti (sti cani qui quali?)e la gente che incontra sul marciapiede, c’è gente che ha paura dei cani”, le ho fatto presente che abitiamo in campagna a 20 km dalla città più vicina, che il cane è sempre libero a passeggio nei boschi, pensavo di averla messa ko..neanche per sogno, le si è accesa la lampadina “ecco allora guardi, lei lo compra e quando va in città gli mette il collare così, normalmente, quando va nei boschi invece glielo mette così (prende il collare e lo rigira con le punte in fuori) in questo modo se il suo cane incontra un cane randagio o un cinghiale le punte lo proteggono”…non ricordo cosa le ho risposto, so solo che ha posato immediatamente il collare e mi ha mostrato un simpatico guinzaglio a corda.
    Scusate la lunghezza del racconto, ma io son rimasta perplessa, come si può fare giusta informazione seppoi nei negozi di animali i commessi tentano di rifilarti questi collari spacciandoli per la risoluzione di tutti i tuoi problemi? sono sicura che in mano ad un esperto uno strumento simile possa avere la sua utilità, ma in mano a me?

    • (io odio sta cosa che mi cancella i messaggi XD dicevo)

      “Volevo solo permettermi di scrivere una cosa, a me sembra che un grande problema sia che il collare a strangolo viene spesso venduto a chiunque senza preoccuparsi che l’acquirente sappia come usarlo” se per quello anche quando ti vendono una motosega, un’ascia, una macchina o un qualsiasi strumento potenzialmente pericoloso si preoccupano di informarsi se sai come si usa -.-

      per quel che riguarda la commessa, probabilmente voleva disfarsi di un oggetto che non venderà mai approfittando dell’occasione. fossi stata in te, le avrei dato dell’ignorante incompetente e idiota maltrattatrice di animali e avrei assolutamente cambiato negozio.

      • Fossi stata la commessa, ti avrei tirato il collare nel muso. Ma ti pare il modo?!? Ma possibile che i gentilisti siano tutti così incazzosi con gli umani?!?

  18. Bon, io non mi ricordo cosa le ho detto per bloccarla credo di aver semplicemente tagliato corto “no grazie voglio solo un guinzaglio!” usando un pò più di enfasi..ma dopo mezz’ora buona che tentava di convincermi…poi ha cambiato bersaglio e ha cercato di vendermi 10 tipi diversi di crocchette, un sacco gigante di pasta per cani e un cappottone per cani di taglia grande con la scritta “hot dog” sulla schiena. 🙂
    p.s. alla fine il guinzaglio sono riuscita a comprarlo. 🙂

  19. Visto che sono un pò di legno vorrei sapere come usare bene il collare a strozzo. Mi è stato insegnato che deve formare una P e farlo passare nella tesata del cane. Innanzitutto il cane deve stare alla mia sinistra, l’anello a cui si aggancia il guinzaglio deve stare quindi dalla mia parte ossia (la destra del cane), e la parte di collare che scorre dentro l’altro anello (non di aggancio per intenderci) deve stare sopra il collo del cane, altrimenti impiccherete pericolosamente il cane.
    Ok fin qui va bene piccolo strattone per il comando e poi a velocità della luce rilascio e il guinzaglio scende a U.
    Ora quello che volevo chiedere è quando due persone con il proprio cane si incontrano cane a sinistra padrone a destra, se voglio evitare brusche conseguenze o lo evito o se sono sul marciapiede il più educato scende e lascia passare, ma se mi passo il cane dall’altro lato del mia persona ossia sulla destra.
    Succede che il collare forma una P rovesciata, col rischio di impiccarlo ….o noooo!
    Chi mi illumina o c’è una regola ben precisa IL CANE DEVE STARE SEMPRE ALLA MIA SINISTRA

