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E ci risiamo… rottweiler morde bambino, i commenti cinofobi si sprecano

bimbarottdi VALERIA ROSSI – “Stavamo tornando a casa, sul marciapiede in via Meriggia – racconta la mamma, Katia – quando quel cane è sbucato di corsa da una pista ciclabile, senza guinzaglio né museruola, correndo come un toro infuriato. Io ho gridato a mio marito di prendere in braccio i bambini, lui lo ha fatto ma il cane gli si è avventato contro e ha azzannato la gamba di mio figlio“.
Così si legge nell’articolo del Corriere che narra l’ultimo episodio della serie “cani pericolosi”.
Seguono decine di commenti a base di cani “creati in laboratorio” & affini, e non uno – non UNO – che abbia fatto rimarcare il comportamento ad altissimo rischio del padre del bambino.  L’ho scritto io, un commento in merito: ma si perderà nella marea di insulti a cani, padroni e simpatizzanti e che forse (ma forse) potrà servire a una o due persone. Se invece la cosa più importante e più evidente (NON si prendono in braccio i bambini vedendo arrivare un cane di corsa, perché questo stimola l’impulso predatorio!) fosse stata inserita in calce all’articolo, magari l’avrebbero letta in tanti e qualcun altro avrebbe evitato di farsi azzannare il figlio.
Ovviamente, però, a giornali e giornalisti non interessa mai dare uno straccio di consiglio utile: a loro interessa solo far scena, parlare di “minuti interi di terrore”  (minuti, eh… però INTERI!), far rimarcare il lato splatter (“urlando gli ho strappato la gamba di mio figlio dalla bocca“… e posso anche capire che in preda al panico non si ragioni, ma adesso vorrei anche capire quante delle lesioni del bambino siano state provocate dal cane e quante, invece, dalla mamma che gli ha “strappato via” la gambina dalla bocca.
Insomma, questa signora ha messo insieme una compilation di cavolate terribili, la seconda delle quali è anche comprensibile, mentre la prima si sarebbe potuta evitare (e probabilmente avrebbe evitato tutto il resto della tragedia) se solo la mamma avesse avuto un minimo di competenze cinofile.
Quindi, per l’ennesima volta, mi domando: ma invece di mostrare in TV il macho (o il “micio”) di turno che domano, educano, addestrano, insomma che lavorano con i cani, non sarebbe il caso, almeno una volta ogni tanto, di dare qualche semplice lezione di cultura cinofila agli umani?
Compresa, per carità, anche qualche bella lezioncina di responsabilità per i proprietari: perché un cane di grossa taglia (per quanto sia sempre stato buono e tranquillo) NON si molla in mezzo alla strada senza guinzaglio (o se si molla, gli si mette la museruola: anche solo per evitare che i cinofobi, urlando e starnazzando, stimolino l’aggressività anche remotissima che qualsiasi cane deve per forza possedere… altrimenti non sarebbe un cane).

ragazzarottIn questa storia, per l’ennesima volta, c’è un umano incapace di gestire il suo cane (santo “patentino”, dove sei? Ti vedremo mai?) e ci sono altri umani incapaci di reagire con un minimo di freddezza vedendo un rottweiler che arriva di corsa (“come un toro infuriato”? Non credo proprio: penso che corresse come un cane libero che si sta divertendo. E probabilmente, senza scene di panico, avrebbe continuato semplicemente a correre).
Il fatto che il proprietario sia arrivato “con calma, dopo alcuni minuti” a me fa pensare che il cane non fosse scappato (altrimenti lui sarebbe arrivato di corsa, preoccupatissimo) ma che fosse stato liberato perché, probabilmente, l’umano si fidava di lui. Evidentemente si è fidato un po’ troppo, ma non penso proprio che avrebbe mai liberato con tanta nonchalance un cane notoriamente aggressivo… quindi mi pare altamente probabile che il cane, fino a ieri, non avesse mai fatto nulla di male.
Ed è lecito supporre che avrebbe continuato così, se la famigliola fosse rimasta ferma e tranquilla.
Purtroppo le cose sono andate diversamente: ora passeranno guai il proprietario del cane (che se li merita) e soprattutto il cane (che rischierà conseguenze gravissime, pur avendo fatto semplicemente “il cane” e avendo quindi afferrato con i denti quello che gli dev’essere sembrato un nuovo e divertente giochino.
Che altro dire? Niente.
E’ sempre, sempre, sempre la stessa storia: gli umani non capiscono i cani, non sanno nulla di cani, non riescono a gestire i cani, non sanno cosa fare di fronte a un cane … e ad andarci di mezzo sono sempre e solo gli innocenti (bambini e cani stessi).
Parafrasando il celeberrimo film, “non ci resta che piangere”.
Però, in realtà, basterebbe un po’ di informazione SERIA in più.

 

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto e tiene diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI). Da settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) è tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO).