domenica , 19 novembre 2017
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Home >> Vita col cane >> Cinque semplici regole per evitare che un cane al guinzaglio ci morda (o morda i nostri bambini)

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Cinque semplici regole per evitare che un cane al guinzaglio ci morda (o morda i nostri bambini)

cinque2_1di VALERIA ROSSI – Visto l’enorme successo dell’articolo “Cinque semplici regole per evitare che un cane libero ci morda”, mi sembra giusto proporre una seconda puntata dedicata ai cani al guinzaglio.
Perché anche questi possono mordere.
Tutti i cani possono mordere, è bene tenerlo a mente… compresi quelli piccoli, compresi quelli appartenenti a razze considerate “buone”: anche perché i cani non hanno le mani e possono usare solo la bocca per dirci cose come “non mi toccare, non gradisco”, “fatti più in là”, “come ti permetti?”… e così via.
In realtà, prima di usare la bocca, quasi sempre il cane manda segnali assai precisi, che però possono essere letti solo da chi ha studiato un po’ di canese. I non-esperti e non-cinofili, al contrario, spesso non riconoscono (o addirittura travisano) questi segnali, dopodiché il cane si vede costretto a passare alle vie di fatto.
Anche in questo caso dovrebbe bastare un po’ di buon senso, ma… forse anche in questo caso è meglio avere un piccolo vademecum a disposizione, soprattutto se abbiamo dei bambini.
Quindi:

1) Chiedere SEMPRE il permesso al proprietario, prima di approcciare un cane sconosciuto
E non mi sembrerebbe neppure il caso di dare spiegazioni… ma siccome in pochi lo fanno, forse è il caso di far capire a più persone possibile che il fatto che il signor X o la signora Y vadano in giro con il loro cane non significa assolutamente che il cane sia a disposizione di chiunque per farne qualsiasi cosa. Il cane potrebbe essere poco amichevole non gli estranei, ma potrebbe anche aver paura delle persone che non conosce: chi ci dà il diritto di spacioccarlo come se fosse una nostra proprietà?
Se il signor X, anziché avere un cane al guinzaglio, tenesse in mano un’altra cosa SUA (il portafoglio, un orologio, un giornale)… vi sentireste per caso autorizzati a metterci le mani sopra?
POSTILLA: fidatevi sempre più del cane che del padrone.
Se l’umano vi dice “è buonisssssimo!“, ma il cane vi mostra i denti, evitate di toccarlo. Idem se si irrigidisce, se arretra, se tiene la bocca serrata, se spara le orecchie indietro: sono tutti segni di tensione e nervosismo che non preludono a nulla di buono (e anche se il cane non arrivasse mai a mordere, perché sottoporlo a uno stress inutile? Cerchiamo di rispettare anche lui, oltre a proteggere noi stessi).

cinque2_22) Non approcciare MAI un cane frontalmente
Spiegazione: l’approccio frontale è quello che i cani utilizzano quando vogliono sfidarsi: se intendono fare amicizia fanno sempre “il giro largo”, avvicinandosi lateralmente perché questa è già di per sè una dichiarazione di non belligeranza.

LA COSA GIUSTA DA FARE è avvicinarsi lateralmente, facendo una piccola curva. E’ importante insegnare anche ai bambini che non si corre dritti incontro a un cane (specie se sconosciuto): loro spesso tendono a farlo perché amano i cani e quindi vorrebbero correre ad abbracciarlo (altro errore, vedi punto 3), ma il cane può intepretare questo movimento come una vera e propria aggressione.

3) Non guardare MAI un cane dritto negli occhi
Spiegazione: anche questo, in linguaggio canino, è un segnale di sfida e di ostilità.

LA COSA GIUSTA DA FARE è guardare verso le spalle del cane, o proprio guardare altrove. Qui bisogna fare attenzione soprattutto ai bambini, che (specie se sono molto piccoli, o se il cane è molto grosso) hanno proprio i loro occhi alla stessa altezza di quelli del cane. Insegnamo loro a distogliere lo sguardo.

cinque2_34) I cani sconosciuti NON si abbracciano!
E in realtà neanche quelli conosciuti, se possibile…
Spiegazione: l’abbraccio, per il cane, non ha alcun significato. Sono i primati che si abbracciano in segno di affetto: i cani non lo fanno e neppure lo capiscono. Il “nostro” cane, dopo un po’ di tempo che vive con noi, può imparare a capire e ad apprezzare (ma più spesso a “sopportare”) questo gesto: un cane sconosciuto lo vivrà sempre e solo come un’irritante invasione del suo spazio, se non addirittura come un’aggressione. Lo stesso vale, ovviamente, per i baci sul muso e per tutti i gesti tipicamente umani che non solo i bambini, ma anche gli adulti compiono fin troppo spesso (e se non ci sono almeno un centinaio di morsicature al giorno in risposta, è proprio perché i cani solitamente sono dei santi. Ma può esserci sempre l’eccezione…)

LA COSA GIUSTA DA FARE è farsi prima annusare (tendendo una mano DAL BASSO verso il muso del cane), poi osservare le reazioni del cane (scodinzola allegramente? Tiene la bocca aperta (segno di rilassatezza) oppure chiusa (segnale di tensione)? Ringhia? Si irrigidisce? …e poi comportarsi di conseguenza. Se è allegro e rilassato lo si può accarezzare (ma nel modo giusto, v. punto 4), se appare nervoso o addirittura ostile è bene fare un passo indietro, rispettando la sua distanza intima che evidentemente lui non vuole vedere violata. Se si aspetta qualche attimo, è probabile che sia il cane ad avvicinarsi a noi. Se non lo fa, meglio evitare di toccarlo.

5) Non si incombe dall’alto su un cane sconosciuto e NON gli si danno pacche sulla testa
Spiegazione: questi sono visti dal cane come gesti di dominanza e non certo come segnali amichevoli (anche se la nostra intenzione sarebbe proprio quella). E siccome non si vede per quale motivo un cane dovrebbe sottomettersi ad un perfetto estraneo che si prende certe confidenze, ribadisco: il fatto che non ci siano  morsicature a ripetizione è un altro segno di santità canina.
Per essere ancora più chiari: dare pacche sulla testa di un cane, in canese, non significa “Ehi, ciao bello, ma lo sai che mi sei proprio simpatico?”, bensì:  “Ehi, tu… mi sento superiore a te e mi aspetto che tu lo riconosca”.
Voi come reagireste a un tizio mai visto e conosciuto che vi approcciasse in questo modo?

LA COSA GIUSTA DA FARE è accarezzare il cane sulla gola e/o sul petto (sempre che si sia mostrato amichevole). Anche in questo caso bisogna insegnare le mosse giuste ai bambini, che invece tendono SEMPRE a piazzar manate sulla testa dei cani che incontrano. Fare esercizio a casa con un peluche è un gioco divertente che può risparmiarci molti dispiaceri.

 

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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