    • Tanto per cominciare, non c’è nessunissimo obbligo di tenere sempre il cane a sinistra: il cane può stare anche a destra. Quello di tenerlo a sinistra è una convenzione perché: a) lascia libera la mano destra (e già, per i mancini, la regola andrebbe rovesciata); b) consente di tenere il cane contro il muro e non in mezzo alla strada qualora si percorra a piedi una strada senza marciapiede e senza protezioni, perché il codice della strada prevede che in questi casi i pedoni marcino sulla sinistra (quindi al contrario del senso di marcia delle auto, così da vederle arrivare e di non trovarsele alle spalle).
      Detto questo…ovviamente, se si passa il cane sulla destra, il collare diventa “messo al contrario”: quindi, prima di fare questo passaggio, è consigliabile sganciare il guinzaglio dall’anello “che strozza” (per capirci) e attaccarlo all’anello fisso. Se si incontrano due cani rissosi conviene anche tenere il guinzaglio corto (o direttamente il cane per il collare), quindi “impiccarlo” diventa proprio impossibile… anche se, ovviamente, i cani rissosi dovrebbero essere controllati dal comando e non certo dall’azione del collare: quindi meglio lavorarci prima di trovarsi in situazioni complicate!

  20. Ohhhhh!!!! Grazie per questo articolo! Di sciureducatori ce ne sono a decine! Anche quelli che con un anno scarso di esperienza si permettono di criticare chi di anni di esperienza ne ha ormai 12 e sta lavorando con un cane che ha appena morso la proprietaria!!!!!!!!!! (ma poi sculaccia il suo cucciolo!) . Sono super d’accordo con te! Lo strangolo e’ dannosissimo se usato male! Ma non e’ meno coercitivo di un seduto dato anche a cane libero! E come tu dici benissimo, ogni cane e’ un universo a parte con cui confrontarsi e ogni cane ha le sue “esigenze”, quindi noi istruttori dobbiamo soprattutto imparare la flessibilità di metodologia adeguando tecniche, ed strumenti relativi, a secondo del cane con cui dobbiamo lavorare!

  21. io sto usando il collare a strangolo per educare il mio cane a camminare altrimenti tira come un pazzo, sbaglio? mi date consigli su come farlo camminare bene al piede?

    • si sbagli. innanzitutto quanto tempo ha il tuo cane? di che “tipo” è (razza / simil razza)
      utilizza un collare normale per insegnargli a non tirare. io con le mie ho fatto così: collarino normale, guinzaglio da addestramento di circa 2 metri e bocconcini in tasca (non sono una gentilista, ma ho il metodo tutto mio). avviamo il giro. quando il cane tira mi fermo, lo sgrido con un NO e aspetto che il cane si rimetta al mio fianco. quando lo fa gli dico “bravo” e gli do il bocconcino dandogli il comando “vicino” (o “piede” o “passo”… quello che vuoi). Ci vuole un po’, ma il cane impara. Il collare a strangolo NON DEVE ESSERE UTILIZZATO PER INSEGNARE AL CANE A NON TIRARE!!!

  22. Cavolate. Può essere usato benissimo ad insegnare un cane a non tirare. Insieme con i bocconcini ancora più velocemente. L’ultimo per me era una pit bull riportato al rifugio perchè irruente; con collare a strangolo e bocconcini, in 10 minuti di passeggiata ha afferrato l’idea e camminava bene e sorridente. Naturalmente è solo l’inizio di un’educazione.

    Dipende dal cane.
    Non l’ho usato con mio segugio adottato l’anno scorso perchè è anziano, timido e molto motivato con cibo.

  23. Articolo molto interessante. Complimenti perchè sei riuscita a spiegare in maniera molto chiara ciò che cerchiamo anche io e mio padre (addestratori professionisti)di spiegare con calma a chi proprio non vuol capire!

  24. Ciao Valeria,
    concordo su tutto, bellissimo articolo veramente. Leggendo quando scrivi che un collare a strangolo ti può salvare da un’aggressione quando hai a che fare con la riabilitazione di un cane aggressivo, non ho potuto fare a meno di pensare a dei video che avevo visto di Millan quando, per evitare l’attacco, “strangolava” (si fa per dire) il cane tirando il guinzaglio verso l’alto. Vorrei evitare di spostare l’argomento su Millan, ma sarei curiosa di sapere se, in questo caso, concordi con lui.
    Grazie.

