nsd_ricerca di DAVIDE MARINELLI –  Chi di voi non è rimasto affascinato nel veder lavorare i cani delle forze dell’ordine che ricercano sostanze stupefacenti o esplosive?
Detection dogs, detector dogs o sniffer dogs sono tecnicamente i nomi con cui vengono definiti, a livello internazionale, i cani che hanno il compito di vigilare sulla nostra sicurezza.
Concentrazione, determinazione, indifferenza agli stimoli ambientali… l’unico obbiettivo è scovare anche la più debole emanazione della sostanza oggetto della ricerca, e tutto questo per un premio, cibo o gioco che sia (rinforzo positivo)!
Dopo circa due anni di ricerche e prove pratiche sul campo, ho sviluppato un protocollo innovativo per insegnare ai cani da ricerca di sostanze, impiegati in ruoli di pubblica sicurezza, il cosiddetto “ imprinting odoroso della sostanza ”;  ossia per creare quella associazione  “odore -> rinforzo positivo” che sta alla base della motivazione per cui il cane svolge il suo lavoro… ma questa è un’altra storia e tra poco capirete il perché di questa premessa.
In questi due anni di lavoro, con un paio di miei cani, ho potuto vivere direttamente sulla mia pelle l’emozione di farmi guidare da loro nell’ispezione di veicoli ed edifici in cui erano stati precedentemente nascosti dei quantitativi di target odor (sostanza oggetto della ricerca) senza che io ne conoscessi la posizione, ricerca che tecnicamente viene definita blind (cieca).
Eravamo io ed il mio cane, io mi dovevo affidare totalmente a lui, al suo naso, alla sua capacità di rimanere focalizzato sul suo lavoro; a me il ruolo di condurre la ricerca sulla base dello scenario e la concentrazione massima sul suo linguaggio del corpo, il cui minimo cambiamento mi indicava se stava entrando nel cono d’odore emesso dalla sostanza, ed alla fine la segnalazione: il cane si siede, rigido, con gli occhi focalizzati sul punto di massima concentrazione dell’odore… non eravamo più due singoli, ma una unica entità, uniti da una reciproca fiducia.
Tutto questo era meraviglioso, e pensandoci bene c’era il modo per far si che questa esperienza fosse alla portata di tutti i proprietari! Come?
Diverso tempo prima avevo letto un articolo, su una rivista americana online del settore cinofilo, che parlava di una disciplina sportiva nata negli USA nel 2006 da professionisti che preparavano detection dogs per scopi di pubblica sicurezza, i quali avevano deciso di derivare dalla loro attività un vero e proprio sport, dove le sostanze da ricercare erano semplici oli essenziali.
K9 Nosework, Search Work o Scent Work sono i nomi con i quali viene definita questa disciplina negli Stati Uniti, dove vengono organizzate prove e test che si svolgono in ambienti urbani, ispezionando vetture, edifici, bagagli ecc… praticamente qualsiasi cane da compagnia poteva da quel momento in poi seguire le orme dei suoi simili  “con le stellette”, ma non alla ricerca di pericolose sostanze, bensì di essenze innocue e legali.
Decisi pertanto che era il caso di offrire l’opportunità, anche ai cinofili italiani, di potersi dedicare ad un’attività simile e quindi, prendendo lo spunto dagli americani, sviluppai il Nosework scent detection.