    • Nel momento in cui si difende dall’aggressione, certo che concordo con lui! Neppure io starei mai lì a farmi masticare la faccia da un cane aggressivo…e credo che nessuno al mondo possa starci. Purtroppo il punto è un altro: ed è che Millan, quell’aggressione, la provoca volutamente. Questo è il suo (grave) errore ed è per questo che sostengo che – in questo come in molti altri casi – Millan si sia comportato da incompetente. NON si provocano i cani apposta: non ce n’è alcun bisogno. Se io vado a dare del cretino a Tyson e quello prova a mollarmi un cazzotto, è colpa mia e non sua. Poi posso anche essere compresa se per evitare di farmi stendere gli punto una pistola contro… ma resta il fatto che lui ha reagito così solo perché IO gli ho dato del cretino… e che quindi la vera cretina sono stata io.

      • grazie mille per la risposta esaudiente e velocissima! 🙂
        in effetti anche io ho sentito dire che i cani li fa innervosire volutamente…però devo anche dire che l’ho visto trattare i casi più disparati…non solo di cani “da impiccagione”, e anche lui come dici anche tu nell’articolo, usa strumenti e metodi diversi a seconda del caso e del cane. Ma non volevo parlare di lui eh…ti ringrazio invece ancora per l’articolo che ho già provveduto a condividere 🙂

      • le scrivo per avere un consiglio, ho un segugio di 6 mesi, bellissimo e buonissimo, non sono amante della caccia, sono semplicemente amante della razza e il mio Filippo (cosi si chiama) lo ho come cane di casa, da compagnia…
        Premetto di essere estremamente ignorante in materia e ho letto molto prima di prenderlo, ora mi trovo con un cucciolone, che pur essendo bravissimo e dolcissimo non appena resta solo distrugge ogni cosa, facendosi anche male. Ho contattato un comportamentista e al primo incontro mi ha parlato di ansia da abbandono e mi voleva prescrivere un farmaco, io sono contrario e quindi mi ha dato esercizi da svolgere dicendomi che comunque mi troverò ad un certo punto a doverglielo comunque somministrare. Allora io movimentando familiari e amici, il cane non l’ho piu lasciato solo un secondo durante la giornata, iniziando (tutti i coinvolti) a farlo star solo solamente negli ultimi giorni pochi minuti e allargando man mano la forbice del tempo e sembra che funzioni 🙂 un altro e ultimo problema che ho è che non riesco a fare con lui una passeggiata senza che tiri come un disperato ( senza seguire odori o altro, tira e basta in qualsiasi direzione) non ho idea di come sistemare questa cosa, conoscendo le caratteristiche della razza non pretendo di passeggiare con un cane da passeggio tranquillissimo, ma nemmeno avere un cane da slitta :-)…le ho provate tutte, collare classico con cambio di direzione immediato appena tira, collare classico con fermo e seduto pausa e ripartire, pettorina che sfila, ma nessun tipo di risultato…..ho acquistato un collare a strangolo (ancora mai usato) e leggendo quanto sopra ho qualche dubbio a farlo….PREMETTO che risponde ed esegue tutti i comandi a lui impartiti seduto, terra, cuccia ecc…. Senza mai aver preso nemmeno uno “sculaccione” ne a mano libera ne con giornali arrotolati ne con nessun altro mezzo…..ma del camminare un pochino piu tranquillo non se ne parla, come posso fare? Posso o non posso usare il collare a strangolo? Se si come faccio?
        Grazie per l’attenzione e mi guguro di ricevere una sua risposta. Saluti vittorio.

        • No, non puoi usare il collare a strangolo con un cane così: probabilmente tirerebbe lo stesso fino a strozzarsi da solo. Il problema del tuo cane è proprio quello di essere un segugio che non va a caccia: probabilmente è talmente carico di energie e di interesse verso qualsiasi tipo di odore o traccia che smatteggia per poterli seguire, ignorando il fatto di avere un umano appeso al guinzaglio.
          Prova a farlo sfogare di più, a liberarlo più spesso che puoi in zone sicure e recintate, a fargli fare esercizi di ricerca (il naso si può usare anche per trovare oggetti: l’importante, per un segugio, è usarlo in qualche modo!). Poi, magari con l’aiuto di un bravo educatore/addestratore, prova ad insegnargli la condotta. L’importante è che il cane sappia che la passeggiata non è il fine, ma il mezzo per raggiungere qualcosa di divertente che gli permetta di sfogare la propria “segugità”: quando lo capirà sarà molto più disposto a non “trattoreggiare” lungo il percorso.

        • Solo la mia esperienza…invece ho avuto buoni risultati usando il collare “a strangolo” con segugi di vari tipi e età, usato correttamente (un “leash pop” di mezzo secondo, per communicare e correggere, non certamente una pressione costante! E tirando e tirando con i un collare piatto fa molto più danni.) I giri di 180° utilissimi. Il commando “heel ” o “piede” insegnato con premietti se vuoi, poi cammina bene per un po’, poi ogni tanto rilascioil cane con un “OK” per annusare, come premio. Poi lo richiamo a piede e proseguiamo. Per pigrizia non ho addestrato mio vecchietto con le distrazioni programmate o di fare la seduta automatica quando mi fermo, ma si può.
          Importante interrompere la sua distrazione PRIMA che comincia a perdersi nel mondo dell’odore — come dicono dei beagle, “quandi il naso si apre, chiudono le orecchie”.
          Una volta che lui cammina bene (presto vedrai) viene il VERO lavoro, la più grossa sfida, il sogno impossibile per i segugisti che ti farà urlare e strappare i capelli — il richiamo! Ha ha ha ha

  25. Buongiorno! Mi trovo nella situazione di comprare a brevissimo un cucciolone di razza husky in allevamento (primo cane per me) e vorrei chiedere un parere a Valeria sul collare, visti i lunghi trascorsi con questa razza.
    Quello che mi preme è innanzi tutto il problema che hanno i collari “normali” quando il cane tira all’indietro i quali, a quanto leggo, tendono a sfilarsi. Vista la tendenza degli husky ad andare ad esplorare il mondo, ho il terrore che il cane possa liberarsi del guinzaglio classico e fuggire dalla mia supervisione… Il collare a strozzo è l’unico che assicura contro questi inconvenienti?
    L’allevatore mi ha caldamente consigliato l’utilizzo di questo collare, mostrandomene uno non in metallo ma composto da una semplice corda con all’estremità un anello metallico (tra l’altro mi ha lasciato abbastanza basito che me lo raccomandasse vista la cattiva nomea che ha in giro il collare a strangolo). Ha anche posto l’attenzione che siffatto collare è quello che preserva maggiormente il pelo del cane. Inoltre mi ha sconsigliato di usare pettorine con gli husky, visto che di solito per loro la pettorina è sinonimo di slitta da traino, quindi appena ne indossano una si sentono autorizzati a tirare come muli (questo però se sono già stati addestrati alla slitta, immagino… mica per istinto!).
    Dal momento che si sta parlando di una cucciola di husky di 6 mesi (che è già stata testata al guinzaglio ma non ha ricevuto una seria educazione ad esso) e non di un molosso adulto con problemi comportamentali, sono un po combattuto sulla scelta da fare… <:(

    • per mia esperienza personale: anche se non addestrati al traino nello specifico gli husky sembrano riconoscere una pettorina anche se non ne hanno mai vista una 😀

      La mia bastardona è una maestra nello sfilamento collari/pettorine&co… ma all’inizio avendo “il testone” le era più difficile. se comunque hai paura che quando sei in giro possa sfilarlo puoi utilizzare collare a fisso E a strozzo insieme. nel caso si sfili il normale scatta lo strozzo che la blocca. finchè tira normalmente invece agisce solo il fisso 🙂

  26. Al mio paese TUTTI i cani di taglia grande, senza alcuna eccezzione, hanno i collari a strozzo. Chi non ha il cane, e non è cinofilo, dubito sappia anche che cavolo sia un collare a strozzo, quindi non si lamenta. Pace dei sensi.