nsd_targetodorNosework
è una parola già nota nel panorama cinofilo italiano, identifica quelle attività in cui il cane utilizza l’olfatto: ricerca oggetti, piste, tracce, discriminazione olfattiva.
Scent detection letteralmente viene tradotto dall’inglese come “rilevazione dell’odore” e fu “l’etichetta” che decisi di dare alla mia disciplina.
Avevo trascorso gli ultimi due anni nella ricerca e sviluppo di un nuovo protocollo per la preparazione di cani da lavoro: ora dovevo adattare le conoscenze acquisite sul campo in una forma accessibile a qualsiasi cane da compagnia.
Decisi quindi di preparare al Nosework Scent Detection una mia femmina di labrador di nove anni, secondo un modello fruibile da qualsiasi cane, ed i risultati arrivarono facilmente e “felicemente”, perché lei era sempre più entusiasta, di sessione in sessione.
Alcuni di voi potranno pensare che in tutto questo non ci sia affatto nulla di nuovo poiché anche i cani da tartufo, da caccia, da ricerca di persone, da IPO nella pista, utilizzano l’olfatto.
E’ assolutamente vero ed innegabile che in tutte queste attività, altrettanto affascinanti, si utilizzi l’olfatto, ma c’è una cosa che differenzia il Nosework Scent Detection da tutto il resto: l’immaterialità dell’oggetto della ricerca.
Il cane da tartufo segue l’effluvio e trova il tartufo, quello da caccia attraverso l’emanazione scova la selvaggina, il cane da ricerca seguendo il cono d’odore o la traccia arriva al disperso, quello da IPO segue la pista e trova gli oggetti lasciati dal tracciatore.
Tutto quello che accomuna queste, seppur diverse, discipline è la “materialità” dell’oggetto della ricerca. Anche nella discriminazione olfattiva il cane, tra diversi oggetti uguali, deve riconoscere e riportare quello toccato dal suo conduttore. Anche qui c’è qualcosa di materiale.
Nel Nosework Scent Detection l’oggetto della ricerca è invece “immateriale” poiché il cane deve individuare e segnalare dove è stato occultato il “target odor” che potrebbe essere: all’interno di una presa elettrica a muro, nell’intercapedine di una finestra, nella fessura dello sportello di un’auto, in mezzo a tanti bagagli o scatoloni tutti uguali, eccetera.
L’effluvio del target odor condurrà il cane al luogo in cui è stato nascosto e lui ne segnalerà al suo conduttore il ritrovamento, rimanendo fisso in piedi, sedendosi o mettendosi a terra, ma sempre focalizzato con lo sguardo sulla sorgente dell’odore. Infine… verrà ricompensato!
L’immaterialità del target odor non è affatto una cosa da sottovalutare. Vi assicuro che per un predatore come il cane, il fatto di dover scovare un odore ed essere ricompensato con qualcosa che non ha nulla a che fare con quell’odore, all’inizio non è un processo semplice da assimilare.
Superato questo ostacolo iniziale, però, il vostro cane si appassionerà tantissimo nell’investigare ambienti sempre diversi alla caccia di quell’odore nascosto.
Non sono richiesti né mezzi né attrezzature particolari per praticare Nosework Scent Detection: il kit formato dai 3 target odors, un guinzaglio lungo un paio di metri, un collare fisso e/o una pettorina ed una vasta gamma di ricompense in cibo e gioco per motivare il vostro cane.
Inoltre potrete usare tutta la vostra creatività allenandolo in scenari sempre diversi e pian piano più difficili. Vi posso garantire che sia voi che il vostro cane non vi annoierete mai!
Possiamo assolutamente definirla come un’attività aperta a tutti i cani, di razza e non, ed adatta a tutti i conduttori. Non sono necessarie particolari doti atletiche, non è richiesto nessun prerequisito addestrativo, possono iniziare a praticarla persino i cuccioli ed è adattissima anche per soggetti anziani che non hanno più l’atleticità di una volta.
Attraverso questa disciplina si potranno trarre innumerevoli benefici: i cani insicuri potranno aumentare il loro senso di autoefficacia, quelli molto attivi potranno canalizzare le loro energie in un’attività più mentale che fisica, i conduttori impareranno a leggere con cura il linguaggio del corpo del proprio cane e svilupperanno quella umiltà che spesso manca a molti!
Da esecutore di indicazioni date dal suo conduttore, quale è il suo ruolo nella maggior parte delle discipline cinofile, il cane diverrà attore protagonista e guiderà il suo compagno umano attraverso una realtà affascinante, non tangibile nella quale lui primeggia: il pianeta olfattivo!

Il 15-16 giugno si terrà un seminario di formazione sul nose work scent detection presso il centro cinofilo Alfadog

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