  27. REVISIONE DEI PRINCIPALI STUDI SCIENTIFICI ATTI A DIMOSTRARE LA LESIVITÀ DEL COLLARE A SCORRIMENTO
    Dr.ssa Francesca Pastorelli, medico fisiatra; Giuseppe D’Urbino, istruttore cinofilo e allevatore

    La convivenza tra uomo e cane è antichissima.
    Un’interpretazione basata su reperti archeologici fa risalire la nascita dei primi cani domestici tra il 14000 e il 20000 A.C.
    Recenti studi condotti su DNA mitocondriale ipotizzerebbero l’inizio della domesticazione a circa 135000 anni fa.
    Esistono numerosi dipinti fin dalle epoche più remote dove viene rappresentato il cane nei contesti di vita quotidiana, come ad esempio la stele di Abydos (2040-1640 a.C.) dipinta nell’antico Egitto, che ritrae scene di caccia di levrieri allevati per la caccia all’antilope e alla gazzella.
    In questi dipinti vengono ritratti cani con collare e condotti al guinzaglio.
    Passando ad epoche più recenti possiamo apprezzare in alcuni mosaici scampati alla distruzione di Pompei, raffigurazioni di cani, sempre con collare e guinzaglio (ingresso della casa del Poeta Tragico di Pompei 50°.C.-79 d.C.)
    L’utilizzo e la convivenza del cane con l’uomo è ritratta anche in un pezzo di terracotta di Ninveh (Iraq) del 850 a.C. dove è rappresentato un cane mastino con collare e guinzaglio accanto ad un uomo.
    Esistono poi pitture rupestri risalenti a più di 4000 anni fa nella Siberia Centrale a nord del lago Baikal che rappresentano una muta di cani che trainano una slitta.
    I Cukci e i Koikals, abitanti di quelle zone, svilupparono un alto livello di tecnicità nel traino delle slitte, utilizzando fino a 20 cani per ogni slitta, che imbracavano con appositi strumenti tecnici (oggi chiamate pettorine) in modo da spostare il punto di spinta del cane sul torace, così da facilitare il cane nell’azione di trainare. Come possiamo quindi notare dalle testimonianze del passato, il cane è da sempre stato gestito con collare e guinzaglio, tranne nei casi in cui si richiedesse al cane uno specifico lavoro: tirare, trainare una slitta.
    Le nuove tendenze nell’ambiente cinofilo dei paesi del nord Europa, negli ultimi 20-30 anni, si sono impegnate nel voler dimostrare quanto sia dannoso l’uso del collare, in particolare quello a scorrimento, portando a dimostrazione pseudo-studi scientifici che ora andremo ad analizzare.
    Le principali patologie ricollegate all’uso del collare sarebbero:
    – Danni cerebrali, atassia per ischemia
    – Danni oculari (rottura vasi dell’occhio, aumento pressione oculare, sindrome di Horner..)
    – Rottura dell’osso ioide
    – Traumi alla colonna vertebrale cervicale
    – Danni meccanici e ischemici a laringe, trachea, esofago e tiroide

    DANNI CEREBRALI E ATASSIA

    • L’unico documento che riporta danni cerebrali e atassia dovuto all’uso del collare non è uno studio, ma un case report, documentato da Grohmann K. Et al “Severe brain damage after punitive training technique with a choke chain collar in a German shepherd dog” Journal of Veterinary Behavior 8 (2013) 180-184.
    In questo caso il proprietario di un pastore tedesco ha dichiarato di aver letteralmente
    impiccato il cane tenendolo sollevato da terra per circa un minuto fino a che il cane non ha
    cominciato a mostrare segni di sofferenza neurologica.
    Tale pratica non è descritta in nessun libro di addestramento classico, e si tratta di un vero e proprio caso di maltrattamento.

    • Un altro studio molto citato quando si parla di danni cerebrali da collare è lo studio di Palmer and Walker “The neuropathological effects of cardiac arrest in animals: a study of five cases.” J Small Anim Pract. 1970 Dec;11(12):779-91.
    In questo studio vengono discussi vari tipi di trattamento per limitare danni cerebrali in animali dopo un episodio di arresto cardiaco.
    Non si parla di collare.

    • Uno studio più recente citato in merito ai danni cerebrali dovuto dall’uso del collare è lo studio condotto da Timm et al nel 2008: “Sequential magnetic resonance imaging changes after suspected global brain ischaemia in a dog.” J Small Anim Pract. 2008 Aug;49(8):408-12. In questo case report un cane di razza Carlino viene seguito con RMN per un periodo di 18 mesi dopo una sospetta ischemia globale in seguito ad un errore nell’anestesia.
    Non si parla di collare.

    DANNI OCULARI

    • Per quanto riguarda i danni oculari arrecati dall’uso del collare, esiste uno studio condotto da M.Pauli nel 2006 “Effects of the Application of Neck Pressure by a Collar or Harness on Intraocular Pressure in Dogs” J Am Anim Hosp Assoc 2006;42:207-211.
    Questo studio è stato condotto su 26 cani sani di diverse razze. È stata misurata la pressione intraoculare a riposo e nell’atto di tirare al guinzaglio.
    Metà dei cani indossavano una pettorina e l’altra metà il collare.
    Lo studio dimostra come la pressione oculare aumenti in modo significativamente maggiore nei cani che indossano il collare, senza tuttavia che questo provochi alcun danno oculare. Inoltre è stato dimostrato che la pressione oculare misurata dopo un minuto dalla cessazione dello sforzo torna ai livelli fisiologici in entrambi i gruppi di studio.
    Lo studio conclude consigliando l’uso della pettorina soprattutto durante le attività sportive in quei cani affetti da glaucoma o gravi problemi corneali.
    Ancora una volta quindi non è dimostrato alcun danno arrecato dall’uso del collare.
    Un dato tuttavia interessante è riportato in figura 2 e 3, dove viene misurata la forza con cui i cani tirano al guinzaglio indossando rispettivamente il collare o la pettorina.
    È interessante notare come i cani che indossano la pettorina sviluppino una forza di traino molto maggiore rispetto ai cani che indossano il collare, dimostrando così che la pettorina è uno strumento nato e utilizzato da sempre con l’intento di facilitare il cane nell’esercizio di tirare.

    Figure 2—Breed comparisons of intraocular pressure (IOP)
    increases that occurred under a force applied to a collar and
    under the forces generated by the dogs pulling. Blue bars
    represent the IOP changes (mm Hg) from baseline values,
    and yellow bars represent the force pulled (kilograms) by the
    dogs. Bars represent mean IOP change or force pulled ±
    standard deviation. Am Staff=American Staffordshire terrier

    Figure 3—Breed comparisons of intraocular pressure
    (IOP) increases that occurred under a force applied to a
    harness and under the forces generated by the dogs
    pulling. Blue bars represent the IOP changes (mm Hg)
    from baseline values, and yellow bars represent the
    force pulled (kilograms) by the dogs. Bars represent
    mean IOP change or force pulled ± standard deviation. Am Staff=American Staffordshire terrier.
    Anche la sindrome di Horner (HS) è stata imputata all’uso del collare a scorrimento.
    (La sindrome di Bernard-Horner, detta anche sindrome di Claude Bernard-Horner o sindrome oculopupillare è caratterizzata da un danno al tronco del sistema nervoso simpatico cervicale il quale non può più controbilanciare l’azione del parasimpatico, che prevale.)
    Gli studi riportati a sostegno di questa tesi sono:

    • Kern TJ1, Aromando MC, Erb HN “Horner’s syndrome in dogs and cats: 100 cases (1975-1985)” J Am Vet Med Assoc. 1989 Aug 1;195(3):369-73.
    In questo studio sono stati valutati 74 cani e 26 gatti con “Sindrome di Horner” (HS). I risultati sono stati che nei cani la HS è associata strettamente all’invecchiamento (p‹0,01). Nel 50% dei casi non si è potuti risalire alla causa della HS nei cani e nel 42,3% dei casi nel gatto. Dagli studi fatti pare che la causa più frequente di HS in cani e gatti sia un trauma (animali investiti dalle macchine), seguita da neoplasia intracranica e intratoracica e otite media.
    Nello studio condotto non si parla dell’uso del collare come causa di HS

    • Morgan RV1, Zanotti SW. “Horner’s syndrome in dogs and cats: 49 cases (1980-1986). J Am Vet Med Assoc. 1989 Apr 15;194(8):1096-9.
    Questo studio trova la causa della “Sindrome di Horner” (HS) in traumi alla testa, collo e torace, otiti croniche.
    Ancora una volta non è riportato nessun caso di HS legato all’ uso di collare.

    DANNI ALL’OSSO IOIDE

    • Per quanto riguarda le fratture dell’osso ioide esiste solamente una dichiarazione, senza alcun referto del veterinario, senza nessuna indagine radiologica e mai riportata su alcuna rivista scientifica come case report, scritta da Judy Kody Paulsen, fondatrice e direttrice del “Greyhound Companions of New Mexico”.
    Viene descritto come due giorni dopo una sessione di addestramento con collare a scorrimento, il cane avrebbe accusato difficoltà a respirare. Una volta portato dal veterinario sarebbe stata diagnosticata la frattura dell’osso ioide. Il cane sarebbe stato quindi tracheostomizzato per insufficienza respiratoria data dall’edema conseguente alla frattura.

    DANNI ALLA COLONNA VERTEBRALE

    • Lo studio in assoluto più citato sui danni da collare è quello di Anders Hallgren, laureato in psicologia umana, che ha redatto uno scritto “Back problem in dogs”.
    In questo “studio”, 400 cani sono stati sottoposti a visita osteopatica e comportamentale. In più i proprietari hanno compilato un questionario anonimo.
    Dalla visita osteopatica, è emerso che il 63% dei cani riportava danni alla colonna vertebrale (colonna lombare 72%, dorsale 67%, cervicale 27%. Il totale supera il 100% perché alcuni cani presentavano problemi su più segmenti della colonna vertebrale)
    Non sono stati eseguiti esami strumentali (Rx, TC, RMN) a conferma delle lesioni vertebrali.
    È importante sottolineare che le “lesioni vertebrali” di cui si parla e che potrebbero essere state diagnosticate dagli osteopati, vengono chiamate in gergo medico DIM (disturbo intervertebrale minore), anche detta sublussazione vertebrale. Il DIM consiste in una disfunzione vertebrale segmentaria dolorosa, benigna e reversibile che provoca contratture muscolari localizzate. È una sindrome estremamente frequente nell’uomo e che richiede alcune sedute di manipolazioni vertebrali.
    Da quanto riportato nello scritto tra i cani che presentavano un problema cervicale il 91% veniva gestito quotidianamente con il collare, mentre tra i cani che non riportavano danni cervicali il 78% veniva quotidianamente gestito con il collare.
    Questo vuol dire quindi che quasi l’80% dei cani gestiti con collare e guinzaglio, secondo quanto riportato dalle visite effettuate, non avevano sviluppato alcun problema cervicale. In più sono riportate diverse possibili cause che potrebbero provocare problemi cervicali, dorsali o lombari tra cui traumi (lotta con un altro cane, cadute o perdite improvvise di equilibrio all’interno di un autovettura, forte accelerazione o brusca sterzata) attività sportiva senza un adeguato riscaldamento precedente l’attività, ecc.
    È quindi difficile poter affermare con certezza che sia il collare la causa o l’unica causa in quella esigua percentuale di cani con danni cervicali.
    Tuttavia se fosse vero che il tirare al guinzaglio con indosso il collare provoca danni cervicali nei cani, sarebbe stato interessante ed eticamente corretto conteggiare quanti cani gestiti con la pettorina che tirano al guinzaglio presentavano danni dorsali.
    In conclusione questo scritto non si avvale di dati scientifici oggettivabili, è stato scritto e gestito in modo fazioso e riporta molte affermazioni sul collare non comprovate da alcuna prova scientifica.
    Infatti “back problem in dogs” non è mai stato pubblicato su alcuna rivista scientifica perché privo della minima metodologia richiesta per essere riconosciuto come “studio”.

    • Nel 2007 Miles Anita ha eseguito uno studio come tesi di laurea dal titolo: “Pathologies of the dog associated with the use of choke chain”.
    Sono stati presi in esame 6 cani gestiti abitualmente con il collare a scorrimento e sottoposti a visita osteopatica. È stato dato da compilare un questionario ai proprietari.
    Dalle visite è emerso che il 100% dei cani presentava danni cervicali (DIM ovvero sublussazione vertebrale) 89% danni alle vertebre toraciche, 89% danni alle vertebre lombari e 50% danni all’articolazione sacro-iliaca. Non sono stati eseguiti esami strumentali (Rx, TC, RMN).
    Tutti i cani sono stati sottoposti a tre sedute di manipolazioni osteopatiche con miglioramento delle lesioni vertebrali alla fine delle tre sedute. Tutti i cani sono stati gestiti anche durante il periodo di trattamento con il collare a scorrimento.
    Oltre all’uso del collare sono state ipotizzate altre cause di danni cervicali (DIM)che sono: esercizio di conduzione con il cane in condotta, che può provocare tensione monolaterale dei muscoli cervicali; giochi traumatici (es. disc dog); il dormire su superfici rigide o in spazi ristretti (es. kennell); giochi concitati tra cani; il vivere in spazi ristretti che non permette al cane un movimento tale da allentare la tensione muscolare; usare un guinzaglio troppo corto.
    Visto tutte le possibili cause di sublussazione vertebrale pare quindi molto difficile sostenere che la causa del danno vertebrale sia legato all’uso del collare. Inoltre sono stati presi in esame solo cani gestiti con il collare, quindi manca un gruppo di controllo (es. cani gestiti con la pettorina) per vedere se le lesioni vertebrali sono presenti solo nei cani gestiti con collare o no. Inoltre non è stato fatto un controllo a distanza dalla fine del trattamento, per vedere se i benefici delle manipolazioni sono durature nel tempo, e dopo la fine del trattamento i cani non sono stati gestiti con una pettorina per verificare se, a distanza di tempo, ripresentavano comunque le stesse lesioni vertebrali.
    Inoltre ipotizzando che sia vero che il collare porti a sviluppare con frequenza una sublussazione cervicale, si potrebbe ipotizzare che l’uso della pettorina causi sublussazioni toraciche visto che le forze di traino si scaricano sul torace dell’animale.
    In conclusione possiamo dire che anche in questo caso non è stato utilizzato un metodo scientifico per eseguire questo studio, quindi non può essere utilizzato per dimostrare possibili danni da collare sul cane.

    DANNI MECCANICI E ISCHEMICI A LARINGE, TRACHEA, ESOFAGO E TIROIDE

    Per quanto riguarda danni meccanici e ischemici a laringe, trachea, esofago e tiroide non esistono studi scientifici a confermare tale teoria.

    • Esiste un articolo “Good trainers: How to identify one and why this is important to your practice of veterinary medicine” pubblicato da Brammeier et al. Journal of Veterinary Behavior (2006) 1, 47-52 che si propone di dare una serie di suggerimenti su come identificare un “good trainer”.
    All’interno dell’articolo si parla di collari e pettorine e vengono elencati tutti i possibili danni da collare: danni a laringe, esofago, tiroide e trachea senza riportare nessuna fonte scientifica.

    • Anche nel libro scritto da Overall “Manual of clinical behavioural medicine for dog and cats” vengono elencati senza alcuna nota bibliografica i danni causati dal collare a laringe, esofago, tiroide e trachea.

    A conclusione di questa ricerca si può affermare con certezza che non esistono studi scientifici che documentino possibili danni provocati dallo strumento “collare a scorrimento”, a maggior ragione se utilizzato sotto l’attenta supervisione di addestratori di lungo corso.
    È altrettanto importante non dimenticare che nell’approccio classico, l’uso dello strumento “collare a scorrimento” è sempre sostenuto da capacità relazionali dell’addestratore, il quale oltre ad avere una ampia conoscenza delle tecniche addestrative e delle doti del cane, si avvale della collaborazione di veterinari.

    Il vero studio sull’uso del collare, della pettorina e delle metodologie di addestramento, è racchiuso nei pedigree di tutti quei cani che da centinaia di anni vengono sottoposti a prove zootecniche di selezione (ztp, BH, IPO 1,2,3; brevetto per la protezione civile) e tutte le altre attività sportive che il cane svolge in collaborazione con l’uomo.
    Le stesse testimoniano anche lo stato di salute di migliaia di stalloni e fattrici utilizzati dagli allevatori per il miglioramento delle razze da utilità.
    Infatti questi cani sono stati gestiti, addestrati e allenati con il collare a scorrimento fin dalla creazione di queste razze.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.